Segnalazione
30 apr 2020

LA PASSERELLA DI SFERRACAVALLO: l’ennesima storia alla “ palermitana”

di belfagor

Si avvicina l’estate e al Comune di Palermo, come ogni anno, anche in piena emergenza sanitaria, iniziano a “ sparare promesse”. Abbiamo letto  su “ BALARM ,del  24 febbraio 2020,  che grazie ad un finanziamento CIPE di ben ….. 60 mila euro, è stata espletata mesi fa una  gara d'appalto per  “mettere in sesto “ la vecchia e pericolante passerella di Sferracavallo . La ditta vincitrice avrebbe dovuto  iniziare i lavori  questo mese  ma sicuramente  tale inizio slitterà di qualche mese. Se tutto va bene forse in autunno l’opera (forse) sarà realizzata. Bello!!!. Purtroppo non sarà “rifatta” tutta la passerella ma …… solo 80% Perché non aggiungere altri 10 mila euro  e  “metterla in sesto” totalmente? Mistero!!!. Sembra che tali lavori saranno fatti un po’ al “ risparmio” perche’  il Comune ha scoperto che  le passeggiate di legno sono soggette all’usura del tempo a causa delle mareggiate, delle intemperie e della salsedine e in ….. pochi decenni si tornerebbe punto e a capo (per i nostri “amministratori“ il termine  manutenzione periodica è un concetto  astruso). E allora perché  fare questi lavori? Ulteriore mistero!!! Ma ora la storia , già grottesca. diventa comica Dopo decine di incontri e discussioni tra l'Assessore al decoro, la terza commissione consiliare e la settima circoscrizione, si è deciso di sostituire la vecchia passerella in legno ( che non è stata ancora “messa in sesto”) con ….. un marciapiede in cemento. In parole povere ; non hanno ancora iniziato a mettere parzialmente in sicurezza la vecchia passerella  di legno e già pensano a … sostituirla con un bel  marciapiede in cemento (sob!!!) Ci sarebbe infatti  un progetto da un milione e mezzo di euro  che interesserà  il litorale che va da piazza Beccadelli a Barcarello. Tale progetto prevede il completo smantellamento della  pedana di legno, il rifacimento del marciapiede di cemento, una nuova pista ciclabile, il rifacimento del sistema delle alberature, un nuovo impianto di illuminazione e nuovi elementi di arredo urbano. Bello!!! Purtroppo c’è un piccolo problema….non ci sono i soldi!!! Il presidente della terza commissione consiliare ha così spiegato la situazione: «Per questo progetto più imponente ci sarà da aspettare. Dobbiamo trovare i finanziamenti, definire il progetto, istruire la gara d'appalto e, dopo che sarà stata individuata la ditta, partire con i lavori. Insomma, passeranno almeno tre anni, ma forse …..anche di più.( sob!!!). Se abbiamo capito bene , non ci sono ancora  i soldi , non c’è ancora un progetto definitivo e non hanno bandito nessuna gara d’appalto . Ma di che cosa discutevano l'assessore al decoro, la terza commissione consiliare e la settima circoscrizione durante le decine di incontri? In parole povere , dopo decine di incontri sono … in alto mare. P.S. E’ inutile indignarsi per lo spreco di tempo e di denaro pubblico  , infatti  con la “ scusa” dell’emergenza  coronavirus non si farà più niente, tanto i cittadini quest’anno il mare lo vedranno solo con il  …. binocolo.

