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22 dic 2017

Lettera al Sindaco da una cittadina – Il Paradiso delle bici perdute

di irenec

Mi rivolgo a Lei, caro Sindaco Orlando, perché la mia delusione e frustrazione non riguarda solo me, sono sicura che è un sentimento costante che la attanaglia come gestore della cosa pubblica da tanti anni in una città complessa e difficile come Palermo. Certa che le mie preoccupazioni siano anche le sue, mi permetto di condividere con lei la spinta e la motivazione a rendere questa città pronta ai grandi passi che sta compiendo, rivelandosi meta di turismo di qualità, prossima capitale della cultura ed esempio di lotta alla mafia e alla criminalità. Lei, che ha sostenuto, andando contro una gran fetta della popolazione, mobilità sostenibile, vivibilità del centro storico e pedonalizzazione crescente, credo abbia a cuore anche più di me il benessere dei cittadini che queste strade le percorrono quotidianamente e desiderano farlo in sicurezza ed in libertà. Ebbene, io, cittadina di adozione, ho scelto Palermo come mio secondo porto dopo la natia verde Irpinia, perché qui mi sono sentita accolta, compresa, sicura. Questa città mi ha dato un lavoro, strano a dirsi, e mi sta permettendo di crescere come professionista e cittadina. Dopo la prima fase di innamoramento che colpisce spesso chi si ritrova catapultato nella bellezza di Panormus ho scelto di rimanere e di investire il mio futuro qui, speranzosa di poter vedere realizzati aspirazioni e sogni. Probabilmente si ricorda di me nelle varie occasioni in cui ci siamo incontrati, io nel ruolo di facilitatrice di processi educativi e sociali, lei pronto ad ascoltare e supportare gli sforzi della mia associazione che ogni giorno si impegna a dare un contributo per il cambiamento della nostra società. Ebbene, nei nostri sforzi quotidiani rientra anche la mobilità, soprattutto se si sta riqualificando un bene confiscato fuori dal centro. Come me, un numero sempre maggiore di concittadini ha scelto di investire nella mobilità sostenibile, abituandosi a schivare automobilisti frustrati dal traffico, facendo delle proprie biciclette le migliori amiche, perché garanzia di velocità, salute e versatilità. Mentre reclamiamo un numero maggiore e più idoneo di piste ciclabili lottiamo quotidianamente contro il timore che quest’unico oggetto di valore ci venga sottratto contro la nostra volontà. A nulla basta assicurarsi di possedere le catene ritenute più sicure sul mercato, a tenerle sempre sott’occhio, a non lasciarle fuori di notte. Basta un’ora, in pieno centro, a mezzogiorno, e una bici, come tante altre, sparisce. Per altri il danno può sembrare irrisorio ma per me e per tutti quelli come me porta con sé un significato più profondo, di pienezza nel vivere la propria città, di scelta consapevole a favore dell’ambiente e dell’aria che respiriamo, di possibilità di raggiungere il proprio luogo di lavoro, di non arresa. E’ stata calcolata una media di 300 furti di biciclette l’anno a Palermo, il numero riguarda solo quelle denunciate, e, a quanto dichiara un agente del Commissariato Oreto – Stazione, da almeno un anno non ne viene ritrovata nessuna, nessun sequestro avvenuto negli ultimi dodici mesi. Dove sono finite tutte queste biciclette? Lo sappiamo bene tutti, nei mercati di biciclette rubate, nei magazzini dei quartieri del centro storico o della periferia, nelle mani di altri cittadini che, consapevolmente o inconsapevolmente, si ritrovano ad acquistarle. Sicuramente non tornano indietro ai propri legittimi proprietari, causando amarezza, perdita di fiducia nelle istituzioni e nella Sua persona, con una conseguente spinta allo spirito comune di adeguamento del “tanto funziona così, tanto non si può cambiare, tanto siamo a Palermo”. Da qualche giorno io sto provando a non cadere in questo circolo, e a fare invece della mia rabbia e della mia frustrazione un motivo per impegnarmi ancor di più ad essere una cittadina attiva, onesta e consapevole. Per questo mi ritrovo a chiedere un segnale da parte Sua e delle forze dell’ordine che mi doni fiducia, che mi rassicuri che venga fatto tutto ciò che è nelle possibilità degli agenti per salvaguardarci, per offrirci un posto sicuro in cui vivere e muoverci senza paura. So che la mia richiesta potrebbe essere additata come inopportuna, sproporzionata rispetto al danno subito ma sento il dovere di dissentire fortemente. La giustizia e la legalità non si misurano in dinari ma in azione, partecipazione e impegno reale, di tutti. Partendo dal basso. Proprio grazie a questa mia profonda convinzione mi permetto di disturbare il suo lavoro e chiederLe un segnale, un esempio in cui gran parte della cittadinanza possa riconoscersi e a cui ispirarsi. Lei conosce più di me certe dinamiche e questo le permetterà di scegliere gli interventi più opportuni. Certa di una sua condivisione e fiduciosa nel suo operato attendo insieme a gran parte della sua cittadinanza la sua risposta, non su carta, ma sulla strada.  

