Articolo
13 dic 2017

FOTO | La fermata Palazzo Reale / Orleans si rifà il look, ma…

di Salvatore Galati

Dopo la riapertura della strada di Corso Re Ruggero, per i lavori di ripristino dei giunti di impermeabilizzazione, adesso si passa ad una ristrutturazione interna della stazione. Sono stati installati un nuovo controsoffitto ed una nuova illuminazione La fermata è dotata di un'ascensore, però purtroppo non funzionante. Se non fosse guasto, sarebbe utile a metà, perché dall'ingresso principale scende fino alla banchina del binario 2, quello direzione Giachery, ma non porta al livello più inferiore della banchina e quindi non è possibile raggiungere il binario 1, direzione Palermo centrale. Infatti l'ingresso lato piazza Indipendenza, è dotato solo di scale e non vi è l'ascensore, vi chiediamo come fa una mamma con passeggino o una persona disabile a prendere il treno dal binario 1?

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Segnalazione
06 lug 2015

Imbrattate le auto del Car Sharing Palermo

di Fabio Nicolosi

Riportiamo la segnalazione del Car Sharing curato da Amat che la notte scorsa ha ricevuto un atto vandalico sulle loro auto. Condanniamo con fermezza questo gesto che danneggia un bene pubblico. La nostra è una città piena di contraddizioni fra desiderio di migliorarsi e rifiuto, con qualsiasi mezzo, di ciò può "disturbare" il ristretto orticello del privato, anche se si danneggiano gli interessi della collettività. Ieri sera abbiamo subito un atto vandalico in via Cheren a Passo di Rigano dove due nostre auto sono state imbrattate di vernice. La contraddizione sta proprio nel fatto che in talune zone della città non si vuole guardare all'evoluzione dei servizi al cittadino. Noi continuiamo, tuttavia, ad andare avanti, consci che dobbiamo fare la nostra parte anche nelle periferie e non solo nel salotto buono della città, per migliorarle e renderle più vivibili. Proprio perché palermitani siamo tutti, ma ricordiamoci che Palermo è troppo bella rimanere nella mediocrità sociale come qualcuno ottusamente vorrebbe. Aiutiamo la nostra Città (tutta) ad essere migliore e più bella.   Il servizio Car Sharing comunica infine che le vetture sono state ripristinate e già state poste in servizio.

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Articolo
23 ott 2017

Un impianto a fune tra Palermo e Monreale, sogno o realtà?

