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19 lug 2017

I monumenti di Palermo risplenderanno grazie a “Luci sull’arte”

di Andrea Baio

E' stato presentato ieri mattina a Palazzo delle Aquile il bando di gara per la progettazione di un percorso di luci che accompagni l'itinerario arabo-normanno UNESCO. Il concorso di progettazione ha lo scopo di "delineare un concept di illuminazione che abbracci sia l'ambito pubblico che quello artistico e ambientale, e che renda intellegibile la città storica e crei connessioni tra tutti gli elementi che costituiscono questo sistema complesso, con particolare riferimento alla relazione tra antico e moderno in una dimensione urbana contemporanea". E' richiesto l'utilizzo di tecnologie ICT smart per la sostenibilità ambientale ed il risparmio energetico. Le luci d'arte dovranno "identificare univocamente l'itineario arabo-normanno che si caratterizza per l'unione di due culture opposte". La procedura sarà in forma anonima, e pertanto è stato deciso di nominare la commissione giudicatrice prima della pubblicazione del bando, al fine di evitare che emergano cause di incompatibilità e motivi di esclusione. I monumenti oggetto del bando sono i seguenti: - Palazzo Reale - Cappella Palatina - Cattedrale - Chiesa di San Giovanni degli Eremiti - Chiesa della Martorana - Chiesa di San Cataldo - Castello della Zisa - Ponte dell'Ammiraglio Grazie a "Luci sull'arte" il percorso arabo-normanno acquisterà un valore artistico che possa rendere giustizia alla bellezza dei suoi monumenti. Per la prima volta dopo tanto tempo si comincia a sottolineare l'importanza del "bello", oltre che funzionale. Non vediamo l'ora di vedere quale progetto verrà scelto dopo il concorso di idee.  

