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05 apr 2017

A proposito di tram… Qualche riflessione sull’intervento del prof. Silvestrini

di Roberto Palermo

In seguito all'articolo di qualche giorno fa sulle dichiarazioni del prof Silvestrini si è aperto un dibattito, ecco le riflessioni di Roberto.Palermo Il prof. Silvestrini è una vecchia conoscenza di noi palermitani non più giovanissimi. Già a metà anni Novanta lo troviamo a fianco di Orlando e di Willy Husler nelle loro discutibili tesi a sostegno del tram a tutti i costi, dovunque e comunque. Avendo mantenuto coerentemente, gliene va dato atto, queste posizioni negli ultimi due decenni, ha ribadito di recente la propria convinzione a favore del tram come soluzione dei problemi di mobilità della città. L’intervento, effettuato con un post su Facebook e riportato puntualmente da mobilita palermo, merita qualche riflessione. Ora come allora, il professore cita ad esempio città come Zurigo, dove il tram è in esercizio da più di un secolo fornendo un servizio eccellente ai cittadini. Bene: chiunque sia stato da quelle parti (come il sottoscritto) si sarà reso conto che la situazione urbanistica di questa città, soprattutto al centro, è quanto di più lontano si possa immaginare da quella di Palermo. Strade larghe e scarsa densità fondiaria a fronte di strade strette e densità dell'ordine dei 40 mc/mq, rendono il paragone improponibile. Palermo, per quanto azzardato possa sembrare, ha una struttura urbanistica ed una maglia viaria molto più simile a Milano che a Zurigo. O meglio, se si considera la dimensione in termini demografici, piuttosto simile a Torino, dove nonostante la presenza di infrastrutture stradali ben più performanti, è in esercizio dal 2006 una linea metropolitana VAL. Talmente utilizzata (mediamente 155 mila passeggeri ogni giorno) che è stato recentemente necessario raddoppiarne i convogli, con composizioni a 4 vetture. A proposito di paragoni, non dimenticherei che rispetto alle città sopra citate, la nostra Palermo presenta un paio di “aggravanti”: • una più marcata speculazione edilizia, negli anni del boom e seguenti, che ha riempito l’area a cavallo dell’asse centrale di residenze ed uffici; • uno sviluppo della città monodirezionale, in particolare in senso sud-est/nord-ovest (per intenderci Oreto-ZEN), con concentrazione di tutti i principali flussi di traffico lungo questa direttrice. Va ancora peggio se si prende ad esempio, come fa il prof., la città di Budapest, la quale, come è noto, è dotata di una efficiente ed antichissima rete di metropolitane: ben 4 linee, inaugurate a partire dal 1896. Idem per le principali città francesi, che, come riferito da Silvestrini, sono sì dotate di efficienti reti tranviarie, ma anche di altrettanto efficienti reti metropolitane. Che i compatrioti di Cartesio, laddove la dimensione e le esigenze locali lo hanno richiesto, non si sono fatti scrupolo di costruire, essendo un popolo dotato di consolidate tradizioni nel campo della logica. Il prof. Silvestrini, inoltre, ci tiene a sottolineare che il tram "garantisce una capacità di trasporto nettamente superiore a quella dei bus"... Verissimo: si passa dai 2.500 ai 4.000 pax/h per direzione. Dimentica, però, che quando parliamo di Palermo, ci troviamo di fronte alla prima città europea per traffico, costantemente intasata, dove studi condotti con rigore scientifico hanno ripetutamente accertato una domanda di trasporto, nell'asse centrale, con punte ben superiori alla capacità di un sistema tranviario. Cito a memoria: • l’analisi costi benefici del progetto “Agensud” (avversatissimo dall’attuale sindaco e dai suoi esperti, Silvestrini in testa) che prevedeva, nei primi anni ’90, la realizzazione di 3 linee VAL, la prima in direzione Oreto-Mondello. Su questo asse si stimarono solo nella “prima fase”, che prevedeva lo stralcio Oreto-ZEN, flussi nell’ora di punta pari a 13.000 viaggiatori per direzione; • lo studio trasportistico dell’attuale progetto preliminare della MAL, approvato nell'aprile del 2014, secondo il quale sulla tratta Oreto-Notarbartolo si raggiungerebbero flussi superiori ai 10.000 viaggiatori/h (10.244 per l’esattezza) Va evidenziato come i due dati, stimati su percorsi praticamente sovrapponibili nell’ambito di studi e metodologie differenti a distanza di tempo, si confermino a vicenda: se il secondo prevede qualche migliaio di viaggiatori in meno, va considerato che esso non contempla la tratta Notarbartolo-ZEN. Si tratta, in ogni caso, di stime che attestano la domanda di trasporto palermitana a valori più che doppi rispetto alla capacità di qualsiasi sistema tranviario; con o senza barriere, con o senza alimentazione aerea. Alla luce di queste considerazioni, sorprende che il prof. Silvestrini rimproveri agli ordini professionali di architetti ed ingegneri posizioni “ideologiche” anti-tram che, francamente, si fa fatica ad attribuire ad intere categorie professionali. Casomai, dovrebbe spiegare, il nostro esperto, come mai il Comune, dopo aver pomposamente annunciato, più di un anno fa, 7 nuove linee tranviarie destinate a completare l’attuale rete, ed ottenutone persino il finanziamento, intende bandire un “concorso di idee” per individuarne i tracciati.... Un concorso di idee a cui seguirà la redazione dello “studio di fattibilità tecnico-economica” da affidare mediante gara pubblica. Sono informazioni che abbiamo saputo dagli stessi tecnici comunali, nell’ambito del seminario sulla mobilità sostenibile che si è svolto il 1° aprile scorso all'Università di Palermo: da esse si deduce che il progetto di estensione della rete tranviaria è non solo privo di tracciati certi, ma non è neanche dotato di uno studio di fattibilità tecnico-economica. Conseguentemente, in assenza di esso, qualsiasi posizione a favore del progetto di estensione della rete tranviaria manca di ciò da cui uno scienziato non dovrebbe assolutamente prescindere: il rigore scientifico. In altre parole, rimane, essa si, una posizione ideologica. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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Segnalazione
24 apr 2017

