Articolo
27 feb 2019

Ostaggi di un asfalto da terzo mondo: succede presso il cantiere di via Imera

di Mobilita Palermo

Il tema della manutenzione stradale è una piaga secolare della nostra città. La presenza di cantieri sulle strade non legittima nessuno, che sia il Comune o una ditta privata, a venir meno al ripristino delle pavimentazioni dove giornalmente i cittadini camminano, transitano, vivono. Riportiamo la segnalazione di un cittadino relativamente a via Imera, dove la situazione è disastrosa, oltre che pericolosa. Nessun intervento pubblico può relegare i residenti a simili condizioni. Disconoscendo nel caso specifico il confine tra le responsabilità della RAP e quella di SIS, confidiamo che chi di dovere intervenga quanto prima in questo angolo di "terzo mondo".  In questi giorni la SIS sta asfaltando un tratto per la riapertura della strada e non completa lasciando una strada completamente distrutta... fatta comunicazione alla RAP di ripristino fa orecchio da mercante, mi domando cosa deve fare un cittadino per vivere in un contesto gradevole? Mi auguro che questa mail non rimanga una inutile segnalazione e che si possa arrivare ad una soluzione del problema!!

Leggi tutto    Commenti 4
Articolo
26 ott 2016

Passante Ferroviario | RFI: “L’opera va completata! Ma sicuramente ci saranno dei ritardi”

di Fabio Nicolosi

Siamo stati invitati ad una conferenza "last minute" organizzata da RFI per chiarire la situazione che si è venuta a creare nei giorni scorsi in merito alle dichiarazioni sullo stop dei lavori per il raddoppio del passante ferroviario di Palermo. Alla conferenza erano presenti i responsabili della Direzione Investimenti di RFI - Rete Ferroviaria Italiana, Roberto Pagone (Area SUD) e Filippo Palazzo (Nodo di Palermo) e il responsabile dell'ufficio stampa Renato Granato. I lavori sono al momento completi per il 78% così ripartiti: al 96% i lavori sulla tratta A, dalla stazione Centrale a Notarbartolo al 49% i lavori sulla tratta B, dalla stazione Notarbartolo all'Ex Ems al 86% i lavori sulla tratta C, da Ex Ems a Carini Prima di tutto ci preme sottolineare che l'intenzione di RFI è quella di portare a termine i cantieri nel minor tempo possibile e con i minori disagi possibili, quindi non vi è alcun rischio di un'incompiuta. Abbiamo inoltre finalmente capito come mai si è creato questo enorme polverone. Nella giornata di giovedì scorso vi è stato un incontro tra Sis e i sindacati; incontro dove la sis informava i sindacati di un ampliamento dei licenziamenti. Licenziamenti che sono previsti poiché i lavori, come si può notare dalle percentuali sopra citate sono praticamente in fase conclusiva. All'incontro con i sindacati Sis ha chiarito che non vi era alcun modo di ritrattare quelle che erano le condizioni legate ai licenziamenti. Da qui i sindacati hanno alzato il polverone, che ha di fatto allarmato anche RFI, che tutelandosi ha inviato una intimazione a riprendere i lavori, divenuta perentoria il lunedì successivo. A seguito di un incontro tra Sis ed RFI e dopo un ulteriore incontro in prefettura con i sindacati lo sciopero inizialmente previsto per venerdì è stato revocato. Il 3 novembre ci sarà in Prefettura un tavolo con Rfi, Sis e i sindacati e sarà quello il momento della verità: il consorzio dovrà ribadire di non aver intenzione di abbandonare i cantieri. Anche perché Sis avrebbe solo da rimetterci: se si arrivasse alla rescissione del contratto in danno, Rfi entro un anno affiderebbe i lavori a un’altra impresa con gara, completandoli entro i due successivi, ma poi chiederebbe i danni a Sis, contro cui si costituirebbero come parte civile anche Regione e Comune. Abbiamo letto anche di richieste da parte di Sis per maggiore onerosità e di fatto RFI non ha smentito, ma ha chiarito che le stesse vanno documentate e che loro sono disponibili a pagarle se le stesse verrano accertate da un giudice. Non intendono, anche perché non ne hanno la possibilità per legge, concedere soldi in più per qualcosa che non spetta. "Prima completino l’opera, poi discuteremo di tutto" ha risposto Pagone di RFI. All'incontro si è inoltre discusso sulla situazione di Vicolo Bernava e a tal proposito l'Ing Palazzo ha chiarito che tutte le famiglie sgomberate saranno direttamente contattate da RFI che si occuperà di pagare gli affitti arretrati e delle successive pratiche di esproprio per pubblicità utilità. Sarà un'operazione inizialmente burocraticamente lunga, ma permetterà nel lungo termine di sveltire le procedure e sopratutto di evitare ritardi. E' stato inoltre fissato una tavolo presso l'assessorato ambiente per capire quali sono gli aspetti che la regione vuole chiariti per permettere così di accelerare l'iter per la dichiarazione di pubblicità utilità. Sulla talpa "Marisol" sembra che la ditta abbia già ottenuto la certificazione necessaria e quindi sia tutto pronto per attivare il macchinario, che impiegherà 8 mesi a scavare il tunnel tra Notarbartolo e Belgio. Purtroppo a seguito di queste proteste, assemblee, scioperi e licenziamenti chi riceverà i maggiori disagi sarà l'utente finale e quindi il passeggero. Infatti la riapertura della tratta tra la Stazione Centrale e l'aeroporto inizialmente prevista per dicembre 2016 è slittata a giugno 2017. La data di fine lavori prevista per dicembre 2018, si spera possa essere rispettata, ma tutto dipenderà dall'evoluzione di questi giorni. In ogni caso le ferrovie ritengono che SIS sia stata un'ottima impresa e che abbia svolto come da contratto i lavori e le opere civili e si augurano che possa essere la stessa a completare e quindi terminare i lavori.

