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26 apr 2017

Passante Ferroviario | TBM: in corso il montaggio del nastro trasportatore

di Fabio Nicolosi

A seguito del via libero ricevuto dall'ARPA tramite la nota del 5 Aprile 2017, si riprende la preparazione per l'avvio della talpa meccanica. Si sta provvedendo al montaggio della struttura di supporto del nastro trasportatore per lo smarino, successivamente si provvederà alla realizzazione della vasca di decantazione. L'avvio del macchinario è previsto per fine maggio, quindi si dovrà attendere ancora un mese. Segno che l'avvio è imminente sarà anche l'arrivo di ulteriori conci per il rivestimento della galleria, in quanto i conci attualmente stipati in cantiere garantiscono il minimo avanzamento, ma sicuramente non sono in grado di supportare un attività continua di avanzamento. Foto di Giovanni75 e Ninni T. Potrebbe interessarti anche: FOTO | Passante Ferroviario: Una mattina all’interno della TBM Marisol VIDEO ESCLUSIVO | Passante Ferroviario: Dentro le gallerie da Notarbartolo a San Lorenzo Passante Ferroviario di Palermo Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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19 apr 2017

Nuova fermata ferroviaria di Sferracavallo: una fermata nel deserto?

di huge

In breve tempo la nostra città potrà tornare a usufruire del collegamento ferroviario con l’Aeroporto. Al momento RFI prevede di riaprire il passante per dicembre 2017, riapertura che porterà con sé non solo una linea rinnovata e a doppio binario, con servizi più frequenti e regolari, ma anche l’istituzione di nuove fermate al servizio di zone della città finora difficilmente raggiungibili con i mezzi pubblici. Una di queste sarà la fermata Sferracavallo, di cui abbiamo visto l’avanzamento dei lavori nell’ultimo aggiornamento pubblicato proprio qui su Mobilita solo qualche giorno fa (vai all'articolo: palermo.mobilita.org/...fermata-sferracavallo). Avere una nuova fermata a servizio della borgata, finora scarsamente collegata al resto della città solo da una linea di bus urbani (la linea 628), sarà senza alcun dubbio un enorme passo avanti per la mobilità dei suoi abitanti, e non solo. Durante la stagione estiva, che a Palermo dura almeno 5 mesi l’anno, da maggio a settembre, Sferracavallo diventa un’importante zona balneare che attrae gente dal resto della città e non solo. Un collegamento semplice e diretto con la borgata è dunque chiave anche in ottica “turistica”, potenzialmente incrementando le presenze nella borgata. Cosa si sta facendo per rendere realmente fruibile e appetibile questa fermata? Esistono progetti dell’amministrazione comunale volti a sfruttarne realmente le indubbie potenzialità? La fermata sorge lungo la via E. Palazzotto, la famosa variante della statale 113 realizzata alcuni anni or sono per bypassare il centro della borgata. Se la fermata venisse aperta oggi, per poterla raggiungere a piedi dalla piazza della borgata, bisognerebbe percorrere circa 800m, in gran parte lungo la su citata via Palazzotto.   