21 set 2020

Monumenti: come migliorarne la gestione


Era il lontano luglio del 2012 quando a seguito di una visita alla città di Palermo mi accorsi che la gestione dei monumenti da un punto di vista di fruizione turistica era veramente inesistente. Orari e giorni di apertura completamente diversi tra un monumento e l’altro, impossibilità di acquistare un biglietto unico per vedere i principali tesori del centro storico, mancanza totale di informazione riguardo i percorsi turistici.

Scrissi un articolo su questo stesso sito:

http://palermo.mobilita.org/2012/07/27/se-palermo-avesse-un-serio-assessorato-al-centro-storico-ed-al-turismo/

Segnalai il problema all’Assessorato al Centro Storico e al Turismo, proponendo anche delle soluzioni diverse. Mi ringraziarono dei consigli e mi spiegarono che il problema risiedeva nel fatto che i monumenti, anche quelli principali, erano gestiti da enti diversi (nel penultimo commento dell’articolo sopracitato trovate la risposta integrale dell’Assessorato).

Ebbene a distanza di 8 anni mi duole constatare che nulla è cambiato. Un caro amico recatosi a Palermo non ha potuto visitare, tra gli altri, luoghi di importanza enorme come la chiesa della Martorana e quella di San Cataldo, l’Oratorio di Santa Cita, le cripte della Cattedrale. I motivi erano semplici: “la chiesa è chiusa per pausa pranzo”, “il lunedi il monumento è chiuso”, “il monumento apre solo al mattino”, etc….

E dire che seppur non abbia potuto vedere moltissimi dei monumenti che avrebbe voluto è rimasto comunque estasiato dalla bellezza e rarità dell’architettura e arte della città di Palermo.

Pertanto ancora una volta ripropongo le stesse parole utilizzate nel mio vecchio articolo, nella speranza che stavolta di possa fare meglio e che questa proposta arrivi al Sindaco e all’Assessore al Centro Storico:

“Ma dato che non voglio solo criticare ma voglio essere propositivo, voglio proporre all’Assessorato al Centro Storico ed al Turismo di creare un biglietto unico per tutti i monumenti della città.

Di adoperare i lavoratori in eccesso della pubblica amministrazione (penso ad esempio alla Gesip) come custodi dei monumenti per poterli rendere fruibili tutti i giorni della settimana tra le 9.00 e le 18.00.

Di fornire ogni monumento di una precisa indicazione circa i giorni e gli orari di apertura.

Di permettere, là dove agibili, di visitare i campanili e i piani superiori di tutte le chiese (ed eventuali castelli o monumenti vari), il che gratificherebbe notevolmente la curiosità di ogni turista.

Di fornire in ogni monumento una mappa di tutti gli altri monumenti visitabili con un preciso percorso per i turisti.”

E aggiungo: “di fornire ogni monumento di cartelli esplicativi circa la sua storia e le sue opere più importanti, sull’esempio della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina”


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12 commenti per “Monumenti: come migliorarne la gestione
  • friz 1294
    21 set 2020 alle 17:25

    ….è vero… i monumenti e i musei sono gestiti a Palermo molto male…. però non sono d’accordo con te sugli ipotetici orari di apertura che suggerisci… non dimenticare che Palermo, per via del clientelismo che ha proliferato per decenni, ha un numero di ex LSU esagerato…. a mio avviso i Musei, cercando di rendere socialmente utili questi ex LSU, dovrebbero rimanere aperti tutti i gironi fino alle 22…. e venerdì e sabato sera fino alla mezzanotte….
    Con la stessa logica, gli orari di apertura delle biblioteche pubbliche e dei monumenti dovrebbero essere aumentati di due o tre ore…

    • matteo O. 178
      22 set 2020 alle 11:10

      Sono d’accordo con te. In linea del tutto ipotetica e supponendo di avere fondi illimitati, direi che le 22 sarebbe il giusto orario di chiusura, sopratutto in estate. Diciamo che la mia proposta era qualcosa che poteva essere realizzato nell’immediato e senza far lievitare i costi… una semplice riorganizzazione che con i mezzi attuali ed un pò di dialogo tra il Comune e i vari gestori dei monumenti (ad es. Arcidiocesi, Fondazione Federico II, Associazione Amicideimuseisiciliani, Comune, Regione, etc…) poteva creare un’offerta turistica quantomeno basilare e al contempo molto interessante.
      Ovviamente in ottica di più lungo periodo si potrebbero fare investimenti di altro tipo per migliorarla ulteriormente

  • Irexia 908
    21 set 2020 alle 19:34

    matteo O. Con me sfondi una porta aperta! Anch’io scrissi dello stato pietso in cui è ridotta la nostra offerta culturale ai turiti.
    Dissento parzialmente dalle tue proposte riguardo l’utilizzo dei lavoratori in esubero con scarse conoscenze linguistiche e culturali in genere, nella fuznione di custodi: il custode deve sapere rispondere in lingua, fornire suggerimenti e spunti. non solo girare in una sala o in sito archeologico.
    Ripropongo come hai fatto tu, il mio articolo in tema, fammi sapere che ne pensi e se, unendo le idee, si possa fornire una proposta concreta e costruttiva a chi di dovere:
    http://palermo.mobilita.org/2014/07/01/palermo-verso-lunesco-o-verso-lennesimo-strapiombo/

    • matteo O. 178
      23 set 2020 alle 14:58

      Irexia concordo con te sul fatto che i custodi debbano idealmente essere preparati. Ma come dicevo in risposta a se68, la mia voleva essere una proposta a costo zero. Piuttosto che tenere chiuso il monumento perchè il gestore dello stesso non ha i soldi per pagare abbastanza custodi per tenerlo aperto, il Comune potrebbe mettere a disposizione (qualora ci fossero) dei lavoratori in esubero.
      In linea di massima basterebbe fare un piccolo investimento ed installare dei cartelli che accompagnino il turista in un percorso all’interno del monumento stesso (questa cosa, come detto nell’articolo, è stata fatta ad esempio alla Villa Romana del Casale, in cui per ogni stanza c’è un cartello esplicativo in varie lingue). Il costo sarebbe esiguo e permetterebbe al turista di sentirsi accompagnato e non smarrito.
      Come primo passo ritengo comunque sia necessario riuscire a tenere aperti i monumenti all’interno di un range orario comune ed evitare spiacevolissime esperienze. E’ davvero deludente andare in una città e non poter accedere ai suoi tesori più belli.

