Segnalazione
06 dic 2016

Pronti 22 milioni per il restauro del Teatro Massimo

di belfagor

Era la sera dell’11 maggio 1897 e il cronista del Giornale di Sicilia descriveva così l’inaugurazione del Teatro Massimo ““La grande piazza in mezzo a cui sorge il superbo monumento, fin dall’imbrunire cominciava a popolarsi; si può dire che tutta la cittadinanza vi passava e si soffermava un poco per ammirare il teatro che già illuminavasi delle centinaia di lampade elettriche spargenti la loro luce nei grandi vani dell’edificio. Verso le 21, quando si avvicinava l’ora della rappresentazione, la piazza e le vie adiacenti al teatro erano interamente gremite, da impedire qualsiasi circolazione. La magnifica ed artistica mole illuminata offre da fuori uno spettacolo bellissimo, quasi diremo fantastica”.  In tutte le cronache del tempo l’apertura del teatro è descritta come una serata indimenticabile. Eppure la strada per arrivare a quel giorno fu lunga e cosparsa di spine. Il progettista Giovan Battista Filippo Basile, morì senza vedere finita l’opera . Fu il figlio Ernesto che portò a termine il lavoro del padre. Tra l’idea di costruirlo e la realizzazione definitiva erano passati oltre trent’anni. Il bando di concorso era stato vinto dal Basile.  Per costruirlo si era intervenuti abbattendo un case, conventi e chiese barocche e creando una nuova piazza, destinata a far da cerniera fra la vecchia e la nuova città. Infatti il l teatro fu edificato fra il bastione di San Vito e la Porta Maqueda, abbattendo la Chiesa delle Stimmate e l'annesso convento e la Chiesa di San Giuliano, che dava il nome al quartiere. Alla realizzazione dell’opera e alle decorazioni del teatro parteciparono i più famosi artisti e i migliori artigiani cittadini. A guardia dell’imponente scalinata furono collocatiti due leoni cavalcati dalle allegorie della “Tragedia” ( opera di Benedetto Civiletti ) e della “Lirica” (di Mario Rutelli). Il teatro Massimo fu dedicato a Vittorio Emanuele II, ed era ed è il più grande teatro lirico d’ Italia e uno dei più grandi d'Europa. Infatti solo l’Opera Nazional di Parigi e la Staatsoper di Vienna sono più grandi . Come ogni edificio costruito dove sorgevano chiese e conventi , il teatro trasuda di storie misteriose , di leggende e di maledizioni. Strani spifferi di aria gelida attraversano stanze senza finestre , molti giurano di avere incontrato il fantasma di una suora la cui tomba è stata violata durante i lavori di costruzione e che si aggira per il teatro alla ricerca della sua tomba, inoltre qualcuno dichiara di ascoltare, durante le notti senza luna, il pianto disperato di una donna. Sarà per queste leggende o per la maledizione della suora, ma la vita del teatro, fin dall’inizio, non è mai stata facile. “A pochi anni dall’inaugurazione il teatro chiuse per un lungo periodo a causa dei gravi problemi finanziari della Famiglia Florio che ne aveva la gestione ( sembra che i soldi spesi per il teatro avevano prosciugato le ricche casse della famiglia). Inoltre a causa della mancanza di un ordinaria manutenzione, il teatro ha dovuto subire frequenti e pesanti interventi “eccezionali”. Nel 1974 il teatro fu chiuso per uno di questi restauri “eccezionali”. E che si tratto di un restauro “eccezionale” lo dimostra il fatto che tali lavori durarono ben …. 23 anni e interessarono anche…. La Magistratura. Finalmente ,nel 1997 ( cento anni dall'inaugurazione), il teatro fu finalmente riaperto, in pompa magna. Ad organizzare i festeggiamenti, che molti definirono un seconda inaugurazione, c’era un giovane astro ascendente della politica cittadina, Leoluca Orlando Cascio, sindaco di Palermo dal 1985. Tutto a posto? Nemmeno per sogno. Sono passati meno di 20 anni da quella riapertura che  il Teatro Massimo “ Vittorio Emanuele II “dovrà essere di nuovo restaurato. Infatti sono stati destinati per tale lavori ben 22 milioni di euro del “fondo per Palermo”. Forse si dovrà chiudere di nuovo il teatro, visto che i lavori saranno abbastanza invasivi. Francamente non crediamo ai fantasmi o alle maledizioni ma forse dovremo cominciare a crederci e fare i doverosi scongiuri.

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03 feb 2012

Lo scempio del teatro garibaldi

di tasman sea

Salve ragazzi, la notizia della probabile chiusura del brass mi ha indotto a una riflessione sullo stato di allarmante abbandono in cui versano gli spazi culturali nella nostra città. a soffrire di più è la scena indipendente, scippata dei suoi luoghi simbolo, confinata ai garage di periferia e a una visibilità pari a zero. Simbolo indiscusso di tale scippo sono i Cantieri Culturali alla Zisa. Ma come non provare rammarico per il destino del teatro Garibaldi, emblema un tempo della rinascita culturale del centro storico, e oggi sequestrato ad artisti e spettatori nel totale silenzio dell'amministrazione? Di seguito l'articolo di repubblica, che meglio di me illustra la situazione. Per quanto mi riguarda, penso che il centro storico non sia solo bei palazzi e basolato, ma luogo di incontri, atmosfere, scambi- prego la redazione di mobilita di pubblicare integralmente l'articolo, e gli utenti di partecipare attivamente alla discussione. Ne potrebbe benissimo uscire una class action contro il comune, per chiedere l'immediata apertura del teatro, e di rispondere sulla qualità, pessima, dei lavori di restauro. (altro…)

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04 dic 2008

Ridateci la città!

di Andrea Baio

Segnaliamo l'ennesimo scandalo che affligge la nostra città, e in particolare piazza Bellini, immenso patrimonio artistico-culturale ridotto a una fetecchia a causa delle mancanze della nostra amministrazione. Si perchè la piazza, dopo essere diventata parcheggio ABUSIVO riservato ai consiglieri comunali a scapito di noi cittadini e dei turisti che si vedono privati di un pezzo di città concesso ai privilegi della casta amministrativa, rischia di perdere un altro pezzo di storia: il teatro Bellini. Sembra che il teatro ottocentesco, già occupato da una pizzeria, veda messo in vendita il suo piano superiore "ad uso ufficio, con affreschi e ristrutturato". In altri paesi questo sarebbe bastato a far scendere la gente in piazza con torce e forconi, ma si sa come vanno le cose a Palermo... ...Continua a leggere

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