Segnalazione
24 mag 2016

Via Tiro A Segno / Foro Italico, il semaforo che verrà

di belfagor

Chi percorre il FORO ITALICO, alla fine della strada si trova di fronte a uno degli incroci più caotici e pericolosi della città, quello con VIA  TIRO  A SEGNO. Da anni si parla di istituire un semaforo , tutti si dicono d’accordo ma alla fine niente semaforo. Proprio di fronte a tale incrocio c’è la sede dell’AMG, l' azienda partecipata comunale che si occupa dell’installazione e della manutenzione degli impianti semaforici della città, ma nonostante questo niente. In attesa che si trovino questi benedetti soldi o la volontà politica (cosa un po’ più complicata), chi attraversa tale incrocio, a piedi o in auto, lo fa a suo rischio e pericolo. Qualcuno ha proposto in alternativa  l’istituzione di una rotonda, anche molto economica,con un cordolo e dei vasi con qualche  pianta, anche spelacchiata, per esempio uno di quelle che vengono piazzate a delimitare le isole pedonali. Ma anche da questo orecchio l’amministrazione è sorda. A quanto sembra il fatto che ogni giorno in tale incrocio ci sono incidenti, non basta. C’è il sospetto che i nostri amministratori vogliono il morto. Infatti da noi se non c’è una vittima l’amministrazione non si muove. Tra l’altro la zona ha una triste nomea , infatti nel passato qui avvennivano  dei “popolari” spettacoli di “autodafè” o atti di fede, in cui l’inquisizione e l’amministrazione celebrava il trionfo del bene sul mare grazie a dei “bei roghi” , in cui si bruciava qualche eretico (famoso è lo “ spettacolo” avvenuto il 7 aprile del 1724). In attesa della vittima sacrificale, da offrire alla nostra amministrazione, anche senza il rogo, prima di attraversare tale incrocio affidiamoci a qualche Santo, ma uno bravo però. P.S. Dimenticavo, l’automobilista che supera indenne tale incrocio, forse per la felicità di essere ancora sano e salvo, accelerà il proprio mezzo di locomozione, poco importa se si tratta di una moto , un ape o un TIR. Il problema e che dopo tale incrocio c’è una curva pericolosa (quella di VIA PONTE DI MARE) , resa ancora  più pericolosa dal fatto che qualche” intelligentone” posteggia il proprio furgone o camion proprio in curva, in barba al divieto di sosta,, limitando la visuale. Francamente, visto che pretendere il rispetto del limite di velocità o il divieto di sosta in questa città è  impresa impossibile, forse un dissuasore  potrebbe “contenere la gioia” di questi automobilisti a pigiare il pedale dell’acceleratore.

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Proposta
17 gen 2017

Un giardino per il fronte a mare

di punteruolorosso

Il progetto, redatto quasi vent'anni fa dall'università di Palermo, ridefiniva il Foro Italico e l'area del castello a mare, riportando quest'ultimo a contatto con l'acqua. La strada di collegamento fra la circonvallazione e il porto scendeva di quota all'altezza di Sant'Erasmo e proseguiva in sotterranea fino al sottopassaggio di piazza tredici vittime. Le soluzioni erano due: un tunnel sotto la cala o sotto l'attuale sede stradale. In superficie, spazi pedonali, piste ciclabili e verde. Il progetto prevedeva anche la trasformazione di porto Sant'Erasmo, un canale fra quest'ultimo e la cala, e il ripristino della linea di costa sul castello a mare. Progetto ambizioso, forse da un miliardo di euro, ma che risolverebbe per sempre il problema del traffico su tutto il golfo (il collegamento circonvallazione-porto libererebbe via Messina marine dalle auto), riconnettendo il centro storico con il mare. Non sarebbe una buona idea da proporre al nuovo sindaco? Sono tanti soldi, ma spesi bene. Andrebbero subito chiesti i finanziamenti. Ecco un articolo della prof. Teresa Cannarozzo, redattrice del progetto. http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/05/15/centanni-di-progettiecco-la-storia-infinitadel-mare-perdutoPalermo08.html Sono sicuro che il collettore fognario non interferisce. Per quanto riguarda i mezzi pubblici, opterei per un tram o una linea metro ricavata nel tunnel stesso dedicato alle auto. Attenzione: questa non è una discussione fra tram e metro.  

