14 mar 2018

Il futuro “nebuloso” della costa sud e di mondello


Qualche mese fa è accaduto un fatto “storico”. La famiglia Castellucci da sempre legata alla Società Italo Belga ,che gestisce dal 1909 la spiaggia di Mondello, non è più rappresentata nel nuovo Consiglio di Amministrazione , anche se continua ad avere un consistente pacchetto azionario della società.

La Società italo belga,nata nel 1909 con il nome di Les Tramways de Palerme Societé Anonyme, ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita di Mondello. Infatti oltre  alla bonifica  (ad inizio secolo Mondello  era una vera e propria palude malsana), ha realizzato collegamenti stradali e tramviari, servizi idrici, fognari, d’illuminazione, ed ha costruito anche  l’antico stabilimento balneare.

Cosa c’è dietro tale storica decisione?

Con le dimissioni di Gianni Castellucci, non ci sarebbe solo un semplice rimescolamento dei vertici azionari. Il posto di Gianni Castellucci è stato preso da Giovanni Tomasello, ex segretario generale dell’Ars andato in pensione a 57 anni con una buonuscita milionaria. Gli altri componenti  del CdA sono espressione degli azionisti napoletani della Italo-Belga, esponenti del mondo delle professioni (avvocati e commercialisti) che  detengono la maggioranza delle quote societarie.

Sotto la gestione Castellucci, la  Società Italo-Belga ha vissuto anni di conflitto con l’amministrazione comunale . Qualcuno sostiene che tale “colpo di mano”  sarebbe stato “ispirato” da Palazzo delle Aquile ma tale ipotesi non è mai stata confermata.

Quello che è certo e che fino al 31 dicembre 2020 la “nuova” Società  Italo-Belga, senza i Castellucci, continuerà a gestire la spiaggia di Mondello. Dopo scadranno le proroghe ai concessionari e, in base alla direttiva Bolkestein, dovranno celebrarsi , eventualmente, nuove gare.

Il Comune di Palermo, attraverso il PUDM (Piano di utilizzo del demanio marittimo), ha previsto sostanzialmente una maggiore presenza di spiagge pubbliche nella Costa Nord  ( Mondello, Addaura, Sferracavallo ecc. ecc.) destinando ai privati la Costa Sud.

 In parole povere,  dal 2021 il Comune vorrebbe gestire ( direttamente o indirettamente) le spiagge della Costa Nord ( soprattutto Mondello e  Addaura ) e lascerebbe ai privati la gestione della Costa Sud.

 Ciò comporterà una profonda trasformazione della Società Italo-Belga ( con sede a Bruxelles), che  da “società che gestisce  cabine” si dovrà trasformare in un’azienda di servizi che dovrà confrontarsi con la concorrenza,  il territorio e con la politica.

Che faranno i Castellucci ?

La famiglia Castellucci, ormai soci di minoranza,  nel passare ad altri  la gestione della Società sembra  voglia gettare “uno sguardo interessato alla pianificazione del litorale della Costa Sud“. A rivelarlo fu qualche mese fà lo stesso Giuseppe Castellucci - ex componente del Cda, nonché uno dei figli  di  Gianni ( ex amministratore delegato) – che però in una intervista   fu  molto cauto: ” Un investimento a Romagnolo? “Non lo escludiamo – rispose Castellucci – ma allo stato attuale non c’è ancora l’intenzione di sviluppare altri affari nel settore del turismo balneare. Abbiamo tuttavia dimostrato di saperlo fare questo lavoro e soprattutto riteniamo da privati di aver contribuito allo sviluppo della città…..Ci sono tante analogie tra la Mondello d’inizio ’900 e la Romagnolo di oggi .Non si possono però commettere errori fatti in passato, se si vuole arrivare allo sviluppo della Costa Sud“.

Effettivamente le perplessità di Giuseppe Castellucci sono fondate. Una cosa è bonificare e costruire in una zona deserta, come era Mondello all’inizio del  900, un’altra cosa è “ bonificare” e rilanciare una zona abitata e con tanti problemi.

La viabilità della Costa sud  è un disastro, mancano parcheggi , servizi decenti e alberghi. Inoltre l’abusivismo e un certo degrado sociale sono un freno per qualunque investimento privato. Per non parlare dell’annoso problema dell’inquinamento del Fiume Oreto. Però appare evidente che gli interessi e lo sviluppo turistico si stanno spostando verso questa direzione .

La Costa Sud, senza gli errori , gli orrori e le strumentalizzazioni politiche  fatte nel passato, può diventare il volano, forse l’unico, per il rilancio e  lo sviluppo di una città da anni agonizzante.

La Costa Sud può diventare “ una nuova Mondello”, però ci vogliono i capitali e la volontà politica. Peccato che attualmente tutto questo manca. Di progetti ce ne sono tanti, per esempio, nel giugno 2017 è stato presentato un interessante  proposta dall’associazione  BALAD . Si trattava di un progetto per la riqualificazione di un tratto della Costa Sud, di circa 2 chilometri, precisamente quella che va dalla foce del fiume Oreto al vecchio pontile abbandonato di via Messina Marine . Tale progetto si limita a prospettare il recupero di una parte della Costa sud,  quella dove il “risanamento” non comporterebbe espropri massicci di edifici abusivi. Inoltre la vicinanza con il Foro Italico ( da risanare dopo l’abbandono di questi anni ) , il Porticciolo di Sant’Erasmo ( che  il nuovo presidente dell’Autorità portuale ha promesso di recuperare) e il restauro quasi ultimato dello Stand Florio ,certamente potrebbe aiutare tale progetto.

