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27 feb 2017

Cosa ci aspettiamo dal nuovo sindaco?

di Andrea Baio

Si avvicinano le elezioni, e Palermo nutre con ansia una nuova speranza di cambiamento. Palermo è una città complessa da amministrare, e vorremmo partire dal presupposto che fare miracoli non è possibile, e nemmeno credibile. Dal canto nostro, tenderemo a diffidare da quei candidati che non manterranno i piedi per terra, perché la strategia delle promesse divine ha decisamente fatto il suo tempo e i palermitani non abboccano più. Quale dovrebbe essere secondo noi la parola chiave? Beh, sicuramente "continuità". Negli ultimi anni a Palermo si è cominciato a sperimentare: niente di eccezionale, per carità, ma se non altro si è provato ad avviare un lento processo di rinnovamento. Quanto segue trova attinenza esclusivamente alle tematiche di cui si occupa questa community (mobilità, ambiente, decoro urbano, infrastrutture), poiché dal punto di vista della profonda crisi sociale, del drammatico fenomeno migratorio, del fatto che siamo una tra le città col più basso tasso d'occupazione d'Europa, non c'è molto da dire, se non che il fallimento è completo: vuoi per la totale incapacità della politica, vuoi per una scarsa cultura d'impresa, vuoi perché molte menti di valore sono emigrate in luoghi dove possono essere valorizzate, senza sottostare a logiche di favoritismi, raccomandazioni e clientelismo. Cosa è cambiato in positivo? Beh, si è cercato di avviare sicuramente un processo di valorizzazione del centro storico. Per la prima volta si è attuato un piano graduale per le pedonalizzazioni - sicuramente perfettibile, e anche molto carente in alcuni punti - ma pur sempre un inizio. Via Maqueda sino a dieci anni fa era in cima alla classifica delle strade urbane più trafficate e inquinate di Italia, oggi è un angolo di città riscoperto e goduto da cittadini e turisti, inserita nel piano triennale delle opere pubbliche per interventi di riqualificazione, ri-pavimentazione e arredo urbano. Stesso dicasi del Cassaro e delle principali piazze. La mobilità sostenibile ha sicuramente fatto passi avanti con l'arrivo del tram in città, di cui è già prevista un'espansione con la creazione di tre nuove linee - con una che attraverserà il cuore del centro storico, unendo i due depositi ad oggi scollegati - già finanziate coi fondi del Patto per Palermo siglato tra il sindaco Orlando e l'ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Sebbene il piano per le piste ciclabili non sia nemmeno un vero e proprio piano, e l'amministrazione si sia dimostrata molto deludente in tal senso, il bike sharing ha comunque fatto il suo ingresso in città. Ad oggi non si può dire che sia un successo, ma sicuramente - integrato al servizio carsharing - comincia ad essere percepito come un'alternativa per i propri spostamenti quotidiani. Dopo mille vicessitudini, la ZTL è finalmente stata attivata. Nonostante lo scontento di molti, non si può negare che ad occhio si possa percepire una diminuzione dei veicoli in centro. Di contro, l'offerta di trasporto pubblico non è assolutamente sufficiente a garantire un'alternativa al trasporto privato. A questo si aggiunga la presenza di numerosi cantieri in città, di cui alcuni - come quelli dell'Anello Ferroviario - costituiscono una vera e propria gatta da pelare, senza possibilità di intravederne la fine. Il patrimonio arabo-normanno della nostra città è entrato a far parte del circuito UNESCO, il che si traduce in un maggiore impatto turistico e un maggior prestigio per la città a livello internazionale. Con l'aggiunta della recente nomina a Capitale Italiana della Cultura, e Manifesta 12 - la prestigiosa biennale di arte contemporanea - la città conquista maggiore appetibilità, e si discosta finalmente dai soliti stereotipi legati alla mafia, cominciando invece ad essere percepita come un luogo affascinante, pieno di contrasti, dal sapore multietnico, di forte interesse storico, architettonico, paesaggistico e folkloristico. Palermo comincia a fare "tendenza", e questa inversione di rotta potrebbe - se ben sfruttata - essere il passepartout per il rilancio economico della città. Cosa va migliorato? La condizione del manto stradale è un totale disastro. Ad eccezione di via Libertà - habitat della "Palermo bene" (o pseudo tale) - le strade di Palermo assomigliano più a "trazzere" di provincia: piene di buche, crepe, dislivelli, dissesti causati dalle radici degli alberi, totale assenza di segnaletica orizzontale, mancata pulizia delle caditoie. Una situazione ridicola che si perpetra da anni, e che questa amministrazione - come tutte quelle che l'hanno preceduta - non hanno saputo risolvere in alcun modo. La riqualificazione delle periferie è un altro tasto dolente, mai affrontato. Le periferie risultano scollegate, carenti di servizi di ogni genere e considerate spesso l'ultima ruota del carro, salvo ritornare "di moda" durante elezioni. Ad eccezione dello Sperone e dell'area