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16 mar 2021

La giunta comunale approva l’accordo con Provveditorato Oo.Pp. e ANAS per ponti su fiume Oreto e svincolo Perpignano

di Fabio Nicolosi

La Giunta comunale, su proposta dell’Assessore Maria Prestigiacomo, ha approvato oggi pomeriggio il testo del protocollo d’intesa con il Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche (Sicilia e Calabria) e l’ANAS riguardante alcuni interventi relativi ad assi viari comunali. In particolare, quelli che riguardano i ponti sul fiume Oreto (Ponte “Corleone” lungo la circonvallazione e ponte “Oreto” lungo l’omonima via) e lo svincolo di via Perpignano lungo la Circonvallazione. In base al Protocollo d’intesa, tutti gli enti coinvolti procederanno alla stesura di un Progetto integrato di interventi riguardanti 4 azioni: 1. Lavori di manutenzione straordinaria del ponte sul fiume Oreto 2. Costruzione per il raddoppio della circonvallazione di Palermo, relativo al tronco compreso tra via Giafar e via Altofonte, progetto stralcio relativo ai lavori di costruzione per i ponti laterali sul fiume Oreto 3. Messa in sicurezza e manutenzione straordinaria del ponte Corleone 4. Realizzazione dello svincolo di via Perpignano, limitatamente alla realizzazione dei lavori. Il Provveditorato delle Opere Pubbliche viene individuato come referente unico per la progettazione degli interventi di manutenzione straordinaria del ponte “Oreto” nonché di quelli di messa in sicurezza e manutenzione straordinaria del ponte “Corleone”, mentre per il raddoppio del ponte Corleone e dello svincolo Perpignano, la progettazione sarà curata dai soggetti risultati vincitori delle procedure di gara già avviate dal Comune. Il documento prende spunto dalla “specificità degli interventi e la stretta interconnessione degli interventi stessi con i tratti di viabilità statale di interesse, in quanto la circonvallazione di Palermo, dove sono ubicato il pronte Corleone e lo svincolo Perpignano, rappresenta il raccordo autostradale tra la A19 e la A29 (di competenza ANAS) e il ponte Oreto è l’unico accesso alternativo alla città di Palermo in caso di fuori servizio del Ponte Corleone.”. Il Comune si impegna a mettere a disposizione del Provveditorato le somme già disponibili per la progettazione nonché quelle che dovessero risultare ulteriormente disponibili. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Provveditorato Interregionale OperePubbliche potrà avviare, attraverso ANAS, la successiva fase di realizzazione degli interventi sulla base della predisposizione della progettazione. “Si tratta di un importante passo avanti per la risoluzione di diversi elementi di criticità riscontrati in questi mesi ed anni – ha detto il Sindaco. Un passo avanti realizzato con un lavoro lungo mesi per individuare le giuste soluzioni, grazie ad un importante collaborazione fra diversi soggetti istituzionali che hanno condiviso e condividono la volontà di affrontare e risolvere insieme i problemi che interessano il più importante asse viario della città e la sua naturale alternativa che è il ponte di via Oreto. Siamo fiduciosi che sarà ora possibile imprimere un’accelerazione ad ogni intervento necessario non solo per gli interventi di sicurezza ma anche per quelli che renderanno in generale più fluida la viabilità sulla circonvallazione.”

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13 apr 2019

Viale Regione Siciliana da due a tre corsie. È un provvedimento necessario?