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Segnalazione
02 mar 2017

Il prato e il monumento dedicato a Giuseppe Tommasi di Lampedusa

di belfagor

Qualche amico ha scritto, lamentandosi, che da anni nella nostra città non vengono inaugurati monumenti ai nostri concittadini che hanno reso grande la città e la nostra terra. Ciò non è del tutto vero. Per esempio a Giuseppe Tommasi di Lampedusa  è stato  dedicato , oltre che  la villa del Foro Italico anche un  “bel cippo di pietra di Billemi”.  Tale cippo o forse sarebbe più corretto chiamarlo “pietrone” gli è stato  dedicato, “in pompa magna”, martedì 6 maggio 2014  dal  Sindaco Leoluca Orlando. Tale “monumento” è  posto sul prato del Foro Italico di fronte alla Via Alloro, contornato da tre “meravigliosi alberelli”, un po’ spelacchiati per la verità. Alla manifestazione erano presenti anche l’allora assessore alla cultura Francesco Giambrone, e gli assessori Agnese Ciulla e Francesco Maria Raimondi e il vice sindaco Emilio Arcuri. Per arrivare a questo momento c’è voluto un iter molto lungo e complesso  che ha richiesto….decine di anni. La prima determina , durante la sindacatura Orlando; si perse nei meandri  “dell’efficientissima macchina burocratica di Palazzo delle Aquile”. Una seconda determina  si blocco perché l’assessore alla cultura della Giunta Cammarata ammise sconsolato che non c’erano …….” I quattrini per la targa”. Dopo di ciò intervenne la Regione Sicilia, presidente Raffaele Lombardo, che stanziò 5000 euro. Purtroppo di tali soldi si sono perse le traccia. Finalmente si sono mossi alcuni cittadini, per sollecitare la conclusione della “difficilissima operazione” . Prima di tutto si è individuato un masso di Billemi” che poteva servire per “l’occasione”, poi alcuni operai del COIME hanno provveduto alla collocazione del pesante cippo , inoltre si sono trovati i soldi per collocare, sotto il cippo , una targa. Tutto a posto? Ma nemmeno per sogno.  Qualcuno ha ricordato che il prato del Foro Italico era già stato  intitolato, sempre dallo stesso sindaco Orlando”Giardino delle Nazioni Unite” a ricordo del vertice ONU contro la criminalità transnazionale del dicembre 2000. Francamente non sò come hanno risolto il problema della “doppia intitolazione”. Ho raccontato tale vicenda per spiegare come è difficile inaugurare un prato, un’aiuola , una targa o innalzare un monumento  nella nostra città. Per cui accontentiamoci dei monumenti che abbiamo ereditato dai nostri avi e cerchiamo di salvaguardarli.

