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07 lug 2020

AMAT | Linee 101 – 102 – 103 – 104 – 106 –124 – 134 – 812 deviate per i lavori dell’anello ferroviario

di Fabio Nicolosi

A causa dei lavori per il completamento dell’Anello Ferroviario di Palermo, a partire dal 06.07.2020, fino al 30.11.2020 e comunque sino ad ultimazione dei lavori se precedente a tale data, è inibita la circolazione veicolare in piazza Ruggiero Settimo nel tratto compreso tra via Turati e via Emerico Amari. Pertanto le linee 101 – 102 – 103 – 104 – 106 –124 – 134 – 812 effettueranno il seguente percorso alternativo: Linea 101 – Da viale del Fante verso Stazione Centrale – normale percorso fino in via Della Libertà – a destra piazza Castelnuovo – via Dante – via Latini – via Houel – via Goethe – via Turrisi – via Balsano – via Volturno – via Cavour – a destra via Roma – segue normale percorso per la Stazione Centrale. Provenienti da Stazione Centrale – segue normale percorso. Linea 102 – Da Stazione Notarbartolo verso Stazione Centrale – normale percorso fino in via della Libertà – a destra piazza Castelnuovo – via Dante – via Latini – via Houel – via Goethe – via Turrisi – via Balsano – via Volturno – via Cavour – a destra via Roma – segue normale percorso per la Stazione Centrale. Da Stazione Centrale verso Stazione Notarbartolo – segue normale percorso Linea 103 – Da J. Lennon verso Porta Felice – normale percorso fino in piazza Virgilio – via Latini – via Houel – via Goethe – via Turrisi – via Balsano – via Volturno – via Cavour – segue normale percorso. Da Porta Felice verso J. Lennon – segue normale percorso. Linea 104 – Da Parcheggio Basile verso Duca Della Verdura – segue normale percorso Da Duca Della Verdura verso Basile – normale percorso fino in via Della Libertà – a destra piazza Castelnuovo – via Dante – via Latini – via Houel – via Goethe – piazza via E. Orlando – segue normale percorso verso parcheggio Basile. Linea 106 – Da Parcheggio Emiri verso Stadio: da via Dante – a destra via Latini – via Houel – via Goethe – via Turrisi – via Balsano – via Volturno – via Cavour – a sinistra via Roma – segue normale percorso. Da Stadio verso Parcheggio Emiri: – segue normale percorso. Linea 124 – Da Parcheggio Emiri verso Stazione Centrale – segue normale percorso. Da Stazione Centrale verso Parcheggio Emiri – normale percorso fino in via Turati – via Dante – via Latini – via Houel – via Goethe – piazza via E. Orlando – segue normale percorso per parcheggio Emiri. Linea 134 – Da J. Lennon verso piazza XIII Vittime – normale percorso fino in piazza Virgilio – via Latini – via Houel – via Goethe – via Turrisi – via Balsano – via Volturno – via Cavour – piazza XIII Vittime. Da piazza XIII Vittime verso J. Lennon – segue normale percorso Linea 812 – Da (Porto) via Crispi verso Montepellegrino – segue normale percorso Da Montepellegrino verso via Crispi – normale percorso fino in via Della Libertà – a destra piazza Castelnuovo – via Dante – via Latini – via Houel – via Goethe – via Turrisi – via Balsano – via Volturno – via Cavour – segue normale percorso.

