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20 lug 2018

Il progetto Eurispes: fuffa che avanza

di Fabio Nicolosi

Palermo - Da ieri non si parla d'altro. L'immondizia ha lasciato spazio ad aree verdi, gru, container, ponti... Speravamo non fossero questi pochi rendering, peraltro non di ottima fattura a far cadere in tentazione i tanti lettori, eppure cosi è stato. Centinaia i commenti e le condivisioni, ma vogliamo farvi tornare con i piedi per terra. Innanzi tutto è un progetto, uno dei tanti che negli anni si sono visti e che dopo il boom iniziale sono spariti. Un progetto dai grandi numeri e che proprio per questo non sarà mai realizzato. Vogliamo ricordavi il progetto dell'acquario alla Bandita, grandi nomi, conferenze e poi? Nulla, e ancora stiamo qui ad aspettare. E adesso Eurispes ci presenta la sua nuova creatura e ne apprezziamo il tentativo, ma 5 miliardi di euro è una cifra che in pochi sarebbero disposti a spendere. Parliamo di fattibilità tecnica? Osservazioni dei cittadini, eventuali analisi di settore, progettazione definitiva, conferenze di servizio, pareri della Capitaneria di Porto, Assessorato Regionale Ambiente, ottenimento Vas, pareri di tutti gli uffici comunali e anche regionali relativamente all'ambiente, al traffico, all'urbanistica, la verifica del PRG ed eventuali varianti, bando di gara, iter del bando, assegnazione dei lavori, cantierizzazione e realizzazione dell'opera. Già cosi ci sembra che ci sia ben poco di cui parlare, ma andiamo oltre. Il porto di Palermo ha grandi potenzialità e questo lo sanno e lo sappiamo tutti, ma davvero vi piacerebbe avere un enorme piattaforma con container e gru davanti la costa della Bandita? Ma sopratutto, tutte queste merci in che modo dovrebbe arrivare? Via terra? Passando per caso da Via Messina Marine? O nel progetto è incluso anche il famoso tunnel Oreto - Porto? Alle spalle della piattaforma artificiale verrà realizzata una grande spiaggia? SPIAGGIA? Chiamiamolo stagno, perché di questo si tratterà, visto che l'ingresso e l'uscita dell'acqua saranno stretti e fanno già parte di un golfo? Vogliamo parlare anche di ciò che verrà realizzato lungo il fiume Oreto? Sappiamo bene i problemi a monte... e se non si risolve la problematica relativa agli scarichi abusivi, possiamo realizzare tutti i progetti del mondo, ma mai nessuno sarà come i rendering e come ce lo aspettiamo perché le acque del fiume saranno sempre sporche e maleodoranti. E come ultimo punto il costo... 5 Miliardi di euro, una cifra ENORME. Basti pensare che con 1/5 della cifra si è raddoppiato l'intero Passante Ferroviario da Palermo a Carini, giusto per fare un piccolo esempio. Piuttosto che concentrarsi su questi mega progetti, l'Eurispes farebbe meglio ad investire il proprio tempo in progetti minori, ma economicamente sostenibili. Al momento l'unico progetto reale e concreto è quello relativo alla nuova ciclabile della Costa Sud, con bando già pubblicato.

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19 apr 2018

La nuova ciclabile dalla Bandita a via Archirafi: le indicazioni dello studio di fattibilità prima della progettazione

