9 commenti per “
  • belfagor 786
    10 ott 2020 alle 5:51

    La Regione non ci sta e contrattacca
    Il dirigente generale della Regione ,Calogero Foti, ha smentito le accuse del presidente Norata e ha accusato la Rap di essere la principale responsabile del disastro ambientale che si sta profilando:
    “Se la Rap avesse dato seguito ai provvedimenti autorizzativi, non si sarebbero accumulate le rilevanti quantità di rifiuti che in atto si trovano stoccate nella piattaforma di Bellolampo . Per non parlare del fatto che l’Oikos ha lamentato la presenza di sette materassi e 212 pneumatici,Appare alquanto strano che un gestore non noti la presenza nel flusso di rifiuti di uno o più pneumatici e di materiale ingombrante vario come materassi, e appare oltremodo strano che tali tipologie di rifiuti, passino indenni dal trituratore”.
    L’alto burocrate non ci ha però spiegato come mai la Regione non ha ancora realizzato la settima vasca a Bellolampo.
    Vista la drammatica situazione che cosa propone l’alto burocrate Regionale ?
    Eliminare i cassonetti dalle strade e sguinzagliare i vigili urbani per i controlli.
    Inoltre toccherebbe alla RAP trovare dove portare l’immondizia oppure individuare impianti fuori dalla Sicilia, cosa che però rischia di costare quasi 400 euro a tonnellata.
    In parole povere, non si realizza la settima vasca, non si realizzano i termovalorizzatori e si invita la RAP a portare l’immondizia …… nei termovalorizzatori all’ estero ( sob !!!!).
    Peccato che la RAP non ha i soldi :, precisa il presidente Norata “O paga la Regione o paga il Comune”
    In parole povere , saremo sommersi dall’immondizia.

    P.S. Stranamente in questa vicenda il Comune tace .
    Forse questo strano silenzio è legato al fatto che un “orlandiano di ferro” è stato nominato a capo di gabinetto dell’assessore regionale che si occupa di rifiuti ?

  • Irexia 908
    12 ott 2020 alle 17:48

    Non capisco perché quando si parla di rifiuti in città esce dal cilindro la “soluzione” termovalorizzatore! Cioè costruire un forno (stanziamento fondi, ubicazione dell’impianto, appalto, eventuale impugnazione dell’aggiudicazione, costruzione a regola d’arte e colladuo) dove conferire tutta la munnizza tal quale costerebbe di meno e sarebbe di immediata realizzazione rispetto fare la raccolta differenziata che magicamente trasforma il rifiuto in bene, che quindi ha un valore e non un costo?!
    Vorrei spiegato questo corto circuito mentale perché sentire ancora nel 2020 di bruciare plastiche, metalli, carta e vetro e conferire in discarica il prodotto inerte che ne uscirebbe, quando si parla di conversione green della produzione, riduzione dei rifiuti a zero, riduzione dello sfruttamenteo delle risorse del pianeta, abbassamento dei livelli di anidride carbonica stona davvero e appare un nonsense!

    • punteruolorosso 2508
      12 ott 2020 alle 20:24

      alcune volte mi è capitato di sentire che gli inceneritori sono stati inseriti fra le rinnovabili, un modo per sdoganare questa tecnologia con i finanziamenti europei. dietro ci sono delle lobby, ovviamente. l’inceneritore è molto meglio della discarica (percolato, dispersione di rifiuti nell’ambiente da parte di uccelli e animali, incendi), ma ha dei lati poco chiari. è vero che produce nanoparticelle? entrano nel sangue e nei tessuti senza bisogno di essere respirate. su questo le risposte sono poco chiare. prima di affidarci a una tecnologia ancora dubbia dovremmo percorrere altre strade.

    • belfagor 786
      12 ott 2020 alle 20:31

      Cara Irexia
      Conosci i dati della raccolta differenziata a Palermo e in Sicilia?
      I dati del 2019 parlano del 40,19% ma nelle grandi città la situazione è molto peggiore .
      Messina ha chiuso il 2019 al 23,2 %, Catania è ferma all’11,6 %, mentre a Palermo il dato era intorno al 20% ( quest’anno temo che è saltato tutto).
      Il resto dei rifiuti va in discarica o emigra nei termovalorizzatori del nord Italia o dell’estero o…….. viene spedita in qualche paese del terzo mondo.
      Ci rifiutiamo di costruire i termovalorizzatori ma continuiamo a utilizzare Bellolampo, fonte d’inquinamento e di corruzione, o inviamo i nostri rifiuti nelle discariche nelle altre province ( pagando ben 400.euro a tonnellata ) o li spediamo nei termovalorizzatori di Brescia o a Copenaghen e Vienna ( dove l’impianti si trovano dentro la città).
      Tu pensi che a Brescia, Copenaghen o a Vienna hanno l’anello al naso?
      Per esempio Il nuovo impianto di Copenaghen “oltre che produrre energia prevede di estrarre un quantitativo di metalli dalle ceneri pesanti superiore al 90% del totale di ferrosi e non ferrosi; le ceneri possono essere utilizzate come componente per il manto stradale o per altri usi nel campo delle costruzioni,. Perciò, le ceneri pesanti possono sostituire risorse vergini di natura simile, quali sabbia e ghiaia”.
      Il nuovo impianto è collocato nel centro della città e sarà gestito da un azienda di proprietà di cinque comuni dell’area metropolitana di Copenhagen, perciò è un impianto pubblico,, e sostituirà l’attuale termovalorizzatore in esercizio da…… più di 40 anni.
      P.S. E’ giusto fare la differenziata ma una percentuale ( in Sicilia è del 60%) va comunque in discarica ( spesso di proprietà di privati ) o nei termovalorizzatori..
      Forse chi non vuole i termovalorizzatori non sono gli ecologisti ma chi specula sull’emergenza rifiuti.
      O forse pensiamo di essere più furbi degli altri ?