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Articolo
06 mag 2016

Viabilità per il Cyclopride Day Palermo 2016 – le strade interdette al traffico

di Andrea Baio

Mobilita Palermo è media partner del Cyclopride Day Palermo 2016, che si terrà a partire dalle ore 9:00 di domenica 8 Maggio al Foro Umberto I. Il Comune di Palermo ha rilasciato un comunicato relativo alla viabilità. Vi invitiamo a leggere per evitare disagi durante la giornata! Domenica 8 maggio 2016 dalle ore 10,30 prenderà il via dal Foro Umberto I, la manifestazione ciclistica "Cyclopride Day 2016", con partenza/arrivo lungo il Foro Umberto I che interesserà l'area della cosiddetta passeggiata a mare; Secondo l’ordinanza sindacale n. 544 del 04.05.2016 è disposta la chiusura, al passaggio della carovana dei partecipanti lungo il seguente itinerario: 1.    Partenza Foro Umberto— carreggiata arretrata tra la villa antistante il mare e la carreggiata lato mare, delimitata tra le vie Lincoln e via Padre G. Messina 2.    A destra sulla carreggiata Foro Italico, lato mare 3.    Dritto per via Cala e via F. Crispi (carreggiata lato mare) 4.    Dritto per il Piano dell' Ucciardone, via Monte Pellegrino (carreggiata in salita) e via A. Sadat 5.    A sinistra verso via M. L. King e poi dritto verso via Imperatore Federico 6.    A destra verso piazza Leoni e poi dritto per il viale del Fante 7.    Ingresso all' interno del giardino della Palazzina Cinese (dal cancello di fondo) ed uscita dal cancello sul viale Duca degli Abruzzi, verso sinistra 8.    Prosecuzione verso viale del Fante, sino allo Stadio Comunale, e quindi a destra verso via Antonio Cassarà 9.    Percorrenza della rotatoria Giovanni Paolo II, verso viale Croce Rossa (carreggiata di monte), piazza Vittorio Veneto, via della Libertà e via R. Settimo 10. A sinistra verso via Cavour e quindi a destra, contromano, su via Roma 11. A dx su via Vittorio Emanuele, sino a piazza Villena e poi a sinistra verso via Maqueda, sino a piazza Giulio Cesare 12. Percorrenza della rotatoria verso via Lincoln e prosecuzione verso il Foro Umberto I 13. Svolta a destra ed arrivo al Village. Carreggiata lato mare: Tratto compreso sul prolungamento di via Lincoln e piazza della Capitaneria; Divieto di sosta con rimozione coatta ambo i lati dalle ore 20 del 7/5/2016 e le ore 20  dell’ 8/5/2016 e comunque sino al termine dell’evento Carreggiata arretrata sul lato mare Tratto compreso tra il prolungamento di Via Lincoln e piazza Tumminello/Via Padre G. Messina: Divieto di sosta con rimozione coatta ambo i lati dalle ore 20 del 7/5/2016 e le ore 16 dell' 8/5/2016 e comunque sino al termine dell'evento; - Chiusura temporanea al transito veicolare per consentire le fasi di partenza e arrivo della manifestazione che avverranno nell'arco temporale compreso tra le ore 7.30 e le ore 13,00 dell' 8/5/2016 Carreggiata lato monte: Tratto compreso sul prolungamento di Via Lincoln e Piazza Tumminello: Divieto di sosta con rimozione coatta ambo i lati dalle ore 20 del 7/5/2016 e le ore 16 dell' 8/5/2016 e comunque sino al termine dell'evento; Chiusura temporanea al transito veicolare per consentire le fasi di arrivo della manifestazione che avverranno nell'arco temporale compreso tra le ore 12.30 e le ore 13.00 dell' 8/5/2016. La fermata dei mezzi Pubblici di Trasporto Extraurbani, sarà spostata temporaneamente in Via Adorno. L' area arretrata del Foro Umberto 1, lato mare, sarà delimitata da transenne per tutto il tratto.