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Segnalazione
18 dic 2017

LO SCANDALO DELLA PASSERELLA DI ROMAGNOLO: va a fuoco un esempio di cattiva amministrazione

di belfagor

Tra le tante opere pubbliche incomplete o inutilizzate, la Passerella di Romagnolo merita una particolare attenzione, perchè sono state coinvolte tutte le istituzioni pubbliche , non solo quelle politico –amministrative, e tutte quante, francamente, non hanno fatto una bella figura. Tutto inizia nel lontano 2003 quando l’allora  Provincia di Palermo decise di costruire una passerella in legno sulla spiaggia di  Romagnolo. Il motivo  ufficiale di tale decisione era “la riqualificazione del lungomare della Costa sud.” Lodevole iniziativa, peccato che la spiaggia di Romagnolo, dove poi è sorta l’opera, era allora fortemente degradata ed il mare non balneabile; inoltre, l’opera, non rientrava tra le competenze dell’Ente Provincia. Infatti nessuno riusciva a capire come mai la Provincia, invece di occuparsi della manutenzione delle strade  e delle scuole superiori, si mettesse a costruire pontili. Il costo dell’opera fu di  2,3 milioni di euro ( qualcuno parla di 5 milioni), per una passerella che mai i palermitani hanno potuto  usufruire. Perche? Sembra che il motivo” ufficiale” sia da ricercare nel “mancato collaudo” di tale struttura. Francamente tale giustificazione ci sembra un po’ strana. Come è possibile che in 15 anni chi doveva provvedere non l’abbia mai fatto? Sembra plausibile che il vero motivo sia un altro. La Provincia, che aveva provveduto a realizzare l’opera, non è riuscita ad affidare la gestione a nessun altro ente pubblico ( Comune, Regione , demanio marittimo, ecc.ecc.). In attesa di trovare qualcuno  cui affidarla pagò ben 200.000 euro l’anno per la vigilanza privata. Con l’ abolizione delle province  la situazione precipita. Il 16 /10 /2015 la polizia giudiziaria del nucleo “Tutela patrimonio della polizia municipale”, durante un’ ispezione dichiarò che la struttura era instabile e rappresentava un pericolo per la sicurezza. Per questo motivo  scattò il sequestro preventivo del pontile in legno di Romagnolo, ex bagni Petrucci. “La struttura – spiegarono i vigili urbani - nel tempo è stata presa di mira dai vandali, che hanno divelto pedane e tramezzature e distrutto le porte. L'intera area inoltre è colma di rifiuti". Il 22 /07/2016  alcuni consiglieri comunali e circoscrizionali, insieme a diverse associazioni,   presentarono  un esposto alla  Procura della Repubblica  sulle condizioni di abbandono del pontile di Romagnolo. L'esposto fu inviato anche al Prefetto, al sindaco, al demanio marittimo e al Comune. Tale esposto  invitava la magistratura a valutare eventuali profili di illiceità  penale, individuando i responsabili. In questa occasione il consigliere comunale ( di maggioranza)  Gaspare  Lo Nigro dichiarò:  “La passerella è abbandonata e vandalizzata e nessuna barriera ne impedisce l'accesso. Ho più volte sollecitato il Comune alla messa in sicurezza e finalmente nel dicembre scorso( 2015) sono stati disposti interventi urgenti da parte della giunta di cui però, dopo sette mesi, non vi è traccia, nonostante sia stato individuato il capitolo di spesa da cui prelevare le somme necessarie per effettuare i lavori. Nessun