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20 set 2018

Porto di Palermo | Aggiudicato il concorso internazionale di idee

di Fabio Nicolosi

Ha un vincitore il concorso internazionale di idee indetto lo scorso gennaio dall'Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale per potenziare il porto di Palermo, riallacciandolo alla città. Ad aggiudicarsi la competizione è stato il raggruppamento guidato dalla società Valle 3.0 di Roma, del quale fanno parte E.T.S. Spa Engineering and Technical Service,De Biasio Progetti e Hipro. La graduatoria, diventata definitiva, è stata resa pubblica lo scorso 6 settembre. Al secondo posto si classifica il team guidato da Gianluca Peluffo & Partners Architettura e al terzo il raggruppamento che fa capo ai tedeschi di Heinle, Wischer Gesellschaft fur Generalplanung(si veda l’avviso di aggiudicazione). La progettazione di due nuovi terminal, uno crocieristico e l'altro Ro-Ro, e di un edificio che funzioni da interfaccia tra la città e il porto, diventa l'occasione per riqualificare il waterfront e integrare il nuovo layout portuale nella vita urbana. A coordinare il team di progetto è stata Emanuela Valle - socia di Valle 3.0 con Maria Camilla, Gilberto e Silvano Valle - in collaborazione con Carlo Prati, architetto e docente a Roma Tre e allo Ied, e con Franco Karrer, già presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici. «La nostra società è stata costituita nel 2015 da Emanuela, Maria Camilla, Gilberto e me. Eravamo soci di Studio Valle Progettazioni di Roma, poi ci siamo separati e abbiamo costruito questa nuova realtà», spiega Silvano Valle. «Ci occupiamo - continua - di architettura, dallo studio di fattibilità, ai rilievi, ai business plan, fino alla direzione dei lavori e al collaudo delle opere, fondamentalmente opere civili» e «abbiamo sviluppato una profonda esperienza personale in tema di nodi di interscambio: siamo stati consulenti per gli aeroporti di Torino, Lamezia Terme e Bari». Mitigare il ruolo del porto come infrastruttura, riportare funzioni urbane sul fronte mare sono gli obiettivi. Delicata la progettazione dell'edificio su via Crispi (che deve contenere gli uffici delle compagnie di navigazione, la biglietteria e altre funzioni più “urbane”). Si tratta di un edificio che ha il difficile compito di mitigare l'effetto barriera della strada che divide la città dal porto (appunto via Crispi) e di ricucire la relazione città-mare. Per esso il team vincitore ha pensato ad una sequenza di edifici con proporzioni che riprendono quelle della morfologia urbana tradizionale di Palermo. «Creare una maglia di giusta proporzione e dimensione, ma soprattutto giungere alla giusta visibilità tra i due elementi: terra e mare, è stato fondamentale», racconta Maria Camilla Valle. Percorrendo, virtualmente nel progetto, le strade della città e dirigendosi verso il mare, ci si ritrova, per mezzo degli edifici-interfaccia, su un nuovo piano urbano alla quota di sei metri, da cui partono le passerelle in quota (richieste da bando) che raggiungono i due nuovi terminal, Ro-Ro e crociere. «L'edificio-interfaccia - racconta Emanuela Valle - in corrispondenza dell'accesso al porto, da bando, doveva essere ad una quota più alta. Noi abbiamo sfruttato ciò prevedendo, al di fuori delle funzioni canoniche di un edificio portuale, un volume da destinare al museo dell'emigrazione, che dovrà essere approfondito», continua la coordinatrice del progetto. «Abbiamo immaginato di stare sopra questa passerella, che ha una visuale molto particolare, perché davanti c'è il mare, con le navi che lasciano la città, dall'altra parte c'è la città. Quindi è il punto esatto dove ci si immagina che gli emigranti salutassero i parenti. Non solo: questo edificio dovrebbe diventare una sorta di faro, posto tra porto e città» riferisce ancora Emanuela Valle. È proprio l'edificio-faro il landmark del progetto, non i nuovi terminal come richiesto dal bando. Dar vita ad un nuovo insieme di relazioni tra città e porto, concependo i terminal non come edifici isolati, ma come parte di un sistema costruito a partire dalla trama urbana, dai percorsi, dai flussi, dalle esigenze di security, è stata la preoccupazione principale dei progettisti, meno interessati a ideare edifici accattivanti. «La sensibilità al contesto è stato uno degli elementi risolutori dell'approccio che abbiamo riservato alla progettazione: non abbiamo inteso offrire formalismi che sembrano essere una risposta abbastanza diffusa nell'affrontare temi di questo genere. C'è già una casistica in Italia attiva da questo punto di vista», commenta Carlo Prati. Per il terminal crociere e per il terminal Ro-Ro, da realizzare rispettivamente sul molo Trapezoidale e sul molo Piave, i progettisti hanno pensato ad edifici che si organizzano intorno a delle grandi piazze coperte. L'obiettivo, precisa Silvano Valle, è quello di «farle vivere ai cittadini, in modo da restituire loro il porto». C'è una continuità tra le piazze dei terminal e le passerelle in quota che partono dall'edificio-interfaccia. A quota 6 metri si sviluppa, infatti, un nuovo piano urbano dove sono dirottati tutti i flussi pedonali che collegano l'edificio interfaccia ai due terminal e dove si intensifica la presenza di funzioni ricreative, commerciali, culturali, aperte al pubblico e dunque non riservate ai soli passeggeri o ai crocieristi. Si sviluppa, dunque, un sistema che permette di far dialogare funzioni urbane e portuali. Un sistema che, attivando nuove dinamiche, possa permettere un interscambio, oggi inesistente, tra porto e città, coerentemente con le esigenze di security del caso. Quanto agli incarichi per lo sviluppo della progettazione, «l'assegnazione del contratto ancora non è avvenuta, ci vorrà ancora del tempo. Di fatto, però, a breve parteciperemo ad un tavolo di lavoro con i tecnici della stazione appaltante per studiare la relazione tra il piano regolatore del porto (approvato a luglio nda) ed il nostro progetto», conclude Maria Camilla Valle.

