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06 dic 2017

Pedonalizzazioni | Via alla sperimentazione su Cassaro Basso

di Mobilita Palermo

L'Ufficio Mobilità ha emesso una ordinanza che, in via sperimentale, regolamenta la viabilità del trattol "basso" di via Vittorio Emanuele per l'istituzione di una semi pedonalizzazione. In particolare, dalle ore 10 alle ore 24 nei giorni di sabato, domenica e festivi e dalle ore 16 alle ore 24 dei giorni feriali scatterà la chiusura del traffico veicolare nel tratto compreso tra via Porto Salvo e via Roma. Il provvedimento prevede l'istituzione di una corsia centrale per la circolazione veicolare, di un larghezza di 3.50 mt, a senso unico di marcia in direzione di via Roma. Nella parte restante della carreggiata, a ridosso dei marciapiedi, l'istituzione di due percorsi pedonali, equamente suddivisi che saranno delimitati con apposita segnaletica orizzonatale e anche con arredi o fioriere. Il provvedimento non interesserà i veicoli dei residenti, dimoranti e di titolari di Passi carrabili ricandenti nel trratto di strada in argomento, oltre ai veicoli delle Forze dell'Ordine, di soccorso in emergenza e delle biciclette. Varranno comunque per gli autoveicoli le limitazioni già vigenti per la ZTL centrale. "Seguendo la pressante richiesta che è venuta dai residenti e dai commercianti dell'area e dalla Circoscrizione - affermano il Sindaco e l'Assessora Riolo - avviamo oggi una nuova sperimentazione, che durerà fino alla fine del periodo delle feste di Natale e Capodanno, al termine del quale faremo una valutazione dei risultati. Questo provvedimento è il segno del grande cambiamento culturale in atto a Palermo, dove dalle barricate e dalle proteste contro le pedonalizzazioni siamo passati alla richiesta di istituirne sempre più numerose e più ampie. Un risultato importante per la vivibilità non solo del centro storico della città." Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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Segnalazione
11 lug 2017

Villa Giulia: la villa delle “teste mozzate”