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Segnalazione
24 apr 2017

Palazzo Monteleone: alla ricerca del palazzo …..e del pino perduto

di belfagor

Nel famoso romanzo “ Il Gattopardo”di Giuseppe Tomasi di Lampedusa , il sesto capitolo ( i capitoli del libro sono 8) è dedicato al famoso “Gran ballo” di  Palazzo Ponteleone  che descrive un momento storico in cui la mondanità palermitana era in gran fermento poiché “dopo la venuta dei Piemontesi, dopo il fattaccio di Aspromonte , fugati gli spettri di esproprio e di violenze, la nobiltà  non si stancavano di incontrarsi, per congratularsi di esistere ancora”.Noi tutti certamente ricordiamo il film di Luchino Visconti dove il ballo finale,  rispetto al romanzo, ha un ruolo preminente sia per la durata (da solo occupa circa un terzo del film) sia per la collocazione (ponendolo come evento conclusivo, mentre il romanzo si spingeva ben oltre il 1862, sino a comprendere sia la morte del principe nel 1883 ( cap. 7) che  gli ultimi anni di Concetta ( cap. 8). Nel romanzo tale vicenda si svolge a Palazzo Ponteleone che  non è altro che Palazzo Monteleone  che purtroppo , al momento in cui fu girato il film, non esisteva più e l'atmosfera sfarzosa e nobiliare fu  ricostruita nell'altrettanto famoso Palazzo Valguarnera Gangi. (a Piazza Croce dei Vespri) .  Ma dove sorgeva Palazzo Monteleone,che secondo gli storici del seicento , era uno dei palazzi più belli di Palermo? Anche se può sembrare strano, non si sa di preciso.. La tesi ufficiale è che Il taglio della via Roma, da piazza S. Domenico alla via Cavour, nel 1906 causò  sia la totale demolizione del palazzo Monteleone  che dell’ala destra del Palazzo Montalbano. Se diamo ragione a tale ipotesi,Palazzo Montalbano si trovava all’angolo tra Piazza San Domenico e Via Roma, cioè dove si trova il palazzo della “Rinascente”. Ma non tutti sono d’accordo. Infatti alcuni studiosi collocano tale palazzo dove oggi sorge l’attuale palazzo Moncada di Paternò, cioè proprio di fronte la Chiesa di San Domenico.  Ma esisterebbe una terza ipotesi. Sappiamo , da alcune antiche fonti storiche , che il Palazzo Monteleone si trovava in Via Monteleone, una strada stretta e tortuosa , e che possedeva un vasto giardino  , chiuso da un alto muro. Si sa anche che al posto del giardino negli anni Venti fu costruito il Palazzo delle Poste, che si trova a diverse  centinaia di metri da piazza San Domenico. Via Monteleone esiste ancora ma si trova dietro il Palazzo delle Poste. Inoltre, secondo Vincenzo Di Giovanni ( 1615) tale palazzo si trovava nei pressi della Chiesa di Santa Caterina all’Olivella  Anche il Marchese di Villabianca , vissuto nel settecento, scriveva  che tale palazzo :” .. … é contiguo alla casa de’ padri dell’Oratorio  (padri Filippini di Sant’Ignazio all’Olivella)  Quindi, secondo tale ipotesi, palazzo Monteleone sorgeva lungo via Monteleone, tra via Torre di Gotto e la chiesa di Sant’Ignazio all’Olivella, a circa 150 metri ad nord-ovest di piazza San Domenico e perciò, non si affacciava sulla piazza. Tralasciando tutte tali ipotesi, la cosa che più colpisce e che dopo cento anni dalla distruzione di tale palazzo, uno dei più belli è sontuosi di Palermo, nessuno sa di preciso dove sorgeva. Certamente a Palermo  solo negli ultimi cento anni si sono succeduti sventramenti, tagli, scomparsa di interi quartieri, bombardamenti ,speculazioni, ricostruzioni casuali, piani regolatori scriteriati e sacchi edilizi, ma quello che colpisce  e l’ insana assuefazione e convivenza con la distruzione dei nostri monumenti e della nostra storia. P.S. Mentre nel 1906 venivano distrutti Palazzi, Chiese, Conventi, strade e monumenti, e migliaia di cittadini erano costretti a trasferirsi altrove,  l’opinione pubblica che faceva? In città divampo una violenta polemica che divise l’opinione pubblica. Però questi “sensibili” cittadini non protestavano per lo scempio edilizio , artistico e sociale che tale sventramento stava causando ma …per il destino di un pino secolare che sorgeva nel giardino di Palazzo Montalbano. Al grido “ Dio salvi il Pino di Via Roma” si creò un “COMITATO PRO PINO” deciso a difenderlo a tutti i costi. Per tale motivo elaborarono diversi progetti alternativi, uno di strampalato dell’altro. Figuratevi che uno di tali progetti prevedeva una rotonda del diametro di 43 metri. Chiaramente si sarebbero dovuto abbattere altre chiese, monumenti e centinaia di cittadini sarebbero rimasti deportati. Ma poco importava ai nostri “ambientalisti ante litteram” . L’importante era salvare il…. Pino  

