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15 apr 2019

Acqua dei Corsari, nuovo guasto ingente: 250 punti luce rimangono spenti

di Fabio Nicolosi

Operatori di AMG Energia Spa al lavoro in emergenza sulla cabina di pubblica illuminazione “Acqua dei Corsari”. Un guasto di notevole entità ha mandato fuori uso alcuni macchinari fondamentali per il suo funzionamento, determinando lo spegnimento di circa 250 punti luce. La cabina alimenta 4 circuiti di media tensione a cui sono collegati gli impianti di illuminazione della zona compresa fra via Messina Marine, via Bandita, via Galletti. Gli operatori di AMG Energia hanno riscontrato il guasto dei circuiti, di un interruttore bipolare VOR (a volume d’olio ridotto) e di 3 trasformatori a bobina mobile. L’intervento di riparazione in cabina e sui circuiti di media tensione, che è andato avanti per tutto il giorno, ha consentito di rimettere in funzione un circuito. In questo momento, quindi, gli impianti di via Messina Marine, dalla via XXVII Maggio sino alla statale 113 in direzione di Ficarazzi, delle vie Bandita, Corselli ai Corsari, Milazzo rimangono del tutto spenti, mentre in altre strade, come in via Galletti, rimangono in funzione in modo parziale, a punti luce alternati. “Siamo di fronte ad un guasto davvero ingente, che ha compromesso la funzionalità di macchinari fondamentali per il regolare funzionamento della cabina - spiega l’amministratore unico di AMG Energia, Mario Butera -. I nostri operatori hanno lavorato senza sosta per cercare di risolvere il problema, ripristinando un circuito e una piccola parte di impianti. Verificheremo nei prossimi giorni se il guasto che abbiamo riscontrato ha compromesso in maniera grave e irreparabile la funzionalità di macchinari ormai datati e fuori produzione, tanto da richiedere interventi di natura straordinaria”.

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18 dic 2018

Collettore fognario | Stanziati 12 milioni di euro per via Messina Marine

di Salvatore Galati

Si è concluso l'iter per l'assegnazione dei fondi per la conclusione del collettore fognario di via Messina Marine, una cifra di 12 milioni di euro. Questo consentirebbe il disinquinamento della costa sud e della foce dell'Oreto. Infatti il sistema fognario avrà doppia funzione, uno quello di raccogliere le acque nere e portarle al depuratore di Acqua dei Corsari e il secondo di accumulare le acque piovane e riversarle a mare tramite i canali esistenti. Tutto questo verrà fatto sull'asse viario di via Messina Marine, nel tratto compreso tra la foce Oreto e Piazza Sperone. Inoltre nel progetto è compreso la costruzione dell'impianto di sollevamento per l'accumulo di acque nere a Romagnolo. La ditta che conseguirà i lavori è l'associazione di imprese Necos e Viastra da Sas, di Borgomanero della provincia di Novara. Ora la palla è balzata alla ditta, che dovrà produrre tutti i documenti relativi ai lavori e passeranno circa 3/4 mesi, tempi tecnici normali, salvo imprevisti. Solo dopo questa prassi l'aggiudicazione diventerà definitiva.

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04 set 2018

Parco Acqua dei Corsari, c’è l’intesa fra Comune e Regione. Analisi del rischio ok, inquinanti trascurabili