di belfagor

Il piano di Sant’Erasmo per secoli fu utilizzato per vari usi. Infatti abitualmente i pescatori stendevano ad asciugare le loro reti, ma si svolgevano anche rassegne e parate militari e vi aveva luogo la “fiera dei crasti” durante il periodo pasquale.   Ma nella memoria popolare tale piano è tristemente ricordato soprattutto per gli “ Atti di Fede” da parte del Sant’ Uffizio. Non era l’unico luogo dove avvenivano tali “manifestazioni” pero era uno dei più usati ,soprattutto per la possibilità di poter accogliere migliaia di “spettatori”. Lo sviluppo urbanistico di tale zona fu fortemente limitata da motivi di sicurezza. Pur godendo di buon clima e di un meraviglioso panorama , si trovava però esposta alle incursioni dei corsari e inoltre si trovava fuori le mura, cosa molto importante fino al 600, e perciò vulnerabile ai colpi d’artiglieria delle galere nemiche. . Ma tale situazione cambiò con il prolungamento del Cassaro e l’apertura di Porta Felice. Si cominciò a costruire un lungomare panoramico che doveva diventare un luogo di passeggiate e di svago . Tale lungomare fu chiamato “Strada Colonna” in onore del viceré Marco Antonio Colonna. La struttura del foro rimase invariata fino al 1734, quando il pretore don Giovanni Sammartino di Montalbo, ne curò l’allargamento facendo abbattere una delle fortificazioni marittime, il bastione del Tuono. Cinquant’anni dopo, con l’abbattimento dell’altro baluardo, chiamato “di Vega” si creò un grande spazio libero che fu utilizzato con la creazione di una grande villa. La Villa Giulia si trova al Foro Italico, quasi di fronte al Porticciolo di Sant’Erasmo. E’ stata la prima villa pubblica a Palermo e una delle primissime in Europa. A realizzarla fu il pretore e governatore della città, Antonio La Grua tra il 1777 ed il 1778, perciò in un solo anno ( a quei tempi le promesse si mantenevano e i lavori erano celeri). La nuova villa fu dedicata a Giulia d’Avalos, moglie dell’allora viceré Marcantonio Colonna (omonimo di quello del XVI secolo). Il progetto della villa fu realizzato dall'architetto Nicola Palma che disegnò un perimetro perfettamente quadrato, suddiviso a sua volta in quattro quadrati più piccoli. Tali quadrati erano a loro volta suddivisi dalle loro diagonali. Lo spazio centrale era di forma circolare. La villa aveva due ingressi. L'ingresso principale ,monumentale e neoclassico, si trovava sull’attuale Foro Italico ( purtroppo costantemente chiuso) .L’altro ingresso si trovava nell’attuale Via Lincoln. Al centro della villa si trovava una fontana circolare,  opera di Ignazio Marabitti, con uno scoglio artificiale su cui è collocato un piccolo “Atlante” accovacciato in marmo che ha sul capo un dodecaedro con 12 orologi solari (oggi gli orologi originali non esistono più). L’ opera era stata progettata dal matematico palermitano, Lorenzo Federici. All'interno del giardino erano presenti numerose sculture marmoree, delle quali la più significativa è quella del Genio di Palermo di Ignazio Marabitti realizzata nel 1778. Johann Wolfgang Goethe , visito la villa durante il suo soggiorno a Palermo e la definì “il più meraviglioso angolo della terra” . Effettivamente era meravigliosa , tanto che qualche visitatore straniero era talmente entusiasta che riteneva che in questa villa fosse nascosta la “Pietra Filosofare” A partire dell’Ottocento, furono effettuati diversi interventi che abbellirono la villa   Per esempio, quattro esedre in stile “pompeiano” (incavi semicircolari, sovrastati da una semi-cupola), progettate da Giuseppe Damiani Almeyda. Furono aggiunti anche alcuni ponti, collinette,  laghetti artificiali e collocate statue e busti di, De Spuches, Pacini, Petrella, Leopardi, Donizetti, Bellini, Novelli. Durante la “Belle Epoque” il sabato sera si dava ricevimenti all’aperto che venivano chiamati “sabatini”. Nella villa, molto illuminata, si poteva ascoltare la musica che varie bande musicali , sistemate nelle quattro esedre della piazza centrale, suonavano per rallegrare un pubblico raffinato formato da signore e signori eleganti . Fino a pochi anni fa “Villa Giulia” era la villa più frequentata dai palermitani che portavano i loro