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23 ago 2018

Foto | Proseguono le palificazioni lungo Via Amari (Area 5)

di Fabio Nicolosi

I cantieri dell'anello ferroviario dal porto proseguono verso Via Amari per giungere a Piazza Politeama dove sono in corso i lavori di realizzazione della fermata Politeama, fermata terminale del primo lotto di questi lavori. Vi mostriamo l'avanzamento dei lavori lungo Via Amari, nel tratto compreso tra Via Roma e Via Scrodia. I lavori procedono al momento più velocemente rispetto all'area 4, complice anche una stabilità economica acquisita grazie al pagamento immediato dei lavori effettuati da parte di RFI che quindi sprona a completare i lavori nel minor tempo possibile da parte delle ditte sub-appaltratrici. Le fasi d'avanzamento sono le stesse di quelle già viste in area 4. Si realizzano le palificazioni, si scoprono le teste, si realizza il solettone e si ricopre tutto con terra fino a ripristinare il piano campagna, sottoservizi compresi. L’ordinanza n°363 del 30 Marzo 2018, rilasciata dall’ufficio traffico, autorizza la Tecnis ad occupare l’area 5 fino al 21 Dicembre 2018. Vedremo se almeno questa volta la tempistica verrà rispettata. Una volta completato questo tratto di strada, tutta la parte bassa di Via E. Amari sarà completamente terminata e si potrà quindi pensare ad un progetto serio per la riqualificazione della strada che potrà vedere la parziale pedonalizzazione, ma a tal proposito vi ricordiamo una proposta interessante che abbiamo riportato qualche settimana fa.

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20 lug 2018

Il progetto Eurispes: fuffa che avanza

di Fabio Nicolosi

Palermo - Da ieri non si parla d'altro. L'immondizia ha lasciato spazio ad aree verdi, gru, container, ponti... Speravamo non fossero questi pochi rendering, peraltro non di ottima fattura a far cadere in tentazione i tanti lettori, eppure cosi è stato. Centinaia i commenti e le condivisioni, ma vogliamo farvi tornare con i piedi per terra. Innanzi tutto è un progetto, uno dei tanti che negli anni si sono visti e che dopo il boom iniziale sono spariti. Un progetto dai grandi numeri e che proprio per questo non sarà mai realizzato. Vogliamo ricordavi il progetto dell'acquario alla Bandita, grandi nomi, conferenze e poi? Nulla, e ancora stiamo qui ad aspettare. E adesso Eurispes ci presenta la sua nuova creatura e ne apprezziamo il tentativo, ma 5 miliardi di euro è una cifra che in pochi sarebbero disposti a spendere. Parliamo di fattibilità tecnica? Osservazioni dei cittadini, eventuali analisi di settore, progettazione definitiva, conferenze di servizio, pareri della Capitaneria di Porto, Assessorato Regionale Ambiente, ottenimento Vas, pareri di tutti gli uffici comunali e anche regionali relativamente all'ambiente, al traffico, all'urbanistica, la verifica del PRG ed eventuali varianti, bando di gara, iter del bando, assegnazione dei lavori, cantierizzazione e realizzazione dell'opera. Già cosi ci sembra che ci sia ben poco di cui parlare, ma andiamo oltre. Il porto di Palermo ha grandi potenzialità e questo lo sanno e lo sappiamo tutti, ma davvero vi piacerebbe avere un enorme piattaforma con container e gru davanti la costa della Bandita? Ma sopratutto, tutte queste merci in che modo dovrebbe arrivare? Via terra? Passando per caso da Via Messina Marine? O nel progetto è incluso anche il famoso tunnel Oreto - Porto? Alle spalle della piattaforma artificiale verrà realizzata una grande spiaggia? SPIAGGIA? Chiamiamolo stagno, perché di questo si tratterà, visto che l'ingresso e l'uscita dell'acqua saranno stretti e fanno già parte di un golfo? Vogliamo parlare anche di ciò che verrà realizzato lungo il fiume Oreto? Sappiamo bene i problemi a monte... e se non si risolve la problematica relativa agli scarichi abusivi, possiamo realizzare tutti i progetti del mondo, ma mai nessuno sarà come i rendering e come ce lo aspettiamo perché le acque del fiume saranno sempre sporche e maleodoranti. E come ultimo punto il costo... 5 Miliardi di euro, una cifra ENORME. Basti pensare che con 1/5 della cifra si è raddoppiato l'intero Passante Ferroviario da Palermo a Carini, giusto per fare un piccolo esempio. Piuttosto che concentrarsi su questi mega progetti, l'Eurispes farebbe meglio ad investire il proprio tempo in progetti minori, ma economicamente sostenibili. Al momento l'unico progetto reale e concreto è quello relativo alla nuova ciclabile della Costa Sud, con bando già pubblicato.

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08 mag 2018

Viabilità | Anello ferroviario: da questa mattina chiusa Via Amari tra Via Roma e Via Scordia

di Fabio Nicolosi

Doveva scattare il 9 Aprile, ma problemi legati ad una pedana da rimuovere e arredi urbani, hanno posticipato la data di chiusura. L'ordinanza n°363 del 30 Marzo 2018, rilasciata dall'ufficio traffico, autorizza la Tecnis ad occupare l'area 5 dal 9 Aprile al 21 Dicembre 2018. Per permettere di raggiungere facilmente Via Crispi sarà sospesa l'area pedonale di Via Principe di Belmone, lato mare Il semaforo tra Via Amari e Via Roma funzionerà a luce lampeggiante gialla Vi ricordiamo la viabilità alternativa Foto di Alessandro Ferrante Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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04 apr 2018

