Segnalazione
08 gen 2018

Storia del servizio postale a palermo

di belfagor

Prima del 1549 non esisteva un servizio postale a Palermo, dunque, se qualcuno doveva inviare una missiva, si doveva arrangiare . In quell'anno Don Francesco Zappata fu nominato “ Maestro delle Poste del Regno di Sicilia”, in parole povere, ebbe in concessione dall'Imperatore Carlo V il servizio postale per tutto il territorio della Sicilia . Non si sa se abbia pagato tale concessione, si suppone di no. Considerando lo stato delle strade cittadine e siciliane ( potrà sembrare strano ma erano peggio di quelle attuali) francamente tale “onore” era soprattutto un onere. Tale titolo, con la relativa concessione pervenne, per eredità , nel 1624 a Donna Vittoria De Tassis che riuscì a farselo assegnare “in perpetuo”, questa volta pagando 49.000 ducati castigliani. Si trattavadi una grossa cifra ma si vede che il servizio cominciava a rendeva abbastanza, tanto che la Regia Corte si riservò la possibilità di “riscattare” la concessione restituendo la somma ricevuta. La sede di tale servizio era presso Palazzo Marchese che si trova in Vicolo dei Corrieri tra Piazza Aragona e Piazza Cattolica( dietro Piazza Borsa). Il palazzo, chiamato comunemente della Correria Vecchia , possiede un ampio ingresso che consentiva l'accesso delle vetture. Il palazzo è stato recentementeoggetto di lavori di recupero statico, dopo anni di incurie che ne avevano compromesso la staticità. Questo antico servizio postale fu svolto per generazioni appunto dai membri della famiglia Marchese, che in tutto il regno erano conosciuti come “maestri di posta” Nel 1734, sempre per ereditarietà, la concessione pervenne a Donna Vittoria Di Giovanni sposata a Fabrizio Alliata e Colonna, Principe di Villafranca. Il Principe, che gestìva per conto della moglie il servizio, decise di trasferire la sede nel suo splendido palazzo, a Piazza Bologna, dove rimase fino al 1786, anno in cui il servizio venne riscattato dal governo borbonico. Secondo il contratto il governo avrebbe dovuto restituire la grossa cifra che Donna Vittoria De Tassis aveva versato nel 1624, ma come è ben noto,, lo Stato è celere ad incassare un po' meno a restituire. Infatti solo nel....1834 , dopo innumerevoli cause e solleciti, il governo restituì tutta la cifra. Dopo la nazionalizzazione del servizio postale la sede fu trasferita in una palazzina,   ( ex sede della Corte Pretoriana non più esistente) e nella vicina …... Chiesa di San Cataldo. Che uno dei più importanti monumenti dell'arte “Arabo” (?) -normanna sia stato trasformato in un ...ufficio postale non deve sorprenderci. Passano i governi e i regimi ma la burocrazia è sempre la stessa, inefficiente ma soprattutto ignorante. Nel 1875 la sede delle Poste ritornò a Piazza Bologna, di fronte alla “vecchia sede” di Palazzo Alliata, e precisamente nella Chiesa del Convento del Carminello ( non più esistente). In questa sede rimase fino al 1936 quando si trasferì nell'imponente Palazzo delle Poste di Via Roma . L’edificio, inaugurato nel 1934,  era stato progettato dall’architetto Angiolo Mazzoni. Lo stile è tipico del Razionalismo italiano fortemente influenzato dalla cultura futurista. Anche se fu costruito dal fascismo effettivamente è un bel palazzo. In tempi recenti la sede delle poste si è trasferita in Via A. De Gasperi, in un nuovo, efficiente ma...brutto palazzone. P.S. Un tempo la gente aspettava con trepidazione l’arrivo del postino. Ricevere una lettera era un evento importante che, in alcuni casi, poteva cambiare la tua vita. Potevi ricevere la lettera della fidanzata, bella e ricca, che accettava la tua proposta di matrimonio, notizie da lontani parenti americani  dove un notaio ti informava che avevi ereditato i loro sostanziosi  beni, una  lettere che comunicava che avevi vinto il concorso per usciere all’Assemblea regionale oppure che eri stato esentato dall’obbligo del servizio militare per … deficienza toracica ( anche se eri campione di lotta libera). Oggi le uniche lettere che riceviamo sono o quelle pubblicitarie che ti vogliono vendere ciò d cui non hai di bisogno o  lettere di qualche candidato sconosciuto che ti invita a votarlo in ricordo della “vostra antica amicizia” o “cartelle pazze” del Comune che ti intimano perentoriamente a pagare  l’IMU o la TARI  che tu avevi diligentemente pagato da tempo o ancora lettere di qualche ONLUS che ti chiede soldi per non meglio precisate attività umanitarie. Qualche volta può persino capitare di ricevere una lettera, ingiallita dal tempo, da uno zio morto decine di anni prima che ti comunica che lo zio  ti ha diseredato perché non rispondevi alle sue missive ( lettere che naturalmente non avevi mai ricevuto! Ormai le poste si occupano di tutto meno che di recapitare lettere, e quando le ricevi, non sono altro che avvisi di pagamento o multe. E allora pensi con nostalgia a quei bei tempi lontani quando ancora non avevano istituito il servizio postale!