bambini a giocare .Si affittavano piccole biciclette, si vendevano gelati , caramelle e “calia e semenza”.Si poteva vedere anche un povero e depresso leone, chiamato “Ciccio” la cui dimora era una piccola e triste gabbia che si trovava dal lato opposto all’ingresso di Via Lincoln. Al confine laterale della Villa Giulia c’era l’ingresso con  l’Orto Botanico , costantemente chiuso e pericolante. La villa era dotata di una discreta illuminazione che permetteva l’apertura serale, soprattutto durante l’estate. Spesso si organizzavano manifestazioni musicali e eventi politici. Per un certo periodo fu sede dei vari Festival dell’Unità provinciali.Negli ultimi trent’anni la villa ha cominciato il suo triste declino che è culminato con il sequestro avvenuto nel 2015 e l’affidamento a un custode”giudiziario”. Per il giudice che emise il provvedimento di sequestro, la villa «versa in condizioni di estremo degrado dal punto di vista architettonico, sia per deterioramento strutturale sia per frequenti sottrazioni, danneggiamenti ed atti vandalici ad opera di ignoti». I giornali , nel commentare tale grave provvedimento, chiamarono Villa Giulia “la Villa delle teste mozzate” perché a gran parte delle statue e busti erano state “tagliate le teste” o danneggiate. Tale decisione della magistratura era un duro atto d’accusa verso le giunte che si erano succedute in questi ultimi 30 anni. La Giunta Orlando reagì prontamente. Il vicesindaco Emilio Arcuri, con delega al centro storico dichiarò .“Villa Giulia è sicura e quei busti acefali, quelle statue danneggiate, quelle panchine mancanti, sono così da anni e abbiamo sempre avuto documentazione di tutto”. In parole povere “ la colpa è della giunta che ci ha preceduto”. Il sequestro fu ritirato. Forse Arcuri aveva ragione però la situazione della villa era disastrosa e il declino era iniziato prima dell’arrivo di Cammarata ed era continuata anche con il ritorno di Orlando. In un articolo del GdS del 27/04/2015 si descriveva così la situazione “Sembrava una domenica come le altre a Villa Giulia ieri. Il parco, malgrado il sequestro, rimane aperto e molti visitatori, soprattutto gli stranieri probabilmente non sanno neanche di questo provvedimento. Però, si sono certamente accorti che qualcosa non va. Molte statue si presentano con i busti decapitati e i fregi sbeccati e le fontane sono danneggiate. Un ragazzo ieri si rivolgeva così alla madre: «Guarda, i pesci somigliano a foglie secche»”, a sottolineare come le fontane siano riempite a mala pena proprio di qualche foglia. Sarcasmo amaro. Alcune statue, invece, sono state utilizzate per dichiarazioni d'amore e sono diventate la base per scritte con pennarelli e bombolette spray. Su una statua, ad esempio, è rimasta anche la data di una dichiarazione d'amore. Alla fine della frase, infatti, c'è scritto «2012». Oggi Villa Giulia è certamente ben curata sotto l’aspetto “manutenzione del verde”. Purtroppo lo stesso non si può dire per quanto riguarda lo stato dei monumenti, delle panchine e delle fontane. Nonostante le promesse l’illuminazione è assente e la sera la villa rimane tristemente chiusa e al buio assoluto, altro che “sabatini” con dame e signori eleganti. Di bambini nemmeno l’ombra e i pochi turisti che si incontrano rimangono meravigliati della bellezza del luogo e sdegnati per lo stato delle statue e dei busti marmorei. Il Prof. Maurizio Carta nel 2015 dichiarò “Da Villa Giulia deve partire la rivincita della costa sud della città. La prima villa pubblica di Palermo e d’Europa deve poter fare da collante tra la città antica e la sua latitudine marina, dal piano di Sant’Erasmo a Brancaccio, passando dal Porticciolo di Sant’Erasmo e da Acqua dei Corsari». Da allora poco è stato fatto. Le tante promesse sono rimaste lettera morta e Villa Giulia continua tristemente il suo “ buio” declino. P.S . Nelle notti di luna piena qualcuno giura di sentire un ruggito di un leone. Forse è il povero “Ciccio” che manifesta la sua indignazione per come è ridotta “ la sua villa”. Probabilmente non gli hanno spiegato che la colpa e della “Giunta comunale precedente”. “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene”      