di Antony Passalacqua

Un passo avanti verso l’apertura del Parco marino intitolato a Libero Grassi ad Acqua dei Corsari. Al termine della pedalata organizzata  dal Comitato del Parco, Mobilita Palermo, Palermo Ciclabile-Fiab, Addio Pizzo, si è registrata una positiva intesa fra l’assessore regionale al territorio e ambiente Toto Cordaro e quello comunale e alle coste, Sergio Marino. Cordaro ha riferito che l’analisi di rischioambientale è stata eseguita e ne ha anticipato i risultati. “Sono presenti  inquinanti in tracce trascurabili come piombo, arsenico - dice l’assessore Cordaro  - si tratta di percentuali bassissime,  pari a zero virgola e qualcosa. Tuttavia l’Arpa dovrà valutare se questi inquinanti sono di falda o provengono dal mare. Abbiamo inviato il responso a tutti gli enti interessati ed entro tre settimane si  potrà fare la conferenza di servizi. In quella sede si valuterà se sarà necessaria una bonifica. Nell’ipotesi più rosea si potrà procedere poi all’affidamento del Parco al Comune che potrà progettare gli interventi con proprie finanze. Ma la Regione  è pronta a intervenire in tal senso e ha a disposizione dei fondi”. Presenti alla manifestazione Davide e Alice Grassi, figli dell’imprenditore ucciso da Cosa Nostra nel ’91 e l’ex procuratore aggiunto Leonardo Agueci che ha ribadito l’importanza di restituire il mare e questo tratto di costa ai palermitani, sottratto dalla mafia. “Non conoscevo questo luogo – ha detto il presidente della Fondazione Progetto Legalità - è magnifico e ha grandi potenzialità”. Il parco di Acqua dei Corsari si estende per quasi mille metri, all’altezza del Bar del Bivio, lungo via Messina Marine. Uno spazio immenso che ha suggestionato anche gli operatori culturali. All’incontro erano infatti presenti anche il teatro Biondo con il direttore Roberto Alajmo, il Teatro Massimo, con il direttore degli allestimenti scenici, Renzo Milan, il consigliere di amministrazione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, Giulio Pirrotta. Chissà che non si possa inaugurare lo spazio fra un anno con lo spettacolo e la cultura.

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29 ago 2018

Ma la costa di Palermo è tutta balneabile?

di Salvatore Galati

Nel sito del Ministero della Salute, c'e una MAPPA consultabile, che indica le parti di costa inquinata e balneabile. Da Isola delle Femmine fino al confine con Vergine Maria, le acque risultano balneabili. Solo la spiaggia di Vergine Maria risulta inquinata, anche se tutta la spiaggia dell'Arenella non viene classificata. La stessa situazione nel tratto dopo il porto di Palermo arrivando a Romagnolo. Solo un punto che è dove c'e lo scarico di via Armando Diaz, che è definito inquinato. Ma da Acqua dei Corsari fino ad Aspra, la balneabilità è a tratti. Per poter disinquinare la costa sud di Palermo, bisogna concludere i lavori del collettore fognario che arriverà fino al depuratore di Acqua dei Corsari.  Con questi interventi si andranno ad intercettare i collegamenti fognari abusivi, allacciati al canalone del maltempo, da evitare gli scarichi delle acque nere a mare. Quindi si avrà questa configurazione, i canaloni come quello di via Armando Diaz rimarranno, perché servirà a far defluire le acque piovane ed  evitare gli allagamenti; infine il collettore fognario che verrà utilizzato per le acque nere e portate al depuratore. In pratica saranno due sistemi distinti e separati uno per le acque piovane e uno per le acque nere. Comunque una volta conclusi i lavori del collettore fognario (al netto di proclami e di altri annunci) si passerà ad ulteriori analisi delle acque al fine dell'ottenimento delle certificazioni volte alla balneabilità dell'intero tratto di costa.    

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31 mag 2018

Costa Sud e “Teatro del Sole”, convegno

di Antony Passalacqua

Segnaliamo questo interessante convegno circa alcune questioni che riguardano una vasta area di Palermo, la Costa Sud, importante e cruciale per la trasformazione futura dell’intera città. A partire dai risultati del workshop operativo Ground Action, organizzato dall’Ordine degli Architetti a settembre 2017 si discuterà delle vicende del Teatro del Sole, un’opera emblematica mai ufficialmente aperta al pubblico e capace di raccontare la storia urbana recente. Tre autorevoli interventi tracceranno gli aspetti fondamentali della questione a partire dalle vicende giuridiche, ambientali e sociali del parco Libero Grassi ad Acqua dei Corsari. Si parlerà dell’importanza della cultura del paesaggio nella formazione e nella pratica progettuale dell’architetto con riferimento ai problemi della città contemporanea. Infine, il ruolo educativo dell’arte nell’attivazione dei territori con particolare attenzione alla ricostruzione della memoria e dell’identità. Foto di repertorio  

