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13 dic 2017

FOTO | La fermata Palazzo Reale / Orleans si rifà il look, ma…

di Salvatore Galati

Dopo la riapertura della strada di Corso Re Ruggero, per i lavori di ripristino dei giunti di impermeabilizzazione, adesso si passa ad una ristrutturazione interna della stazione. Sono stati installati un nuovo controsoffitto ed una nuova illuminazione La fermata è dotata di un'ascensore, però purtroppo non funzionante. Se non fosse guasto, sarebbe utile a metà, perché dall'ingresso principale scende fino alla banchina del binario 2, quello direzione Giachery, ma non porta al livello più inferiore della banchina e quindi non è possibile raggiungere il binario 1, direzione Palermo centrale. Infatti l'ingresso lato piazza Indipendenza, è dotato solo di scale e non vi è l'ascensore, vi chiediamo come fa una mamma con passeggino o una persona disabile a prendere il treno dal binario 1?

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24 feb 2020

Passante Ferroviario | I progressi della fermata di Capaci

di Fabio Nicolosi

A distanza di 6 mesi torniamo a parlarvi del cantiere per il completamento della fermata di Capaci. Sono in corso le ultime opere civili. Infatti posizionate le strutture provvisorie di sostegno delle carpenterie e predisposte le armature sarà effettuato nei prossimi giorni il getto. La fase successiva sarà l'impermeabilizzazione la posa del massetto e la stesa del sottofondo per la pavimentazione, i marciapiedi e le aiuole previste in progetto. Ringraziamo giovanni75 per gli scatti Nell'attesa di completare le varie opere civili si sta lavorando contemporaneamente alle strutture in superficie. Come si nota dalla foto in copertina è in corso di installazione la pensilina che costituirà copertura della fermata.

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15 gen 2016

Riprendono i cantieri dell’Anello Ferroviario. Dal 20 gennaio chiusura di via E. Amari

di antony977

Palermo - Si è svolta ieri a Villa Niscemi una riunione per i lavori di realizzazione dell'Anello Ferroviario di Palermo. All'incontro, oltre al sindaco Leoluca Orlando e all'assessore alla Riqualificazione Urbana e Vice Sindaco Emilio Arcuri, erano presenti i rappresentanti di R.F.I. stazione appaltante, Italferr direzione lavori, il direttore tecnico della Tecnis, Vincenzo Fleres e i rappresentanti sindacali di Fillea – CGIL, Filca – CISL e Feneal – UIL. La riunione si è aperta con la lettura di una lettera dell'amministratore straordinario di Tecnis, Saverio Ruperto al sindaco Orlando, nella quale si conferma il valore strategico dei lavori dell’Anello Ferroviario garantendo l’adempimento del contratto destinando le necessarie risorse sia in termini finanziari che di manodopera e mezzi. Rassicurazioni da parte della Tecnis, sono giunte ai rappresentanti sindacali circa la liquidazione delle spettanze arretrate ai lavoratori in tempi brevi, con il pagamento della  prima tranche entro il 18 gennaio e la seconda tranche prevedibilmente entro la fine di gennaio. E' stato anche deciso che la manodopera utilizzata - oltre quella in atto impiegata - sarà attinta dal personale già Tecnis in CIGS e, in carenza, dal personale attinto dal mercato locale. E' stato anche confermato da parte della ditta esecutrice l’impegno a riprendere i lavori sul via E. Amari e, condividendo la richiesta della Tecnis di riattivare il cantiere in quella via, sarà emanata una ordinanza sindacale di interdizione al traffico veicolare a partire dal prossimo 20 gennaio.  Vengono invece differiti i lavori, per il tempo tecnicamente strettamente necessario di circa 3 mesi per la riprogettazione esecutiva della fermata in piazza Politeama, così come già concordato tra l'Amministrazione comunale e i cittadini negli incontri dell’anno scorso. La Tecnis, si è stabilito nel corso della riunione di Villa Niscemi, provvederà  a fornire la descrizione delle fasi lavorative e la indicazione dei tempi attraverso delle schede sintetiche che saranno allegate all’ordinanza di chiusura/limitazione al traffico nelle aree via via interessate dai lavori. La ripresa e il regolare svolgimento dei lavori per la chiusura dell'Anello Ferroviario rappresenta un importante obiettivo, perché si possa realizzare un'opera che andrà ad aggiungere un ulteriore importante tassello per la mobilità sostenibile e a vivibilità della nostra città. L'Amministrazione continuerà a svolgere tutto quanto di sua competenza perché prosegua tale collaborazione, a beneficio dell'intera comunità”

