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03 mar 2018

La bufala di Orlando e dei 3 milioni di metri cubi d’acqua sprecati…

di Fabio Nicolosi

Siamo ormai agli sgoccioli della campagna elettorale per le prossime elezioni nazionali e sappiamo che si fa a gara a chi la spara piú grossa.... Vi starete chiedendo e cosa c'entra? Martedì nella nostra casella di posta elettronica arriva il seguente comunicato stampa: "Non può che lasciare perplessi, per tempistica e modalità, la scelta comunicata stamattina dal Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti di avviare uno svuotamento parziale (circa 3 milioni di metri cubi) della diga Rosamarina. Fermo restando che dopo anni di inattività è certamente ora che si avvi una seria manutenzione e pulizia di tutti gli invasi, non si capisce perché proprio ora, mentre le piogge non sono certamente finite, vi sia l'urgenza, con un provvedimento estemporaneo, di "ripristinare una sufficiente qualità", quando già da tempo l'AMAP si è attrezzata per il trattamento e la potabilizzazione dell'acqua di quell'invaso. Ancora siamo costretti a ribadire che, volutamente o inconsciamente, gli Uffici della Regione rischiano di operare scelte che aumentano la crisi invece che facilitarne la soluzione. Un dubbio ancora più forte quanto tali scelte apparentemente tecniche rischiano di condizionare quelle politiche e quelle che vorrà e potrà fare il Commissario straordinario di prossima nomina. Al Governo Regionale e a quello Nazionale chiediamo un urgentissimo intervento per evitare che la Regione sia ancora una volta protagonista di scelte che in futuro saranno additate come esempio di incapacità gestionale, se non peggio." Con queste parole Leoluca Orlando commenta la nota con cui il Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti ha comunicato oggi che da domani inizierà un parziale svuotamento della diga Rosamarina per 24/36 ore per circa 20 metri cubi al secondo. Si allega la nota del Dipartimento Regionale. Fortunatamente al comunicato stampa veniva allegata la nota del Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti che per correttezza alleghiamo... Se avete fatto attenzione, nella nota non vi è alcun riferimento alle cifre citate nel comunicato stampa diramato da Orlando, frutto di calcoli effettuati da chi non ha la minima idea di cosa si andrà a fare... E allora è giusto spiegare cos'è una cacciata di uno scarico di fondo e perchè si effettua. In un serbatoio (il famoso invaso che si forma a monte di una diga) può porsi il problema di dover intervenire per recuperare parte della capacità persa o per allontanare i sedimenti dalle opere di presa e di scarico. A tale scopo possono utilizzarsi le tecniche di flushing, dragaggio, sifonamento ed escavazione meccanica. La, già citata, tecnica del flushing consiste nel rimuovere i sedimenti utilizzando una corrente idrica, solitamente indotta con la stessa acqua del serbatoio aprendo gli scarichi di fondo. Il metodo può essere impiegato per recuperare la capacità interrita oppure solo per allontanare i sedimenti depositati in prossimità degli scarichi di fondo e delle opere di presa; in quest’ultimo caso, l’operazione prende generalmente il nome di spurgo o cacciata. Ricordiamo che lo scarico di fondo è un organo di manovra di una diga, costituito da una o più paratie (paratoie), le quali fungono da scarico dell'invaso. Posto in prossimità del fondo dell'invaso, è utile per il dissabbiamento dell'invaso e per la regolazione di emergenza della diga. Comunemente possono essere (a seconda del carico di acqua da sostenere) piane o a settore circolare, comunemente con sistemi di tenuta a gomma o a lamierino, sostenuti da apparati striscianti per l'apertura. La gravità sta quindi nell'aver immesso in rete notizie non vere o parzialmente vere. Certo, non è da tutti conoscere queste "tecniche", ma perchè prima di sparare la ca***ta non chiedeva a qualcuno più esperto? Quello che ci ha fatto saltare sulla sedia, è che tale comunicato stampa è stato ripreso anche dalla pagina Facebook di AMAP. Speriamo si sia trattato di un grosso abbaglio, ma ci aspettiamo quantomeno le dovute rettifiche... Ah dimenticavamo... Diga Rosamarina: immagini di quello che è stato descritto sui media come ‘svuotamento parziale dell’invaso’ perdita di 3 milioni di mc ed esempio di ‘incapacità gestionale’ della regione. Si tratta in realtà di spurgo della fanghiglia di fondo; in tre ore scaricati solo 0.09 milioni di mc di acqua e fango e salvaguardati gli scarichi di fondo per la sicurezza della diga. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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01 mar 2018

La pioggia allontana la turnazione idrica ma i problemi infrastrutturali permangono