di Fabio Nicolosi

Assistere ad una laurea è sempre emozionante, ma esserne i protagonisti è qualcosa di unico. Oggi quindi invece dei soliti articoli voglio raccontarvi il mio elaborato finale. Oggetto del mio lavoro è stato lo studio di un collegamento a fune per la mobilità passeggeri tra Palermo e Monreale. Occorre inanzitutto dare qualche notizia sull’importanza di questo collegamento. La cittá di Monreale prende vita a fine 1400, metá 1500. 
Ma fin da subito le due realtá sentono il bisogno di un collegamento stabile, cosí nel 1592 viene realizzata la prima strada. Qualche anno dopo, nel 1620 l’arcivescovo di Monreale sente la necessitá di migliorare ulteriormente il collegamento e quindi la strada viene rettificata e resa carrabile e viene collegata all’appena costruito Corso Caltafimi. Con il passare del tempo, venne curato anche l’aspetto estetico con la realizzazione di fontane e di un portale monumentale di ingresso verso Monreale. Passaggio fondamentale è la realizzazione nel 1889 della prima linea tramviaria tra Piazza Bologni e la Rocca. Dopo 11 anni, nel 1900, si realizzò il collegamento diretto con Monreale. Purtroppo la tramvia venne lentamente abbandonata in favore di filubus e successivamente smantellata nel 1946, proprio dopo la seconda guerra mondiale. Oggi il collegamento tra i due centri abitati è fondamentale perché complice la vicinanza vi è l’assenza di numerosi servizi, tra cui presidi ospedalieri, giuridici, scolastici. Vi è dunque un bisogno di spostarsi per raggiungere, chi da pendolare, chi da turista i due comuni. Inoltre il Duomo di Monreale è diventato patrimonio Unesco e ciò ha fatto crescere la presenza di turisti che giornalmente si recano in visita al monumento. Un primo aspetto che si è analizzato è stato proprio il pendolarismo. Tramite i rilevamenti ISTAT si è visto che il numero di abitanti a Monreale è aumentato negli ultimi 10 anni perché sempre più persone preferiscono, spinte anche dalla crisi economica, lasciare la città per transferirsi dove la locazione e l’acquisto di immobili sono più vantaggiosi. Sempre da dati ISTAT, si è estrapolata dalla matrice di pendolarismo il totale di individui che giornalmente si spostano da Monreale a Palermo incrociando i dati dei tempi di percorrenza e del mezzo utilizzato. Grazie ai dati forniti dall’azienda AST si è potuto rappresentare graficamente i flussi di pendolari che, come ci aspettavamo, sono maggiori nelle prime ore del mattino verso Palermo e si ha il maggiore flusso verso Monreale all’ora di pranzo Infine grazie ai dati forniti dal Comune di Monreale, si è visto che il numero di abbonamenti che gli studenti hanno richiesto e che vengono gratuitamente distribuiti ad anziani ed invalidi è in costante crescita, segno che la domanda di trasporto pubblico è presente ed è in aumento. Dal punto di vista turistico sono più di 
800 gli utenti che mediamente visitano ogni giorno il Duomo. Dopo aver analizzato i dati statistici, si è focalizzata l’attenzione sull’infrastruttura esistente e quindi sui sistemi di trasporto esistenti. 
Sistemi di trasporto che si basano eslcusivamente su gomma, tra mezzo pubblici e mezzi privati. 
Per quanto riguarda i mezzi pubblici, le ditte che effettuano il servizio tra Palermo e Monreale sono l’AST e l’AMAT con percorsi simili, ma capolinea di partenza e arrivo diversi. Proprio sul tema dei capolinea abbiamo voluto fare un punto della situazione cercando di trovare delle soluzioni per migliorare con costi minimi il presente. 
E’ impensabile che gli utenti debbano attendere un bus con delle pensiline striminzite, ma sopratutto senza una chiara indicazione che permetta ai turisti di conoscere gli orari, le modalità di pagamento del servizio e la frequenza della stesso. Vista l’importanza che nei prossimi mesi acquisirà Piazza Indipendenza sarebbe utile attestare li il primo HUB di interscambio tra mezzi extraurbani e mezzi pubblici (treno – tram – bus). Per Monreale invece l’ideale sarebbe concentrare tutto al Parcheggio Cirba, che viste le dimensioni sarebbe in grado di ospitare mezzi e navette pubbliche. Ulteriore nodo di interscambio potrebbe essere Parcheggio Basile, che viste le grosse potenzialità potrebbe essere il primo stop forzato per chi proviene da fuori città ed intende entrare in città. Ultimo aspetto, ma forse più interessante è stato lo studio dei sistemi a fune esistenti, di cui possiamo vedere alcune immagini (Rio, Singapore, Portland, Medellin, Londra) e la possibilità di importare lo stesso sistema a Palermo proprio per collegare Monreale. 
Dallo studio sui pendolari, sono stati calcolati (grazie ad un software presente al seguente link) a seconda di diverse portate orarie di utenti, tre preventivi per possibili costi di un impianto a fune che potrebbe essere realizzato tra il Parcheggio Basile e il Parcheggio Cirba. L’impianto a fune è stato scelto sia per motivi legati all’aspetto ambientale e turistico, sia perché potrebbe essere un’alternativa al trasporto "terreno", che potrebbe quindi portare ad una riduzione dei mezzi in circolazione, abbattendo quindi l’inquinamento, il rumore e lo stress di chi quotidianamente effettua lo spostamento tra Palermo e Monreale. Si potrebbe optare per una tipologia di trasporto misto fune-monorotaia così come già visto nell'articolo pubblicato qualche giorno fa L'invito che voglio rivolgere a tutti i colleghi è quello di rendere pubblico e pubblicare tutte le loro tesi affinché le stesse non rimangano sogni nel cassetto, ma divulgarle perchè lavori simili possono creare dibattiti e portare anche piccoli risultati a breve e lungo termine. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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Articolo
20 set 2018