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Articolo
09 giu 2017

La TOP 31 dei primati di Palermo in Italia e nel Mondo: quanti ne conosci? Quanti sono reali?

di Giulio Di Chiara

Palermo è la nostra città, è amata quanto odiata e divide sempre i suoi cittadini. C'è chi sa soltanto vedere in lei i difetti, tanti altri non smettono mai di lodare le sue qualità e auspicarne un definitivo rilancio. Nel chiacchiericcio generale emergono sicuramente i suoi detrattori, che elencano i problemi uno ad uno. Sul web però si trova anche di altro, come questa lista di primati (e non solo) stilata da qualcuno. Alcuni punti sono condivisibili, altri meriterebbero approfondimento e verifiche. In questa occasione, cogliamo l'opportunità di scoprire notizie sulla nostra città. Se possedete informazioni più dettagliate, citate le correzioni direttamente nei commenti. Buona lettura. 1 – Il Centro Storico più grande d’Europa (Controverso, ma agli atti dell’UNESCO è tale. Se la batte con quello di Lisbona).2 – A Palermo si trova il documento cartaceo più antico d’Europa. Si tratta della lettera bilingue (greco e arabo) di Adelasia (o Adelaide) degli Aleramici, moglie di Ruggero I, conte di Sicilia e diCalabria.3 – Noi abbiamo la ‘Pietra di Palermo’, giudicato il secondo più importante – dopo la stele di Rosetta – testo bilingue per la traduzione della lingua egizia. 4 – A Palermo si trova, al museo Salinas, una delle più vaste collezioni di Arte Etrusca al Mondo (collezione Bonci – Casuccini da Chiusi). 5 – Il Teatro Massimo è il primo Teatro dell’Opera d’Italia ed il terzo in Europa, secondo solo all’Opera di Parigi e al Wiener Staatsoper di Vienna. 6 – Palermo vanta alcune delle più grandi porte urbane d’Europa. 7 – La Lingua Italiana è nata a Palermo presso La Scuola Siciliana alla corte di Federico II. 8 – L’Orto Botanico di Palermo è il più grande d’Europa. 9 – Il Palmeto di Villa Bonanno è stato giudicato il più vasto d’Europa. 10 – Il Ficus Magnoloides di Piazza Marina è tra gli alberi più grandi d’Europa. 11 – Il Parco della Favorita è il più grande parco urbano d’Italia. 12 – Il Parlamento Siciliano è il parlamento più antico al mondo, insieme a quello Islandese e delle Isole Fare Oer. Nel 1130 Re Ruggero ne convoca la prima assise. 13 – Palermo fu la prima città al Mondo ad avere ben due teatri lirici. 14 – La Palazzina Cinese è l’unico edificio in Europa con il medesimo stile architettonico. 15 – I Qanat sono unici in tutta Europa, li possiamo trovare solo ed unicamente in Iran e Siria. 16 – Il soffitto ligneo della Cappella Palatina è considerato il massimo monumento d’arte islamica del pianeta. 17 – Il soffitto ligneo dell’Aula Magna del Palazzo Chiaramonte-Steri è considerato, in Europa, il massimo livello pittorico su legno d’epoca medievale. 18 – La Galleria degli Specchi del Palazzo Valguarnera-Gangi è la massima produzione d’arte barocca-rocaille d’Europa. 19 – Il lampadario di murano del salone da ballo di Palazzo Pietratagliata è il più grande d’Italia 20 – La Villa Giulia è il più antico parco urbano del Mondo aperto anche alla “plebe”. 21 – L’architettura del Castello di Maredolce è unica in Europa e la ritroviamo soltanto nei paesi del Maghreb. 22 – La Necropoli Punica di Palermo è la più estesa del mondo punico. 23 – L’Abisso della Pietra Selvaggia, grotta carsica verticale sul monte Pellegrino, è la più estesa del Sud Italia. 24 – I graffiti delle Grotte dell’Addaura sono considerate un unicum nell’arte rupestre preistorica. 25 – Il Trionfo della Morte, oggi a Palazzo Abatellis, ispirò Picasso per la Guernica. 26 – Il trittico del Mabuse a Palazzo Abatellis è considerato uno dei massimi esempi d’arte fiamminga al Mondo. 27 – Giacomo Serpotta fu il più grande stuccatore di tutti i tempi. 28 – Il ciclo pittorico del salone di Villa Igiea di Ettore de Maria Bergler è considerato uno dei massimi esempi d’arte Liberty al Mondo. 29 – Non esistono altri esempi al mondo dei graffiti ritrovati nel Palazzo della Santa Inquisizione. 30 – La Cisterna d’Acqua nei sotterranei del palazzo Marchese è stata identificata da studiosi provenienti da Gerusalemme come il più antico e più grande bagno rituale ebraico d’Europa. 31 – Nell’osservatorio Astronomico di Palermo Giuseppe Piazzi scoprì una classe di asteroidi, chiamando il primo da lui scoperto come Cerere, adesso classificato come pianeta nano. Verrà visitato nel 2015 dalla sonda Dawn della Nasa. Inoltre nel medesimo osservatorio l’astronomo collaborò con il Piazzi alla stesura dei primissimi cataloghi stellari, e scoprì l’ammasso globulare NGC 6541, e diede il nome alle due principali stelle della costellazione del Delfino. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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Segnalazione
07 feb 2017