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07 lug 2017

Manutenzione marciapiedi, restrizioni lungo corso Vittorio Emanuele

di Antony Passalacqua

Con ordinanza dell'Ufficio Traffico n.984 del 6/07/2017, la RAP annuncia l'avvio di lavori di manutenzione marciapiedi lungo corso Vittorio Emanuele. Il tratto interessato sarà quello compreso fra Porta Felice e via Mura della Lupa, con divieto di transito pedonale lungo i rispettivi marciapiedi e chiusura della circolazione veicolare lungo la semicarreggiata o porzione di carreggiata interessata dai lavori. Infine divieto di sosta h24 con rimozione coatta. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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02 giu 2017

I Commercianti richiedono pedonalizzazione del Cassaro Basso: ecco la sperimentazione 3-4 Giugno

di Giulio Di Chiara

Come cambiano i tempi ! Se fino a qualche tempo fa ipotizzare la chiusura anche parziale di un'asse viario scatenava l'ira funesta di residenti e commercianti, oggi la situazione sembra essersi ribaltata. Posto che pedonalizzare sempre e comunque non è la soluzione, constatiamo una netta inversione di tendenza nella concezione dello spazio pubblico, almeno nelle aree storiche e centrali. Va detto che le recenti pedonalizzazioni hanno finalmente creato un precedente, un elemento di rottura con la precedente tendenza dove qualsiasi proposta veniva bocciata a priori per la paura stessa di provare a cambiare. Abbiamo sempre confidato in qualche provvedimento "impopolare", che potesse far toccare con mano una situazione diversa, da poter confrontare con quella precedente al fine di avviare un confronto e dunque una valutazione. Bene, il successo delle aree pedonali ha indotto gli stessi residenti e commercianti del Cassaro Basso a richiedere un'altra pedonalizzazione, presentando addirittura un proprio progetto al Comune di Palermo: Chiudere il Cassaro basso, nel tratto di corso Vittorio Emanuele che va dai Quattro Canti fino a Porta Felice. Il Comune ha acconsentito a una sperimentazione di prova  il 3 e il 4 giugno: sabato pomeriggio e domenica, quindi, non sarà possibile transitare con i veicoli a motore. Sebbene a Palermo molte sperimentazioni sono dei tentativi di "capire" un provvedimento che invece andrebbe progettato e studiato a priori, non pensiamo possano essere due giorni, tra l'altro nel weekend, a fornire delle indicazioni utili per un provvedimento permanente. Probabilmente è solo un modo per accontentare le richieste dei commercianti e dei residenti che ne hanno fatto richiesta. Insomma, non ci sembra un test probante, ma tant'è... Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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Segnalazione
22 mag 2017

Via Maqueda: La Strada Nuova

di belfagor

Fino al 1600 Palermo si estendeva intorno a l’asse viario del Cassaro. La strada venne tracciata con la creazione stessa della città da parte dei Fenici, e ne tagliava in due parti l'agglomerato cittadino. Era in pratica il fulcro della città e, in linea retta, rappresentava la strada di collegamento tra il palazzo dei sovrani che era posto nella parte più alta, dove attualmente si trova Palazzo dei Normanni e il mare. In tale strada si trovavano tutti i poteri, politici, religiosi e militari, della città. Palermo era ancora , sotto molti aspetti, una città medievale, limitata dalle mura di difesa, con strade strette e poco areate, dove il sole faceva capolino per poche ore al giorno, con palazzi nobiliari che sembravano dei piccoli fortini , a più piani e con poche e piccole finestre esterne, che sorgevano accanto a casupole. Le autorità cittadine , considerato che ormai la città si stava sviluppando, ritennero necessaria l’apertura di una nuova strada che tagliasse la città in senso perpendicolare con il preesistente CASSARO, che pochi anni prima aveva subito diversi interventi ed era stato prolungato fino al mare. L’apertura di tale “ strada nuova”, comportò colossali lavori di sbancamento e sventramento di interi quartieri , lavori resi necessari da questa rivoluzione urbanistica, che avrebbe trasformato la città e creato un nuovo asse Nord-Sud. L’inizio delle demolizioni avvenne il 24 luglio 1600, con il primo “colpo di piccone” dato simbolicamente dal viceré Bernardino de Cardines, duca di Maqueda con un martello d’oro. All’estremità della “nuova strada” si dovettero costruire due nuove porte. Una che si apriva verso la campagna meridionale, tra i bastioni di Porta di Termini e di Porta Sant’Agata, fu chiamata Porta di Vicari, in onore del pretore della città, Francesco del Bosco, conte di Vicari. Dall’altra parte , fu necessario costruire una nuova porta che fu chiamata Porta Maqueda ( non più esistente). Tali lavori furono completati nel giro di ……un anno. Chiaramente i cronisti dell’epoca esagerarono ma certamente, in un tempo relativamente breve, furono buttate le basi per la creazione di tale nuova arteria. Ci vorranno secoli perché la strada assumesse l’aspetto attuale con nuovi edifici lungo il suo percorso. L’apertura di tale ”strada nuova” cambiò radicalmente il volto della città . Infatti da allora Palermo fu suddivisa in quattro mandamenti che si distinguevano per differenti culture, feste popolari e religiose, diverse santi protettrici, stemmi civici e addirittura inflessioni dialettali. I quattro mandamenti (Palazzo Reale,Monte Pietà,Tribunali e Castellamare) si incontravano a PIAZZA VIGLIENA, meglio conosciuta come I Quattro Canti o Teatro del Sole. Secondo i progettisti doveva rappresentare il “centro della città” e certamente per secoli lo fu. Il taglio della via Maqueda permise ai nobili e al clero, che ne avevano richiesto la creazione, di costruirvi nuovi palazzi , chiese e conventi che ancora oggi rimangono parte fondamentale del patrimonio artistico cittadino. Chiaramente i nuovi palazzi e le nuove chiese vennero costruite con lo stile dominante in quel periodo cioè il barocco. Tale stile, abbastanza uniforme, caratterizzerà Via Maqueda dal Cassaro. Infatti quest’ultima non ha mai avuto un suo stile definito, ma si ritrovano monumenti di vari stili frutto della lunga e antica storia di tale via. Come abbiamo già scritto precedentemente, la strada, e una delle porte che la delimitava, fu dedicata al viceré Bernardino de Cardines, duca di Maqueda, che regnò in Sicilia dall’1 aprile 1598 fino alla sua morte avvenuta il 17 dicembre del 1601. Nella realtà il vicerè fece poco o nulla per meritare tale onore. Infatti , quando , nell’aprile del 1598, giunse a Palermo per sostituire il vecchio vicerè, il conte di Olivares, il Senato cittadino aveva già da tempo stabilito di aprire questa nuova strada . E così il duca di Maqueda, che aveva altri “interessi” passò immeritatamente per “illuminato urbanista”. La gente però cominciò a chiamarla “strada nuova” o a storpiare il nome in Via Macqueda . Via Maqueda è oggi un importante attrazione turistica di Palermo, in quanto costeggia alcuni dei luoghi più importanti della città, tra cui Piazza Pretoria (sede del Palazzo delle Aquile e della Fontana Pretoria), e Piazza Verdi con l’Imponente Teatro Massimo ( frutto di un successivo pesante intervento urbanistico). Certamente, al di là delle motivazione che erano alla base di tale scelta, si tratto di uno dei più importanti e organici interventi urbanistici del tempo. Dovremo aspettare quasi 3 secoli per assistere a un nuovo intervento “urbanistico” di tale importanza, l’apertura di Via Roma, ma i risultati, questa volta, furono molto discutibili.  