Palazzo Monteleone: alla ricerca del palazzo …..e del pino perduto

di belfagor

Nel famoso romanzo “ Il Gattopardo”di Giuseppe Tomasi di Lampedusa , il sesto capitolo ( i capitoli del libro sono 8) è dedicato al famoso “Gran ballo” di  Palazzo Ponteleone  che descrive un momento storico in cui la mondanità palermitana era in gran fermento poiché “dopo la venuta dei Piemontesi, dopo il fattaccio di Aspromonte , fugati gli spettri di esproprio e di violenze, la nobiltà  non si stancavano di incontrarsi, per congratularsi di esistere ancora”.Noi tutti certamente ricordiamo il film di Luchino Visconti dove il ballo finale,  rispetto al romanzo, ha un ruolo preminente sia per la durata (da solo occupa circa un terzo del film) sia per la collocazione (ponendolo come evento conclusivo, mentre il romanzo si spingeva ben oltre il 1862, sino a comprendere sia la morte del principe nel 1883 ( cap. 7) che  gli ultimi anni di Concetta ( cap. 8). Nel romanzo tale vicenda si svolge a Palazzo Ponteleone che  non è altro che Palazzo Monteleone  che purtroppo , al momento in cui fu girato il film, non esisteva più e l'atmosfera sfarzosa e nobiliare fu  ricostruita nell'altrettanto famoso Palazzo Valguarnera Gangi. (a Piazza Croce dei Vespri) .  Ma dove sorgeva Palazzo Monteleone,che secondo gli storici del seicento , era uno dei palazzi più belli di Palermo? Anche se può sembrare strano, non si sa di preciso.. La tesi ufficiale è che Il taglio della via Roma, da piazza S. Domenico alla via Cavour, nel 1906 causò  sia la totale demolizione del palazzo Monteleone  che dell’ala destra del Palazzo Montalbano. Se diamo ragione a tale ipotesi,Palazzo Montalbano si trovava all’angolo tra Piazza San Domenico e Via Roma, cioè dove si trova il palazzo della “Rinascente”. Ma non tutti sono d’accordo. Infatti alcuni studiosi collocano tale palazzo dove oggi sorge l’attuale palazzo Moncada di Paternò, cioè proprio di fronte la Chiesa di San Domenico.  Ma esisterebbe una terza ipotesi. Sappiamo , da alcune antiche fonti storiche , che il Palazzo Monteleone si trovava in Via Monteleone, una strada stretta e tortuosa , e che possedeva un vasto giardino  , chiuso da un alto muro. Si sa anche che al posto del giardino negli anni Venti fu costruito il Palazzo delle Poste, che si trova a diverse  centinaia di metri da piazza San Domenico. Via Monteleone esiste ancora ma si trova dietro il Palazzo delle Poste. Inoltre, secondo Vincenzo Di Giovanni ( 1615) tale palazzo si trovava nei pressi della Chiesa di Santa Caterina all’Olivella  Anche il Marchese di Villabianca , vissuto nel settecento, scriveva  che tale palazzo :” .. … é contiguo alla casa de’ padri dell’Oratorio  (padri Filippini di Sant’Ignazio all’Olivella)  Quindi, secondo tale ipotesi, palazzo Monteleone sorgeva lungo via Monteleone, tra via Torre di Gotto e la chiesa di Sant’Ignazio all’Olivella, a circa 150 metri ad nord-ovest di piazza San Domenico e perciò, non si affacciava sulla piazza. Tralasciando tutte tali ipotesi, la cosa che più colpisce e che dopo cento anni dalla distruzione di tale palazzo, uno dei più belli è sontuosi di Palermo, nessuno sa di preciso dove sorgeva. Certamente a Palermo  solo negli ultimi cento anni si sono succeduti sventramenti, tagli, scomparsa di interi quartieri, bombardamenti ,speculazioni, ricostruzioni casuali, piani regolatori scriteriati e sacchi edilizi, ma quello che colpisce  e l’ insana assuefazione e convivenza con la distruzione dei nostri monumenti e della nostra storia. P.S. Mentre nel 1906 venivano distrutti Palazzi, Chiese, Conventi, strade e monumenti, e migliaia di cittadini erano costretti a trasferirsi altrove,  l’opinione pubblica che faceva? In città divampo una violenta polemica che divise l’opinione pubblica. Però questi “sensibili” cittadini non protestavano per lo scempio edilizio , artistico e sociale che tale sventramento stava causando ma …per il destino di un pino secolare che sorgeva nel giardino di Palazzo Montalbano. Al grido “ Dio salvi il Pino di Via Roma” si creò un “COMITATO PRO PINO” deciso a difenderlo a tutti i costi. Per tale motivo elaborarono diversi progetti alternativi, uno di strampalato dell’altro. Figuratevi che uno di tali progetti prevedeva una rotonda del diametro di 43 metri. Chiaramente si sarebbero dovuto abbattere altre chiese, monumenti e centinaia di cittadini sarebbero rimasti deportati. Ma poco importava ai nostri “ambientalisti ante litteram” . L’importante era salvare il…. Pino  

