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30 gen 2017

Via Maqueda e centro storico ripavimentato: ciclabile si o ciclabile no?

di Giulio Di Chiara

Qualche giorno fa vi abbiamo annunciato la notizia relativa ai siti Unesco che saranno ripavimentati, grazie ai fondi del Patto per Palermo. Questi lavori coinvolgeranno anche il tratto di via Maqueda pedonale, nel tratto compreso tra il Teatro Massimo e i Quattro Canti, che di recente ha riscoperto il piacere della passeggiata e della chiusura quasi totale alle auto. Tuttavia in questo segmento oggi insiste una corsia ciclabile, delimitata sull'asfalto da segnaletica orizzontale. In questi mesi in tanti non si sono abituati a questa traccia per terra che di fatto dovrebbe garantire pista libera per i ciclisti. Non è sempre così in quanto molti palermitani non ne hanno ancora compreso la funzione oppure non la notano totalmente. Ma non è questo il punto su cui vogliamo soffermarci. Nell'ipotesi concreta che via Maqueda si rifaccia il look con una pavimentazione adatta ad un'area pedonale, ci chiediamo: che fine farebbe questa corsia ciclabile? Ricordiamo che questo tratto faceva parte di un anello più grande, mai completato, che includeva anche via Papireto. Dicevamo quindi: nel nuovo pavimento, ci starebbe una differenziazione per lasciare alle bici una corsia riservata? Non è un'idea nuova, ci mancherebbe. Si tratterebbe di armonizzare con il contesto questo segnale orizzontale, così come è stato fatto in questo esempio a Berlino. Come è evidente, si può delimitare un perimetro ben definito anche mantenendo un buon livello di gradevolezza della pavimentazione. Ci chiediamo: è il caso di via Maqueda? Lo spazio occupato attualmente dai marciapiedi verrebbero di fatto annessi per intero ad un unico piano di calpestìo, incrementando la larghezza dello spazio pedonale, che non avrebbe problemi ad ospitare una corsia per i velocipedi. Ma una volta pedonalizzata definitivamente la via, immaginiamo anche il proliferare di installazioni di arredi pubblici, tavoli e sedie delle attività commerciali. Voi cosa fareste, in un'ottica di progressiva chiusura dei principali assi del centro storico? Manterreste la corsia o valorizzereste la vocazione pedonale dell'intero spazio a disposizione?    

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28 feb 2017

Una nuova pista ciclabile collegherà la Bandita a via Archirafi

di Giulio Di Chiara

Il PonMetro, questo enorme contenitore di fondi pubblici che saranno a disposizione dei comuni metropolitani, Palermo incluso, regalerà alla nostra città una nuova pista ciclabile lungo la costa sud di Palermo. In particolare, come si legge nell'apposita scheda comunale, l'intervento propone da una parte il recupero dell'esistente pista ciclabile su via Messina Marine, dall'altra la realizzazione di un nuovo tratto su via Tiro a Segno. In particolare si parla di: attrezzaggio del tratto di pista ciclabile esistente su via Messina Marine, la realizzazione del tratto che da via Messina Marina attraverso via Tiro a Segno arriva in via Archirafi, con la conseguente ricucitura dei tratti isolati e la messa a sistema della pista ciclabile. Si prevedono, lungo il percorso, una serie di interventi relativi all’arredo urbano, l’implementazione della segnaletica illustrativa delle emergenze storiche, paesaggistiche, ecc., dei servizi e dei nodi di interscambio, la realizzazione di stazioni di bike sharing ,di aree di sosta attrezzata, di ciclofficine. Ammettiamo di non comprendere cosa si intenda per "attrezzaggio" del tratto di via Messina Marine e non si evince altresì che genere di infrastruttura verrà fuori, in quanto la progettazione è in corso, secondo quanto riportato nel cronoprogramma. Di certo, quella attuale non è mai stata una pista ciclabile... L'intervento dovrebbe essere completato entro i primi mesi del 2020, per un importo complessivo di 2.300.000 euro. Visto che la progettazione è ancora in corso, auspichiamo che si impari dagli errori del passato, scongiurando le ennesime corsie ricavate da pavimentazioni anonime, non protette e non opportunamente segnalate. Voi che raccomandazioni dareste ai progettisti? (foto by http://www.pisteciclabilipa.altervista.org)    