A mio avviso si tratterebbe di una distanza eccessiva, soprattutto alla luce del tipo di percorso pedonale che sarebbe necessario percorrere, del tutto inadeguato visto che si tratterebbe di camminare lungo una strada in parte fuori dall’ambito urbano, priva di marciapiedi e scarsamente illuminata. Tutti elementi che renderebbero il percorso poco sicuro, sia per il traffico veicolare in mezzo a cui i pedoni si troverebbero costretti a camminare, sia per una questione di sicurezza personale, visto il percorso di fatti isolato. Lasciare che la fermata venga aperta con questo unico collegamento pedonale lo ritengo un grossissimo errore che probabilmente ne decreterebbe la morte ancor prima della sua nascita. Dubito che in molti deciderebbero di utilizzarla. E un utilizzo scarso o virtualmente nullo potrebbe portare Trenitalia a decidere di ridurre al minimo i treni che lì si fermano, decretandone a tutti gli effetti la fine. Non solo così ci troveremmo con una grossa occasione persa, ma avremmo sprecato ingenti somme di denaro pubblico per nulla. Alcuni propongono l’istituzione di un servizio navetta che faccia la spola tra la fermata e la borgata. Certamente una soluzione possibile e facilmente implementabile, soprattutto nei mesi estivi, quando si potrebbe pensare a una navetta al servizio dell’intero litorale fino punta Barcarello. Così come sarebbe auspicabile che venga pensata una postazione di bike-sharing nell'area della fermata, da affiancare ad un altro paio di postazioni, una in piazza e l'altra a Barcarello (attiva solo d'estate). A mio avviso soluzioni valide, ma soltanto parziali al problema in questione. Soluzioni, tra l’altro, valide durante la stagione balneare, molto meno nei mesi invernali. Credo esista una soluzione molto più semplice che l’amministrazione comunale potrebbe adottare: creare un collegamento pedonale con la via Catullo, distante dalla fermata solo 100m. Attualmente l’area della fermata e il termine della via Catullo sono separati da alcuni appezzamenti di terreno utilizzati per scopi agricoli. Il Comune dovrebbe progettare un breve (circa 100m) percorso ciclo-pedonale, ben illuminato, una fascia d’asfalto larga 3m, che si snodi lungo i suddetti terreni agricoli, raggiungendo il tratto di via Palazzotto prospiciente la fermata. Si verrebbe così a creare un collegamento pedonale diretto con la piazza della borgata, che a quel punto disterebbe soli 280m, anziché gli 800m oggi necessari. E quel che è più importante, si tratterebbe di un percorso del tutto sicuro e protetto dal traffico veicolare. Nell’immagine successiva è possibile vedere a confronto il nuovo percorso lungo la via Catullo, in verde, e quello oggi necessario lungo la via E. Palazzotto, in rosso. In giallo è stato tracciato l’attraversamento pedonale che sarebbe necessario realizzare sulla via Palazzotto. Attraversamento che eventualmente potrebbe essere dotato di lanterne semaforiche a chiamata, al fine di garantire le massime condizioni di sicurezza per i pedoni. O qualsiasi altro sistema ritenuto adatto al situazione in loco, come pannelli luminosi a led. È del tutto evidente come la soluzione attraverso la via Catullo sia nettamente preferibile all’attuale. Soluzione a mio parere ideale anche per la semplicità realizzativa, considerando anche il fatto che i terreni da attraversare sono privi di manufatti o abitazioni. Non sappiamo se il comune abbia mai preso in considerazione una simile soluzione. Speriamo quanto meno che si siano posti il problema del collegamento pedonale tra la borgata e la fermata e che la lettura di questo articolo possa in qualche modo portare/riportare il tema al centro dell’attenzione della nostra amministrazione. La fermata di Sferracavallo è una grossa occasione e ha grandi potenzialità. Non sprechiamola! & Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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13 apr 2017