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04 ago 2020

Addio al camminamento ligneo, la giunta comunale approva il progetto di riqualificazione di Barcarello

di Fabio Nicolosi

La Giunta comunale ha approvato un progetto per la riqualificazione del lungomare di Barcarello, per cui ha chiesto alla Regione un finanziamento di circa 4 milioni a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014/2020. L'intervento che comprende tutta la sede stradale, compreso l’estensione lignea dello spazio pedonale, coprirà un'area di circa 24 mila mq. Particolare importante è che il progetto prevede la dismissione dell'attuale passeggiata lignea (realizzata circa 12 anni fa) che proprio per la sua natura si è rivelata di difficile se non impossibile manutenzione in considerazione dell'ambiente costiero. In particolare, il progetto prevede il rifacimento dello strato di usura della parte carrabile della strada ed il rifacimento dei marciapiedi, oltre ad una parziale sistemazione delle porzioni di terrapieno esistenti che si estendono oltre la strada. Al fine di aumentare la superficie pedonale, sarà ampliato il marciapiede lato monte. Per il rifacimento dei marciapiedi i lavori prevedono l'utilizzo di un basolato di pietra il cui colore e disposizione richiameranno quelli del tavolato del camminamento pedonale da dismettere, con orlature in pietra calcarea chiara. L'intervento sarà completato dal posizionamento di elementi di arredo urbano, panchine e verde compatibile con l'ambiente. "Contiamo su questi fondi comunitari - afferma il sindaco Leoluca Orlando - che è importante siano impegnati prima di fine anno. I nostri uffici hanno redatto un progetto che al di là del valore economico ha un grande valore per il decoro e la fruibilità di uno splendido tratto di costa. Una volta ultimato il progetto, sarà posta fine allo scempio di una passerella in legno che va continuamente aggiustata, ma soprattutto sarà restituita la passeggiata alla piena fruizione di palermitani e turisti". DESCRIZIONE DELLO STATO DEI LUOGHI L’intervento riguarda un’are di mq 24.275 e comprende la strada esistente. La parte carrabile, realizzata in conglomerato bituminoso, è in discrete condizioni di conservazione. Ai due lati della carreggiata sono previsi dei parcheggi in parallelo. I marciapiedi, in battuto di cemento con orlatura in pietra calcarea chiara, si trovano in cattive condizioni di conservazione. E’ presente un filare di alberature ed un impianto di illuminazione di tipo stradale. Il camminamento ligneo è collocato al di sopra di un terrapieno preesistente, contiguo all’invaso stradale ed è posto alla medesima quota di calpestio del marciapiede più prossimo alla scogliera, senza determinare con questo, alcuna soluzione di continuità. E’ costituito da un tavolato (deck), in essenza lignea tropicale Angelim Amargoso, composto da doghe di sezione mm 140 x 21 ancorate alla sottostante struttura portante per mezzo di viti in acciaio. Quest’ultima è costituita da travi di abete lamellare di sezione mm 120 x 160 (poste a coltello ad un interasse medio di mm 600) appoggiate su basamenti di conci di tufo sovrapposti a secco, poggianti a loro volta sul terrapieno di cui si è fatto cenno. Sul lato del marciapiede le travi sono ancorate al cordolo in calcestruzzo di cemento armato sottostante l’orlatura a mezzo di elementi scatolari di lamiera di acciaio dotati di alette laterali forate per il fissaggio della trave, a mezzo di viti. Detto camminamento è oggi quasi del tutto sconnesso ed impraticabile. L’INTERVENTO L’intervento può considerarsi a carattere manutentivo e comprende il rifacimento dello strato di usura della parte carrabile della strada ed il rifacimento dei marciapiedi. Si prevede anche una parziale sistemazione delle porzioni di terrapieno esistenti che si estendono oltre la strada Nell’ambito di detti interventi si attua una parziale ridefinizione dei limiti delle parti carrabili e pedonali della sede stradale in modo che: - il marciapiede lato monte possieda larghezza di ml 1,5, ad eccezione di alcuni punti ove la dimensione è comunque superiore a ml 0,90. - la parte carrabile possieda una sezione costante di ml 8 (ml 6 di carreggiate e ml 2 per parcheggio in parallelo); - Il marciapiede lato mare sia il più ampio possibile e comprenda, in alcuni tratti, delle sedute continue rivolte verso monte, delle sedute a gradonata rivolte verso il mare, in altri tratti, e, per l’intero tratto, un percorso ciclopedonale (coincidente con quello previsto nel PUDM. Dati dimensionali - Area dell’intervento – mq 24.275 - Lunghezza strada – mq 900 - Superficie carrabile – mq 10.441 - Superficie pedonale – mq 6.972 - Lunghezza seduta continua verso monte - - Lunghezza sedute verso mare – - Nuove alberature – n. 248 - Lunghezza percorso cicolpedonale – ml 950 - Superficie percorso ciclopedonale – mq 2.848, - Terrapieno sistemato a verde – mq 3.270 Caratteristiche dei materiali Per il rifacimento dei marciapiedi di prevede di utilizzare un basolato di pietra quarzarenitica, con conci allungati disposti a correre, che ripropongo la stessa orditura ed, in parte, la stessa coloritura del tavolato del camminamento pedonale da dismettere, con orlature in pietra calcarea chiara. Sul lato mare si prevedono in alcuni tratti, degli innesti realizzati con conci prefabbricati di calcestruzzo colore sabbia chiaro. Il fronte a mare è definito da un sistema di sedute che, nei tratti in cui l’andamento della strada presenta delle concavità sono articolate come gradinate che si rivolgono verso il mare e nei tratti in cui la strada presenta delle convessità, con una seduta continua che si rivolge verso monte. Le gradinate sono realizzate sempre con elementi prefabbricati in cemento, di colore sabbia chiaro. La seduta continua è, anche questa, realizzata in elementi prefabbricati in cemento di colore sabbia chiaro ed in parte rivestita con gli stessi conci di pietra quarzarenitica colore sabbia scuro della pavimentazione del marciapiede. IL CANTIERE Si prevede di articolare il cantiere in più fasi: - Rifacimento marciapiedi lato monte – per tratti - Rifacimento marciapiede lato mare – per tratti di massimo 200 metri - Scarificazione asfalto e rifacimento strato di usura. Le attività non interessare anno in alcun modo la scogliera naturale e le aree del “SIC ITA02006 Capo Gallo”. Considerata la prossimità con le aree di riserva e della rete Natura 2000, sarà posta particolare attenzione per: - Contenere l’emissione e propagazione di rumore; - Contenere l’emissione e propagazione di polvere; - Evitare il trasporto vero la scogliera naturale e le aree protette, di materiale di cantiere attraverso dilavamento. In fase di progettazione esecutiva sarà predisposto un piano di monitoraggio ante, in corso e post opera. COSTO DELL’INTERVENTO Nel quadro Economico sono indicati l’importo dei lavori, pari ad € 2.718.318,35ed il costo complessivo dell’intervento, pari ad € 4.198.631,64. CRONOPROGRAMMA Si prevede che i lavori siano eseguiti in 12 mesi.

