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15 set 2015

Tram: bando alle ciance. Attese di 6 minuti alle fermate.

di Mobilita Palermo

Volendo fare chiarezza sulla confusione che si è creata attorno alla frequenza che avranno le vetture tranviarie e ai recenti comunicati stampa privi di fondamento tecnico, riportiamo i numeri ufficiali da progetto e già comprovati dai recenti test lungo la linea 1. Vetture complessive a disposizione per l'intera rete tranviaria: 17 Vetture destinate alla sola linea 1:  7 (sette) più 1 di riserva; Vetture destinate alle linee 2 e 3: 9 (nove). La frequenza della linea 1 sarà pari a circa 6 minuti. La percorrenza dell'intero tragitto (5.536 m) sarà di 17' circa compresi i tempi di sosta alle fermate che sono complessivamente 15. La linea 2 ha una lunghezza complessiva pari a  4972 m e con 13 fermate, mentre la linea 3B  5839 m con 14 fermate complessive. La frequenza delle linee 2 e 3 sarà compresa fra i 5' e 10'. La media nazionale è compresa fra 5 e 10 minuti. Da considerare l'acquisto entro l'anno di 8 nuove vetture che verranno destinate alle linee 2 e 3. La velocità commerciale sarà di 20 Km/h, praticamente il doppio rispetto a quella degli attuali bus. La velocità dei convogli e delle auto in città è stabilita dal codice della strada. E pertanto nessun mezzo , tram incluso, non deve superare 50 km/h. L'avvio dell'esercizio per la linea 1 è pressoché imminente in quanto l'ultimo passaggio necessario è rappresentato dal contratto di servizio che dovrà essere approvato nei prossimi giorni dal Consiglio Comunale.   Ci piacerebbe confrontare i nostri dati con quelli di chi prospetta frequenze decisamente più elevate.

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23 giu 2016

Il calvario dell’Addaura: tra abbandono e isolamento

di Andrea Baio

Pubblichiamo questo sfogo comprensibile da parte del proprietario dell'Addaura Hotel Residence, che denuncia lo stato di isolamento e abbandono dell'Addaura, penalizzata adesso anche sotto il profilo dei trasporti. Non ci resta che sottolineare come, sotto la coltre di proclami da campagna elettorale, la triste realtà che viene sempre a galla è alla fine la solita scarsa lungimiranza di chi non coglie il valore turistico ed economico di molte zone della nostra città. Senza contare la solita differenza tra palermitani di serie A e palermitani di serie B, dove all'interno della stessa città si palesano enormi disparità in termini di servizi (sempre e comunque carenti). E' triste dover festeggiare oggi i 20 anni di attività dell'Addaura Hotel Residence Congressi con l'amarezza del completo abbandono della nostra bellissima località. L'ultima, almeno in ordine di tempo, riguarda la mobilità interna del turista che noi preferiamo considerare ospite. Infatti, dopo aver subito la soppressione della linea 833, rimane solo la 603, che disponendo di sole 2 vetture passa "ogni morte di papa". L'unico sollievo era quello della navetta 86 annunciato qualche giorno prima del 15 giugno, con la quale i turisti alloggiati all'Addaura, sia in hotel che nelle decine di strutture private dei dintorni, avrebbero potuto raggiungere Valdesi o per andare in spiaggia o per proseguire con gli autobus per la città. Ma la tegola è arrivata con la soppressione improvvisa della navetta. Il fatto grave sta nel non avere avvertito nessuno e per tempo di tale decisione. Sui portali web da sempre abbiamo pubblicato tale servizio disposto dal Comune, e naturalmente i turisti sono infuriati. A loro non interessa la nostra inconsapevolezza. Erano sicuri di poter andare in spiaggia con un mezzo pubblico e invece sono costretti o ad affrontare a piedi i pericolosi curvoni dell'Addaura senza marciapiedi, o chiamare un taxi che per fare 1.500 metri chiede minimo 15 euro! In più il litorale davanti l'albergo è invaso da decine di camper stanziali che scaricano i loro gabinetti direttamente sul terreno a pochi metri dal mare, nell'indifferenza sia della Capitaneria che dei Vigili. E' difficile giustificare tutto ciò particolarmente nel momento in cui si richiede il pagamento dell'imposta di soggiorno, considerato un balzello iniquo. Credo che in queste condizioni territoriali di abusivismo e mancanza di trasporti, che come è risaputo distruggono le attività turistiche legali come la nostra, non sappiamo se ci saremo ancora il prossimo anno