Presto i lavori per il disinquinamento delle acque del porto di Palermo

di Fabio Nicolosi

Al fine di definire il problema dello scarico delle acque reflue dei collettori Molo Notarbartolo e Sampolo e del Canale Passo di Rigano sboccanti all’interno del porto industriale di Palermo –Area Fincantieri - l’Autorità Portuale di Palermo ha ritenuto necessario e improcrastinabile il completamento delle opere speciali per la deviazione ed convogliamento definitivo delle acque sboccanti all’Acquasanta già appaltate nel 1987 e non completate a causa della rescissione del contratto all’Impresa Appaltatrice. Infatti, lo "scarico dell'Acquasanta" è stato, negli ultimi decenni, il punto critico per la risoluzione del problema fognario di Palermo. Tale criticità si è aggravata a seguito della realizzazione del porto industriale, all'interno del quale è venuto allora a trovarsi il suddetto punto di scarico. Conseguentemente fu necessario costruire un canale emissario di prolungamento del Canale Passo di Rigano e dei collettori in esso confluenti, al fine di delocalizzare lo sbocco in mare aperto, oltre la diga foranea costruita, nel frattempo, a protezione del porto industriale stesso. Tale nuovo sbocco non fu mai messo in esercizio a causa dell'entrata in vigore delle disposizioni della legge n.319/1976 (Legge Merli), che hanno impedito di completare l'esecuzione di detto emissario, nella presunzione che potesse essere considerato un nuovo scarico e pertanto non ammesso dalla normativa sopra citata. Riprendendo ex-novo tutto il problema, la pianificazione del P.A.R.F. della città di Palermo pervenne alla soluzione di abbandonare la previsione della ubicazione di un grosso depuratore a Torre Ciachea e di sfruttare la rete esistente del bacino nord della città prelevando le acque affluenti dallo scarico dell'Acquasanta per convogliarle: quelle di tempo asciutto e quelle poco diluite, quindi da trattare, con una condotta sottomarina "di collegamento" che, attraversato il golfo di Palermo, avanti il porto, avrebbe avuto recapito al "depuratore sud", in località Acqua dei Corsari, allora in corso di realizzazione; quelle più diluite con una condotta sottomarina "di allontanamento" al largo delle correnti rivolte verso terra. Tale soluzione, di cui fu ampiamente controllata la fattibilità e valutata la convenienza economica, apparve allora la più rispondente alle esigenze di disinquinare il golfo di Palermo nei tempi più brevi possibili e di utilizzare integralmente il refluo depurato per l'agricoltura e per l'industria. Proprio l’esecuzione di tali previsioni, di fatto, non è mai avvenuta. La situazione è rimasta immutata ed è peggiorata con la realizzazione all'interno del porto industriale, del bacino navale da 400.000 t.p.l.. Successivamente, la situazione è precipitata allorché l'approvazione di una legge regionale ha finanziato la costruzione di un altro bacino navale di 150.000 t.p.l., collocato proprio in adiacenza al bacino 400.000 t.p.l. ed occludendo, con la sua realizzazione, lo sbocco dello scarico multiplo dell’Acquasanta. Poiché questa costruzione non fu per nulla differita, si impose quindi l'urgente "deviazione provvisoria" dello scarico dell'Acquasanta, ancora tollerabile appunto perché temporanea, con opere speciali che, separando le acque nere consentivano pure di attivare subito lo sbocco in mare libero delle acque meteoriche miste però con alto grado di diluizione, al di là di ogni limite ammissibile delle leggi vigenti; contemporaneamente era opportuno che fossero previste opere integrative idonee al "convogliamento definitivo" al depuratore di Acqua dei Corsari delle acque che in futuro sarebbero pervenute allo stesso scarico per essere ivi trattate, tanto se il convogliamento stesso dovesse avvenire via mare, tanto se esso dovesse avvenire via terra. Tali motivazioni indussero, nel 1986, l’allora l'Ente Autonomo del Porto di Palermo, a risolvere le problematiche dello sbocco di scarichi fognari all’Acquasanta all’interno del Porto Industriale, definendo le opere necessarie per risolvere le suddette emergenze . Nel febbraio 1986 venne redatto il progetto esecutivo delle “Opere speciali per la deviazione ed il convogliamento definitivo delle acque sboccanti all’Acquasanta entro il porto industriale”. Le opere previste in tale progetto prevedevano la realizzazione di uno sgrossatore, un dissabbiatore, il deflusso dei reflui fognari all’interno dello specchio acqueo del porto industriale e il deflusso delle acque di piena, tramite il canale emissario esistente, all’esterno della diga foranea dell’Acquasanta. Le opere di che trattasi, finanziate dall’Agensud per un importo complessivo di L. 32.000.000.000,00, sono state appaltate dall’Ente Autonomo del Porto di Palermo nel 1988 ad un R.T.I. (Impresa P.Cidonio s.p.a., Capogruppo-mandataria, e Imprese S.A.I..L.E.M. s.p.a., SIDER s.p.a., Cogefar- Impresit s.p.a. e Fincosit s.p.a.). Nelle more dell'esecuzione del “progetto delle opere speciali per la deviazione e il convogliamento definitivo delle acque sboccanti all’Acquasanta all’interno del Porto Industriale”, la società' Bacino 5, al fine di rendere possibile la realizzazione di una parte del costruendo bacino da 150.000 t.p.l., in fregio all'attuale sbocco dei canali predetti, aveva provveduto alla costruzione di una vasca di intercettazione e allontanamento tramite impianto di sollevamento della potenzialità di 4 mc/s e condotta sottomarina in PEAD con sbocco finale all'interno del porto in un’area che non interferiva con la costruzione del bacino da150.000 t.p.l. Durante l’esecuzione del primo appalto delle “Opere speciali per la deviazione ed il convogliamento definitivo delle acque sboccanti all’Acquasanta entro il porto industriale” in conseguenza all'avanzamento degli stessi, l'opera di deviazione provvisoria fu modificata per adeguarla ad esigenze funzionali dipendenti dal prolungamento dell’uso della stessa a causa del protrarsi del tempo contrattuale che ha comportato la rivalutazione delle portate di piena. Successivamente, l’A.P. di Palermo, dopo diffide e ingiunzioni all’impresa appaltatrice conseguenti a gravi ritardi maturati durante l’esecuzione dei lavori ha dichiarato rescisso il contratto. Conseguentemente venne redatta apposita Perizia ai sensi e per gli effetti dell’art. 32 del Regolamento n. 350/1895. Successivamente al trasferimento delle convenzioni e delle relative risorse finanziarie dalla ex Agensud alle Regioni (v. D.M. Economia e Finanza 03/10/2002 pubblicato sulla G.U.R.I. del 13/05/2003) l’Autorità Portuale nel 2004 ha aggiornato il progetto dei lavori di completamento delle “Opere speciali per la deviazione ed il convogliamento definitivo delle acque sboccanti all’Acquasanta entro il porto industriale”, trasmettendo la perizia alla Commissione Regionale dei Lavori Pubblici per l’approvazione della stessa. Il progetto definitivo è stato approvato dalla Commissione Regione Lavori Pubblici con voto n. 74 reso nell’adunanze del 13.12.2006, 20.12.2006 e 19.04.2007, mentre il progetto esecutivo è stato validato dal R.U.P. pro tempore in data 28.06.2007. Quindi il progetto originario è stato soggetto ad alcune variazioni e adeguamenti che si sono rese necessarie alle rinnovate esigenze, dovendo rispondere comunque alla funzionalità dei luoghi e degli impianti portuali. Il progetto di completamento risposto al progetto originario del 1986 differiva dalla condizione che le acque nere venivano convogliata, tramite un impianto di sollevamento, nella condotta di adduzione dei reflui all’impianto di depurazione di Acqua dei Corsari. Il progetto di