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Segnalazione
28 giu 2016

Foro italico: miseria e nobiltà

di belfagor

Ci avviciniamo al “ Festino” e vogliamo ricordare il luogo che forse è il simbolo di questa festa. Scriveva qualche anno fa lo storico Giuseppe Bellafiori "Il Foro Italico va dalla Cala al piano S. Erasmo. La vecchia città vi si affacciava per tutto il suo lato nord-orientale beneficiando della vista e delle brezze del mare. Il Foro Italico si anima solamente nei giorni festivi. Fino ad epoca recente invece, per più secoli, fu meta delle folle palermitane che, per lunghi periodi dell'anno, venivano qui a dilettarsi delle dolci aure marine. Trattenimenti musicali, giochi d'artifizio, fiere e mercati vi avevano periodicamente luogo. Per le feste di S. Rosalia, l'altissimo carro della santa vi sostava tra lo stupore dell'immensa folla. Spesso vi si svolgevano feste in onore di re, viceré e principi. Nel 1735 Carlo III di Borbone fece da qui l'ingresso trionfale a Palermo, passando sotto un sontuoso e posticcio arco di trionfo. La nobiltà vi passeggiava in carrozza scoperta o in portantina o guardava, dall'alto delle sue logge, lo spettacolo del mare e del volgo miserabile e rumoroso. Durante l'ultima guerra il Foro Italico cambiò aspetto; enormi quantità di macerie degli edifici diroccati dalle bombe furono scaricate in mare formando una vasta spianata" Il rapporto tra Palermo e il mare non è stato mai semplice. Nonostante la città sia una città di mare, non è stata mai una città marinara , anzi il mare è stato visto con diffidenza . La città infatti, fino al XVI secolo, non aveva mai avuto una propria passeggiata a mare .Le frequenti mareggiate o il pericolo di attacchi (soprattutto pirateschi) non permettevano di considerare la costa come una zona sicura. Con la fine del pericolo piratesco la città lentamente si riapproprio del mare. Ma tale riappropriazione fu lenta e sporadica. Infatti i nobili preferivano continuare a costruire i loro palazzi in città mentre utilizzavano il lungomare per le passeggiate , lo svago e ….per bruciare qualche eretico. Per potere vedere il primo lungomare panoramico a Palermo doppiamo aspettare il 1582 quando il viceré Marco Antonio Colonna, che già l'anno precedente aveva fatto prolungare la via Toledo (Cassaro) , fino alla Marina e iniziato la costruzione della Porta Felice, che era l’unica porta d’accesso alla nuova strada.. Tale lungomare o foro fu chiamato Strada Colonna . Nella realtà tale strada rimase nettamente .separata dalla città dalle possenti mura della città . Le cose non cambiarono fino al 1734 quando il pretore don Giovanni Sammartino di Montalbo, fece abbattere una delle fortificazioni lungo la costa ,il bastione del Tuono (che si trovava dove oggi sorge l’ex Jolly Hotel). Cinquant'anni dopo il nuovo pretore, don Girolamo Grifeo principe di Partanna, ordinò l'abbattimento dell'altro baluardo, chiamato di Vega (che si trovava nei pressi dell’attuale Porta dei Greci) sancendo così la fusione della città con il suo lungomare. In seguito tale strada fu sempre più abbellita e curata, fu creata anche una villa, Villa Giulia, diventando la meta preferita per le passeggiate dei palermitani. Le mura rimaste furono utilizzate dai vari nobili per costruirsi Palazzi o villette. Durante la dominazione dei Borboni, la zona assunse il nome di Foro Borbonico in seguito, dal 1860 fu chiamato Foro Italico . Nella realtà , dopo l’uccisione del re Umberto I il suo nome cambiò definitivamente in Foro Umberto I, ma per i palermitani continuò ad essere chiamato Foro Italico. Lo scrittore francese Renè Bazin che fu a Palermo nell’estate del 1891 descrisse così la passeggiata alla Marina: “Venuta la sera mi feci condurre alla Marina. La grande passeggiata di tutti era iniziata. Andavamo a piccoli gruppi, senza fretta, con la noncuranza della conversazione che indica una passeggiata abituale, a respirare la brezza di mare e vedere passare le carrozze. Incontravo persone umili, piccoli borghesi, famiglie di operai. Quando voltai, dopo aver passato la Porta Felice, c’era già folla nell’immenso viale. Figuratevi una banchina lunghissima e larghissima, leggermente arcuata per seguire la curva della riva, piantata di alberi dalla parte della città e scoperta dalla parte della baia. Le carrozze vanno e vengono, su diverse file alternate, come ai Campi Elisi. Si mettono al trotto non appena la musica ha finito un pezzo, e riprendendo il passo, tutte insieme, quando si sentono le