Foto | Passante Ferroviario: Iniziata la sistemazione della fermata “Sferracavallo”

di Fabio Nicolosi

Prende forma anche la fermata Sferracavallo del raddoppio del passante ferroviario di Palermo, fermata che verrà utilizzata da tutti gli utenti che potranno direttamente dal centro di Palermo recarsi in pochi minuti nella borgata marinara. Seppur la fermata si trovi fuori dal centro abitato, la sua collocazione può benissimo essere compensata dall'utilizzo di una navetta messa a disposizione da AMAT che faccia la spola tra il treno e il mare. Una soluzione che è stata già proposta da noi di Mobilita. Ricordiamo che la tratta in questione, da Ex Ems a Carini Ciachea dovrebbe essere consegnata a doppio binario entro dicembre 2017. Nella foto osserviamo come si stiano realizzando i marciapiedi di accesso alla fermata con aiuole che presto verrano arricchite di verde. Ringraziamo Sario per la foto Ti potrebbe interessare anche: Passante Ferroviario di Palermo Un nuovo collegamento fra Palermo e Mondello per l’estate è possibile Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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12 apr 2017

Passante Ferroviario | Vicolo Bernava: arriva il via libera dall’urbanistica

di Fabio Nicolosi

Era il 6 Giugno 2014, quando tramite un ordinanza di sgombero alcuni cittadini venivano evacuati a scopo precauzionale da casa. Da quel 6 Giugno non hanno più potuto mettere piede in casa, se non per recuperare qualche oggetto o vestiario sempre scortati da VVF. L'imprevisto di Vicolo Bernava aveva di fatto interrotto i lavori di scavo della galleria Imera - Lolli causando lo stop forzato dei lavori e il blocco del raddoppio del passante ferroviario tra le fermate Imera e Lolli (Tratta A). Successivamente a questo imprevisto il consorzio SiS nominava il prof Barla del politecnico di Torino come esperto per trovare una soluzione che illustrava durante un seminario all'università. Seminario in cui per la prima volta si è parlato di demolizione ed espropri e in cui venne spiegato che gli edifici risultavano gravemente compromessi. Per permettere dunque il completamento dei lavori si è redatto un progetto che prevede la demolizione di alcune palazzine e la realizzazione di un area verde. Prima di iniziare i lavori però sono stati necessari una serie di passaggi burocratici che hanno allungato i tempi. Sentiti dunque l'Arta, il Genio Civile, il Comune di Palermo, l'assessorato regionale territorio ambiente e il dipartimento regionale urbanistica siamo, dopo tre anni di incartamenti, giunti alla fase conclusiva di questo estenuante percorso forzato. Avendo ottenuto i via libera infatti da entrambi gli uffici regionali, di cui trovate i decreti sotto, bisognerà attendere altri 60 giorni prima di poter redigere e approvare il progetto esecutivo e solo allora RFI potrà procedere con gli espropri e dare mandato a SIS di iniziare e completare i lavori. Quindi, una previsione ottimista, vedrà partire a giugno il decreto di esproprio e in autunno l'immissione in possesso. Per vedere i primi lavori ipotizziamo non possano iniziare prima dell'anno prossimo. La durata complessiva delle attività di cantiere per la soluzione scelta è di 24 mesi, mentre l’ultimazione delle lavorazioni in galleria è prevista in 18 mesi. Il costo totale stimato è di 17,421 milioni di euro. Ieri è uscita la notizia secondo cui la procura ha disposto il sequestro preventivo della parte di vicolo Bernava dove è installato il cantiere del passante ferroviario. Sequestro ordinato dal pubblico ministero Claudia Bevilacqua e accolto dal gip Filippo Serio. In realtà il sequestro preventivo non impedisce in alcun modo l'attività di cantiere, ma mette in sicurezza l’area, impedendo che le persone - soprattutto quelle che abitano nelle adiacenze - possano avvicinarsi Ecco il decreto dell'assessorato territorio e ambiente Ecco il decreto del dipartimento regionale dell'urbanistica Ti potrebbero interessare anche: Passante Ferroviario | Vicolo Bernava: Ecco il progetto definitivo, abbattuti i palazzi diventerà un’area verde Passante Ferroviario di Palermo Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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28 mar 2017