di Fabio Nicolosi

Le piogge delle ultime settimane hanno fatto tirare un grosso sospiro di sollievo ad AMAP e a tutti gli enti pubblici, comune di Palermo compreso, che hanno visto gli invasi tornare a riempirsi e a rifocillarsi di acqua. Ricostruiamo quindi grazie ai dati forniti da AMAP e all'Osservatorio sulle Acque l'andamento dei nostri bacini. Ci occuperemo dei quattro invasi che servono la città di Palermo: Invaso Volume attuale (m3) Quota Ultimo Rilevamento Piana degli Albanesi 2.800.000 609,00 s.l.m. 01/01/2018 Poma 11.640.000 193,60 s.l.m. 01/01/2018 Scanzano 1.860.000 520,00 s.l.m. 01/01/2018 Rosamarina 19.390.000 168,50 s.l.m. 01/01/2018 Invaso Volume attuale (m3) Quota Ultimo Rilevamento Piana degli Albanesi 2.330.000 609,00 s.l.m. 01/02/2018 Poma 11.280.000 193,60 s.l.m. 01/02/2018 Scanzano 1.970.000 520,00 s.l.m. 01/02/2018 Rosamarina 16.910.000 168,50 s.l.m. 01/02/2018 Invaso Volume attuale (m3) Quota Ultimo Rilevamento Piana degli Albanesi 7.533.000 609,00 s.l.m. 27/02/2018 Poma 28.660.000 193,60 s.l.m. 27/02/2018 Scanzano 7.933.000 520,00 s.l.m. 27/02/2018 Rosamarina 32.520.000 168,50 s.l.m. 27/02/2018 Come possiamo notare la situazione al 1 Gennaio 2018 era drammatica, con invasi praticamente vuoti. La situazione vista l'assenza di pioggia ma una continua richiesta da parte dell'utenza è peggiorata ancora al 1 Febbraio 2018. Oggi invece i nostri invasi hanno raggiunto dati molto simili a quelli ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno. La pioggia fortunatamente non è ancora terminata, ma sopratutto sappiamo che di acqua ai nostri invasi ne arriverà ancora nei prossimi giorni. Lo stato di calamità per siccità ed emergenza rifiuti intanto è stato concesso dal governo nazionale e quindi nei prossimi mesi ci aspettiamo importanti lavori alle infrastrutture. Ecco la lista degli interventi proposti: bypass dell'acquedotto di Scillato, per il rifacimento del tratto di acquedotto danneggiato dalla frana del 2002, un intervento già previsto nel Patto per la Sicilia, costo 4 milioni 880 mila euro, con la partecipazione di fondi Amap; il ripristino dell'esistente condotta per il parziale vettoriamento delle acque di Presidiana di Cefalu, per l'abbattimento dei sali, costi a carico dell'Amap; impianto di dissalazione alimentato con acqua di Presidiana; nuovi e moderni impianti di dissalazione a Trapani e Palermo, che “permettano di affrontare anche eventuali futuri scenari di crisi conseguenti ai cambiamenti climatici in atto”; utilizzo di pozzi privati resi disponibili dai proprietari; uso di ulteriori pozzi in prossimità di esistenti condotte di adduzione; Oltre il 45% dell’acqua immessa in rete si perde, mentre nel 2006 era il 35%. Gli invasi sono in buona parte inutilizzabili per mancanza di collaudi e manutenzione, una situazione fotografata già nel 2002 dall'allora presidente della Regione e che è rimasta invariata dopo 15 anni. Impressionante non solo l’elenco, ma anche il dettaglio, diga per diga, della quantità d’acqua che potrebbe ma non può esservi contenuta. E allora cominciamo: Diga di Ancipa. Manca il piano di risanamento, e di conseguenza se il volume di serbatoio è di 21,1 milioni di mc.la diga può contenerne solo meno della metà. E poi dicono che gli abitanti e le campagne delle province di Enna e di Caltanissetta sono alla sete. Attenzione: i lavori di questa diga sono iniziati nel 1949, e sono stati fatti così male che l’invaso è pieno di crepe. Appena il livello raggiunge poco più di 10 milioni di mc le paratie vengono aperte e l’acqua dirottata verso il mare! Diga di Blufi. Lavori sospesi per contrasti tra committenza e impresa appaltatrice. Ad una commissione della regione (di questa regione!) è affidato il compito di dirimere il contrasto o di indire una nuova gara. Il progetto prevede una capacità di ben 22 milioni di mc. Diga di Pietrarossa. Volume di serbatoio 48,5 milioni di mc. ma non è stata mai ultimata, anzi sottoposta a sequestro nel 1997 per colossali dissesti che potrebbero ripetersi senza una preventiva sistemazione della spalla-sponda destra della diga. Diga di Gibbesi. Invaso mai utilizzato ed anzi sequestrato per l’alta salinità delle acque da utilizzare quindi solo per alcune coltivazioni o per uso potabile ma con annesso impianto di dissalazione (7 milioni di euro solo per il completamento di quest’opera). Ottenuto il dissequestro, il completamento dell’opera è stato assegnato al consorzio di bonifica 5 di Gela. Le acque dell’invaso (portata: 6,5 milioni di mc.) consentirebbero l’irrigazione di 2.600 ettari di alcuni comuni della provincia di Caltanissetta, Gela compresa. Diga di Villarosa. Inutilizzabile, per ora. Vi confluiscono acque di scarico delle fognature dell’omonimo paese, nel nisseno. Non si sa, letteralmente, che cosa fare. E’ costata milioni e milioni di euro. Diga di Furore. Come per la diga di Blufi: lavori sospesi per contrasti tra regione-committante e impresa appaltante. Portata di 7,8 milioni di mc. dei quali solo 1,87 autorizzati, con evidente, colossale spreco. Diga di Olivo. Volume effettivo 15 milioni di mc. capacità consentita meno della metà: 7,25. Diga di Disueri. Volume effettivo 23,6 milioni di mc. capacità autorizzata 4,5! Mancato impiego di quasi 20 milioni di mc. Diga di Garcia. Questa, più delle altre, ha una lunga storia di lotte contadine e di clamorose proteste, tra cui un lungo digiuno dello scomparso sociologo Danilo Dolci. Bene, la capacità effettiva di questo invaso è di 80 (ottanta) milioni di mc. ma il volume concesso è di 60 milioni, con un mancato utilizzo di 20 milioni di mc. 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12 gen 2018