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29 feb 2016

AMAT: cronaca di un’azienda in profonda crisi. Ecco perché muoversi con i mezzi pubblici cittadini è diventato impossibile

di peppe2994

Offrire un servizio di mobilità pubblica funzionale ed efficiente dovrebbe essere un obiettivo di primaria importanza per qualunque amministrazione comunale di qualsivoglia grande città del mondo. Purtroppo però Palermo è presente su tutte le liste comparative con le altre città italiane sempre agli ultimi posti in classifica. Sempre più spesso, nascondendosi dietro un dito dirigenti ed amministratori ricorrono a luoghi comuni e frasi pressappochiste del tipo "I palermitani non si separano dall'auto perché è più comoda" oppure "I palermitani sono troppo pigri per fare due passi a piedi e prendere i mezzi". Voci di corridoio che soprattutto dopo l'avvio dei tram, fortemente utilizzati, sono state clamorosamente smentite. Dunque, perché la città continua ad essere vittima di un traffico incessante a tutte le ore? La verità sicuramente non fa comodo ai vertici che vogliono nascondere, o meglio camuffare, la realtà dei fatti. Dobbiamo credere veramente che ai cittadini non farebbe comodo avere un'auto in meno, e risparmiare le centinaia e centinaia di euro di spese che ogni macchina comporta? Purtroppo però non vi è scelta. Con l'analisi che segue, propongo un quadro in merito alle condizioni disastrose  dell'AMAT, che impediscono di fatto ad una grandissima fetta di utenza la fruizione  del mezzo pubblico. Il dato fondamentale che sottolinea quanto sia profondamente insufficiente l'offerta di trasporto pubblico è il numero di chilometri annui programmati. Fino al 31 Dicembre 2015 a Palermo erano previsti 19 milioni di chilometri annui. Previsti, ma mai rispettati(neanche lontanamente con il tempo), in quanto nel corso degli anni chiunque ha avuto modo di notare la misteriosa sparizione di linee bus senza preavviso ed un notevole taglio alle corse effettuate. Dal 1° Gennaio 2016 tutti paventavano una rivoluzione in positivo per la mobilità a Palermo, con il nuovo contratto di servizio, ma ai cittadini più attenti sicuramente non sarà sfuggito che il nuovo contratto non ha fatto altro che affossare definitivamente il trasporto pubblico, riducendo drasticamente un servizio già all'osso. In definitiva a partire da quest'anno i chilometri annui scendono a 13 milioni, dei quali 1,3 milioni, per cui i chilometri dei bus si attesteranno ad un massimo di 11,7 milioni, vale a dire 7,3 milioni in meno di quelli previsti dal precedente contratto, corrispondenti ad un ulteriore diminuzione dei servizi quasi di 1/3. Risulta utile per comprendere appieno quanto il servizio pubblico di Palermo sia solo un miraggio, confrontare queste cifre con altre città italiane. In particolare, leggermente meno popolosa, Genova prevede 29 milioni di chilometri annui mentre Bologna con quasi la metà degli abitanti di Palermo ben 37 milioni annui. Il confronto è semplicemente agghiacciante e profondamente mortificante. Ad un numero di chilometri così basso, corrisponde chiaramente un numero giornaliero di autobus in circolazione misero, che chiunque non conoscendo la realtà cittadina dovesse leggere, penserebbe sia riferito ad una cittadella di media grandezza. Quando va bene, nella migliore delle ipotesi a Palermo circolano 200 vetture, che su una superficie comunale di 160 km quadrati popolata da 675.000 abitanti (al 2015) sono nulla. Sempre a titolo di confronto la flotta di Bologna può contare su 1000 vetture a disposizione. Genova su oltre 500 in servizio giornalmente. Tanti anni fa, a Palermo il servizio funzionava meravigliosamente bene. Fino al 2010 la città poteva contare su ben 520 vetture, che erano ancora di più andando a ritroso negli anni. Poi la situazione è degenerata, e così ci ritroviamo nel 2016 in pieno stato di emergenza nel settore della mobilità. Emergenza che tutti fanno finta non esista, ma purtroppo è una realtà con la quale dobbiamo fare i conti. Il numero delle 200 vetture, rimane comunque puramente indicativo al rialzo, perché se qualche vettura si guasta (statisticamente fino ad 1 su 5) bisogna attendere ore perché il servizio torni regolare. Nel periodo estivo, dal 1° Luglio al 15 Settembre il servizio subisce tagli ulteriori, portando le vetture in circolazione a 150, come se in estate non vi sia richiesta di mobilità, quando in realtà le linee centrali andrebbero ulteriormente potenziate per favorire lo