Articolo
11 gen 2016

Bilancio dei primi dieci giorni di tram: i pro e i contro

di Andrea Baio

Sono da poco trascorsi i primi dieci giorni di esercizio del tram. A prescindere dai risultati in positivo o in negativo, è innegabile l'importanza e la portata di un evento che ha risvegliato l'entusiasmo dei palermitani, ormai non più abituati a novità consistenti. Sotto questo aspetto, il tram ha già innescato una rivoluzione in positivo, capace di trascinare una ventata di ottimismo in una città che ha sofferto - e continua a soffrire - un grosso periodo di crisi. Per una volta tanto, anche a Palermo è possibile respirare aria europea. Il tram è un'opera eco-sostenibile e in linea con le politiche europee in fatto di mobilità. La città della mafia, tristemente conosciuta come tale anche grazie ad una sfilza di film e fiction che per anni non hanno parlato d'altro, oggi diventa patrimonio UNESCO, accompagnata da articoli pieni di entusiasmo da parte di testate giornalistiche straniere e l'invito a scoprire un capoluogo inaspettato, che nel bene o nel male, dopo anni di stasi, comincia a vedere importanti cambiamenti in atto. Sul tram è possibile osservare la città in modo diverso e, attraverso gli ampi finestrini delle nuove e belle vetture della Bombardier, si percepisce quasi la città in una prospettiva nuova, più vicina alle capitali europee che al terzo mondo. Anche banalità come la voce che annuncia le fermate, le paline informative con i tempi di attesa, la sede tranviaria pavimentata a dovere, contribuiscono al pensiero che forse forse, anche a Palermo qualcosa è possibile. Starà a noi cittadini adesso decidere se questa rivoluzione sia solo un "caso" oppure l'inizio della svolta definitiva. Non sono ovviamente mancate le polemiche da parte di palermitani che vedono tutto nero, e che non vedono l'ora di sparare a zero indipendentemente da quello che si faccia o meno, così come non sono mancate strumentalizzazioni da parte dei soliti politici, giornalisti e blogger alla deriva per cavalcare l'onda degli scontenti, cercando di arraffare qualche voto o qualche click in più. Alla fine anche molti di loro hanno ceduto al fascino del cambiamento: leggere articoli che circolavano fino a non molto tempo fa da parte di testate giornalistiche locali che annunciavano catastrofi urbanistiche, mentre i tram "giravano a vuoto in deposito", per poi vedere le stesse rinnegare completamente quanto scritto nei mesi precedenti, ci ha regalato una soddisfazione che non tentiamo di nascondere. Per fortuna, sembra che al momento siano più i pareri positivi che quelli negativi. Viaggiare in tram è stato utile anche per tastare il polso ai palermitani e capire cosa pensano dell'opera, e dobbiamo dire che tutto sommato fa enorme piacere sentire parole di apprezzamento per un'opera che sicuramente non è perfetta, ma che ha dato inizio ad un processo di riqualificazione della vita di questa città martoriata. Questo significa che il tram è la panacea di tutti i mali? Assolutamente no. E' per questo che ci premureremo qui di seguito di fare un bilancio quanto più oggettivo possibile su tutto ciò che funziona, e tutto ciò che non funziona; perché alla fine, al di là di tutta la retorica che può ruotare attorno all'argomento, quello che conta sono sempre e solo i fatti; fatti che siamo stati sempre abituati ad analizzare con imparzialità. Per non tediarvi, abbiamo deciso di stilare un punto elenco sui pro e i contro del servizio tram, in questi primi giorni di esercizio. E' doveroso precisare che, trattandosi appunto dei primi giorni, è da mettere in conto qualche problema organizzativo più o meno grave. Cerchiamo quindi di capire cosa sia giustificabile e cosa no. PRO La gente lo usa: il riscontro da parte della città è stato estremamente positivo, pur considerando che il servizio al momento si limita a collegare le periferie coi nodi intermodali Stazione Centrale e Notarbartolo. Solo nei primi giorni sono stati venduti oltre 50 mila biglietti. Il tram è un'opera che piace, ed evidentemente la gente lo trova molto utile. Socializzazione: un altro risvolto positivo del nuovo mezzo. La gente usa il tram, e la novità è anche occasione di confronto, scambio di opinioni, consigli e informazioni sulle fermate. Sotto questo aspetto il tram è vissuto quasi come un nuovo spazio pubblico, e non è raro sentire passeggeri scambiarsi opinioni sulla città che cambia, sui risvolti positivi dell'opera, etc. Intermodalità: nonostante l'assenza di un biglietto integrato che consenta di viaggiare sui treni e sul tram senza pagare costi aggiuntivi, la gente ha cominciato a prendere dimestichezza con il concetto di intermodalità. Sui tram cominciano ad essere trasportate anche le prime bici pieghevoli, segno che finalmente è possibile spostarsi rinunciando al mezzo privato (almeno in certe parti della città). Multilingua (in parte): le biglietterie automatiche, almeno ai capolinea, sono multilingue. Un enorme passo avanti in una città che sta completamente a zero sul fronte dei servizi al turismo. Controlli: da più parti arrivano testimonianze sull'intensità dei controlli dei titoli di viaggio. I controllori sono quasi sempre presenti (o al capolinea o durante la marcia) e al momento quindi, sembra nessuno scampo per i portoghesi. L'AMAT sembra aver imparato la lezione, e i palermitani la impareranno molto presto, se questa costanza nei controlli verrà mantenuta. Comodità del servizio: laddove le paline informative funzionano, è sicuramente rassicurante