A.A.A. Cercasi acqua. Il comune corre ai ripari per evitare la turnazione idrica

di Fabio Nicolosi

"Siamo ufficialmente in crisi idrica" Ad affermarlo è Maria Prestigiacomo, presidente di Amap Palermo in un'intervista rilasciata al TGR. In realtà, seppure non ufficialmente, lo siamo già da circa sei mesi. Infatti la situazione idrica del comprensorio palermitano è molto preoccupante. Questi sono i livelli degli invasi gestiti da AMAP: Invaso Volume attuale (m3) Percentuale Quota Ultimo Rilevamento Piana degli Albanesi 2.827.000 10,67 % 609,00 s.l.m. 11/01/2018 Poma 9.544.000 15,54 % 193,60 s.l.m. 11/01/2018 Scanzano 1.730.000 15,22 % 520,00 s.l.m. 11/01/2018 Rosamarina 21.090.000 21,79 % 168,50 s.l.m. 11/01/2018 Basti pensare che l’invaso è una struttura artificiale, che ha lo scopo di contenere una notevole massa d’acqua, allo scopo di poterne disporre per uso civile, industriale e agricolo. Ma l'invaso acquisisce gran parte del suo volume da acqua che giunge da fiumi o da acque che filtrando nel terreno o piovendo si accumulano. La scarsità delle piogge ha di fatto annullato l'accumulo di ulteriori volumi d'acqua. L' acqua dagli invasi viene mandata ai serbatoi che smistano alle sottoreti della città. Palermo è dotata di 6 serbatoi che forniscono acqua a 17 sottoreti a servizio degli utenti. Ma se da un lato l'acqua non giunge all'invaso, dall'altra la richiesta degli utenti è sempre stata costante. Ecco quindi che AMAP, ente gestore dell'ATO 1 che comprende i comuni di Alia, Alimena, Aliminusa, Altavilla Milicia, Balestrate, Blufi, Bolognetta, Bompietro, Caccamo, Campofelice di Fitalia, Camporeale, Capaci, Carini, Casteldaccia, Cefalà Diana, Chiusa Sclafani, Ficarazzi, Isola delle Femmine, Lascari, Lercara Friddi, Marineo, Montemaggiore Belsito, Partinico, Piana degli Albanesi, San Cipirello, San Giuseppe Jato, San Mauro Castelverde, Santa Cristina Gela, Santa Flavia, Sciara, Torrette, Trappeto, Villabate è costretta a ricorrere a soluzioni tampone. Tra di esse vi è la riattivazione di alcuni pozzi idrici requisiti nel 2001, con sei pozzi da affittare che garantiscono una portata di 200 l/s e la riattivazione della condotta di sollevamento dell'acqua di Presidiana (anche se in deroga perché trattasi di acque salate). Soluzioni tampone che hanno il solo scampo di tamponare la grossa emergenza. La presidente Prestigiacomo ha invitato tutta la cittadinanza ad iniziare ad attrezzarsi con motorini dell'acqua e serbatoio per aumentare le scorte idriche perché continuando di questo passo la turnazione sarà inevitabile. Ma in che modo possiamo risparmiare acqua ed evitare gli sprechi? Ecco 15 modi per risparmiare acqua in casa: Controllate che tutti i rubinetti e i tubi della vostra casa non abbiano perdite. Infatti anche una piccola goccia che fuoriesce da una rondella può arrivare a far sprecare 20 litri di acqua al giorno. Immaginate quanta acqua potrebbe essere sprecata nel caso di perdite più grandi. Una corretta manutenzione dei rubinetti di casa fa risparmiare acqua e denaro. Il WC non è un posacenere o ancor peggio un cestino! Ogni volta che buttate mozziconi di sigaretta, carta igienica non biodegradabile, fazzoletti di carta o altra spazzatura nel water, vengono sprecati di norma dai 5 ai 7 lt di acqua per il deflusso. Controllate periodicamente che non ci siano perdite nel WC. Una prova molto semplice da fare anche da soli è quella di versare nella cassetta del water, la sera prima di andare a dormire, una boccetta di colorante alimentare (non tossico e di facile smaltimento). La colorazione delle pareti del water, o dell'acqua sul fondo segnalerà una eventuale perdita. Per verificare che non ci siano perdite, un'altra soluzione è quella di leggere il contatore dell’acqua ad esempio prima di andare a dormire la sera e una volta svegli la mattina. Se il contatore non riporta la stessa cifra della lettura precedente, allora vuol dire che c’è una perdita di acqua. Per un risparmio idrico dell’acqua anche sotto la doccia cercate di fare docce brevi (è sottointeso che la doccia consuma meno che il bagno), evitate temperature alte e non lasciate aperto il rubinetto mentre vi insaponate. Infatti in media per ogni doccia si consumano dai 5 ai 10 lt di acqua al minuto. Installate delle docce areate (ma anche in tutti i rubinetti della casa) ovvero con un sistema che permette di mescolare aria con l'acqua aumentandone il getto, dunque rendendolo più potente, ma diminuendo allo stesso tempo il consumo. Lo sciacquone del water consuma in media ad ogni getto all’incirca 10lt di acqua. In realtà non è pero necessario utilizzarla tutta ogni volta che si tira la catena. Per ridurne dunque il consumo basta regolare il galleggiante interno, ma per questo dovreste chiamare un esperto. Mentre un ottimo rimedio fai da te per interrompere il flusso e fare uscire solo l’acqua necessaria ogni qual volta che utilizziamo lo sciacquone, è quello di mettere nel serbatoio una bottiglia di plastica riempita d’acqua e con qualche sassolino, che limiterà automaticamente il getto. Un’altra soluzione, è il Sacchetto Salva H2O, brevetto del noto inventore emiliano Alessandro Guccini, che una volta inserito nello sciacquone ne interrompe il flusso consentendo un risparmio di circa un litro d'acqua ad ogni scarico. Un suggerimento, soprattutto per chi è in fase di ristrutturazione del bagno, è quello di sostituire sciacquoni di vecchia generazione con quelli a “basso flusso” o a “flusso differenziato” che utilizzano per ogni scarico all’incirca 2lt di acqua con un risparmio altamente maggiore. Per avere acqua calda in modo più veloce, senza dover far scorrere a lungo la doccia o i rubinetti, isolate le tubature con della schiuma apposita. Chiudete sempre l’acqua mentre vi lavate i denti. Ma ancora meglio è bagnare lo spazzolino e riempire un bicchiere d’acqua per il risciacquo della bocca. Quando vi fate la barba, riempite il lavandino con un paio di cm di acqua e risciacquatevi dentro il rasoio. Non è necessario passarlo ogni volta sotto il getto dell’acqua corrente. Questo vi permetterà di risparmiare acqua facendovi la barba in modo intelligente. Per un risparmio energetico ed idrico in casa usate sempre lavastoviglie e lavatrice solo a pieno carico, durante le ore serali, nei giorni festivi, a basse temperature e optate per il lavaggio “eco” o rapido. Assicuratevi che siano in Classe A++ ovvero con il marchio Energy Star di efficienza energetica. Infatti i nuovi modelli di lavastoviglie e lavatrice con questo marchio permettono di risparmiare il 50% sia di elettricità sia di acqua in meno. Minimizzate o ancor meglio evitate l'uso del trita rifiuti o dissipatore rifiuti da lavello. Infatti questo per funzionare correttamente richiede l’uso di molta acqua e inoltre aumenta notevolmente il volume dei rifiuti negli scarichi, il che oltre a problemi di manutenzione porta ad enormi problemi ambientali. Per ridurre i rifiuti organici in modo consapevole ed eco-sostenibile meglio optare per il compost domestico. Evitate il lavaggio a mano dei piatti, ma se proprio dovete, almeno non lasciate scorrere l’acqua in abbondanza mentre li insaponate. Usate detersivi ecologici o ancor meglio detersivi per i piatti fai da te. Quando lavate le verdure, chiudete il rubinetto! Meglio riempire una ciotola o il lavabo con dell’acqua e con un po’ dibicarbonato, ottimo rimedio per disinfettare la frutta e la verdura. Invece di far scorrere in abbondanza l’acqua potabile (soprattutto d’estate) da bere e dunque sprecarla inutilmente, per averla fresca, tenetene sempre una bottiglia in frigo. 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Articolo
16 nov 2017