Sud, leggermente riqualificata grazie all'arrivo del tram, di una fermata ferroviaria e di un centro commerciale, il resto delle periferie soffre di pessima salute. L'argomento non viene quasi mai affrontato, e il degrado si espande ogni giorno di più. Le aree verdi sono ridicole. Poco si era fatto, e qualcosa cominciava a smuoversi con l'apertura del Parco Cassarà, poi chiuso per la presenza di amianto. Ad oggi nessuna novità circa la riapertura e le operazioni di bonifica che dovrebbero aver luogo prima. Il Parco Cassarà è solo uno dei tanti fallimenti di questa città in fatto di aree verdi. Quelle di competenza comunale sono spesso lasciate all'incuria totale. Altrettanto fallimentari i tentativi di riqualificazione della Favorita, senza che sia stato presentato alcun piano convincente, tanto meno progetti seri per la restituzione di una delle più vaste aree verdi urbane di Italia ai cittadini palermitani. Il progetto della Metropolitana Leggera Automatica è stato definitivamente cassato, sostenendo che il governo non è più interessato a finanziare l'opera per la città di Palermo. Un fallimento misero e assolutamente privo di ogni lungimiranza. Sebbene l'amministrazione abbia rimarcato la volontà di espandere le linee di tram - ottima cosa, per carità - tutto ciò non può comunque sostituire a livello strategico la presenza di una metropolitana: l'unica infrastruttura in grado di garantire un trasporto passeggeri a maggiore capacità e maggiori frequenze. Un tram che collega il centro città alle borgate marinare è semplicemente svantaggioso, per via dei lunghissimi tempi di percorrenza che lo caratterizzano. Sul piano della ciclabilità, siamo ancora al medioevo. Le poche piste ciclabili esistenti sono assolutamente non fruibili, spesso non rispettate e pensate male. Nonostante viviamo in una città pianeggiante, con un clima perfetto per andare in bici tutto l'anno, non siamo ancora in grado di intendere la bici come un mezzo di trasporto che vada oltre l'uso ricreativo. Ad oggi, non sussistono le condizioni di sicurezza e agibilità per far sì che i palermitani possano scegliere la bicicletta come mezzo di trasporto alternativo. Un paradosso, se consideriamo dal lato opposto i tentativi di AMAT nel lanciare un servizio di bike sharing che possa funzionare. La progettualità non tiene minimamente conto delle reali esigenze della cittadinanza, della preziosa collaborazione delle associazioni che vivono il territorio, e dei professionisti. Per dirla in parole povere...il Comune "sa fa a sulu". Nonostante più volte sia stata manifestata una volontà di apertura alla società civile, tale apertura è rimasta più uno spot che una reale collaborazione orientata all'ottenimento di risultati concreti. L'approccio adottato è più funzionale a sventolare una bandiera e mettere dei puntini sulla mappa, piuttosto che a programmare in modo serio lo sviluppo di questa città. Insomma, la propaganda viene prima delle cose fatte bene. Ancor più grave è che quasi mai sono stati indetti concorsi di idee per la realizzazione di opere belle e funzionali. Ad esempio, l'architettura nella nostra città resta ancora una chimera, e sembra destino che i numerosi giovani architetti dovranno continuare a vedere sprecate le proprie capacità per far da portaborse a decrepiti baroni presuntuosi. La differenziata è a livelli imbarazzanti. Nonostante qualcosina in più si faccia, le percentuali sfigurano miseramente di fronte a quelle di città come Milano o Torino, dove si arriva anche a superare il 40%. Bocciati. Sul piano dei controlli: zero assoluto. La Polizia Municipale continua a non pervenire, nonostante le numerose tirate d'orecchie. I sottopassi pedonali di viale Regione sono un ricettacolo per tossici, immondizia e teppisti. La terrazza della Cala è diventata una distesa di preservativi e fazzoletti usati. Posteggiatori abusivi e ambulanti dominano ogni zona della città, alimentando il malaffare e creando numerosi disagi alla popolazione. Il mercato del rubato a Ballarò continua a presenziare sotto gli occhi di tutti, tenendo in ostaggio residenti, ambulanze, traffico veicolare. La legalità in questa città è morta e sepolta. Si potrebbe continuare l'elenco, ma probabilmente non aggiungerei nulla a ciò che già sappiamo tutti. Abbiamo voluto mantenere i piedi per terra, proprio per rimarcare il fatto che questi sono punti che dovrebbero stare al centro della prossima campagna elettorale, e che potrebbero essere affrontati con serietà, senza necessitare di budget stratosferici, ma programmando e razionalizzando le risorse esistenti (al di là ovviamente di infrastrutture più complesse come la metropolitana, ad esempio). A proposito di questo, a breve annunceremo delle novità proprio relativamente alle prossime elezioni. Speriamo che si possa creare un percorso di continuità con quel poco che di buono si sta facendo, e che indipendentemente da CHI governerà questa città, il primo interessa possa essere quello dei cittadini di Palermo.

