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26 nov 2020

Mobilità, insediata la consulta della bicicletta

di Antony Passalacqua

Palermo - Insediata ufficialmente la Consulta della Bicicletta, l'Organo consultivo del Comune approvato nei mesi scorsi anche su proposta di diverse associazioni di ciclisti e per la promozione dell'uso della bicicletta. I 50 partecipanti alla Consulta, che avevano risposto ad un avviso pubblicato dal Comune a maggio, hanno eletto il portavoce ed il suo vice: si tratta di Chiara Minì ed Andrea D'Amore. La Consulta potrà essere contattata tramite l'indirizzo email [email protected] L'atto formale della prima "seduta" svolta in videoconferenza ha visto la partecipazione del Presidente del Consiglio Comunale Salvatore Orlando, del sindaco Leoluca Orlando e dell’ assessore alla Mobilità, Giusto Catania e di Salvatore Orlando. Il Presidente del Consiglio ha augurato buon lavoro alla Consulta sottolineando che la sua costituzione fu votata unanimemente dal Consiglio ed ha auspicato "una proficua collaborazione per la promozione della bicicletta come mezzo di spostamento e per la sicurezza della mobilità su due ruote". Per il Sindaco, questo nuovo organo consultivo "fa parte di un percorso che vede l'Amministrazione e il Consiglio comunale attenti al dialogo con i portatori di interesse e con coloro che esprimono passione e competenze su temi specifici. In questo caso per la mobilità dolce e per le due ruote, che sono oggi elementi essenziali di una città sempre più attenta alla sostenibilità e stili di vita compatibili con il rispetto delle persone e dell'ambiente". "Ci troviamo di fronte a un importante strumento di partecipazione che coadiuverà l'amministrazione comunale nelle scelte in materia di mobilità ciclabile – ha sottolineato l’assessore Catania -. Nelle ultime settimane la città di Palermo ha visto un evidente incremento dell'uso della bicicletta, grazie anche all'istituzione di nuovi percorsi ciclabili che cominciano ad essere utilizzati ed apprezzati dai ciclisti palermitani per gli spostamenti casa/lavoro contribuendo, in  questo modo, a rendere ancora più sostenibile la mobilità cittadina” La Consulta delle Biciclette, nata per implementare una politica attiva per la mobilità in bici in alternativa ai tradizionali mezzi di trasporto, è un organismo consultivo che ha funzioni di sostegno nella definizione degli indirizzi per promuovere l'utilizzo di questo mezzo di trasporto sostenendo politiche attive per la mobilità ciclabile, valorizzando l'esperienza e le competenze delle associazioni interessate alla promozione e allo sviluppo della mobilità ciclabile e per la realizzazione di interventi  da parte dell'Amministrazione comunale. I 50 membri sono tutti cittadini residenti a Palermo o che in città svolgono stabilmente la propria attività di lavoro o di studio.

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20 nov 2020

Piste Ciclabile | Pubblicata l’ordinanza per l’estensione della pista bidirezionale in via Campania, Emilia, Ausonia e Praga