AMAP | A Palermo scongiurata la turnazione idrica

di Mobilita Palermo

A Palermo l'erogazione dell'acqua non subirà turnazione. È quanto è stato deciso durante un tavolo tecnico tenutosi ieri presso il Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti. A far scongiurare l'ipotesi della turnazione idrica, oltre alle recenti piogge, i provvedimenti posti in essere dall'AMAP. L'Azienda acquedotti, infatti, sta lavorando su due fronti: il riallaccio verso la rete cittadina della sorgente Presidiana - che porterà in città tra 200 e 250 litri d'acqua al secondo – e l'attivazione di una nuova pompa per potenziare il collegamento fra la diga Rosamarina e la condotta di Risalaimi. Il Sindaco, Leoluca Orlando esprime "apprezzamento nei confronti dell'Amap per il lavoro che sta realizzando per fronteggiare l'emergenza idrica e per creare, al contempo, una situazione strutturalmente più stabile. Inoltre, l'Amministrazione comunale, forte del ruolo di area vasta giocato dall'Azienda Amap, intende interloquire con il nuovo governo regionale per gettare le basi per interventi di tipo strutturale che scongiurino in modo definitivo l'emergenza idrica". Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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Segnalazione
19 lug 2017

L‘eterna crisi idrica a Palermo, ma la colpa è solo delle scarse precipitazioni?