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Articolo
14 apr 2017

Venerdì Santo, l’elenco delle strade interessate dalle processioni religiose

di Antony Passalacqua

La Polizia Municipale rende noto gli orari di partenza e gli itinerari delle processioni religiose che si svolgeranno nella ricorrenza del Venerdì Santo. Nei giorni di giovedì 13 aprile e venerdì 14 aprile, considerato che nei vari quartieri cittadini si svolgono numerose manifestazioni liturgiche con l’’afflusso di migliaia di fedeli, è stata emanata l’ordinanza n. 489/17 che dispone per le suddette date, la momentanea sospensione della Z.T.L.   Ore 16,00 Parrocchia di S. Giacomo la Marina, Maria SS.ma Addolorata ai Cassari: Via Meli, Via Argenteria, Via Chiavettieri, Corso V. Emanuele, Via Garraffello, Piazza Caracciolo, Piazza S. Domenico, Via Bandiera, Piazza Olivella, Via Roma, Via Cavour, Via P.pe di Scordia, Via M. Stabile, Via R. Settimo, Via Villaermosa, Via Bentivegna, Via Roma, Via Gagini, Piazza S. Domenico, Via Meli e rientro in Chiesa; Ore 16,30 Parrocchia S. Maria di Monserrato di  via delle Croci: parrocchia, via S. Corleo , tratto via Archimede, tratto via U. Bassi, p.zza F. Nascè, (omelia del parroco), via I. Carini, tratto via P. Calvi, tratto via A. Borrelli, tratto via V. Orsini, tratto via L. Ximenes, via F. Omodei, tratto via U. Bassi, tratto via Archimede, tratto via E.Ximenes, via Auferi largo E. Alfano, tratto via Q. Sella, tratto via Bontà, via Collegio di Maria, via G. La Masa, tratto via Amm. Gravina, (sosta presso la casa di riposo), via P.pe di Scordia, (sosta conomelia), tratto di via D. Scinà, tratto via F. Crispi, tratto via Archimede, tratto via E. Ximenes, tratto via E. Albanese (parrocchia S. Lucia - preghiera), via E. Albanese, vicolo Ucciardone, via delle Croci, parrocchia;   Basilica S. Francesco di piazza S. Francesco  D'Assisi: Via Alloro, Piazza Aragona,  Piazza  Sant'Anna,  via  Roma, Via Divisi, Piazza Rivoluzione, Via Garibaldi, Via Lincoln, Piazza G. Cesare,  Via Pìrri, Corso dei Mille, Via  P. Randazzo,  Via lngrassìa,  Via A. Ugo, Via  Archirafi, Via Lincoln, Via Cervello, Piazza Kalsa, Via Torremuzza, Via Alloro e rientro in Chiesa;   S. Maria Dell’Itria dei Cocchieri - piazzetta Chiesa dei Cocchieri:  via Alloro, piazza Aragona, piazza S. Anna, via Cagliari, via Roma, (tratto lato monte) – piazza del Messinese, via Piccola del Teatro S. Cecilia, via Cantavespri,, piazza Rivoluzione, via Garibaldi, viaLincoln, (tratto),  piazza  Giulio Cesare (lato mare), via Rocco Pirri, corso dei  Mille (tratto lato monte fino altezza via Gianfilippo Ingrassia), corso del Mille (tratto lato mare), via Pietro Randazzo, via Michele Cipolla, via Gianfilippo Ingrassia, via Antonio Ugo, via Rudinì, via Archirafi (tratto), via Lincoln (tratto), via Niccolò Cervello, piazza Kalsa, via Santa Teresa, via dello Spasimo, via Vetriera, via Alloro e rientro in chiesa.     Chiesa S. Isidoro Agricola all'Albergheria: Piazza Vanni, Via Mongitore, Via Di Cristina, Via Albergheria, Via Bosco, Via Maqueda, Corso Tukory, Via Perez, Via Oreto, Via Marinuzzi, Via Rocco lemma, Via Corazza, Via Vespri, Corso Tukory, Via Cadorna e rientro in Chiesa; Parrocchia  Madonna di Lourdes: Via Zisa, Via Guglielmo il Buono, Via Carnalivari, Corso Finocchiaro Aprile, Via lmera, Via Lascaris, Via Pellico, Via Cardinale  Tomasi, Via D'Ossuna, Via Antinori, Via Brancato, Via Colonna Rotta, Via Calandra, Via Cipressi, via D'Aiello, Via De Perché, Via Re Tancredi, Via lmp. Costanza, Via S. Pellico, Piazza lngastone, Via S. Pellico e rientro in Chiesa; Ore 17,00  Chiesa di S. Matteo, Corso Vittorio Emanuele  corso Vittorio Emanuele, piazza Villena, via Maqueda, piazza Bellini, piazza Pretoria, discesa dei Giudici, via Roma, via Zara, piazza Cassa di Risparmio, viaCartari, via Alessandro Paternostro, corso Vittorio Emanuele, via Roma, via Bari, via Maqueda, via Scarlatti, dove la Processione sosterà presso il Sacrario dei Caduti in Guerra per ia presenza di Autorità Militari e per l'omaggio floreale del Presidente dell'Associazione Nazionale Invalidi e Mutilati di Guerra, dopo la sosta si riprenderà l'itinerario per : via Scarlatti, via Maqueda, via Cavour, via Roma,  via Napoli, via Maqueda,  piazza Villena, corso Vittorio Emanuele e rientro in chiesa.  Parrocchia SS. Addolorata de la Soledad:  Via Maqueda, via Ponticello, via Casa Professa, via Ballarò, piazza Carmine, via G. Grasso, via Mignosi, corso Tukory, via E. Basile, via Piave, via Crisafulli, via F. Marini, piazza Montegrappa, via E. Toti, via Monfenera, via Montegrappa, via E. Basile, corso Tukory, via Maqueda, Chiesa; Parrocchia Maria SS. Addolorata alla Guilla: Via Beati Paoli, Piazza Santi Cosma e Damiano, Via Judica, Via Matteo Bonello, Via Papireto, Via Cappuccinelle, Via Porta Carini, Via Nicolò Turrisi, Via Pacini, Via Re Federico, Via lmera, Via Mogia, Via Ranzano, Corso Finocchiaro Aprile, Corso Alberto Amedeo, Piazzetta D'Ossuna, Via Cappuccinelle, Via Papireto, Piazza Noviziato, Via Papireto, Via Pirriaturi, Via Matteo Bòhello, Via Gioieni, Via Beati Paoli, rientro