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26 ago 2016

La corsia ciclabile per pedalare in una valle di lacrime

di Giulio Di Chiara

Avete mai percorso una corsia ciclabile? Noi si, ad esempio quella di via Dante. Una corsia ricavata direttamente nella carreggiata e delimitata dal cordolo a sinistra e dal marciapiede a destra. Una soluzione adottata in tante altre città e che funziona, se mantenuta. Purtroppo noi non sappiamo copiare, spesso non c'è comunicazione tra i settori comunali e il provvedimento di un assessorato finisce per smascherare le magagne e le carenze di altri settori, ad esempio quello della pulizia e della manutenzione stradale. Premesso che la soluzione spaziale potrebbe funzionare, qualora in queste corsie, a lato delle quali parcheggiano le auto, venisse prevista un'area di rispetto che consentisse agli automobilisti di aprire e chiudere gli sportelli in sicurezza, senza rischiare di colpire un ciclista in transito nella corsia. Ma per funzionare servono due concetti fondamentali: pulizia e sicurezza. Questa è la ciclabile di via Dante: immondizia dappertutto, rami non potati e manto stradale pieno di avallamenti e buche. Buche che, teniamo a precisare, sono spesso causate dall'inesistente livellamento tra i tombini e il manto bituminoso. Problemi e denunce perpetuate allo sfinimento a chi di competenza. Non c'è da fare nulla, chi asfalta le strade, non sa fare o non fa le cose per bene, DA SEMPRE! Vetro, buche, immondizia..... che ci aspettate a pedalarci sopra?

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