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14 nov 2016

WEBFORUM con il Sindaco Orlando: Le domande e le risposte

di Fabio Nicolosi

Dopo la diretta live effettuata su Facebook venerdì pomeriggio, riportiamo in questo articolo tutte le domande poste al sindaco Orlando e le risposte fornite durante l'intervista. Vogliamo sottolineare che l'efficacia delle risposte va ricercata nella loro attinenza con i quesiti posti. Buona lettura! Esiste una data certa per il biglietto unico Amat / Ferrovie? Il biglietto unico tra le Ferrovie e l'Amat è uno degli impegni dell'amministrazione comunale per facilitare la mobilità sostenibile. Da questo punto di vista abbiamo trattative estenuanti. Alla presenza giorno 16 del ministro Delrio verrà fatto un appello dal sindaco affinché si possa trovare un accordo per sbloccare il biglietto unico sperando che lo stesso possa essere un regalo di novembre. Quali difficoltà ha ad oggi l’iter procedurale che dovrebbe portare alla gara d’appalto per la MAL? Ci state rinunciando? Il comune si occupa della superficie per quanto riguarda le linee sotterranee se ne occupano le ferrovie. Visti i problemi dell'anello e del passante forse abbiamo fatto bene a realizzare le linee di tram. Per quanto riguarda la MAL il ministero ha fatto sapere di non avere più alcun interesse a finanziare questo tipo di opera. In che modo pensate di coprire i costi delle future linee tram? Abbiamo garantito i fondi per la realizzazione delle nuove linee tramite i fondi destinati con il Patto Per Palermo. La gestione è un costo sociale e abbiamo affidato ad Amat tutti gli interventi che riguardano la mobilità. Parco Cassarà: Un sopralluogo congiunto con i tecnici di NOPA, ARPA e Coime avvenuto nel Febbraio 2014 e visionato anche dai membri della IV circoscrizione ha riportato un dato eloquente: ll’ area “verde” può essere fruita dai visitatori, in quanto non sussistono valori di inquinamento che superano i limiti previsti dalla legge. A distanza di 2 anni, nonostante questo documento, si sono avvicendati vari provvedimenti (caratterizzazione ad esempio) con incremento di spese, ma ci risulta incomprensibile come il comune non abbia fatto fuoco e fiamme per richiedere al magistrato l’apertura di questa area dove, tra l’altro, lavorano ogni giorno operai del coime. Qual’è il motivo? Abbiamo una gara pronta che prevede un accordo quadro per la caratterizzazione dell'area più vicina a corso pisani, che da quello che ci viene riferito dai tecnici della magistratura sembra essere l'area priva di rischi. E' nostro interesse riaprire il Parco. Parcheggi: In campagna elettorale lei, Orlando si era impegnato a risolvere il problema delle strisce blu ( sottolineando, fra tutti, la mancanza di stalli gratuiti nelle zone a pagamento, come previsto dalla legge ). Ad oggi nulla è stato fatto, se non aumentare gli stalli a pagamento anche in zone prima sprovviste e aumentando la tariffa a 1€/h in tutte le zone. Non c'è stato nessun nuovo stallo a pagamento e quello che erano stati annunciati (si parlava degli stalli allo stadio o alla piscina comunale sono stati da me bloccati). Per quanto riguarda gli stalli gratuiti, essi superano abbondantemente il 50% previsto dalla legge. Rispettiamo quindi la legge e potremmo pure aumentarli essendo già oltre il 50% di stalli non a pagamento, cosa che però ho disposto non venga fatto. ZTL: In che modo sta avvenendo il potenziamento dei mezzi pubblici in compensazione alla ZTL? Ci risulta che l’AMAT abbia grosse difficoltà già da tempo a erogare il servizio minimo. Come può avvenire tale potenziamento in queste condizioni? Esiste il collegamento gratuito del collegamento tra il parcheggio Basile e Porta Nuova e la navetta gratuita all'interno del centro storico. Esse effettuano il giro ogni 11 minuti e non saltano una sola corsa, contiamo di acquistare altri mezzi per potenziare il servizio pubblico dell'Amat. Abbiamo previsto delle somme, 15 milioni di euro nel Pon Metro per l'acquisto di nuovi mezzi eco-sostenibili. Da questo punto di vista le cose non vanno come noi vorremmo che andassero, ma siamo impegnati per cambiare culturalmente la nostra città. "Picca m'abbasta e molto m'assuvecchia" ZTL: Esulando dalla diatriba ZTL si, ZTL no, l’eventuale accoglimento del ricorso da parte del TAR potrà creare forti scompensi economici ad altri servizi comunali, in primis l’AMAT e il servizio tranviario? Siamo convinti che il ricorso verrà respinto perché abbiamo seguito in maniera perrisequa le indicazioni del cga. Già una volta il cga ha annullato la richiesta del tar e ci auguriamo che non si debba nuovamente ricorrere al cga per chiedere un secondo annullamento. Abbiamo fatto tutta una serie di modifiche depositando volumi di studi anche di esperti di ambienti e non c'è cga che tenga che possa impedire ad un organo politico di salvaguardare la salute dei cittadini. I dati che presenteremo la prossima settimana mostreranno come non solo sia diminuito il traffico veicolare, ma si sia verificato un drastico abbassamento dei livelli di inquinamento dell'aria. Da giurista ritengo che non ci siano motivazioni per bocciare la ZTL. ZTL: Per il Comune, l’istituzione della ZTL 2 è legittima e necessaria? Perchè? Non è assolutamente all'ordine del giorno, stiamo gestendo all'ordine del giorno la ZTL 1 Amat: Non è possibile per un cittadino conoscere l'orario in cui dovrebbe transitare un bus alla fermata, non è possibile acquistare tramite smartphone i titoli di viaggio e la comunicazione dell'amat è esclusivamente in italiano escludendone di fatto i turisti. La gente chiede a gran voce i dati in tempo reale dei bus e si è proposta anche di aiutarvi, perché non rispondete alle sollecitazioni della cittadinanza? Prova ne è l’ultima versione del sito di AMAT assolutamente deficitario dal punto di vista comunicativo e pieno di errori. Chi ha responsabilità su questi processi? Il sito Amat è un sito assolutamente inadeguato, è migliore di quello che c'era prima, ma è ancora inadeguato. Bisogna riconoscere che non sempre tutto funziona alla perfezione. Abbiamo previsto nel Pon Metro 2 milioni e 200 mila euro per la info-mobilità destinati al rapporto tra l'utilizzatore del mezzo pubblico e il servizio stesso. Polizia Municipale: L’anno scorso si era provato a dare una grossa batosta agli abusivi addirittura con un presidio fisso su Corso Finocchiaro Aprile, ma dopo qualche mese è svanito tutto e gli abusivi sono tornati al loro posto. Secondo lei hanno ancora senso questi interventi sporadici, se non sono seguiti da provvedimenti permanenti? Non siamo in condizione di assumere 700.000 vigili urbani, uno per ogni abitante di palermo. Contiamo molto sul senso di partecipazione dei cittadini e sulle segnalazioni che gli stessi giornalmente inoltrano. Proprio per due settimane abbiamo destinato alcune pattuglie su Corso Finocchiaro Aprile, ma dopo decine di sanzioni, sequestri e chiusure di locali si sono dovuti spostare in altre zone. La soluzione andrebbe trovata