Segnalazione
12 mag 2017

Sant’Agata la “palermitana”

di belfagor

Chi sente parlare di Sant’Agata pensa subito a Catania, alla sua festa suggestiva del 3-5 febbraio di ogni anno e al grande attaccamento e venerazione dei catanesi alla loro santa. Eppure sulla”catanesità” della santa fino a qualche secolo fa molti avevano forti dubbi. Per esempio a Palermo si sosteneva che Sant’Agata fosse nata a Palermo, nell'anno 235. L’origine palermitana sarebbe legata al fatto che la santa, per non essere arrestata dai soldati del proconsole Quinziano, fuggì con la famiglia a Palermo, e si rifugiarono in una casa alla Guilla, ma Quinziano li scovò e li fece tornare a Catania dove Agata fu martirizzata. (Nell’iconografia popolare è rappresentata legata ad un tronco d’albero ed in mezzo a due torturatori con il torace scoperto, che gli recidono con due grosse tenaglie le mammelle. Per tale motivo fu ritenuta protettrice delle donne affette da malattie ai seni) Ma torniamo alla diatriba tra Palermo e Catania. E’ probabile che la famiglia fosse d’origine palermitana o che avesse parenti e proprietà a Palermo ma ciò non prova che Sant’Agata fosse nata a Palermo.Tale disputa, a quei tempi,fu molto sentita e certamente fu una delle cause della forte rivalità tra le due città. Prima di essere soppiantata da Santa Rosalia,  Agata, assieme a santa Cristina, santa Ninfa e sant'Oliva, era una delle quattro sante protettrici di Palermo. La sua statua è presente nell'ordine superiore della facciata est dei Quattro Canti di Città, a protezione del quartiere Tribunali ( Kalsa). Che la devozione a Sant’Agata fosse forte  lo dimostra il fatto che a Palermo, gli erano dedicate ben 4 chiese, di queste 2 ancora esistenti. ( per esempio a Santa Rosalia, oltre il santuario di Monte Pellegrino, gli è stata dedicata solo una Chiesa , tra l’altro di recente costruzione, mentre un'altra chiesa, con annesso convento, fu distrutta durante la realizzazione della Via Roma). Le due chiese ancora esistenti sono, San Agata alla Guilla, all'angolo della omonima piazzetta con la via del Celso  ( costruita dove ,secondo la tradizione, sorgeva la villa dove si era rifugiata la santa ) e Sant’Agata la Pedata, dove si conserva, dentro una teca, una  pietra dove la Santa , lasciando Palermo, vi si poggio il piede per allacciarsi il sandalo e di conseguenza lasciò impressa sulla pietra stessa ,miracolosamente ammorbidita, l’orma del sandalo. Le altre due chiese a Lei dedicate , che purtroppo sono andate distrutte, erano: Sant’Agatuzza dei Carèri (ossia delle ricamatrici perché, secondo la tradizione, Agata era un’abile ricamatrice) che sorgeva in  via Castro, nel quartiere dell’Albergheria e che fu distrutta durante i bombardamenti del 1943. e Sant’Agata alle Mura ,che si trovava esattamente alle spalle del Teatro Massimo, all’inizio della via Mura di San Vito e che fu abbattuta nel 1870 per costruire il Teatro. Questa chiesa era chiamata anche Sant’ Agata li Scorrugi, a causa degli ex voto a forma di mammella in argento consimili a certe scodelle chiamate in dialetto “scurruie” che si attaccavano al suo simulacro. Secondo quanto afferma Gaspare Palermo, all’interno di questa chiesa, vi era un pozzo  la cui acqua aveva il sapore di latte., Sembra che proprio a Lei sono dedicate i famosi dolci “minne di vergini”.  Alla santa erano dedicata alcune solenni manifestazioni religiose, come per esempio una strana processione con la presenza dei “nudi” che erano dei devoti che per penitenza andavano coperti solo dalle mutande. Questa processione un anno partiva dalle chiesa di Sant’Agata li Scorruggi e un altro anno da quella della Pedata. Nell’Ottocento, tale processione fu considerata un po’ troppo  “ose” e per tale motivo fu abolita.  Il Pitrè ci racconta inoltre di un curioso pellegrinaggio che le ricamatrici facevano nella chiesa della Pedata: “Il giorno sacro a lei, le nostre carèri o tessitrici fanno il viaggio fino alla sua chiesa fuori la porta Sant’Agata. Per antico costume sogliono colà raccogliersi i venditori di pastinache (sorta di grandi carote), delle quali un tempo si facea tanto consumo in Palermo. La divozione vuole che se ne comperi e se ne mangi; così fanno le careri. E’ questa la ragione di un’altra frase, in vero un po’ elastica, con la quale si motteggiano in quello o in altri giorni dell’anno le donne che si recano a S. Agata;  frase che è una dimanda che si fa: Chi jiti pi la vastunaca di lu P. Priuri? Quest’uso di mangiar pastinache lo abbiamo pe’ 5 febbraio in più di mezza Sicilia, e sembra una pia credenza che nel giorno del martirio non si potessero mangiare altro che pastinache.” (G. Pitrè, “ Spettacoli e feste popolari siciliane”).. A Palermo si troverebbero inoltre  alcune reliquie della Santa come per esempio il braccio, che si conserva nella Cappella Palatina, un avambraccio nella Cattedrale e, “l’intrecciatoio” dei suoi capelli nella chiesa di Sant’Agata alla Guilla. P.S. Purtroppo la devozione verso  Sant’Agata in questi ultimi anni è fortemente diminuita. La Chiesa di Sant’Agata alla Guilla, dove secondo la tradizione  sorgeva la villa dove la santa era nata o si era rifugiata, è ormai abbandonata al degrado e ai vandali Nel marzo 2014 è stata addirittura scoperta una piantagione di marijuana nel convento annesso alla chiesa. E meno male che Palermo sarà la “capitale della cultura nel 2018”