osservare i tempi di attesa. Si ha la sensazione di non perdere tempo inutilmente, e in caso di ritardi è possibile decidere se proseguire per conto proprio o attendere la vettura. Anche qui una banalità, ma che per la nostra città non era assolutamente scontata. Il tragitto in corsia riservata inoltre, garantisce la non interferenza tra i flussi di traffico privato e il mezzo pubblico, ottimizzando i tempi di percorrenza. Le vetture sono silenziose e confortevoli, ed essendo ad ampia capacità di trasporto, non sono mai troppo affollate. Estetica (in parte): i nuovi tram sono belli e moderni. Il tragitto pavimentato a mattoni è decisamente gradevole sotto il profilo estetico, così come il nuovo ponte sull'Oreto, una delle poche opere di architettura degne di nota in una città che ha cementificato per anni, devastando gran parte del suo patrimonio urbanistico. Ordine: il tram ha contribuito a rendere più razionale la viabilità in zone della città dove prima regnava il caos più totale. Vedasi i miglioramenti evidenti apportati in corso dei Mille. Ecologia: il tram è un mezzo elettrico, pertanto a minor consumo e a inquinamento zero. Nella città più congestionata di Italia, con inquinamento alle stelle, è sicuramente un passo avanti nell'ottica della riduzione delle emissioni CO2. A Palermo in media circolano 1,2 persone per auto, pertanto speriamo che nell'immediato futuro il sistema tranviario contribuisca notevolmente a ridurre i mezzi privati in circolazione. Riscoperta urbana: il tram ha contribuito a "riscoprire" quartieri più periferici e degradati, spesso tagliati fuori dal concetto di città. Il collegamento di queste aree ai punti nodali del trasporto cittadino potrebbe lanciare l'assist per un'inizio di rigenerazione urbana di queste zone. CONTRO Assenza di comunicazione: la comunicazione da parte di AMAT è scandalosa. Non è possibile lanciare un nuovo servizio lasciando i passeggeri allo sbando, senza alcuna indicazione di orari. Allo stesso modo, non sono stati avvisati i passeggeri del fatto che sulla Linea 4 i display informativi erano spenti. Questa assenza di comunicazione ha inoltre prestato il fianco ai detrattori per antonomasia, che hanno potuto passare dalla parte della ragione muovendo giuste critiche a così tanta disorganizzazione. Assenza del biglietto unico: le attuali linee di tram hanno senso solo in una logica intermodale proprio perché l'attuale piano trasporti di Palermo si basa sull'intermodalità fra diversi mezzi di trasporto pubblico. Impedire ai passeggeri di poter utilizzare passante ferroviario, anello ferroviario, bus e tram con un unico biglietto, equivale ad ammettere l'inutilità del piano trasporti . Se un utente dovrà acquistare due biglietti, per un totale di 2,90 euro solo andata (5,80 euro compreso il ritorno), per poter utilizzare sia tram, che bus, che treno, allora continuerà a trovare conveniente il mezzo privato e tutti questi sforzi saranno stati inutili. Il Comune, Amat e Trenitalia devono assolutamente ripristinare il biglietto unico, pena il fallimento di tutto ciò per cui si è tanto lavorato. Tempi di attesa: in alcuni casi si sono discostati, anche di molto, da quelli indicati dall'esercizio ufficiale. La frequenza dovrebbe essere di un tram ogni 5 minuti sulla linea 1, di un tram ogni 10 minuti sulle linee 2 e 3, ogni 12 minuti sulla linea 4. Alcuni passeggeri hanno segnalato tempi di attesa in certi casi anche superiori ai 30 minuti sulla Linea 4. Sembrerebbe che delle vetture destinate alle linee 2-3-4 siano ancora ferme presso il deposito di via Castellana e e si attende l'immissione in servizio. Anche qui AMAT dovrebbe essere in grado di comunicare ai passeggeri i motivi di tale disagio. Cosa che attualmente non fa. Ad aggravare il tutto, molte paline informative non sono ancora state attivate, pertanto non è possibile neanche ricevere informazioni in tempo reale sui tempi di attesa. AMAT aveva dichiarato che lo scorso lunedì il problema sarebbe stato risolto, mentre ad oggi ancora risulta in contrario. Biglietti: sulla rete di tram più moderna di Italia è inaccettabile avere sistemi di bigliettazione del 1800. Lasciando perdere il caos creato con le biglietterie automatiche, l'emissione di due tipologie di biglietti differenti, l'impossibilità di erogare il resto se non nelle biglietterie automatiche presenti ai capolinea, le dichiarazioni contraddittorie di presidente AMAT, funzionari e controllori, coi passeggeri in confusione più totale, è comunque inaccettabile che l'azienda non sia organizzata a dovere per garantire ai passeggeri la massima comodità nell'acquisto dei titoli di viaggio. A tal proposito, vige confusione anche per la cessazione della sperimentazione del pagamento elettronico con l'app My Cicero, in quanto sembra sia ancora in funzione nonostante l'annuncio dell'azienda. Estetica (in parte): se da un lato le vetture e il nuovo ponte fanno bello sfoggio di sé, altrettanto non si può dire delle fermate. L'estetica è spartana, e lascia molto a desiderare. Sebbene a norma di legge, la maggior parte delle banchine sono decisamente strette. La realizzazione dei capolinea poteva essere occasione per riqualificare via Balsamo e piazza Boiardo, e invece alla fine risultano poco più che sterili lavori di ingegneria, senza alcun intervento rilevante sotto il profilo estetico. E' un problema di cui in Italia si risente spesso: l'architettura è un optional. Multilingua (in parte): se da un lato le biglietterie automatiche sono in più