spostamento dei turisti. Dunque che fine hanno fatto tutte le vetture? Sono ferme in deposito a marcire. La foto satellitare in copertina mostra una panoramica della rimessa Roccazzo scattata in un giorno feriale in pieno giorno. Non è difficile notare come sia quasi completamente piena di autobus che da anni non vengono toccati, spesso per guasto, ma non solo. Sicuramente la manutenzione è uno degli argomenti caldi. L?AMAT si è dimostrata apertamente non in grado di effettuare la manutenzione ordinaria e meno che mai straordinaria degli autobus. E' evidente che non è una politica di gestione, quella che prevede di abbandonare un mezzo da centinaia di migliaia di euro al primo guasto che non si possa risolvere con un po' di olio di gomito e nastro isolante. L'AMAT evidentemente non la pensa così, e ci ritroviamo quindi con 330 vetture (incluso deposito Brancaccio) ferme ad arrugginirsi e prendere polvere, con il risultato che la maggior parte di esse sono irrecuperabili, buone solo per la rottamazione. Tutta un'altra serie di numeri dell'azienda sono scoraggianti. Per esempio, i conducenti sono passati da un piccolo esercito di 1600 persone ad 800, dei quali oltre 120 non più idonei alla guida e trasferiti ad altre mansioni. Togliendo dal totale il personale assegnato al tram, rimangono addetti ai bus solamente 500 persone, per cui al primo giorno di malattia richiesto, non è facile trovare sostituzioni, ed i disservizi ulteriori sul disservizio base sono sempre dietro l'angolo. L'età media dei conducenti è di 55 anni. L'ultimo concorso risale al 1994. Da allora tranne qualche ex Gesip  non è stato assunto più nessuno. Nell'ottica dei tagli alle spese sono state soppresse le corse al mattino presto e la sera tardi nonostante diverse persone ne usufruissero. Prima i turni di lavoro erano 5 (orientativamente 4-10,8-14,10-16,14-20,16-23), adesso sono diventati solamente 2, quindi chi poteva contare su quelle corse è stato fortemente penalizzato. La soluzione non sono chiaramente quegli 8 autobus che la notte secondo l'AMAT sono sufficienti per coprire tutta la città. La movida Palermitana è molto vivace. L'aver eliminato le corse bus serali non produce altro che traffico. Mentre prima si poteva tranquillamente contare sui bus notturni, con il nuovo contratto di servizio viene meno anche questa possibilità. Altra conseguenza dei due turni è l'allungamento dell'orario di lavoro che può arrivare ad 8 ore e mezza, il che può andare bene per un lavoro d'ufficio, ma non per chi guida un mezzo ed ha in mano la vita dei passeggeri, a maggior ragione quando l'età dei conducenti non è più quella ideale. A titolo di esempio riporto gli orari di servizio delle vetture della rimessa di Brancaccio che dal 1° Aprile chiuderà i battenti, facendo risparmiare all'AMAT decine di migliaia di euro l'anno, ma che comporterà a sua volta dei mezzi non puntuali al mattino, in quanto la parte oltre l'Oreto della città è molto distante dalla via Roccazzo. In generale un peggioramento del servizio. Da notare che il nuovo contratto di servizio prometteva una maggior frequenza delle linee restanti, quando in realtà come mostra l'elenco, le linee di periferia oltre l'Oreto sono rimaste assolutamente invariate, con l'aggravante che molte linee sono state soppresse. Lo stesso discorso vale per tutte le altre linee di periferia. E' rimasto quel che c'era a livello di frequenza meno le linee soppresse. L'AMAT assicurava un servizio più frequente, invece la realtà dei fatti è ben diversa da quella che fino all'ultimo hanno voluto fare credere. Ecco perché la mobilità non esiste. Non sono le 20 vetture sulla 101 che salvano il trasporto pubblico. La vera mobilità si ha quando vengono messi in condizione di raggiungere il centro con i mezzi gli abitanti delle periferie. Questa possibilità a Palermo è stata negata apertamente. 200 vetture sono sempre 200 vetture, in qualunque modo si decida di collocarle il disservizio generale rimane, semplicemente si sposta su una zona piuttosto che in un'altra. In tutto questo c'è il tram, unica nota positiva. La linea 1 con 6 vetture in circolazione fornisce un servizio assolutamente accettabile. Lo stesso non si può dire per le linee 2-3-4. La 2 e la 3 prevedono una frequenza di 20 minuti, la 4 ha solo due tram in servizio. Anche da questo punto di vista la situazione non è ideale, comunque, contando sulla celerità della percorrenza, si può soprassedere fino al prossimo anno quando in teoria arriveranno nuovi tram. Ma 3 linee tram non risolvono minimamente i problemi di mobilità urbana, così come non risolvono né il bike sharing né il car sharing, che è diventato un'eccellenza nazionale. Puntare tutto su questo ritocca i bilanci e distoglie dai veri problemi, non che vadano trascurati, anzi è auspicabile che il piano piste ciclabili veda presto la luce, ma sicuramente non risolverà il problema della mobilità di massa. Per quello servono i mezzi, ma anche le corsie preferenziali separate con i cordoli, oggi poco presenti, in modo da innalzare la velocità commerciale che al momento si attesta al valore bassissimo di 11 km/h.   