Articolo
13 feb 2017

E adesso Palermo si guadagni il titolo…

di Andrea Baio

Palermo Capitale Italiana della Cultura, ma la cultura gode di ottima salute? Che sia la spinta a far meglio, e con maggior concretezza, così che questo titolo non rimanga solo un fregio, ma possa costituirsi merito di qui al 2018.   Questa riflessione arriva a mente fredda, sia perché ci sembrava giusto prima gioire tutti insieme della nomina a Capitale Italiana della Cultura, sia perché non vogliamo che adesso l'argomento passi di moda e venga accantonato come un risultato prematuro. Dopo i fallimenti di Palermo Capitale Europea della Cultura 2019 e Palermo Capitale Europea dello Sport, arriva finalmente la soddisfazione di un riconoscimento per la nostra città. Che sia dovuto alla qualità del progetto o al "peso politico" dell'amministrazione Orlando sul piano nazionale, il punto è che adesso bisognerà rimboccarsi le maniche. In che stato è la cultura a Palermo oggi? Sicuramente non gode di ottima salute. Viviamo in una città che produce alcune tra le menti più eccelse d'Italia, forse proprio perché costrette a districarsi in un contesto che non concede loro opportunità, obbligando i giovani a reinventarsi continuamente, imparando, cercando, rafforzando la creatività nella speranza di trovare uno sbocco. Le stesse menti sono poi gettate come carta straccia dopo aver subito ogni genere di umiliazione da questo sistema aberrante che prima li forma, e il giorno dopo li costringe a fare le valigie e partire per altre mete. Nel 2015 più di 13 mila giovani menti hanno lasciato Palermo: un fenomeno migratorio che ormai ha raggiunto le proporzioni di un esodo biblico. Da un'analisi "lucida" sarebbe opportuno prendere questa nomina come uno spunto a far meglio, un'occasione per meritare veramente il titolo di Capitale Italiana della Cultura in una città che sinora la cultura l'ha annientata, come ha annientato tutte le persone che tentavano di supportarla. Palermo è una città in fermento in qualsiasi settore: dal teatro alla musica, dal cinema all'arte e alla letteratura, etc. Viviamo in una città che ha sete di cultura. Sembra quasi che più la città sprofondi in basso, più i talenti vengano fuori in cerca di spazio vitale, coltivando spontaneamente le proprie realtà in antitesi col degrado, l'abbandono e l'ignoranza dilagante. Un grido disperato, un'ultima resistenza che prova a trarre il massimo da un contesto in cui il minimo è all'ordine del giorno. Spesso la politica ha provato ad appropriarsi dei meriti di queste realtà, cavalcando ipocritamente le stesse dopo averle ostacolate (o nel migliore dei casi, mai supportate). Le stesse realtà hanno invece bisogno di un sostegno reale da parte di chi amministra, e della cittadinanza tutta. Sono realtà che affondano nella burocrazia, nelle difficoltà economiche, e che vedono il vuoto attorno quando si tratta di individuare spazi dove poter operare, creare, proliferare. I Cantieri Culturali alla Zisa sono solo uno dei tanti fallimenti della cultura a Palermo. Un potenziale sfruttato allo 0.1%, che potrebbe invece ospitare iniziative culturali di ogni tipo, che potrebbe costituirsi luogo di aggregazione per tutti gli artisti, scrittori, attori e musicisti di questa città, risultando altresì appetibile anche al di fuori del contesto locale. A tutto questo, si va ad aggiungere il paradosso di una sottocultura "ignorante" che monopolizza qualsiasi tipo di iniziativa, di luogo, di finanziamento, tagliando fuori chiunque non appartenga a certe logiche clientelari ed a determinati circoli. Il cancro di una visione "radical-chic" che snobba tutte quelle piccole realtà che quotidianamente con la cultura si sporcano le mani, e che invece risultano molto più autentiche di tutti quei nomi altisonanti che possono solo fregiarsene e agghindarsi di autocompiacimento, senza rendersi conto di essere afflitti da una limitatezza provinciale disarmante che è in perfetta antitesi con il concetto di cultura stesso. Speriamo che il tempo di questi giochetti sia quindi finito, e che da oggi possa iniziare una nuova parentesi positiva per la nostra città. Speriamo che Capitale Italiana della Cultura non significhi solo far piovere soldi su realtà ultra-consolidate come il Teatro Massimo - ad esempio - ma che vada a supportare tutte le realtà di cui sopra, che poi sono quelle che hanno bisogno della maggiore spinta. La cultura di Palermo sono le persone che ne fanno parte: non dimentichiamoci di questo, o sprofonderemo nuovamente nella retorica politica senza che nulla cambi. La cultura non è una bandiera da sventolare all'occorrenza, non è un prodotto usa e getta, è il pilastro fondamentale su cui poggia la rinascita di questa città. Auguri a tutto noi, e speriamo che sia la volta buona.