di Fabio Nicolosi

Il Dirigente del Servizio della Mobilità ha emesso oggi una ordinanza con la quale dispone l'Istituzione - in via sperimentale - della pista ciclabile bidirezionale in sede propria in viale Campania, viale Emilia, via Ausonia e viale Praga. Si estende, in tal modo, la rete ciclabile cittadina nell’asse Nord-Sud, connettendo i tratti ciclabili già esistenti in viale Piemonte, viale Lazio e viale Strasburgo e qualificando le postazioni del servizio bike sharing, presenti in via Emilia e via Praga. Il primo tratto della pista ciclabile bidirezionale asse Nord-Sud, mediante l'utilizzazione di una porzione della carreggiata stradale esistente è stato istituito – con ordinanza dirigenziale n. 461 del 30 giugno scorso – nei seguenti assi viari: Via Principe di Villafranca (tratto compreso tra la via Dante e via Costantino Nigra), via Piersanti Mattarella, via Giacomo Leopardi, via Boris Giuliano e viale Piemonte. La lunghezza complessiva dell'asse Nord-Sud, da viale Praga a via Principe di Villafranca è di 3 chilometri e 800 metri. La pista ciclabile avrà una sezione trasversale di 2 metri e mezzo e sarà fisicamente delimitata da moduli spartitraffico longitudinali, interrotti in corrispondenza degli attraversamenti pedonali, dei passi carrabili autorizzati, degli stalli di sosta riservati ai disabili e ove se ne ravvisi la necessità. La regolamentazione della sosta viene confermata, in parallelo sul lato sinistro rispetto al senso di marcia e traslata a destra della pista ciclabile. "Prosegue – dichiara il sindaco, Leoluca Orlando - un intervento che mira a dare razionalità e sicurezza anche alla mobilità dolce, che in questo particolare periodo ha assunto ancora maggiore importanza nella nostra comunità. Il completamento di questo percorso rappresenterà un ulteriore passo per dotare la città di una rete di mobilità sostenibile, secondo il Piano approvato di recente anche dal Ministero". "La ciclopolitana di Palermo – sottolinea l’assessore alla Mobilità, Giusto Catania - prosegue il suo percorso e giungerà fino in via Praga, così come prevista dal Piano della Mobilità dolce. La prima parte, al netto di piccole modifiche che saranno attuate nei prossimi giorni, è stata completata ed è evidente che la scelta progettuale di una pista bidirezionale protetta da cordoli ha riscontrato il favore della cittadinanza, infatti sono aumentati i ciclisti che la percorrono. Il collegamento tra il centro città e la zona nord è uno degli assi di attraversamento più importanti della città e la scelta di investire su questa tipologia di pista ciclabile sta contribuendo a decongestionare il traffico veicolare privato, offrendo una valida alternativa negli spostamenti casa/lavoro". Foto di copertina di LiveSicilia

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12 set 2020

Pista ciclabile piazza Unità d’Italia: viva l’approssimazione (e l’ignoranza)!