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18 giu 2020

Fincantieri Palermo | Arrivata la nave da crociera “Enchanted Princess” capace di ospitare oltre 3600 passeggeri

di Fabio Nicolosi

Il 16 Giugno la nave da crociera "Enchanted Princess" è uscita dal cantiere navale Fincantieri di Monfalcoone, ed ha preso il largo diretta a Palermo. Enchanted Princess nella giornata di ieri è arrivata a Palermo dove verrà sottoposta agli ultimi test necessari, il carenaggio e la pulizia dello scafo, infine la nave tornerà a Monfalcone, il 29 giugno, per l'allestimento finale. L'imbarcazione è stata varata ad agosto 2019, è un'unità super tecnologica di 145 mila tonnellate di stazza lorda, capace di ospitare 3660 passeggeri, la quinta unità della classe Royal, che Fincantieri ha costruito per la compagnia Princess Cruises, brand del Gruppo Carnival Corporation, primo operatore al mondo del settore crocieristico. Come la gemella Sky Princess, Enchanted Princess ha al suo interno le nuove le Sky Suite. Situate in posizione centrale, sui ponti più alti della nave, le 2 nuove suite possono ospitare fino a 5 passeggeri, dispongono dei balconi privati più ampi della flotta (65 mq) con vista a 270 gradi sull’orizzonte e un punto di ‘osservazione’ privilegiato sul Movies Under the Stars, il maxi schermo situato al ponte piscina per assistere a film, concerti ed eventi sportivi. L’ampio balcone, inoltre, rappresenta uno spazio versatile per ospitare eventi e dimostrazioni da parte degli chef stellati presenti a bordo. Enchanted Princess include inoltre: un rinnovato Salty Dog Gastropub, che propone i grandi classici della cucina english pub accompagnata da birre artigianali; un menù arricchito di primi piatti per il ristorante di specialità Sabatini’s; una nuova caffetteria presso lo studio televisivo Princess Live; una nuova piscina con vista sulla scia, la Wakeview Pool; nuovo design contemporaneo e cabanas extra per l’area relax per soli adulti, The Sanctuary. Enchanted Princess trascorrerà la stagione inaugurale nel Mediterraneo nell’estate 2020, effettuando crociere di durata variabile da 7 a 22 notti da Civitavecchia, Barcellona e Atene. Princess Cruises è una delle compagnie di crociera più conosciute e apprezzate al mondo, opera con una flotta di 18 navi tra le più nuove presenti sul mercato, in navigazione verso qualsiasi destinazione. Fa parte della World’s Leading Cruise Lines, un’esclusiva partnership che include le maggiori compagnie di crociera del mondo: Carnival Cruise Lines, Holland America Line, Cunard Line, Costa Cruises e Seabourn.

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Segnalazione
09 giu 2020

Uno due tre, ciak Palermo! Uno spot di una catena di supermercati totalmente girato in città

di Irexia

Ve ne siete accorti? Palermo è stata set della pubblicità che va in onda sulle reti nazionali, di una catena di supermercati ambientialisti che promuovono il non utilizzo di plastica e il consumo di prodotti alimentari di stagione. LINK AL VIDEO Questa è pubblicità per la Città in sè, significa che può essere attraente per gli investimenti (e non solo per film sulla mafia), che è vista come un posto dove la sensibilità ambientale sta aumentando e dove si può vivere in modalità slow, tra valori veri: sono ritratti amici che cenano amabilmente su un terrazzo in centro, cittadini che usano la bicicletta o fanno una passeggiata a mare, bambini che giocano tra gli alberi de La Favorita. Il link rinvia allo spot in versione più lunga rispetto a quello che va in onda in televisione dove sembra puntarsi soprattutto sull'utilizzo di acqua pubblica senza l'odiosa plastica, infatti si vede una donna che riempie la propria borraccia ad una fontanella di Mondello (guarda caso è proprio di pochi giorni fa l'inaugurazione del progetto di volere ripopolare il territorio cittadino di fontanelle pubbliche!). I passi perché la Città possa far parlare di sè per altro rispetto la criminalità organizzata, l'immondizia non raccolta, l'abusivismo edilizio, l'illegalità diffusa, la guida spericolata (problemi esistenti e da combattere) sono ancora tanti, però un detto arabo dice più o meno così: Anche la più lunga camminata comincia da un singolo passo.