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07 nov 2016

Il Passante ferroviario: una grande occasione di riqualificazione urbana

di Roberto Palermo

In tutte le più grandi città del mondo, il riammodernamento o la riqualificazione delle infrastrutture, è spesso l’occasione per ripensare l’intero tessuto urbano. Ciò avviene quando le nuove opere determinano l'abbandono all'utilizzo infrastrutturale di vaste aree, che vanno necessariamente reinserite, in maniera armoniosa, all'interno del tessuto urbano circostante. In tal senso Seul come Madrid,  Amburgo come  Boston e tante altre città al mondo, hanno sperimentato positivamente alcuni ponderosi interventi di riutilizzo di aree dimesse, con conseguente recupero e riqualificazione di territorio urbano, oggi destinato a servizi per i cittadini. Basti solo pensare, ad esempio, al progetto “Big Dig” di Boston, dove è stata "interrata" un’autostrada urbana, l'interstate 93, per  5,6 km  in pieno centro cittadino, creando spazi in superficie che hanno consentito di dotare la città americana di una lunga sequenza di aree verdi perfettamente integrate nel tessuto urbano. Nella nostra Palermo, la realizzazione del passante ferroviario, vale a dire il raddoppio con interramento della linea ferroviaria che collega la Stazione centrale con l’aeroporto Falcone-Borsellino e la provincia di Trapani, attraversando in lungo la città, rappresenta a pieno titolo una di queste occasioni. La nuova destinazione urbanistica delle aree che si libereranno in superficie, prima occupate dalla linea ferroviaria e dalle stazioni, può dare vita ad una riqualificazione di più ampio respiro: un'occasione per dotare il tessuto urbano circostante di quei servizi a tutt'oggi mancanti. Ci si aspetterebbe quindi che il progetto in fase di attuazione prevedesse qualcosa del genere, avendo l'Amministrazione pubblica colto l’occasione per dotare aree importanti della nostra città non solo di una nuova e più efficiente  infrastruttura di trasporto, ma anche di ambiti urbani degni del XXI secolo. Purtroppo non è così: la Delibera di Consiglio Comunale (n° 524 del 05/08/2010) che approva la variante con la quale si prevede l’interramento della linea, ha rimandato tutto ad un “accordo di programma” da stipulare tra comune a RFI. Vale a dire: intanto approviamo l’opera "nuda e cruda", al resto poi ci pensiamo. Un buon modo di operare, se si vuole accelerare la realizzazione di un’infrastruttura pubblica che abbiamo aspettato tanto. Pessimo modo, se è vero, come è vero, che a distanza di tanti anni non esiste traccia di questo “accordo di programma”!  E poco importa se nella stessa delibera si legge che tutto questo doveva avvenire “prima dell’inizio dei lavori”! Vale la pena rammentare che il previsto “accordo di programma” è  un documento tecnico-amministrativo niente affatto semplice,che prima della sua effettiva attuazione deve passare attraverso tavoli congiunti, condivisione degli organi di tutela, approvazione dei responsabili tecnici e degli Enti coinvolti, finanziamento ed appalto: quanto basta per prevedere, molto facilmente, dopo l’apertura all’esercizio del passante, il totale abbandono, per molti anni, delle aree ex ferroviarie in cui attualmente risiede il cantiere. Nella speranza che chi di dovere, segnatamente il Comune, si dia finalmente una mossa, è giusto aprire una riflessione complessiva sull'opportunità di riqualificazione urbana che il Passante rappresenta. Opportunità da non perdere, se è vero, com'è vero, che lo sviluppo della nostra città, soprattutto nei decenni del boom edilizio, non ha realizzato esattamente i canoni urbanistici della città ideale, seguendo più spesso i criteri della speculazione edilizia. Ciò ha comportato l’attuale diffusa carenza di servizi, di aree ad uso pubblico e di verde attrezzato associata all’eccessiva densità abitativa. La presenza di assi viari di dimensioni insufficienti e configurati in maniera inefficace rispetto ai principali flussi di traffico completa il quadro complessivo, a cui non sfuggono le aree attraversate dal passante. In tal senso, è particolarmente significativa la condizione dei quartieri residenziali di Resuttana e San Lorenzo, maggiormente interessati dall'operazione di "interramento" della linea ferroviaria. Proprio dagli assi viari si può partire per comprendere quanto possa essere importante il riuso dell’ex sedime ferroviario per allocarvi un nuovo asse stradale, ipotesi invero prevista dalla citata Delibera 524/10 del Consiglio comunale. In tal senso è possibile realizzare una nuova arteria che, in prolungamento con viale delle Alpi, realizzi fino a via Tranchina un asse di penetrazione urbana che va ad affiancarsi all’asse Strasburgo-Empedocle Restivo-Sciuti-Terrasanta, da una parte, ed alla Circonvallazione dall’altra, come sintetizzato nell’immagine. Un nuovo asse viario (in rosso) che, per gli spazi ricavati, può essere tranquillamente configurato a due