completamento, mantenendo l’originaria suddivisione in opere di 1° e 2° intervento, prevedeva il convogliamento delle acque nere alla condotta di allontanamento dall’area dei Cantieri Navali verso Acqua dei Corsari, appaltata al comune di Palermo. Le opere del progetto di completamento prevedevano le seguenti opere: OPERE DI 1° INTERVENTO 1) Completamento delle opere civili interne allo sgrossatore, in particolare della vasca a tramoggia, avente la doppia funzione di trattenere i materiali solidi soprattutto i grossolani, convogliati prevalentemente dal torrente durante gli eventi di pioggia (materiali che vanno quindi eliminati periodicamente), e di costituire adeguate capacità di compenso per l'impianto di sollevamento delle acque nere; 2) Realizzazione del canale di raccordo del torrente-canale Passo di Rigano, dei collettori Molo, Notabartolo con lo sgrossatore, nonché i manufatti in grado di realizzare il collegamento idraulico tra la condotta di deviazione del collettore Acquasanta, il collettore Scampolo e lo stesso sgrossatore; 3) Realizzazione dell’impianto di sollevamento di tali acque nere (fino alla portata di 1,7 mc/s), previsto in fregio alla vasca-sgrossatore, con le relative opere di grigliatura, intercettazione e deviazione dei liquami, nonché il sistema di collegamento fra l'impianto e la condotta di convogliamento delle stesse acque nere (la quale è in corso di realizzazione secondo altro progetto, “condotta premente realizzata dal Comune di Palermo”); 4) Istallazione dell’insieme delle paratoie (con i relativi organi di comando automatici) che, mediante manovre adeguatamente attuate, consentirà, durante il tempo di pioggia, di diversificare l'impegno idraulico delle tre canne del canale emissario in funzione dell'entità delle portate bianche afferenti allo sgrossatore: assicurando così velocità di deflusso tali da limitare i fenomeni di deposito del trasporto solido e di impedire che le acque marine raggiungano lo sgrossatore e quindi l'impianto di pompaggio risalendo l'emissario il cui fondo è tutto al disotto del livello del mare; immediatamente a monte di tali paratoie è stata prevista l'installazione di griglie con barre piuttosto distanziate (10 cm) che impediranno l'immissione nelle canne dell'emissario di materiali grossolani; ad analoga disposizione si è ritenuto di fare ricorso in corrispondenza delle luci di alimentazione dell'impianto di pompaggio prevedendo cautelativamente, griglie con barre distanziate di 2,0 cm; 5) Il completamento dell’opera di protezione dello sbocco del canale emissario, ubicata sulla radice della diga Acquasanta (direttrice Ovest); 6) La realizzazione dei locali di servizio, degli uffici, della sala quadri elettrici e l’istallazione del gruppo elettrogeno di emergenza da porsi all’interno dell’edifico denominato “ex centrale elettrica”, il quale verrà a sua volta ristrutturato facendone un cambiamento di destinazione d’uso; nonché la realizzazione della cabina di trasformazione dell'energia elettrica e le opere di recinzione del complesso. OPERE DI 2° INTERVENTO 7) La dismissione di tutte le opere di deviazione provvisoria (condotte ARMCO); 8) La realizzazione dell'impianto di dissabbiamento delle acque nere che dovranno essere convogliate al depuratore per il necessario trattamento, e delle acque bianche poco diluite, fino alla portata di 11,5 m /s, da scaricare direttamente a mare attraverso un manufatto di raccordo con il canale emissario, denominato “canale di scarico”; 9) La realizzazione dell'impianto di sollevamento delle acque nere (fino alla portata di 1,7 mc/s), con le relative opere di collegamento idraulico con la “condotta premente realizzata dal Comune di Palermo”; 10)L’istallazione di tutti i dispositivi di grigliatura fine (griglie con barre distanziate di 2,0 cm) a monte dei dissabbiatori, di insufflazione d’aria e di spurgo e deposito del materiale raccolto per il suo allontanamento. Il progetto è stato adeguato alle richieste della Commissione Regionale LL.PP ed il costo delle opere è risultato di €. 28.500.000,00 di cui €.20.900.000,00 per lavori ed €. 7.600.000,00 per somme a disposizione dell’amministrazione. Durante l’esecuzione dei lavori di deviazione delle acque sboccanti all’Acquasanta è stata constatata l’ostruzione del canale emissario dovuta alla presenza all’interno dello stesso di sedimenti di varia natura. Pertanto, l’Autorità Portuale si è attivata al fine di determinare la funzionalità del canale emissario, necessario per la messa in funzione delle opere di 1^ fase dei lavori in fase di esecuzione, eseguendo delle ispezioni visive con ROV e delle analisi chimico-fisico sui sedimenti. Dalla ispezioni visive con ROV è stata constatata la presenza di sedimenti di varia natura e che gli stessi in alcune parti del canale sono quasi alla stessa quota del livello medio del mare. L’Autorità Portuale ha provveduto a caratterizzare dal punto di vista ambientale i sedimenti presenti all’interno delle canne del canale. Le analisi chimico-fisico, condotte dal Laboratorio accreditato C.A.D.A. s.n.c di Filippo Giglio, sui sedimenti hanno permesso di classificare gli stessi come rifiuto speciale non pericoloso con codice CER 17.05.06, denominati fanghi di dragaggio. Dette indagini, hanno palesato la mancata funzionalità idraulica del canale emissario, poiché i sedimenti riducono notevolmente la sezione idraulica delle singole canne e pertanto impedirebbero il deflusso delle acque di piena a seguito del collegamento al canale emissario esistente a valle dello stesso. Pertanto, è stato redatto il progetto esecutivo dei lavori di rifunzionalizzazione delle tre canne del canale emissario esistente e delle opere connesse. L’intervento prevede, pertanto, la rimozione dei sedimenti e del materiale lapideo depositati all’interno del canale emissario al fine di mettere in esercizio l’impianto realizzato con il progetto dei lavori delle opere speciali per la deviazione ed il convogliamento definitivo delle acque sboccanti all’Acquasanta entro il porto industriale di Palermo. Inoltre, la messa in esercizio del canale emissario permetterebbe di eliminare lo sversamento dei reflui all’interno del bacino portuale, migliorando le condizioni igieniche ambientali dei luoghi e permettendo di definire i lavori di consolidamento del bacino di carenaggio da 150.000 tpl. Il progetto di rifunzionalizzazione del canale emissario, prevede la rimozione dei predetti sedimenti per fasi e metodologie diverse, vista la diversa tipologia costruttiva del canale, nonché la diversa composizione dei sedimenti. L’opera oggetto d’intervento è stata realizzata con due diversi appalti e in diversi tempi e lo stesso risulta realizzato con due diverse tipologie costruttive ed in particolare: - il tratto compreso tra la prog. 415,00 m e la prog. 339,15 m è stato realizzato in opera; - mentre il tratto compreso tra la prog. 339,15 m e la prog. 0,00 m è stato realizzato con elementi prefabbricati. L’INTERVENTO PROGETTUALE Le modalità operative d’intervento da eseguire sull’emissario sono state sviluppate in funzione delle caratteristiche costruttive del canale stesso. Atteso che, non è possibile sigillare facilmente il tratto di canale emissario costruito con cassoni prefabbricati giuntati con la conseguente impossibilità di aggottare le acque invasate all’interno, è stato previsto un intervento di disostruzione del canale eseguito dall’alto, mediante la realizzazione di aperture nel solaio di copertura che permettano la rimozione in sicurezza dei materiali depositati sul fondo del canale stesso. Il tratto di canale costruito in opera, subito a valle