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28 nov 2016

RFI | Attivazione terzo binario alla stazione di Campofelice di Roccella e modifiche alla stazione di Lascari

di Fabio Nicolosi

E' stata pubblicata la nuova circolare territoriale 11/2016 che prevede alcune modifiche sulla linea Palermo Messina e in particolare le modifiche riguardano l'attivazione del terzo binario alla stazione di Campofelice di Roccella e la rimodulazione da stazione a fermata di Lascari. Dalle ore 13 del 18 Dicembre della presente CT, nella stazione di Campofelice di Roccella verranno attivate delle modifiche al piano del ferro e, conseguentemente, all’apparato ACEI. In particolare la stazione sarà munita di un nuovo III binario di circolazione, la prosecuzione del quale costituirà la nuova linea verso Cefalù. L’attuale linea, infatti, prosecuzione del II binario, verrà messa fuori esercizio, e con essa gli enti ivi ricadenti. La stazione di Campofelice avrà, quindi, tre binari di circolazione, ciascuno munito di segnalamento proprio di partenza ambo i lati, e i regimi di esercizio ammessi saranno SPT e EDCO. A motivo delle suddette attivazioni, subiranno notevoli modifiche i segnali di protezione e partenza di stazione, pertanto è d’uopo descriverlo interamente, come faremo di seguito. Sempre alla stessa ora e data di attivazione della presente CT, nella tratta in oggetto la stazione di Lascari verrà chiusa all’esercizio, con contestuale dismissione dell’impianto di sicurezza e del segnalamento di protezione e di partenza nelle due direzioni, e in sua vece verrà attivata una fermata (chiamata sempre Lascari) alla progressiva 57+482. Contestualmente alla chiusura della stazione di Lascari, il tratto di linea Campofelice – Cefalù costituirà unico tratto di linea con Blocco Conta - Assi. Per quanto riguarda la giurisdizione del DC, la sezione 2 verrà limitata da Campofelice a Fiumetorto, mentre, come DCO (sempre sezione 2) si estenderà da S.Agata a Campofelice. Dal punto di vista della T.E., in virtù della trasformazione in fermata della stazione di Lascari i sezionatori di stazione n.1 e n.2 sono soppressi ed è istituita un’unica zona elettrica per la tratta Campofelice(e) -Cefalù(e) delimitata dal sezionatore n.2 della stazione di Campofelice e dal sezionatore n.2 della stazione di Cefalù . Ancora in dipendenza della trasformazione in fermata della stazione di Lascari, i due PLA posti alle progressive km 59+855 e km 60+319, oggi, nel senso di marcia pari, comandati dai segnali di partenza di Lascari, verranno modificati a schema di principio V301 e dotati di segnali propri anche nel senso pari

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09 nov 2016

VIDEO | Raddoppio Fiumetorto – Ogliastrillo: I lavori nei pressi della stazione di Lascari

di Fabio Nicolosi

I lavori per il raddoppio della tratta Fiumetorto - Ogliastrillo proseguono. Grazie al video girato dall'utente vi possiamo mostrare lo stato dei lavori presso la fermata Lascari. Ricordiamo che a fine lavori la stazione di Lascari verrà spostata verso monte abbandonando il vecchio fabbricato viaggiatori e deviando il tracciato esistente. Lo stesso utente riferisce che venerdì avevano giá asfaltato tutto il sedime fino al nuovo ponte ferroviario compresa l'area della fermata. Poco prima del ponte era già stato distribuito il ballast in modo da livellare con il piano del ponte. Traverse, pali e binari posati fino ad un centinaio di metri dalla nuova stazione. E' stata inoltre completata la viabilità nei pressi della SS113 abolendo di fatto la variante creata qualche mese fa per permettere il completamento della galleria Poggio-Maria e restituendo il vecchio tracciato stradale con l'aggiunta di una galleria al di sotto dello stesso. Ringraziamo LinoBarca per il video:

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20 giu 2016

FOTO esclusive | Raddoppio Fiumetorto – Ogliastrillo: Visita all’interno della galleria Poggio Maria

di Fabio Nicolosi

Durante la visita tecnica organizzata dall'associazione idrotecnica italiana in collaborazione con il Cifi abbiamo avuto modo di osservare da vicino i progressi all'interno della galleria Poggio Maria sul primo lotto del raddoppio della ferrovia tra Palermo e Messina e in particolare tra Fiumetorto e Ogliastrillo. La visita tecnica è iniziata sul nuovo rilevato stradale che ripristinerà la SS113 tra Lascari e il bivio autostradale di Cefalù, com'era prima dei lavori, con la differenza che adesso al di sotto di esso vi è l'imbocco della galleria Poggio Maria. Particolare attenzione è stata prestata ad un importante opera idraulica per l'interramento di un torrente che è stato incanalato e sifonato per far si che lo stesso prosegua il suo corso naturale senza necessità di essere deviato in altra sede Abbiamo proseguito la visita nella galleria accedendo tramite la futura uscita di sicurezza nei pressi dell'hotel Costa Verde. Il primo tratto che collega la galleria all'uscita è caratterizzato da una forte pendenza, circa il 12% e permetterà ai mezzi di soccorso di entrare. L'intera galleria ha una lunghezza di 3.750 metri. Allo stato attuale risultano da completare il camminamento laterale e i passi successivi saranno il riempimento con circa 30 centimetri di ballast e l'attrezzamento tecnologico della stessa, oltre che la posa delle traversine e dei binari. Ho voluto inserire appositamente la foto degli operai che hanno sudato e lavorato duramente per portare a termine quest'opera e a cui spesso non viene dato risalto e importanza. Ho trovato particolare questa frase scritta all'interno del container A conclusione dell'intensa mattinata siamo stati guidati dall'ingegnere Ruffo alla parte finale del primo lotto, in contrada Ogliastrillo dove si sta realizzando un grosso scatolare. Particolare e interessante è la stata la fase di getto di questa grossa platea di fondo che svolge la funzione strutturale insieme ai pali secanti e al solettone di copertura Dopo un abbondante buffet offerto dalla Cefalù 20, la ditta che si sta occupando di completare l'opera, abbiamo assistito ad un'interessante presentazione del Dott Vassallo della Soprintendenza di Palermo sull'enorme ritrovamento archeologico e storico che è stato effettuato durante i lavori, con oltre 60 tra archeologi operai specializzati e maestranze che in due anni di scavo hanno riportato alla luce un'enorme mole di reperti. Reperti che verranno esposti nei pressi della fermata di Buonfornello e che sono ancora oggetto di studi anche da parte di alcuni studenti americani. Ultima tappa della nostra giornata è stata una particolare struttura che verrà spinta al di sotto dell'Autostrada Palermo Messina nei prossimi mesi e che permetterà la canalizzazione di uno dei grossi torrenti attraversati dalla ferrovia e che è momentaneamente deviato, ma che a fine lavori tornerà nel suo bacino originale. Il cantiere è mantenuto asciutto grazie all'utilizzo di una idrovora che con soluzione di continuità pompa l'acqua che naturalmente risale a valle del cantiere. La spinta verrà completata in 60 giorni e sarà necessario chiudere al transito veicolare una delle due carreggiate per mantenere massimo il livello di sicurezza in caso di cedimenti che potrebbero avvenire. Un ringraziamento particolare va sicuramente all'associazione idrotecnica italiana, ma anche a tutti gli ingegneri, architetti, geometri che durante la visita hanno risposto alle numerose e curiose domande poste dagli studenti.

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26 mag 2016

Quella metropolitana che nessuno vuole, ma che sarebbe l’unica alternativa al traffico in città

