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11 gen 2016

Bilancio dei primi dieci giorni di tram: i pro e i contro

di Andrea Baio

Sono da poco trascorsi i primi dieci giorni di esercizio del tram. A prescindere dai risultati in positivo o in negativo, è innegabile l'importanza e la portata di un evento che ha risvegliato l'entusiasmo dei palermitani, ormai non più abituati a novità consistenti. Sotto questo aspetto, il tram ha già innescato una rivoluzione in positivo, capace di trascinare una ventata di ottimismo in una città che ha sofferto - e continua a soffrire - un grosso periodo di crisi. Per una volta tanto, anche a Palermo è possibile respirare aria europea. Il tram è un'opera eco-sostenibile e in linea con le politiche europee in fatto di mobilità. La città della mafia, tristemente conosciuta come tale anche grazie ad una sfilza di film e fiction che per anni non hanno parlato d'altro, oggi diventa patrimonio UNESCO, accompagnata da articoli pieni di entusiasmo da parte di testate giornalistiche straniere e l'invito a scoprire un capoluogo inaspettato, che nel bene o nel male, dopo anni di stasi, comincia a vedere importanti cambiamenti in atto. Sul tram è possibile osservare la città in modo diverso e, attraverso gli ampi finestrini delle nuove e belle vetture della Bombardier, si percepisce quasi la città in una prospettiva nuova, più vicina alle capitali europee che al terzo mondo. Anche banalità come la voce che annuncia le fermate, le paline informative con i tempi di attesa, la sede tranviaria pavimentata a dovere, contribuiscono al pensiero che forse forse, anche a Palermo qualcosa è possibile. Starà a noi cittadini adesso decidere se questa rivoluzione sia solo un "caso" oppure l'inizio della svolta definitiva. Non sono ovviamente mancate le polemiche da parte di palermitani che vedono tutto nero, e che non vedono l'ora di sparare a zero indipendentemente da quello che si faccia o meno, così come non sono mancate strumentalizzazioni da parte dei soliti politici, giornalisti e blogger alla deriva per cavalcare l'onda degli scontenti, cercando di arraffare qualche voto o qualche click in più. Alla fine anche molti di loro hanno ceduto al fascino del cambiamento: leggere articoli che circolavano fino a non molto tempo fa da parte di testate giornalistiche locali che annunciavano catastrofi urbanistiche, mentre i tram "giravano a vuoto in deposito", per poi vedere le stesse rinnegare completamente quanto scritto nei mesi precedenti, ci ha regalato una soddisfazione che non tentiamo di nascondere. Per fortuna, sembra che al momento siano più i pareri positivi che quelli negativi. Viaggiare in tram è stato utile anche per tastare il polso ai palermitani e capire cosa pensano dell'opera, e dobbiamo dire che tutto sommato fa enorme piacere sentire parole di apprezzamento per un'opera che sicuramente non è perfetta, ma che ha dato inizio ad un processo di riqualificazione della vita di questa città martoriata. Questo significa che il tram è la panacea di tutti i mali? Assolutamente no. E' per questo che ci premureremo qui di seguito di fare un bilancio quanto più oggettivo possibile su tutto ciò che funziona, e tutto ciò che non funziona; perché alla fine, al di là di tutta la retorica che può ruotare attorno all'argomento, quello che conta sono sempre e solo i fatti; fatti che siamo stati sempre abituati ad analizzare con imparzialità. Per non tediarvi, abbiamo deciso di stilare un punto elenco sui pro e i contro del servizio tram, in questi primi giorni di esercizio. E' doveroso precisare che, trattandosi appunto dei primi giorni, è da mettere in conto qualche problema organizzativo più o meno grave. Cerchiamo quindi di capire cosa sia giustificabile e cosa no. PRO La gente lo usa: il riscontro da parte della città è stato estremamente positivo, pur considerando che il servizio al momento si limita a collegare le periferie coi nodi intermodali Stazione Centrale e Notarbartolo. Solo nei primi giorni sono stati venduti oltre 50 mila biglietti. Il tram è un'opera che piace, ed evidentemente la gente lo trova molto utile. Socializzazione: un altro