di Giulio Di Chiara

Un progetto che si chiacchiera già da qualche anno e che ha trovato nei fondi del PON METRO l'occasione giusta per vedere la luce: "“Percorso ciclabile zona sud da Via Archirafi fino al Porticciolo della Bandita comprensivo di opere smart" Lo scorso 27 Marzo è stata firmata apposita determina dirigenziale che dà il via agli adempimenti necessari per affidare la progettazione definitiva ed esecutiva, con relativa direzione e coordinamento dei lavori. Per semplificare, con questo documento può mettersi in moto l'iter che porterà alla definizione del bando a cui potranno partecipare architetti e studi di progettazione. Nel frattempo però viene anche reso noto un documento propedeutico importante, la relazione tecnica sullo studio di fattibilità, che tra le tante analisi delinea e prescrive alcune indicazioni per la progettazione, step successivo e oggetto della determina. Ci sembra interessante andare a spulciare sulla parte progettuale, di cui riportiamo le parti salienti: IL TRACCIATO Il progetto in questione è finalizzato al completamento e al prolungamento della pista ciclabile urbana esistente, che si snoda lungo il centro urbano fino alla fine della Via Archirafi. Da qui, inizia un percorso ciclabile che, in alcuni tratti su marciapiede, in altri su strada, è interrotto da diversi tratti mancanti ed arriva fino allo Sperone.   TRE TIPOLOGIE DI PISTA Data la varietà del lungo percorso, lo studio di fattibilità, al fine di adattare i luoghi alle norme tecniche per la realizzazione delle piste ciclabili e stradali, ha individuato tre tipologie di pista: a) su marciapiede: nei tratti che si dovranno integrare a quelli esistenti, pavimentati con autobloccanti, si prevede di realizzare la pista mantenendo la stessa larghezza e valutando la tipologia della pavimentazione più adeguata a garantire scorrevolezza di rotolamento; o nei tratti pavimentati con battuto di cemento se ne prevede la rimozione e la sostituzione con uno strato di conglomerato trasparente costituito da una miscela realizzata a caldo costituita da aggregati lapidei di primo impiego, filler e legante. Per questa tipologia d’intervento la larghezza dei tratti di pista varia da m 2.50 a un massimo di 4.50. Per quanto riguarda l’impianto di illuminazione pubblica relativo alle due tipologie su descritte, viene mantenuto o integrato, dove necessario, quello esistente. Questa tipologia sarà realizzata sulle seguenti vie: - Corso dei Mille da Via Tiro a Segno a Via Bennici. - Cappello dalla chiesa di San Giovanni degli Eremiti a Via Messina Marine all’altezza del Tiro a Segno. Il semaforo esistente che regola l’attraversamento tra la Via Cappello e Viale dei Picciotti si deve integrare con apposito segnale luminoso. - Messina Marine dal Museo del Mare (ex Locomotive) all’edificio del Tiro a Segno. - Messina Marine da Via Cappello fino a Piazza Sperone. b) su sede stradale: dove la larghezza stradale è tale da consentire (rinunciando al parcheggio su un lato della carreggiata) di occupare una fascia di m. 2,50, da destinare alla pista ciclabile, a doppio senso di percorrenza, si è preferito accostarla al marciapiede esistente e delimitarla, a confine con la corsia carrabile, con dissuasori e/o parapedonali. Laddove la sede stradale non lo consentisse si procederà con la realizzazione di una corsia larga circa 1,50 m. Questo tipo di intervento su sede stradale, lascia inalterati sia il sistema di caditoie per lo smaltimento delle acque piovane che dell’impianto di illuminazione esistente, con un considerevole abbattimento dei costi di realizzazione. Questa tipologia sarà realizzata sulle seguenti vie: - Tiro a Segno dalla Via Archirafi a C.so dei Mille - Bennici da C.so dei Mille a via Messina Marine. - XXVII Maggio - Sacco e Vanzetti - Laudicina – Via Messina Marine, da Piazza Sperone fino al Porticciolo della Bandita. c) su costa: si tratta di un intervento ex novo con l’obiettivo di riqualificare il litorale della zona Sud della città, nel rispetto dei vincoli paesaggistici ed ambientali. Pertanto si sono ipotizzate due corsie affiancate, ciclabile e pedonale, di larghezza minima di m. 2.50 ciascuna, e di larghezza complessiva di m. 5,60, e pendenza adeguata, in salita, compatibile con la normativa in materia di piste ciclabili. La pavimentazione di tali percorsi, per garantire un impatto ambientale naturalistico che la finitura in asfalto, o similari penalizzerebbe, si propone di realizzarla con prodotti ecologici e bio-compatibili. Ad esempio può essere realizzata in conglomerato cementizio con tappetino di usura, dello spessore minimo di cm. 3, realizzato con ghiaie (aggregati lapidei originari dei luoghi dell’intervento) e legante trasparente che lascia intatte le colorazioni. Questa tipologia sarà realizzata sulle seguenti vie: - la foce del Fiume Oreto e la Via Armando Diaz (m 1.930,00); - dal Porticciolo della Bandita al Parco dell’Acqua dei Corsari (m 1.970,00). OPERE ACCESSORIE E MATERIALI Per gli attraversamenti stradali, ove necessari, si prevede l’istallazione di appositi semafori. La pavimentazione delle piste ciclabili, deve offrire una elevata scorrevolezza di rotolamento. I materiali da utilizzare sono preferibilmente asfalti lisci, mentre sono sconsigliati rivestimenti in betonelle e da evitare quelli in materiali lapidei a posa grossolana (ciottolato, pavè, ecc.). Le superfici di rotolamento lungo l’intero itinerario devono essere perfettamente raccordate. Le piste e le corsie dovrebbero essere colorate in tutti i luoghi dove occorra garantire una elevata leggibilità del sistema ciclabile sia per gli utenti del sistema stesso, che possono in tal modo meglio orientarsi, sia per gli utenti esterni che sono così portati ad una maggiore attenzione. Affiancate al percorso, in parte schermato da strutture leggere per proteggere dall’eccessivo irraggiamento solare, saranno realizzate delle aree attrezzate per la sosta. Lo smaltimento delle acque meteoriche avverrà con sistema a perdere verso l’arenile. La pista, per le ore notturne, sarà adeguatamente illuminata con apparecchi a basso consumo energetico e dotate di lampade a LED che non provochino inquinamento luminoso e siano resistenti alla salsedine e ad eventuali mareggiate. Altre aree a servizio della ciclabile Una ciclo-officina, parcheggi per le biciclette, parcheggi per le autovetture e postazioni di bike-sharing. Quest’ultime saranno fornite e collocate dall’AMAT. In particolare, lungo questo tratto stradale, di fronte la Via Amedeo D’Aosta, si trova un edificio realizzato in muratura e legno, già destinato ad attività di intrattenimento, attualmente in abbandono, le cui caratteristiche lo rendono adatto ad un utilizzo legato ai servizi annessi alla pista stessa e pertanto se ne prevede il ripristino.   PARCHEGGI PER AUTOVETTURE I parcheggi sono: il primo, da realizzare, si trova in Via M. Marine, difronte via Ettore Ligotti, ed è di circa mq 2600 (n.104 posti auto); il secondo, difronte a via Giacomo Alagna, è di circa mq 1250 (n. 50 posti auto). Per il calcolo dei posti macchina è stato utilizzato il parametro di mq 25 per posto macchina che comprende sia l’area di stallo che gli spazi di manovra così come stabilito dalla normativa vigente. Il terzo è già esistente e si trova in C.so dei Mille in prossimità della Via Bennici. E’ di circa mq 645 (n. 25 posti auto), per cui si prevede l’eventuale integrazione dell’impianto di illuminazione pubblica e dell’adeguata segnaletica.   IMPORTO TOTALE € 7.167.553,70 di cui € 4.523.011,20 di importo dei lavori, e € 2.644.542,50 di Somme a disposizione dell’Amministrazione. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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17 gen 2017