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08 giu 2020

AMAT | Il trasporto pubblico a Palermo? Il racconto di un episodio avvenuto sulla linea 212

di Gustavo Enrico

La passeggera era al capolinea dellla 212 intorno alle 14, doveva andare a Ciaculli, ma non c'erano autobus in partenza. Dopo mezz'ora finalmente un autobus all'orizzonte, non era una miraggio. Ma non sarebbe rirpartito, l'autista informò la passeggera che lui stava smontando dal turno, era a fine servizio, ma dopo di lui non c'era nessuno che lo avrebbe sostitutio. Il servizio sulla linea 212 nel pomeriggio quindi non era garantito. La passeggera non avendo scelta si mise a camminare a piedi. Sulla strada incrociò una automobile dell'Amat ferma al semaforo, comunicò che non c'erano 212 e gli risposero che non ne sapevano neinte. Poco dopo riusci a prendere la 210, per accorciare un pò la strada. Sull'autobus si lamentò con l'autista, e anche altre persone la seguirono. A questo punto il conducente, anche lui all'oscuro di tutto, comunicò che una vettura della 210 avrebbe preso a breve servizio sulla linea 212 per coprire l'assenza di personale. Scesa a pochi passi da Piazza Giafar, prima che la 210 svoltasse per andare verso il Parcheggio Oreto, la passeggera continuò a piedi fino a Ciaculli. Sembra un racconto di fantasia, molto avventuroso. Ma è la realtà del servizio di trasporto pubblico del comune di Palermo, soprattutto in periferia.  