risvolto positivo del nuovo mezzo. La gente usa il tram, e la novità è anche occasione di confronto, scambio di opinioni, consigli e informazioni sulle fermate. Sotto questo aspetto il tram è vissuto quasi come un nuovo spazio pubblico, e non è raro sentire passeggeri scambiarsi opinioni sulla città che cambia, sui risvolti positivi dell'opera, etc. Intermodalità: nonostante l'assenza di un biglietto integrato che consenta di viaggiare sui treni e sul tram senza pagare costi aggiuntivi, la gente ha cominciato a prendere dimestichezza con il concetto di intermodalità. Sui tram cominciano ad essere trasportate anche le prime bici pieghevoli, segno che finalmente è possibile spostarsi rinunciando al mezzo privato (almeno in certe parti della città). Multilingua (in parte): le biglietterie automatiche, almeno ai capolinea, sono multilingue. Un enorme passo avanti in una città che sta completamente a zero sul fronte dei servizi al turismo. Controlli: da più parti arrivano testimonianze sull'intensità dei controlli dei titoli di viaggio. I controllori sono quasi sempre presenti (o al capolinea o durante la marcia) e al momento quindi, sembra nessuno scampo per i portoghesi. L'AMAT sembra aver imparato la lezione, e i palermitani la impareranno molto presto, se questa costanza nei controlli verrà mantenuta. Comodità del servizio: laddove le paline informative funzionano, è sicuramente rassicurante osservare i tempi di attesa. Si ha la sensazione di non perdere tempo inutilmente, e in caso di ritardi è possibile decidere se proseguire per conto proprio o attendere la vettura. Anche qui una banalità, ma che per la nostra città non era assolutamente scontata. Il tragitto in corsia riservata inoltre, garantisce la non interferenza tra i flussi di traffico privato e il mezzo pubblico, ottimizzando i tempi di percorrenza. Le vetture sono silenziose e confortevoli, ed essendo ad ampia capacità di trasporto, non sono mai troppo affollate. Estetica (in parte): i nuovi tram sono belli e moderni. Il tragitto pavimentato a mattoni è decisamente gradevole sotto il profilo estetico, così come il nuovo ponte sull'Oreto, una delle poche opere di architettura degne di nota in una città che ha cementificato per anni, devastando gran parte del suo patrimonio urbanistico. Ordine: il tram ha contribuito a rendere più razionale la viabilità in zone della città dove prima regnava il caos più totale. Vedasi i miglioramenti evidenti apportati in corso dei Mille. Ecologia: il tram è un mezzo elettrico, pertanto a minor consumo e a inquinamento zero. Nella città più congestionata di Italia, con inquinamento alle stelle, è sicuramente un passo avanti nell'ottica della riduzione delle emissioni CO2. A Palermo in media circolano 1,2 persone per auto, pertanto speriamo che nell'immediato futuro il sistema tranviario contribuisca notevolmente a ridurre i mezzi privati in circolazione. Riscoperta urbana: il tram ha contribuito a "riscoprire" quartieri più periferici e degradati, spesso tagliati fuori dal concetto di città. Il collegamento di queste aree ai punti nodali del trasporto cittadino potrebbe lanciare l'assist per un'inizio di rigenerazione urbana di queste zone. CONTRO Assenza di comunicazione: la comunicazione da parte di AMAT è scandalosa. Non è possibile lanciare un nuovo servizio lasciando i passeggeri allo sbando, senza alcuna indicazione di orari. Allo stesso modo, non sono stati avvisati i passeggeri del fatto che sulla Linea 4 i display informativi erano spenti. Questa assenza di comunicazione ha inoltre prestato il fianco ai detrattori per antonomasia, che hanno potuto passare dalla parte della ragione muovendo giuste critiche a così tanta disorganizzazione. Assenza del biglietto unico: le attuali linee di tram hanno senso solo in una logica intermodale proprio perché l'attuale piano trasporti di Palermo si basa sull'intermodalità fra diversi mezzi di trasporto pubblico. Impedire ai passeggeri di poter utilizzare passante ferroviario, anello ferroviario, bus e tram con un unico biglietto, equivale ad ammettere l'inutilità del piano trasporti . Se un utente dovrà acquistare due