dello sgrossatore, permette l’aggottamento delle acque attualmente presenti, verrà manutentato con mezzi effossori di piccole dimensioni, che possono facilmente operare dal fondo del canale stesso. In particolare, l’intervento nel tratto di canale realizzato con cassoni cellulari prevede il taglio del solaio di copertura esistente in cemento armato, con l’ausilio di macchine da taglio con disco diamantato o filo diamantato, in modo da formare dei pozzi di prelievo aventi dimensioni 5,00 m di larghezza e 7,00 m di lunghezza, alternati a tratti di solaio di copertura della lunghezza di circa 6,50 m, dove poter operare con i mezzi meccanici di prelievo. In tal modo con degli escavatori posti sui tratti di copertura lasciati in opera è possibile disostruire e recuperare i sedimenti depositati all’interno dei canali. Mentre, il tratto di canale emissario realizzato in opera, dove è possibile aggottare le acque, sarà disostruito mediante la realizzazione di rampe di accesso al fondo canale, con l’ausilio di pale meccaniche di piccole dimensioni. Tali rampe di accesso saranno realizzate in corrispondenza della prog. 305,00 m. Le lastre di copertura ottenute con i tagli aventi dimensioni di 5,00x7,00 m e spessore di circa 60 cm, saranno riutilizzate come carpenteria a perdere dei solai di copertura in c.a. da ripristinare. Il volume dei materiali lapidei e dei sedimenti depositati all’interno delle tre canne del canale emissario, è stato valutato, con riferimento ai rilievi espletati dalla ditta Palumbarus s.r.l. per conto dell’Autorità Portuale di Palermo, in circa 8.600 mc. Tale volume è stato suddiviso in: - sedimenti 3.960 mc; - pietrame lapideo 4.640 mc. Per il recupero o smaltimento dei sedimenti si è affidato uno specifico incarico di consulenza a un laboratorio specializzato, C.A.D.A. s.n.c di Filippo Giglio, per il prelievo e la caratterizzazione dei rifiuti. Sono stati prelevati tre campioni, uno per ogni canna, in corrispondenza della progr. 305,00 m . I campioni sono stati sottoposti a indagine conoscitiva per la caratterizzazione di base, al fine del suo avvio al recupero o smaltimento (operazioni R o D all.to B e C allegati parte quarta D.Lgs. 152/06 e successive modifiche ed integrazioni). Come si evince dai rapporti di prova, allegati, i campioni sono stati caratterizzati con codice CER 17.05.06, denominati fanghi di dragaggio e classificati come rifiuto speciale non pericoloso, ai sensi del D.Lgs. 152/06. Precedentemente, l’Autorità Portuale aveva incaricato il laboratorio Ecologica Buffa s.r.l. di Castellamare di eseguire delle indagini ambientali sui sedimenti depositati sul fondo del canale emissario. Detto laboratorio, ha eseguito le analisi su diversi campioni prelevati dai sedimenti presenti all’interno del canale emissario ed in particolare: - n. 4 campioni nel mese di settembre del 2011 (I fase di indagine ambientale); - n. 12 campioni nel mese di ottobre del 2011 (II fase di indagine ambientale); - n. 50 campioni nel mese di gennaio del 2012 (III fase di indagine ambientale). Dai rapporti di prova della I fase della caratterizzazione ambientale, si evince che il laboratorio riscontrava su 2 campioni il superamento delle soglie limiti di riferimento, ai sensi del D. Lgs. n. 152/2006, e pertanto gli stessi venivano classificati come rifiuti speciali pericolosi. Pertanto, l’Autorità Portuale ha ritenuto necessario effettuare ulteriori analisi in prossimità dei campioni contaminati, al fine di stabilire la presenza o meno di valori contaminanti nel tratto del canale emissario confinato dai setti trasversali presenti, ed in particolare nel tratto di canale realizzato in opera ed a tal fine ha dato incarico al laboratorio Ecologica Buffa s.r.l. di eseguire le analisi chimico-fisiche su n. 12 campioni. Dai rapporti di prova della II fase della caratterizzazione ambientale, si evince che il laboratorio riscontrava su 8 campioni il superamento delle soglie limiti di riferimento ai sensi del D. Lgs. n. 152/2006, e pertanto i sedimenti analizzati venivano classificati come rifiuti speciali pericolosi. L’Autorità Portuale, in riscontro ai rapporti di prova acquisito, ha ritenuto necessario verificare i dati acquisiti procedendo ad una ulteriore indagine di caratterizzazione, volta a classificare i sedimenti presenti all’interno del canale emissario e a tal fine ha dato incarico al laboratorio Ecologica Buffa s.r.l. di eseguire le analisi chimico-fisiche su n. 12 campioni. La III fase di caratterizzazione ambientale è stata eseguita nel gennaio 2012, ed ha interessato tutto lo sviluppo del canale. Dai rapporti di prova si evince che, anche in questo caso, il laboratorio Ecologica Buffa s.r.l. riscontrava su 29 campioni il superamento delle soglie limiti di riferimento ai sensi del D. Lgs. n. 152/2006, e pertanto i sedimenti venivano classificati come rifiuti speciali pericolosi. Per la verifica dei risultati ottenuti sulla caratterizzazione dei sedimenti, l’Autorità Portuale ha conferito al Laboratorio C.A.D.A. l’incarico sopra richiamato per una nuova caratterizzazione di n. 3 campioni e successivamente all’emanazione dei certificati del laboratorio, dai quali è risultato che i sedimenti depositati all’interno del canale sono stati caratterizzati come rifiuti speciali non pericolosi, ha conferito allo stesso laboratorio uno specifico incarico per un riesame dei valori dei singoli parametri di prova rilasciati dal laboratorio Ecologica Buffa s.r.l.. Il laboratorio C.A.D.A. citato, con nota n. 10841 del 13.12.2012, ha dichiarato che il materiale di rifiuto era da classificare come rifiuto speciale, ma non pericoloso, “.. in quanto, le concentrazioni delle diverse sostanze ipotizzabili presenti nel rifiuto e la sommatoria di tutte le frasi di rischio annesse (R analoghe) restituiscono valori certamente inferiori ai limiti di concentrazione previste dalla normativa vigente”. Chiarita la problematica relativa alla caratterizzazione ambientale, il progetto prevede per i sedimenti classificati come rifiuti speciali non pericolosi lo smaltimento in discariche autorizzate, dopo la fase di deposito temporaneo in apposite vasche di decantazione e disidratazione, e caratterizzazione dei sedimenti in cumulo. In tali vasche i sedimenti perderanno la loro frazione liquida per decantazione e disidratazione mentre le acque di percolazione saranno raccolte in appositi recipienti. Successivamente, le acque di percolazione saranno sottoposte a caratterizzazione per essere smaltite conformemente alla normativa vigente. Anche il materiale lapideo, selezionato dai sedimenti in opera, verrà depositato in vasche anch’esse attrezzate con un sistema di captazione delle acque di percolo. Le vasche saranno realizzate con tout-venant rivestito con geomembrana in HDPE impermeabile. Infine, i sedimenti disidratati verranno caratterizzati e smaltiti presso una discarica autorizzata. I materiali lapidei verranno depositati in un’area di cantiere individuata all’interno della colmata dell’Acquasanta, in attesa dei lavori di collegamento del canale emissario con lo sgrossatore e conseguentemente alla messa in funzione delle opere di 1^ fase del progetto delle opere speciali per la deviazione ed il convogliamento definitivo delle acque sboccanti all’Acquasanta entro il porto industriale di Palermo. Entrato in funzione il canale emissario i materiali lapidei depositati provvisoriamente, verranno riutilizzati per la formazione della colmata del canale esistente tra la sponda destra del bacino da 150.000 t.p.l. e la scarpata dell’area Fincantieri. Una volta definiti i lavori di rifunzionalizzazione idraulica