di Mobilita Palermo

Palermo - Torniamo nuovamente sul tema due ruote, stavolta alla luce dei lavori maturati fino ad oggi in piazza Unità d'Italia. Come abbiamo avuto modo di sottolineare appena tre giorni fa, sono evidenti delle "storture" su questo tratto della nuova ciclabile Villafranca-Piemonte. Abbiamo scritto di uno zig zag inopportuno e non proprio sicuro per chi pedalerà. Oggi è la volta di dissuasori installati lì dove presenti degli avvallamenti creati dalle radici degli alberi e installati per inibirne il transito a ridosso. O almeno così sembra, perché se fossero parcheggi per bici, andrebbero ad occupare una buona porzione della pista ciclabile. Adesso, sempre nel medesimo tratto di piazza Unità d'Italia sono stati cancellati alcuni stalli di sosta blu. Forse è il caso di fermarsi un attimo, magari apportando le giuste correzioni. Correggere rettificando il tracciato con opportuno distanziamento dal marciapiede (come da progetto originario) avendo più coraggio nel fare a meno delle zone blu qui e magari anche in altri tratti, posizionare i cordoli e ripristinare il manto stradale lì dove necessario. Infine  convocare la consulta delle biciclette affinché si possa dare avvio a questo organo partecipativo. Il rischio ben reale è di rendere vano l'intero progetto, di creare un conflitto nei confronti di un'intera categoria quali i ciclisti o nei confronti di coloro che da anni attendono interventi a favore delle due ruote. Ebbene si, in città c'è gente che pedala e non solamente chi guida un autoveicolo. Partiamo quindi da un punto fermo: le piste ciclabili devono semplicemente sottrarre spazio alle auto, piuttosto che ai pedoni sui marciapiedi. Il dibattito in rete di questi giorni pone da un lato dei legittimi interrogativi e perplessità sugli interventi in piazza Unità d'Italia. Ma emerge anche uno spaccato molto preoccupante e a tratti pericoloso in riferimento a chi, disconoscendo le più basiliari regole del C.d.S. , si abbandona a giudizi approssimativi se non addirittura privi di argomentazioni. Ci riferiamo ai tanti che si meravigliano per qualcosa di nuovo a Palermo, ma che di nuovo non ha affatto nulla dato che si tratta di interventi ben radicati in altre realtà urbane. Fra chi si scandalizza per la possibilità di pedalare all'interno (di alcune) corsie bus, o chi del parcheggio traslato alla corsia ciclabile, o addirittura chi grida allo scandalo solo perché la ciclabile è contromano rispetto al senso di marcia stradale. O la carreggiata più stretta rispetto a prima (disconoscendo il termine carreggiata). Poi il più classico "mi hanno tolto il posteggio sotto casa", frase emblema e conservatrice in questa città. E riportiamo qualche esempio: Torino, Milano, Avezzano, Cremona, Pescara tanto citarne qualcuno.   O come qui  in corso Buenos Aires a Milano, la ciclabile realizzata durante l'estate e protetta semplicemente spostando la sosta più all'esterno. Segno che alle volte non servono grandi infrastrutture ma strategia.   Infine, ma non meno importante, una riflessione su questa amministrazione e sul suo modus operandi in tema di ciclabilità: la prima generazione di piste ciclabili, quelle delle famose mattonelle colorate al di sopra dei marciapiedi, ha segnato la via, quella sbagliata, dalla quale non ci si è più discostati. Dalla superficialità di quell'intervento si è giunti all'approssimazione di questo, a distanza di tanti anni e con un bel pò di dibattito e critiche nel mezzo che evidentemente non hanno sortito alcun effetto sperato. E' deprimente constatare l'approccio adottato: c'è un problema? Lo aggiriamo con la prima soluzione tampone che ci viene in aiuto, per ultimare l'opera e poter annunciare il suo completamento. Tutto il resto non sembra avere importanza: probabilmente l'unica cosa importante è spuntare la casella delle opere realizzate, a prescindere dalla loro funzionalità, dal loro decoro e dall'apprezzamento dell'utente finale. Dove sta l'errore? Probabilmente a monte. Quando è stata progettata la corsia in questione ipotizziamo siano stati fatti dei sopralluoghi in cui ipotizziamo (ancora una volta) siano stati rilevati i problemi noti sull'asfalto. E sempre continuando a ipotizzare, siano stati preventivati dei lavori di ripristino del manto stradale, propedeutico ad una corretta realizzazione della corsia stessa. Ma rimane tutta una ipotesi di cui ci sembra lecito dubitare arrivati a questo punto, dato che nel concreto si è speditamente proceduto a deviare le linee per terra per aggirare l'ostacolo. Dunque, non era stato rilevato il problema in fase cognitiva oppure si era a conoscenza di tutto quanto e si è deciso di adottare la decisione più facile e indolore aggirando l'ostacolo? Va specificato che in assenza delle risorse necessarie per risolvere un problema, molto spesso è più dignitoso non avviare i lavorio  o trovare soluzioni alternative (che abbiamo elencato in precedenza) piuttosto che offrire alla collettività la solita opera raffazzonata. E non sarebbe il primo episodio a cui siamo purtroppo abituati: basti pensare alle sopracitate "piste ciclabili" di dubbia fattura al di sopra dei marciapiedi o alle corsie ciclabili dipinte sull'asfalto in via dell'Olimpo proprio in prossimità di un asfalto totalmente sconnesso dalle radici degli arbusti. Nessun ripensamento ha interrotto il completamento di queste accozzaglie che ovviamente sono pressochè inutilizzate perchè pericolose per l'incolumità dei ciclisti. A distanza di tanti anni possiamo tirare le somme: questa amministrazione si è dimostrata incapace di portare avanti un piano di ciclabilità coerente, anche piccolo, che potesse offrire ai cittadini un'alternativa sicura al mezzo a motore. Si continua a procedere per tentativi, senza una visione generale d'insieme che coniughi funzionalità, sicurezza e estetica. Basterebbero anche pochi interventi, ma buoni, per attirare la simpatia dei palermitani e strappagli un pizzico di fiducia in più. Sembra invece che si inseguano i numeri, soltanto i numeri delle piste attivate e dei km realizzati, a prescindere da tutto il resto. I recenti dietrofront sugli stalli a piazza Unità d'Italia carreggiata d'altronde sono una testimonianza della confusione che regna.