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29 ago 2017

Il campetto del Borgo Vecchio accerchiato da rifiuti

di Luigi Menna

Nel cuore di Palermo, al Borgo Vecchio, dove il bisogno di cura dei bambini è altissimo c’è un asilo. Chiuso da almeno 8 anni. Dietro l’asilo ci sono tante costruzioni abitate. Delle baracche soprattutto, spesso completate da lamiera. Nelle strade è comune imbattersi in bambini piccolissimi che si aggirano per le stradine strette e sporche da soli o accompagnati da bambinetti altrettanto piccoli senza niente da fare e senza accudimento. Dietro quell’asilo c’è anche un campetto di calcio dove i bambini giocano e giocano senza sosta. Miracolo! Peccato che proprio lo spazio adiacente alle linee di quel campetto è stato adibito – da non so quanto tempo – a discarica. Le foto ritraggono quel campetto il 28 agosto a mezzogiorno. Due bambini giocano tra rifiuti, scarafaggi e un terribile fetore. Che sia il caso di spostarli tutti quei cassonetti? E magari di pulire più spesso quella che potrebbe essere una bella piazzetta dei piccoli?

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18 dic 2017

LO SCANDALO DELLA PASSERELLA DI ROMAGNOLO: va a fuoco un esempio di cattiva amministrazione