del canale è previsto il ripristino della copertura dei canali. I pannelli ottenuti dalle demolizioni a tratti del solaio dell’attuale canale emissario, non appena saranno finite le operazioni di pulizia dei canali, verranno appoggiati in testa ai setti dei canali stessi e costituiranno il cassero a perdere per la successiva formazione del solaio di copertura del canale. Verrà realizzata una soletta piena in conglomerato cementizio armato di spessore pari a 30 cm, previa realizzazione in testa ai setti del canale di un sistema di travi in c.a., che avranno la funzione di confinare lateramente il sistema di copertura realizzato e che saranno rigidamente connesse ai setti verticali tramite la realizzazione di barre di ripresa Ø 16 mm passo 40 cm con profondità di ancoraggio 30 cm e legante chimico. Dove non sia possibile realizzare il taglio con il filo diamantato, oppure l’integrità della soletta ottenuta sia compromessa, si inserirà per consentire il getto del calcestruzzo una lastra tralicciata uso cassero. L’intervento non comporta in alcun modo un’alterazione delle condizioni di stabilità dell’opera, un’alterazione del comportamento globale della struttura, una variazione significativa di rigidezza o peso che alteri il comportamento sismico del complesso strutturale. Tipologia diversa per l’asportazione dei sedimenti sarà adottata nel tratto del canale sottostante il massiccio di sovraccarico della diga dell’Acquasanta, in corrispondenza della loro intersezione, corrispondente al tratto compreso tra la prog.130,00m e la prog. 180,00 m. Essendo le tre canne del canale, sotto il massiccio, completamente ostruite, in progetto è stato previsto di realizzare delle rampe di accesso al canale, poste all’interno del canale stesso a nord ed a sud del massiccio di sovraccarico. Il progetto prevede inoltre il collegamento idraulico tra il canale emissario e lo sgrossatore già realizzato e messo in funzione con i lavori in corso della 3^ perizia di variante tecnica in diminuzione appaltati dall’Autorità Portuale in corso di definizione. Allo stato attuale, subito a valle dello sgrossatore, il canale è attraversato da una condotta in acciaio ondulato di deviazione provvisoria del collettore fognario Sampolo, che a lavori definiti, della 3^ perizia sopra citata, sarà utilizzato soltanto per il deflusso delle acque di piena, provenienti dal medesimo collettore. Per la realizzazione del tratto di raccordo tra lo sgrossatore e il canale esistente, preliminarmente sarà dismessa la deviazione provvisoria del collettore fognario Sampolo. In tale tratto, il progetto prevede la demolizione della tura di cinturazione dello sgrossatore interferente con il canale emissario, la demolizione di un tratto del canale esistente per una lunghezza di circa 11,00 m, la bonifica dello strato di sottofondazione del canale con l’asportazione del materiale di riporto e il successivo riempimento, per tutta la larghezza del canale, con calcestruzzo ciclopico. Il canale sarà realizzato con una piastra di fondo in conglomerato cementizio armato dello spessore di 70,00 cm nella quale saranno ammorsati i pilastri circolari di diametro Ø 80,00 cm e un setto in c.a. occorrenti per separare il primo canale in destra dagli altri, secondo la previsione del progetto originario. Vista la natura dei luoghi e la destinazione d’uso del raccordo, l’opera sarà realizzata con le seguenti modalità: - asportazione dei terreni di riporto di sedime del tratto di canale di raccordo per una lunghezza di circa 11,00 m. - getto di calcestruzzo ciclopico fino al raggiungimento dello strato di calcarenite di base al fine di realizzare uno strato di sottofondazione adeguato; - platea di fondazione piena in cemento armato di spessore complessivo pari a 70,00 cm. - pilastri circolari in cemento armato di diametro di 80,00 cm; - setto centrale in cemento armato di spessore variabile tra 75,00 e 120,00cm; - soletta piena in cemento armato di spessore pari a 36,00 cm, con lastre tralicciate uso cassero, nervata con opportuno graticcio di travi in cemento armato; - pareti esterne di chiusura perimetrali del tratto di canale di raccordo con una tura in calcestruzzo e successivo rinterro con materiale proveniente dagli scavi. Il progetto, inoltre, dopo il collegamento sgrossatore canale emissario, prevede la formazione di ture in conglomerato cementizio in corrispondenza degli imbocchi delle tre condotte in acciaio ondulato utilizzate per lo smaltimento delle acque di piena. Il progetto esecutivo, sarà realizzato secondo le seguenti fasi lavorative: FASE 1: - demolizione piastra di copertura in prossimità dello sgrossatore e del varco esistente per consentire l'accesso al canale dei mezzi per la rimozione dei sedimenti; - demolizione massetto di copertura canale emissario dalla prog. 199.80 m alla prog. 304.40 m a tratti di 7.00 m alternati di 6.50 m; - trasporto a discarica materiale proveniente dalle demolizioni; - asportazione terreno vegetale e regolarizzazione piano di lavoro per formazione piste passaggio mezzi; - realizzazione rampa di accesso area di cantiere in prossimità dello sbocco del canale emissario; FASE 2: - realizzazione pista provvisoria per passaggio autogrù, mezzi di cantiere e accatastamento dei tratti di solaio di copertura tagliati; - dimissione rampa di accesso cantiere e rampa di accesso sbocco canale; -realizzazione rilevato, per la formazione delle vasche di deposito per la decantazione e disidratazione dei sedimenti, con materiale proveniente dalla dismissione delle rampe; - realizzazione fori ∅250 per l'aspirazione della melma; - realizzazione fori ∅150 dalle di copertura cassoni prefabbricati n. 10-9-8; - rimozione travi di copertura varchi cassoni prefabbricati n. 8-9 e accatastamento in area di cantiere; FASE 3: - ripristino setti di sbarramento esistenti; - realizzazione sistema di aggottamento acque d'infiltrazione e scarico delle acque aggottate all'interno dello sgrossatore; -scavo rilevato per formazione vasche di deposito per la decantazione e disidratazione dei sedimenti e del pietrame e realizzazione n. 3 rampe di accesso ai tre canali per la rimozione dei sedimenti dall'interno dalla prog. 304.40 m alla prog. 415.00 m; - realizzazione fori ∅150 piastra di copertura cassoni prefabbricati n. 7-6-5 e taglio piastra di copertura cassoni prefabbricati n. 7-6-5; FASE 4: - rimozione sedimenti canale emissario dalla prog. 304.40 m alla prog. 415.00 m con l'impiego della pala meccanica all'interno del canale; -scarico nelle vasche di deposito per la decantazione e disidratazione dei sedimenti; - caratterizzazione materiale disidratato e successivo trasporto a discarica del materiale classificato come rifiuto speciale; - caratterizzazione acque di percolazione stoccate nel serbatoio di accumulo e trasporto a discarica; - rimozione dalle di copertura cassoni prefabbricati n. 7-6-5 e accatastamento in area di cantiere. Rimozione blocchi di cls di risulta dei tagli, carico su autocarro e trasporto a discarica; - scavo rinfianco e realizzazione tagli piastra di copertura cassone prefabbricato n.9; FASE 5: - scavo per realizzazione vasche di deposito per la decantazione e disidratazione dei sedimenti allo sbocco del canale e formazione rampe di accesso per rimozione sedimenti con escavatore interno al canale in corrispondenza dell’attraversamento stradale; - rimozione sedimenti con escavatore interno al canale. Carico su autocarro con cassone a tenuta e scarico nelle vasche di percolazione; - rimozione dalle di copertura cassone prefabbricato n. 9 e accatastamento in area di cantiere. Rimozione blocchi di cls di risulta