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Segnalazione
12 lug 2017

La “guerra” della signora Francesca

di belfagor

In una città che sembra rassegnata alla “decrescita felice” e al degrado ,la “guerra” solitaria contro i “poteri forti ”cittadini , della signora Francesca Turano Campello è la dimostrazione che non tutti si sono arresi. Tutto nasce dalle scritte vicino alla chiesa di San Giovanni degli Eremiti, che fa parte del percorso Arabo-Normanno  patrimonio Unesco. Taliscritte “abbelliscono” l’importante monumento che ,a quanto sembra, non sono ne di origine araba ne normanna. Lasegnalazione della scoperta di tali scritte “ di incerta datazione” è stata inviata dalla signora Francesca Turano Campello, una semplice cittadina ,al sindaco e ad altri organi istituzionali, associazioni, uffici del Comune e organi di informazioni.Nella mail la signora Turano Campello ripercorre le tappe del suo personale impegno civile, partendo dalla comparsa di tali scritte: «I primi di Aprile - si legge - le mura di cinta di San Giovanni degli Eremiti, monumento Patrimonio dell'Umanità è stato vandalizzato da alcune scritte. Il 15 aprile, non vedendo muoversi foglia intorno all'atto vandalico, scrivo al Comune di Palermo, alle municipalizzate che ritenevo potessero intervenire, alle associazioni cittadine interessate al centro storico. Ho segnalato anche la possibilità di individuare i delinquenti grazie alle numerose telecamere a disposizione». A rispondere sarebbe stata solo la Reset, che avrebbe spiegato come l'attività non sarebbe rientrata tra quelle di loro competenza. Dopo diverse sollecitazioni senza risultato tra maggio e giugno,  la signora Turano Campello decide di passare alle “ maniere forti”   Invia un’ulteriore mail di protesta, nella quale annuncia che sarà lei stessa a pulire “ L'11 luglio. alle 6.00 del mattino sarò lì con un rullo e del ducotone a ridipingere; niente paura, farò del mio meglio. Spero di essere anticipata dal personale comunale oppure in alternativa confido nella presenza delle forze dell'ordine quella mattina, per poter verbalizzare la cosa. Mi guadagnerò una denuncia  e finiremo in Tribunale. Tutti avranno modo di venire a sapere di questa faccenda, dell'incuria, del disinteresse, dell'inerzia e dell'uso (o disuso) dei fondi destinati a questo monumento e soprattutto di come l'Amministrazione di Palermo riesca a trasformare una casalinga qualunque in una delinquente. Io probabilmente sporcherò la mia fedina, fino ad oggi immacolata, e il muro di San Giovanni sarà pulito. Un lavoro che stimo di poter finire in un ora al massimo; quindi prima della riapertura del monumento». Di fronte a questa “grave minaccia “ che potrebbe creare gravi problemi di ordine pubblico, finalmente qualcosa si muove. Il professor Angelini che, avendo avuto inoltrata dal sindaco la “minacciosa” mail della cittadina, risponde: «Abbiamo provveduto a fare un sopralluogo a San Giovanni degli Eremiti per verificare la segnalazione - si legge - Mi è stato riferito che le 'scritte' non riguardano direttamente il monumento, fatto che di per se non è meno grave, ma le mure perimetrali della fiancata destra, fronte ingresso, che ricade nella parte interna e più precisamente nel 'Cortile San Giovanni degli Eremiti'. In particolare si tratta della parte bassa di un muro di scadente fattura che supporta e recinge il casotto - di recente costruzione - adibito dalla Soprintendenza a biglietteria. La ripulitura si rende necessaria - si legge nella mail del professor Angelini - così come altri piccoli interventi migliorativi per aumentare il decoro dell'area circostante il monumento» Tutto chiarito?. Ma nemmeno per sogno ! La battagliera signora prontamente risponde :«Che le mura di cinta del monumento siano di scarso interesse – scrive la signora Turano Cappello - lo apprendo adesso. Inoltre le hanno riferito male e, per chi conosce bene il sito (come ad esempio chi ne ha la custodia) sa che queste sono costituite da una parte in pietra, da una cancellata e da quel muro. Inoltre dalle foto (allegate) si vede comunque bene che non si tratta di 'scritte' irrilevanti ma di metri quadri di sfregio. Si tratta di quattro metri di lunghezza e 1,60 di altezza di scritta spray. Che lei non sobbalzi alla vista di questo scempio mi lascia senza parole .Onestamente ammutolirei se non fossi certissima che il sindaco di Palermo stia rabbrividendo quanto me. Inoltre (ammesso che questo diminuisse l'urgenza di un intervento). il muro non è secondario o poco esposto alla vista di tutti, affatto, e non lo derubrica dall'obbligo morale che avete contratto di proteggere il monumento; infatti - spiega ancora la residente - è da lì inoltre che si passa obbligatoriamente per accedere al monumento dell'Oratorio di San Mercurio decorato dal Serpotta». E ribadisce la sua “minaccia”:  «L'11, a meno che non s'intervenga, io sarò lì». Il prof. Angelini non ci sta e, contattato da MeridioNews, controreplica: «Nella mia mail ho precisato di cosa si trattava e della necessità che bisogna comunque ricoprire quelle scritte. Credo che lì nel cortile e in tutta la zona ci siano delle cose indecorose». E sugli 80 giorni trascorsi dalla comparsa delle scritte di cui parla la residente: «Non so a cosa si riferisca la signora - dice Angelini - Io ho ricevuto ieri la segnalazione e questa mattina c'era già la risposta, che è molto chiara: le scritte vanno ricoperte. Ci sono diverse cose indecorose, ma in questo caso basta un pennello e si ricopre. Le scritte non incidono sul bene Unesco, non si tratta, per fortuna, di fare un'opera di restauro di San Giovanni degli Eremiti. Non che non vada fatta la copertura della scritta, però ci sono tante cose indecorose che dovrebbero essere sanate in quella zona, non solo quella scritta. Di queste cose, purtroppo - dice Angelini - ne possono accadere una ogni cinque minuti. Certamente è opportuno che il Comune, di intesa con la Soprintendenza, definisca in tempi brevi la copertura della scritta». Finalmente il Comune, che fino a quel momento aveva taciuto,si sveglia dal suo torpore . Arriva la risposta dell'assessore Emilio Arcuri: «Considerato che il Complesso di San Giovanni degli Eremiti è parte del patrimonio della Regione Siciliana - scrive l'ex vicesindaco - e direttamente gestito dalla Soprintendenza ai beni culturali di Palermo, a quest'ultima inoltro per competenza la sua mail, auspicando che con sollecitudine possa disporre gli interventi richiesti». In parole povere la responsabilità non è del Comune. P.S. Prima di tutto vorrei esprimere la mia solidarietà alla signora Francesca Turano Campello, che ha dimostrato un grande senso civico. Non entro nel merito delle competenze e delle responsabilità però noto con grande dispiacere che un problema che poteva essere risolto in poco tempo si è trasformato in un “caso”. Bastava che il sindaco, o chi per lui, telefonava all’assessore competente per invitarlo a mandare un operaio “con un rullo e del ducotone a ridipingere”. Sarebbe bastato un ora per coprire tali scritte. Invece si perdono giorni e tempo prezioso per polemizzare e per “giocare allo scaricabarile” cioè esimersi dai proprî doveri o responsabilità, riversandoli l’una sull’altro.      