di belfagor

Tra le tante opere pubbliche incomplete o inutilizzate, la Passerella di Romagnolo merita una particolare attenzione, perchè sono state coinvolte tutte le istituzioni pubbliche , non solo quelle politico –amministrative, e tutte quante, francamente, non hanno fatto una bella figura. Tutto inizia nel lontano 2003 quando l’allora  Provincia di Palermo decise di costruire una passerella in legno sulla spiaggia di  Romagnolo. Il motivo  ufficiale di tale decisione era “la riqualificazione del lungomare della Costa sud.” Lodevole iniziativa, peccato che la spiaggia di Romagnolo, dove poi è sorta l’opera, era allora fortemente degradata ed il mare non balneabile; inoltre, l’opera, non rientrava tra le competenze dell’Ente Provincia. Infatti nessuno riusciva a capire come mai la Provincia, invece di occuparsi della manutenzione delle strade  e delle scuole superiori, si mettesse a costruire pontili. Il costo dell’opera fu di  2,3 milioni di euro ( qualcuno parla di 5 milioni), per una passerella che mai i palermitani hanno potuto  usufruire. Perche? Sembra che il motivo” ufficiale” sia da ricercare nel “mancato collaudo” di tale struttura. Francamente tale giustificazione ci sembra un po’ strana. Come è possibile che in 15 anni chi doveva provvedere non l’abbia mai fatto? Sembra plausibile che il vero motivo sia un altro. La Provincia, che aveva provveduto a realizzare l’opera, non è riuscita ad affidare la gestione a nessun altro ente pubblico ( Comune, Regione , demanio marittimo, ecc.ecc.). In attesa di trovare qualcuno  cui affidarla pagò ben 200.000 euro l’anno per la vigilanza privata. Con l’ abolizione delle province  la situazione precipita. Il 16 /10 /2015 la polizia giudiziaria del nucleo “Tutela patrimonio della polizia municipale”, durante un’ ispezione dichiarò che la struttura era instabile e rappresentava un pericolo per la sicurezza. Per questo motivo  scattò il sequestro preventivo del pontile in legno di Romagnolo, ex bagni Petrucci. “La struttura – spiegarono i vigili urbani - nel tempo è stata presa di mira dai vandali, che hanno divelto pedane e tramezzature e distrutto le porte. L'intera area inoltre è colma di rifiuti". Il 22 /07/2016  alcuni consiglieri comunali e circoscrizionali, insieme a diverse associazioni,   presentarono  un esposto alla  Procura della Repubblica  sulle condizioni di abbandono del pontile di Romagnolo. L'esposto fu inviato anche al Prefetto, al sindaco, al demanio marittimo e al Comune. Tale esposto  invitava la magistratura a valutare eventuali profili di illiceità  penale, individuando i responsabili. In questa occasione il consigliere comunale ( di maggioranza)  Gaspare  Lo Nigro dichiarò:  “La passerella è abbandonata e vandalizzata e nessuna barriera ne impedisce l'accesso. Ho più volte sollecitato il Comune alla messa in sicurezza e finalmente nel dicembre scorso( 2015) sono stati disposti interventi urgenti da parte della giunta di cui però, dopo sette mesi, non vi è traccia, nonostante sia stato individuato il capitolo di spesa da cui prelevare le somme necessarie per effettuare i lavori. Nessun atto è stato posto in essere per l'affidamento dei lavori, la struttura è stata totalmente abbandonata e da allora niente è stato fatto, disattendendo la delibera. La messa in sicurezza non è procrastinabile, ma quello che indigna profondamente è l'indifferenza delle istituzioni nei confronti della devastazione di un bene pubblico, costruito con fondi sottratti ad altre importanti iniziative di riqualificazione del territorio". Una pesante denuncia verso l’immobilismo delle istituzioni ma nonostante ciò tutto rimase come prima e di questo esposto alla Procura  si persero le tracce. Il 10 novembre 2016, il consiglio della II° Circoscrizione  invitò il Sindaco, l’Assessore alla pianificazione urbana e territoriali mari e coste, Autorità portuale, e la Protezione civile di Palermo, ad  intervenire per la realizzazione di una recinzione che delimiti ed inibisca l’accesso al pontile. Il 16 /12/2016 finalmente arriva la risposta del sindaco:”  La passerella va demolita. Il Comune chiederà l'intervento dei vigili urbani per fare accertamenti e invierà un'intimazione alla Regione perché la rimuova immediatamente". Peccato che il sindaco dimenticava che mesi prima i vigili urbani erano intervenuti sequestrando la struttura e  che ( secondo il consigliere  Lo Nigro ) un anno prima erano stati disposti interventi urgenti da parte della giunta comunale, di cui però non vi era più traccia, nonostante era stato individuato il capitolo di spesa da cui prelevare le somme necessarie per effettuare i lavori. La notte del 4 /12 2017  un agenzia di stampa riporta la seguente notizia:” Un incendio è divampato in via Messina Marine a Palermo nella passerella in legno realizzata come un’opera di riqualificazione del lungomare nel 2003 e costata circa cinque milioni di euro. La struttura meta di balordi e vandali è instabile e pericolosa per questo era sotto  sequestro”. 8/12/2017 :”„Ancora in fiamme il pontile in legno che si trova, a Romagnolo. Il rogo è scoppiato poco dopo le 15 di oggi pomeriggio. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme e messo in sicurezza l'area. Non risultano feriti. Sulle cause indagano le forze dell'ordine, anche se è molto probabile che la causa sia di natura dolosa.“ Conclusioni . Commentare questa vicenda di “ordinaria cattiva amministrazione” serve a ben poco. Però è giusto chiedere ai tanti responsabili coinvolti, in vario modo,  in tale vicenda: - Perché investire tanti soldi pubblici per un opera e poi abbandonarla al degrado e al vandalismo? -Non si poteva risolvere celermente le questione burocratiche delle autorizzazioni mancanti per il collaudo di tale passerella ? -Perché nessun ente pubblico ha deciso di gestite tale opera? -Perché non si è pensato di affidarlo a dei privati? -Come mai, nonostante gli esposti, la magistratura non è intervenuta? P.S. Il fuoco è universalmente un simbolo di purificazione e di rinascita, per esempio l’Araba Fenice” brucia per rinascere dalle sue ceneri. A Palermo invece  il fuoco è spesso simbolo di omertà o di impotenza. Si brucia per nascondere un reato o per “risolvere” un problema che non si riesce a risolvere altrimenti. Non credo che gli autori di tali incendi del pontile di Romagnolo l’abbiano fatto per farlo “rinascere dalle sue ceneri” ma forse ci sbagliamo.  

