6 commenti per “
  • punteruolorosso 1880
    18 mar 2018 alle 9:22

    bellissimi alberi.
    il foro italico è stato progettato come un parco di periferia. la qualità del verde è pessima, l’accessibilità dal centro storico è legata ai capricci di un semaforo. andrebbe popolato di alberi, cespugli e viali. il prato si potrebbe limitare, e destinare il resto a giardino botanico. per la strada, attualmente utilizzata come tangenziale per il porto, ci sono due possibilità: un canale da porto sant’erasmo alla cala o un tunnel e la pedonalizzazione in superficie. al momento il foro italico è scollegato dal contesto del centro storico a causa della strada.

  • Athon 879
    18 mar 2018 alle 12:35

    punteruolorosso, sono d’accordo. Lo sono in particolare per la pedonalizzazione in superfice della strada. Anche per l’area di Piazza XIII Vittime immagino qualcosa del genere. Infatti la zona archeologica del Castello a Mare, oltre a risultare “murata” dalle brutture costituite dal palazzo Brancagel e dalle strutture del Mercato ittito, risulta scollegata dall’area archeologica che si estende dalla Chiesa di San Giorgio dei Genovesi fino a piazza Tavola Tonda. A dividere le due aree l’orrendo sottopasso. Quella zona avrebbe bisogno di poderosi interventi. Potrebbe diventare uno deii fiori all’occhiello di Palermo.

  • belfagor 476
    19 mar 2018 alle 8:16

    Il problema non è abbattere un Ficus elastica di 60 anni e sostituirlo con 3 carrubi di 20 anni, ma la strategia che c’è dietro tale intervento. Esiste un progetto per recuperare il Prato del Foro Italico? Quando verra trasferito il deposito , che occupa ben 1/3 del prato, alla fruizione pubblica? Quando sara rifatto lìimpianto di illuminazione? Purtroppo non esiste nessuna “strategia” e non esiste nessun progetto di recupero. Per quanto riguarda l’illuminazione, nel febbraio 2015 usci un bando del Comune di Palermo. Grazie ai fondi FAS più di 3,5 milioni di euro erano stati stanziati per rinnovare e ristrutturare gli impianti di illuminazione anche di Villa Giulia e del Foro Italico L’assessore Arcuri annunciò che entro il 2016 li avremmo visto finalmente illuminati . Purtroppo non si sà più niente . L’ennesima promessa mancata.

  • punteruolorosso 1880
    19 mar 2018 alle 9:59

    l’utilizzo di 1/3 del prato come deposito è dovuto agli infiniti lavori per il collettore fognario. quindi fino a fine lavori niente prato. dall’altro lato ci hanno già pensato quelli del parco della salute. l’area è enorme e andrebbe ridisegnata secondo un progetto unitario, in relazione alla cala e al castello a mare, al quartiere degli schiavoni, a porto sant’erasmo e alla foce del fiume oreto. è questa la parte più storica del lungomare di palermo, che andrebbe liberata dal traffico pesante e non e pedonalizzata, rinaturalizzata, messa al servizio del centro storico. speriamo che la fine dei lavori del collettore porti a qualcosa. comunque dal 2000 gli interventi sono già stati due: il semplice prato della conferenza onu (orlando), seguito alla rimozione di giostre e rom, e il restyling di italo rota (cammarata). pensare a un terzo intervento a soli 20 anni dal primo è forse antieconomico. però se le cose si facessero bene non ci sarebbe bisogno di tornarci su con tanta frequenza. al momento il parco fa letteralmente schifo. e i motivi non sono anche progettuali: il prato costa, e mantenerlo è una sfida in una città che stenta a curare il verde ordinario. si proceda quindi a un ultimo e risolutivo parco botanico, con specie che resistono alla salsedine, boschetti di carrubi, lentischi, melograni, lecci, ulivi ecc. intervallati da radure di prato. quanto alle vasche dove si accumulano i rifiuti, le abolirei completamente. il parco dovrebbe arrivare fino alla foce del fiume oreto e unirsi al verde della spiaggia di romagnolo.

    • belfagor 476
      19 mar 2018 alle 12:12

      Concordo con te sul fatto che “ al momento il parco fa letteralmente schifo”. So bene che il Comune non ha un euro ( nonostante i tanti finanziamenti europei e statali) però il problema non sono i soldi ma la capacità progettuale e la volontà politica. E mai possibile che rischiamo di perdere 322 milioni stanziati nel 2016 con il “Patto per Palermo” perché non siamo in grado di elaborare un progetto? . Come ha ammesso l’assessore Arcuri: riferendosi al raddoppio del Ponte Corleone:“ la progettazione è al palo e tempi incerti per i lavori”. Probabilmente perderemo questi finanziamenti. Nel 2015, grazie ai fondi FAS , si potevano rinnovare e ristrutturare gli impianti di illuminazione di Villa Giulia e del Foro Italico . Anche in questo caso c’è il rischio che questi finanziamenti vadano perduti.

      • punteruolorosso 1880
        19 mar 2018 alle 12:21

        vediamo come va a finire coi fondi del patto per palermo. che fine hanno fatto le linee del tram? mi sa che perpignano ce lo siamo già giocato, e che corleone sia in forse. insomma, ce n’è abastanza per chiedere le dimissioni della giunta. li ho appoggiati per i progetti tram, circonvallazione e greenways. progetti belli, finanziati, messi a punto dalla precedente sindacatura. se se li lasciano scappare devono andarsene. ma attenzione: quelli che verranno dopo saranno ancora peggio.


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