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27 feb 2017

Cosa ci aspettiamo dal nuovo sindaco?

di Andrea Baio

Si avvicinano le elezioni, e Palermo nutre con ansia una nuova speranza di cambiamento. Palermo è una città complessa da amministrare, e vorremmo partire dal presupposto che fare miracoli non è possibile, e nemmeno credibile. Dal canto nostro, tenderemo a diffidare da quei candidati che non manterranno i piedi per terra, perché la strategia delle promesse divine ha decisamente fatto il suo tempo e i palermitani non abboccano più. Quale dovrebbe essere secondo noi la parola chiave? Beh, sicuramente "continuità". Negli ultimi anni a Palermo si è cominciato a sperimentare: niente di eccezionale, per carità, ma se non altro si è provato ad avviare un lento processo di rinnovamento. Quanto segue trova attinenza esclusivamente alle tematiche di cui si occupa questa community (mobilità, ambiente, decoro urbano, infrastrutture), poiché dal punto di vista della profonda crisi sociale, del drammatico fenomeno migratorio, del fatto che siamo una tra le città col più basso tasso d'occupazione d'Europa, non c'è molto da dire, se non che il fallimento è completo: vuoi per la totale incapacità della politica, vuoi per una scarsa cultura d'impresa, vuoi perché molte menti di valore sono emigrate in luoghi dove possono essere valorizzate, senza sottostare a logiche di favoritismi, raccomandazioni e clientelismo. Cosa è cambiato in positivo? Beh, si è cercato di avviare sicuramente un processo di valorizzazione del centro storico. Per la prima volta si è attuato un piano graduale per le pedonalizzazioni - sicuramente perfettibile, e anche molto carente in alcuni punti - ma pur sempre un inizio. Via Maqueda sino a dieci anni fa era in cima alla classifica delle strade urbane più trafficate e inquinate di Italia, oggi è un angolo di città riscoperto e goduto da cittadini e turisti, inserita nel piano triennale delle opere pubbliche per interventi di riqualificazione, ri-pavimentazione e arredo urbano. Stesso dicasi del Cassaro e delle principali piazze. La mobilità sostenibile ha sicuramente fatto passi avanti con l'arrivo del tram in città, di cui è già prevista un'espansione con la creazione di tre nuove linee - con una che attraverserà il cuore del centro storico, unendo i due depositi ad oggi scollegati - già finanziate coi fondi del Patto per Palermo siglato tra il sindaco Orlando e l'ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Sebbene il piano per le piste ciclabili non sia nemmeno un vero e proprio piano, e l'amministrazione si sia dimostrata molto deludente in tal senso, il bike sharing ha comunque fatto il suo ingresso in città. Ad oggi non si può dire che sia un successo, ma sicuramente - integrato al servizio carsharing - comincia ad essere percepito come un'alternativa per i propri spostamenti quotidiani. Dopo mille vicessitudini, la ZTL è finalmente stata attivata. Nonostante lo scontento di molti, non si può negare che ad occhio si possa percepire una diminuzione dei veicoli in centro. Di contro, l'offerta di trasporto pubblico non è assolutamente sufficiente a garantire un'alternativa al trasporto privato. A questo si aggiunga la presenza di numerosi cantieri in città, di cui alcuni - come quelli dell'Anello Ferroviario - costituiscono una vera e propria gatta da pelare, senza possibilità di intravederne la fine. Il patrimonio arabo-normanno della nostra città è entrato a far parte del circuito UNESCO, il che si traduce in un maggiore impatto turistico e un maggior prestigio per la città a livello internazionale. Con l'aggiunta della recente nomina a Capitale Italiana della Cultura, e Manifesta 12 - la prestigiosa biennale di arte contemporanea - la città conquista maggiore appetibilità, e si discosta finalmente dai soliti stereotipi legati alla mafia, cominciando invece ad essere percepita come un luogo affascinante, pieno di contrasti, dal sapore multietnico, di forte interesse storico, architettonico, paesaggistico e folkloristico. Palermo comincia a fare "tendenza", e questa inversione di rotta potrebbe - se ben sfruttata - essere il passepartout per il rilancio economico della città. Cosa va migliorato? La condizione del manto stradale è un totale disastro. Ad eccezione di via Libertà - habitat della "Palermo bene" (o pseudo tale) - le strade di Palermo assomigliano più a "trazzere" di provincia: piene di buche, crepe, dislivelli, dissesti causati dalle radici degli alberi, totale assenza di segnaletica orizzontale, mancata pulizia delle caditoie. Una situazione ridicola che si perpetra da anni, e che questa amministrazione - come tutte quelle che l'hanno preceduta - non hanno saputo risolvere in alcun modo. La riqualificazione delle periferie è un altro tasto dolente, mai affrontato. Le periferie risultano scollegate, carenti di servizi di ogni genere e considerate spesso l'ultima ruota del carro, salvo ritornare "di moda" durante elezioni. Ad eccezione dello Sperone e dell'area