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16 set 2016

Parco Acqua dei Corsari, il Prefetto interviene

di Antony Passalacqua

Sono state consegnate oltre 1000 firme al Prefetto di Palermo affinchè si adoperi a far uscire dalle lunghe secche dell'inefficienza e dell'abbandono il Parco Libero Grassi.Antonella De Miro, il Prefetto, ha preso nota delle argomentazioni esposte dal Comitato per la riapertura del Parco  ripromettendosi di convocare gli interlocutori coinvolti nel procedimento amministrativo e far compiere gli ultimi passi necessari all'apertura del Parco alla cittadinanza. Qui di seguito riportiamo la lettera e uno stralcio delle firme raccolte:     Al Prefetto di Palermo La vicenda dell’area di Acqua dei Corsari per molti anni deposito degli sfabbricidi del sacco edilizio di Palermo, è emblematica dell’impotenza delle amministrazioni del sud di impiegare bene i fondi e consegnare le opere realizzate alla fruizione dei cittadini in tempi certi. Nel 2013 il Consiglio Comunale di Palermo ha tributato attenzione a quest’area impegnando l’Amministrazione a intestarlo a Libero Grassi. Il progetto doveva essere finanziato dal Territorio Ambiente, ma in assenza della caratterizzazione, trattandosi di una ex discarica, la misura del finanziamento passò all’Emergenza Rifiuti ora Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione. Nel 2005 è stata fatta la 1° caratterizzazione della ex discarica e i risultati dei sondaggi fatti dalla Sering e dall’Arpa, sono risultati congruenti. Dopo una conferenza di servizi nel 2006 si è stabilito di iniziare i lavori urgenti di messa in sicurezza ed emergenza e sviluppare successivamente ulteriori approfondimenti della caratterizzazione del sito. I progettisti avevano suggerito di procedere alla seconda fase della caratterizzazione durante il cantiere della messa in sicurezza. Tuttavia, sia il Comune che Sviluppo Italia hanno preferito iniziare la 2° fase della caratterizzazione a cantiere concluso. L’ultimazione dei lavori di messa in sicurezza diretti dalla Sering è avvenuta il giorno 8/11/2008; lo stato finale è stato redatto il 14/01/09, il collaudo è stato effettuato nel marzo 2009. Intanto il commissario regionale, nella persona del Dirigente Generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione ha dato mandato a INVITALIA, ente pubblico ex SVILUPPO ITALIA, di continuare l’iter della caratterizzazione. Questi a loro volta hanno fatto affidato le indagini e le analisi al laboratorio AMBIENTE, il quale ha eseguito le indagini chimiche sui terreni e sulle acque. Questa 2° caratterizzazione è stata supervisionata, come di norma, dall’Arpa, che ha fatto le sue analisi su una percentuale del 10% dei campioni consegnati dal laboratorio AMBIENTE. I risultati di controllo dell’Arpa sono risultati in notevole contraddizione con quelli di INVITALIA e/o AMBIENTE, molte volte con valori inferiori; in poche parole alcuni risultati sono peggiorativi da parte di INVITALIA, come quelli dei metalli che sono sovrastimati, mentre per idrocarburi e IPA vi è una sottostima. Con i valori ottenuti, l’Arpa nell’ottobre 2011 ha dato parere negativo in quanto non è in condizione di validare i risultati vista la non congruenza fra quanto ottenuto da AMBIENTE e quanto verificato da ARPA. In assenza di validazione dell’Arpa, INVITALIA non ha chiuso il rapporto col laboratorio AMBIENTE, Nel giugno 2012 il Commissario Regionale, nella persona del Dirigente Generale del Dipartimento Acque e Rifiuti ha indetto una riunione a seguito della quale l’Arpa ha risposto con una lettera inviata sia al laboratorio AMBIENTE che per conoscenza all’assessorato Energia, Comm. Delegato Bonifica, Urbanistica, Provincia, ed SG1, nella quale si suggerisce di rivedere e parametrizzare i risultati suggerendo di adottare criteri diversi rispetto a quelli nazionali, per fare rivalutare al laboratorio AMBIENTE, tutti i dati. Secondo l’autorevole parere del dott. Librici (chimico di