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Segnalazione
04 giu 2020

Piazza Sacro Cuore: nel cuore del regno dei Florio

di belfagor

A Palermo c’è una piccola piazza tra Via Principe di Camporeale, Via Guglielmo il Buono e Corso Finocchiaro Aprile, dominata dal imponente prospetto dell’Istituto del Sacro Cuore, da cui prende il nome, di fronte a tale palazzo troviamo una serie di edifici che facevano parte della vasta proprietà appartenuta alla principessa di Butera. Questi edifici sono importanti, storicamente e culturalmente,  perché  sono legati a una delle pagine più splendide e gloriose della storia di Palermo:  questi edifici  hanno visto la nascita, l’affermarsi e il drammatico declino, di una famiglie che, più di tante  altre, ha lasciato un segno indelebile nella città, i Florio. E’ giusto precisare che le fortune della famiglia iniziarono altrove e precisamente in un negozietto di droghe e spezie  al numero civico  70 di Via Materassai, dove i fratelli Paolo e Ignazio Florio si erano trasferiti, nel 1799, dalla natia Bagnara Calabra, in cerca di fortuna. Non ci soffermeremo sulle tappe che portarono questa famiglia, da un umile botteguccia, ad affermarsi economicamente a livello internazionale: vogliamo solo ricordare che furono i nipoti di Paolo, cioè Vincenzo Florio e suo figlio  Ignazio senior, che acquistarono questi edifici e successivamente trasferirono la residenza della famiglia . Quando si trasferirono, nella seconda metà dell’Ottocento, avevano  ormai acquisito una propria solidità economica grazie a una serie di investimenti in differenti settori. Era già fiorente l’attività dei battelli a vapore, la Fonderia Oretea, lo stabilimento vinicolo di Marsala, le tonnare, nonché gli investimenti negli zolfi, nel sommacco, nella ceramica e nella tessitura. Per tale motivo la vecchia casa, “ampia, con l’ acqua corrente ed una  entrata grande”, al numero civico 53 di via Materassai, non era più adeguata al nuovo ruolo sociale che la famiglia stava assumendo nell’ambito cittadino.  Quella casa, nonostante fosse comoda, per la nobiltà  palermitani era una semplice  casa “borghese” e i Florio continuavano ad essere, per loro, solo dei semplici “bottegai” arricchiti. Per i blasonati, ed indebitati,  cittadini  nostrani sarebbe stato impensabile accettate un invito da questa famiglia borghese e  in quella casa. Come scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa, un vero nobile non doveva sapere quante stanze aveva il proprio palazzo. Bisognava trovare una nuova dimora, più adeguata alle nuove esigenze e al nuovo prestigio della famiglia. E  il luogo fu individuato: la contrada dell’Olivuzza. Il luogo si trovava  fuori le mura cittadine, poco distante dalla Zisa,  ed era  da tempo frequentata dai nobili  palermitani per il clima mite e l’aria salubre . Per tale motivo vi avevano edificato delle eleganti ville “fuori città”.  La Principessa Caterina Branciforti di Butera, prima moglie  di George Wilding, principe di Radali e Butera, aveva fatto costruire, in un meraviglioso giardino ricco di piante esotiche, giochi d’acqua e grotte, una lussuosa residenza, aggregando e trasformando  edifici  già esistenti. La seconda moglie del principe di Butera, la nobile russa Barbara Schaonselloy,  dopo aver trasformato e ampliato  tale meravigliosa villa, ospitò per tutto l’inverno tra il 1845 e il 1846 la zarina Alessandra, moglie dello zar Nicola I. Tale evento ebbe grande rilievo mondano e portò alla ribalta la contrada e la villa dell’Olivuzza, trasformando la zona come una delle più ambite località  di Palermo. In seguito la villa e il suo meraviglioso giardino, fu acquistata  dal cavaliere Cesare Ajroldi, che però nel  1868, dopo che la zona era stata saccheggiate durante la rivolta del “ Sette e mezzo”,  decise di venderla a Vincenzo Florio e a suo figlio Ignazio senior . E così la famiglia Florio ebbe il suo “palazzo”. Nella realtà non si trattava di una villa  ma di un “aggregato di fabbricati distinti quantunque in comunicazione tra loro” meglio noto come  le Case Florio all’Olivuzza”. Queste case erano formate da diversi edifici diversi per stile: Palazzo Maniscalco-Basile, in stile neogotico-veneziano, Palazzo Florio-Wirz, in stile neogotico-catalano, la Palazzina Florio e Palazzo Florio-Fitalia. Il motivo di tale disomogeneità di stili è dovuto al fatto che, prima le principesse di Butera poi i Florio, le acquisirono in periodi diversi, modificando e  poi costruendo “ex novo” vari edifici contigui, rispettando le loro facciate  originarie ma ristrutturando gli interni per adattarli alle loro esigenze e ai loro gusti estetici Questo splendido ma variegato “aggregato di fabbricati” fu il vero cuore privato del regno della potente famiglia Florio. Nelle vicinanze, in Viale Regina Margherita, nel 1899 fu costruito il Villino Florio, che era destinato a residenza di Vincenzo Junior, fratello minore di Ignazio Junior, giovane rampollo della prestigiosa famiglia, il cui nome è legato alla mitica Targa Florio. Il capriccio e i larghi mezzi del giovane signore, che non si occupò mai degli affari di famiglia, permisero la realizzazione di questo capolavoro dell’arte Liberty.. Ma dove era la vera residenza  privata dei Florio ? Era a Palazzo Florio- Fitalia. Dopo