dei tagli, carico su autocarro e trasporto a discarica; - rimozione dei sedimenti con escavatore che lavora dall'esterno. Carico su autocarro con cassone a tenuta e scarico nelle vasche di percolazione. Ricollocazione dalle di copertura; - caratterizzazione materiale e trasporto a discarica, del materiale classificato come rifiuto speciale, o nell’area di stoccaggio temporanea del materiale classificato come pietrame. Caratterizzazione acque di percolazione stoccate nel serbatoio di accumulo di 10.000 l e trasporto a discarica; - realizzazione tagli piastra di copertura cassone prefabbricato n. 10; FASE 6: - rimozione rampe di accesso attraversamento stradale e ricollocazione dalle di copertura cassoni prefabbricati n. 7-6-5; - rimozione dalle di copertura cassone prefabbricato n. 10. Rimozione blocchi di cls di risulta dei tagli, carico su autocarro e trasporto a discarica. Rimozione sedimenti con escavatore che lavora dall'esterno. Carico su autocarro con cassone a tenuta e scarico nelle vasche di percolazione. Ricollocazione dalle di copertura; - caratterizzazione materiale e trasporto a discarica, del materiale classificato come rifiuto speciale, o nell'area di stoccaggio temporanea del materiale classificato come pietrame. Caratterizzazione acque di percolazione stoccate nel serbatoio di accumulo di 10000 l e trasporto a discarica; - scavo rinfianco e realizzazione tagli piastra di copertura cassone prefabbricate n.8; - demolizione massetto di copertura cassoni prefabbricati n. 4-3. Scavo a sezione obbligata rinfianco cassoni. Trasporto a discarica materiale proveniente dalle demolizioni; - armo ferro e getto piastra di copertura cassone prefabbricato n.9; FASE 7: - armo ferro e getto piastra di copertura cassoni prefabbricati n. 7-6-5; - rimozione dalle di copertura cassone prefabbricato n. 10. Rimozione blocchi di cls di risulta dei tagli, carico su autocarro e trasporto a discarica. Rimozione sedimenti con escavatore che lavora dall'esterno. Carico su autocarro con cassone a tenuta e scarico nelle vasche di percolazione. Ricollocazione dalle di copertura; - caratterizzazione materiale e trasporto a discarica, del materiale classificato come rifiuto speciale, o nell'area di stoccaggio temporanea del materiale classificato come pietrame. Caratterizzazione acque di percolazione stoccate nel serbatoio di accumulo di 10.000 l e trasporto a discarica; - realizzazione fori ∅150 piastra di copertura cassoni prefabbricati n. 4-3. Scavo rinfianco cassone n.4 e realizzazione tagli piastra di copertura; FASE 8: - armo ferro e getto piastra di copertura cassone prefabbricato n. 8; - raccordo pavimentazione canale emissario dalla prog. 164.95 m alla prog. 304.40m; -dismissione vasche di deposito per la decantazione e disidratazione dei sedimenti e del pietrame nell’area di cantiere e ripristino rampa di accesso al cantiere; - rimozione dalle di copertura cassone prefabbricato n. 4. Rimozione blocchi di cls di risulta dei tagli, carico su autocarro e trasporto a discarica. Rimozione sedimenti con escavatore che lavora dall'esterno. Carico su autocarro con cassone a tenuta e scarico nelle vasche di percolazione. Ricollocazione dalle di copertura; - caratterizzazione materiale e trasporto a discarica, del materiale classificato come rifiuto speciale, o nell'area di stoccaggio temporanea del materiale classificato come pietrame. Caratterizzazione acque di percolazione stoccate nel serbatoio di accumulo di 10.000 l e trasporto a discarica; - realizzazione tagli piastra di copertura cassone prefabbricato n. 3; FASE 9: - armo ferro e getto piastra di copertura cassone prefabbricato n. 4; -dismissione vasche di deposito per la decantazione e disidratazione dei sedimenti allo sbocco del canale e ripristino rampa di accesso sbocco canale; - rimozione dalle di copertura cassone prefabbricato n. 3. Rimozione blocchi di cls di risulta dei tagli, carico su autocarro e trasporto a discarica. Rimozione sedimenti con escavatore che lavora dall'esterno. Carico su autocarro con cassone a tenuta e scarico nelle vasche di percolazione. Ricollocazione dalle di copertura; - caratterizzazione materiale e trasporto a discarica, del materiale classificato come rifiuto speciale, o nell'area di stoccaggio temporanea del materiale classificato come pietrame. Caratterizzazione acque di percolazione stoccate nel serbatoio di accumulo di 10.000 l e trasporto a discarica; - demolizione massetto di copertura cassone prefabbricato n. 2 e trasporto a discarica; FASE 10: - armo ferro e getto piastra di copertura cassone prefabbricato n. 3; - rimozione dalle di copertura cassone prefabbricato n. 2. Rimozione blocchi di cls di risulta dei tagli, carico su autocarro e trasporto a discarica. Rimozione sedimenti con escavatore che lavora dall'esterno. Carico su autocarro con cassone a tenuta e scarico nelle vasche di percolazione. Ricollocazione dalle di copertura; - caratterizzazione materiale e trasporto a discarica, del materiale classificato come rifiuto speciale, o nell'area di stoccaggio temporanea del materiale classificato come pietrame. Caratterizzazione acque di percolazione stoccate nel serbatoio di accumulo di 10000 l e trasporto a discarica; - realizzazione pavimentazione in autobloccante cassone prefabbricato n.4; FASE 11: - armo ferro e getto piastra di copertura cassone prefabbricato n. 2; - realizzazione pavimentazione in autobloccante cassone prefabbricato n. 3; - dismissione vasche di deposito per la decantazione e disidratazione del pietrame allo sbocco del canale e trasporto a discarica; FASE 12: - realizzazione pavimentazione in autobloccante cassone prefabbricato n. 2; - rimozione rampa di accesso cantiere sbocco canale e ripristino scarpata in terra vegetale; - chiusura sfioratore Sampolo; - dismissione condotta in acciaio ondulato di deviazione del collettore Sampolo e ripristino piazzale Fincantieri; - ripristino recinzione Fincantieri e rimozione barriere new jersy; FASE 13: - demolizione diaframma di cinturazione sgrossatore; - realizzazione platea di fondazione ed elevazioni per il collegamento tra lo Sgrossatore e il Canale emissario; FASE 14: -ripristino piastra di copertura demolita per la realizzazione del varco di aerazione; - realizzazione piastra di copertura collegamento Sgrossatore - Canale emissario; - dismissione rampe di accesso canale emissario e trasporto nell'area di stoccaggio temporanea del pietrame; FASE 15: - demolizione setto di sbarramento e messa in esercizio canale emissario; - realizzazione piastra di copertura demolita per la realizzazione del varco di accesso al canale emissario; - chiusura vasca di riunione canali Passo di Rigano, Molo e Notarbartolo; FASE 16: - chiusura sbocco condotte in acciaio ondulato e canali dismessi utilizzando il pietrame proveniente dalla rifunzionalizzazione idraulica del canale emissario; FASE 17: - ripristino piazzale Fincantieri con strato di misto granulometrico e pavimentazione in conglomerato bituminoso; - ripristino recinzione Porto Marina di Villa Igea e dismissione barriere new jersey; FASE 18: - ripristino stato dei luoghi e messa in esercizio definitiva sgrossatore e canale emissario. Il termine ultimo per la ricezione delle offerte è fissato per il 12/04/2018 alle ore 09.00 La prima seduta pubblica per l'esame delle offerte ricevute è fissata per giorno 12/04/2018 alle ore 10.00 I lavori avranno una durata di 240 giorni dalla data del verbale di consegna lavori. L'importo complessivo dei lavori è: 4.225.000,00 € Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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03 apr 2018