biglietti, per un totale di 2,90 euro solo andata (5,80 euro compreso il ritorno), per poter utilizzare sia tram, che bus, che treno, allora continuerà a trovare conveniente il mezzo privato e tutti questi sforzi saranno stati inutili. Il Comune, Amat e Trenitalia devono assolutamente ripristinare il biglietto unico, pena il fallimento di tutto ciò per cui si è tanto lavorato. Tempi di attesa: in alcuni casi si sono discostati, anche di molto, da quelli indicati dall'esercizio ufficiale. La frequenza dovrebbe essere di un tram ogni 5 minuti sulla linea 1, di un tram ogni 10 minuti sulle linee 2 e 3, ogni 12 minuti sulla linea 4. Alcuni passeggeri hanno segnalato tempi di attesa in certi casi anche superiori ai 30 minuti sulla Linea 4. Sembrerebbe che delle vetture destinate alle linee 2-3-4 siano ancora ferme presso il deposito di via Castellana e e si attende l'immissione in servizio. Anche qui AMAT dovrebbe essere in grado di comunicare ai passeggeri i motivi di tale disagio. Cosa che attualmente non fa. Ad aggravare il tutto, molte paline informative non sono ancora state attivate, pertanto non è possibile neanche ricevere informazioni in tempo reale sui tempi di attesa. AMAT aveva dichiarato che lo scorso lunedì il problema sarebbe stato risolto, mentre ad oggi ancora risulta in contrario. Biglietti: sulla rete di tram più moderna di Italia è inaccettabile avere sistemi di bigliettazione del 1800. Lasciando perdere il caos creato con le biglietterie automatiche, l'emissione di due tipologie di biglietti differenti, l'impossibilità di erogare il resto se non nelle biglietterie automatiche presenti ai capolinea, le dichiarazioni contraddittorie di presidente AMAT, funzionari e controllori, coi passeggeri in confusione più totale, è comunque inaccettabile che l'azienda non sia organizzata a dovere per garantire ai passeggeri la massima comodità nell'acquisto dei titoli di viaggio. A tal proposito, vige confusione anche per la cessazione della sperimentazione del pagamento elettronico con l'app My Cicero, in quanto sembra sia ancora in funzione nonostante l'annuncio dell'azienda. Estetica (in parte): se da un lato le vetture e il nuovo ponte fanno bello sfoggio di sé, altrettanto non si può dire delle fermate. L'estetica è spartana, e lascia molto a desiderare. Sebbene a norma di legge, la maggior parte delle banchine sono decisamente strette. La realizzazione dei capolinea poteva essere occasione per riqualificare via Balsamo e piazza Boiardo, e invece alla fine risultano poco più che sterili lavori di ingegneria, senza alcun intervento rilevante sotto il profilo estetico. E' un problema di cui in Italia si risente spesso: l'architettura è un optional. Multilingua (in parte): se da un lato le biglietterie automatiche sono in più lingue, dall'altro ci si è confusi lasciando gli annunci vocali e le paline informative esclusivamente in italiano. Poiché il tram si presta ad essere utilizzato anche dai turisti stranieri (fermata San Giovanni dei Lebbrosi o Forum Palermo ad esempio), sarebbe pertanto idoneo prendere questi piccoli accorgimenti. Anche in questo ci si distingue come città europea. Semafori: a dispetto degli annunci fatti durante la fase di realizzazione dell'opera, abbiamo potuto constatare che alcuni semafori sono tarati male. Non è sempre vero che il tram ha precedenza rispetto al traffico e in alcuni incroci  il flusso veicolare non viene interrotto per il tempo necessario all'attraversamento della vettura. In più ci vengono segnalati numerosi disagi presso i semafori di piazza Einstein, viale Regione Siciliana e via Leonardo Da Vinci. Questo influisce non solo sul traffico, ma anche sulla puntualità dei tram. Videosorveglianza: dopo i recenti fatti di cronaca inerenti il tentato scasso di una biglietteria automatica, qualcuno ha avanzato l'ipotesi secondo la quale non è presente un servizio di video sorveglianza presso le fermate del tram, destinato al monitoraggio e al controllo della sicurezza pubblica. Sempre secondo questa ipotesi le telecamere presenti servono in realtà al controllo tecnico della linea. E' un'opzione che va assolutamente verificata e