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06 apr 2016

La corsia ciclabile che fa discutere i palermitani sul web: è normale o pericolosa?

di Giulio Di Chiara

In queste ore si sta diffondendo sui social una foto inerente la corsia ciclabile recentemente istituita su via Dante, che ha la caratteristica di essere delimitata sul lato destro dal marciapiede e sul lato sinistro da una fila di parcheggi. Oggetto del dibattito è proprio la disposizione spaziale della corsia, che in questo modo dovrebbe disincentivare il parcheggio di veicoli a motore su di essa. Leggendo i commenti, per diversi cittadini questa è una soluzione mai vista prima e totalmente non attuabile. In realtà, così come avevamo mostrato in questo articolo, è una composizione spaziale già utilizzata altrove e anche con buoni risultati. Un ulteriore esempio è la città di Verona: su Corso Porta Nuova, arteria stradale del centro città a doppio senso di marcia, la corsia ciclabile è ricavata tra il muso delle auto parcheggiate e il marciapiede (nella foto). Pertanto vogliamo ulteriormente sfatare questo clamore per qualcosa che a Palermo non era probabilmente mai stato presentato. Semmai è utile concentrarsi su altri aspetti dell'infrastruttura: ad esempio, proprio come fatto a Verona, questa tipologia di corsia ciclabile ci sembra più indicata laddove sia presente un parcheggio a pettine, in modo da scongiurare l'eventuale collisione tra uno sportello aperto e il transito di un ciclista. In casi di parcheggio parallelo come quello di via Dante, viene generalmente istituita una fascia di rispetto a fianco della corsia stessa per consentire queste operazioni contemporaneamente in maggiore sicurezza.     Riguardando la foto di via Dante ci sembra che tale "accortezza" non sia stata pensata, forse perchè la dimensione della carreggiata imponeva spazi di manovra decisamente minori, anche per la compresenza della corsia preferenziale dall'altro lato della strada? La criticità più evidente nella foto di via Dante non è tanto la disposizione spaziale, quanto l'assenza di spazi adibiti alla salita/discesa dal veicolo (tra l'altro destinato ad un portatore di handicap) senza invadere la corsia ciclabile e dunque incorrere in un potenziale rischio. Confidiamo infine nelle segnalazioni dei cittadini circa episodi come questo:  

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05 set 2016

Corso Vittorio Emanuele: la corsia promiscua che “accontenta” solo i pedoni

di Giulio Di Chiara

Le piste ciclabili e le corsie a Palermo sono sempre sotto la lente d'ingrandimento. Palermo non ha una grande tradizione in tal senso e soltanto negli ultimi anni si è cominciato a pensare alla mobilità più dolce con provvedimenti vari, alcuni efficaci, altri no. Spesso le soluzioni adottate sono state smentite nel tempo con altri provvedimenti, così che per il cittadino è davvero difficile abituarsi a qualcosa che funziona. Dopo svariate modifiche, in Corso Vittorio Emanuele è nata una corsia ciclabile qualche tempo fa, che in teoria doveva essere parte di un anello ciclabile mai completata nel tratto di via Bonello. Dopo le recenti modifiche per le "ZTL" (anch'esse non entrate in vigore), ad oggi la strada è costituita da una corsia centrale parzialmente carrabile, e due corsie laterali promiscue per pedoni e ciclisti. La segnaletica è eloquente.   (tavolini lungo la corsia ciclabile, foto by Cino Dario) Transitando su una di esse con la bici ci si accorge di come in realtà, per un ciclista, percorrere quel segmento è molto difficile: in primis la promiscuità con i pedoni non agevola l'andatura di coloro che a bordo delle due ruote, preferiscono spostarsi nella corsia centrale. Ciò detto è auspicabile sempre uno spostamento molto lento per motivi di sicurezza. Ed a proposito di sicurezza che va evidenziato quanto segue: all'interno della corsia, come è visibile dalla foto, sono presenti panchine, cestini e fioriere che di fatto riducono ulteriormente lo spazio di manovra. Va da sè che un pedone è molto più agevolato, mentre per un ciclista il transito è molto pericoloso, con il rischio di urtare uno di questi ostacoli. C'è da chiedersi a questo punto se non sia il caso di separare pedoni e bici, destinandoli rispettivamente alle due corsie attualmente presenti, senza mischiarli e aumentando gli standard di sicurezza. Parola al comune.