Sud, leggermente riqualificata grazie all'arrivo del tram, di una fermata ferroviaria e di un centro commerciale, il resto delle periferie soffre di pessima salute. L'argomento non viene quasi mai affrontato, e il degrado si espande ogni giorno di più. Le aree verdi sono ridicole. Poco si era fatto, e qualcosa cominciava a smuoversi con l'apertura del Parco Cassarà, poi chiuso per la presenza di amianto. Ad oggi nessuna novità circa la riapertura e le operazioni di bonifica che dovrebbero aver luogo prima. Il Parco Cassarà è solo uno dei tanti fallimenti di questa città in fatto di aree verdi. Quelle di competenza comunale sono spesso lasciate all'incuria totale. Altrettanto fallimentari i tentativi di riqualificazione della Favorita, senza che sia stato presentato alcun piano convincente, tanto meno progetti seri per la restituzione di una delle più vaste aree verdi urbane di Italia ai cittadini palermitani. Il progetto della Metropolitana Leggera Automatica è stato definitivamente cassato, sostenendo che il governo non è più interessato a finanziare l'opera per la città di Palermo. Un fallimento misero e assolutamente privo di ogni lungimiranza. Sebbene l'amministrazione abbia rimarcato la volontà di espandere le linee di tram - ottima cosa, per carità - tutto ciò non può comunque sostituire a livello strategico la presenza di una metropolitana: l'unica infrastruttura in grado di garantire un trasporto passeggeri a maggiore capacità e maggiori frequenze. Un tram che collega il centro città alle borgate marinare è semplicemente svantaggioso, per via dei lunghissimi tempi di percorrenza che lo caratterizzano. Sul piano della ciclabilità, siamo ancora al medioevo. Le poche piste ciclabili esistenti sono assolutamente non fruibili, spesso non rispettate e pensate male. Nonostante viviamo in una città pianeggiante, con un clima perfetto per andare in bici tutto l'anno, non siamo ancora in grado di intendere la bici come un mezzo di trasporto che vada oltre l'uso ricreativo. Ad oggi, non sussistono le condizioni di sicurezza e agibilità per far sì che i palermitani possano scegliere la bicicletta come mezzo di trasporto alternativo. Un paradosso, se consideriamo dal lato opposto i tentativi di AMAT nel lanciare un servizio di bike sharing che possa funzionare. La progettualità non tiene minimamente conto delle reali esigenze della cittadinanza, della preziosa collaborazione delle associazioni che vivono il territorio, e dei professionisti. Per dirla in parole povere...il Comune "sa fa a sulu". Nonostante più volte sia stata manifestata una volontà di apertura alla società civile, tale apertura è rimasta più uno spot che una reale collaborazione orientata all'ottenimento di risultati concreti. L'approccio adottato è più funzionale a sventolare una bandiera e mettere dei puntini sulla mappa, piuttosto che a programmare in modo serio lo sviluppo di questa città. Insomma, la propaganda viene prima delle cose fatte bene. Ancor più grave è che quasi mai sono stati indetti concorsi di idee per la realizzazione di opere belle e funzionali. Ad esempio, l'architettura nella nostra città resta ancora una chimera, e sembra destino che i numerosi giovani architetti dovranno continuare a vedere sprecate le proprie capacità per far da portaborse a decrepiti baroni presuntuosi. La differenziata è a livelli imbarazzanti. Nonostante qualcosina in più si faccia, le percentuali sfigurano miseramente di fronte a quelle di città come Milano o Torino, dove si arriva anche a superare il 40%. Bocciati. Sul piano dei controlli: zero assoluto. La Polizia Municipale continua a non pervenire, nonostante le numerose tirate d'orecchie. I sottopassi pedonali di viale Regione sono un ricettacolo per tossici, immondizia e teppisti. La terrazza della Cala è diventata una distesa di preservativi e fazzoletti usati. Posteggiatori abusivi e ambulanti dominano ogni zona della città, alimentando il malaffare e creando numerosi disagi alla popolazione. Il mercato del rubato a Ballarò continua a presenziare sotto gli occhi di tutti, tenendo in ostaggio residenti, ambulanze, traffico veicolare. La legalità in questa città è morta e sepolta. Si potrebbe continuare l'elenco, ma probabilmente non aggiungerei nulla a ciò che già sappiamo tutti. Abbiamo voluto mantenere i piedi per terra, proprio per rimarcare il fatto che questi sono punti che dovrebbero stare al centro della prossima campagna elettorale, e che potrebbero essere affrontati con serietà, senza necessitare di budget stratosferici, ma programmando e razionalizzando le risorse esistenti (al di là ovviamente di infrastrutture più complesse come la metropolitana, ad esempio). A proposito di questo, a breve annunceremo delle novità proprio relativamente alle prossime elezioni. Speriamo che si possa creare un percorso di continuità con quel poco che di buono si sta facendo, e che indipendentemente da CHI governerà questa città, il primo interessa possa essere quello dei cittadini di Palermo.