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25 apr 2020

Si discute l’istituzione dell’Ufficio Biciclette: ma esiste già e nessuno lo sa

di Mobilita Palermo

Palermo - Sembra cominciare a entrare nel vivo il dibattito locale politico circa la mobilità post Covid-19. Ne abbiamo giusto dibattuto un paio di giorni in un'intervista con Matteo Dondè sui possibili scenari che si presenteranno nelle nostre città come conseguenza delle nuove norme sul distanziamento, negli spostamenti quotidiani e quali strategie adottare. Tanti sono gli spunti e le idee da attuare anche nel breve termine. E proprio ieri pomeriggio durante una riunione del consiglio comunale svoltasi in teleconferenza, si è dibattuto su un paio di ordini del giorno proposti dalla Commissione Urbanistica. Odg scaturiti dopo l'audizione di un'associazione Fiab tenutasi la stessa mattina in Commissione Urbanistica e incentrati sulla mobilità dolce. E riportiamo qui di seguito copia di entrambi gli atti discussi.   Ottimi i propositi e fa sempre piacere che la politica ne discuta e prenda provvedimenti verso questi temi. I due odg sono passati entrambi, fra favorevoli, astenuti e qualche malumore. Qui il video. Ci sembra però doverosa qualche precisazione da fare circa le proposte indicate nel secondo odg. Si parla di ufficio biciclette, ma è alquanto strano che in commissione nessuno abbia fatto presente che tale organo esiste già. Dal Piano della Mobilità Dolce:  "L'Ufficio Biciclette del Comune di Palermo è stato creato già a partire dal 2010, quale parte integrante dell’Ufficio oggi denominato Ufficio del Piano Tecnico del Traffico - U.O. Gruppo Mobilità."       E qui vi riportiamo un nostro articolo dove oltre a illustrare le funzioni dell'ufficio biciclette, abbiamo lamentato la non funzionalità. Badate bene alla data...    Le domande che ci poniamo: anziché dibattere e dedicare tempo a un qualcosa che già esiste, perché non farlo invece funzionare o mettere personale apposito che ne assicuri le piene funzionalità? E inoltre, coerentemente con questi propositi sarebbe più opportuno approvare la Consulta delle Biciclette ferma da due anni all'ordine del giorno in Consiglio Comunale e in attesa di prelievo e approvazione. Un organo pienamente partecipativo il cui documento aveva già fatto tutti i passaggi (con esito positivo) necessari fra Commissioni e Ragioneria e approdata infine in Consiglio. Insomma, entriamo nel merito di cose concrete. Infine circa la proposta di ampliamento del periodo gratuito del bike sharing attualmente pari alla prima mezz'ora di utilizzo, vi invitiamo a fare una pedalata di 30'. E' un invito rivolto a chi non è utente abituale della bicicletta: senza dover correre,  a un'andatura normale e verificate la distanza percorsa in questo arco di tempo. Trenta minuti possono essere un tempo relativamente breve ma scoprirete cosa sono realmente le distanze da un mezzo alternativo alla vostra auto. Perché la bicicletta è da considerarsi un mezzo di trasporto a tutti gli effetti, non solo rivolto allo svago. Ad ogni modo non sarà sufficiente il solo incentivare l'utilizzo del bike sharing se non accompagnato da interventi di moderazione del traffico. Per farvi un banale esempio, non c'è alcuna correlazione fra il voler incentivare  l'uso delle biciclette e l'abrogazione della ztl diurna. Sono due cose completamente opposte.    