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23 feb 2018

Autostrada A19 Palermo – Catania: una storia infinita

di Gaetano Dolce

Dopo l'ennesima estenuante trasfera di lavoro da Palermo a Catania e ritorno, ho deciso di verificare sul sito Anas le informazioni relative ai vari cantieri. Mi ha infatti colpito il fatto di vedere sempre un numero minimo di operai e attrezzature all'opera sui numerosissimi cantieri aperti, specie nel tratto che va da Ponte Cinque Archi sino ad Enna e sul Viadotto Mulini in particolare. Ebbene ho potuto verificare che, pur nelle scarsissime informazioni che vengono riportate, almeno un dato sembra certo, e che cioè tutti questi cantieri sono in forte ritardo rispetto alle date previste di completamento. Sembra quindi che non venga fatto alcun monitoraggio di questi appalti da parte dell'ente preposto e che quindi non vengano predisposte le azioni correttive necessarie a rispettare i contratti. Cosa pensare infatti dei lavori nel tratto dal Km 82,000 al Km 82,415 (cioè solo 415 mt) per il ripristino e riqualificazione del viadotto Morello? Tipologia di lavoro Lavori di manutenzione straordinaria. Importo totale: 18.896.661,31 Ma è importante concentrarsi su questi dati: Consegna all'impresa, 19/01/2012!!!! Avanzamento lavori, SOLO 33,08 %!!! Ultimazione prevista, 24/03/2018, cioè tra un mese circa. Si capisce già che ci sono dei problemi. Qualcuno sta prendendo provvedimenti? Altro esempio: Dal Km 84,700 al Km 88,920, Lavori di risanamento strutturale della carreggiata PA - CT del Viadotto Cannatello. tra i km 84+700 e km 88+920 - II Stralcio funzionale Importo totale: 4.869.093,65 Consegna all'impresa 22/02/2017 Avanzamento lavori, SOLO 8,66 %!!! Ultimazione prevista, 11/09/2018 Se la ditta in un anno ha fatto solo l'8,66% dei lavori, non scatta qualche campanello d'allarme sul fatto che possa completare i lavori entro l'11 settembre? Intanto noi automobilisti siamo costretti a fare gimkane pericolose con continui cambi di corsia, rilevatori di velocità messi ad arte, il tutto dimostrando l'ennesimo totale menefreghismo nei confronti dei cittadini utenti. Ovviamente nel sito nulla viene indicato sul ripristino del tratto mancante del viadotto in prossimità di Tremonzelli. Immagino che in altre parti d'Italia avrebbero già ripristinato la viabilità corretta, mentre in Sicilia ci sentiamo già soddisfatti della bretella che siamo costretti ad utilizzare. Invece dovremmo far sentire la nostra voce e pretendere che il viadotto sia ripristinato il prima possibile, che ci siano date certe e verificabili. Vorrei delle risposte. Vorrei sapere se riuscirò mai a percorrere la Palermo - Catania senza deviazioni o restrizioni di corsie. Vorrei sapere se le opere vengono fatte per essere utilizzate o per altri scopi. Ringrazio anticipatamente. Gaetano Dolce Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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22 nov 2018