in Chiesa; Parrocchia Ecce Homo: Via Sacra, Via Mammana, Via Buscemi, Via Petrazzi, Viale Michelangelo, Via Badia, Via Narzisi, Via Pozzo, Vi Carpaccio, Via Giardin, Via Uditore, Via Lo Monaco Giaccio, Via Stazzane, Via Marchesano, Via Aricò, Via Redentoristi, Via Tiepolo, Via Uditore erientro in Parrocchia;  Parrocchia SS. Salvatore Corso dei Mille: Corso dei Mille, piazza Torrelunga, via Diaz, via Portella della Ginestra, via Padre Puglisi, viale dei Picciotti, piazza Anita Garibaldi, via Quadro, viale Amedeo d'Aosta, corso dei Mille, rientro in Parrocchia; Parrocchia S. Maria degli Angeli - Partanna Mondello: via Timeo, via Polibio, via Buffa, via Prometeo, via Santo Canale, via Polibio, piazza Serenità, via Esperia, via Partanna Mondello, via Porta di Mare, via Asilo Infantile Sella, via Euterpe, via Russo, via landolino, via Castelforte, via Rosciglione, via Nettuno,via Diana, viale Cavarretta, via Galatea, via Anadiomene, viale Regina Elena, via TorreMondello, piazza Mondello, Via Fortuna, via Mandello, via Pazienza, via Carbone, via landolino, rientro in Parrocchia; ore 18,00 Parrocchia San Gregorio Papa (Boccadifalco): Via San Martino, Via Montelepre, Via Ragusano, Via Mulino, Via Boccadifalco, PiazzaMicca, Via C. Ravetto, Via Fanara, Via San Martino e rientro in Chiesa; ore 18.30 Parrocchia S. Cristina in Borgo Nuovo (Via Crucis): Mozia, un breve tratto di Via Centuripe, breve tratto di Via Alia, Via Comiso, Piazzale Castronovo, P.le Prizzi, P.le Silvestre Cuffaro, Via Alia a scendere verso inizio di Via Assoro, Via Centuripe a scendere, Via Acireale a salire verso la Chiesa; ore 20.00 Parrocchia Madonna della Provvidenza (Opera Don Orione): via Ammiraglio Rizzo, via Jung, via Cimbali, via Rallo, ,via Don Orione, via Villasevaglios, via Juvara, e rientro in chiesa. ore 20,30 Parrocchia Maria SS. Del Rosario: Piazzetta Cruillas, Via Cruillas, piazza Lampada della Fraternità, Via Trabucco, via Cervello, Via Gorgone, Via Perricone, Piazza Lampada della fraternità, Via Vanvitelli, Via Amorelli, via D'Antoni, Via Boner e Chiesa Parrocchiale;   Ore 21,00 Parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù via Parlatore - via Adria - via Sciascia - via Furitano ­via G. B. Siragusa, via Adria, via Garufi - via Musso - via Merenda - via Cariolato - via Medici - via Sirtori - via Schiaffino - via Aurispa - via Abba - via Sirtori - via Turr - via Aurispa - via Nino Bixio - via Malaspina - via Vivaldi - via Malaspina - piazza Busacca - via Parlatore - arrivo via Parlatore Parrocchia SS. Cosma e Damiano (Sferracavallo): Via Torretta, Via Catullo, Via Tacito, Via Sferracavallo, Via Mandarino, Via Terenzio, Via Proserpina, Via Filisto, Via Pegaso, Via Materno, Via Proserpina, Via Filisto, Via Manderino, Piazza Plutarco, Via Barcaioli, Via Dammuso, Via Duilio, Via Ennio, Via Barcaioli, Via Dammuso, Via Pescatori, Via Tabò, Via Dammuso, Via Amorello, Via Marina, rientro in Chiesa; Parrocchia Maria SS. Delle Grazie: corso dei Mille, Via Laudicina, Via G. Di Vittorio, Via Li Puma, Via Cilluffo, Via XXVII Maggio e rientro in  Chiesa; Parrocchia Maria S. Ernesto: Via Campalo, Via Serradifalco, Via Parisio, Via Lancia di Brolo, Via Campalo e rientro in Chiesa;    Parrocchia Santa Chiara d'Assisi: Via Maielli, Via Parisio, Via De Lignamine, Via Aversa, Via Bisazza, Via Di Martino, Via Serradifalco, Via Lavaggi, Via Franchetti, Via Razza, Via Serradifalco, Via Padovani, Via Maggio, Via Di Bartolomeo, Via Crociferi, Via Vespucci, Via Lancia di Brolo, Via Crispi e rientro in Chiesa; Parrocchia Santa Margherita ai Marabitti:   via Marabitti, via Crescenzio, via Bagolini, via Barca, via dei Cantieri, via V. Marvuglia, via Impastato, via A. da Messina, via Montalbo, via Di Bartolo, via N. Cacciatore, via  A. Barca, Parrocchia Nostra Signora della Consolazione;    Parrocchia Maria SS. Regina degli Apostoli: via Morici, piazza Bordonaro, via Vergine Maria, via Bordonaro, piazza Vergine Maria, lungomare Cristoforo Colombo, via Nostradonna del Rotolo, piazza Vergine Maria; Santuario Santa Maria La Reale (Via Crucis): corso Calatafimi, piazzetta Rocca, Salita del Convento; Parrocchia   San   Gabriele   Arcangelo: Piazza  San Gabriele, Via Termini lmerese,  Via Petralia Sottana, Via Tasca  Lanza,  Via  Portello, Via Fondo  Moceo,  Via del Fondo, Via G. di Paleria, Via A. Barbera, Via Altarello, Via Madonna del Soccorso, Parrocchia Santa Maria del Perpetuo Soccorso; Parrocchia Maria SS. Assunta Mondello Valdesi:   Parrocchia, via Mater Dei, viale Margherita di Savoia, Piazza Valdesi, viale Regina Elena, via principe di scalea, via Glauco; Parrocchia Santa Maria degli Angeli Partanna Mondello:   Viale Galatea, viale Regina. Elena, Via Pprincipe di Scalea, via Glauco; Parrocchia San Girolamo Mondello: Via Fortuna, via Piano Gallo, Piazza Mondello, via torre di Mondello, viale Regina Elena, via principe di scalea, via Glauco; Ore 21,15 Parrocchia Maria SS. Ausiliatrice:   Via  Manza,  Piazza Don Bosco, Via Sampolo, Via Bonanno, Via Pantaleone, Via Roccaforte, Via La Marmora, Via Cirrincione, Via Scrofani e rientro in  Chiesa.-