di Fabio Nicolosi

Oggi voglio portarvi un punto di vista condiviso insieme all'amico Roberto (che ringrazio per il contributo) sul futuro della mobilità e dei trasporti nella nostra città: Palermo. La morfologia e la conformazione del territorio cittadino ha imposto la realizzazione negli anni di strade molto strette e anguste nel centro città e sempre più larghe e spaziose nelle periferie, questo fa si che si hanno ampi spazi per studi su tram e corsie preferenziali nelle periferie, ma poche alternative al mezzo privato nel centro città o nel cuore vivo della stessa. Immaginatevi per esempio cosa significherebbe far transitare due corsie del tram in Via Maqueda, o in Via Roma, oppure a piazza Rivoluzione, Piazza Borsa, tanto per citare alcuni esempi. Quindi qual è la soluzione per smaltire tutto o gran parte del traffico di Palermo? Un sistema che si muova su una sede alternativa, completamente separata da quelle esistenti in modo da non interferire con esse. La soluzione è una e una sola: la MAL (metropolitana automatica leggera). Attenzione stiamo parlando di una vera metropolitana, non il trenino che viene spacciato per metropolitana del raddoppio del passante ferroviario o quello che scorre nel binario singolo dell'anello ferroviario. Direttamente dal sito del comune ecco come viene descritta: La metropolitana leggera automatica sarà l'asse portante del nuovo sistema dei trasporti pubblici a Palermo. Una linea sotterranea che attraverserà la città da un capo all'altro, passando per il centro, con uno sviluppo totale di 20,77 chilometri, e 23 stazioni. Con una spesa di 1.500 milioni di euro, si realizzerà un'opera in grado di far viaggiare, in media, circa 100 milioni di passeggeri all'anno. Nelle ore di punta, la metropolitana potrà trasportare fino a 24 mila persone per ciascun senso di marcia. Il servizio si baserà sulla frequenza delle corse (fino ad una ogni 90 secondi) più che sulle dimensioni dei convogli. Ciascun veicolo potrà trasportare circa 300/400 passeggeri in condizioni normali, ma la capienza può aumentare nei momenti di maggiore affollamento. La velocità massima dei convogli in esercizio sarà di circa 80 chilometri orari, quella commerciale di 32 chilometri all'ora. Una corsa ogni 90 secondi? Impossibile al momento! Eppure è quello che il progetto prevede. 1.500 milioni di euro sono troppi? Si forse si, ma se si potesse lasciare finalmente l'auto a casa? Eppure l'amministrazione comunale sembra aver puntato tutto sul tram... TRAM? Si belli, ma il tram che ben funziona, come sta funzionando, per i collegamenti periferia-centro e viceversa, non potrà mai avere successo all’interno del centro urbano, caratterizzato da strade molto strette nelle quali è destinato ad impattare pesantemente con il traffico veicolare privato. Un traffico veicolare che, pur tra mille restrizioni, dovrà necessariamente avere un ruolo, a causa della presenza di attività commerciali e residenti in possesso di un’auto privata. Elementi dai quali non si può prescindere, sempre che non si voglia spopolare e rendere inattiva questa parte della città. Non è un caso che, nelle numerose città in cui esistono vari sistemi di trasporto, anche efficientissimi, l’uso dell’auto privata viene comunque preferito da una parte consistente dei cittadini, che difficilmente vi ricorre per meno del 50% degli spostamenti. In tal senso, nessun sistema tranviario potrà mai competere con un sistema che aggiunge, e non sottrae, spazio alla mobilità, come la MAL.. Facciamo un bel confronto e lasciamo voi decidere quale opera sia fondamentale per la città: Il Tram costa meno della MAL: 322 milioni di euro vs 1500 milioni di euro (costo totale dell'opera compreso lotto 1 e 2); tuttavia, va sottolineato che per la MAL, il progetto prevede l’attivazione del “Project Financing”, vale a dire la realizzazione dell’opera da parte di imprese private che si impegnano a gestirla per 30 anni; in tal caso, i costi a carico del Comune si ridurrebbero a 950 milioni di € circa. Nel caso della prima tratta, destinata a collegare lo