carreggiate e che completa la maglia principale della zona nord: esso consentirebbe una valida alternativa agli assi sopra citati che, come sappiamo, soffrono di una costante condizione di intasamento nelle ore di punta. Gli assi trasversali (via Tranchina, Francia e De Gasperi) possono garantire i necessari travasi di flussi di traffico da e verso la nuova arteria. Lungo questo nuovo asse viario ed il sottostante passante ferroviario, troviamo alcune aree degne di una “rivisitazione” nell’ambito di questa nuova dotazione infrastrutturale, evidenziate in planimetria. Il caso più “macroscopico” è quello più a settentrione e riguarda l’area industriale realizzata attorno al vecchio scalo di S. Lorenzo Colli. Area che, a parte qualche rara eccezione, sostanzialmente non esiste più, tanto da rendere ormai superflui i tanti raccordi ferroviari una volta attivi. Il caso della Keller è clamoroso: dove una volta risiedeva una florida fabbrica di rotabili ferroviari, oggi ci sono soltanto capannoni abbandonati che ricoprono un’area di ben 30 ettari. Accanto a questi, altre aree del tutto inutilizzate, attualmente ricettacolo di rifiuti e degrado di ogni tipo; il tutto nel bel centro di un quartiere residenziale tra i più pregiati della città. Solo in parte la vecchia zona industriale ha dato luogo a riutilizzi di tipo commerciale (Auchan, Brico center) o amministrativo (Assessorati regionali). In adiacenza ad essa, troviamo anche enormi insediamenti militari (caserma Bichelli) che forse sarebbe il caso di delocalizzare, magari verso aree più periferiche se non del tutto esterne alla città, liberando territorio prezioso. L’immagine, in tal senso, è significativa: siamo sicuri che non si può ripensare tutto questo comprensorio, che sarà servito da un sistema di trasporto ad alta capacità, in chiave più funzionale alla vivibilità ed allo sviluppo della città? Mancano forse le idee per pensare a strutture di servizio attualmente inesistenti che, come è successo in tantissime città del mondo, possono rilanciare lo sviluppo economico e sociale della città, nonché la sua immagine nel mondo? Parlo non solo dei “soliti” centri congressi, ma anche di aree a verde, centri espositive, uffici, oltre a viabilità (anche ciclabile) e parcheggi; in grado, peraltro, di ricucire due realtà per anni separate dalla “cortina” ferroviaria , come sono state il comprensorio di viale Strasburgo e quello di via Ugo La Malfa. Analoghe riflessioni, in dimensioni nemmeno tanto ridotte, offre l’osservazione dell’area intorno alla fermata Francia, con l’enorme parcheggio realizzato per i mondiali ’90 e sempre abbandonato, oltre all’area della ex Dagnino ed a superfici verdi attualmente irraggiungibili e, quindi, impossibili da fruire per gli abitanti della zona.   Anche l’area circostante la fermata Belgio-De Gasperi può essere l'occasione per sfruttare alcuni spazi fino ad oggi pressochè inutilizzabili: in particolare, quelli compresi tra lo svincolo Belgio della Circonvallazione e la via Monti Iblei. Territorio urbano prezioso, reso irraggiungibile dalla particolare condizione dello svincolo, realizzato in sopraelevazione rispetto al "piano di campagna", fra alti muri di contenimento, proprio per la presenza della ferrovia da scavalcare. Oggi che la ferrovia non c’è più, si può accedere agevolmente a quest’area, in grado di dare ossigeno, con parchi e giardini, ad una zona densissimamente edificata. Chissà se all'interno dell’Amministrazione comunale qualcuno abbia mai pensato a questa enorme occasione per cambiare il volto della città, almeno nella sua parte settentrionale, oggetto, incredibilmente, di minori attenzioni rispetto ad altre gravitanti sul passante. Si pensi alle aree della ex stazione Lolli, sulle quali, almeno, sono stati elaborati interessanti progetti di riutilizzo. D’altronde, se ancora non si è messo mano al famoso “accordo di programma”, figuriamoci quando si perverrà alla consapevolezza di questa grande opportunità di rilancio della nostra città, senza la quale l’intero progetto del passante, che tanti disagi ha causato e sta causando in fase di esecuzione, resterà una enorme occasione perduta. In tal senso non può consolare qualche previsione all'interno del nuovo Piano Regolatore Generale, attualmente in fase di redazione, dal momento che certi interventi necessitano di una pianificazione  di dettaglio. Sarebbe opportuno, almeno, metter mano ad un Piano di Riqualificazione Urbana da redigere ai sensi della Legge 179/92, onde poter coinvolgere tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati. Sull'argomento è importante che tutti i soggetti a cui sta a cuore la nostra città facciano sentire la loro voce. Perché ritengo sia giusto che, finalmente, la nostra città esca dalla visione provinciale e limitativa che ha sempre avuto di sè stessa, raggiungendo la consapevolezza del proprio "status" di grande città europea, degna delle attenzioni che tale ruolo comporta.