atto è stato posto in essere per l'affidamento dei lavori, la struttura è stata totalmente abbandonata e da allora niente è stato fatto, disattendendo la delibera. La messa in sicurezza non è procrastinabile, ma quello che indigna profondamente è l'indifferenza delle istituzioni nei confronti della devastazione di un bene pubblico, costruito con fondi sottratti ad altre importanti iniziative di riqualificazione del territorio". Una pesante denuncia verso l’immobilismo delle istituzioni ma nonostante ciò tutto rimase come prima e di questo esposto alla Procura  si persero le tracce. Il 10 novembre 2016, il consiglio della II° Circoscrizione  invitò il Sindaco, l’Assessore alla pianificazione urbana e territoriali mari e coste, Autorità portuale, e la Protezione civile di Palermo, ad  intervenire per la realizzazione di una recinzione che delimiti ed inibisca l’accesso al pontile. Il 16 /12/2016 finalmente arriva la risposta del sindaco:”  La passerella va demolita. Il Comune chiederà l'intervento dei vigili urbani per fare accertamenti e invierà un'intimazione alla Regione perché la rimuova immediatamente". Peccato che il sindaco dimenticava che mesi prima i vigili urbani erano intervenuti sequestrando la struttura e  che ( secondo il consigliere  Lo Nigro ) un anno prima erano stati disposti interventi urgenti da parte della giunta comunale, di cui però non vi era più traccia, nonostante era stato individuato il capitolo di spesa da cui prelevare le somme necessarie per effettuare i lavori. La notte del 4 /12 2017  un agenzia di stampa riporta la seguente notizia:” Un incendio è divampato in via Messina Marine a Palermo nella passerella in legno realizzata come un’opera di riqualificazione del lungomare nel 2003 e costata circa cinque milioni di euro. La struttura meta di balordi e vandali è instabile e pericolosa per questo era sotto  sequestro”. 8/12/2017 :”„Ancora in fiamme il pontile in legno che si trova, a Romagnolo. Il rogo è scoppiato poco dopo le 15 di oggi pomeriggio. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme e messo in sicurezza l'area. Non risultano feriti. Sulle cause indagano le forze dell'ordine, anche se è molto probabile che la causa sia di natura dolosa.“ Conclusioni . Commentare questa vicenda di “ordinaria cattiva amministrazione” serve a ben poco. Però è giusto chiedere ai tanti responsabili coinvolti, in vario modo,  in tale vicenda: - Perché investire tanti soldi pubblici per un opera e poi abbandonarla al degrado e al vandalismo? -Non si poteva risolvere celermente le questione burocratiche delle autorizzazioni mancanti per il collaudo di tale passerella ? -Perché nessun ente pubblico ha deciso di gestite tale opera? -Perché non si è pensato di affidarlo a dei privati? -Come mai, nonostante gli esposti, la magistratura non è intervenuta? P.S. Il fuoco è universalmente un simbolo di purificazione e di rinascita, per esempio l’Araba Fenice” brucia per rinascere dalle sue ceneri. A Palermo invece  il fuoco è spesso simbolo di omertà o di impotenza. Si brucia per nascondere un reato o per “risolvere” un problema che non si riesce a risolvere altrimenti. Non credo che gli autori di tali incendi del pontile di Romagnolo l’abbiano fatto per farlo “rinascere dalle sue ceneri” ma forse ci sbagliamo.  