In quella occasione  il  sindaco Orlando  dichiarò :Entro dicembre ( 2017) avremo completamente balneabile la Costa Sud, ben 7 km di costa per il quale abbiamo approvato il Pudm (Piano di utilizzo del Demanio marittimo ), prevedendo che 4,4 km saranno concessi ai privati con benefici e investimenti di lavoro».

 Dall’ estate 2018, quindi, Palermo, secondo il sindaco Orlando, dovrebbe avere una “ nuova Mondello”.

Bello, peccato che tale dichiarazione è stata fatta durante l’ultima campagna elettorale amministrativa e da allora tutto tace, o quasi..

Il 20/02/2018 su “Blog Sicilia” è stata pubblicata una notizia “ sconvolgente”.

Si sarebbe svolta una riunione riservata fra amministrazione comunale, costruttori e investitori privati per riprendere il famoso progetto dell’acquario (di cui si era parlato nel lontano 2014).

La possibilità di una simile realizzazione ,sembra, nascerebbe da una cordata di finanziatori rappresentata dall’imprenditore Flavio Mazza.

Il progetto sarebbe notevolmente ridimensionato rispetto all’idea originale del grande acquario da 50 milioni di euro che si pensava di realizzare alla Cala..  .

Il nuovo progetto, sempre secondo le indiscrezioni, sarebbe stato illustrato, nelle linee generali, dal dott.  Mazza nel corso di un incontro al quale avrebbero preso parte, oltre ad altri imprenditori della cordata, l’architetto Piras, i consulenti dello studio legale Gallo, il presidente del collegio dei Costruttori ANCE di Palermo, Fabio Sanfratello , l’ assessore Emilio Arcuri  e Lorenzo Ceraulo ,per il Comune di Palermo.

La nuova idea prevede un investimento di soli 10 milioni di euro (contro i 50 del primo progetto). L’acquario, notevolmente ridimensionato, dovrebbe sorgere  non più alla Cala ma  nell’area del ‘mammellone’ alla Bandita. Il progetto sarebbe ancora in embrione ma le perplessità sono tante.

Il limite fondamentale di tale progetto è, come al solito, la viabilità e i parcheggi  della zona.  A proposito qualcuno fa notare che insieme all’assessore Emilio Arcuri non era presente  l’attuale assessore alla viabilità ma Lorenzo Ceraulo  ( ex assessore al traffico della giunta Cammarata) in qualità di esperto.

Forse per questo motivo sembra che il Comune vorrebbe “ riesumare”,  il vecchio progetto dello Svincolo di Brancaccio).

Speriamo che non sia la solita promessa pre-elettorale.

P.S.  Siamo ormai  quasi alle porte della nuova stagione balnearia e francamente non ci sembra che la promesse fatta dal nostro sindaco  :“Entro dicembre (2017 ) avremo  completamente balneabile la Costa Sud”  sia stata mantenuta.

Come anche la promessa che :“4,4 km saranno concessi ai privati con benefici e investimenti di lavoro».

Eppure qualcosa sembra muoversi . Speriamo che finalmente alle promesse si passi ai fatti concreti

 Inoltre siamo un po’ preoccupati per il futuro della Costa Nord.

Fino al 31 dicembre 2020 la “nuova” Società  Italo-Belga, senza i Castellucci, continuerà a gestire la spiaggia di Mondello. Dopo scadranno le proroghe ai concessionari e, in base alla direttiva Bolkestein, dovranno celebrarsi nuove gare.

Ma ancora siamo in alto mare e il futuro appare nebuloso.

Non vorremmo che dal 2021 Mondello diventerà una “nuova Costa sud”.

 

 


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3 commenti per “Il futuro “nebuloso” della costa sud e di mondello
  • fabio77 743
    15 mar 2018 alle 10:01

    Grazie a Belfagor e a Mobilita Palermo per farci avere queste notizie che difficilmente escono e vengono trattate con i dovuti approfondimenti sui giornali.
    Aprendo lo svincolo Brancaccio, si va a liberare tutta la zona da Bandita ad Acqua dei Corsari, oltre Pomara e piazza Figurella a Villabate. Per questo motivo, oltre e forse più di Orlando, dovrebbe essere lo stesso sindaco di Villabate a spingere per questa apertura.
    Ma ciò non basta.
    Se si vuole rilanciare definitivamente la costa Sud , si deve trovare una soluzione seria al problema rappresentato dal transito da e per il porto dei mezzi pesanti che sbarcano e si imbarcano sulle navi e passano anche da via Messina Marine, paralizzando il traffico e inquinando l’aria. Non ci sarà mai nessuna zona balneare appetibile, fino a quando avremo le file di autocarri incolonnati.

  • punteruolorosso 1820
    15 mar 2018 alle 10:39

    d’accordissimo con fabio. occorre una viabilità alternativa di tipo autostradale per i mezzi pesanti, rappresentata da un tunnel che dalla circonvallazione vada al porto. bisogna fare il parco dell’oreto.
    speriamo per l’acuqario e il già approvato restauro dello stand florio. svincolo brancaccio.

  • francescovozza 117
    15 mar 2018 alle 12:47

    Per anni i palermitani hanno criticato duramente l’operato dei Castellucci. Ma in realtà, senza di loro Mondello sarebbe un disastro..in un certo senso sono sempre stati il male minore.
    La vedo bruttissima….non vorrei in un prossimo futuro vedere la spiaggia ridotta ad immondezzaio. Il panormosauro, si sa, non ha mai avuto alcun rispetto per il nostro mare!


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