pertanto non ci sbilanciamo. Se il servizio di sorveglianza risulta già attivo come speriamo, attenderemo fiduciosi notizie sul reperimento dei responsabili dello scasso. Pochi controlli: a parte il primo giorno, la vigilanza della Polizia Municipale è stata molto scarsa. Questo fa sì che gli automobilisti indisciplinati creino ingorghi presso gli incroci, bloccando i tram che devono attraversare e rallentando il pubblico servizio. Senza contare tutti i pedoni che scavalcano le barriere, incorrendo in numerosi rischi per la propria sicurezza personale, oltre che quella dei passeggeri a bordo. Crediamo che soprattutto durante i primi mesi, serva molto più presenza delle forze dell'ordine per far abituare automobilisti e non a rispettare Attraversamenti pedonali difficoltosi: in certi punti della città sarebbe stato utile qualche passaggio pedonale in più. In certi casi si è costretti a fare lunghi giri per poter attraversare la strada, e questo è un dato oggettivo che non si può negare. Nomi delle fermate contraddittori: peccatuccio veniale, ma che non abbiamo potuto fare a meno di notare. La pronuncia delle fermate a volte è discordante. Ad esempio, sulla Linea 1 la fermata è annunciata come "Bacile", mentre alla pensilina risulta "S. Sergio Papa". Così come in viale Regione, viene annunciata la fermata AMIA, ormai RAP (pronunciata in modo errato tra l'altro). Cestini: alle fermate non è stata prevista l'installazione di cestini per la raccolta dei rifiuti. L'ideale sarebbe stato avere a disposizione contenitori per la raccolta differenziata, ma non si è pensato neanche a quelli ordinari. Questo ovviamente incide sul decoro e la pulizia della sede tranviaria. A seguito di numerose segnalazioni, sono stati messi a disposizione dei sacchetti per i rifiuti, che a nostro avviso non sopperiscono allo scopo, dato che risultano molto fragili e possono facilmente rompersi. Niente mappe: non sono presenti mappe dei percorsi né presso le pensiline, né tanto meno sulle vetture. Molte persone chiedono indicazione agli altri passeggeri o ai dipendenti AMAT, quando possibile; sarebbe pertanto opportuno installare dei pannelli informativi sui percorsi. Nella speranza di aver fatto un punto preciso su ciò che va e ciò che andrebbe corretto quanto prima, vogliamo fare un'ultima riflessione sulle barriere del tram, tanto contestate in questi anni. Il servizio sta già soffrendo di rallentamenti a causa di palermitani alla guida che intralciano gli incroci; la domanda è semplice: cosa sarebbe successo se il tram non fosse stato in corsia protetta? La risposta è dentro di voi. Nel frattempo, invitiamo caldamente l'AMAT a essere molto più presente e a disposizione dei cittadini, dare risposte, metterci la faccia anche nelle cose che al momento non vanno. Ne gioverà il dialogo e l'efficienza del servizio. Invitiamo inoltre il Comune di Palermo a lavorare concretamente alle nuove linee di tram, progettando quella che sarà l'estensione della rete, accogliendo soprattutto le istanze di cittadini e associazioni che possono dire la loro. Data la possibilità di accedere a fondi europei dedicati, ci auguriamo che possa essere accelerato l'iter per l'istituzione di nuove linee tranviarie che raggiungano anche altre periferie oggi dimenticate dal servizio pubblico, che mettano in collegamento i due nodi intermodali di Notarbartolo e Stazione Centrale, con particolare attenzione al prolungamento della linea 4 verso l'università, e la costruzione di un'ulteriore linea lungo mare, che dalla Stazione Centrale attraversi Foro Italico, Cala e Porto, per poi ricongiungersi alla stazione di Notarbartolo. L'infrastruttura è ormai completa, i depositi sono già stati costruiti, per cui l'estensione della rete tranviaria necessita esclusivamente della posa dei binari e delle palificazioni. Questo significa tempi di realizzazione più veloci, minori costi e la possibilità di fare spostare i palermitani in modo sostenibile entro i prossimi 5 anni, allargando la copertura della rete in tutta la città. E' un'occasione che non possiamo perdere; non lasciamo quindi che le buone intenzioni restino parole al vento.