l’acquisto delle “ case dell’Olivella”, Vincenzo Florio, si trasferirà immediatamente, insieme alla moglie Giulia, però vi morirà appena due mesi dopo. Il figlio Ignazio senior, rimasto con la moglie Giovanna d’Ondes ancora in via Materassai, vi si trasferirà dopo la nascita del figlio Ignazio jr., il primo Florio nato a Palermo. E’ a Ignazio senior che si deve la progressiva acquisizione di tutti i caseggiati che erano stati dei Butera-Radalì e la trasformazione a parco dell’agrumeto retrostante. Tutto questo verrà ereditato nel 1891 dal figlio, Ignazio jr. E’ proprio con quest’ultimo che il Palazzo, così come la storia dei Florio, raggiunge il suo apice e poi l’inizio della sua definitiva rovina. Ignazio Florio  junior e la sua bellissima consorte, Donna Franca Jacona di San Giuliano, in poco tempo la trasformano e la abbelliscono, secondo lo stile Liberty. Quella casa fu il centro del loro potere e della loro influenza. Ospitarono più volte il  Kaiser Gugliemo II , Vittorio Emanuele III e il re Edoardo VII di Inghilterra, oltre che decine di altri principi, intellettuali, politici e grandi dame di tutta Europa. Come scrive la storica dell’arte, Cristina Alaimo : “  A Palermo in quegli anni si sviluppò un sistema dell’arte. I Florio contribuirono in maniera significativa a innestare e coadiuvare questo sistema. In città si svilupparono dei circoli di conversazione in cui l’intellighenzia, gli imprenditori, i borghesi e anche gli uomini dell’amministrazione che ne facevano parte cercavano di promuovere il dialogo fra arte e industria e arte e istituzioni pubbliche”. In parole povere i Florio, e in particolare Ignazio junior e sua moglie donna Franca,  possiamo paragonarli ai Medici di Firenze. I Medici favorirono lo sviluppo e il diffondersi del Rinascimento, i Florio favorirono lo sviluppo e il diffondersi del Liberty e della Belle Epoque a Palermo. Palazzo Florio Fitalia  fu il vero palcoscenico della gran vita internazionale che il giovane Florio svolse a fianco della splendida moglie  Donna Franca. Il Palazzo vide  la brillantissima ascesa sociale della famiglia, grazie alle ricorrenti feste che vi venivano tenute (anche tre a settimana). Grazie a queste feste i Florio diventano i protagonisti  assoluti  della  intensa vita sociale internazionale, a contatto con le corti, la nobiltà e il mondo della finanza internazionale.  Come i Medici promosse, da questi palazzi, un intensa vita culturale, circondandosi di intellettuali, architetti, pittori e scultori:  ma purtroppo in  questo  palazzo vide il  rapido tracollo del loro impero. La fine del regno dei Florio Era bastato meno di un secolo per trasformare una famiglia di bottegai in una delle più potenti dinastie economiche d’Europa. Bastarono pochi anni per far crollare tale impero. Lasciamo agli storici e agli economisti spiegare tale repentino declino. Noi vorremmo soffermarci sull’ aspetto umano e psicologico che c’è dietro tale tracollo economico. In una vecchia foto, dell’estate 1902, è ritratto Ignazio Florio junior con sua moglie, insieme al  figlioletto detto “baby boy”, a bordo di un auto “quattro cilindri”, costruita dalle proprie aziende palermitane. Quella foto, più di noiosi trattati di storia e di economia , mostra la causa di questo drammatico declino. In quella foto c’è tutto l’orgoglio, la vitalità e la grande voglia di vivere di Ignazio Florio.  Dopo pochi mesi il bambino, che era l’unico figlio maschio e l’erede di tale immenso impero economico, muore misteriosamente e tragicamente. Fu questo un colpo mortale per Ignazio Florio, un colpo da cui non si  risolleverà più. Da allora, l’uomo e l’imprenditore brillante, pieno di idee, che non si arrendeva mai, cominciò ad arrendersi al destino. Senza un erede a cui lasciare il suo impero non aveva più senso lottare. Nonostante il declino e la crisi i Florio però non fallirono mai, pagheranno fino all’ultimo debito, rivendendo tutte le ricchezze guadagnate e uscendo a testa alta, da veri signori. Palazzo Florio fu acquistato nel 1922 dal Principe di Fitalia che, nel 1933  lo donò all’Ordine delle Figlie di San Giuseppe, cioè divenne un …..convento. I grandi saloni, splendidamente affrescati che avevano visto sontuose feste, re e imperatori, dame affascinanti e riccamente vestite, ora vedeva austere suore in preghiera, messe e rosai . In uno  dei camini del palazzo troviamo una scultura di Domenico Costantino  con due puttini, uno dei quali sembra raffiguri il piccolo e sfortunato erede di casa Florio, Ignazio detto anche Baby boy  morto all’età di soli cinque anni. Nel  suo viso e nel  suo sguardo non c’è gioia e allegria ma malinconia e tristezza. Sembra che intuisca che tutto quel mondo stava dissolvendosi e lui non sarebbe stato il continuatore di quell’impero. Si racconta che in quelle stanze tristi e silenziose, un tempo piene di suoni e di allegria, ogni tanto si ode il pianto di un bambino. Forse è il piccolo “baby boy” che cerca i suoi genitori. P.S. Tutti i protagonisti di questa epopea gloriosa si trovano seppelliti, nel cimitero di Santa Maria di Gesù. A guardia della cappella funebre della famiglia  si trova scolpito un leone che beve sotto un albero di salice : era il simbolo della famiglia   “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene”