in un intervento strutturale come quello della ZTL. Ciclabilità: Ci sembra evidente come sia stato quasi del tutto disatteso il piano della mobilità dolce presentato da questa amministrazione nel febbraio 2015, dove venivano annunciati interventi di ammodernamento delle vecchie piste ciclabili e altrettante nuove piste, con un cronoprogramma scandito in 3-6-12 mesi. Di fatto si sono soltanto disegnate delle strisce per terra con la vernice bianca su sedi stradali totalmente sconnesse (ad esempio via Dante). Ci potrebbe spiegare le cause e le responsabilità di questa grave mancanza? Questo è il rammarico dell'amministrazione comunale, inutile nascondere che queste piste ciclabili non sono quelle che noi vorremmo che fossero, però è anche vero che abbiamo fatto dei passi avanti, abbiamo le piste ciclabili alla Favorita, quanti insulti mi sono preso... Stiamo nelle diverse parti della città cercando di coniugare quello che materialmente possiamo fare con le risorse e il personale disponibile con la visione della città che è sicuramente cambiata. Non abbiamo il livello che vorremmo avere. Abbiamo però contribuito alla creazione della cultura dell'uso della bici, che prima non c'era. Abbiamo il bike-sharing che sta promuovendo anche la diffusione delle biciclette private. BOTTA E RISPOSTA La Regione ha pubblicato un bando dove mette a disposizione ben 50mln di euro per la realizzazione di parcheggi esterni al Centro Storico. Ci sono progetti quali Piazza Sturzo e Piazza Giulio Cesare. Il Comune su quale parcheggio vuol puntare? Il bando è stato prima comunicato e poi ritirato, non c'è più questo bando regionale. L'amministrazione nelle more di ciò ha fatto il proprio, abbiamo realizzato il parcheggio Basile e abbiamo trovato le risorse per realizzare il parcheggio Roccella, circa 8 milioni di euro che saranno destinati ai bus extraurbani. Attendiamo il bando della regione. Puntiamo sui parcheggi indicati nello strumenti urbanistico tenendo presente che cercheremo di non incoraggiare l'ingresso nella cinta urbana poiché vi è un movimento di persone che entrano in città che vorremmo scoraggiare. Spostamento del mercato ittico? Il mercato ittico dovrà essere spostato, attendiamo l'approvazione del piano regolatore dello schema a 2000, tra dicembre e gennaio, in una zona lontana dal mare. Perché il mercato ittico di Palermo vende il pesce proveniente da altri porti e non ha necessità di essere vicino al porto. Quello spazio potrà essere riutilizzato attraverso il co-working pubblico ed è evidente che quando verrà spostato, così come richiesto dagli stessi concessionari che vogliono locali più adeguati e comodi per la grande viabilità, quell'area sarà a servizio della fruizione del mare e non all'acquisto di un pesce pescato altrove. Il progetto di rilancio della costa sud non è ancora partito, eppure ne ha fatto uno dei punti della sua vecchia campagna elettorale. L’acquario? Siamo stati invitati da Confidustria Palermo. Sono passati due anni e il progetto non è stato mai presentato, quindi quell'orologio andrebbe imputato a chi pensava di imputarlo all'amministrazione comunale. Quando il progetto sarà presentato, per il quale la commissione urbanistica ha già dato parere favorevole all'unanimità, daremo subito corso alle delibere necessarie, un po' come lo stadio di Zamparini che non ha alcun progetto presentato. Acqua Dei Corsari? Abbiamo sollecitato l'Arpa e abbiamo deciso di risanare, cosa di cui si sta occupando l'assessore Marino, l'area dal Bar del Bivio al confine del demanio, che bonificheremo. Resterà il mammellone che è competenza della regione e dei suoi ritardi. Colgo quest'occasione per effettuare un'appello "Regione, fai presto!" Come vede la costa Sud tra due tre anni? La costa Sud è destinata ad essere la nuova Mondello, abbiamo approvato in consiglio comunale il PUDM (Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo) ed è da due anni che l'assessorato regionale non ha il PUDM, perché lo cito? Perché il PUDM prevede su 7km di costa Sud, da Sant'Erasmo ad Acqua Dei Corsari, oltre 4km siano dati in gestione a privati. Entro l'anno prossimo, con i lavori attualmente in corso, elimineremo anche gli scarichi fognari della costa sud, che è già balneabile, ma abbiamo bisogno anche delle autorizzazioni ministeriali per dichiararla tale. Si era parlato di ulteriori sovrappassi su Viale Regione, a che punto è l’iter burocratico? Abbiamo previsto 25 milioni nel Patto per Palermo per la riqualificazione e la rifunzionalizzazione della circonvallazione, perché dobbiamo renderci conto che la circonvallazione non assume più la funzione di asse esterno infracomunale, ma è diventata una linea urbana. Il finanziamento prevede la realizzazione degli attraversamenti pedonali, ma anche il raddoppio del Ponte Corleone. Per lo svincolo Brancaccio/Forum che ci dice? Si è raggiunta l'intesa con la società Multereste SRL che è la società che ha realizzato il forum, che effettuerà questo e altri lavori utilizzando le risorse previste dalla legge per gli oneri di urbanizzazione. Gli stessi andranno in giunta nelle prossime settimane per approvare le varie delibere necessarie. E’ possibile prevedere un biglietto per singola corsa [One-Way] (Amat) al prezzo di 1€? Purtroppo è impossibile in quanto è tutto in mano alla regione che dovrà dare il via libera a questa proposta. Per quanto riguarda il trasporto urbano la competenza è dell'Amat che opera in base alla normativa regionale che va dalla variazione del biglietto alla modifica del percorso di una linea che deve sempre richiedere il parere regionale. Parcheggio Basile terminal senza servizi? E' un terminal provvisorio, perché il vero terminal dei flussi extraurbani sarà Roccella. E' evidente che in atto l'AST ha chiesto di installare un capannone e chiederemo ad Amat di fare la sua parte per renderlo fruibile. Quando partiranno i lavori per il sottopasso Perpignano? Il sottopasso Perpignano scompare, anzi mi spiego meglio. Con gli interventi previsti dal Patto per Palermo verrà rivisto anche il sottopasso Perpignano. La tempistica è data solo dai 25 milioni e che potranno essere utilizzati solo dall'anno prossimo. Daremo comunque precedenza al raddoppio del Ponte Corleone La strada sopra il tracciato del passante? Avete già delle idee? E' esattamente quello che verrà definito dal nuovo piano regolatore generale che verrà approvato nei prossimi mesi. E' prevista a parcheggio la grossa area nei pressi della stazione ferroviaria di Tommaso Natale così come altre aree verranno utilizzate secondo la configurazione urbanistica. Spero di vedere delle green way e degli spazi urbani che permettano la vivibilità di aree urbane spesso urbanizzate selvaggiamente da piani regolatori del passato. Ecco l'intero video con l'intervista, buona visione: Vogliamo ancora una volta ringraziare tutti gli utenti che hanno partecipato alla diretta, tramite commenti e messaggi. Ricordiamo che è stato necessario il vostro apporto per la stesura di queste domande.