FOTO | Passante Ferroviario: Una mattina all’interno della TBM Marisol

di Fabio Nicolosi

Proseguiamo il reportage iniziato la settimana scorsa durante la visita ai cantieri del raddoppio del passante ferroviario di Palermo. A conclusione della giornata siamo rientrati al cantiere Notarbartolo e siamo stati accompagnati a visitare la Tbm (Tunnel Boring Machine) "Marisol" che scaverà la galleria da Notarbartolo a De Gasperi - Belgio. A guidarci fino al cuore pulsante del macchinario sono stati l'architetto Federico Daneri e l'esperto geometra Mauro Esposito che si è occupato di scavo meccanizzato già a Napoli per i lavori della metropolitana. Prima di iniziare precisiamo che la macchina è ancora ferma, in attesa del decreto dell'Arpa. La talpa lunga 130 metri con una testa fresante di 9,4 metri di diametro. Una delle sfide più grandi è stata alimentare la macchina, che richiede 4 MW di corrente, oltre ai 2 MW richiesti al cantiere, parliamo di oltre 6 MW che sono necessari per permettere il funzionamento. Basti pensare che il consumo è maggiore dell’energia utilizzata dall'intero ospedale Cervello che secondo voci è intorno ai 3 MW e produce un suono in galleria di oltre 80 decibel: come lavorare dentro una lavatrice in piena centrifuga, fortunatamente nulla però sarà percepito all'esterno vista la profondità a cui opera il macchinario. A macchinario avviato saranno impiegati 60 operai specializzati che divisi in più turni di lavoro terranno sotto stretta osservazione l'intero ciclo di lavorazione. Marisol è costata 13 milioni di euro e altri 6-7 milioni è il costo per il cantiere che gli sta dietro Gli scavi produrranno 140mila metri cubi di terra e roccia che saranno verificati, monitorati come da accordi con Arpa e usati per riqualificare spazi verdi e portati nelle due cave di Sferracavallo (cava Troìa e cava Impisu). Il tunnel Notarbartolo-via Iblei sarà formato da 1.421 anelli accostati l’uno accanto all’altro e ogni anello sarà composto da sette conci prefabbricati di calcestruzzo spessi 40 centimetri per un totale di oltre diecimila conci, tutti trasportati via camion da una ditta specializzata di Potenza. Come potete notare sono state già installate le guide per il nastro trasportatore che porterà la terra di scavo dalla macchina all'area di stoccaggio fuori dal cantiere. L'area di stoccaggio prevede una grossa vasca che verranno realizzate nelle prossime settimane e che serviranno a far decantare la terra di scavo prima di poterla portare nelle cave sopracitate Ogni concio ha una numerazione precisa che permette durante l'intera lavorazione dalla fabbricazione all'impianto di Potenza al montaggio in cantiere di essere identificato. Bisogna tener presente che ogni concio ha una lavorazione con tolleranze davvero minime, basti pensare che lo scarto sull'errore dovrà essere al millimetro e che anche in cantiere gli operai devono verificare con appositi strumenti che la tolleranza sia rispettata. Al momento ogni anello è legato a quello precedente e successivo con delle piastre, poiché trattandosi di avanzamento dentro ad un tunnel già precedentemente scavato è necessario riempire lo spazio che si crea tra la parete esistente e la parete di conci realizzata da Marisol, ecco perché questa è una fase molto delicata che rispetto all'avanzamento tradizionale richiede massima cautela. La camera di controllo dov'è contenuto il cervello dell'enorme talpa è una piccolissima stanzetta dove all'interno vi spazio per un solo operatore che ha sotto controllo tutto. Dalle pressioni, all'energia elettrica, dalla direzione, alla rotazione e inclinazione dello scudo, dalle telecamere di videosorveglianza alla quantità di malta iniettata. La macchina è dotata anche di una camera iperbarica perché dopo aver lavorato al fronte di scavo a pressioni di circa 2 bar superiore all'atmosferica, per permettere agli operatori di riportarsi a pressione atmosferica è obbligatorio effettuare un ciclo all'interno della camera, così come avviene ai sommozzatori dopo essere stati esposti a lungo ad alte pressioni. Il sistema di fissaggio dei conci è molto particolare, il concio arriva da sotto il macchinario direttamente dall'esterno del cantiere, qui un erettore tramite delle grosse ventose lo aggancia e lo porta in posizione. Questa la procedura: mediante l’erettore viene agganciato il concio e contemporaneamente vengono retratti i cilindri di spinta in corrispondenza della posizione in cui andrà montato detto concio; il concio è accostato all’anello precedentemente montato nella posizione in cui dovrà essere fissato mediante spinotti di acciaio/bulloni passanti tra anelli consecutivi; i cilindri, precedentemente retratti, vengono riaccostati sul nuovo concio appena montato; con la medesima procedura si esegue il montaggio degli altri conci fissandoli all’anello precedente e tra di loro; come ultimo elemento si monta l’elemento di chiave fissandolo sempre all’anello che lo precede. Nelle foto noterete la statuetta di Santa Barbara, protettrice di chi lavora in galleria. La statuetta è stata "prestata" dal geometra Esposito, ma l'intera struttura in acciaio che la ospita è stata realizzata dalle maestranze Sis. Una piccola curiosità che ci hanno mostrato con orgoglio, non solo per far notare la grande professionalità, ma anche perché con la scusa ci hanno spiegato che tutto ciò che vedevamo intorno a noi o quasi era stato realizzato dagli operai. Ma dopo tutte queste parole, quando potremo vederla in "azione"? La talpa partirà verso il mese di maggio (proprio a causa dell’atteso nulla osta dell’Arpa) e scaverà 2 km alla media di 8/10 metri al giorno, per 7-8 mesi circa. Al momento, la testa fresante (cioè lo scudo rotante che scaverà il tunnel ferroviario, ndr) è posto a 140 metri dall’imbocco della galleria, cioè a 10 metri dal fronte di scavo. Potrebbe interessarti anche: VIDEO ESCLUSIVO | Passante Ferroviario: Dentro le gallerie da Notarbartolo a San Lorenzo Passante Ferroviario di Palermo Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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09 mar 2017