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Articolo
05 mag 2016

ForSe dell’ordine: doppiopesismo e controllo del territorio a Palermo

di Andrea Baio

Questo che vedete in foto è il comandante della Polizia Municipale di Palermo Vincenzo Messina, colto in sosta irregolare in piazza Virgilio. La foto sta facendo velocemente il giro del web, e non è neanche la prima volta che il caro comandante viene beccato in situazioni imbarazzanti. Ricordiamo infatti che l'anno scorso fu pizzicato mentre posteggiava la propria auto in divieto in piazza Castelnuovo. foto di Vincenzo Marannano Il problema non è di certo nuovo. In questi anni abbiamo ricevuto continue segnalazioni da parte degli utenti e denunciato numerosi casi di agenti della Polizia Municipale che non rispettano il codice della strada. Forse il più eclatante è stato quello del poliziotto beccato per ben due volte senza casco in scooter. Per non parlare delle auto in sosta vietata, sui marciapiedi, etc. sino ad arrivare all'episodio vergognoso della settimana scorsa, quando durante un convegno sulla legalità le auto blu dei soliti noti hanno allegramente decorato i marciapiedi di via Roma, senza pudore alcuno nei confronti dei cittadini. Ovviamente per loro niente multe.   Ricordiamo infine il degradante episodio dell'agente di municipale fuori servizio  che tiene in ostaggio un intero autobus per inveire contro l'autista di un bus, abusando del proprio potere. Sia chiaro, nessuno qui vuole distribuire patenti di verginità. Probabilmente ciascuno dei lettori, compreso il sottoscritto, avrà parcheggiato irregolarmente almeno una volta nella propria vita. La gravità dell'episodio in questo caso deriva dalla carica che riveste colui che compie l'infrazione. C'è una seria questione di credibilità delle forze dell'ordine a Palermo. Gesti come questo ricordano continuamente al cittadino che non ci si può fidare di chi dovrebbe garantirci: l'atavico problema di "chi controlla il controllore?". Come può il cittadino accettare di essere controllato da persone che per prime non credono alla responsabilità che deriva dal proprio ruolo? Come si può pretendere di attribuire credibilità a gente che riveste una carica del genere, non per vocazione o merito, ma per nomina politica? Come può un palermitano accettare la multa, quando i primi a infrangere le regole sono proprio i vigili? Giustamente poi, quegli agenti della municipale che fanno bene il proprio lavoro si sentono demoralizzati e danneggiati dal comportamento dei propri colleghi. Ma se persino il comandante, ovvero colui che dovrebbe dirigere il corpo della Municipale e dare l'esempio, dimostra di fottersene delle regole, allora tutto il sistema crolla. Su Vincenzo Messina ci siamo espressi in molti dei nostri articoli, ma non è mai troppo tardi per chiedere nuovamente le dimissioni. In questi anni ha dato prova di voler continuare la triste tradizione dei suoi predecessori, lasciando un'imbarazzante scia di "non pervenuto" a seguito del proprio incarico. Vogliamo anche ricordare i continui (e a nostro avviso immotivati) elogi al corpo della Municipale, e al comandante stesso, da parte del sindaco Orlando, che spesso ha additato tutti i problemi di Palermo all'inciviltà dei cittadini. Tra le chicche in questione è il caso di menzionare le dichiarazioni in merito al fenomeno dilagante dei posteggiatori abusivi, sui quali Orlando si è espresso chiaramente dando la colpa ai cittadini che pagano. Ma se da un lato il cittadino è disposto a non pagare, e dall'altro lo si lascia solo a subire tutti i rischi del caso - dato che la polizia se ne frega - come si fa a non considerare una dichiarazione del genere estremamente ipocrita? Ok, sarà pur vero: buona parte dei problemi di questa città derivano dai suoi abitanti. C'è un MA grosso quanto una casa però, perché  impostata in questo modo sembra più