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Segnalazione
12 apr 2017

Le chiese del ”cassaro morto”

di belfagor

Il “Cassaro” è la strada più antica di Palermo e per secoli è stata la più prestigiosa della città. Nonostante la sua importanza e il suo chilometro mezzo di lunghezza, si aprono su tale vie solo 7 chiese (8 se consideriamo anche la Chiesa di Santa Maria Maddalena, solitamente nascosta a palermitani e turisti all'interno del Comando della Legione Carabinieri Sicilia ) . Di queste chiese ben 3 si trovano nel “Cassaro morto” cioè l’ultimo tratto della strada, il tratto più “giovane ma meno nobile”, aperto nel 1581. Approfittando delle belle giornate e delle festività pasquali faremo ora una breve visita a queste 3 chiese, visita che può fare chiunque, anche il più pigro dei visitatori, visto che tali chiese si trovano vicine e racchiuse tra Porta Felice e Piazza Marina . CHIESA DI SANTA MARIA DELLA CATENA, la chiesa dei miracoli La chiesa si trova esattamente a Piazzetta delle Dogane, un tempo adibita al pagamento dei dazi doganali della merce che arrivava con le navi.  Sorse al posto di una più antica chiesetta normanna posta su uno sperone di roccia , di fronte al Castello a mare, che rappresentavano l’ingresso della Cala, cioè l’antico porto di Palermo. La sera il porto veniva chiuso da una lunga catena tesa tra il Castello a mare e questo sperone di terra . Su un muro dell’ antica chiesetta era posta una delle due estremità della catena che chiudeva il porto della Cala. Ma come metodo difensivo non era gran che, tanto che i Pisani , nel 1063, riuscirono a entrare alla Cala, distruggendo diverse navi, depredando la città e facendo un ingente bottino. Grazie a tale bottino i Pisani poterono abbellire il loro Duomo, come racconta una lapide posta sulla facciata di tale Duomo. La chiesa , sembra, fu progettata dal famoso architetto Matteo Carnalivari alla fine del 400 in stile gotico- catalano, anche se sono visibili influenze rinascimentali. La nuova chiesa ereditò dalla vecchia chiesetta il nome ( infatti in un vecchio documento del 1330 denomina questa antica chiesetta S. Marie de Catena), anche se le catene ormai erano state da tempo abbandonate.Ma nonostante tutto ciò per i palermitani il nome di tale chiesa è legata a un miracolo e per confermare ciò misero una lapide , posta lungo la parete della seconda cappella a destra della chiesa, dove si trova l’affresco dell’effige della Madonna”miracolosa”. Tradotta in italiano leggiamo   “ Ai tempi di re Martino, tre uomini venivano ingiustamente condotti alla forca; venne giù fitta pioggia e grandine. L’esecutore mise al sicuro i condannati, in questa chiesetta detta, allora, della Vergine Maria del Porto. Si fa sera. Nella notte ( i condannati) invocano il nome di Maria: si spezzano le catene, e mentre gli altri dormono, essi si allontanano dalla chiesetta. Il Re , accertatosi della verità , li assolve della pena . E così le catene rendono glorioso questo tempio della Vergine. Il re di questa storia era Martino I il giovane e la vicenda si sarebbe svolta 13 agosto del 1391Il quadro miracoloso si trova dentro tale cappella della chiesa è rappresenta proprio la “Vergine delle grazie”. Tale quadro forse si trovava nell’antica chiesetta distrutta , ed è certamente più antico dell’attuale chiesa. Infatti la figura di Gesù bambino viene rappresentato secondo l’usanza tipica dell’arte bizantina. Infatti si diceva che Gesù era sempre stato saggio, anche da bambino, ed è per questo che i bizantini spesso lo rappresentavano come un piccolo adulto (da notare la testa stempiata simbolo di saggezza).Visto che la lapide non bastava, tale “miracolo” è illustrato anche in un affresco all’interno della chiesa, nella Cappella dedicata alla Madonna della Catena    La strana posizione della chiesa, rispetto alla strada, si spiega dal fatto che fu costruita prima del prolungamento del Cassaro Il prospetto è caratterizzato da un portico a tre arcate frontali e due laterali e da una monumentale e ripida scalinata. In origine però tale rampa non esisteva .Successivamente fu aggiunta a causa dell’abbassamento del livello stradale in seguito ai lavori voluti nel 1581 dal Vicerè Marcantanio Colonna per l'apertura del "Cassaro morto" .  Accanto alla chiesa fu eretta, nel 1628, la Porta della Doganelle, , demolita alla fine dell’800’. Era una delle 5 porte d’ingresso per i viaggiatori, ma soprattutto per le merci che sbarcavano alla Cala. La Chiesa della Catena confina a nord-est con l'ex Convento dei Padri Teatini , un tempo collegato alla chiesa(inizio XVII Sec.), e oggi sede dell'Archivio di Stato. Infatti la chiesa , nel 1602, fu concessa all’Ordine Teatino che vi eressero un convento. Per finire vorremmo ricordare che all’ingresso principale della chiesa, sotto una statuetta di Santa Caterina D’Alessandria,si trova una lapide marmorea che ricorda un altro “miracolo”, quello della nave carica di frumento che nel corso della carestia del 1592, per intercessione della Madonna della Catena, fece scalo inaspettatamente in città, sfamando così i suoi abitanti. Come si vede a Palermo, da sempre, le storie diventano miracoli e i miracoli storie. CHIESA DI SANTA MARIA DI PORTO SALVO : la chiesa ”travagliata” Nel Cassaro, dopo la Chiesa di Santa Maria della Catena, sempre