Segnalazione
24 lug 2019

Via Valderice diventa via Spinelli :storia di un eroe dimenticato

di belfagor

Via  Valderice  cambierà  nome : sarà intitolata a Vincenzo Spinelli, un commerciante di tessuti ucciso dalla mafia nel 1982 e che fino a due anni era uno delle tante vittime della mafia dimenticate colpevolmente Ma chi era Vincenzo Spinelli? Era un semplice commerciante nel settore dell'abbigliamento : un giorno, nel 1979, subisce una rapina in un suo negozio  in piazza Alcide De Gasperi. Qualche anno dopo, il 30 agosto 1982, viene ucciso mentre si trova a Pallavicino, in una traversa di via Castelforte. Aveva  46 anni . Partono le indagini e si indaga sui problemi finanziari del commerciante e sui suoi affari andati male. Come al solito si sospetta pure su un  movente passionale , ma l’inchiesta non approda a niente. Stranamente nessuno collegherà questo omicidio a  quella rapina subita  nel 1979 e al fatto che Spinelli, pochi giorni dopo,  aveva riconosciuto uno dei rapinatori. La sua storia è venuta a galla, molti anni dopo , grazie al pentimento di uno degli assassini. Dal suo racconto emerge che, qualche giorno dopo la rapina,  mentre  Spinelli sta cenando in un ristorante, riconosce il rapinatore. E' seduto ad un altro tavolo dello stesso locale. A quel punto Spinelli  non ci pensa un minuto e segnala l'episodio alla polizia e il rapinatore viene arrestato.  Per sua sfortuna si non trattava però di un rapinatore qualunque. Era infatti  un “uomo d’onore”  con un curriculum criminale pesante e parentele mafiose ancora più pesanti.. La mafia decide di ”punire” Spinelli.  Ma tale punizione  non si consuma subito ma qualche anno dopo, nel 1982 in una calda e afosa  notte di fine estate. La mafia allora aveva la memoria lunga. Di lui , dopo i primi giorni,  i giornali non si occuperanno  più.  Solo il 30 /08/2017  “Palermo Today” invece di limitarsi a pubblicare i comunicati stampa, decide di  pubblicare un articolo sulla vicenda dal titolo “Ucciso dopo aver riconosciuto il rapinatore a cena: l'omicidio "dimenticato" di Vincenzo Spinelli .” Grazie a questo articolo di Alessandro Bisconti , il caso, dopo 35 anni,  ritorna a galla. Finalmente dopo 2 anni il Comune ha deciso di dedicargli una strada . P.S. Questa volta plaudo al sindaco che ha intitolato un importante strada a un “eroe” dimenticato,  cioè a un semplice cittadino che ha fatto il suo dovere e per questo è stato  ucciso. Ma soprattutto al Blog  e al giornalista che hanno fatto riscoprire un caso sepolto dal tempo e dalla nostra indifferenza. COMPLIMENTI !!!

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Segnalazione
29 set 2017

Palermo, la città dalle strade senza nomi: niente tabelle perché ”non ci sono soldi”.