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Segnalazione
15 dic 2017

Quando l’ultima disinfestazione della piscina comunale?

di istepa

Salve, Oggi e' successo un fatto increscioso che volevo condividere. Premesso che mia figlia di anni 7 e' iscritta alla scuola nuoto e paga regolarmente gli ingressi in piscina oltre la retta annuale alla societa', mentre faceva la doccia, dalle condutture dell'acqua fuoriusciva uno scarafaggio di considerevole dimensione che circolava comodamente nelle doccie. Tra lo stupore e lo sconcerto mi son chiesta ma l'ultima disinfestazione a quando risale? Esistono dei controlli per evidenziare lo stato igienico sanitario. Ci ritroviamo a pulire i nostri bambini in mezzo a ciuffi di capelli e peli. Per non parlare dei bagni senza serrature e carta igienica. E noi contribuenti continuiamo a pagare infrastrutture che meriterebbero di essere ambite e invece sono sempre piu' abbandonate la nuova generazione ha tanto bisogno di essere educata ed indirizzata verso lo sport ma a condizioni piu' igienica.

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Segnalazione
13 dic 2017

Avete mai provato a camminare degnamente a piedi?

di azziesse

Ciao ragazzi, io e la mia famigliola (composta da me, mio marito e il mio figlioletto di quasi due anni) viviamo a Palermo da un anno e mezzo, da settembre abbiamo comprato casa. Siamo diventati ufficialmente cittadini di Palermo. Volevo illustrarvi le problematiche che affronto ogni qualvolta esco a piedi (con passeggino). Via Montepellegrino, a parte lo squallore dell’immondizia abbandonata dagli esercenti e consumatori del mercato ortofrutticolo, ma nessuno si accorge di quanto sia impossibile camminare degnamente a piedi? Lasciando stare i marciapiedi altissimi senza rampa di acesso (poveri disabili) , ma le strisce pedonali? Invisibili, sono talmente sbiadite che si fa fatica a vederli. Già per riuscire ad attraversare devo sbracciarmi perche gli autisti palermitani hanno sempre molta fretta non possono fermarsi, poi con le strisce invisibili (avete idea di quanti tir passano da quella strada?). Una volta che attraversi miracolosamente, devi fare mille deviazioni perché ovviamente dall’altra parte della strada proprio sulle strisce ecco il parcheggio selvaggio. Si perché il palermitano deve parcheggiare sulle strisce, e poi arriva quello che si parcheggia in doppia fila accanto a quello che si parcheggia sulle strisce. Questo succede SEMPRE.Gli attraversamenti pedonali sono dei parcheggi. Continuando nel nostro percorso, si palesa ancora l’inciviltà, ma voi che avete cani perché siete così poco rispettosi e pensate che potete far defecare i vostri cani ovunque senza ripulire? File davanti ai negozi di toilettatura per farli risplendere e poi gli fate fare i bisogni ovunque perché tanto che importa siamo all’aperto. Siete degli incivili e luridi. Poi la Rap e i suoi cassonetti, ma lo sapete che devo scendere dal marciapiede a volte perché hanno messo i cassonetti in un modo che non mi è possibile passare con un passeggino? L’altro giorno in via dei Cantieri (che a spazzatura è messa veramente molto male) attraverso sulle strisce e cosa mi ritrovo dall’altra parte? I cassonetti della spazzatura? Sulle strisce??? Ma siamo pazzi. Palermo, è la mia città, la nostra città. Io la adoro, sono felice di viverci, ma non capisco perché bisogna lasciare all’abbandono e all’inciviltà le strade. Perché non ci sono controlli, perché i vigili urbani non si fanno mai un giretto per controllare il rispetto o meno del codice della strada. Perché non si multano tutti coloro che sporcano le strade utilizzandoli come bagni a cielo aperto per cani. Perché non si ampia la raccolta differenziata per tutta la città? La mia zona è una discarica di rifiuti ingombranti, perché quelli che abitano nelle zone dove non ci sono cassonetti, vengono qui a buttare tutto. Avete presente l’Astoria Palace ? Quanti turisti vi alloggiano? E cosa vedono quando escono? Una fogna a cielo aperto. Io sono una mamma, e guido un passeggino, in qualche modo riesco a districarmi, ma un disabile come fa a girare per queste strade? Come si può vivere dignitosamente in questa città? Questa è via Montepellegrino, questa è la mia Palermo. Grazie.