un'abile mossa per svincolare l'amministrazione dalle proprie responsabilità. Se è vero infatti che da un lato i cittadini sono ineducati, dall'altro si sta invece ignorando un serio problema di inadeguatezza delle forze dell'ordine, che hanno lasciato ai cittadini un territorio allo sbando, dove ognuno fa quello che vuole senza pagarne le conseguenze. Quello che si verifica sotto gli occhi di tutti ogni giorno, è un pericoloso doppiopesismo che sta cominciando a stancare la gente: chi si becca una multa difficilmente sopporta la vista di un vigile (o ancora peggio di un comandante) che fa quello che gli pare, perché - giustamente - risulta come un abuso vero e proprio. Così come non vorremmo essere nei panni del prossimo vigile che eleverà un verbale, per sentirsi dire dal palermitano "i primi cornuti siete voi". Onestamente, come dovrebbe rispondere? L'anarchia per le strade di Palermo è un'equazione complessa, che da un lato vede l'inciviltà dei cittadini, ma dall'altro le politiche fallimentari dell'amministrazione comunale e della Regione in fatto di mobilità, tra le quali ricordiamo: - Il fallimento della ZTL; - Una condizione pietosa delle strade e della segnaletica orizzontale; - L'insufficienza e inefficienza del trasporto pubblico locale; - L'insufficienza di controlli sul territorio; - Un piano parcheggi che non decolla affatto, e dal quale continueranno a dipendere molte delle infrazioni che si verificano in città (troppe auto + pochi parcheggi+ assenza di alternative = sosta selvaggia); - Una propaganda ridicola volta a trasformare gli interventi ordinari in "straordinari", spacciandoli quasi per un risultato politico (ad es. la manutenzione di viale Regione Siciliana); Fino a quando si continuerà a nascondere l'immondizia sotto il tappeto, l'amministrazione potrà pure continuare a rilasciare dichiarazioni entuasiaste, buone forse a riempire le colonnine dei giornali, ma scarse nel convincere l'opinione pubblica sulla bontà del proprio operato. I pm10 stanno sempre lì, le auto in doppia e tripla fila pure, gli abusivi regnano sovrani, e chi più ne ha più ne metta. Chi Palermo la vive ogni giorno, si accorge di quello che accade, e non può non tenerne conto. Esortiamo nuovamente ad evitare chiacchiere inutili quindi, e a passare ad una politica del FARE, libera da fronzoli e retorica spiccia. Sarebbe un bel modo di invertire la rotta se il sindaco assumesse per una volta tanto una posizione autoritaria e di condanna nei confronti di questo gesto poco edificante da parte del comandante Messina. Questa foto in copertina dovrebbe essere sufficiente ad "arricuogghisi a facci cu cucchiaino e irisi ad ammucciari". L'ennesima triste pagina di una città che non ha più molto da dire. EDIT: per dovere di cronaca, riportiamo il comunicato del comandante Messina in merito alla questione In merito all'episodio che mi ha visto protagonista di una disattenzione con la sosta della mia vettura privata in una zona vietata, non intendo trovare giustificazioni per tale fatto, dovuto appunto ad una disattenzione. Con la stessa schiettezza con la quale in un precedente caso ho spiegato le ragioni di servizio che mi avevano indotto a sostare per un intervento repentino, stavolta non posso che manifestare il mio sincero rammarico per quanto accaduto e le mie scuse alla città e soprattutto ai tanti agenti della Polizia Municipale impegnati quotidianamente per la repressione di comportamenti non corretti. Mi auguro che da parte dei cittadini e degli operatori dell'informazione, un comportamento certamente censurabile del comandante non venga inteso come motivo per attaccare un intero Corpo di Polizia impegnato quotidianamente su tantissimo fronti accanto ai cittadini, con risultati tangibili e visibili che nessuno può oscurare.  Foto in copertina di BlogSicilia

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