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29 mar 2017

Nei luoghi dei Beati Paoli

di belfagor

 Uno dei brani più significativi del famoso libro “ I BEATI PAOLI” è quando due “misteriosi uomini intabarrati…piegarono per la Piazza del Monte di Pietà e tirarono via per la strada delle Lettighe, fin presso la Chiesa dei Canceddi, ossia dei vetturali, volgarmente intesa col nome di Santa Maruzza: ivi si fermarono. Dopo aver costeggiato la chiesa ed essere entrati per un “vicolo nero e misterioso”poterono accedere nell’antro sotterraneo dove questa famosa setta di “vendicatori” teneva le sue tenebrose adunate”. Lo scrittore Luigi Natoli in modo mirabile porta il lettore nel covo dei Beati Paoli. Ma chi erano questa setta di “vendicatori”? Pare abbia operato tra i secoli XVI - XVII e, forse, XVIII, continuando l’azione di una più antica setta, conosciuta come “I Vendicosi”. Uno dei primi a parlare ufficialmente dell’esistenza dei Beati Paoli fu il Marchese di Villabianca, nei suoi Opuscoli palermitani, considerandoli sicuramente estinti ed etichettandoli come uomini scellerati, dei brutali assassini che andavano in giro di notte commettendo omicidi. Il nome “Beati Paoli”, probabilmente deriva dall’errata italianizzazione del siciliano Biat’i Paula, ovvero Beato di Paola, con chiaro riferimento a S. Francesco di Paola, difatti, secondo la tradizione, i membri della setta andavano in giro travestiti da monaci per rifugiarsi nelle chiese e carpire informazioni preziose da utilizzare nelle loro riunioni notturne. La descrizione dei luoghi , fatta dal Natoli, ci permette facilmente di individuare tali luoghi. La Chiesa dei Canceddi “volgarmente intesa col nome di Santa Maruzza” è la CHIESA DI S. MARIA DI GESU AL CAPO meglio conosciuta come SANTA MARUZZA DEI CANCEDDI, che si trova a Piazza Beati Paoli ( come vedete non possiamo sbagliarci). E il “vicolo nero e misterioso” non è altro che il Vicolo degli Orfani. L’origine di tale chiesa non è ben nota. La prima testimonianza scritta della sua esistenza si trova in un documento notarile del 1489. Nel 1509 la chiesa apparteneva alla “Confraternita dei Negri” che “presero a censo” un terreno posto davanti alla chiesa, allo scopo di poter ingrandire in futuro la chiesa. Nel 1548, visto che la confraternita aveva cessato la sua attività,il Senato palermitano decise di affidare la chiesa all’Ordine dei fanciulli orfani. Mala chiesa non doveva essere di loro gradimento tanto che nel 1577 la lasciarono e si trasferirono nell’attuale Chiesa di S.S. Cosma e Damiano che si trova nella stessa piazza. La Chiesa passò allora alla Congregazione dei “canceddi” e cioè dei portatori di animali da soma che trasportavano mercanzie nei "canceddi" (grandi ceste). La chiesa originale non doveva essere gran che tanto che iI confrati nel 1610 decise di ricostruirla completamente, salvando solo alcuni affreschi della vecchia chiesa. Al di sotto della chiesa i confrati costruirono una cripta da adibire alle loro sepolture. Questo lavoro fu facilitato dal fatto che la zona era piena di grotte e cunicoli artificiali, facenti parte dell’antiche catacombe di Porta D’Ossuna, che si estendeva sotto quasi tutto il rione del Capo. Abbiamo perciò tutti i dati per comprendere perché in questa zona nacque e si sviluppo la storia o la “leggenda” dei Beati Paoli. Il luogo “segreto” delle loro presunte riunioni è stato identificato in una grotta sotterranea sotto la chiesa di S. Maria di Gesù, detta di Santa. Maruzza, accessibile soltanto da due parti, dall’odierna via Beati Paoli, dove al n. 45 abitava il giurespedito G.B. Baldi, oppure dal vicino vicolo degli Orfani, a lato della chiesa. Nella Chiesa di Santa Maruzza , possiamo ammirare i due affreschi che furono salvati quando si decise di ricostruire il nuovo edificio religioso.Una si trova in una nicchia ricavata nello spessore del muro sinistro . Si tratta dell'effige, dai tratti bizantini,della "Vergine del Riparo" , chiamata così perché la Madonna è raffigurata col manto aperto, sotto il quale sono dipinti”, o forse dovremmo dire erano dipinti, Pontefici, Re, Cardinali, Regine e Nobili, protetti da tale manto. Più sotto si notano alcuni fanciulli , probabilmente gli orfani che un tempo erano ospitati in tale edificio. Sempre sul lato sinistro si può ammirare un bellissimo affresco della Santa Vergine, di pregevole fattura. Purtroppo tali opere sono in pessime condizioni e temiamo che tra non poco non rimarrà più niente. Scompariranno come sono scomparsi , sempre se sono mai esistiti, i Beati Paoli  