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08 gen 2016

AMAT: sperimentazioni e marce indietro. Ai cittadini non resta che “grattare”…

di Giulio Di Chiara

L'Azienda di Trasporto pubblico di Palermo, AMAT SPA, circa un anno fa aderisce alla piattaforma nazionale di MY CICERO per il pagamento dei parcheggi sulle cosiddette striscee blu. Questa adesione all'app nazionale permette ai cittadini di pagare comodamente il parcheggio con lo smartphone che oggi tutti abbiamo in tasca, senza la necessità recarsi in un attività commerciale per comprare l'ormai noto biglietto da grattare e porre in evidenza sul cruscotto dell'auto a scadenza oraria. L'app permette inoltre di continuare la sosta oltre la classica ora se si ha l'esigenza di prolungare la sosta. Tutta la procedura è ovviamente effettuabile in mobilità e senza la necessità di essere sullo stesso sito dell'auto parcheggiata. Il pagamento avviene tramite l'acquisto di credito prepagata a cominciare da importi di 5 euro. L'app ormai viene usata da numerosi cittadini autisti e risulta comoda. L'AMAT gli ultimi giorni del dicembre 2015 pubblica un avviso sul proprio sito web avvertendo che il servizio di pagamento delle zone blu di parcheggio cesserà entro il 31 dicembre in quanto terminato il periodo di sperimentazione. Sappiamo tutti che i periodi di sperimentazioni servono a testare e verificare il gradimento di un determinato servizio da parte degli utilizzatori finali. Purtroppo dal comunicato stampa dell'AMAT non si riesce a capire 1) quali siano gli esiti (risultati) della sperimentazione, 2) se un altro servizio analogo di pagamento della sosta tramite app verrà immediatamente avviato. Si ha invece la netta sensazione che si è voluto sperimentare un servizio, sicuramente utile e comodo, ma che sia stato solo un periodo ormai passato e quindi quasi da dimenticare. L'unica certezza che il cittadino ha, è che in assenza di una comoda app, dovrà di nuovo recarsi negli esercizi commerciali in prossimità del parcheggio per acquistare il famoso biglietto cartaceo da "grattare" e posizionare sul cruscotto dell'auto. Purtroppo a Palermo c'è un altro fattore molto negativo e parallelo ai ticket gratta e metti sul cruscotto: i parcheggiatori abusivi, che ormai regnano sovrani in ogni via di Palermo, offrono spontaneamente all'automobilista, che ha ultimato le manovre di parcheggio, un biglietto da grattare, ma si tratta molto spesso di biglietti falsi e i cui proventi (gli euro versati dall'automobilista) quindi non vanno ad alimentare il bilancio dell'AMAT bensì quello della criminalità "molto" organizzata. Si chiede quindi ad AMAT e al Comune di Palermo di volere ripristinare la comoda modalità di pagamento via app dei parcheggi delle zone blu, o quanto meno prorogare i termini di contratto con le piattaforme di gestione dell'app, fino a quando la stessa Azienda non avrà pronto un analogo servizio online da fornire agli utenti palermitani. Interrompere un comodo e utile servizio non è certo un beneficio per l'utenza. Vogliamo ricordare all'Azienda AMAT che bisogna sempre avere il cittadino in primo piano quando si effettuano scelte aziendali, e quindi da contribuenti indiretti (tramite le tasse e i tributi pagati al Comune di Palermo anche per i pagamenti del contratto di Servizio del trasporto pubblico) si chiede fare scelte che evitano di penalizzare il cittadino. Così come per la sperimentazione del biglietto via sms e per le altre che sono seguite, crediamo che per la cittadinanza sia arrivato il tempo di avere qualche certezza anzichè l’ennesima prova, al fine di non acuire la cattiva sensazione di servizi eterni incompiuti mai funzionanti sui quali nessuno in realtà desidera investire veramente. Le tecnologie e le comunità ci sono, mancano solo gli strumenti, quelli testati e definitivi, da consegnare all’utente palermitano. Ciro Spataro e Giulio Di Chiara