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08 nov 2016

La vernice per terra sancisce il definitivo fallimento dell’amministrazione sul tema “piste ciclabili”

di Giulio Di Chiara

Non bastava il raggiro sul nuovo "Piano della mobilità dolce" proclamato a Febbraio 2015 che annunciava una vagonata di  interventi su piste e corsie ciclabili, quasi del tutto irrealizzati. Adesso arriva il carico da 90, la corsia su via Libertà. Si, proprio quella corsia nata sui marciapiedi della via liberty che andava a sbattere sulle edicole preesistenti e che oltre a non essere utilizzata venne denigrata e sbeffeggiata da tutti i cittadini. Si lasciò che il tempo e le intemperie sbiadissero quelle due righe bianche tanto da screditarne l'esistenza. Cose di anni e anni fa. L'ingente incremento della mobilità ciclabile nel frattempo aveva alzato il livello del dibattito sulla ciclabilità tanto che l'amministrazione arrivò a parlare di piani di mobilità dolce poi presentati con tanto di slide e modelli di riferimento. Ma nel concreto, le vecchie piste tanto criticate sono ancora lì, uguali, vecchie, in parte sbagliate e abbastanza degradate. Qualche corsia nuova è stata creata con la vernice e nulla più. Il suggello finale di questa retata di interventi "a metà" è appunto il ritorno alle due strisce nei marciapiedi di decennale memoria. Soluzione brutta a vedersi, non funzionale e parente delle precedenti soluzioni adottate. Il tutto per dire che in via Libertà c'è una corsia ciclabile??? Nel tratto indicato dalla foto il meglio del peggio, con un passaggio pedonale trasformato in un attraversamento promiscuo e un'isoletta pedonale che soffoca tra pali della segnaletica, pali dell'illuminazione pubblica e cartelloni pubblicitari. La ciclabilità dovrebbe ridurre spazio alle auto, non ai pedoni, che nel caso specifico dovrebbero stare attenti al transito dei ciclisti. Per non parlare delle categorie come i diversamente abili.. Ma non vogliamo approfondire tanto questo tratto in particolare, non avrebbe senso. E' il progetto più ampio che ci spaventa. Il progetto che non c'è e che dopo quasi 5 anni di sindacatura è tornato indietro di 4 lustri con provvedimenti raffazzonati che dovrebbero dare il contentino alla popolazione. No, non è così caro sindaco e cari assessori. Si era intrapreso un percorso per migliorare, progredire. E invece ci riproponete le solite cose "arripizzate" per dirla alla palermitana. Avete perso 5 anni in cui potevate gettare le basi per dare anche ai ciclisti qualche infrastruttura decente senza prenderli per forza in giro con paroloni ad effetto. Ne bastava anche una in 5 anni, ma fatta bene. Oppure bastava dire che non sapevate cosa fosse una pista ciclabile. Sarebbe stato più apprezzato. Invece avete continuato a perpetuare questa pantomima per dire che qualcosa è stato fatto, a valle di proclami faraonici. Purtroppo su questo tema in particolare, il fallimento è totale. Alla fine dei 5 anni ci aspettavamo la chiusura con il botto, invece siete ritornati all'anno zero.    