prime battute di un valzer o di una marzurka, che arrivano a sbuffi sonori dal minuscolo chiosco, laggiù, verso la meta. È un’illusione oppure il rumore si perde semplicemente nello spazio illimitato? Mi sembra che nessun rumore si alzi da questa folla in movimento”. Nel 1943, dopo l’occupazione alleata, , il Foro Italico ( come anche gran parte della Costa sud) cambiò drammaticamente d’aspetto. Al fine di sgombrare le vie del centro dai crolli causati dai violenti bombardamenti dei mesi precedenti, l'amministrazione provvisoria alleata, AMGOT, decise (peraltro in conformità al piano regolatore della città), di ricolmare con i resti dei crolli e delle demolizioni il tratto di mare prospiciente la passeggiata della marina che nel ventennio fascista aveva di nuovo assunto la denominazione di Foro italico. L'area, trasformata in una vasta spianata rimase spoglia ed abbandonata e venne utilizzata come campo rom, come sede per i circhi e per anni occupata da un Luna Park. La città , per quasi 50 anni, perse il suo rapporto con il mare. In occasione della conferenza ONU sulla lotta alla criminalità organizzata che si tenne a Palermo nel dicembre del 2000 l'amministrazione dall’ora ,guidata dal sindaco Leoluca Orlando ,ottenne la concessione dell'area dall'autorità portuale . Vennero allontano le giostre ed e si avviarono i lavori di bonifica e riqualificazione. I lavori che terminarono nel dicembre del 2000 con una grande manifestazione nel prato presente l'allora segretario generale delle nazioni unite Kofi Annaa. Purtroppo quel prato durò poco. In un articolo pubblicato su Repubblica di Palermo il 6 settembre 2001 , Attilio Bolzoni scriveva che il famoso “prato” progettato in occasione di tali manifestazione dell’ ONU ,nonostante fosse costato una cifra folle, era ormai . "Arso, morto, bruciato dal sole e dalla salsedine". Infatti quel prato finanziato con i fondi Onu del 2000, quando era sindaco Orlando, era “morto” nel 2001 , mentre era commissario prefettizio Serio, . Come al solito si scatenò la solita polemica sulle responsabilità. Ma la tesi dominante era che il prato era “seccato” perché le sementi di Festuca rubra utilizzate non erano adatte per il pieno sole e per l’aria salmastra, inoltre era stato installato un numero esiguo di irrigatori. Morale della favola il prato dopo la manifestazione internazionale era “secco”. Nel 2005, su incarico del nuovo sindaco Cammarata, fu definita l’opera di risistemazione dell'intero spazio del Foro Italico e del suo arredo urbano su progetto dell’architetto Italo Rota Il progetto fu premiato nel 2006 con la Medaglia d'Oro all'Architettura Italiana per gli spazi pubblici Da allora purtroppo la situazione e lentamente degradata. Nel 2013 un articolo impietoso del “Il Sole 24” metteva a confronto il prato del Foro Italico nel 2005 a quello del 2013 , c'era da vergognarsi. Ma la situazione rispetto a 3 anni fa è ancora di più peggiorata. 1 /3 di quel prato è attualmente recintato e adibito come deposito della TECNIS, l’impianto elettrico è da rifare completamente, come anche l’impianto d’irrigazione. La villetta, vicina al Porticciolo di Sant’Erasmo è adibita stabilmente come “dormitorio” di diversi barboni ed immigrati, inoltre diversi cani “ inselvatichiti” circolano liberamente per il prato. Spesso aggredendo i ciclisti e gli amanti del footing . Eppure, nonostante il degrado, la sporcizia e l’abbandono il Foro Italico continua ad attirare tanti turisti. Ecco cosa scrivono alcuni turisti in un sito specialistico per turisti ( TripAdvisor ): Il luogo sarebbe l'ideale per una passeggiata con vista mare per famiglie e romantico perdersi per fidanzati, ma l'incuria e la trascuratezza generale la fanno purtroppo da padroni ...Eterni lavori in corso, transenne, prati spelacchiati ed aridi, panchine colorate di marmo semidistrutte, recinzioni divelte e dappertutto rifiuti che il vento porta via con sé. E' un vero peccato. Una bella isola verde fronte mare ma trascurata nella manutenzione e soprattutto con mucchi di immondizia sparsi: un vero peccato! Le 4 stelle lo meritano la location, l'ambiente, e l'idea. Ma purtroppo è un luogo spesso lasciato all'incuria, dove manca il 60% dell'erba, dove gli alberi non sono propriamente curati, e dove, una volta sceso il buio, non si può mettere piede perché regno della prostituzione. Palermo meriterebbe che questo luogo fosse ancora più curato, unico nel suo genere. Peccato. E un vero peccato.  Signor sindaco  perché tanto degrado e abbandono?  