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Articolo
16 ott 2015

Parcheggio piazza Giulio Cesare fruibile di notte il giovedi, venerdì e sabato

di Antony Passalacqua

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa del Comune di Palermo circa la fruizione del parcheggio di piazza Giulio Cesare (interni uffici Ripartizione Elettorale) Dal 22 ottobre, tutti i giovedì venerdì e sabato, il parcheggio di Piazza Giulio Cesare, antistante all'Ufficio dello stato civile del Comune di Palermo sarà aperto al pubblico tutta la notte. È un servizio utile per decongestionare i luoghi della cosiddetta Movida della presenza delle automobili e per garantire la tutela delle aree pedonali di piazza Rivoluzione, Sant'Anna, Croce dei Vespri, Magione, Marina. Infatti il parcheggio è distante pochi minuti a piedi.

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16 nov 2015

Senza accordo fra Amat e Comune, i tram rimarranno fermi

di Antony Passalacqua

Sembra che sia quasi tutto pronto per l'avvio dell'esercizio tranviario al pubblico. Dopo tanti anni di attesa fatta di disagi e cantieri, la linea 1 potrebbe essere già essere operativa a partire  dal 21 Novembre quando si concluderà il pre-esercizio in accordo con la commissione ministeriale. Come ogni cosa però, c'è sempre un "ma" pronto a bloccare tutto. Ebbene come già è ben noto, i tram non potranno partire a causa del mancato rinnovo del contratto di esercizio fra Amat e il Comune di Palermo. Contratto che ancora deve passare al vaglio del Consiglio Comunale. Di conseguenza ci ritroveremo con linea pronta, conducenti già abilitati ma tutto che dovrà rimanere fermo. Era necessario attendere le ultime settimane per avviare la discussione in Consiglio Comunale? Per quale motivo la giunta non ha predisposto per tempo il documento? Qui un articolo di Repubblica Palermo che riepiloga tutta la vicenda.      

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Segnalazione
12 apr 2017

Le chiese del ”cassaro morto”

