Segnalazione
03 mag 2017

Manifesta 2018 | Palermo, la città censurata

di belfagor

Il prossimo anno Palermo ospiterà MANIFESTA 2018. Si tratta della più importante biennale di arte contemporanea europea. L’arte contemporanea non è solamente un movimento culturale o un momento di confronto tra varie esperienze artistiche ma anche di provocazioni. Ricordiamo Piero Manzoni che inscatolò e mise in vendita 90 scatolette di “Merde d’artista” presentandole come “opere d’arte”. A Palermo invece non hanno capito lo spirito di tale movimento culturale e per prima cosa hanno censurato un video (voluto dagli organizzatori) che ritrae alcuni residenti dello Zen, di Bonagia, di Ballarò mentre espongono i problemi di Palermo e dei loro quartieri. Il video, dopo un fugace giro su Facebook, è stato precipitosamente ritirato perché dalle immagini e soprattutto dalle interviste dei cittadini, emergeva un’immagine troppo negativa della città. Per i nostri amministratori, impegnati a presentare la “rinascita di Palermo” quelle immagini erano la dimostrazione di un fallimento. Comprendiamo che MANIFESTA è cofinanziata dal Comune e che siamo in piena campagna elettorale. Ma se Palermo è davvero , come dicono i nostri amministratori,al centro di una palpitante rinascita culturale perché censurare le critiche dei suoi cittadini? Palermo è anche le 20 mila famiglie povere, i 10 mila analfabeti e il suo bassissimo tasso di scolarizzazione e i suoi 700 minori segnalati all’autorità giudiziaria. Tali dati sono stati illustrati non da qualche politico dell’”opposizione” di questa giunta ma dal garante per l’Infanzia e l’Adolescenza del Comune di Palermo, Pasquale D’Andrea . Dobbiamo censurare anche questi dati?   Peccato che tale manifestazione inizia con il piede sbagliato.

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