Oltre la questione prettamente legata ai mezzi, manca anche tutta l'organizzazione dei servizi affini e complementari, in particolare il rapporto con l'utenza è nullo, il che costituisce un' enorme barriera. Primo fra tutti il sito web assolutamente non adeguato neanche per lo scorso secolo. E' molto difficile da consultare e non fornisce l'informazione più importante di tutte: la mappa delle linee. Dunque ad oggi non c'è modo di sapere i tragitti di tutta la città. E' stato fornito solo un bozzetto                           decisamente poco chiaro e confusionario, senza contare che numerose linee hanno subito variazioni e tante altre non sono neanche rappresentate. In teoria dovremmo andare a leggere per tutti i bus le strade percorse una per una, con la mappa in mano. Questo non è venire incontro alle esigenze dei passeggeri. Linee che hanno mantenuto lo stesso numero del passato hanno completamente cambiato il loro tragitto e questo crea molta confusione. Contribuiscono a questo caos le paline informative, che ormai forniscono solo info errate. I cartelli con linee, orari e fermate non sono stati aggiornati, così come le fermate delle linee soppresse sono sempre presenti e non hanno fornito i nuovi open data per modificare le informazioni ormai errate presenti su Google maps creando solo moltissima confusione. Al massimo ci si può imbattere in fogli A4 attaccati con il nastro adesivo fino a quando la prima pioggia non li porta via. E non si va incontro alle esigenze neanche riguardo l'argomento biglietti. D' integrazione con il passante ferroviario non se ne parla neanche, già solo questo rende proibitivo per chiunque questa combinazione di mezzi che richiederebbe € 5,80 A/R, cifra insostenibile e non giustificabile. I titoli di viaggio AMAT sono sempre più difficili da reperire, non tanto i classici da 90 minuti, ma tutti gli altri (giornalieri e multiday) risultano spesso introvabili nelle rivendite. Per il rinnovo degli abbonamenti si è obbligati a fare la fila presso gli uffici, spesso distanti dalla propria zona abituale. Sarebbe auspicabile un servizio di bigliettazione elettronica che ridurrebbe l'elevatissimo tasso di evasione, incentivando anche la sottoscrizione degli abbonamenti. Non bisogna andare molto lontano per avere testimonianza di quanto il sistema sia diffuso. Perfino nella vicina Catania è prassi da tempo, ma all'AMAT di modernità e cambiamento non se ne parla. Ultimo ma non meno importante un servizio fortemente saltuario non in grado di soddisfare la mole di utenti è già un problema serissimo, quantomeno ci si potrebbe impegnare per il telecontrollo delle vetture, al fine di evitare inutili attese alle fermate. Il telecontrollo esisteva molti anni fa, poi il sistema è stato smantellato, ed a nessuno sembra importare quanto sia importante un suo ripristino.   E' vero che la regione deve ancora all'AMAT 55 milioni, così come è risaputo che ogni anno vengono tagliati i fondi al trasporto pubblico locale, ma nessuno sembra impegnarsi per invertire questa grave tendenza degenerata fino a diventare una piaga. Per esempio non è mai stato mostrato interesse nell'innalzamento dei controlli anti evasione. Sempre in più città si trovano tornelli di vario tipo nei bus, ma ancora qui si fa finta che una soluzione non esista. Adesso entreranno nelle casse dell'azienda decine di milioni di euro per le ZTL. Attendiamo di vedere come questi soldi saranno spesi. Tra bus in attesa di riparazione per incrementare le vetture in circolazione, e pensiline in forte degrado è lecito aspettarsi immediati miglioramenti su tutti i fronti. Sarà così? Io personalmente non ci credo neanche un poco, come tanti altri che quotidianamente per colpa di un'azienda che non ha le capacità di svolgere il suo lavoro è costretto a muoversi in auto.  

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