21 giu 2017

via Serradifalco


che sta succedendo nella zona di via Serradifalco vecchia? Il traffico sembra esploso e il rumore dei clacson è insopportabile…

8 risposte

In quel tratto di via Serradifalco è presente una vecchia torre d’acqua, che come tutte le altri presenti a Palermo sono in stato di abbandono. Due giorni fa è caduto un pietrone dalla torre e dato il restringimento della strada sono stati costretti a chiudere il traffico. Dovrebbero riaprire il tratto oggi.

#1

Grazie per la risposta, Dario. Mi chiedevo quanto tempo dovrà aspettare Palermo prima che via Serradifalco vecchia, con l’abbattimento di muraglia obsolete e edifici fuori dal Piano Regolatore, venga finalmente allargata e trasformata in un’arteria di grande traffico, quale in effetti è ed è sempre stata a mia memoria.

#2

Gli edifici di via Serradifalco vecchia sono regolarmente previsti dal piano regolatore come netto storico, anzi in quanto tali sono pure tutelati. I tempi in cui si abbattevano quartieri interi (l’ultimo esempio a Resuttana Colli) sono per fortuna passati. In via Serradifalco i lavori alla torre dell’acqua sono in corso e speriamo che si concludano al più presto per ovvi motivi di congestione di traffico.

#3

piuttosto c’è una porzione di villa malfitano che dà sul muro di via serradifalco. questo pezzo di villa è assolutamente abbandonato, come lo è quello lato umberto. 
forse si potrebbero realizzare dei piccoli varchi nel muro, in modo tale da render villa malfitano visibile da via serradifalco. magari collegare la villa all’umberto. invece la villa è accessibile solo da via dante, e quasi invisibile dalle altre strade che la delimitano. insomma si potrebbe fare un’eccezione e rendere accessibili o visibili ville oggi nascoste dai muri storici. questi muri hanno tutto il mio rispetto, ma sinceramente abbatterne dei tratti non sarebbe uno scempio. non per allargare strade, ma per aprire le ville alla città. il tratto angusto di via serradifalco ne gioverebbe. 
 

#4

Capisco che siamo nello scivoloso terreno delle opinioni (secondo me tutte rispettabili), ma a mio parere è proprio per quelli che la pensano come voi che questa povera città dall’illustre passato non avrà mai un futuro. Non riesco proprio a capire il valore storico delle attività perlopiù su locali abusivi sulla sinistra dell’arteria (guardando verso il centro) e soprattutto delle catapecchie che sporgono sulla destra, che fan passare per coglioni i costruttori che attenendosi al P.R. hanno giustamente arretrato le loro costruzioni. Il fatto è che a fine del secondo decennio del XXI secolo Palermo manca di un’arteria che collega piazza Principe di Camporeale con la zona di via Leonardo da Vinci. E non dite che bisogna abbandonare le auto private, perché il Palermitano medio non lo farà mai (e posso dirlo io che sono un benefattore della Assicurazioni movendomi quasi sempre a piedi o con i mezzi pubblici)! Col collo di bottiglia che si ottiene NON sacrificando quattro catapecchie, la zona Noce, comprese le vie un tempo assolutamente secondarie, è invasa perennemente di smog che fa tanto bene ai nostri bambini…

#5

Quelle che per molte, troppe persone sono catapecchie, per altre sono costruzioni rurali testimonianza delle passate epoche nella campagna della Conca d’Oro. E comunque, lasciando da parte le opinioni e tornando ai fatti, i costruttori che si sono attenuti al PRG non hanno motivo di sentirsi dei coglioni, per il semplice motivo che la case basse su via Serradifalco sono state realizzate ben prima dell’entrata in vigore del PRG stesso, che quindi non potevano rispettare. Mi spiace per voi che non siamo più negli anni ’50, epoca in cui nessuno obiettava a distruggere la Conca d’Oro per “fare Palermo più bella”, sicuramente all’epoca si sarebbe potuto tranquillamente abbattere il muro di cinta di villa Malfitano per allargare la via, come è stato distrutto poco più in là il giardino di villa Pietratagliata. Non trovandoci a Stoccolma, peraltro, anche l’idea di praticare altri accessi nel parco di villa Malfitano porterebbe soltanto all’immediato degrado della stessa, quindi il muro deve rimanere come protezione di questo delicato ed irripetibile bene monumentale contro la bruttezza ed il degrado della nostra povera città.

#6

(S)fortunatamente una città non è un museo, la città non è una scultura, la città per definizione è dinamica, nel tempo si evolve e deve evolversi pena l’inadeguatezza e il degrado. Senza evoluzione non sarebbe stato edificato il Politeama, e al posto del Teatro Massimo ci sarebbe un convento/ospedale (ma avremmo salvato Porta Maqueda). Pensate come devono esserci rimasti male alla fine del XVI secolo i nostri concittadini quando fu tracciata e tagliata la via Maqueda, ma nessuno oggi obietterebbe, in retrospettiva, che si sia trattata di una mossa strategica vincente, anche per le carrozze del tempo. Per tracciare via Roma, più di tre secoli dopo, venne sacrificato un pino secolare all’altezza dell’attuale Posta Centrale. Ma vi immaginate, oggi, una rotatoria collocata in quel punto? Completamente d’accordo, invece, con “locomotiva” sulla distruzione della Conca d’oro e sullo scempio delle Ville Liberty

#7

@r302
quelle catapecchie mi piacciono molto, e testimoniano il periodo in cui questi filari di case si snodavano lungo i percorsi della conca d’oro, le strade del pesce, del sale, del grano, dell’olio e del vino. mi piacciono anche strade come via perpignano, con i loro catoi.
l’unica cosa che farei è abbattere delle parti dei muri che circondano le ville. magari creare altri ingressi.
@omega
giusto pensare a una città dinamica. via roma è molto bella, ma per costruirla hanno sacrificato non so quante chiese, vicoli, piazze. il centro storico e le borgate non vanno toccate. si devono fare dei parcheggi fuori città e collegare tutto il centro con tantissime linee tram, passante e anello. 
 

#8



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