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05 apr 2018

Nodo di Palermo | Il comune attacca, rfi risponde…

di Mobilita Palermo

In seguito all'articolo dell'amico Davide Guarcello, questa mattina il comune ha diramato il seguente comunicato stampa in cui attacca RFI e tutti gli enti di essere responsabili per i ritardi nei lavori, di errori in fase di progettazione segnalati all'ANAC, del continuo rinvio della riattivazione del collegamento con l’aeroporto, dell’errore progettuale di vicolo Bernava: Il sindaco Leoluca Orlando ha inviato al Presidente della Regione e all’Assessore regionale alle infrastrutture una nota con cui chiede l’attivazione dei controlli sulla spesa comunitaria per l’appalto relativo al prolungamento del cosiddetto “anello” ferroviario di Palermo a cura di RFI. E’ infatti la Regione l’ente che nell’ambito del POR 2014/2020 eroga le principali risorse con le quali si sta realizzando l’opera. Per Orlando “questi controlli, già necessari alla luce delle risultanze dell’ispezione operata dall’ANAC nel 2015, sono oggi ancor più necessari per il mancato riscontro dato da RFI a ben quattro richieste di rescissione in danno del contratto d’appalto, come il Comune chiede ormai da anni di fronte alle gravi criticità da tutti conosciute". Orlando chiede che RFI “giustifichi in modo chiaro e puntuale sia i gravi errori progettuali segnalati dall’ANAC, nonché i ritardi inaccettabili nel porvi rimedio e nell’esecuzione complessiva dei lavori.” “Non dobbiamo ricordare a nessuno – conclude Orlando – che nel 2012 ci siamo ritrovati di fronte ad un contratto, approvato dall’Amministrazione Cammarata, che di fatto tagliava fuori il Comune da qualsiasi possibilità di intervento e controllo e che oggi continua ad arrecare danni e disagi gravissimi a tutta la città: dal continuo rinvio della riattivazione del collegamento con l’aeroporto, alla soluzione dell’errore progettuale di vicolo Bernava, alla lentezza con cui i cantieri proseguono lavori particolarmente invasivi in punti chiave della vivibilità e viabilità cittadina". La replica di Rfi è arrivata in serata: In riferimento alle dichiarazioni del Sindaco di Palermo sui lavori per l’anello ferroviario, Rete Ferroviaria Italiana conferma la piena disponibilità ad illustrare all’Amministrazione comunale lo stato di avanzamento dell’opera e il dettaglio dei problemi riscontrati finora, spesso causa di forti disagi per la cittadinanza per il protrarsi dei cantieri, e il proprio impegno a minimizzare gli effetti di questi ritardi e disagi, purtroppo nei limiti che l’attuale situazione consente. Infatti, pur avendo sempre spinto per la soluzione delle criticità nate nel corso dell’appalto, RFI non può attuare quanto richiesto dal Sindaco, in quanto non esistevano in passato e non esistono tuttora le condizioni per procedere alla rescissione del contratto con Tecnis. L’impresa inoltre è in gestione commissariale e il Commissario ha sempre garantito la prosecuzione dei lavori e il completamento della fase di risanamento, che prevede la vendita della società entro la seconda metà del 2018. Per quanto riguarda i presunti errori progettuali, Italferr precisa di aver risposto all’ANAC sulla questione nel dicembre 2015. La progettazione ha sempre seguito le regole previste, coinvolgendo direttamente gli enti gestori interessati al censimento dei sottoservizi interferenti. Peraltro, le differenze fra la progettazione definitiva e quella esecutiva derivano anche dal lungo tempo intercorso tra queste due fasi, soprattutto a causa del ricorso della seconda impresa classificata nella procedura di affidamento. In tale periodo sono intervenute modifiche sostanziali ai luoghi delle opere, che hanno reso necessari cambiamenti progettuali. Peccato che Rfi e il Comune si sfidino solo tramite comunicati stampa e non riescano mai a mettersi attorno ad un tavolo per dialogare invece che rimpallarsi accuse Gli argomenti sarebbero tanti e sicuramente più interessanti. Si potrebbe parlare della sistemazione delle aree superficiali dopo la fine dei lavori del passante, andrebbe discussa la possibilità di trasformare Via Amari nel famoso Passío, andrebbero portati avanti le richieste delle varie associazioni come la realizzazione di posti di bike e carsharing in ogni fermata ferroviaria. Tanto ci sarebbe da fare, quindi il nostro invito è quello di convocare entrambi le parti, porle attorno ad una tavola rotonda e migliorare il futuro della città che dipende dai cantieri, ma anche dalle opere che nei prossimi anni vedranno la luce e perchè no, discutere anche della MAL... Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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04 giu 2019