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27 mar 2019

La passerella lignea di Barcarello: esperimento fallito?

di Fabio Nicolosi

Riportiamo una segnalazione che riteniamo debba essere una delle priorità dell'amministrazione comunale, visto l'approssimarsi della stagione estiva. E' iniziata la primavera ed è meraviglioso passeggiare a Barcarello, dal mattino all'imbrunire: quando il sole si posa sul Mare e regala spettacolari e unici tramonti. I marciapiedi a vermeti (quegli scogli a pelo d'acqua che caratterizzano l'area Marina Protetta) sono pieni di foglie di Posidonia, l'odore è inebriante e testimonia la ricchezza delle nostre acque, che sono ancora vive, per fortuna. Tutto ciò, purtroppo, è rovinato dallo stato indecoroso della passeggiata lignea; in queste disastrose condizioni da tanti anni. E tante sono state le dispendiose , e inutili, manutenzioni ma il risultato è sempre lo stesso: settecento metri di tavole sconquassate, un percorso pieno di pericoli, quasi tutto recintato. Sarebbe il caso che si togliesse definitivamente, per restituire i vecchi sentieri in terra battuta, UNICA SOLUZIONE; per dare ancor più vigore alla Bellezza,così tanto deturpata dall'incuria. Sono stati negli anni finanziati numerosi interventi di recupero, ma purtroppo ogni intervento è stato poco produttivo e ha colmato solo parzialmente i problemi che una struttura simile ha dimostrato. L'idea poteva essere interessante, ma probabilmente la tipologia del materiale utilizzato, o una cattiva manutenzione ne hanno deteriorato completamente le caratteristiche rendendola pericolosa e piena di buche e/o tavole spezzate. Quale può essere dunque una soluzione? Sicuramente la rimozione della stessa e la totale sostituzione con una nuova passerella con materiali diversi o con una tipologia diversa, come un bel cementato colorato o un viale in terra battuta. Voi che cosa proponete? Avete già qualche idea in testa? Aspettiamo i vostri suggerimenti nei commenti Foto di Simone A.

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