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08 nov 2016

La vernice per terra sancisce il definitivo fallimento dell’amministrazione sul tema “piste ciclabili”

di Giulio Di Chiara

Non bastava il raggiro sul nuovo "Piano della mobilità dolce" proclamato a Febbraio 2015 che annunciava una vagonata di  interventi su piste e corsie ciclabili, quasi del tutto irrealizzati. Adesso arriva il carico da 90, la corsia su via Libertà. Si, proprio quella corsia nata sui marciapiedi della via liberty che andava a sbattere sulle edicole preesistenti e che oltre a non essere utilizzata venne denigrata e sbeffeggiata da tutti i cittadini. Si lasciò che il tempo e le intemperie sbiadissero quelle due righe bianche tanto da screditarne l'esistenza. Cose di anni e anni fa. L'ingente incremento della mobilità ciclabile nel frattempo aveva alzato il livello del dibattito sulla ciclabilità tanto che l'amministrazione arrivò a parlare di piani di mobilità dolce poi presentati con tanto di slide e modelli di riferimento. Ma nel concreto, le vecchie piste tanto criticate sono ancora lì, uguali, vecchie, in parte sbagliate e abbastanza degradate. Qualche corsia nuova è stata creata con la vernice e nulla più. Il suggello finale di questa retata di interventi "a metà" è appunto il ritorno alle due strisce nei marciapiedi di decennale memoria. Soluzione brutta a vedersi, non funzionale e parente delle precedenti soluzioni adottate. Il tutto per dire che in via Libertà c'è una corsia ciclabile??? Nel tratto indicato dalla foto il meglio del peggio, con un passaggio pedonale trasformato in un attraversamento promiscuo e un'isoletta pedonale che soffoca tra pali della segnaletica, pali dell'illuminazione pubblica e cartelloni pubblicitari. La ciclabilità dovrebbe ridurre spazio alle auto, non ai pedoni, che nel caso specifico dovrebbero stare attenti al transito dei ciclisti. Per non parlare delle categorie come i diversamente abili.. Ma non vogliamo approfondire tanto questo tratto in particolare, non avrebbe senso. E' il progetto più ampio che ci spaventa. Il progetto che non c'è e che dopo quasi 5 anni di sindacatura è tornato indietro di 4 lustri con provvedimenti raffazzonati che dovrebbero dare il contentino alla popolazione. No, non è così caro sindaco e cari assessori. Si era intrapreso un percorso per migliorare, progredire. E invece ci riproponete le solite cose "arripizzate" per dirla alla palermitana. Avete perso 5 anni in cui potevate gettare le basi per dare anche ai ciclisti qualche infrastruttura decente senza prenderli per forza in giro con paroloni ad effetto. Ne bastava anche una in 5 anni, ma fatta bene. Oppure bastava dire che non sapevate cosa fosse una pista ciclabile. Sarebbe stato più apprezzato. Invece avete continuato a perpetuare questa pantomima per dire che qualcosa è stato fatto, a valle di proclami faraonici. Purtroppo su questo tema in particolare, il fallimento è totale. Alla fine dei 5 anni ci aspettavamo la chiusura con il botto, invece siete ritornati all'anno zero.    

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31 lug 2017

La ciclabile di viale Del Fante non accontenta tutti: intervento senza un “progetto”. I vostri commenti più significativi..