di Ennio

Sono  residente al civico 2 di vicolo del secco,  ho comprato casa circa 10 anni fa, e ho subito notato che la mia via (in pieno centro storico) era priva di tabella con l'indicazione della strada,  pensavo fosse una situazione provvisoria, mi dicevo “avranno restaurato gli edifici da poco e devono ancora inserire le tabelle”. Ma mi sbagliavo. Le tabelle non sarebbero mai  state inserite di lì a poco, e nemmeno molto tempo dopo, perché si sa, “non ci sono soldi”, quindi che vi lamentate a fare? “Ho mandato fax, email, ho telefonato all’ufficio toponomastica e puntualmente mi dicevano “non abbiamo i soldi”.  I disagi si estendo anche nel caso della pulizia delle strade, ho inviato una segnalazione anche alla Rap. Risposta? Non pervenuta. Nessuno si occupa della pulizia di strade e marciapiedi e quindi privatamente “facciamo pulire agli addetti alla pulizia delle scale. Chiediamo se possono dare una pulita anche alla strada”, anche  l'asfalto è in condizioni pessime (come si vede dalle foto), con conseguenti allagamenti nei giorni di pioggia. Dulcis in fundo, il mancato recapito della posta. Le opzioni a disposizione dei residenti sono due: o il postino, di buon cuore, annuncia gridando per la strada stile venditore ambulante, i nomi di chi deve ricevere la posta, oppure in caso di  pacco o una raccomandata  siamo perduti. Niente raccomandate, niente pacchi e niente notifiche importanti. Insomma noi  residenti del civico 2, così come quelli della palazzina del civico 8, non esistiamo . Non abbiamo  diritto ai più semplici ed elementari servizi  che spetterebbero ad ogni cittadino. Ma quando si tratta di pagare le tasse, esistiamo eccome e non possiamo esimerci dal pagare dei servizi, come quello della recapito della posta o della pulizia delle strade o del rifacimento del manto visto le buche presenti , a cui di fatto non abbiamo. Una situazione assurda che si estende ad altre zone del quartiere . Come nel caso di Piazza Beati Paoli. Una piazza storica e anche molto visitata dai turisti, ma anche qui non esiste una tabella che ne indichi la presenza. Come fanno i turisti a sapere che quella è Piazza Beati Paoli? “Si fidano sulla parola”. Alle mie e-mail non rispondono e mi sembra una situazione paradossale, quando vedo che nel profilo FB il responsabile dell'ufficio Toponomastica pubblicizza la mia segnalazione come se fosse sua, e prendendosi complimenti e ringraziando i sui amici per gli stessi, ma complimenti di che? Che possiamo fare? Mi date una mano?

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Segnalazione
18 mag 2017

I misteri della toponomastica a Palermo

di belfagor

Palermo è una città strana. Per esempio non abbiamo una strada dedicata a un grande scrittore come Leonardo Sciascia, però dedichiamo strade a personaggi inesistenti o, ancor peggio, ……a uno stupido. Una traversa di Via Portella della Ginestra è dedicata a Enrico Hassan. Chi è stato costui e cosa ha fatto per meritare l’intitolazione di una strada? Nessuno lo sa. Probabilmente si tratta di un errore di qualche funzionario comunale addetto alla toponomastica o di qualche amministratore non particolarmente preparato in storia….o nella lingua italiana. Infatti pensiamo che l’Enrico Hassan non sia altro che…..l’Emiro Hassan. Ma anche in questo caso il mistero rimane, infatti non esiste nessun Emiro Hassan . Probabilmente il nostro amministratore comunale si riferiva a un Emiro Hasan, ma anche in questo caso non abbiamo risolto il mistero, perché nella storia di Sicilia vengono ricordati ben tre Emiri Hasan. Il primo fu al-Hasan ibn Alì, che fu emiro di Sicilia dal 948 al 953 e che fondò la dinastia kalbita, che regnò in Sicilia per circa un secolo. Il secondo fu Alì ibn al-Hasan, figlio del precedente, che rimase in carica dal 970 al 982 e che morì in battaglia guadagnandosi il soprannome di martire. Il terzo al-Hasan fu colui che iniziò la spartizione della Sicilia tra i vari signori arabi iniziando il declino del potere arabo in Sicilia. Considerando i “meriti” di costui, noi pensiamo che l’ Enrico Hassan sia proprio questo, tra l’altro alcune fonti storiche lo ricordano come Emiro Hassan ( con due S). Nella zona Piazza Fonderia/Cala si trovava un Vicolo del cetriolo. Escludiamo che i nostri antenati abbiano voluto dedicare un vicolo a un ortaggio, salvo che tale verdura era particolarmente gradita a qualche potente . Pensiamo che in tale vicolo ci abitava un “citrolo” cioè una persona stupida. Ma per meritare l’intitolazione di un vicolo doveva essere particolarmente stupido tanto da rimanere nel ricordo dei “posteri”. Come si vede a Palermo, per avere dedicata una strada bisogna non essere esistiti o essere dei ….”citruluni”.  

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