lingue, dall'altro ci si è confusi lasciando gli annunci vocali e le paline informative esclusivamente in italiano. Poiché il tram si presta ad essere utilizzato anche dai turisti stranieri (fermata San Giovanni dei Lebbrosi o Forum Palermo ad esempio), sarebbe pertanto idoneo prendere questi piccoli accorgimenti. Anche in questo ci si distingue come città europea. Semafori: a dispetto degli annunci fatti durante la fase di realizzazione dell'opera, abbiamo potuto constatare che alcuni semafori sono tarati male. Non è sempre vero che il tram ha precedenza rispetto al traffico e in alcuni incroci  il flusso veicolare non viene interrotto per il tempo necessario all'attraversamento della vettura. In più ci vengono segnalati numerosi disagi presso i semafori di piazza Einstein, viale Regione Siciliana e via Leonardo Da Vinci. Questo influisce non solo sul traffico, ma anche sulla puntualità dei tram. Videosorveglianza: dopo i recenti fatti di cronaca inerenti il tentato scasso di una biglietteria automatica, qualcuno ha avanzato l'ipotesi secondo la quale non è presente un servizio di video sorveglianza presso le fermate del tram, destinato al monitoraggio e al controllo della sicurezza pubblica. Sempre secondo questa ipotesi le telecamere presenti servono in realtà al controllo tecnico della linea. E' un'opzione che va assolutamente verificata e pertanto non ci sbilanciamo. Se il servizio di sorveglianza risulta già attivo come speriamo, attenderemo fiduciosi notizie sul reperimento dei responsabili dello scasso. Pochi controlli: a parte il primo giorno, la vigilanza della Polizia Municipale è stata molto scarsa. Questo fa sì che gli automobilisti indisciplinati creino ingorghi presso gli incroci, bloccando i tram che devono attraversare e rallentando il pubblico servizio. Senza contare tutti i pedoni che scavalcano le barriere, incorrendo in numerosi rischi per la propria sicurezza personale, oltre che quella dei passeggeri a bordo. Crediamo che soprattutto durante i primi mesi, serva molto più presenza delle forze dell'ordine per far abituare automobilisti e non a rispettare Attraversamenti pedonali difficoltosi: in certi punti della città sarebbe stato utile qualche passaggio pedonale in più. In certi casi si è costretti a fare lunghi giri per poter attraversare la strada, e questo è un dato oggettivo che non si può negare. Nomi delle fermate contraddittori: peccatuccio veniale, ma che non abbiamo potuto fare a meno di notare. La pronuncia delle fermate a volte è discordante. Ad esempio, sulla Linea 1 la fermata è annunciata come "Bacile", mentre alla pensilina risulta "S. Sergio Papa". Così come in viale Regione, viene annunciata la fermata AMIA, ormai RAP (pronunciata in modo errato tra l'altro). Cestini: alle fermate non è stata prevista l'installazione di cestini per la raccolta dei rifiuti. L'ideale sarebbe stato avere a disposizione contenitori per la raccolta differenziata, ma non si è pensato neanche a quelli ordinari. Questo ovviamente incide sul decoro e la pulizia della sede tranviaria. A seguito di numerose segnalazioni, sono stati messi a disposizione dei sacchetti per i rifiuti, che a nostro avviso non sopperiscono allo scopo, dato che risultano molto fragili e possono facilmente rompersi. Niente mappe: non sono presenti mappe dei percorsi né presso le pensiline, né tanto meno sulle vetture. Molte persone chiedono indicazione agli altri passeggeri o ai dipendenti AMAT, quando possibile; sarebbe pertanto opportuno installare dei pannelli informativi sui percorsi. Nella speranza di aver fatto un punto preciso su ciò che va e ciò che andrebbe corretto quanto prima, vogliamo fare un'ultima riflessione sulle barriere del tram, tanto contestate in questi anni. Il servizio sta già soffrendo di rallentamenti a causa di palermitani alla guida che intralciano gli incroci; la domanda è semplice: cosa sarebbe successo se il tram non fosse stato in corsia protetta? La risposta è dentro di voi. Nel frattempo, invitiamo caldamente l'AMAT a essere molto più presente e a disposizione dei cittadini, dare risposte, metterci la faccia anche nelle cose che al momento non vanno. Ne gioverà il dialogo e l'efficienza del servizio. Invitiamo inoltre il Comune di Palermo a lavorare concretamente alle nuove linee di tram, progettando quella che sarà l'estensione della rete, accogliendo soprattutto le istanze di cittadini e associazioni che possono dire la loro. Data la possibilità di accedere a fondi europei dedicati, ci auguriamo che possa essere accelerato l'iter per l'istituzione di nuove linee tranviarie che raggiungano anche altre periferie oggi dimenticate dal servizio pubblico, che mettano in collegamento i due nodi intermodali di Notarbartolo e Stazione Centrale, con particolare attenzione al prolungamento della linea 4 verso l'università, e la costruzione di un'ulteriore linea lungo mare, che dalla Stazione Centrale attraversi Foro Italico, Cala e Porto, per poi ricongiungersi alla stazione di Notarbartolo. L'infrastruttura è ormai completa, i depositi sono già stati costruiti, per cui l'estensione della rete tranviaria necessita esclusivamente della posa dei binari e delle palificazioni. Questo significa tempi di realizzazione più veloci, minori costi e la possibilità di fare spostare i palermitani in modo sostenibile entro i prossimi 5 anni, allargando la copertura della rete in tutta la città. E' un'occasione che non possiamo perdere; non lasciamo quindi che le buone intenzioni restino parole al vento.