IL CASSARO, lo specchio della città

di belfagor

Il “Cassaro” così chiamato dagli arabi (al-qasr  significa, il castello o la fortificata) subito dopo la conquista di Palermo nell’ 803  è la strada più antica di Palermo. La strada venne tracciata con la creazione stessa della città da parte dei Fenici, e ne  tagliava in due parti l'agglomerato  cittadino. Era in pratica il fulcro della città e, in linea retta, rappresentava la strada di collegamento tra il palazzo dei sovrani che era posto nella parte più alta, dove attualmente si trova Palazzo dei Normanni  e il mare.Oggi è  lunga poco più di un chilometro e mezzo, e in essa troviamo concentrata la storia, non solo architettonica, della città nelle varie epoche e stili: palazzi aristocratici e borghesi, chiese, monasteri e conventi, alberghi, obbrobri architettonici e capolavori inestimabili, piazze, piazzette e logge. Da ovest ad est interseca a spina di pesce altre vie secondarie. La via inizialmente era più corta, infatti allora il mare arrivava più o meno dove la strada si incrocia con Via Roma. In seguito fu prolungata fino all’attuale Piazza Marina. Si trattò certamente dell’intervento più importante al suo tracciato. Tale intervento si ebbe nella seconda metà del cinquecento, periodo in cui la città era diventata la capitale del vice regno spagnolo.  Il progetto, attuato in diverse fasi, prevedeva la rettifica e l'allargamento della strada fino a piazza della Marina. I lavori, voluti dal viceré Garcia di Toledo, iniziarono nel 1567 con una massiccia opera di sventramenti, avvenuta in due fasi, per raggiungere Piazza Marina. Lo sviluppo di questa "strada nuova", fu supportata attivamente dalla nobiltà palermitana che non solo contribuì alla realizzazione, ma creò anche spazi nuovi, come l'apertura di Piazza Aragona  (l’attuale Piazza Bologni) e Piazza Pretoria  Nel 1581 l'originale progetto fu totalmente stravolto dal viceré Marcantonio Colonna che prolungò la strada dalla Chiesa di Santa Maria di Portosalvo fino alla Strada Colonna, l’attuale Foro Italico, che lo stesso vicerè aveva costruito l’anno prima e che correva fuori dalle mura lungo la spiaggia. Alla fine del prolungamento,  il vicerè cominciò a far costruire una nuova porta , che fu chiamata Porta Felice, in onore della moglie del vicerè, donna Felice Orsini.  Quest’ultimo tratto fu soprannominato “Cassaro morto” perché , per molto tempo fu poco frequentato di giorno ma, al calare della sera, si “animava” di donne che offrivano le loro “prestazioni ” ai loro ipocriti clienti . Tali “belle di notte” in considerazione del luogo dove svolgevano la loro attività vennero  chiamate cassariote. In seguito queste signore furono “sostituite” da dame, più o meno nobili, che di sera, approfittando della scarsa illuminazione della zona,  con la scusa di prendere una”boccata di aria di mare”, insieme a qualche loro “amico”, cominciarono  a frequentare  la zona di Porta Felice con le loro carrozze. Sembra che tali nobili signore non erano particolarmente interessate all’aria salubre o allo stupendo panorama marino  ma, ad altre attività, certamente più divertenti.    