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Segnalazione
22 nov 2017

AMAT | Il lento declino del Tram?

di france

Mi son ritrovato dopo qualche mese ad utilizzare il tram , avevo fatto l'esperienza di utilizzare questi mezzi dall'inizio, dall'inaugurazione a qualche mese dopo. Il tram n° 3  dal CEP alla stazione impiegava dai 12 a 13 minuti, sembrava efficiente, si vedevano anche  i controllori ed i mezzi filavano che erano un piacere, mi sentivo  fiducioso che a Palermo ci fosse qualcosa di così moderno e pubblico. Si parlò anche di aumentare le vetture così da diminuire i tempi delle partenze ma fino ad adesso non c'è questa speranza. Da qualche giorno per scendere in centro città, io che lavoro a Carini, ho nuovamente utilizzato per un paio di volte il tram. La situazione è completamente diversa: tempo CEP Notarbartolo 23 minuti, la vettura rimane  in coda agli incroci con i semafori spenti, peggio delle auto, nessun controllore, stazione e percorso molto sporchi. Per andare  e ritornare dal CEP a Piazza Massimo , per ritirare il pacco paga della Maratona di Palermo, ho impiagato due ore piene (solamente 10 minuti nello stand per il ritiro pacco). Vorrei che qualcuno mettesse la faccia per spiegare questa involuzione in un opera che deve essere veloce e utilizzabile, si faccia in modo che  il personale Amat come del resto anche i Vigili Urbani debbano sentire l'esigenza della funzionalità nelle cose pubbliche, un mezzo come il tram non può partire dalla stazione ed sentirci a posto solamente perchè arriva a destinazione.

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Proposta
03 nov 2017

Una rotonda fra via F. Pecoraino, via Ingham e via Ducrot?

di Salvatore Galati

Salve, Avete presente la via F. Pecoraino, la via Ingham e la via Ducrot? Sono tre vie servite dai cittadini per muoversi all'interno della zona industriale e anche per andare negli ipermercati li vicino e per raggiungere il centro commerciale. La via F. Pecoraino è la via più trafficata di questa zona, per molte attività commerciali, ma anche per comodità. Purtroppo questa strada è al buio e presenta un'asfalto molto pericoloso. Ricordo che questa strada e le strade che fanno parte della zona industriale, non sono di competenza del comune, ma dell'ex Asi, che ora si chiama Irsap (Istituto Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive - Ente Pubblico non economico), quindi la competenza della manutenzione è di questo ente. In via F. Pecoraino, molti automobilisti e trasportatori di tir sfrecciano a velocità molta alta, anche in prossimità di questo incrocio ed essendo molto ampio, lo si rende molto pericoloso per la mole di auto e tir che vi transitano. Secondo me sarebbe opportuno creare una rotonda, in modo tale che, le auto e tir si incanalano nella rotonda con sicurezza, sia per chi viene da via F. Pecoraino, che dalle altre vie, ecco la rotonda: Direi che con un semplice intervento, si potrebbe creare una rotonda e rendere questa strada molto più sicura.

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Proposta
24 ott 2017

Cambio senso di marcia via Veneto nel tratto compreso tra via Paternò et via Magnolie?

di Massimo Vella

Invertire il senso di marcia di via Veneto nel tratto compreso tra via Paternò e via Magnolie, consentirebbe agli automobilisti che  scendono da via Paternò di trovarsi direttamente in viale Lazio senza dover attraversare viale Piemonte e sorbirsi due semafori, quello dell'incrocio con viale Piemonte e quello di viale Lazio. Nel contempo si alleggerirebbe il traffico su viale Piemonte già sin troppo congestionata.

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