Leggi tutto    Commenti 30
Articolo
09 mag 2016

Patto per Palermo: Domande e perplessità su un documento che dice tutto e niente

di Mobilita Palermo

L'amico Andrea B. ci invia questa interessante riflessione, che vogliamo condividere con voi Carissimi tutti, vorrei condividere con voi una serie di riflessioni a valle delle dichiarazioni rilasciate in occasione del Patto per Palermo, in merito specificatamente al futuro della mobilità nella nostra città. Apprendo dalle dichiarazioni ufficiali dell’impegno preso dal governo nazionale e dalle controparti a reperire oltre 500 milioni di euro da investire nello sviluppo della rete tram. Una notizia importante e non inaspettata: fa seguito infatti alla presentazione del lavoro svolto da un gruppo di professionisti per conto del Comune in cui si ipotizzavano nuove linee; e delle considerazioni, se non erro, dell’Ass. Catania che individuava, su tali elaborati, anche un ordine di priorità tra queste. A fronte di notizie che considero comunque positive nella generalità, ho maturato però una serie di dubbi che io credo andrebbero sottoposti al Comune, domande che invece non ho visto porre da nessuna delle testate giornalistiche locali, segno questo o di scarsa memoria storica o di poca conoscenza degli argomenti trattati (o di entrambe le cose). Cercherò dunque di fare una sintesi per punti affinché queste mie riflessioni siano più digeribili sperando servano magari a spronare gli organi di informazione a porre questi quesiti. Mi scuso per la lunghezza del testo e vi prego di leggere questo mio articolo come critica nei confronti del lavoro svolto dall’attuale amministrazione, semmai ho voluto dare un contributo alla costruzione di un futuro della mobilità cittadina che in queste fasi è ancora tutto da plasmare. ASSE NORD-SUD OVVERO PROPOSTA A: E LA METRO? Leggo dalle pagine di MP della proposta A di sviluppo della rete tram: “Proposta A: 6 chilometri da via Balsamo allo stadio passando da via Roma, via Amari, piazza Ruggero Settimo, via Libertà, piazza Vittorio Veneto, viale della Croce Rossa e piazza Giovanni Paolo II. Esattamente lo stesso percorso dell’ attuale linea 101.” Questo itinerario è da valutarsi come la spina dorsale del sistema di trasporto cittadino: così è stato identificato dal Piano Integrato dei Trasporti (nella cui visione si inquadrano anche le tre linee tram realizzate, il passante ferroviario e l’anello) e tale è anche considerato dall’Ass. Catania, che giustamente pone come prioritaria la realizzazione di un trasporto di massa a guida vincolata sull’Asse Nord Sud. Il succitato piano integrato però poneva, in base a uno studio dei flussi, un sistema di metropolitana leggera come il mezzo migliore per affrontare la richiesta di mobilità su questo percorso. Tale piano prevede (uso il presente perché è tuttora valido, almeno come previsioni sul PRG) dunque la realizzazione di una metropolitana sotterranea il cui primo stralcio funzionale parte dalla rotonda di via Oreto (dove dovrebbe sorgere il deposito) e termina alla stazione Notarbartolo, passando per Palermo Centrale, piazza Borsa, piazza Verdi, Politeama, via libertà e piazza Croci. Questo primo stralcio gode di un progetto preliminare approvato (e reso pubblico dal Comune sul proprio sito, un fantastico lavoro di divulgazione, bene!) ed stato inserito in seconda battuta nello Sblocca Italia, come opera su cui trovare copertura finanziaria. Un iter dunque molto bene avviato, sia per quanto riguarda pareri, permessi e inquadramento, sia per quel che concerne il canale di finanziamento. L’attuale amministrazione però, dopo un avvio in cui l’ex Ass. Guffrè aveva curato la messa a punto del progetto di fatto disancorandolo dalle ultime beghe legate a pareri e permessi, sembra ora virare nell’immediato sull’ipotesi tram. La cosa ha, per certi aspetti, i suoi vantaggi: esiste già una rete in esercizio, esiste già un deposito (parte sostanziale dei costi quando si crea ex novo un sistema di trasporto), il costo della infrastruttura al km è indubbiamente più basso ed è questo il motivo per cui si ipotizza da subito uno sviluppo della rete molto più completo ed esteso rispetto alla MAL. Ma nessuno però ha comunicato che studio sui viaggiatori/ora previsti è stato attuato per potere affermare che il sistema tranviario su questa tratta sia sufficiente a coprire la domanda. In sostanza, al di la delle economie che si possono generare scegliendo il tram rispetto alla metropolitana leggera automatica (MAL), il primo è in grado di reggere, con la sua portata oraria (di un ordine di grandezza inferiore alla MAL), il volume di passeggeri attuale e preventivato (ricordiamo che si vuol dirottare una sostanziosa fetta di automobilisti sul mezzo pubblico)? Dove sono i numeri, che avrebbero dovuti essere forniti, immagino, dallo studio effettuato dal team di esperti e corroborano tale scelta di sistema? Una considerazione: visti i percorsi ipotizzati per il tram e progettati per la MAL e stante le differenti velocità commerciale e distanza tra le fermate, tipiche dei due diversi sistemi di trasporto (il tram presenta un numero maggiore di fermate, creando così un servizio più capillare, e una minore velocità commerciale) non è detto che: - la MAL renda un servizio migliore stante ciò che l’utente medio richiede in termini di capillarità su questo asse; - Tram e MAL siano servizi sovrapposti. In sostanza, è da dimostrare che i sistemi siano in effetti concorrenti. E’ però altamente probabile che la realizzazione di uno dei due sistemi comprometta definitivamente la ricerca di finanziamento per il secondo. Semplifico la domanda con un esempio pratico: E’ molto probabile che, qualora si realizzi la MAL, la linea bus101 rimanga perché avrebbe un diverso scopo, servirebbe le stesse zone in modo diverso. E non è detto che non sarebbe comunque necessario maggiorare e migliore quest’ultimo servizio, sostituendolo una linea tranviaria di superficie. Ma dove sono i numeri che dicano che il tram è in grado di far fronte al flusso di viaggiatori previsto (e auspicato) nel progetto MAL o, se insufficiente e quindi occorra la metro, sia comunque necessario introdurlo per far fronte alla residua richiesta che graviterebbe sul sistema bus? Ecco dunque due quesiti che andrebbero posti all’attuale amministrazione cittadina: - Può il Comune mostrare i risultati degli studi che hanno portato alla scelta del tram su questo asse? - Può il Comune dichiarare la sua posizione in merito alla MAL, che tuttora rientra ufficialmente nei piani ma di cui non si sente parlare da tempo? INQUADRAMENTO DELLE LINEE TRAM IN UNO STRUMENTO URBANISTICO Il futuro di un sistema integrato di trasporti si realizza con una prospettiva che copre a volte decenni. Noi palermitani vedremo a breve, grazie al passante ferroviario, alle appena terminate linee tram e (si spera!) all’anello, i primi frutti di un piano di sviluppo della mobilità in effetti partorito diversi anni addietro (decine). Di più: tutte le infrastrutture realizzate sono passate per anni dai diversi uffici competenti e hanno ricevuto il sospirato finanziamento alla fine del loro iter, quando esse sono state correttamente inquadrate mediante gli appositi strumenti urbanistici, nei piani regolatori e traffico del comune. Basti vedere l’iter della MAL, durato anni e anni e che ancora non trova una copertura finanziaria nonostante l’opera sia da subito cantierabile tramite appalto integrato (cioè dando alla ditta vincitrice anche l’onere della progettazione definitiva ed esecutiva). In sostanza, è un opera che aspetta solo di trovare copertura finanziaria, avendo terminato il lungo e travagliato iter burocratico richiesto per legge. Il nuovo piano di sviluppo delle linee tram invece, attualmente, è solo uno studio piuttosto approssimativo di linee