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Articolo
12 apr 2017

Panni stesi, urine e accattonaggio:così il Foro Italico saluta i turisti

di Mobilita Palermo

EDIT: Siamo stati contattati dal comando di Via Dogali  per informare che la problematica è stata risolta e che la situazione di degrado è solo un brutto ricordo Facciamo un salto al Foro Italico, dove ci segnalano questa situazione di degrado, che stride fortemente con la vocazione palesemente turistica della zona. Lasciamo alle parole dell'utente S. Nocera la spiegazione del problema: Ma possibile che il Foro Italico e Sant’Erasmo siano diventati un “Villaggio Rom” ? Questa mattina, come tutte le mattine da mesi, vedo roulotte di rom con macchine di grossa cilindrata e tavolini, gente che bivacca e fa accattonaggio, molestando i turisti che scendono dai pullman turistici, li al Foro Italico a Sant’Erasmo dove c’è il gioiello di Villa Giulia, dove il parco a mare dovrebbe essere un lungomare, Io vedo lo sguardo dei turisti che scendono dai pullman e mi vergogno di essere a Palermo: la mia città ridotta in questo stato. Dove c’è Istituto Padre Messina si fermano appunto i pullman turistici ed i turisti appena scesi si ritrovano queste comitive di Rom che urinano davanti i loro occhi chiedendo soldi. [...] Aguzzando la vista si notano anche degli indumenti adagiati sopra i birilli ad asciugare, manco fosse il balcone di un appartamento. Una situazione fuori controllo. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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28 giu 2017

La storia legata ai luoghi del passato |Tu c’eri?

di Mobilita Palermo

Con questo post vogliamo rievocare il passato, parlando sempre della nostra città. Anzi più che per "parlare", per farvi parlare. Questa immagine risale ai primi anni 80 e in primis ci preme dare il giusto riconoscimento al gruppo "Palermo di una volta", da dove abbiamo prelevato questo splendido scatto d'epoca. Riconoscete il luogo dove ci troviamo?  Quelle montagne russe dovrebbero aiutarvi decisamente. Ma per aiutarvi, vi mostriamo un altro scatto ancora, che dissuaderà gli ultimi dubbi. (prelevata dal gruppo "Palermo di una volta" - i diritti sono del rispettivo autore) Si, siamo nel litorale palermitano, al "Foro Italico", dove un tempo non esisteva "il litorale". Era un luogo di divertimento, una cittadella della giostra all'aria aperta dove i palermitani si riversavano soprattutto la sera. Soltanto salendo sui giochi più imponenti come le montagne russe o la ruota panoramica i bambini potevano scoprire per la prima volta cosa ci fosse al di là di quella muraglia luminosa. Oggi forse sarebbe fin troppo scontato dire che tutto "faceva schifo", ma possiamo rassicurarvi che ci sono anche tanti nostalgici che hanno svariati ricordi legati a quel posto. Ed è normale che sia così. Per cui, vogliamo mettere da parte un attimo giudizi e confronti, per lasciare spazio ai ricordi e ai vostri racconti. Quali storie vi evocano queste immagini? Com'era la città e i cittadini in quegli anni? Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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