Il viaggiatore inglese Patrick Brydone, venuto a Palermo nel 1770 così descrive tali “passeggiate” : “ Il luogo ribocca di vetture e di pedoni. A fine di meglio favorire gli intrighi amorosi è espressamente vietato a chicchessia di portar lume: tutte le torce si spengono a Porta Felice, ove i lacchè attendono il ritorno delle loro padrone.. E l’intera zona resta per un’ ora o due nelle tenebre, a meno che…. le caste corna della luna non vengano a dissiparle” . I soliti maligni interpretarono a loro modo tale poetica affermazione pensando che il viaggiatore inglese,  accennando alle “corna della luna”, si riferisse  alle “corna” dei mariti delle nobildonne che frequentavano la zona,  per prendere “una boccata d’aria marina”. Un altro importante intervento urbanistico fu effettuato nel 600’ quando si decise di costruire una nuova arteria ( Via Maqueda) che si intersecasse con il Cassaro.  Nel luogo dove le due strade si incontravano fu creata  piazza Vigliena detta comunemente I quattro canti posta al centro esatto di quella che era all’epoca la città dentro le mura. Nel pomposo linguaggio di quel periodo, quest’apparato architettonico fu definito “Teatro del sole”, poiché in ogni ora della giornata,  il sole  colpiva sempre  uno dei quattro cantoni. Il Cassaro essendo la strada più importante della città, almeno fino la metà del secolo scorso, fu sempre centro di una particolare attenzione da parte dell’amministrazione comunale . Fu infatti la prima strada ad essere dotata di illuminazione ad olio nel 1745, successivamente a gas, nel 1802. Nel 1887 venne autorizzato l'esercizio di tranvie a trazione elettrica a corrente continua, infatti da piazza Bologni fu inaugurata la prima linea tranviaria elettrica per la Rocca di Monreale. Ma nonostante fosse la strada più  prestigiosa della città, non si salvò dall’annoso problema dell’immondizia e della scarsa manutenzione del manto stradale. Lo scrittore tedesco Goethe a fine Settecento visitò Palermo e  fu colpito dallo splendore della nostra città e dalla…. “munnizza” depositata a bordo delle strade. Nel suo "Viaggio in Italia"  cita un dialogo con un mercante del Cassaro, il quale, alle domande dell’illustre viaggiatore tedesco così rispondeva: «Caro signore, il popolo sa bene che chi dovrebbe occuparsi della nettezza urbana non lo fa e non lo fa per una ragione semplicissima: togliendo la spazzatura si vedrebbero le buche e il pessimo manto stradale e la disonestà degli amministratori». In parole povere la cattiva gestione dei rifiuti serviva a nascondere le pessime condizioni del manto stradale. La strada ha cambiato nome diverse volte. Durante il Medioevo assunse il nome di via Marmorea, parola rimasta nell'uso comune ad indicare la pavimentazione con basole di calcare compatto o “marmo” con cui era pavimentata la strada. Nel tardo cinquecento,  assunse anche il nome di via Toledo in onore del Viceré Garcia de Toledo, uno dei principali artefici della rettifica della strada, ma presto si ritorno al vecchio nome di Cassaro, nome che si mantenne tale fino all'unificazione dell'Italia, quando lo storico nome venne cambiato in corso Vittorio Emanuele II, anche se il vecchio nome viene ancora utilizzato non ufficialmente. La strada, oltre che sede di ogni tipo di potere, da quello politico - religioso a quello civico, era piena di palazzi nobiliari.  