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20 mag 2020

Air Dolomiti: nuovo volo Palermo – Firenze

di Fabio Nicolosi

Air Dolomiti riparte dall’Italia: da giugno si volerà a Firenze da Catania e Palermo La Compagnia ricomincia a volare puntando su collegamenti domestici e flessibilità Da Catania e Palermo direzione Firenze. Air Dolomiti, compagnia aerea del Gruppo Lufthansa, riparte dall’Italia e annuncia la ripresa dei voli con i collegamenti dall’aeroporto Amerigo Vespucci verso i due principali scali siciliani.  A partire dal 5 giugno la compagnia proporrà quattro frequenze settimanali per il capoluogo toscano: i voli saranno operati il lunedì, giovedì, venerdì e domenica con partenza, da Palermo, alle 14 dal 5/06 al 18/06 e alle 18, dal 19/06 al 23/10, e da Catania alle 18:30 dal 5/06 al 23/10. Per tutti i voli la Compagnia propone una tariffa a partire da 99 € one way (da 178 € andata e ritorno) tasse e supplementi inclusi. In fase di prenotazione sarà possibile bloccare la tariffa (opzione valida solo tramite sito internet www.airdolomiti.it) ed effettuare il pagamento in un momento successivo alla prenotazione, entro i sette giorni dalla data di partenza del volo. Oltre a questo, se il passeggero non desiderasse più volare o volesse modificare la data di partenza, potrà scegliere di cancellare gratuitamente la prenotazione, ricevendo il rimborsodell’intero costo del biglietto o provvedere al rebooking senza supplementi; anche queste modifiche dovranno essere richieste entro sette giorni dalla data di partenza del volo. Tali agevolazioni permetteranno ai passeggeri di organizzare il proprio viaggio con il massimo della flessibilità.  “Siamo lieti di annunciare la ripresa delle operazioni e ancora più di poter offrire voli che mettano in collegamento il nostro Paese. Air Dolomiti è una realtà molto dinamica e questo, unitamente all’eccellente collaborazione con gli aeroporti toscani e siciliani ci permette di essere estremamente flessibili. Firenze rappresenta uno degli scali strategici per noi, qui serviamo gli hub di Monaco e Francoforte ed è qui che abbiamo deciso di investire con il nostro nuovo centro di manutenzione. La possibilità di poter operare con gli Embraer 195 e la capacità dell’aeroporto di adeguarsi in tempi rapidi alle nuove disposizioni ha accelerato le operazioni di ripartenza.” Afferma Joerg Eberhart, Presidente & CEO di Air Dolomiti. Soddisfatti i vertici delle società di gestione degli aeroporti di Catania e Palermo. “Un segnale concreto della voglia di tornare a volare – commentano gli amministratori delegati di Sac e Gesap, Nico Torrisi e Giovanni Scalia. Ringraziamo Air Dolomiti per aver puntato i riflettori sui nostri scali, consentendo la ripresa della mobilità verso la Sicilia dalla Toscana. Siamo certi che si tratti di un inizio di ritorno alla normalità e che presto i viaggiatori torneranno a popolare l’Isola, tra le mete più desiderate del turismo nazionale e internazionale”.  La Compagnia nei mesi scorsi si è attivata per rimpatriare i connazionali dall’estero ed ha garantito un ponte con la Germania grazie al collegamento sull’hub di Francoforte da Milano Malpensa.