Porto di Palermo | Aggiudicato il concorso internazionale di idee

di Fabio Nicolosi

Ha un vincitore il concorso internazionale di idee indetto lo scorso gennaio dall'Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale per potenziare il porto di Palermo, riallacciandolo alla città. Ad aggiudicarsi la competizione è stato il raggruppamento guidato dalla società Valle 3.0 di Roma, del quale fanno parte E.T.S. Spa Engineering and Technical Service,De Biasio Progetti e Hipro. La graduatoria, diventata definitiva, è stata resa pubblica lo scorso 6 settembre. Al secondo posto si classifica il team guidato da Gianluca Peluffo & Partners Architettura e al terzo il raggruppamento che fa capo ai tedeschi di Heinle, Wischer Gesellschaft fur Generalplanung(si veda l’avviso di aggiudicazione). La progettazione di due nuovi terminal, uno crocieristico e l'altro Ro-Ro, e di un edificio che funzioni da interfaccia tra la città e il porto, diventa l'occasione per riqualificare il waterfront e integrare il nuovo layout portuale nella vita urbana. A coordinare il team di progetto è stata Emanuela Valle - socia di Valle 3.0 con Maria Camilla, Gilberto e Silvano Valle - in collaborazione con Carlo Prati, architetto e docente a Roma Tre e allo Ied, e con Franco Karrer, già presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici. «La nostra società è stata costituita nel 2015 da Emanuela, Maria Camilla, Gilberto e me. Eravamo soci di Studio Valle Progettazioni di Roma, poi ci siamo separati e abbiamo costruito questa nuova realtà», spiega Silvano Valle. «Ci occupiamo - continua - di architettura, dallo studio di fattibilità, ai rilievi, ai business plan, fino alla direzione dei lavori e al collaudo delle opere, fondamentalmente opere civili» e «abbiamo sviluppato una profonda esperienza personale in tema di nodi di interscambio: siamo stati consulenti per gli aeroporti di Torino, Lamezia Terme e Bari». Mitigare il ruolo del porto come infrastruttura, riportare funzioni urbane sul fronte mare sono gli obiettivi. Delicata la progettazione dell'edificio su via Crispi (che deve contenere gli uffici delle compagnie di navigazione, la biglietteria e altre funzioni più “urbane”). Si tratta di un edificio che ha il difficile compito di mitigare l'effetto barriera della strada che divide la città dal porto (appunto via Crispi) e di ricucire la relazione città-mare. Per esso il team vincitore ha pensato ad una sequenza di edifici con proporzioni che riprendono quelle della morfologia urbana tradizionale di Palermo. «Creare una maglia di giusta proporzione e dimensione, ma soprattutto giungere alla giusta visibilità tra i due elementi: terra e mare, è stato fondamentale», racconta Maria Camilla Valle. Percorrendo, virtualmente nel progetto, le strade della città e dirigendosi verso il mare, ci si ritrova, per mezzo degli edifici-interfaccia, su un nuovo piano urbano alla quota di sei metri, da cui partono le passerelle in quota (richieste da bando) che raggiungono i due nuovi terminal, Ro-Ro e crociere. «L'edificio-interfaccia - racconta Emanuela Valle - in corrispondenza dell'accesso al porto, da bando, doveva essere ad una quota più alta. Noi abbiamo sfruttato ciò prevedendo, al di fuori delle funzioni canoniche di un edificio portuale, un volume da destinare al museo dell'emigrazione, che dovrà essere approfondito», continua la coordinatrice del progetto. «Abbiamo immaginato di stare sopra questa passerella, che ha una visuale molto particolare, perché davanti c'è il mare, con le navi che lasciano la città, dall'altra parte c'è la città. Quindi è il punto esatto dove ci si immagina che gli emigranti salutassero i parenti. Non solo: questo edificio dovrebbe diventare una sorta di faro, posto tra porto e città» riferisce ancora Emanuela Valle. È proprio l'edificio-faro il landmark del progetto, non i nuovi terminal come richiesto dal bando. Dar vita ad un nuovo insieme di relazioni tra città e porto, concependo i terminal non come edifici isolati, ma come parte di un sistema costruito a partire dalla trama urbana, dai percorsi, dai flussi, dalle esigenze di security, è stata la preoccupazione principale dei progettisti, meno interessati a ideare edifici accattivanti. «La sensibilità al contesto è stato uno degli elementi risolutori dell'approccio che abbiamo riservato alla progettazione: non abbiamo inteso offrire formalismi che sembrano essere una risposta abbastanza diffusa nell'affrontare temi di questo genere. C'è già una casistica in Italia attiva da questo punto di vista», commenta Carlo Prati. Per il terminal crociere e per il terminal Ro-Ro, da realizzare rispettivamente sul molo Trapezoidale e sul molo Piave, i progettisti hanno pensato ad edifici che si organizzano intorno a delle grandi piazze coperte. L'obiettivo, precisa Silvano Valle, è quello di «farle vivere ai cittadini, in modo da restituire loro il porto». C'è una continuità tra le piazze dei terminal e le passerelle in quota che partono dall'edificio-interfaccia. A quota 6 metri si sviluppa, infatti, un nuovo piano urbano dove sono dirottati tutti i flussi pedonali che collegano l'edificio interfaccia ai due terminal e dove si intensifica la presenza di funzioni ricreative, commerciali, culturali, aperte al pubblico e dunque non riservate ai soli passeggeri o ai crocieristi. Si sviluppa, dunque, un sistema che permette di far dialogare funzioni urbane e portuali. Un sistema che, attivando nuove dinamiche, possa permettere un interscambio, oggi inesistente, tra porto e città, coerentemente con le esigenze di security del caso. Quanto agli incarichi per lo sviluppo della progettazione, «l'assegnazione del contratto ancora non è avvenuta, ci vorrà ancora del tempo. Di fatto, però, a breve parteciperemo ad un tavolo di lavoro con i tecnici della stazione appaltante per studiare la relazione tra il piano regolatore del porto (approvato a luglio nda) ed il nostro progetto», conclude Maria Camilla Valle.

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