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01 lug 2016

Vi ricordate le piste ciclabili? Noi no!

di Giulio Di Chiara

Più di un anno fa, precisamente a Febbraio 2015, lo squillo di trombe comunali annunciava il nuovo Piano della Mobilità Dolce, che venne presentato alla Fonderia Oretea alla presenza di assessori e funzionari in occasione della seconda giornata di consultazione. La grande rivoluzione annunciata fu un piano di azioni che prevedeva interventi a varia scala. A quei tempi (e anche ora) il cuore della vicenda era soprattutto la ciclabilità e le infrastrutture per essa. In particolare venivano criticate le piste ciclabili esistenti, spesso invase dalle auto e strutturate in maniera alquanto dubbia. Proprio in quell'occasione vennero mostrati (su carta) svariati nuovi percorsi e annunciati i lavori di recupero e valorizzazione delle piste già esistenti. Step e consegne entro 6 mesi, 1 anno, 2 anni, oltre 2 anni. Ci saranno scelte di tipo manutentivo, cercando di recuperare e rendere più visibili le piste esistenti. Realizzazione di nuove piste Individuazione di alcune corsie preferenziali per il bus da destinare anche a corsie ciclabili. La selezione avverrà seguendo quelle corsie dove la frequenza del tpl è più scarso. Nuove piste? Non chiamiamole "piste", ma corsie ricavate sulla carreggiata stradale: si pensi a quella recentemente istituita alla Favorita (senza segnalazioni catarifrangenti) o la promiscua su Corso Vittorio Emanuele. Le piste ciclabili sono altra cosa e non abbiamo mai avuto contezza di un nuovo progetto. Corsie preferenziali dei bus: via Dante a scendere, viale Strasburgo tra villa Adriana e svincolo Belgio. E quelle esistenti? Sono ancora lì, con le mattonelle color salmone a prendere il sole, con svariate ringhiere distrutte e il ricordo di interventi di recupero annunciati ma mai programmati e eseguiti. Ad oggi non sappiamo nemmeno quali erano gli interventi previsti. Chissà se esistevano davvero. Da qualche giorno la pista ciclabile di via Lincoln è oggetto di altri lavori (acquedotto?), con tanto di martelli pneumatici che scavano e rompono la pavimentazione. Altro che piano...