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13 gen 2017

FOTO | Giardino della Zisa: C’era una volta un parco giochi…

di Fabio Nicolosi

Vi mostriamo le immagini alquanto tristi del degrado dell'area giochi presente all'interno del giardino della Zisa Premettiamo che il suddetto Giardino della Zisa non è la prima volta che riceve atti di vandalismo, ne avevamo parlato già qualche mese fa. Le aree giochi realizzate da un'iniziativa di un gruppo di mamme appoggiate dal finanziamento del consiglio comunale e inaugurate appena un anno fa (era il 6 Dicembre 2015) oggi risultano in pessimo stato. Purtroppo dalle foto possiamo notare che è tutta opera di qualche ragazzino che si è divertito a vandalizzare le varie strutture e al resto hanno pensato i randagi della zona. Possiamo infatti notare un palo della luce con la plafoniera distrutta per terra, pericolosa anche per qualche bambino che potrebbe tagliarsi. Non sappiamo se rotta per sfida o per per permettere di agire senza essere visti. Risultano inoltre rimosse dalle loro posizioni originali alcuni giochi a molla, lo scivolo è pieno di scritte e l'altalena è inutilizzabile poiché è stata mordicchiata da qualche cane. Sappiamo che di giorno la villa è frequentata da numerosi turisti e utenti e sono presenti oltre ai guardiani anche gli operai che si occupano della manutenzione del verde. Assodato quindi che questi atti siano stati compiuti di notte, quale potrebbe essere un modo per evitarli? Installare delle videocamere? Maggiorare l'illuminazione, magari installando delle lampade anti vandali? Vedremo... Intanto non ci resta che aspettare che il comune rimetta a posto il parco giochi per restituire un'infanzia felice ai bambini del quartiere Tutte le foto sono tratte da Repubblica.it

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09 gen 2017

Recupero via Schioppettieri, quali prospettive?