Leggi tutto    Commenti 14
Articolo
21 ott 2016

Passante Ferroviario | TUTTI LICENZIATI: A rischio l’opera da 1,2 miliardi di euro?

di Fabio Nicolosi

La notizia è di quelle che ti fanno saltare sulla sedia: si ferma il cantiere per la realizzazione del passante ferroviario, il raddoppio delle linea fino a Punta Raisi, col licenziamento di 250 operai. Ma prima di trarre le conclusioni è necessario analizzare bene la situazione. A lanciare l'allarme sono i sindacati Filca usi, Pillea Cgil e Feneal Uil che ieri hanno incontrato i vertici del consorzio Sis. «Saranno licenziati tutti: 250 operai erano stati mandati a casa a luglio, ma  in quel caso si trattava di veri e propri esuberi perché il lavoro era agli sgoccioli, dunque giustificati dallo stato di avanzamento dei lavori, ora altri 250. Resteranno solo i 30 addetti alla sicurezza, con 110 milioni di opere ancora da eseguire, circa il 20% dei lavori. Il direttore della Sis, l'ing. Massimiliano Colucci, ha di fatto annunciato che il cantiere verrà chiuso poiché l'azienda non è nelle condizioni di andare avanti, perché in "gravi condizioni economiche", si legge in una nota dei sindacati. Sis conferma: «Abbiamo un problema di perdite a dismisura, ma solo per questa commessa. Non siamo in crisi». I rappresentanti dei sindacati hanno scritto al prefetto per aprire con urgenza un tavolo di confronto con Ferrovie, con la Sis, con il Comune: «Chiediamo di essere ascoltati al più presto», Martedì 25 dalle 7 alle 9 si terrà al cantiere della Sis un'assemblea sindacale e saranno discusse le iniziative da prendere. La decisione dell'impresa, ovviamente, viene anche interpretata come un modo per mettere pressione e accendere i fari sulle loro esigenze. Pare che alla richiesta di una revisione contrattuale di un centinaio di milioni Ferrovie abbiano risposto picche. Rfi non si sbilancia. Dall'azienda fanno sapere solamente che si tratta di «una decisione unilaterale, valuteremo l'iniziativa per verificare quali decisioni prendere». In realtà, a dire che cosa sta facendo Rfi ci pensa l'assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pistorio: «Hanno immediatamente attivato un tavolo di gestione di questa crisi, trasmettendo anche le note della Sis all'Anac per verificare eventuali violazioni di obblighi contrattuali». Sostanzialmente, dunque, si ammette che già un carteggio sul tema del cantiere è già intercorso fra impresa e stazione appaltante. «Si tratta di tensioni contrattuali - conferma Pistorio alle quali la Regione è estranea. Abbiamo già erogato le somme, ma nonostante ciò questo contenzioso ha comunque elementi preoccupanti per l'interesse pubblico che ci impongono di intervenire». E' intervenuto anche il sindaco Orlando sulla vicenda dichiarando: «Anche se, formalmente, la vicenda attiene esclusivamente al rapporto fra RFI, ente appaltante, e SIS, impresa esecutrice dei lavori, l'attenzione del Comune è massima e per questo crediamo sia necessario un intervento ai massimi livelli, con un interessamento del Governo nazionale ed in particolare del Ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio». Riportiamo alcuni punti di riflessione e alcune domande che facciamo a noi stessi, per provare a capire meglio: Ma se l'azienda è davvero in crisi come mai i lavori ad oggi non si sono del tutto fermati? Infatti è lo stesso Colucci ad ammettere che i lavori proseguono, seppur con un ritmo diverso da quelli a cui eravamo abituati. La SIS ha solo il compito di realizzare le opere civili, al resto (impiantistica e apparati tecnologici) penseranno altre ditte esterne incaricate direttamente da RFI. Come mai si è comunque montata la grossa talpa meccanica (TBM) che SIS ed RFI pagano a suon di migliaia di euro al giorno come "affitto"? Che ne sarà di tutte quelle persone che sgomberate nella zona di Vicolo Bernava, al momento sono in affitto o in albergo a carico di SIS? Sicuramente ci saranno netti contrasti economici tra Sis ed RFI, ma vista l'importanza strategica e prioritaria dell'opera, ci auguriamo che tutto venga risolto nel minor tempo possibile e nel miglior modo possibile, così da poter annunciare la fine dei lavori per la data prevista e cioè fine 2018. Potrebbero interessarti anche: - Scheda Passante Ferroviario Le dichiarazioni sono estrapolate da articoli di Gds, Repubblica e LaSicilia