di Giulio Di Chiara

Questa foto postata da un membro del gruppo facebook "Mobilita Palermo" ha scatenato un flusso di commenti non indifferente che vogliamo riprendere per provare a stilare una valutazione di merito sul provvedimento. Ma partiamo da alcune vostre riflessioni, che senza dubbio denotano differenze di vedute e racchiudono gran parte delle valutazioni espresse: "Perché il Marciapiede è per i pedoni. Mentre la strada e per i mezzi. Considerata la larghezza della via, è più logico così." " Parlo da ciclista...Senza considerare che ci siamo asciugati un km di parcheggio?quel marciapiede è enorme per la densitá che c'è di pedoni.. Considerando che dall'altra parte è grande tanto quanto...è cosi complicato trovare quando possibile soluzioni soddisfacenti per tutti?" "Da ciclista... Da ciclista dovrebbe solo apprezzare. Ma la realtà è che è automobilista e pensa solo ai parcheggi, 3 post su 3." "Purtroppo è monodirezionale" "Il marciapiede non mi sembra abbastanza largo per pedoni e bici in sicurezza. Comunque dobbiamo essere contenti che finalmente per le bici stanno usando uno spartitraffico robusto e più difficile da ignorare."   Dove sta la verità? Probabilmente nel mezzo, come al solito. Sicuramente è vero che una corsia ciclabile è meglio di una sede promiscua in cui auto, moto e ciclisti si mischiano senza troppa disciplina. Sotto questo punta di vista, ci sentiamo di dire che la sicurezza aumenterà. Guardando però il provvedimento un pò più da lontano, sorgono due riflessioni: la prima è relativa al contesto. Si è istituito un tratto di corsia totalmente sconnesso da un ipotetico tracciato più ampio (che in realtà non esiste). Come scriveva qualcuno, una corsia mono direzionale è utile solo a metà se non si innesta in altri percorsi e se non concepita come un percorso quasi obbligato per attraversare una parte di città tramite una "bicipolitana" di superficie. Siamo ancora ben distanti dal concetto di "rete ciclabile" che consenta spostamenti "completi" da un punto di partenza A ad un punto di destinazione B. Si continua a procedere per interventi puntuali e sporadici. Non si vede la visione di insieme, l'obiettivo finale. La seconda riflessione è più "politica": questa stessa amministrazione, in continuità con il precedente quinquennio, continua a disattendere il piano della mobilità dolce da lei stessa diramato e che criticammo apertamente in questo articolo: in pompa magna si annunciarono interventi di vario genere per ampliare la "rete ciclabile" cittadina. Interventi manutentivi sulle "piste"(?) già esistenti (ci si riferisce ai mattoni rosa sui marciapiedi), nuove piste e corsie. Sulle preesistenti "piste"sul marciapiede destinate alle bici non registriamo UN SOLO intervento di razionalizzazione e ampliamento della sede ciclabile. Tutto è rimasto invariato, ovvero mattoni rosa posti su un marciapiede, per nulla protetti e/o segnalati opportunamente. Stesso discorso per le "nuove piste", se consideriamo una pista ciclabile quell'infrastruttura progettata e realizzata secondo dei canoni tecnici ed estetici ben precisi. Dunque rimane soltanto qualche nuova "corsia" e nulla più. Speriamo che con queste ulteriori riflessioni, ognuno di voi possa farsi un'idea ancora più chiara sulla situazione generale per valutare il singolo provvedimento. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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02 ott 2017

La corsia ciclabile di viale Del Fante dovrà essere rimossa!

di Fabio Nicolosi

Dopo averne elogiato pregi e difetti nell'articolo di qualche giorno fa, ecco che arriva la mazzata. Secondo quanto si apprende dal GDS il questore e il gruppo operativo sicurezza hanno ordinato l'immediata rimozione della pista, nel tratto tra Via Del Carabiniere e la piazzetta Salerno entro il 7 Ottobre, entro la prossima partita che il Palermo Calcio disputerà. Le motivazioni: il cordolo è costituito da una struttura di supporto all'interno della quale sono collocate tre file di cubetti di cemento che risultano in parte estraibili facilmente, con notevole pericolo in caso di turbative dell'ordine pubblico. Inoltre il cordolo non consente un semplice afflusso e deflusso nel corso delle manifestazioni sportive. Preso atto dunque che lì una corsia ciclabile non sarà più realizzata ci chiediamo, ma queste problematiche perchè sono sorte solo ora? Il questore era stato informato sulla realizzazione della suddetta corsia? I tecnici comunali avevano chiesto il parere prima della realizzazione della stessa? Adesso ci toccherà spendere soldi pure per rimuovere il tutto e ripristinare la strada. Come si suol dire, dopo il danno anche la beffa. Che amarezza! Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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