      • Irexia 908
        13 ott 2020 alle 21:12

        Ne sono al corrente belfagor, i giornali li leggo anch’io.
        Ma non mi dirai mica che ognuno di noi sta con il primo partner che la sorte gli ha propinato!? O forse, finita una storia, analizzati gli errori, si riprova nuovamente? Fuor di metafora: forse se la situazione attuale non ha dato i risultati sperati non significa che la soluzione sia sbagliata, ma che l’approccio sia stato fallimentare! Che poi, nemmeno mi sento di dire che a Palermo si stia provando a fare la raccolta differenziata, visto che in città ci sono ancora i cassonetti e le campane, invece che attuare il porta a porta su tutto il territorio comunale, che non si fa adeguata pubblicità al sistema nè si rendono noti, non solo agli addetti, quali sono i depositi del materiale raccolto, che l’amministrazione non si vanti dei risultati raggiunti (perché c’è veramente poco di cui vantarsi!)… A Palermo non è che sembra che il Comune non riesca a fare la raccolta differenziata, sembra piuttosto che i cittadini riescano a differenziare nonostante l’amministrazione comunale! E poi, a tuo dire non siamo capaci di (io invece dico che non abbiamo voluto) fare una cosa così semplice come mettere in tre sacchetti diversi la bottiglia di vetro della salsa, il cartone del latte e il contenitore del detersivo e invece saremmo in grado di fare un mega impianto (perché se non sono di dimensioni extra non sono economicamente vantaggiosi) come quelli che citi tu…! A proposito, non sono affatto io che ritengo i bresciani con l’anello al naso: loro lo sanno benissimo lo schifo che respirano, lo sanno benissimo che devono comprare ecoballe dagli altri, perché loro la raccolta differenziata la fanno e anche ad alti livelli, ma ormai hanno quell’impianto e così fanno girare i rifiuti. Scrivi pure su internet “inceneritore Brescia” e vedrai quanti encomi (ironicamente parlando) da parte della cittadinanza si leggono!

        • belfagor 786
          14 ott 2020 alle 10:14

          Vorrei precisare che i termovalorizzatori non sono la soluzione ma il male minore.
          Napoli è riuscita a superare la grave emergenza rifiuti di qualche anno fa grazie al termovalorizzatore di Acerra .
          In Sicilia Bellolampo , nonostante i tanti problemi ecologici e corruttivi, è un “ paradiso” rispetto alla situazione complessiva siciliana.
          Il problema della differenziata non sono le resistenze dei cittadini ma la politica.
          Oggi grazie all’emergenza rifiuti è possibile bypassare le norme anticorruzione infatti i rifiuti e le discariche sono un grande affare per la mala politica e per la mafia.

          P.S. Sono d’accordo con te che a Palermo sembra che i cittadini riescano a fare la differenziata …… nonostante l’amministrazione comunale.

          • Irexia 908
            14 ott 2020 alle 11:06

            Esatto, la movimentazione di cose, terra ed ecoballe, è un business semplicissimo da attuare e molto redditizio che fa gola a certa gentaglia, ecco perché bisogna ridurre il trasporto di rifiuti il più possibile creando siti locali per la raccolta differenziata!
            E sì, temo anch’io, come Cantone, che l’emergenza rifiuti consenta il superamento delle regole anticorruzione (come già successo).
            Non sono stata a Napoli negli ultimi anni, quindi non posso dire con certezza che abbiano risolto; ho fatto però un giro sulla rete e ho trovato questo (sito istituzionale della Regione Campania):
            http://regione.campania.it/regione/it/news/primo-piano/via-le-ecoballe-il-piano-diventa-realt

            Sconcertante che nel 2020 si debbano ancora bruciare i rifiuti dei trent’anni prima, non trovi…?

  • Orazio 1484
    12 ott 2020 alle 22:18

    Conosco bene la situazione rifiuti di Catania e dintorni, dove operano due grosse discariche private, una a Lentini, di un tale Leonardi, recentemente associato alle patrie galere ed una a Motta Sant’Anastasia, di un tale Proto, anch’egli noto alle italiche case circondariali.
    Al confronto Palermo, con la sua discarica in mano pubblica appare un paradiso.
    La giunta Crocetta aveva affidato l’assessorato al Territorio e Ambiente al pubblico ministero Marino che dopo poco tempo fu fatto fuori dalle lobby che fanno capo a Confindustria (ben rappresentate dall’on.le Lumia che è assurto all’onore delle cronache recenti per essere stato “sgamato” quale garante politico di Confindustria – vedi sistema Montante) perchè voleva che i rifiuti si differenziassero, cosa che a Palermo almeno si vorrebbe fare ma non si riesce a fare e qui la Regione gioca un ruolo decisivo con i suoi giochi e giochetti al momento di autorizzare impianti e discariche.

    A Motta la Regione ha dapprima autorizzato l’ampliamento della discarica dei Proto e subito il Presidente che risponde al nome di Musumeci (Presidente di che cosa…? che faceva…? dov’era…? vien da chiedersi) ha parlato dell’illegittimità del suddetto ampliamento.

    In questo quadro NOI che parliamo di differenziata quale prospettiva sostenibile (e abbiamo ragione) siamo solo degli inguaribili illusi molto romantici.

    Questo al di la della corruzione recentemente emersa nella gestione di Bellolampo. E’ noto che dove girano soldi emerge la corruzione ed è anche noto che quella “gente” soldi ne ha assai. Ogni altro discorso lascia il tempo che trova, sepolto da un mare di denaro sporco ancor più dell’immondizia.


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