Pubblicato il bando per i lavori di manutenzione del porto della Bandita

di Fabio Nicolosi

E' stato pubblicato sul sito istituzionale de Comune di Palermo il bando per la assegnazione dei lavori di manutenzione per la rifunzionalizzazione dei fondali del porto della Bandita di Palermo. Il Porto della Bandita di Palermo, classificato con categoria II, classe III, (secondo il Decreto Presidenziale del 01.06.2004) è stato realizzato negli anni 70 come porto peschereccio. Negli anni è stato oggetto di progressivo interrimento, dovuto all apporto di materiale delle ex discariche presenti lungo la costa, prevalentemente costituite da terra e roccia da scavo proveniente dai lavori edili eseguiti in ambito urbano a partire dal secondo dopoguerra. Oggi l originario bacino è quasi interamente interrato e, pertanto, è necessario ed urgente procedere al ripristino dei fondali. Considerato l elevato costo di smaltimento del materiale e le risorse finnazialre disponibili è stato possibile prevedere solo un ripristino parziale dell invaso. L'intervento comprende anche l esecuzione di ulteriori indagini conosocitive, in fase preliminare e nel corso dello scavo, al fine di ottimizzare le modalità ed i costi dello smaltimento. L'interamento ha ridotto lo specchio acqueo a meno di un quinto della sua originaria estensione. L'area interrita viene usata dai pescatori per il rimessaggio della barche, ma è drastimante diminuito il pontile che può essere utilizzato per l attracco delle imbarcazioni, con notevole disagio per i pescatori, parte dei quali hanno dovuto trasferire le proprie attrezzature ed attività in altre strutture portuali. Si prevede di effettuare il ripristino di una porzione del fondale, la parte Nord Occidentale del bacino, attraverso un intervento di scavo/dragaggio dei materiali sedimentati. L'area interessata dall intervento è di circa mq 1600, quella interessata da scavo, da effettuare fino alla quota - 1,00 dal Livello medio del mare, è di circa mq 890, quella interessata da dragaggio è di circa mq 710. Si prevede di ricondurre il fondale alla quota -2,00 metri di profondità, interessando, in tal senso, solo una parte del materiale depositato. Il materiale è interamente in forma sabbiosa. Con l attuazione dell intervento si produce un incremento di circa mq 350 dello specchio acqueo, un incremento di circa mq 320 di bacino portuale con profondità del fondale pari a ml 2,00 ed un incremento della banchina utilizzabile di circa ml 30. Si prevede di rimuove complessivamente 990 mc di materiale, dei quali mc 808 con intervento di sbancamento e mc 182 con intervento di dragaggio. Si prevede di procedere, così come suggerito dall ARPA, alla rimozione dei sedimi per tre strati orizzontali, corrispondenti a volumi di scavo equivalenti, pari, pertanto, a circa mc 330. A seguito dello scavo del primo strato il materiale dovrà essere accantonano in un cumulo, da formare in apposito sito all interno del cantiere, per poi essere più volte rimescolato. Dal materiale del cumulo è necessario estrarre un campione di materiale idoneo ad effettuare le analisi fisico, chimiche, microbatteriologiche, ecotossicologiche ed i test di cessione di cui sopra, da affidare ad Ente Pubblico o Laboratorio accreditato. Si potrà procedere allo scavo dello strato successivo solo dopo avere acquisito e trasmesso alla Direzione Lavori tutti i risultati delle analisi eseguite. L impresa esecutrice die lavori di scavo è tenuta ad effettuare nuove indagini di mercato finalizzato ad individuare il sito di conferimento che determina il minore costo di smaltimento. L area interessata fa interamente parte del Demanio Marittimo Regionale e, pertanto, e sarà richiesta in concessione per tutta la durata dei lavori. Parimenti, relativamente ai campioni da prelevare fuori del perimetro di cantiere, gli stessi potranno essere effettuati previa autorizzazione dell Ufficio del Demanio Marittimo Regionale. E possibile accedere all area di cantiere da via Messina Marina su area parimenti demaniale, oggi aperta al libero transito. Le offerte, in termini di ribasso percentuale sull'importo a base d'asta dovranno pervenire entro e non oltre il termine perentorio delle ore 12.00 dell'8 febbraio 2017. Il costo complessivo dei lavori che prevedono, tra l'altro, di ricondurre il fondale alla quota due metri di profondità, è di 340.000 euro.