di Antony Passalacqua

Via Schioppettieri oggi è una stradina di collegamento fra C.so Vittorio Emanuele e l'area pedonale di Discesa dei Giudici, a pochi passi dall'Itinerario Unesco. La strada ricoperta da basole, è praticamente nel pieno degrado, fra una discarica abusiva, una cabina abbandonata Enel e parcheggio selvaggio. Qui di seguito vi riportiamo la lettera dell'associazione Caravan Serai, un laboratorio creativo che, fra i tanti obiettivi, ha quello del recupero degli spazi urbani quali la strada su cui ricade la propria sede.     Il montaggio fotografico che alleghiamo riguarda il profilo stradale della via Schioppettieri dal civico 19 (sede dell’Associazione CaravanSerai Palermo) al civico 29; si tratta della porzione di strada interessata dalla proposta di realizzazione di un corridoio pedonale delimitato da fioriere e/o panchine. Come è purtroppo ben visibile attualmente, oltre alle autovetture spesso parcheggiate in sosta selvaggia (che rendono difficoltoso e talvolta impossibile l’accesso ai locali dell’associazione), è presente un prefabbricato metallico apparentemente in disuso (ci risulta essere adibito alla fibra ottica, anche se pare non essere utilizaato da tempo da nessun operatore), che creando uno spazio angusto e nascosto, diventa ambiente adatto all’accumulo di rifiuti e altro .  Lo spazio è caratterizzato inoltre dal deposito di sfabbricidi vari, rifiuti e resti organici, nonchè di oggetti ingombranti di varia natura oltre a numerosi cassonetti accanto cui vengono depositati spesso rifiuti ingombranti .  Rileviamo pertanto, congiuntamente alla maggior parte degli abitanti del quartiere (con cui ci siamo ripetutamente confrontati e con cui apriremo a breve nei nostri spazi un tavolo di discussione e scambio di idee per il miglioramento e la cura del quartiere), la necessità di realizzare nel più  breve tempo possibile il suddetto corridoio pedonale (di cui è stato già dato parere positivo dall’assessore Catania e dall’assessore Marino), nonchè quella di una bonifica dell’area (in particolare nelle vicinanze della struttura per la fibra ottica e dei cassonetti) da parte della azienda RAP. Segnaliamo inoltre che dal 18 al 23 gennaio la nostra associazione ospiterà la residenza dell’artista serba Edvina Romanovic Hudeckova e del ceco Ivan Milenković. La residenza fa parte delle azioni del progetto di rigenerazione urbana Piezo, avviato e portato avanti dall’associazione CaravanSerai durante tutto il 2016. Il progetto si propone di promuovere la cura dello spazio urbano attraverso azioni artistiche con il coinvolgimento diretto della comunità residente e tramite il patrocinio gratuito del Comune. Durante la residenza verranno prodotte opere (di arte visuale e istallazioni) che potranno essere esposte nello spazio urbano; attualmente l’idea è di intervenire anche nel cubo metallico, riducendone l’impatto esteticamente sgradevole e fonte di degrado. Naturalmente è necessario dapprima ridurre il rischio sanitario attualmente esistente e verificarne la sicurezza e la non pericolosità a causa della tensione elettrica. Associazione Caravan Serai     A CaravanSerai va il nostro supporto, e faremo leva verso gli organi competenti affinchè possa essere recuperata e riqualificata questa parte strada, oggi decisamente abbandonata. Segue reportage fotografico che testimonia l'attuale stato di degrado.  

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05 dic 2016

VIDEO | I turisti impazziscono davanti il totem turistico che “non sa quel che dice”