Leggi tutto    Commenti 45
Articolo
12 set 2013

Visita al deposito tram“Roccella”: come partecipare

di Antony Passalacqua

In occasione delle manifestazioni della Settimana Europea della Mobilità (16-22 Settembre), Mobilita Palermo ha organizzato per mercoledì 18 Settembre alle ore 15:45 una  visita al Deposito tranviario “Roccella”, dando così l’opportunità poter vedere visionare le vetture del tram e l'intera area del deposito.   (altro…)

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
18 set 2012

Visita al Deposito TRAM “Roccella”: ultimi posti disponibili

di Giulio Di Chiara

Così come anticipato in questo articolo, Mobilita Palermo ha organizzato per venerdì 21 Settembre alle ore 15:00 la visita al Deposito tranviario "Roccella", dando così l'opportunità a TUTTI di poter vedere in anteprima le vetture del tram da vicino oltre che visitare le aree di deposito, pulizia e manutenzione delle vetture. Rinnoviamo l'invito per chi fosse interessato a inviarci un'email a comitato@mobilitapalermo.org con il proprio nome, cognome e recapito telefonico. E' un'occasione unica, difficilmente ripetibile, quindi prendete la palla al balzo. Per coloro che hanno già inviato la propria adesione, basterà attendere nei prossimi giorni la conferma via email con i dettagli della visita.

Leggi tutto    Commenti 3
Articolo
28 giu 2012

Passante e Anello ferroviario appesi a un filo: ecco la situazione

di Giulio Di Chiara

A conferma di quanto avevamo prospettato nelle scorse settimane, la situazione inerente le due opere è in una fase delicata. Così come confermato da un comunicato stampa comunale, l'assessore alla mobilità Giuffrè si è recato a Bruxelles per vagliare la situazione generale, soprattutto in riferimento ai fondi per le due opere. Passante Ferroviario: dopo i pareri positivi da parte della prefettura di Torino e Palermo, l'impresa SIS è stata riabilitata a continuare i lavori. Ha ricevuto la certificazione antimafia ma RFI non ha ancora diffuso un comunicato ufficiale in merito nel quale si evincerà la propria posizione. Il Comune resta alla finestra, tutto sta nelle mani di RFI. Anello ferroviario: allo stato attuale, dopo il contenzioso che ha causato la lievitazione dei costi progettuali di 30 mln di euro, l'opera costerebbe 154 mln. Il rischio qual è? (altro…)

Leggi tutto    Commenti 15
Articolo
10 dic 2011

Tram | Il prato sui binari: siamo ancora in tempo?

di Giulio Di Chiara

Vi prego di pubblicare queste due foto relative alla linea tramviaria di Barcellona in Spagna. A Palermo siamo ancora in tempo per fare realizzare in corso d'opera la modifica al progetto senza costi aggiuntivi (forse addirittura con risparmio di fondi). L'impatto estetico ed ambientale della presenza del prato lungo (altro…)

Leggi tutto    Commenti 23