di Fabio Nicolosi

Viale Regione Siciliana ai sensi della classificazione funzionale di Palermo (d.d. n° 19 del 08/03/2016) viene definita come strada urbana di scorrimento, categoria D per il C.d.S. La strada è composta da due carreggiate centrali per senso di marcia a loro volta divise in due corsie con una larghezza totale di 4,5 metri circa, con una banchina pavimentata di 3 metri circa. Il provvedimento in via sperimentale è stato emanato dall’ufficio traffico il 28 Aprile 2017 con numerazione 609, e autorizzava la realizzazione della terza corsia di marcia, dallo svincolo Belgio allo svincolo Bonagia (tranne ponte Corleone e in alcuni punti all’altezza delle uscite o entrate). L’ordinanza non è mai stata applicata perché l'assessore Riolo non ha ritenuto fosse prioritaria, adesso torna nuovamente in voga proprio per mano dall'autore della stessa, l'assessore Catania. Col nuovo assetto, la corsia d’emergenza passerà da quattro a 2,5 metri, poi ce ne sarà una limitrofa (quindi a destra) da 3,5 metri per i mezzi pesanti, gli autobus e i taxi e infine due ordinarie, da tre metri l’una, per tutti gli altri veicoli. Ma è legale? Secondo il C.d.S. la larghezza minima della corsia di marcia è di 3,25m, mentre qui si parla di due corsie da 3m l'una che non rispetterebbero i requisiti minimi di legge. Inoltre sempre il C.d.S. non prevede alcuna corsia d'emergenza. È chiaro che non è accettabile che per due anni si siano trascurate la segnaletica verticale e orizzontale, lasciando al libero arbitro l'interpretazione delle corsie e autorizzando la totale anarchia di chi ha utilizzato la strada. Ma siamo sicuri che tale provvedimento sia necessario? La realizzazione di un'ulteriore corsia potrebbe anche non portare i benefici sperati. Gli uffici comunali sono dotati di un programma per simulare i flussi di traffico e ci piacerebbe conoscere le analisi effettuate che rispecchino i vantaggi del passaggio da due a tre corsie. Tra le misure prioritarie invece vi sarebbero l'eliminazione dei due semafori di via Perpignano e piazzale Giotto, migliorati gli svincoli di ingresso e uscita dalla corsia centrale, installati dei pannelli a messaggio variabile per migliorare la comunicazione di eventuale incidenti o rallentamenti. Visti i tempi che si prospettano per la realizzazione dei lavori (4 mesi), sarebbe necessario chiedere se è giusto ripristinare la strada allo stato pre-ordinanza ed effettuare un'approfondita analisi per capire se la nuova ordinanza sia valida, non violi articoli del C.d.S. e sia realmente necessaria.

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10 dic 2018

Abrogata la corsia ciclabile di via Maqueda, ma politica e burocrazia rallentano le alternative

di antony977

Palermo - Nei prossimi giorni verrà emanata un'ordinanza dell'ufficio traffico che sancirà l'abrogazione della "corsia" ciclabile di via Maqueda, nel tratto fra piazza Verdi e piazza Vigliena (Quattro Canti). Viene messa alla corsia della discordia che ha creato tanti conflitti sociali fra due "utenze deboli" del codice della strada: pedoni e ciclisti. Ma perché è stato necessario? Il tratto in questione di Via Maqueda è anzitutto una Ztl dove è consentito il transito veicolare dalle 7:00 alle 10:00 proprio per consentire il carico e scarico delle merci a favore delle attività commerciali. Tre anni fa venne istituita una corsia ciclabile (la definizione è ben differente da pista ciclabile) monodirezionale da piazza Verdi versi i Quattro Canti, con gli stessi orari dell'apertura al traffico veicolare.  Oltre le 10 del mattino le biciclette potevano continuare a transitare ma prestando la massima attenzione ai pedoni che si sarebbero ritrovati a passeggiare e senza più avere alcuna precedenza lungo la corsia ciclabile che valeva solo la mattina. Ma la sempre più crescente presenza di pedoni da un lato e l'abuso di alcuni ciclisti hanno di fatto innalzato continui conflitti fra ciclisti e pedoni, entrambi colpevoli di non rispettare gli spazi e le regole. Nonostante la segnaletica verticale e orizzontale presente lungo la strada. Già lo scorso marzo le associazioni Palermo Ciclabile e Mobilita Palermo avevano presentato un proprio progetto per una ciclabile in via Roma e alternativa al percorso di via Maqueda. Sono passati quasi dieci mesi, e ancora il progetto della ciclabile su via Roma deve ancora approdare in Consiglio Comunale e prima ancora da vagliare in Commissione Urbanistica dopo infinite riunioni e sopralluoghi volte ad accertarne la fattibilità se non addirittura le "misure"... Ma perché il provvedimento dovrà passare in Consiglio Comunale? Proprio una deliberale del c.c. del 2015 impone infatti che tutte le variazioni e interventi sulla viabilità dei tre assi principali del Centro Storico (via Roma, Maqueda, corso Vittorio Emanuele), devono essere vagliati proprio dal Consiglio Comunale. Un modo per ingessarsi e  creare ulteriori cavilli. Ma non è tutto: col passare dei mesi, potrebbe non essere più conveniente realizzare una nuova ciclabile dato che il progetto della nuova tranvia potrebbe prevedere la realizzazione di piste ciclabili bidirezionali lungo via Roma. In pratica si è perso del tempo prezioso nel creare una valida alternativa alla corsia di via Maqueda e si sta continuando a perdere tempo per salvaguardare quei ciclisti che oggi, sempre più numerosi, percorrono impropriamente la corsia preferenziale di via Roma in direzione stazione centrale come una necessità a bypassare il fiume di persone lungo via Maqueda. Proprio perché la bicicletta non è sinonimo di passeggio ma un mezzo di spostamento a tutti gli effetti.  

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