svincolo Oreto alla stazione Notarbartolo, i costi totali sarebbero di 900 milioni di €, di cui 650 a carico pubblico; Il Tram con la capacità del sistema attuale può trasportare 75.000 pax/giorno 24,5 mln pax/anno contro i 300.000 pax/giorno ed i 100 mln di pax/anno della MAL La velocità commerciale del tram è di 20 km/h contro i 32 km/h della metropolitana La Mal prevede la realizzazione delle seguenti fermate (nel primo lotto): Svincolo di Oreto, Oreto Sud, Oreto Nord, Piazza Giulio Cesare, Piazza Borsa, Massimo, Politeama, via Archimede, Stazione Notarbartolo; trovate voi un tram che permetta, lasciando inalterate le condizioni in superficie, di collegare i seguenti nodi Per la MAL esiste già un progetto preliminare, per l'espansione della futuro TRAM vi è solo uno studio di fattibilità La MAL, essendo completamente automatizzata, ha costi di personale talmente limitati da raggiungere, in moltissime città in cui è in funzione, il pareggio tra spese di gestione e introiti. Nessun sistema tranviario può aspirare a tanto, avendo, peraltro, costi per passeggero/km tra i più alti in questo settore. Quest’ultimo punto è ben noto ai nostri amministratori: tanto è vero che, giustamente, si è pensato di coprire i costi di esercizio del sistema tranviario con gli introiti della ZTL. Per molti però il Tram è più sicuro perchè non scavando nel sottosuolo si evitano crolli o danneggiamenti, in realtà le tecniche moderne permettono scavi molto sicuri e che permettono di evitare qualsiasi danni alle strutture sovrastanti. Per la realizzazione delle gallerie naturali della Metropolitana Leggera Automatica di Palermo è previsto l'impiego di due TBM (Tunnel Boring Machine), per lo scavo meccanizzato delle due canne. Le due frese sono previste scudate e con sostegno in pressione del fronte di scavo, con applicazione di un rivestimento impermeabile costituito da anelli di calcestruzzo realizzati in conci prefabbricati, il rivestimento deve poter essere messo in opera contemporaneamente all’avanzamento dello scavo. Il tracciato delle due gallerie realizzate in scavo meccanizzato si sviluppa a partire dalla stazione Svincolo Oreto dove è prevista l’introduzione degli scudi delle due TBM, fino al manufatto di scambio compreso tra le stazioni Notarbartolo e Sciuti, al termine della prima tratta funzionale della metropolitana. Tutto ciò porterebbe ad uno scavo molto sicuro che ridurrebbe al minimo il rischio di danneggiamenti degli edifici, non come avvenuto durante lo scavo della galleria Imera - Lolli nei lavori del passante ferroviario, dove per risparmiare sui costi rispetto al progetto iniziale, si è preferito lo scavo con la tecnica naturale con tutte le conseguenze del caso. Quindi non comprendo dunque i motivi per cui l'amministrazione sia così ostinata sull'espansione della linea tranviaria e non tenga in considerazione quella che invece potrebbe essere la vera svolta per la nostra città. Il tram è una sistema di trasporto che abbiamo verificato essere molto utile, comodo e sicuramente andava fatto. Tuttavia sappiamo che ogni sistema di trasporto va giudicato nell’ambito in cui opera, e non può essere considerato la soluzione assoluta al problema del traffico, comunque e dovunque venga realizzato. Allo stesso modo, non si può pensare che un sistema tipo MAL sia da scartare a priori. Nel mondo dei trasporti, l’esperienza insegna che l’integrazione tra sistemi, (intermodalità) è sempre vincente: ci sono ambiti in cui un sistema funziona egregiamente ed un altro non è adatto, altri in cui avviene il contrario. In parole povere, pensare che un sistema sia migliore di un altro in assoluto, e puntare tutto su esso, risponde a criteri da tifo calcistico più che alle regole della tecnica dei trasporti. Bisogna guardare al futuro e il futuro per Palermo prevede sicuramente un'espansione della linea Tram, ma prevede sopratutto una Metropolitana come si deve, una reale alternativa al mezzo privato. Vi lasciamo con una presentazione che fece l'assessore Giuffrè prima di passare l'incarico a Giusto Catania:

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28 apr 2016

Raddoppio Ogliastrillo Castelbuono | Iniziata la sistemazione idraulica del torrente Malpertugio

di Fabio Nicolosi

I lavori propedeutici all'inizio del raddoppio Ogliastrillo - Castelbuono sono in corso già da alcuni mesi. Ci troviamo nei pressi dell'autostrada Palermo - Messina, in corrispondenza dello svincolo di Pollina. La sistemazione idraulica del torrente Malpertugio si rende necessaria al fine di rendere compatibile in special modo l’attraversamento ferroviario previsto dalla progr. 74+179.20 alla progr. 74+199.20 del tracciato di progetto del raddoppio ferroviario Fiumetorto – Cefalù – Castelbuono con le condizioni di deflusso del torrente stesso. Gli interventi previsti consistono sostanzialmente nei seguenti: realizzazione di due salti di fondo, mediante la realizzazione di apposite briglie, allo scopo di dissipare, in ogni salto, quanta più energia possibile della corrente di monte; realizzazione di idonei dissipatori disposti a valle del primo salto: questi saranno caratterizzati da sporgenze di forma prismatica (larghezza pari ad 1 m e profondità pari a 2 m) ed altezza pari a 1 m, opportunamente distribuiti trasversalmente e longitudinalmente, in modo da aumentare notevolmente la scabrezza media delle sezioni (n=0.50 m^-1/3s); realizzazione delle condizioni geometriche e di pendenza a valle della seconda briglia, tali da consentire alla portata di transitare al di sotto dell’impalcato in condizioni di corrente veloce e con la linea di carichi totali quanto più bassa possibile. Nel tratto a valle del secondo salto, fino a poche decine di metri dall’ultima sezione, viene realizzata una savanella di magra delle dimensioni trasversali di metri 6 e con un’altezza pari a 0.5 m; realizzazione della riprofilatura e risagomatura dell’alveo, al fine di realizzare le condizioni di deflusso della corrente sopra descritte, mediante rivestimento del fondo alveo con calcestruzzo tal quale con ammorsata nel getto pietra locale da taglio (coefficiente di Manning: n=0.018 m-1/3s), e delle sponde con muri in calcestruzzo fino al tratto terminale, in corrispondenza dei due ponti esistenti (stradale e ferroviario) che saranno mantenuti. I tratti non sistemati sono stati valutati con n=0.35 m- 1/3s analogamente alla modellazione dello stato di fatto. Per la realizzazione delle opere definitive, si rende necessaria l’esecuzione di paratie provvisorie pluritirantate al fine di evitare scavi che, in virtù delle pendenze necessarie a garantire le necessarie condizioni di sicurezza in fase operativa, avrebbero comportato altrimenti altezze di scarpata di estensione eccessiva viste le condizioni orografiche delle pendici. Ringraziamo Alberto T. per gli scatti: Se dalla sponda di Castelbuono i lavori sono già partiti, sembra invece che sia tutto fermo dal lato di Cefalù dove un gruppo di cittadini ha depositati al municipio una proposta di referendum per spostare i binari in zona Ogliastrillo. I residenti temono il rischio crolli, i commercianti il calo degli affari che si potrebbe avere nei guadagni. Un comitato, «Ferrovia ad impatto minimo», è stato costituito con l'obiettivo di salvaguardare l'ambiente e il paesaggio riducendo al minimo l'impatto delle opere del progetto. Fra i suoi obiettivi anche quello di vigilare sull'andamento dei lavori ed evitare disagi alla popolazione. A coordinare le attività c'è un consiglio composto da cinque persone. I promotori del referendum vorrebbero che la nuova stazione fosse spostata ad Ogliastrillo. Per questo, i cittadini, una volta indetta la consultazione, dovrebbero essere chiamati a dire la loro sulla seguente domanda: «Volete voi che venga spostata la fermata metropolitana dalla contrada Spinito alla contrada Ogliastrillo?». Per arrivare all'indizione del referendum occorre la firma di circa 1.200 residenti o in alternativa quella di quattordici consiglieri comunali. Chiedono l'esposizione pubblica di progetti e plastici della stazione in sotterranea per capire a cosa vanno incontro e potere organizzare meglio la loro protesta.

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28 ott 2015

Raddoppio Fiumetorto – Ogliastrillo: Completato lo scavo della galleria Poggio Maria

di Fabio Nicolosi

Nella mattinata del 22 ottobre 2015, con l’abbattimento dell’ultimo diaframma del fronte di imbocco lato Messina, è stato completato lo scavo della Galleria a canna unica a doppio binario denominata “Monte Poggio Maria”. Tale opera si sviluppa in variante di tracciato tra la p. km 58+396 (lato Palermo) e il km 62+146 (lato Messina) per complessivi 3.750 m ed interessa i terreni facenti parte dell’unità formazionale del Flysch di Reitano (Oligocene-Miocene inferiore), individuabili in marne brecciate ed arenarie e in altri tratti con arenarie alternate ad argilliti. La realizzazione dell’opera, appaltata al Contraente Generale, Cefalù 20 (Gruppo Maire Tecnimont), è avvenuta secondo il metodo tradizionale ed a sezione intera, condotto sia mediante escavazione meccanica, sia con l’uso dell’esplosivo in presenza dei fronti più tenaci. L’abbattimento del diaframma è stato preceduto da accurate fasi di preparazione, attraverso consolidamenti ed accorgimenti progettuali dettati dal contesto particolare della formazione geologica e dalla presenza sovrastante di qualche edificio, con un ricoprimento di circa 16 m. L’obiettivo realizzato potrà dare un nuovo impulso alla prosecuzione del cantiere ed al completamento finale del raddoppio della tratta Fiumetorto – Ogliastrillo, opera strategica per il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, al fine di perseguire un ulteriore tappa nel raddoppio della linea Palermo – Messina.

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05 set 2015

Domenica 6 Settembre cancellati tutti i treni tra Pa Centrale e Pa Notarbartolo

di Fabio Nicolosi

Riportiamo il seguente comunicato stampa di Trenitalia: Per consentire interventi di manutenzione alla linea elettrica ENEL, domenica 6 settembre sarà modificato il programma di circolazione dei treni fra Palermo Centrale e Palermo Notarbartolo. Tra le 6.00 e le 18.00 le corse saranno cancellate e sostituite con autobus. Informazioni dettagliate con l’elenco completo dei treni interessati, fermate e orari sono disponibili nelle stazioni, uffici assistenza clienti, trenitalia.com e sui canali informativi on line del Gruppo FS Italiane

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