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13 gen 2019

Una buona mobilità dolce non rimuove le librerie di strada

di Antony Passalacqua

Palermo - E' notizia di queste ultime ore che l'Assessorato Attività Produttive abbia intimato ai titolari delle librerie/bancarelle la rimozione di tutte le strutture in quanto "ravvicinate alla pista ciclabile (!!) e rappresentando un  pericolo per i pedoni. Fin dalla loro realizzazione avevamo ampiamente criticato la scelta  di realizzare le corsie ciclabili sui marciapiedi, proprio perché la promiscuità aumenta i conflitti fra pedoni e ciclisti. La vicenda della corsia ciclabile di via Maqueda dovrebbe insegnare qualcosa. E pertanto il pericolo non è certo rappresentato da librati e librerie, punto di aggregazione socio-culturale, bensì una corsia sopra un marciapiede. Diciamo che sono molto più pericolose le bacheche pubblicitarie installate dal Comune lungo il medesimo tratto. Siamo contrari alla rimozione delle librerie per i motivi fin qui indicati e auspichiamo il ritiro del provvedimento. Ricordiamo che proprio su via Libertà non sono mancate le nostre proposte (già accolte) nell'ambito del progetto della nuova tranvia. Piuttosto è lo spazio alle auto che andrebbe sottratto, e non di certo ai pedoni.    

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06 mag 2017

Nuova pista ciclabile in Viale Del Fante tra il bowling e il giardino Florio

di Fabio Nicolosi

Con la delibera dell'ufficio traffico n° 613 del 28 Aprile 2017 viene autorizzata la realizzazione da parte di Amat della pista ciclabile in Viale Del Fante. La pista verrà realizzata in tre tratti: Tra Viale Diana e Via Del Carabiniere Tra Via del Carabiniere al Giardino Florio Tra il Giardino Florio e fino al civico 27 Ancora una volta questo provvedimento è fortemente criticabile: Essendo monodirezionale, si consente il transito solo in direzione Mondello/Pallavicino, e per chi proviene da quelle zone? Semplice, posteggia la bici o rischia circolando in una corsia promiscua con le auto e i mezzi pubblici Ha un inizio e finisce in un'area morta. Che senso ha? E' una corsia fine a se stessa che ha un inizio e una fine senza avere una continuità, senza mettere in comunicazione un anello ciclabile. Si ostinano a chiamarle piste ciclabili, quando in realtà sono corsie, perché di fatto sono sulla stessa sede stradale separate solo da uno squallido cordolo. E' lecito sottolineare ancora una volta come queste "opere" siano fini a se stesse e siano poco utili alla collettività, specialmente se fatte con tale approssimazione e superficialità. Forse è troppo dispendioso prevedere la stessa corsia in sede propria, rialzata rispetto la sede stradale, con manto stradale di colore ben differente, con margini sufficienti anche per evitare di essere colpiti da qualche automobilista che scendendo dall'auto apre lo sportello? Si transita inoltre nello spazio antistante lo Stadio delle Palme, enorme parcheggio di podisti e gente che utilizza la struttura e il giardino adiacente, la corsia sarà fruibile? Vedremo, ma anche questa volta non possiamo che bocciare tale provvedimento. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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09 dic 2016

La nuova corsia ciclabile di Via Paisiello

di Fabio Nicolosi

L'ufficio traffico con l'ordinanza n° 1462 del 7 Dicembre ha autorizzato la realizzazione due percorsi ciclopedonali lungo Via Giovanni Paisiello tra Via Regione Siciliana e Via Galileo Galilei. La domanda sorge spontanea, ma a che pro una corsia ciclabile in questa via? La risposta ce la fornisce direttamente l'ordinanza, infatti su Via Galileo Galilei è già presente una pista ciclabile parte dell'itinerario Acquasanta/Giachery/Notarbartolo/Giotto ed inoltre il tratto è privo di marciapiede e quindi la sua realizzazione consente di collegare tutti i ciclisti che giornalmente frequentano Via Regione Siciliana con la corsia a loro riservata su Via Galileo Galilei. I percorsi avranno la solita larghezza di 1,5m al netto della segnaletica orizzontale. Eccovi altre due planimetrie estratte dall'ordinanza: Non sono noti i tempi di realizzazione, ma rimaniamo comunque perplessi, prima di realizzare delle nuove pista ciclabili non è meglio ristrutturare quelle esistenti, compresa quella di Via Galileo Galilei, spesso utilizzata come parcheggio?

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