di belfagor

Tra i tanti problemi della nostra “ felicissima” città forse uno dei più importanti e certamente l’acqua. Cerco di riassumere il problema e se qualcosa  non è corretta spero che, come disse Giovanni Paolo II  “mi corriggerete”. Fino agli anni 70 l’acqua arrivava tutti i giorni, anche se per alcune ore, in quasi  tutta la città. Alla fine degli anni 70, a causa delle scarse precipitazioni e delle gravi perdite della rete idrica cittadina, la giunta Orlando decise che l’acqua doveva essere erogata a  giorni alterni . Si disse che era una decisione  momentanea, dolorosa, ma necessaria. Infatti i  vecchi tubi non erano in grado di sopportare aumenti di pressione perciò molti quartieri periferici, soprattutto quelli a nord della città, non potevano ricevere l’acqua a causa dei frequenti  guasti e rotture dei vecchi tubi. I cittadini palermitani e i vari condomini cominciarono a installare recipienti e  cisterne. I turni d’erogazione dell’acqua condizionarono la nostra vita.. Spesso l’acqua arrivava in piena notte e il rumore dei motorini accesi e delle lavatrici in funzione  divennero il sottofondo delle nostri sonni . I bidoni e i contenitori d’acqua divennero elementi fondamentali della nostra vita.  Comparvero le autobotti e i grandi contenitori d’acqua nelle zone critiche della città. E quando saltava un turno erano guai.  Scoppiavano proteste e blocchi stradali . La pulizia e l’igiene personale diventarono  un lusso . Si iniziarono i lavori per il rifacimento di tale rete idrica. Nel 2002 AMAP  completò  tali  lavori in gran parte della città  In un comunicato dell’AMAP si  annunciava :“Nel corso del 2002 l’AMAP ha completato i lavori per il rifacimento della rete di distribuzione delle zone più densamente popolate della città, dove risiede il 60% della popolazione complessiva e dove – al contempo – le perdite delle vecchie tubazioni (ora completamente abbandonate) superavano in alcuni punti il 50% del flusso immesso. L’intervento, inserito in un più vasto programma di investimenti per il potenziamento del S.I.I. cofinanziato dall’Unione Europea, ha comportato la realizzazione di sei nuove sottoreti e di un sistema di telecontrollo.” Effettivamente l’acqua tornò, dopo anni di razionamento e di  turni alterni,  ad essere erogata tutti i giorni. Si disse allora  che, grazie a tale rifacimento, che aveva ridotto drasticamente le perdite delle vecchie tubazioni , e all’utilizzo dell’acqua dell’invaso Rosamarina tramite due derivazioni , il problema dell’acqua era finalmente risolto. Palermo era finalmente una città normale senza più problemi di razionamento e  di turni d’acqua. Vennero dismessi recipienti e cisterne e i bidoni e le autobotti furono un triste ricordo. Purtroppo non è stato così. Dopo alcuni anni in cui la situazione era tornata alla normalità , l’acqua disponibile invece di aumentare  “ stranamente” cominciò a diminuire. Sono ricominciati i guasti e le interruzioni dell’erogazione dell’acqua in alcune zone della città , guasti e interruzioni che divennero, col passare del tempo, sempre più frequenti. Perché? I motivi sono diversi . C’è il problema della manutenzione della Invaso Rosamarina. Tale diga è "un invaso pluriennale", cioè viene usato come deposito di riserva idrica. Ciò significa che l’acqua”grezza” tende a sedimentare , perciò ogni tanto si deve parzialmente svuotare per “pulirla” ( scusate i termini poco tecnici). All’inizio del 2016 i  sedimenti avevano raggiunto i “livelli di guardia” cioè le pompe avevano cominciato a pescare acqua torbida e perciò non trattabile dai potalizzatori . Così si è deciso di abbassare il livello dell’acqua da 100 milioni di metri cubi a 60 per permettere i lavori di “pulizia” dell’invaso. Purtroppo tali lavori non sono stati mai iniziati .Nel frattempo tale acqua, che sarebbe importante in questo periodo, si perde a mare. La diga attende di essere “pulita” ma la Regione, proprietaria e responsabile dell’invaso, non ha fatto nulla  ( mancano i finanziamenti  e…. la volontà politica). Alla perdita dell’acqua della diga di Rosamarina  si è associata anche quella dello  Scillato che per oltre sette anni non è stata utilizzata ( e si e persa a mare)  a causa della mancate riparazioni delle condutture. Non si  “trovavano” un milione e trecento mila euro per risolvere i problemi causati alle condutture da alcune frane.  Si sono persi così ,ogni anno, 15 milioni di metri cubi di ottima acqua potabile con una perdita di ben 42 milioni di euro. Recentemente l’AMAP è intervenuta è  il problema è stato risolto. Anche in questo caso la responsabilità era della Regione anche se l’AMAP avrebbe potuto intervenire prima. Ma anche l’AMAP ha le sue responsabilità. Si scopre che , nonostante si disse che nel 2002  ” l’AMAP ha completato i lavori per il rifacimento della rete di distribuzione delle zone più densamente popolate della città, dove risiede il 60% della popolazione complessiva e dove – al contempo – le perdite delle vecchie tubazioni (ora completamente abbandonate) superavano in alcuni punti il 50% del flusso immesso.”,  si continua a perde ben il…..50% dell’acqua. Il presidente dell’AMAP , Maria Prestigiacomo ha dichiarato recentemente in una conferenza stampa«Non si perde il 50 per cento di acqua per l' usura delle condutture. Forse se ne potrà perdere per questo motivo il 20 per cento, l'altro 30 per cento sono allacci abusivi che persistono anche in piantagioni vicine alla città. Pesa inoltre fortemente la situazione delle case popolari dello IACP, occupate abusivamente e che non possono per legge avere un regolare contratto con l' Amap  …..È un aspetto di “illegalità non voluta dagli …utenti”, ma da una legge nazionale che tutela i legittimi proprietari e le case. C'è una norma specifica che occorre contrastare al più presto anche con una legge regionale in modo di ottenere una soluzione. Stiamo valutando. Quel che è certo è che all'Amap questo sistema arreca un danno economico notevole. Non voglio aggiungere altro, ma so che in certi quartieri …..gli utenti l'acqua la pagano, ma non sappiamo a chi» E’ molto grave che qualcuno utilizza l’acqua potabile illegalmente con allacci abusivi , occupano case e utilizzando l’acqua gratuitamente o … la pagano, ma “non si sa a chi”. E cosa propone il Comune? “Entro luglio, avvieremo una campagna di sensibilizzazione sull’uso dell’acqua.  Cioè i cittadini onesti pagano la bolletta (anche per quelli che non la pagano) ma devono “sensibilizzarsi”ad usare meno acqua. Per la serie “cornuti , mazziati e …..con l’acqua razionata P.S. Ho apprezzato l’intervento  del Presidente dell’AMAP che non si è limitata a scaricare le responsabilità alle leggi dello Stato, alla Regione , alla mancanza di precipitazioni o sui cittadini. Ha detto cose importanti e molto gravi. Ben il 30% delle perdite sono da imputare agli allacci abusivi per irrigare terreni o per uso idrico da parte degli occupanti “abusivi”. Sono cifre preoccupanti che indicano una illegalità diffusa in molti quartieri cittadini. Ancora più preoccupante è il fatto che parte di questi abusivi pagano l’acqua e forse anche la luce e “l’affitto” a “non meglio precisate persone”. Il presidente Prestigiacomo o il sindaco hanno  informato la Magistratura di tale situazione?