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18 mag 2020

Illuminazione, consegnato ad AMG Energia il nuovo impianto della zona Oreto – Stazione – Villa Giulia

di Fabio Nicolosi

Consegnato ad AMG Energia per la conduzione e manutenzione il nuovo impianto di pubblica illuminazione della zona Oreto-Stazione-Villa Giulia. Si tratta di uno dei nuovi impianti, progettati dai tecnici di AMG Energia e realizzati dal Comune di Palermo in città, in riqualificazione di quelli esistenti, con fondi PON Metro per un importo contrattuale di circa 2 milioni di euro. La consegna è avvenuta venerdì 15 Maggio, nella sede della direzione del servizio di Pubblica Illuminazione di AMG Energia alla presenza dell’impresa che ha eseguito i lavori, la “Favellato Claudio spa”, oltre che del RUP dell’intervento, l’ingegnere Antonio Tiné e del dirigente del Servizio Pubblica illuminazione di AMG, l’ingegnere Vincenzo Gagliardo. La consegna segue il sopralluogo e le prove strumentali effettuate per accertare l’integrità e la funzionalità degli impianti e prevede per l’impresa realizzatrice l’impegno ad eliminare nell’arco di dieci giorni le residue criticità che sono state evidenziate in sede di verifica. Il nuovo impianto abbraccia la zona di via Oreto e traverse, della Stazione centrale e di via Lincoln-Villa Giulia e traverse. E’ formato da oltre 900 punti luce, che sono equipaggiati con lampade agli ioduri metallici con bruciatore ceramico, a basso consumo, che offrono la possibilità di risparmi energetici ed economici: gli impianti precedenti, realizzati negli anni Sessanta, utilizzavano lampade a vapori di mercurio, ormai fuori produzione in tutta Europa e non più in commercio. I punti luce e i relativi circuiti sono, poi, alimentati da sei quadri elettrici di bassa tensione e non più direttamente dalle cabine di pubblica illuminazione, secondo le più recenti indicazioni tecnico-impiantistiche, in modo da rendere più agevoli le attività di manutenzione. A regime il nuovo impianto avrà anche la possibilità di essere gestito attraverso un sistema di controllo da remoto per il monitoraggio dei dati elettrici e dello stato di funzionamento dei circuiti, che l’impresa realizzatrice si è impegnata ad implementare secondo le funzionalità previste dal progetto al momento non tutte operative. “Un altro risultato ottenuto grazie al PON Metro e alla capacità dell'amministrazione di progettare e gestire grandi interventi di finanziamento con fondi extra-comunali - sottolinea il sindaco, Leoluca Orlando - Un progetto che si integra con tutti gli altri già in cantiere o programmati sempre con il PON o con l'Agenda Urbana ed altri fondi comunitari che permetteranno di rifare, nei prossimi mesi ed anni, interventi su non meno di 40.000 punti luce in città in tutti i quartieri”. “AMG Energia aveva finora in gestione solo una piccola parte degli impianti, quelli della zona di via Tiro a Segno e di via Archirafi e traverse - spiega il presidente, Mario Butera - Adesso con la consegna definitiva di tutti i punti luce e con la piena collaborazione dell’impresa costruttrice alla risoluzione di alcuni problemi che si sono evidenziati, contiamo di arrivare al più presto ad assicurare la piena funzionalità del nuovo impianto, che rappresenta un importante intervento di riqualificazione della rete di illuminazione cittadina”.

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