di belfagor

Il “Cassaro” è la strada più antica di Palermo e per secoli è stata la più prestigiosa della città. Nonostante la sua importanza e il suo chilometro mezzo di lunghezza, si aprono su tale vie solo 7 chiese (8 se consideriamo anche la Chiesa di Santa Maria Maddalena, solitamente nascosta a palermitani e turisti all'interno del Comando della Legione Carabinieri Sicilia ) . Di queste chiese ben 3 si trovano nel “Cassaro morto” cioè l’ultimo tratto della strada, il tratto più “giovane ma meno nobile”, aperto nel 1581. Approfittando delle belle giornate e delle festività pasquali faremo ora una breve visita a queste 3 chiese, visita che può fare chiunque, anche il più pigro dei visitatori, visto che tali chiese si trovano vicine e racchiuse tra Porta Felice e Piazza Marina . CHIESA DI SANTA MARIA DELLA CATENA, la chiesa dei miracoli La chiesa si trova esattamente a Piazzetta delle Dogane, un tempo adibita al pagamento dei dazi doganali della merce che arrivava con le navi.  Sorse al posto di una più antica chiesetta normanna posta su uno sperone di roccia , di fronte al Castello a mare, che rappresentavano l’ingresso della Cala, cioè l’antico porto di Palermo. La sera il porto veniva chiuso da una lunga catena tesa tra il Castello a mare e questo sperone di terra . Su un muro dell’ antica chiesetta era posta una delle due estremità della catena che chiudeva il porto della Cala. Ma come metodo difensivo non era gran che, tanto che i Pisani , nel 1063, riuscirono a entrare alla Cala, distruggendo diverse navi, depredando la città e facendo un ingente bottino. Grazie a tale bottino i Pisani poterono abbellire il loro Duomo, come racconta una lapide posta sulla facciata di tale Duomo. La chiesa , sembra, fu progettata dal famoso architetto Matteo Carnalivari alla fine del 400 in stile gotico- catalano, anche se sono visibili influenze rinascimentali. La nuova chiesa ereditò dalla vecchia chiesetta il nome ( infatti in un vecchio documento del 1330 denomina questa antica chiesetta S. Marie de Catena), anche se le catene ormai erano state da tempo abbandonate.Ma nonostante tutto ciò per i palermitani il nome di tale chiesa è legata a un miracolo e per confermare ciò misero una lapide , posta lungo la parete della seconda cappella a destra della chiesa, dove si trova l’affresco dell’effige della Madonna”miracolosa”. Tradotta in italiano leggiamo   “ Ai tempi di re Martino, tre uomini venivano ingiustamente condotti alla forca; venne giù fitta pioggia e grandine. L’esecutore mise al sicuro i condannati, in questa chiesetta detta, allora, della Vergine Maria del Porto. Si fa sera. Nella notte ( i condannati) invocano il nome di Maria: si spezzano le catene, e mentre gli altri dormono, essi si allontanano dalla chiesetta. Il Re , accertatosi della verità , li assolve della pena . E così le catene rendono glorioso questo tempio della Vergine. Il re di questa storia era Martino I il giovane e la vicenda si sarebbe svolta 13 agosto del 1391Il quadro miracoloso si trova dentro tale cappella della chiesa è rappresenta proprio la “Vergine delle grazie”. Tale quadro forse si trovava nell’antica chiesetta distrutta , ed è certamente più antico dell’attuale chiesa. Infatti la figura di Gesù bambino viene rappresentato secondo l’usanza tipica dell’arte bizantina. Infatti si diceva che Gesù era sempre stato saggio, anche da bambino, ed è per questo che i bizantini spesso lo rappresentavano come un piccolo adulto (da notare la testa stempiata simbolo di saggezza).Visto che la lapide non bastava, tale “miracolo” è illustrato anche in un affresco all’interno della chiesa, nella Cappella dedicata alla Madonna della Catena    La strana posizione della chiesa, rispetto alla strada, si spiega dal fatto che fu costruita prima del prolungamento del Cassaro Il prospetto è caratterizzato da un portico a tre arcate frontali e due laterali e da una monumentale e ripida scalinata. In origine però tale rampa non esisteva .Successivamente fu aggiunta a causa dell’abbassamento del livello stradale in seguito ai lavori voluti nel 1581 dal Vicerè Marcantanio Colonna per l'apertura del "Cassaro morto" .  Accanto alla chiesa fu eretta, nel 1628, la Porta della Doganelle, , demolita alla fine dell’800’. Era una delle 5 porte d’ingresso per i viaggiatori, ma soprattutto per le merci che sbarcavano alla Cala. La Chiesa della Catena confina a nord-est con l'ex Convento dei Padri Teatini , un tempo collegato alla chiesa(inizio XVII Sec.), e oggi sede dell'Archivio di Stato. Infatti la chiesa , nel 1602, fu concessa all’Ordine Teatino che vi eressero un convento. Per finire vorremmo ricordare che all’ingresso principale della chiesa, sotto una statuetta di Santa Caterina D’Alessandria,si trova una lapide marmorea che ricorda un altro “miracolo”, quello della nave carica di frumento che nel corso della carestia del 1592, per intercessione della Madonna della Catena, fece scalo inaspettatamente in città, sfamando così i suoi abitanti. Come si vede a Palermo, da sempre, le storie diventano miracoli e i miracoli storie. CHIESA DI SANTA MARIA DI PORTO SALVO : la chiesa ”travagliata” Nel Cassaro, dopo la Chiesa di Santa Maria della Catena, sempre a destra, sorge una