Infatti avere il palazzo in questa strada rappresentava il massimo del  prestigio sociale per le varie famiglie nobiliari. Come anche, per i vari ordini religiosi, lo era, aprire chiese o conventi.Visto che non tutti potevano “affacciarsi” sul Cassaro, molti conventi decisero di farsi costruire le "logge" o “vedute”. Erano in genere i monasteri di suore di clausura e tali logge servivano a mantenere un rapporto, almeno visivo, con il mondo esterno senza essere notate. Guardando da dietro le fitte grate della loro “veduta” potevano assistere a tutti gli eventi mondan, politici e religiosi, compreso il “Festino”.  Ammiravano in particolare le corse dei berberi, le carrozzate del carnevale, i vari riti pasquali , il corteo d’ingresso dei Vicerè , le frequenti processioni religiose e le rassegne militari con tanto di cavalieri a cavallo. Ma soprattutto potevano vedere, con occhi nostalgici, lo scorrere del tempo, da osservatrici non sempre distaccati, di una società che li aveva, spesso, segregate e rifiutate. In tali occasioni, non era solo il fasto delle carrozze della nobiltà che li attirava, ma scrutavano i loro parenti, padri, madri, madrigne o  fratelli, che con la loro decisione di rinchiuderle in convento le  avevano private della libertà di decidere della loro vita,  per ubbidire ad una triste realtà sociale. P.S.  E’ triste notare lo stato in cui oggi si trova  tale strada, un tempo cuore pulsante e vanto della città. Il Cassaro è stato e continua ad essere, sotto molti aspetti, lo specchio della società e della politica palermitana. Il degrado della strada, dei suoi palazzi e delle sue chiese, sono il sintomo anche del declino civile e morale, dal dopo guerra ad oggi, della città. Si parla tanto che il futuro della declinante società occidentale ci porterà ad una specie di “decrescita felice”. A Palermo da decenni assistiamo impotenti a questa specie di decrescita, ma forse sarebbe meglio chiamarla  “declino disperato” cioè alla perdita della nostra identità di popolo e di città. Ma, a quanto sembra, alla maggioranza dei cittadini sta bene così!  

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Articolo
26 nov 2014

Piazza Scaffa, riaffiora il vecchio ponte delle Teste Mozze

di Comitato

A piazza Scaffa riaffiora un pezzo di storia della nostra città. Parliamo infatti dei resti ponte delle Teste Mozze, che avevamo documentato qui; oggi grazie ai lavori della nuova tranvia e ai rilievi della Soprintendenza,  c'è la concreta possibilità di poter rendere fruibile questo sito. E non sarebbe male proseguire con la riqualificazione dell'intera piazza, dopo le ultime demolizioni per i lavori tranviari. Riportiamo un articolo del Gds pubblicato in data odierna. (altro…)

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