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10 lug 2017

Comune di Palermo e Amap presentano il piano contro siccità

di Mobilita Palermo

Si è svolta a Villa Niscemi la conferenza stampa di presentazione delle iniziative di natura politica e tecnica legate al perdurare della siccità in Sicilia. Erano presenti il sindaco Leoluca Orlando, gli assessori Iolanda Riolo e Sergio Marino ed il presidente di Amap, Maria Prestigiacomo con i componenti del CdA Alessandro Di Martino e Bruno Calandrino. A determinare oggi la situazione di attenzione è la grave situazione degli invasi, che costituiscono la principale fonte di approvvigionamento idrico della città. In particolare il bacino Poma, ha attualmente una disponibilità di soli 23 milioni di mc, oltre il 50% in meno dello stesso periodo dello scorso anno. La situazione è costantemente monitorata insieme alla Regione, con tavoli tecnici che si riuniscono periodicamente per fare il punto e valutare le soluzioni. Un prossimo incontro è infatti fissato per il prossimo 18 luglio presso l’assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità. “In quella occasione – ha detto il presidente di Amap Maria Prestigiacomo – chiederemo al presidente della Regione di fare istanza di stato di calamità”, annunciando anche che per garantire la città di Palermo “prenderemo l’acqua dagli invasi di Piana degli Albanesi, attraverso una convenzione con l’Enel secondo cui pagheremo all’azienda la mancata produzione di energia elettrica. E’ un costo in più per Amap ma una risorsa in più per i cittadini”. Già da alcuni mesi, in raccordo con la Regione, l’afflusso idrico è stato ridotto in città da 2.750 a 2.600 litri; una riduzione minima che è oggi sostenibile grazie alla riattivazione di tre pozzi cittadini pubblici (pozzo Bonanno a Ciaculli, pozzo Bugino a Cardillo e pozzo Bellolampo) per circa 160 litri al secondo e soprattutto grazie alla recente realizzazione da parte di Amap della nuova condotta di Scillato, interessate alcuni anni fa da una frana, che ha permesso il ripristino del collegamento idrico garantendo un’erogazione di circa 400 litri al secondo, altrimenti destinati a disperdersi in mare. Amap sta inoltre monitorando la potabilità dell’acqua di altri pozzi al fine di poter attingere ad altre risorse. A seguito della carenza di precipitazioni che si è verificata nel periodo autunno-inverno scorso, il volume idrico negli invasi a servizio della città di Palermo e dei comuni della fascia costiera presenta una forte riduzione rispetto al corrispondente valore nello stesso periodo degli anni precedenti. In allegato trasmettiamo i volumi presenti negli invasi confrontati con i corrispondenti valori dell’anno 2016. I valori della tabella mostrano la criticità nella disponibilità di risorsa idrica attuale soprattutto per l’invaso Poma, su cui gravano le utenze del comparto irriguo. Un secondo grafico, invece, mostra l’incidenza delle fonti di approvvigionamento, nel quale si evidenza come il contributo degli invasi sia determinante nell’approvvigionamento del sistema acquedottistico a servizio della città di Palermo e dei comuni della fascia costiera. “Non siamo ancora in una situazione di assoluta emergenza – ha detto il Sindaco – ma è chiaro che se dovesse perdurare la siccità che colpisce da mesi tutta l’Italia, saranno necessari provvedimenti. Intanto è necessario che, come già fatto da altre Regioni, anche quella Siciliana richieda lo stato di calamità naturale che darebbe nuovi strumenti di intervento urgente. Oggi con questa iniziativa vogliamo sensibilizzare i cittadini al tema fondamentale del risparmio idrico, in una più ampia azione di informazione e sensibilizzazione che l’AMAP sta già svolgendo da mesi anche con riferimento alle categorie produttive che più potrebbero essere esposte a conseguenze di eventuali riduzioni dell’apporto idrico”. “E’ chiaro – ha detto l’assessore alle Partecipate, Iolanda Riolo – che il problema dell’emergenza idrica è prioritario. Oggi noi abbiamo voluto dare alla cittadinanza la massima trasparenza senza però volere creare allarmismo, ed è proprio ai cittadini che ci rivolgiamo essendo opportuno chiedere la loro solidarietà invitando ad un consumo effettivo dell’acqua e non allo spreco dell’acqua”. “In coerenza con i principi stabiliti dall’economia circolare presente nell’agenda politica del Comune di Palermo – ha commentato l’assessore Sergio Marino – la lotta agli sprechi è uno degli obiettivi strategici e irrinunciabili”. Amap in questi mesi ha incontrato le associazioni di categoria per aggiornali sulle problematiche relative alla carenza di risorse idriche per l’approvvigionamento della Città di Palermo e dei Comuni della fascia costiera consegnando del materiale pubblicitario da distribuire alle attività commerciali al fine di sensibilizzare i cittadini ad un uso responsabile dell’acqua. Ecco alcuni consigli per non sprecare acqua: Potrebbe interessarti anche: AMAP | Attivata la condotta provvisoria dell’acquedotto “Nuovo Scillato” Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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04 mag 2017