Viabilità | Anello ferroviario: dal 9 Aprile chiude Via Amari tra Via Roma e Via Scordia

di Fabio Nicolosi

Concluse le feste, ci si appresta a vivere un estate e un autunno ricco di cantieri. Vi abbiamo già parlato del cantiere del collettore fognario che interesserà Via Roma nel tratto tra Via Cavour e Via Bentivegna. Ma a fargli compagnia ci sarà il cantiere dell'anello ferroviario, la nuova Area 5. Conclusi infatti i lavori nell'area 4, i lavori si stanno adesso concentrando a Piazza Castelnuovo e appunto nel tratto compreso tra Via Roma e Via Scordia. L'ordinanza n°363 del 30 Marzo 2018, rilasciata dall'ufficio traffico, autorizza la Tecnis ad occupare l'area 5 dal 9 Aprile al 21 Dicembre 2018. Per permettere di raggiungere facilmente Via Crispi sarà sospesa l'area pedonale di Via Principe di Belmone, lato mare Il semaforo tra Via Amari e Via Roma funzionerà a luce lampeggiante gialla Ecco copia dell'ordinanza: Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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12 feb 2018

Anello Ferroviario | Via Amari: restituita parte dell’area 4, via libera ai lavori a Piazza Castelnuovo

di Fabio Nicolosi

Con la nota del 07/02/2018 Tecnis spa comunica al Comune di Palermo la restituzione alla fruibilità pedonale di una porzione di "Area 4" in Via E. Amari. Il comune dunque con apposita ordinanza emessa dell'ufficio traffico n° 140 del 09/02/2018 autorizza il transito di pedoni e bici nel tratto liberato. L'ordinanza contiene anche una mappa sulla prossima area che verrà restituita e dove sono in corso i lavori per la scopertura delle teste dei pali. Ricordiamo che la suddetta area é stata liberata con un ritardo di circa 420 gg rispetto al crono-programma. Avendo consegnato una parte di Via Amari, la ditta Tecnis inizierà l'installazione delle barriere e della segnaletica a Piazza Castelnuovo. Probabilmente la chiusura, che doveva già essere operativa, avverrà Mercoledì 14 Febbraio. Ecco copia dell'ordinanza: Ti potrebbe interessare anche: Anello Ferroviario | Dal fondo di sviluppo e coesione 2014/20 100 milioni per il secondo stralcio Andamento dei lavori SCHEDA Anello Ferroviario di Palermo Monithon 2014: una “radiografia” completa all’Anello Ferroviario di Palermo">Monithon 2014: una “radiografia” completa all’Anello Ferroviario di Palermo Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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