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19 gen 2016

Da domani inizierà la collocazione di ventidue nuove rastrelliere in città

di Fabio Nicolosi

EDIT: Aggiunta la mappa dell’esatta ubicazione delle rastrelliere A partire da Mercoledì, ventidue nuove rastrelliere saranno posizionate in città per incentivare l’uso della bicicletta. Secondo quanto stabilito da un’ordinanza dell’Ufficio del Piano Tecnico del Traffico del Comune di Palermo, gli stalli per la sosta delle biciclette saranno ubicati principalmente all’interno delle aree pedonali del Centro storico. In particolare, i nuovi stalli si troveranno in piazza Bologni, via Discesa dei Giudici/piazza Bellini, nelle piazze Cassa di Risparmio, Verdi, Olivella, Croce dei Vespri, Rivoluzione, Marina, Magione, via dello Spasimo, e nelle piazze del Parlamento, Indipendenza e della Vittoria. “Il provvedimento – dichiarano il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alla Mobilità, Giusto Catania – rientra tra quelli previsti dal Piano di Mobilità dolce, approvato dalla Giunta lo scorso aprile, e mira all’alleggerimento del traffico veicolare cittadino e alla riqualificazione degli ambiti urbani di maggiore frequentazione e pregio artistico, presenti nel Centro storico, attraverso l’uso della bicicletta. Un altro passo avanti – hanno continuato Orlando e Catania – per promuovere la ciclabilità a Palermo, in connessione con gli altri sistemi di mobilità già esistenti e i nodi di interscambio, come sinonimo di città vivibile e all’insegna della sostenibilità”. Per conoscere l’esatta ubicazione delle rastrelliere vi alleghiamo l’ordinanza: Ordinanza Auspichiamo che le rastrelliere siano tali da poter fissare contemporaneamente telaio e ruota, proprio per una maggiore sicurezza. Ecco anche una mappa realizzata da Daniele Panzarella:

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01 ott 2015

Via libera alle bici lungo le corsie preferenziali

di administrator

Con apposita ordinanza, viene dato il via libera al transito delle biciclette lungo le corsie preferenziali dei mezzi pubblici. Si tratta di un provvedimento che era già previsto dal Piano della Mobilità Dolce (uso promiscuo della corsia riservata al trasporto pubblico) e che apre nuovi scenari per incentivare l'utilizzo della bicicletta. Augurandoci che molte di queste corsie vengano "protette" da appositi cordoli per salvaguardare ulteriormente la sicurezza dei ciclisti. Diciamo che si è legalizzata una pratica che già i ciclisti usavano. Il provvedimento sarà valido non appena verrà posta la segnaletica. Tutti i velocipedi avranno l'obbligo di seguire il senso di marcia della corsia preferenziale. Inoltre viene istituito il limite di 30 Km/h da collocarsi in più punti della corsia riservata. Riportiamo qui di seguito stralcio dell'ordinanza con l'elenco delle strade interessate.    

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04 mag 2015

Approvato il piano della mobilità dolce

di Fabio Nicolosi

La Giunta comunale ha approvato il 28 Aprile 2015 il Piano di 'Mobilità dolce', ovvero la realizzazione di una nuova rete di piste ciclabili della città di Palermo. Il nuovo piano è stato presentato a Villa Niscemi dal sindaco Leoluca Orlando e dall'assessore alla Mobilità, Giusto Catania. 'Con il piano delle piste ciclabili - ha detto l'assessore alla Mobilità, Giusto Catania -, vogliamo dare un contributo ad una nuova idea di mobilità alla città, una mobilità sostenibile che guarda con più attenzione alla necessità di decongestionare il traffico privato. Per questa ragione, il Piano sulle piste ciclabili è perfettamente connesso al piano delle isole pedonali e rappresenta un altro modo di vivere la città e renderla sempre più vivibile. Sostanzialmente, sono tre le linee guida del nuovo Piano: la costruzione di un rete articolata della città, attivare delle piste visibili e riconoscibili e, infine, mettere in sicurezza il ciclista'. (altro…)

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