  • se68 491
    22 set 2020 alle 15:41

    …non dimentichiamo l’illuminazione notturna dei monumenti, non solo quelli principali Per me è un aspetto fondamentale per il decoro, la bellezza, il senso di appartenenza…

    • punteruolorosso 2508
      23 set 2020 alle 8:20

      li lascerei al buio o li affiderei a un artista visivo (video, luci), l’illuminazione dev’essere sobria e non esaltare la monumentalità (che c’è già), ma riuscire quasi a camuffarsi, a scomparire. molte chiese, inclusa la cattedrale, sono state costruite secondo un orientamento di tipo astronomico basato sui punti in cui batte il sole agli equinozie e ai solstizi. il piano luci è stato dunque già fatto dagli antichi, che tenevano in grande considerazione la luce come elemento divino inseparabile da quello estetico. quando arrivava la notte, i monumenti restavano al buio. l’arrivo dell’alba illuminava le pietre dell’abside, la luce entrava da lì e si spandeva in tutta la chiesa. rapporto fra esterno e interno, fra luce interiore e luce divina.
      tutte queste luci sparate sui monumenti rovinano l’atmosfera e distruggono il disegno dei grandi architetti che hanno fatto questi monumenti basandosi sull’astronomia e sulla fede.
      semmai bisognerebbe fare qualcosa per pubblicizzare e valorizzare questi aspetti.
      la luce, la fede…

  • se68 491
    23 set 2020 alle 9:57

    @punteruolorosso, sono, parzialmente, d’accordo.
    L’illuminazione notturna va fatta con sobrietà, sensibilità..
    Ma va fatta, anche perché oggi esiste la tecnologia per farlo, nella maniera corretta. Senza sparargli contro fari alogeni a muzzo, come si faceva prima. Senza illuminare, ad esempio, dal basso, creando si, effetti grotteschi..
    Ma le città, anche con le lampade ad olio..sono sempre state illuminate di notte. Anche per motivi di sicurezza. Dunque, illuminare una anonima strada si, lasciando al buio il monumento?…mah…
    Inoltre, non esistono solo le chiese come monumenti…e non tutti gli edifici venivano costruiti con criteri di orientamento astronomico. Non stiamo parlando di stonehenge….. : ) e non solo del centro storico con i suoi innumerevoli manufatti civili, religiosi, privati.. ma, anche dell’espansione ottocentesca, di villino Florio e del liberty superstite, anche in via Notarbartolo…della “Statua” di via Libertà… La luce di notte serve anche ad orientarsi, a riconoscere, a dare identità e orgoglio a una città che ne ha bisogno.
    Come sarebbe la Tour Eiffel di notte, al buio?

    • punteruolorosso 2508
      23 set 2020 alle 10:09

      non so, secondo me la torre eiffel sarebbe perfino più bella, al buio, ma capisco che sarebbe qualcosa di troppo romatico e radicale per i nostri tempi. mi chiedo se non sia sempre stata illuminata, e allora sì, l’illuminazione rispecchierebbe l’idea architettonica originale che include la luce. siamo molto pignoli quando si tratta di restaurare una palazzina in modo filologico, non ci concediamo tanti esperimenti. e allora perché non essere altrettanto filologici per quanto riguarda le luci?
      non solo la cattedrale e il duomo di monreale, ma l’intera città di palermo è stata fondata sulla base della sua esposizione ad est. la luce elettrica ha cambiato tutto, anche il nostro modo di vivere il buio. ha creato un cambio antropologico. non sappiamo più cos’è il buio.

  • se68 491
    23 set 2020 alle 11:57

    Capisco il tuo punto di vista. Anche io mi sento bene quando a volte va via la luce. Anche io penso che non sappiamo più cosa significhi il buio.
    Diciamo che oggi abbiamo troppa luce su strade anonime, su insegne, su cartelloni pubblicitari e poca sui monumenti.
    Direi che si dovrebbe ribaltare la gerarchia…con misura e gusto.
    Permettimi però qualche dubbio sulla fondazione di Palermo a est.
    Palermo è stata fondata sul promontorio circondato dai due fiumi. Si è sviluppata inizialmente lungo l’asse del Qasr..Nord-Est o Sud-Ovest.. gli edifici sul Cassaro dunque non hanno orientamento a Est…puro..

    • punteruolorosso 2508
      23 set 2020 alle 18:06

      grazie, infatti volevo chiederti una cosa: è possibile che in determinati giorni dell’anno il sole infili il cassaro per lungo?

  • Binario 336
    23 set 2020 alle 16:03

    Giusto qualche giorno fa si è mosso un piccolissimo passetto, ovvero l’aver istituito il biglietto unico tra il Museo Salinas e l’Orto Botanico.

  • se68 491
    25 set 2020 alle 17:16

    ò@punteruolorosso,
    Scusa ritardo…non credo possa succedere dal momento che il Cassaro è orientato, verso il mare, a Nord-Est. Ma non ne sono certo…
    Da approfondire..


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