ottimo livello), può tranquillamente entrare nel sito per fare manutenzione e pulizia, magari usando tute e guanti nel rispetto della salute dei giardinieri, perché esso è il gestore e deve tutelare l’area anche se non ancora aperta al pubblico, a prescindere se è più o meno finito l’iter della caratterizzazione. Anzi, il Comune di Palermo ha l’obbligo di fare ciò in quanto è proprio un aspetto dei lavori di messa in sicurezza garantire la guardiania del sito, per evitare eventuali ulteriori inquinamenti da discariche abusive. Una attenta analisi della questione effettuata da soggetto particolarmente qualificato in tematiche ambientali e correlati percorsi amministrativi , rileva diverse anomalie- Egli osserva che già la scelta di affidare ad un laboratorio l'attività di analisi con il rilascio di report analitici e non di certificati è una plurima violazione delle norma , in quanto l'attività analitica è in servizio riservato ad una professione specifica ed esiste l'obbligo comunitario di indicare tale circostanza , ma ancora osserva che come ampiamente esposto dal Consiglio nazionale dei Chimici e dalla Corte di Cassazione ,in tal senso la Corte di Cassazione con Sentenza 16 gennaio 2015, n. 1987, ha ribadito che il certificato è l'elemento che produce fede pubblica a differenza di altri documenti dal formulario dei trasporti o dal rapporto di prova che Accredia stesso ha precisato che non riveste tale ruolo . Quindi chiedere la produzione di un atto materiale 8 quale è il rapporto di prova al posto dell'atto intellettuale che è la certificazione è che come ribadisce la Cassazione vien rilasciato da soggetto qualificato e abilitato all'esercizio di una specifica professione “il certificato di analisi dei rifiuti si distingue dal semplice formulario di accompagnamento in ragione del fatto che esso risponde all'esigenza di certezza pubblica e proviene da un soggetto qualificato e abilitato all'esercizio di una specifica professione che comporta l'esternazione di dati precedentemente acquisiti attraverso specifiche metodologie concernenti la natura, la composizione e le caratteristiche” Non prevedendo quindi la certificazione che è tipica del professionista ed inibita alle società , si vanifica la finalità dell'appalto stesso e si lede il fondamentale diritto alla salute ed alla sua tutela esercitabile dal cittadino, ma continua ad osservare che gli effetti di ciò sono ricavabili dall'attenta lettura di tutto il procedimento di bonifica: Il procedimento si estrinseca in : Caratterizzazione individuata nelle seguenti fasi: Per caratterizzazione dei siti contaminati si intende quindi l’intero processo costituito dalle seguenti fasi: 1. Ricostruzione storica delle attività produttive svolte sul sito.2. Elaborazione del Modello Concettuale Preliminare del sito e predisposizione di un piano di indagini ambientali finalizzato alla definizione dello stato ambientale del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee.3. Esecuzione del piano di indagini e delle eventuali indagini integrative necessarie alla luce dei primi risultati raccolti.4. Elaborazione dei risultati delle indagini eseguite e dei dati storici raccolti e rappresentazione dello stato di contaminazione del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee.5. Elaborazione del Modello Concettuale Definitivo.6. Identificazione dei livelli di concentrazione residua accettabili - sui quali impostare gli eventuali interventi di messa in sicurezza e/o di bonifica, che si rendessero successivamente necessari a seguito dell’analisi di rischio- calcolati mediante analisi di rischio eseguita secondo i criteri di cui in Allegato 1. A seguito del completamento della caratterizzazione si passa a quanto detto nell'allegato 3 - CRITERI GENERALI PER LA SELEZIONE E L’ESECUZIONE DEGLI INTERVENTI DI BONIFICA E RIPRISTINO AMBIENTALE, DI MESSA IN SICUREZZA (D’URGENZA, OPERATIVA O PERMANENTE), NONCHE’ PER L’INDIVIDUAZIONE DELLE MIGLIORI TECNICHE