tirate sulla pianta di Palermo ma ad oggi non mi risulta sia in atto un lavoro degli uffici competenti atto a redigere un progetto preliminare o si sia avviato il necessario iter per l’inquadramento delle opere nel contesto del P.R.G.. Ecco la domanda da rivolgere all’amministrazione: come è stato possibile trovare una copertura finanziaria (con una cifra poi abbastanza puntuale: 521 mil di euro) per un opera che non ha nemmeno un preliminare e che negli attuali strumenti urbanistici nemmeno esiste? CHI HA DECISO PERCORSI E PRIORITA’? Guardando tutte le proposte di sviluppo della rete sono rimasto colpito molto favorevolmente da alcune linee ipotizzate ma sono altresì rimasto perplesso dalla priorità data ad un tracciato piuttosto che ad un altro; Anche alcune soluzioni di tracciato mi sembrano incomprensibili (nel senso che non conoscendo le motivazioni di chi ha redatto il layout delle tranvie non riesco a dare senso alle scelte). Cercherò così di velocizzare la sintesi andando per punti: TRAM MONDELLO: giusto collegare la borgata marinara con un sistema a guida vincolata. Visto il carattere stagionale del flusso di viaggiatori facilmente ipotizzabile trovo anche più logico puntare su una tranvia rispetto a una metropolitana, così come ipotizzato nel secondo stralcio della MAL. giusto infine prevedere, qualora si puntasse sull’asse nord-sud sul sistema Tram, prevedere viale Strasburgo nel tracciato. Detto questo, trovo ASSOLUTAMENTE FALLIMENTARE immaginare che i viaggiatori, per andare a Mondello, giunti in via De Gasperi, facciano il tragitto ipotizzato dalla Proposta E. Ha molto più senso immaginare uno sviluppo in direzione Pallavicino (servendo un altro altrettanto importante bacino di utenza, attualmente solo lambito dal passante tramite la fermata San Lorenzo), di fatto ricalcando il tracciato originario della tranvia che portava fino al secondo dopoguerra a Mondello, un percorso che presenta un valore potenziale commerciale inalterato: in questo caso l’unica criticità consisterebbe in un tratto in sede promiscua tra viale Rocca e Villa Niscemi, il resto delle strade ha carreggiate bastevoli per sostenere una tranvia in sede protetta, compreso il ponte di Pallavicino (costruito ai tempi proprio per il tram!); giunti a Mondello, le soluzioni potrebbero essere molteplici. In sostanza, il problema del tracciato sarebbe secondario e si otterrebbe un collegamento verso Mondello VERAMENTE funzionale. TRAM CALATAFIMI, PERCHE’ NO?: negli anni ’90, ai tempi della progettazione delle tranvie appena attivate, la terza linea venne ipotizzata lungo l’asse Calatafimi fino a piazza Indipendenza. Ebbene, indipendentemente dalla bontà del sistema scelto, era chiaro a chi studiò quella ipotesi che l’altra grande criticità del sistema di trasporto palermitano, oltre l’asse nord-sud, era proprio la direzione monte-mare, in special modo l’asse che da Monreale porta fino al cuore di Palermo. Chi passa quotidianamente da corso Calatafimi potrà solo constatare il collasso totale di questa arteria in quasi tutte le ore del giorno. Chi vi scrive ipotizza che il prevedibile flusso di viaggiatori/ora su questo asse sarebbe bastevole per far virare la scelta su una MAL sotterranea. Ma constatando che il comune vuole investire sul sistema tram, mi chiedo perché questo itinerario non sia più stato preso in considerazione nello studio presentato. La tranvia Calatafimi venne bocciata anni fa non tanto per un problema di ingombro della sagoma in se ma piuttosto perché il progetto non prevedeva la definizione di spazi alternativi per i posti auto che sarebbero stati persi imponendo la sosta vietata sul corso. Questo non significa necessariamente che non vi siano aree o soluzioni per affrontare questa criticità. Perché dunque lo studio proposto giorni fa sembra avere aprioristicamente escluso questo trafficassimo itinerario visto che si ha già, grazie alla bocciatura pregressa, indicata la direzione su cui lavorare? Sul problema di raggiungere Monreale ci si potrebbe spendere un intero articolo, mi limito qui a dire che di soluzioni fattibili ce n’è più d’una. TRAM VIA ROMA, PECHE’ NON SU VIA MAQUEDA? L’asse di via Roma è l’unica arteria che taglia i mandamenti storici espressamente costruita per il transito di veicoli a motore, ergo con un ampia carreggiata, ampi marciapiedi. Anche se tale asse nasceva di fatto con una tranvia nel mezzo, è chiaro che il traffico veicolare privato degli inizi del ‘900 non è paragonabile all’attuale. E’ altresì chiaro che, dopo la chiusura di parte di via Maqueda, il tratto ancora aperto ormai smaltisce davvero volumi di traffico marginali. Perché dunque non trasformare direttamente l’intero asse Maqueda in strada per esclusivo traffico tranviario e ciclopedonale, così come fatto in ogni parte d’Europa in numerosissime città (tanto per citare degli articoli usciti su MP, Siviglia e Orleans)? si avrebbe il vantaggio di unire in un eventuale appalto la ripavimentazione della storica via durante i lavori di posa in opera dei binari e si lascerebbe via Roma (a doppio senso?) a smaltire il traffico su gomma, che non potrà mai essere abolito del tutto. TRAM POLITEAMA, PERCHE’ QUEL GIRO DELLA PIAZZA?: rivedendo le linee tirate dal team del Comune non posso non notare in modo critico un incomprensibile giro della piazza, quasi come se il tram dovesse essere soggetto agli attuali sensi di marcia in atto. Questo piccolo dettaglio secondo me denota in modo particolare con che spirito e con quale conoscenza effettiva del mezzo di trasporto trattato è stata affrontata la redazione di questo studio. E sulla base di questo spunto andiamo all’ultimo punto: CON CHE GRADO TECNICO E’ REDATTO LO STUDIO? E’ questa la più importante domanda che mi sono posto. Ciò che è stato presentato alla stampa è solo un insieme di linee tracciate sulla cartina di Palermo, questo è evidente a tutti; si tratta in sostanza di un esercizio in verità sostenuto (gratuitamente) da tanti appassionati nel corso degli anni, compreso il sottoscritto. Ma dove sono i numeri? Dove sono insomma le stime che, riassunte sotto forma di dossier, fanno evincere che il sistema tram è bastevole su alcune tratte o necessario su altre? Ed ancora: perché questo studio non sembra tenere conto (come nel caso di Sferracavallo) dell’intermodalità che si dovrebbe generare con il passante ferroviario o con altri sistemi di trasporto? Perchè questo studio, in base sempre ad alcune scelte, non sembra aver tenuto conto delle carreggiate in gioco (si va dal succitato caso di via Roma ad altre scelte nella tranvia verso Mondello, passando per un punto critico come piazza XIII vittime in cui va veramente studiata una soluzione sopraelevata o in galleria per non ingolfare questo delicatissimo punto)? Perchè questo studio non riporta già le opere accessorie, “a compensazione”, che potrebbero essere legate agli appalti (posteggi, sotto/sovra passi pedonali, etc.)? Perchè non sono state presentate le fermate immaginate su queste tratte? E’ chiaro il lavoro proposto alla stampa appare (stante quanto presentato pubblicamente) approssimativo; cosa di per se accettabile a seconda di quel che si è richiesto ma il paragone è spontaneo: mi chiedo infatti perché alcuni lettori, professionisti, di questo sito nel corso degli anni hanno elaborato gratuitamente proposte di sviluppo della rete tram molto più particolareggiate rispetto a uno studio ufficiale portato avanti per 45 giorni da uno staff di 10 tecnici. E mi piacerebbe dunque che il Comune promuovesse a questo punto un tavolo tecnico di confronto aperto a tutti, specie in questa fase preliminare, perché viene fuori con evidenza che vi siano professionalità in grado di dare un contributo (gratuito) decisamente all’altezza, se non superiore, a quanto finora presentato alla stampa.