Flixbus sbarca a Palermo | Sarà una rivoluzione o un flop?

di Fabio Nicolosi

Dal 3 Dicembre anche in Sicilia e a Palermo sarà operativa FlixBus, la low cost dei viaggi in pullman. Siamo felici di annunciare che dal 15 Novembre 2018 FlixBus arriva in Sicilia, inaugurando collegamenti diretti giornalieri da Agrigento, Catania, Enna e Palermo verso oltre 2.000 destinazioni nazionali ed europee. In particolare, grandi centri come Catania, Enna ed Agrigento potranno beneficiare di collegamenti con oltre 20 città nazionali come Perugia, Siena, Firenze, Pisa, Genova e Roma (collegata sino a due volte al giorno); Palermo invece sarà collegata con Cosenza, Napoli, Urbino, Ancona, Pescara, Genova, ma anche Milano, Torino e Venezia. A beneficiare dell’arrivo di FlixBus nella regione saranno anche i piccoli e medi centri, come Cefalù, Canicattì, Lentini, Milazzo, Modica, Patti, Ragusa, Santo Stefano di Camastra, Termini Imerese, e Taormina che potranno trarre vantaggio da collegamenti diretti con la Calabria, Campania e Abruzzo. Ogni giorno infatti pianifichiamo nuovi collegamenti per rispondere in modo sempre più efficiente alle esigenze di viaggio di chi si sposta in Italia e dall’estero verso l’Italia.Tutto questo si traduce nell’assicurare sempre le migliori fermate e frequenze e nell‘ottimizzare le nostre linee in modo da fornire interconnessioni sempre più comode per ampliare le città raggiungibili e quindi le possibilità di viaggio. Ma sarà una rivoluzione o un flop? Innanzi tutto la politica della low-cost è quella che prima si prenota, più vantaggioso è il prezzo, ma se con gli aerei ancora ancora la cosa può funzionare, il bus è spesso l'ultima spiaggia per chi ha intenzione di spostarsi, soprattutto per viaggi lunghi. Facciamo un esempio reale: Voglio recarmi a Roma da Palermo il 18 Gennaio (preventivi effettuati in data 17/11) Ho messo a confronto volo, aereo, treno Con FlixBus impiegherei dalle 15 alle 21 ore, dipende dalla soluzione che scelgo, con una spesa che varia dai 40 ai 51 euro Con Ryanair impiegherei 1 ora e 15 minuti con prezzi che oscillano tra i 19 e i 34 euro Con Trenitalia impiegherei dalle 11 alle 12 ore con prezzi che variano tra i 33 e i 61 euro Con SaisTrasporti impiegherei 12 ore con una spesa di 34 euro La scelta personale ricadrebbe sicuramente su Ryanair, ma se avessi paura del volo o perdessi la possibilità di acquistare con largo anticipo prenderei Trenitalia che con un prezzo simile mi permette di raggiungere Roma in meno tempo o sceglierei SaisTrasporti. Ecco perchè non ritengo FlixBus l'alternativa che potrebbe fare concorrenza ai vettori locali e nazionali. C'è un però, leggendo la stazione di partenza da Palermo si legge: Palermo (Via Fazello) Il che significa che FlixBus sarà uno dei primi vettori ad usufruire del nuovo terminal bus costruito qualche mese fa proprio a monte della stazione Centrale. Vedremo quindi quando verrà aperto e chi saranno le altre compagnie che lo utilizzeranno

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