FOTO | Passante ferroviario: ripresi i lavori per la costruzione della fermata a Capaci

di Fabio Nicolosi

I lavori di completamento della stazione di Capaci su via Kennedy erano stati consegnati in data 27 Febbraio, da allora poco o nulla si era mosso in zona. Alcuni cittadini avevano iniziato ad essere diffidente e molti si domandassero che fine avessero fatto i lavori. Oggi lasciamo parlare le immagini che sono sempre meglio delle parole. I lavori affidati all’associazione temporanea d’imprese costituita da Cogen Srl, Vi.D.R. Srl ed Eurofer Costruzioni. L’importo dei lavori della fermata è di circa 3 milioni di euro, dei quali 1,8 milioni per opere civili e 1,2 milioni per l’impiantistica. Trecento i giorni necessari per completare la fermata, cui aggiungere il periodo necessario per ottenere il rilascio dell’Autorizzazione alla Messa in servizio da parte dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF). Ringraziamo RFI per le foto:

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17 feb 2020

Passante Ferroviario | Via Lungaro dal rendering alla realtà: le differenze

di Fabio Nicolosi

L'immagine che vi mostriamo ritrae via Lungaro nel Luglio 2013, qualche mese prima dell'inizio dei lavori della tratta C del raddoppio del passante ferroviario. Per chi non la conoscesse via Lungaro è un tratto di strada di circa 150m compreso tra via Maltese e via Enzo Biagi (ex via Nuova). Prima dei lavori la strada affiancava la ferrovia in superficie ed era compresa tra due passaggi a livello. Oggi la ferrovia è stata interrata e la suo posto è stata ampliata la strada. Ma perché stiamo dedicando un articolo ad un tratto di strada di appena 150 metri? Perchè a nostro avviso questo è il classico esempio di come il risultato finale poteva essere migliorato se qualcuno al comune, ma non solo avesse visionato i progetti e proposto le modifiche nelle varie conferenze dei servizi. Ma di cosa parliamo? Questa è la planimetria di come sarebbe dovuta essere la strada. Sia a monte che a valle sarà presente una marciapiede. Lato monte il marciapiede sarà notevolmente largo, nonostante la totale assenza di accessi, abitazioni, attrattive. Un marciapiede che dovrà seguire quello proveniente dalla fermata Francia. Lato mare invece la larghezza del marciapiede sarà lasciata quello esistente. Notate voi stessi che il marciapiede esistente è molto stretto e non permette ad esempio il passaggio di due carrozzine in contemporanea. La panoramica mostra la differenza di larghezza dei due marciapiedi: Non sarebbe stato meglio allargare il marciapiede esistente e realizzare il nuovo lato monte leggermente più stretto? Inoltre lato monte erano previste delle sagomature del marciapiede per "guidare" la sosta a spina di pesce, dove sono finite? All'interno di queste rientranze vi erano delle piccole aiuole che avrebbero spezzato la striscia di grigio e nero, invece si è preferito abolirle, come mai? Infine un piccolo dettaglio: ma le strisce pedonali non devono avere tutte la stessa lunghezza? Eppure la striscia centrale sempre leggermente più lunga, come mai? Si tratta di un errore?

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