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11 feb 2019

Tram Palermo | Ennesimo atto vandalico alla linea 1

di Salvatore Galati

Palermo - Domenica 3 febbraio 2019, ennesimo atto vandalico alla linea 1 del tram. Un atto vandalico avvenuto domenica intorno alle 19,30, un uomo ha lanciato una bottiglia di vetro contro il parabrezza del tram scheggiando il vetro, che era in sosta al terminal della stazione centrale. Il rumore assordante ha portato molta paura tra i passeggeri e personale di Amat, per fortuna nessun ferito. Però purtroppo, l’autore dell’ennesimo atto vandalico non è stato ancora individuato. La polizia sta indagando sul fatto avvenuto ieri, ha perciò intensificato i controlli nella zona della stazione centrale, l'azienda del trasporto pubblico di Palermo, Amat, ha isolato le immagini delle telecamere di controllo, pronte per facilitare le indagini della polizia. La vettura n°1 quella dedicata al Beato Padre Pino Puglisi, denominata "Freccia 3P", dopo l'atto vandalico è rientrata al deposito. E per una settimana nella linea 1 ci saranno soltanto 5 vetture, creando disagi all'utenza. “Assistiamo inermi a questo ‘tiro al bersaglio’ - afferma Michele Cimino, amministratore unico di Amat spa - che continua a drenare risorse dalle casse aziendali e mette in pericolo passeggeri e dipendenti. Questi continui attacchi non sembrano più episodi isolati, ma comincio a pensare che dietro ci sia l’intento di farci fare un passo indietro per isolare il quartiere. Ebbene - continua Cimino - questi farabutti sappiano che ciò non avverrà mai. Chiediamo ai palermitani di collaborare con noi alla difesa del patrimonio della città. Chiediamo al prefetto di predisporre un piano d’azione contro questi ignobili atti”. Il nostro parere è che il Comune di Palermo, davanti a questi episodi REAGISCA! Non serve rafforzare i controlli solo in queste occasioni, ma farlo con costanza, affinché si evitino questi episodi. Non possiamo permettere/tollerare, che un servizio nuovo come il tram, deve essere bloccato per atti vandalici... Foto del Comune di Palermo.

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30 giu 2010

Lettera al comandante Di Peri

di Andrea Baio

Egregio comandante Di Peri, apprendiamo con piacere quanto segue da questo articolo del GDS: Omissione d’atti d’ufficio, indagati 24 vigili urbani a Marsala Contestato anche il mancato contrasto ai parcheggiatori abusivi e il “perdurante stato di decadimento e illegalità nella zona dello stadio". Coinvolto anche il comandante Giuseppe La Rosa MARSALA. Sono indagati per omissione d'atti d'ufficio 24 vigili urbani di Marsala, tra i quali anche il comandante Giuseppe La Rosa. Nell'avviso di conclusione indagini notificato ai 24 vigili vengono contestate varie ipotesi di reato. Dalle mancate contravvenzioni per infrazioni al codice della strada ai mancati sequestri di merce (prodotti alimentari e non) posta in vendita, nelle vie e nelle piazze della città, da commercianti ambulanti privi di licenza, ma ciò nonostante non multati. Contestata, inoltre, il mancato  contrasto ai parcheggiatori abusivi e il perdurante "stato di decadimento e illegalità nella zona dello stadio". Le indagini, coordinate dal procuratore della repubblica di Marsala Alberto Di Pisa, sono state condotte dalla pg della guardia di finanza, che ad aprile aveva acquisito una documentazione negli uffici del comando dei vigili urbani. (altro…)

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11 giu 2009

Indagine dirigenza Amia terminata

di Giulio Di Chiara

Il sostituto procuratore Carlo Marzella ha terminato l’indagine sulla dirigenza dell’Amia. Sono sotto accusa in 13 tra cui l”ex presidente Vincenzo Galioto, il direttore generale Orazio Colimberti, i membri del consiglio di amministrazione e quelli del collegio dei sindaci, i revisori dei conti e due commercialisti esterni accusati di false comunicazioni e illegale ripartizione di utili o di acconti sui dividendi. L’azienda ha un buco in bilancio per 150 milioni di euro. Secondo i pm gli indagati avrebbero creato un falso bilancio (perseguibile su querela di parte) per «procurare agli amministratori dell’Amia un ingiusto profitto in quanto i compensi degli amministratori erano ancorati ai risultati di esercizio conseguiti, con la conseguenza che la rilevazione di utili derivati dalle false comunicazioni sociali consentiva agli amministratori di ottenere remunerazioni superiori a quelle che sarebbero state normalmente deliberate dall’assemblea dei soci». (Rosalio)

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