di Giulio Di Chiara

Abbiamo spesso sentito parlare di provvedimenti per incentivare il turismo in città e l'istituzione dell'itinerario arabo-normanno in tal senso ha significato un potenziale arricchimento dell'offerta culturale. Città intere vivono di turismo, ma il livello di "benvenuto" varia, la qualità con cui un comune guida e coccola il turista è direttamente proporzionale alla qualità dei servizi che offre.   Oggi vogliamo mostrarvi questo video reperito in rete, in cui i protagonisti sono dei turisti inglesi alle prese con un totem informativo davanti la cattedrale. Oltre a un servizio di trasporti in cui le pensiline cadono a pezzi, gli autobus non rispettano gli orari e le strade sono piene di buche, questa città riesce a partorire dei depistaggi per i visitatori, sempre più costretti a "sopravvivere" nella nostra giungla. Colui che al Comune ha commissionato quei totem non ha controllato la funzionalità degli stessi o forse non gliene importava nulla del risultato finale. Chi ha concepito concettualmente quella grafica non si è calato nei panni di un turista ma al contempo non ha ricevuto nessun controllo dalla committenza. Tante cose sono fatte giusto per completare la pratica sul tavolo, non per apportare un reale miglioramento alla collettività. Stessa identica cosa successa per il sito dell'AMAT o per il portale della mobilità sostenibile, che vi abbiamo raccontato ampiamente. Nessuno paga negli uffici. Soltanto la nostra immagine e coloro che decidono di scoprire la nostra fantastica città. Ci scusiamo con questi signori, a nome di tutti i cittadini palermitani a cui sono cadute le braccia per terra.

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24 giu 2016

Pedonalizzazioni | Corso Vittorio diventerà molto simile a Via Maqueda

di Fabio Nicolosi

Proseguono i lavori di rifacimento del manto stradale di Via Vittorio Emanuele. La strada alla fine dei lavori avrà un aspetto simile a Via Maqueda La Rap, dopo avere adempiuto alle prescrizioni impartite dagli organi di controllo su alcuni nuovi aspetti interpretativi delle norme in materia di sicurezza, sia dei lavoratori che dei cittadini, ha riavviato il cantiere di manutenzione stradale per la realizzazione dell'asfalto in corso Vittorio Emanuele per assicurare che tali assi siano pronti per gli appuntamenti legati alla festività di Santa Rosalia. Le prescrizioni hanno riguardato principalmente l'impiego di transennatura mobile fino a due metri per delimitare ulteriormente l'aria di cantiere, la messa a punto di modalità operative con fasi alternate nell'esecuzione della scarificatura e della posa dell'asfalto; la dotazione di nuovi tesserini identificativi che proprio a partire da questo cantiere, in maniera innovativa,consentirà il rilevamento presenze da remoto. Cambia inoltre la regolamentazione stradale di via Vittorio Emanuele che, sempre di più, è destinata ad essere fruibile soltanto per i pedoni, nell'ambito dell'itinerario Arabo-normanno. La corsia di servizio, riservata al transito veicolare, sarà collocata al centro della carreggiata e sarà utilizzata esclusivamente per coloro che avranno titolo al passaggio. Per i residenti sono stati individuati varchi di accesso e di uscita cosicché via Vittorio Emanuele potrà essere utilizzata per l'attraversamento esclusivamente per ragioni di emergenza. Il servizio di carico e scarico a disposizione delle attività economiche è autorizzato dalle ore 7:00 alle ore 10:00, utilizzando le apposite aree individuate nell'ordinanza. I residenti dovranno rinnovare il Pass, o richiederlo, a partire dal prossimo 5 luglio ed entro e non oltre il 22 luglio presso la postazione decentrata di piazza Marina, consegnando fotocopia del documento di riconoscimento e del libretto di circolazione dell'automobile per la quale si richiede il rilascio. Fino al 22 luglio saranno considerati validi gli attuali pass di colore giallo che dovranno essere consegnati al momento del rilascio del nuovo che avrà un altro colore. Sul sito istituzionale del Comune di Palermo da domani sarà scaricabile il modello per richiedere il nuovo Pass da consegnare alla postazione decentrata di piazza Marina. Le ordinanze entreranno in vigore con l'apposizione della relativa segnaletica e non appena il personale della RAP avrà completato il rifacimento del manto stradale. 'Continua e si rafforza il processo di pedonalizzazione nel centro storico per una sempre maggiore vivibilità e fruibilità da parte di cittadini e turisti - hanno dichiarato il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore alla Mobilità, Giusto Catania. Un processo virtuoso sempre più apprezzato dai residenti e dagli operatori commerciali che stanno assistendo e sono protagonisti di questo straordinario cambiamento' Le due ordinanze (nuove direttive area ZTL Arabo-Normanna e regolamentazione stradale) sono già pubblicate sul sito. Si allega elenco delle strade interessate al provvedimento suddivise per varco, disegno sulla disposizione dei varchi e planimetria generale.

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