D’INTERVENTO A COSTI SOPPORTABILI Fatto quindi il progetto dell'intervento in conformità al citato allegato 3 si passa all'esecuzione dell'intervento in tale fase si procede al monitoraggio così legislativamente definito: Monitoraggio Le azioni di monitoraggio e controllo devono essere effettuate nel corso e al termine di tutte le fasi previste per la messa in sicurezza, per la bonifica e il ripristino ambientale del sito inquinato, al fine di verificare l'efficacia degli interventi nel raggiungere gli obiettivi prefissati. In particolare: - al termine delle azioni di messa in sicurezza d'emergenza e operativa;- a seguito della realizzazione delle misure di sicurezza a valle della bonifica, per verificare che: i valori di contaminazione nelle matrici ambientali influenzate dal sito corrispondano ai livelli di concentrazione residui accettati in fase di progettazione; non siano in atto fenomeni di migrazione dell'inquinamento; sia tutelata la salute pubblica;- nel corso delle attività di bonifica/messa in sicurezza permanente per verificare la congruità con i requisiti di progetto;- a seguito del completamento delle attività di bonifica/messa in sicurezza permanente e ripristino ambientale, per verificare, durante un congruo periodo di tempo, l’efficacia dell'intervento di bonifica e delle misure di sicurezza Conclude la sua analisi il soggetto qualificato osservando che essendo stato realizzato l'intervento , sia sotto il profilo normativo che logico -funzionale vanno fatte le attività di monitoraggio “per verificare, durante un congruo periodo di tempo, l’efficacia dell'intervento di bonifica e delle misure di sicurezza”che sempre normativamente si estrinsecano “ La bonifica di un sito inquinato è finalizzata ad eliminare l'inquinamento delle matrici ambientali o a ricondurre le concentrazioni delle sostanze inquinanti in suolo, sottosuolo, acque sotterranee e superficiali, entro i valori soglia di contaminazione (CSC) stabiliti per la destinazione d'uso prevista o ai valori di concentrazione soglia di rischio (CSR)”.. In altri termini il soggetto qualificato conclude che dato che l'intervento è stato realizzato va fatta la verifica finale per accertare se il sito è utilizzabile e non fare le indagine preliminari che avrebbero dovuto far progettare l'intervento in altri termini se hai costruito un edificio senza progetto è ridicolo chiedere di fare a posteriori il progetto ma si deve procedere alla verifica non più teorica ( approvazione del progetto) ma alla verifica reale delle caratteristiche dell'edificio ( collaudo tecnico ). Quindi si ritiene che quanto proposto sia uno spreco di tempo e di risorse con grave danno pubblico . Fidiamo sulla sua capacità di coordinamento e decisione. Restituire alla città di Palermo una grande area verde collocata in un ambito paesistico unico sarebbe un grande segnale per la difficile battaglia per la legalità e il recupero del territorio. Comitato per l'apertura del Parco di Acqua dei Corsari

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27 ago 2016

Pedalata | Domenica 28 Agosto la pedalata per ricordare Libero Grassi

di Fabio Nicolosi

Domenica 28 agosto vediamoci alle ore 10:00 a Porta Felice per una ciclopedalata fino al Parco di Acqua Dei Corsari, a molti sconosciuto, costato 5 milioni di euro e prigioniero della inattività burocratica e della rassegnazione politica. Ricordiamo il 25° del martirio di Libero Grassi e il SETTIMO anno della colpevole e ingiustificata inerzia burocratica che impedisce ai palermitani di poterlo ricordare nel Parco che porta il suo nome ad Acqua dei Corsari. Si partirà da Porta Felice alle 10:30 (raduno alle 10:00) per imboccare il Foro Italico e percorrere l'intera via Messina Marine fino al bivio per Villabate. Per chi fosse senza bici, potrà noleggiarla presso l'associazione Social Bike Palermo in Discesa dei Giudici 21, che aderisce ufficialmente all'iniziativa.

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