VIDEO e FOTO | Passante Ferroviario: Abbattuto l’ultimo diaframma tra Francia e San Lorenzo

di Fabio Nicolosi

Ieri è stata una giornata storica per la tratta ferroviaria tra Palermo Centrale e l'aeroporto Falcone Borsellino. Alle ore 18 circa, infatti, sotto la supervisione di SIS, Rfi e Italferr è stato abbattuto l'ultimo diaframma della galleria che collega la fermata Francia alla fermata San Lorenzo. Il tratto in questione, lungo circa 220m, è stato scavato in circa un mese. Da oggi quindi sarà possibile imboccare la vecchia galleria alla stazione Notarbartolo e uscire qualche chilometro più avanti nei pressi di Cardillo. L'evento ha anche rappresentato la volontà di Sis di portare a termine l'opera anche con il famoso contenzioso avviato con RFI. Segnali positivi dunque che dimostrano la serietà di un azienda che ha da sempre portato avanti i propri interessi, ma anche quelli della città dove opera. Ringraziamo il CIFI Palermo per il video: Pubblicato da CIFI Palermo su Mercoledì 8 marzo 2017 Nei prossimi mesi la galleria dovrà essere attrezzata ed armata per permettere il transito dei treni, che si spera possa avvenire entro fine anno. In attesa di comunicati ufficiali, non ci resta che continuare a seguire i lavori e gli sviluppi dei cantieri. Ecco le foto inviateci dall'amico Paolo S.

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03 mar 2017

Passante Ferroviario | TBM “Marisol”: semaforo verde dell’ARPA

di Fabio Nicolosi

Buone notizie per il raddoppio del passante ferroviario di Palermo, maxi appalto da 1,2 miliardi di euro completo all’80%. Giorno 1 Marzo si è sciolto un altro importante nodo: lo stop alla talpa “Marisol” deciso dall’Agenzia regionale per la protezione ambiente (Arpa). All’impresa Sis venivano contestate delle prescrizioni ambientali sulle “le rocce da scavo e lo smaltimento sulle cave Troìa e Impisu, situate nei pressi dello svincolo di Sferracavallo”. In pratica, veniva chiesta un’integrazione sul “monitoraggio delle terre potenzialmente inquinanti”. Sis e Italferr sono state ascoltate dall’Arpa e, come previsto da Rfi, il problema è stato risolto agevolmente: «Abbiamo trovato un accordo – spiegano dall’Arpa – come prevedibile, rivedendo alcune posizioni. A metà marzo faremo un provvedimento definitivo con Italferr e Sis in cui specifichiamo meglio la questione del monitoraggio delle rocce da scavo, il trattamento dei materiali tirati fuori dalla galleria “Notarbartolo-Belgio”, e i tempi d’attesa per le risultanza analitiche su tossicità e principi attivi potenzialmente dannosi o inquinanti». “La Sis – aggiungono dall’Agenzia regionale per l’ambiente – deve pertanto ottemperare a prescrizioni non eccessivamente stringenti, previste dall’art. 184 del decreto legislativo 152/2006. E non alle nuove prescrizioni normative (D.M. 161/2012)”. Questo perché il progetto e il monitoraggio ambientale era già stato presentato dall’impresa a suo tempo, prima della nuova normativa. Soddisfazione è stata espressa dai vertici di Rfi, che si lasciano andare ad una previsione: «È una buona notizia. Entro un mese circa potremo iniziare lo scavo con la talpa Tbm “Marisol”». Il tratto da scavare per la precisione è lungo 1.978,50 metri, il volume geometrico totale del materiale scavato sarà di 140.000 metri cubi, il tempo di scavo stimato è di 10 mesi con un avanzamento medio presunto di 6,6 metri al giorno. Articolo tratto da: ilSicilia a cura di Davide Guarcello

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