chiesa in stile rinascimentale, la Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo. Esteticamente non è, francamente, una bella chiesa ma considerata la sua travagliata storia edilizia, è un “miracolo” che sia arrivata fino ai nostri giorni. La sua storia, come spesso accade, inizia da un miracolo. Nel 1524 alcune galere , dopo aver saccheggiato le coste settentrionali dell’Africa, piene di bottino, tornavano a Palermo .Ma una violenta tempesta rischio di farle affondare. Allora il comandante della piccola flotta prego la Madonna di salvarli. E la Madonna comparve sopra l’albero maestro della nave ammiraglia e li guido verso la salvezza. Il comandante ,per ringraziarla , fece affrescare l’immagine della Vergine sotto un antico arco delle mura del porto. Poco dopo si decise di costruire una chiesa . I lavori iniziarono nel 1526 e la direzione di tali lavori furono affidati ad Antonello Gagini ma la costruzione procedette molto lentamente . Nel 1536 Antonello Gagini muore e il tesoriere della Chiesa Giovanni di Blasco, cognato del Gagini, affida la continuazione dell’opera ai nipoti, Antonino e Giacomo, figli di Antonello ( un classico esempio di parentopoli ante literam) . L’opera fu completata esattamente dopo 30 anni dalla posa della prima pietra, nel 1556. La chiesa non ebbe una vita facile, infatti poco dopo, nel 1581 ,a causa dei lavori per il prolungamento del Cassaro , fu necessario demolirne una grossa parte, a causa di ciò la struttura rimase dimezzata. Inoltre, visto che il pavimento della chiesa era più basso rispetto alla strada, si dovette alzare tale pavimento. Opere non facili ne semplici che certamente influirono sull’armonia architettonico complessiva. Ma le travagliate vicende della chiesa non finirono qui. Nel XVIII secolo, non si sa per quale motivo, l’orientamento della chiesa venne capovolta e l’altare maggiore fu spostato nella parete opposta, con la creazione di una nuova nicchia e di cappelle laterali. Ma era destino che la chiesa non dovesse avere pace. Intorno al 1960 , si decise ……. di rimettere l’altare maggiore nella vecchia posizione, però al posto del vecchio altare, smembrato e ricollocato in altre chiese, fu deciso di sostituirlo con un “moderno” altare , francamente brutto.Ad ornare l'interno della chiesa troviamo opere pregevoli: opere del Gagini, "L'Annunciazione" di Giovan Paolo Fonduli, una "Madonna del Rosario" del XVI secolo, il trittico cinquecentesco su legno con "Madonna fra la Maddalena e Sant'Antonio" e alcune tele di scuola del Novelli. Speriamo che le peripezie di tale sfortunata chiesa sono finite , ma abbiamo qualche dubbio. Infatti la chiesa necessita di interventi di restauro conservativo e non è detto che qualcuno, approfittando dei lavori, non decida di fare qualche altra “genialata”. CHIESA DI SAN GIOVANNI DEI NAPOLITANI , una chiesa poco fortunata Nel 1527 la Confraternita di San Giovanni Battista la Nazione Napoletana, istituita dai mercanti napoletani operanti a Palermo, ottenne l'assegnazione di due magazzini presso il vecchio porto della Cala per costruirvi la loro nuova chiesa. Infatti quella che possedevano in precedenza, si trovava troppo vicino al Castello a Mare e, per motivi di sicurezza, fu demolita per ordine dell’Imperatore Carlo V. Ma le disponibilità economiche non dovevano essere molte visto che i lavori vennero completati solo nel 1617. Probabilmente incise molto anche i lavori per il prolungamento del Cassaro, infatti tali lavori, non soltanto ne rallentarono la costruzione ma determinarono pesanti mutamenti progettuali e rifacimenti architettonici. Per esempio il Portico che si affaccia sul Cassaro fu rifatto e “tagliato” in forma trapezoidale. Inoltre, a causa dell’abbassamento della sede stradale , si dovette costruire un ripido scalone di accesso . Anche le originarie arcate , molto più ampie ed eleganti, furono ridotte per ragioni di stabilità. La chiesa, in stile rinascimentale, presenta tre navate e un portico antistante. All'interno, le navate sono divise da archi a tutto sesto su colonne di marmo. All'interno notiamo le decorazione a stucco bianco e dorato, opera di Procopio Serpotta. figlio di Giacomo. Sempre in stucco, del medesimo autore, troviamo nella navata laterale destra due statue raffiguranti la Giustizia e la Carità, nella navata sinistra altre due statue raffigurano la Verginità e la Grazia. Sull’altare laterale di destra si può ammirare una statua di San Giovanni. Attualmente alla Chiesa si accede mediante due ingressi, uno ubicato in Corso Vittorio Emanuele con antistante portico, e l'altro in piazza Marina. Da notare inoltre la presenza di una cupoletta ottagonale, ricoperta da mattonelle di smalto azzurro. La chiesa non ebbe vita fortunata. Infatti lentamente declino d’importanza tanto che nel 1925 passò nelle mani della Confraternita della Carità, che, non sapendo che farsene, la affittò alla Soprintendenza alle Gallerie e Opere d'Arte della Sicilia che la….. utilizzò come deposito. Recentemente è stata riaperta al culto e affidata all'Ordine dei Cavalieri del Tempio di Gerusalemme. Speriamo che i Cavalieri dell’Ordine saranno più sensibili e interessati alla salvaguardia delle nostre opere d’arte della Sopraintendenza..