Leggi tutto    Commenti 37
Articolo
17 gen 2020

Moovit | Report mondiale 2019: Palermo maglia nera per i tempi di attesa

di Fabio Nicolosi

Moovit ha analizzato i tragitti compiuti dagli utenti nel 2019 per delineare una fotografia globale del trasporto pubblico. I dati raccolti, combinati con un questionario inviato a tutti gli utenti nelle scorse settimane, offrono oggi una visione completa sul modo di spostarsi delle persone nel contesto urbano. Abbiamo estrapolato i dati e paragonati con le altre città italiane facenti parte della piattaforma. Lo spostamento medio dura a Palermo 36 minuti. Il tempo di viaggio include i percorsi a piedi, l'attesa alla fermata e il tempo trascorso a bordo di uno o più mezzi. Palermo purtroppo é con Trapani la città dove i mezzi pubblici si attendono per più tempo, quasi 25 minuti. Inoltre siamo la terza città dopo Venezia e Napoli per quanto riguarda il tempo che gli utenti camminano ogni mattina da quando escono di casa a quando raggiungono il luogo di lavoro o di studio (il tragitto per arrivare alla fermata, per effettuare un cambio...) Il 57% degli utenti utilizzano una sola linea durante un viaggio medio, senza nessun cambio. 4Km é la distanza media percorsa per raggiungere il luogo di studio o lavoro. Alla domanda "Cosa ti incoraggerebbe ad utilizzare il trasporto pubblico più frequentemente?" le risposte più numerose sono state "Tempi di attesa alla fermata più brevi, con passaggio dei mezzi più frequenti" e "Tempi esatti di arrivo alla fermata rispetto agli orari stabiliti" Proseguendo é stato chiesto "Quante volte utilizzi i mezzi di micro-mobilità come bike sharing e scooter sharing nella tua città?" Il 92% ha risposto "Mai, nonostante nella mia città esistano servizi di micro mobilità" Insomma un quadro per nulla piacevole per i nostri amministratori. 36 minuti di viaggio, di cui 25 di attesa e circa 811m percorsi a piedi. Se poi ci aggiungiamo che la distanza media per gli spostamenti é di soli 4km, capiamo bene perché il cittadino medio preferisce utilizzare il mezzo privato al mezzo pubblico. Volete mettere la comodità di scendere di casa, non dover aspettare il mezzo pubblico, percorrere 4km in meno 15 minuti? E se non dovessi trovare posto? Beh ho ancora altri 21 minuti per trovarlo prima che raggiunga il tempo impiegato con i mezzi pubblici. Sicuramente incide la mancanza del biglietto unico, tra Amat e Trenitalia, ma sulla frequenza e sulla scarsa capillarità dei mezzi pubblici ne abbiamo parlato talmente tante volte che potremmo scriverci un enciclica. C'è un modo per rivedere questi dati e questi numeri? Si, rivedere con attenzione i percorsi dei mezzi pubblici valutando gli spostamenti dei pendolari palermitani che non viaggiano solo con il 101 o con la linea 1 del tram... Vorremmo sottoporre questo report al Sindaco di Palermo e all'assessore comunale Giusto Catania il modo migliore per raggiungere l'obiettivo é condividere questo articolo. Il report completo di tutte le 99 aree nel mondo, con la possibilità di effettuare comparazioni tra paesi o città, è disponibile ​facendo clic qui​.

Leggi tutto    Commenti 13
Articolo
30 mag 2015

Il trasporto pubblico a Palermo potrebbe funzionare?

di Salvatore Galati

Salve sono un ragazzo di 21 anni di Palermo vivo in periferia, precisamente in via Ciaculli;  mi sposto in città con il bus o con il treno, essendo cosciente che camminare col bus è molto complicato. Analizzo molti fattori, il perché il servizio autobus a Palermo funziona male e nelle altre città no! Il mal funzionamento di questo servizio è dovuto a queste problematiche: troppe auto in città, doppie file per le strade, mancanza di linee preferenziali per i bus, guida a casaccio del Palermitano, il non rispetto delle regole stradali. Se davvero noi palermitani vogliamo che il servizio autobus, funzioni, allora perché non posare la propria auto e prendere il bus? Il bus non è puntuale, perché ci sono troppe auto, se la maggior parte delle auto fossero lasciate a casa, in strada non ci sarebbe tutto questo traffico da poter far arrivare il bus in ritardo. A Palermo si stanno portando avanti tre grandi opere: il tram, il raddoppio del passante ferroviario e infine la chiusura dell’anello ferroviario. In breve vi spiego queste tre opere e la loro funzionalità integrati tra di loro, insieme alle linee bus urbane. Il passante ferroviario: È la linea che unisce la stazione centrale di Palermo con l’aeroporto di Punta Raisi (direzione Trapani), in pratica in questa tratta si stanno svolgendo i lavori del raddoppio del binario, l’interramento di questa linea e nuove stazioni che nell’area urbana di Palermo saranno sedici, funge da metropolitana. Ultimati i lavori, la frequenza dei treni sarà di 15 minuti, il costo del biglietto è di €1,30 nell’area urbana di Palermo. Anello ferroviario: la tratta esistente della linea, va da Notarbartolo fino a piazza Giachery. In questa linea i lavori sono i seguenti: prima fase, allungare la tratta da Giachery fino al politeama; la seconda fase prevede la completa chiusura dell’anello, che va dal politeama fino a Notarbartolo, sarà a singolo binario tutto sottoterra. Il costo del biglietto è di €1,30, che è lo stesso del passante ferroviario, la frequenza dei treni sarà di cinque minuti. Anello ferroviario e Passante ferroviario sono gestiti da Trenitalia. Il Tram: comprende tre linee: una che va dalla stazione fino alla zona Roccella; la linea due che va dalla zona castellana fino a Notarbartolo; la linea tre ha un tratto in comune con la linea due e che prosegue verso la circonvallazione, fino al ponte di Corso Calatafimi, per poi risalire dalla circonvallazione e andare a Notarbartolo. La linea uno sarà con una frequenza di 5 minuti e le linee 2 e 3 con una frequenza di 10/15 minuti il sistema tram sarà gestito da Amat. Si farà di nuovo il biglietto integrato tra Amat e Trenitalia, per consentire l’utenza di prendere tram/bus/metrò con un unico biglietto. Tram e metro non inquinano, possono trasportare centinaia di persone in modo veloce e sicuro, senza traffico e con orari regolari, risparmiando sul costo della benzina, del tempo trascorso in auto per cercare il posteggio e il costo del posteggio stesso. Non perdiamo una buona occasione come questa, rifletteteci, pensateci, non siate duri, vedrete che il trasporto pubblico di Palermo migliorerà, dipende da noi .