AMAP | Attivata la condotta provvisoria dell’acquedotto “Nuovo Scillato”

di Fabio Nicolosi

È stato inaugurato ieri mattina, sulla strada provinciale 9 bis, l'impianto AMAP per il recupero funzionale dell’acquedotto Nuovo Scillato. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando ed i vertici dell’AMAP S.p.A. “E’ finita ogni inaccettabile ipotesi di turnazione dell’acqua – ha dichiarato Orlando - alla quale l’Amministrazione di Palermo si era fermamente opposta. Tuttavia, non è sufficiente opporsi soltanto: bisogna comportarsi in maniera tale da rendere la turnazione non più necessaria. E noi ci siamo riusciti, la missione è compiuta, in appena tre mesi, grazie all’impegno dell’Amap ed al sostegno delle amministrazioni comunali. Trentaquattro comuni, che voglio ringraziare – ha aggiunto - hanno aderito a questa straordinaria esperienza ed oggi, dopo cinque anni in cui andava persa, con lo spreco di un enorme e prezioso patrimonio, adesso l’acqua di Scillato può finalmente essere utilizzata. Siamo già la seconda azienda pubblica che gestisce acqua pubblica in Italia, dopo l’acquedotto pugliese, che però riguarda un’intera regione – ha sottolineato Orlando – il progetto che abbiamo in mente è di fare dell’AMAP una grande azienda pubblica nel nostro Paese”. La Presidente dell’Azienda, Maria Prestigiacomo, ha dichiarato che “l’AMAP in sinergia con il Comune di Palermo si è attivata a Realizzare il ripristino provvisorio della condotta di Scillato, per evitare, visto il periodo siccitoso, la turnazione idrica nella nostra Città. Adesso chiediamo alla Regione, che ha svuotato la diga Rosamarina del 40% a causa dei problemi strutturali, diga che era la risorsa pluriennale in caso di siccità, di impegnarsi a risolvere i problemi di Rosamarina e a finanziare al più presto ad AMAP il by-pass definitivo di Scillato che è inserito nel patto per il sud”. La condotta in Kevlar è stata realizzata dall’Amap nelle contrade Scacciapidocchi (Termini Imerese) e Burgitabus (Cerda), interessate alcuni anni fa da una frana. Si ripristina, in tal modo, il collegamento idrico con la città di Palermo, garantendo un’erogazione di circa 400/500 litri d’acqua al secondo, altrimenti destinati a disperdersi in mare, con il recupero di un volume annuo di circa 15 milioni di metri cubi, equivalenti al 15-20% del volume immesso in rete nella città di Palermo. Gli oneri complessivi dell'intervento, a carico dell'Amap, ammontano a circa 1.540.000 euro. In allegato la scheda tecnica relativa alla rifunzionalizzazione emergenziale dell’acquedotto Nuovo-Scillato, a cura degli uffici tecnici delll’AMAP. "Rifunzionalizzazione Einergenziale dell’acquedotto Nuovo Scillato con Tecniche di Relining Nelle Zone Franose di Burgitabus Cerda (Pa) e Scacciapidocchi Termini lmerese." L’intervento di “Rifunzionalizzazione Emergenziale dell’Acquedotto Nuovo Scattato con tecniche di ”Relining” nelle zone fronose di “Burgitabus ” - Cerda (PA) e "Scacciapidocchi” Termini Imerese.” è stato elaborato dall’AMAP SpA, con l’ausilio di una consulenza esterna di tecnici esperti del settore, al fine di fruire ulteriormente di una delle fonti di approvvigionamento idrico più importanti per la città di Palermo, rappresentata dalle sorgenti di Scillato. Le preziose acque di tale fonte sono state convogliate a Palermo, già dalla fine del1’800, attraverso il Vecchio Canale Scillato, affiancato, negli ’80 dello scorso secolo, dalla condotta in pressione “Nuovo Scillato”, oggetto dell’intervento di rifunzionalizzazione. I movimenti franosi innescatisi nelle comrade sopra citate, hanno determinato une serie di rotture di tale tubazione, intensificatesi negli anni e che hanno inevitabilmente pregiudicato la condotta, fino all’interruzione del servizio. L" AMAP SpA. considerate le limitate riserve idriche disponibili per l’approvvigionamento idropotabile della città di Palermo, fin da subito, ha ritenuto indispensabile ed urgente procedere al ripristino nel più breve tempo possibile dell’acquedotto Nuovo Scillato, per consentire l’utilizzo di volumi significativi di acque delle sorgenti stesse, preservando, in tal modo, strategicamente la risorsa derivata dagli invasi. A partire dalle conoscenze pregresse sullo stato dell’adduttore e delle rotture avvenute nelle due contrade prima citate, si è focalizzato lo studio nell’individuazione di un intervento provvisorio di rapida attuazione, in attesa della realizzazione dell’intervento definitivo in variante del tracciato della condotta, per il quale l’AMAP ha avviato l’iter con