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Articolo
15 dic 2015

Bike Sharing | Arrivano le bici ma anche il Panormosauro

di Fabio Nicolosi

Dopo una giornata dove non si è parlato che di Bike-Sharing, ecco che nel primo pomeriggio le bici sono state finalmente posizionate nei vari stalli, il servizio è quindi ufficialmente partito ed è già possibile abbonarsi presso i punti Amat... MA Si c’è un ma... Guardate bene la foto Ci troviamo a Piazza Alberico Gentili, nella zona IN della città proprio tra Via Libertà e Via Notarbartolo... Ed ecco che il panormosauro si appropria di ogni minimo spazio, si perché lui la moto non la può lasciare 10 metri più indietro, l’auto non la può lasciare lontano dal negozio. Poi però se le bici non sono negli stalli condivide subito i vari articoli delle testate locali e si indigna, se lascia la moto in una zona dove non potrebbe o l’auto in doppia fila e gli si fa notare inizia a lamentarsi che non ci sono i posteggi, che è una città invivibile, che i vigili sono troppo severi... Beh la realtà dei fatti è che il panormosauro ama la comodità e non abbandonerà mai il suo mezzo preferito LA MACCHINA! Potremmo avere il sistema dei trasporti migliore del mondo, ma lui dirà sempre che più comoda della macchina non c’è nulla... Ah e se vi state chiedendo: “Ma la Municipale l’hai chiamata?” la risposta è “Si, ma era troppo impegnata a dirigere il traffico infernale di questi giorni nei numerosi incroci cittadini” Forse Vecchioni aveva ragione?

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