Leggi tutto    Commenti 42
Proposta
17 dic 2015

Istituzione nuovo nodo autobus Amat Roccella (Forum)

di Salvo68

In considerazione dell'importanza non solo commerciale del Forum, considerato che in esso si trovano il capolinea della linea tramviaria 1 e la stazione ferroviaria Roccella, sarebbe opportuno trasformarlo anche in nodo delle linee bus AMAT. In particolare, esso potrebbe ospitare i capolinea delle seguenti linee: 212 (912) FORUM - CROCEVERDE: FORUM - Bretella Forum - Via Ferruzza - Svincolo Zona Industriale - Corsia laterale monte A19 - Via Ciaculli - CROCEVERDE - Via Conte Federico - Svincolo Conte Federico - Corsia laterale monte A19 - Svincolo Zona Industriale - FORUM 226 (926) CIRCOLARE FORUM-POMARA-FORUM: FORUM - Corso dei Mille - Via Messina Montagne - POMARA - Via Pomara - Via Galletti - Via Kolbe - Via Li Gotti - Via Messina Marine - V. Sperone – P.zza Torrelunga – C.so dei Mille – a dx V. Testasecca - V. Pecoraino - V. Favier - V. Corleone - V. Ingham - V. Ducrot - V. Corleone - V. Zaban - prolungamento di V. F. Pecoraino – P.zza Vigili del Fuoco - FORUM 227 (927) CIRCOLARE FORUM - PIAZZA TORRELUNGA - FORUM come la 226 in senso inverso: FORUM - Zona Industriale Brancaccio - Piazza Torrelunga - Via Sperone - Via Messina Marine - Via Kolbe - Via Galletti - POMARA - Corso dei Mille - FORUM 150 EXPRESS FORUM - STADIO : FORUM - Bretella Forum - Via Ferruzza - Svincolo zona Industriale - Corsia monte A19 - Svincolo Giafar - Corsia valle A19 - ROTONDA ORETO - Corsia laterale Viale Reg. Siciliana - Svincolo Bonagia - Viale Reg. Siciliana - Via E. Basile - PARCHEGGIO BASILE - Via E. Basile - Viale Regione Siciliana - Svincolo Calatafimi - Corsia laterale Viale Regione Siciliana - Viale Reg. Siciliana - PARCHEGGIO EMIRI - Viale Reg. Siciliana - PARCHEGGIO GIOTTO - Viale Reg. Siciliana - Viale Lazio - Viale Campania - Statua - Viale Croce Rossa - STADIO Questa linea avrebbe poche fermate (9-10 al massimo) in corrispondenza dei nodi 2,3,4,5 più rotonda Oreto, Bonagia, Corso Calatafimi, Viale Lazio. In tal modo chi proviene dalle estreme periferie (Pomara e Ciaculli-Croceverde) e dalla stazione Roccella potrebbe raggiungere tutta la città senza fare troppi cambi (altrimenti per andare da Croceverde a Mondello bisognerebbe cambiare 4 mezzi !). In tal modo si potrebbero eliminare le linee 221, 225, 231 e 250, mentre andrebbero mantenute le linee 224 (percorso inalterato) e 211, così modificata: 211 STAZIONE CENTRALE - CONTE FEDERICO : STAZIONE CENTRALE - Via Lincoln - Via Archirafi - Via Tiro a Segno - Via Messina Marine - Via Bennici - Viale dei Picciotti - Via Amedeo D'Aosta - Via San Giovanni di Dio - Via Brancaccio - VIA CONTE FEDERICO (Capolinea presso svincolo)