l’elaborazione della progettazione esecutiva. Pertanto il ripristino provvisorio della mbazione nei due tratti in frana è stato effettuato tenendo conto della portata da convogliare, delle pressioni di esercizio dei natti in frana nonché dei tempi di realizzazione dell’intervento. Considerata la provvisorietà dell’intervento, l’obiettivo prefisso è stato quello di convogliare dalle Sorgenti Scillato almeno 400—500 l/s, permettendo, in tal modo, di recuperare un volume annuo di circa 15.000.000 mcubi, equivalenti al 15-20% del volume immesso in rete nella città di Palermo. La scelta del relining dei due tratti di condotta (piuttosto che la sostituzione con tubazioni in acciaio, esclusa sia per il risultato dell’esperienza passata sia per i tempi lunghi di realizzazione richiesti, superiori ai sei mesi) deriva essenzialmente dalla necessità di realizzare una condotta saldata continua, (stante le pressioni di esercizio e la natura di posa del terreno) e sufficientemente flessibile da assorbire eventuali movimenti franosi. La ricerca è stata pertanto localizzata nell’identificare un materiale compatibile con le esigenze di cui sopra, combinando tali fattori con i diametri in gioco. Da un’accurata analisi di mercato e da esperienze similari (quale il rifacimento di un tratto di condotta per l’approvvigionamento idrico del Comune di Messina, intervenuto in situazioni emergenziali in un passato recente), l’unica tubazione utilizzabile è risultata essere il Primus Line®, un particolare tubolare flessibile prodotto dalla azienda tedesca R Stinger Primus Line GmbH. Dall’unione della leggerezza e della grande flessibilità di una fibra tessile aramidica (nella fattispecie il Kevlar prodotto da DuPont™ fibra sintetica in assoluto più resistente alla trazione - intesa come resistenza specifica in base al peso - tra quelle attualmente disponibili sul mercato), tessuta senza cuciture, unitamente all’applicazione sulla guaina di un film plastico di polietilene (resistente al passaggio del fluido all’interno e all’abrasione all’esterno), nasce il Primus Line. impiegato in vari settori (acquedotti e gasdotti, sostanzialmente), grazie ai ridotti movimenti di terra ed estrema velocità di posa coinvolti nella realizzazione degli interventi, Per la rifunzionalizzazione dei due tratti di condotta sono stati scelti opportunamente i diametri del Primus Line, in funzione delle pressioni di esercizio, utilizzando, nel tratto di contrada Burgitabus, n. 3 tubazioni (ciascuna della lunghezza di 1030 metri) del DN 250 mm, mentre nel tratto di contrada Scacciapiodocchi (lunghezza 640 metri) il diametro delle tre tubazioni, essendo soggette a pressioni leggermente inferiori, è stato incrementato a 300 L’importo previsto per la Fornitura in Opera (compresi oneri per la sicurezza) della Tubazione Primus Line ammonta ad €1.172.538,10. La fornitura in opera è stata affidata tramite procedura negoziata alla DANPHIX srl, di Reggio Emilia, essendo esclusivista per l ' ltalia della tubazione Primus Line. L’esecuzione del contratto è stata curata dai tecnici AMAP all’uopo incaricati, che, anche con l’ausilio delle maestranze e del personale interno, ha potuto sia affiancare e coadiuvare le attività in corso, sia fronteggiare e superare le eventuali problematiche presentatevi nel corso dell’esecuzione dell’intervento. Le opere civili (preparazione piste, scavi per le postazioni di tiro ed inserimento sfiati e Primus Line essenzialmente), hanno avuto inizio il 24 febbraio u.s., mentre la fornitura in opera ha avuto avvio il 15 marzo, data dalla quale decorrevano i 35 giorni per dare ultimata la fornitura in opera. Quest’ultima è stata ultimata il 12 aprile u.s., con la posa di tutti i pezzi speciali ed il collegamento alla condotta esistente della condotta realizzata, nonostante gli imprevisti intervenuti in itinere e che hanno richiesto lavorazioni aggiuntive (variazione del tracciato della tubazione in acciaio esistente, con realizzazione di un by-pass con tubazione in polietilene, onde scongiurare difficoltà rie1l’inserimento e nell’esercizio del Primus Line e realizzazione di sostegni particolari per i pezzi speciali — sfiati, per evitare cedimenti differenziali con le tubazioni inserite). A collegamento della tubazione Primus Line eseguito, già dal 12 aprile u,s., si è dato inizio alle operazioni di messa in esercizio dell’acquedotto Nuovo Scillato, ad oggi ancora in corso, dato il lungo lasso di tempo nel quale l’adduttore è stato fuori esercizio.

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