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09 feb 2015

VIDEO | Acquario di Palermo: parla l’architetto Ettore Piras

di Andrea Baio

Abbiamo incontrato sabato scorso, presso la sede di Confindustria Palermo, l'arch. Ettore Piras - già direttore dei lavori dell'acquario di Genova, che vanta anche importanti collaborazioni professionali (tra cui quella con Renzo Piano) - a cui è stato affidato l'incarico per la progettazione di "Oceano Mediterraneo", futuro acquario di Palermo che sorgerà alla Bandita. Sebbene lo studio di fattibilità sia appena cominciato, emergono alcune interessanti anticipazioni. Buona visione! Guarda il video

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29 gen 2015

Acquario di Palermo al via? Si, ma i soldi?

di Andrea Baio

E' stato ufficialmente affidato la settimana scorsa, incarico all'architetto Piras per redigere la prima parte del progetto per "Oceano Mediterraneo" - il futuro acquario di Palermo, che potrebbe attrarre milioni di turisti durante tutto l'anno, contribuendo anche alla destagionalizzazione della nostra città, e avendo sicuramente ricadute economiche positive sul territorio e sui numeri dei nostri poli ricettivi (porto ed aeroporto). (altro…)

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22 dic 2014

Approvato il PUDM, è forse arrivata la fine delle tanto discusse cabine di Mondello?

di Fabio Nicolosi

E’ stato approvato ieri sera dal consiglio comunale il PUDM (Piano d’uso del demanio marittimo) Cos’è il PUDM? Il PUDM è un documento di pianificazione, previsto dalla Legge regionale 15/05, che individua le modalità di utilizzo del litorale marino della città e ne disciplina gli usi sia per finalità pubbliche, sia per l'esercizio di attività rimesse alla libera iniziativa e regolamentate attraverso il rilascio di concessioni marittime e ha come obiettivo lo sviluppo sociale, economico e urbanistico dei 29 km della costa palermitana. Quali sono gli obiettivi del PUDM? Gli obiettivi principali del Piano Utilizzo Demanio Marittimo riguardano le demolizioni delle opere abusive non acquisite al demanio marittimo, il miglioramento dell'accessibilità alla costa, la messa in sicurezza e bonifica finalizzata ad un utilizzo residenziale o a esso assimilabile dei interessati in passato da fenomeni di discarica abusiva, riconversione delle concessioni demaniali esistenti destinate ad attività non connesse alla fruizione del mare, programmazione e razionalizzazione del rilascio di nuove concessioni demaniali marittime e la regolamentazione delle nuove connessioni in aree 'Sic/Zps' per promuovere un uso ecosostenibile della fascia costiera. (altro…)

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06 giu 2014

Ancora cemento alla Bandita? Dopo Mondello, nuovo scandalo alle porte per la costa negata!

di Andrea Baio

Riceviamo e pubblichiamo questa preoccupante segnalazione da parte di G.F. Se a Mondello ci si scandalizza delle cabine, guardate un poco cosa succede dalla parte opposta! Senza contare che questo intervento potrebbe collidere con la futura locazione dell'acquario di Palermo! Salve, Mentre tanto si parla di Mondello e delle sue cabine e dell'acquario di Bandita, NULLA si dice della concessione che la la sezione 5 _Demanio Marittimo del Dipartimento Regionale dell'Ambiente , si appresta a concedere per la realizzazione di "strutture precarie", nel tratto di arenile che dal porto di Bandita arriva al "mammellone". (altro…)

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