Leggi tutto    Commenti 3
Articolo
06 apr 2019

Lavoratori “abbandonati” da AMAT: abbonamenti rescissi, anzi no

di Mobilita Palermo

Un fulmine a ciel sereno. Diversi lavoratori si ritrovano impossibilitati a rinnovare l'abbonamento per un servizio utilizzato da tanti cittadini che cercano di privilegiare il mezzo pubblico a quello privato. Nella stessa giornata abbiamo ricevuto più di una segnalazione e ve le riportiamo integralmente per spiegarvi il problema: Gentile redazione di Mobilita Palermo,  vi segnalo un disservizio notevole da parte dell'Amat. Insieme a tanti colleghi ho usufruito dell'abbonamento in convenzione Grandi Strutture,  €45 per tre mesi su 4 linee. Adesso Amat ha disdetto tutte le convenzioni,  ancorché sul sito vengano ancora pubblicizzate. Ritengo che scoraggiare i cittadini lavoratori (soprattutto quelli che devono recarsi in ztl per lavoro) ad usufruire dei mezzi pubblici sia una scelta discutibile. Inoltre penso che l'incasso da abbonamento,  anche se in convenzione,  sia comunque un ricavo sicuro per l'azienda. Non capisco questa politica commerciale. L'abbonamento mensile senza convenzione è improponibile: 32€ su tutte le linee, quando il lavoratore fa sempre lo stesso percorso e pertanto non è interessato a tutta la rete evidentemente. Qual è la logica? Dello stesso tenore la denuncia pervenutaci da R. Boscaino: Gent.le redazione, vi contatto per segnalare che in data odierna mi sono recato ad un punto AMAT per il rinnovo del mio abbonamento trimestrale (lavoratore grandi strutture - abbonamento a 4 linee al costo di 45€) riscontrando l'impossibilità di procedere al rinnovo in quanto AMAT avrebbe rescisso tutte le convenzioni. Ritengo che tale decisione unilaterale dell'azienda, in un contesto di mobilità ancora problematico, gravi particolarmente sui cittadini, soprattutto su coloro che lavorano in territorio interessato da Ztl. Segnalo altresì che AMAT pubblicizza ancora tale abbonamento sul proprio sito, che ritengo il canale istituzionale di comunicazione con l'utenza. Spero in una vostra segnalazione della problematica a supporto della mobilità fruibile per la nostra città ed in favore di chi i mezzi pubblici li utilizza e soprattutto li paga! Di sicuro c'è una totale mancanza di comunicazione diretta con l'abbonato, di preavviso, di qualsiasi buon senso per non penalizzare oltre modo una categoria di cittadini. Una gestione veramente scadente e assurda dell'abbonato che si vede tradito oltre che "abbandonato" . Riscontriamo soltanto una circolare emessa da AMAT a riguardo: «Con la presente si comunica che Amat sta valutando la sostenibilità finanziaria dell’abbonamento “Grandi Strutture”. In ogni caso, sono garantiti l’emissione e/o il rinnovo di tale titolo fino al 30/06/2019, termine in cui questa Azienda si riserva l’opzione di rimodulare o eliminare del tutto tale tipologia di abbonamento dal proprio piano tariffario. Pertanto, rinnovi e/o emissioni dovranno avvenire entro e non oltre il 31/03/2019». Confermiamo anche noi che sul sito di AMAT è ancora visibile e presente questa tipologia di abbonamento, con tanto di modulo da poter compilare. Dunque, oltre a inserire un avviso apposito sul sito ufficiale, sarebbe stato doveroso "congelare" quella tipologia di abbonamento. Mostriamo tutto il nostro imbarazzo, nel 2019, nell'assistere ad episodi del genere, nell'era dei social e della comunicazione istantanea. Confidiamo in una pronta risposta da parte dell'azienda nel merito della vicenda. Mentre però scriviamo, sembra che l'azienda convocherà le parti in causa per ripristinare a Palermo gli abbonamenti per le grandi strutture.

Leggi tutto    Commenti 11
Articolo
26 ott 2017

La bici si blocca, si torna a piedi: qualche problema col bike sharing Palermo

di Mobilita Palermo

Il servizio di Bike Sharing è andato a regime già da un pò. Tuttavia, è sempre utile parlarne e segnalarne i problemi affinchè possano essere risolti dal gestore. Quello che vi riportiamo oggi è il racconto di una serie concatenata di problemi verificatisi ad un utente. Pubblichiamo le sue parole per raccogliere ulteriori feedback da parte degli altri utenti. A voi è capitato qualcosa di simile? Gentile redazione di Mobilita Palermo, sono da tempo un vostro assiduo lettore, volevo segnalarvi una situazione spiacevole che si verifica spesso con una realtà da poco presente a Palermo. Sto parlando del Bike Sharing: sono abbonato da 8 mesi e lo uso quasi ogni giorno per recarmi all'università (in realtà nonostante le loro mille promesse non esiste ancora uno stallo all'università e quindi lascio la bici alla stazione e poi faccio la strada a piedi). Ho creduto fin dall'inizio in questo servizio, vedendolo come un possibile strumento di mobilità sostenibile, per evitare  l'uso della macchina tenendosi in forma al tempo stesso, ho addirittura pubblicizzato la cosa ad alcuni miei amici. Il problema che si verifica quasi ogni giorno è quello dell'ancoraggio della bici, quando si deposita succede infatti che il colore dello stallo a volte diventa verde (come dovrebbe essere), a volte arancione, a volte rosso, senza un reale motivo che non sia legato alla fortuna, rendendo così impossibile un successivo prelievo in quanto la bici risulta ancora in carico, con possibile addebito di credito. Il procedimento per sbloccare la bici è quindi quello di inviare una mail a [email protected] in cui si segnala il problema, scrivendo gli stalli dove si è presa e lasciata la bici e il tempo impiegato, ora questo potrebbe essere ammissibile una, massimo due volte al mese, non quasi ogni giorno, dovendo aver cura ogni volta che si è lasciata la bici di controllare l'app o il lampeggiamento dello stallo o ricordandosi i minuti impiegati ad effettuare un determinato percorso. Stasera si è però raggiunto il culmine: scelgo di uscire in bici, la lascio allo stallo di piazzale Ungheria e mi dirigo in centro. Mi rendo conto dopo un po' che la bici risulta, come al solito, bloccata, mando quindi una mail chiedendo informazioni urgentemente in quanto avevo bisogno di averla sbloccata entro mezzanotte per tornare a casa, non avendo alternative se non tornare a piedi. Ebbene dopo circa 3 ore dall'invio della mail non mi hanno ancora risposto costringendomi a tornare a casa a piedi, facendo una lunga strada. Ho anche chiamato il numero info ma ovviamente non ha risposto nessuno, ho chiamato anche il numero del car sharing cercando di avere informazioni li, ma neanche li ho avuto risposta. Come fare per questa spiacevole situazione che si verifica ormai ogni giorno? Pago per un servizio che non posso usare, ho spesso dovuto chiedere ad altre persone di venirmi a prendere o ho dovuto pagare il biglietto di metro/bus per tornare a casa?qualunque lamentela fatta via mail al servizio bike sharing viene minimizzata, così come al punto informazioni . Vi è sono arrivate simili lamentele anche da altre persone o sono l'unico a cui si verifica questo problema? Non ha senso mantenere in funzione un servizio che funziona cosi praticamente a metà (per non parlare della qualità della bici, con il cambio spesso mal funzionante). Perdonate lo sfogo ma credevo molto in questo servizio, l'ho aspettato tanto tempo e l'ho sempre usato con entusiasmo. Vi vedo tra i pochi che possono fare qualcosa per la nostra bella città quindi ho scelto di scrivere questa email di lamentele, non tanto fini al problema stesso, che indubbiamente sussiste, quanto alla risoluzione del problema, potendo cosi avere un servizio di biciclette condivise realmente efficiente. Gireremo questa segnalazione all'ufficio competente, sperando di ricevere una pronta risposta. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

Leggi tutto    Commenti 11