a destra, sorge una chiesa in stile rinascimentale, la Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo. Esteticamente non è, francamente, una bella chiesa ma considerata la sua travagliata storia edilizia, è un “miracolo” che sia arrivata fino ai nostri giorni. La sua storia, come spesso accade, inizia da un miracolo. Nel 1524 alcune galere , dopo aver saccheggiato le coste settentrionali dell’Africa, piene di bottino, tornavano a Palermo .Ma una violenta tempesta rischio di farle affondare. Allora il comandante della piccola flotta prego la Madonna di salvarli. E la Madonna comparve sopra l’albero maestro della nave ammiraglia e li guido verso la salvezza. Il comandante ,per ringraziarla , fece affrescare l’immagine della Vergine sotto un antico arco delle mura del porto. Poco dopo si decise di costruire una chiesa . I lavori iniziarono nel 1526 e la direzione di tali lavori furono affidati ad Antonello Gagini ma la costruzione procedette molto lentamente . Nel 1536 Antonello Gagini muore e il tesoriere della Chiesa Giovanni di Blasco, cognato del Gagini, affida la continuazione dell’opera ai nipoti, Antonino e Giacomo, figli di Antonello ( un classico esempio di parentopoli ante literam) . L’opera fu completata esattamente dopo 30 anni dalla posa della prima pietra, nel 1556. La chiesa non ebbe una vita facile, infatti poco dopo, nel 1581 ,a causa dei lavori per il prolungamento del Cassaro , fu necessario demolirne una grossa parte, a causa di ciò la struttura rimase dimezzata. Inoltre, visto che il pavimento della chiesa era più basso rispetto alla strada, si dovette alzare tale pavimento. Opere non facili ne semplici che certamente influirono sull’armonia architettonico complessiva. Ma le travagliate vicende della chiesa non finirono qui. Nel XVIII secolo, non si sa per quale motivo, l’orientamento della chiesa venne capovolta e l’altare maggiore fu spostato nella parete opposta, con la creazione di una nuova nicchia e di cappelle laterali. Ma era destino che la chiesa non dovesse avere pace. Intorno al 1960 , si decise ……. di rimettere l’altare maggiore nella vecchia posizione, però al posto del vecchio altare, smembrato e ricollocato in altre chiese, fu deciso di sostituirlo con un “moderno” altare , francamente brutto.Ad ornare l'interno della chiesa troviamo opere pregevoli: opere del Gagini, "L'Annunciazione" di Giovan Paolo Fonduli, una "Madonna del Rosario" del XVI secolo, il trittico cinquecentesco su legno con "Madonna fra la Maddalena e Sant'Antonio" e alcune tele di scuola del Novelli. Speriamo che le peripezie di tale sfortunata chiesa sono finite , ma abbiamo qualche dubbio. Infatti la chiesa necessita di interventi di restauro conservativo e non è detto che qualcuno, approfittando dei lavori, non decida di fare qualche altra “genialata”. CHIESA DI SAN GIOVANNI DEI NAPOLITANI , una chiesa poco fortunata Nel 1527 la Confraternita di San Giovanni Battista la Nazione Napoletana, istituita dai mercanti napoletani operanti a Palermo, ottenne l'assegnazione di due magazzini presso il vecchio porto della Cala per costruirvi la loro nuova chiesa. Infatti quella che possedevano in precedenza, si trovava troppo vicino al Castello a Mare e, per motivi di sicurezza, fu demolita per ordine dell’Imperatore Carlo V. Ma le disponibilità economiche non dovevano essere molte visto che i lavori vennero completati solo nel 1617. Probabilmente incise molto anche i lavori per il prolungamento del Cassaro, infatti tali lavori, non soltanto ne rallentarono la costruzione ma determinarono pesanti mutamenti progettuali e rifacimenti architettonici. Per esempio il Portico che si affaccia sul Cassaro fu rifatto e “tagliato” in forma trapezoidale. Inoltre, a causa dell’abbassamento della sede stradale , si dovette costruire un ripido scalone di accesso . Anche le originarie arcate , molto più ampie ed eleganti, furono ridotte per ragioni di stabilità. La chiesa, in stile rinascimentale, presenta tre navate e un portico antistante. All'interno, le navate sono divise da archi a tutto sesto su colonne di marmo. All'interno notiamo le decorazione a stucco bianco e dorato, opera di Procopio Serpotta. figlio di Giacomo. Sempre in stucco, del medesimo autore, troviamo nella navata laterale destra due statue raffiguranti la Giustizia e la Carità, nella navata sinistra altre due statue raffigurano la Verginità e la Grazia. Sull’altare laterale di destra si può ammirare una statua di San Giovanni. Attualmente alla Chiesa si accede mediante due ingressi, uno ubicato in Corso Vittorio Emanuele con antistante portico, e l'altro in piazza Marina. Da notare inoltre la presenza di una cupoletta ottagonale, ricoperta da mattonelle di smalto azzurro. La chiesa non ebbe vita fortunata. Infatti lentamente declino d’importanza tanto che nel 1925 passò nelle mani della Confraternita della Carità, che, non sapendo che farsene, la affittò alla Soprintendenza alle Gallerie e Opere d'Arte della Sicilia che la….. utilizzò come deposito. Recentemente è stata riaperta al culto e affidata all'Ordine dei Cavalieri del Tempio di Gerusalemme. Speriamo che i Cavalieri dell’Ordine saranno più sensibili e interessati alla salvaguardia delle nostre opere d’arte della Sopraintendenza..

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