6 commenti per “
    • belfagor 550
      22 gen 2019 alle 14:02

      Dall’ articolo che mi ha segnalato c’è il commento dell’ex consigliere comunale Antonella Momastra, che per anni ha lavorato, come ginecologa, presso il consultorio di Danisinni
      „”Apprendo con stupore della decisione del sindaco Orlando di demolire la struttura che per anni ha offerto ai quartieri Cuba Calatafimi e Zisa due servizi essenziali: l’asilo nido comunale e il consultorio familiare.
      Ciò accade a poche ore dalla visita a Danisinni della presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, seconda carica dello Stato, che ha voluto testimoniare l’attenzione delle Istituzioni per una realtà che sta mostrando una grande voglia di riscatto.
      Questa Amministrazione, in merito al recupero dell’edificio di piazza Danisinni e alla riattivazione dei suddetti servizi, non si è distinta particolarmente rispetto a quelle che l’hanno preceduta. I fondi regionali destinati al recupero dell’asilo di Danisinni non sono stati utilizzati e lo stato di abbandono della struttura è andato inesorabilmente avanti.
      Oggi la soluzione sarebbe la demolizione!?? Non condivido una decisione così drastica, soprattutto in assenza di un progetto alternativo delineato con chiarezza, già finanziato e quindi immediatamente esecutivo. È poco credibile che nel 2019 non vi siano soluzioni tecniche per il consolidamento della struttura. Demolire sarà l’ennesima ferita inferta ad un territorio già così provato dalla perdurante assenza di quei servizi pubblici che rappresentano presidi istituzionali irrinunciabili”.“

  • renard 253
    23 gen 2019 alle 13:06

    Il fatto è che secondo i tecnici, rendere la struttura agibile costerebbe molto più che abbatterla e ricostruirla, possibilmente non sul letto del fiume…

    • belfagor 550
      24 gen 2019 alle 5:19

      Probabilmente hai ragione però appare strano che, dopo 11 anni, il sindaco decide di abbattere tale struttura dopo “poche ore dalla visita a Danisinni della presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, “.
      Inoltre come riferisce la dottoressa Monastra ” I fondi regionali destinati al recupero dell’asilo di Danisinni non sono stati utilizzati e lo stato di abbandono della struttura è andato inesorabilmente avanti.”
      Cioè per 11 anni, nonostante i fondi regionali, come ha sostenuto l’assessore Mattina “I tecnici stanno provando a capire, ma ancora non c’è un parere definitivo».
      Perciò fino a ieri ancora non c’era un parere definitivo . Dopo poche ore il sindaco ha improvvisamente preso questa decisione drastica ” soprattutto in assenza di un progetto alternativo delineato con chiarezza, già finanziato e quindi immediatamente esecutivo.” Infatti il sindaco ha dichiarato che: “Allo studio la possibilità di installare, dopo l’abbattimento dell’asilo, un’altra costruzione prefabbricata più piccola con area verde attorno.“
      Per farci che cosa?
      Cosa è successo in queste poche ore dopo la visita del Presidente del Senato? Come mai il sindaco non ha accompagnato la seconda carica dello Stato in questa visita, delegando il suo “consulente”?

  • peppe2994 3221
    24 gen 2019 alle 10:13

    Un paio di anni fa ho effettuato la passeggiata guidata con le vie dei tesori in questo quartiere.
    Secondo me, chi non lo vede personalmente, non può capire.
    Non solo, in tale occasione, diversi residenti nonché l’allora sacerdote della chiesa si sono mostrati molto aperti e disponibili nell’illustrare un quadro sconfortante, nella speranza che si potesse attirare l’attenzione delle istituzioni.

    Per quanto mi riguarda, ed è parere condiviso da tante persone con me lì quel giorno, l’aiuto più grande che si potrebbe dare alla zona è semplicemente abbattere tutto. Quelle case sono nate senza regole. Molte erano stalle, trasformate in appartamento per bisogno. Sono visibilmente non a norma, ed ampliate abusivamente.

    Parliamo di circa 100 case, cioè non è lo ZEN che conta migliaia di residenti. Persone molto povere. Ci sono ancora contadini, ma anche persone che un lavoro l’hanno trovato, ma si trovano strette nel disagio di dove vivono, impossibilitate anche solo ad arrivare a piazza Indipendenza con i propri figli per mancanza dei marciapiedi.

    Che la struttura sia inagibile è assolutamente ragionevole. Già ad occhio si vedevano crepe dovute a cedimenti del terreno. Ricordiamoci che sotto c’è il Papireto, che tra l’altro affiora in superficie proprio nei terreni di Danisinni.
    Più che l’asilo, che giustamente viene chiesto perché è la cosa di più semplice realizzazione, i problemi sono ben altri e non risolvibili senza decisioni radicali.
    Purtroppo siamo molto indietro sulla riqualificazione urbana. In tutta Italia, in generale è rarissimo che un comune si metta ad abbattere e ricostruire secondo dei canoni più moderni e funzionali. All’estero lo fanno, ed è l’unica cosa che occorre fare.


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