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05 gen 2016

Biglietto del tram: da obliterare oppure no? E il resto alla macchinette? Facciamo chiarezza

di Giulio Di Chiara

In questi giorni di avvio del sistema tranviario, sta tenendo banco una certa confusione circa l'emissione dei titoli di viaggio e il loro utilizzo. Premettiamo subito che con una comunicazione decisamente migliore tutto ciò era ampiamente scongiurabile e pertanto invitiamo caldamente sin da adesso Comune e Amat a raccordarsi ulteriormente sulle dichiarazioni da rilasciare all'esterno. L'obiettivo di questo post è provare a fare chiarezza e agevolare gli utenti nel corretto utilizzo del servizio. Andiamo con ordine: Macchinette erogatrici di biglietti | Allo stato attuale ve ne sono di due tipi: Tipo 1- presente solo ai capolinea, dà il resto, se esaurisce le monetine rilascia una ricevuta utile a riscuotere l'eventuale resto dovuto presso uno degli uffici preposti AMAT (clicca qui per vedere un'immagine di esempio) Tipo 2- presente in tutte le fermate delle linee tranviarie. Non dà resto e non prevede ricevuta per la riscossione del resto. La cifra eccedente rimane memorizzata nel sistema e viene utilizzata dal passeggero successivo che acquista il biglietto. Biglietti di viaggio | Allo stato attuale un passeggero può: 1) acquistare il classico ticket AMAT utilizzato per i bus, nelle tabaccherie, edicole e nei centinaia di rivenditori autorizzati. La validità del biglietto decorre dall'orario di convalida tramite obliteratrice. 2) acquistare il ticket presso le macchinette alle fermate e ai capolinea del tram. Qui occorre fare un distinguo: tutt'ora vengono erogati due biglietti diversi, che vi mostriamo in questa foto:   Quello a sinistra è emesso dalle macchinette ai capolinea e specifica che la validità scatta dalla convalida. Quello a destra invece è stato emesso da una macchinetta in dotazione alle fermate e non prevede convalida. La sua decorrenza scatta dal momento dell'emissione. Una differenza che al momento non riusciamo a spiegarci. Ma con un comunicato di ieri del Comune di Palermo, l'AMAT precisa che entrambi vanno timbrati e la decorrenza scatta dall'orario di convalida. Quindi cosa fare ? Quando acquistate un qualsiasi titolo di viaggio, obliteratelo sempre per sicurezza, anche se i controllori dovessero dirvi il contrario. Al momento vige questa disposizione appena emanata e a quanto pare l'informazione non si è ancora propagata in tutto il personale di servizio. Rinnoviamo infine la richiesta a Comune di Palermo e AMAT a fare di più, molto di più, sul piano comunicativo.    

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Proposta
05 gen 2016

Proposta integrazione di linee Autobus / Tram, Palermo Sud “Ciaculli/Brancaccio/Sperone”

di Siedler

Vi inoltro la mia proposta, per istituire due linee integrate con il Tram. In immagine la mia idea, In Viola l´attuale Linea Tram. In Rosso, una linea bus, circolare, monodirezionale (vedi Frecce). Numero Autobus: 2 In Verde, una linea bus, bi-direzionale, (o Circolare) con una linea che va da Pomara -> Acqua dei Corsari -> Sperone -> corso dei Mille -> Pomara E sulla medesima un bus che faccia esattamente la stessa rotta al contrario. Numero Autobus: 4 (2 per verso) Nei quadrati in Azzurro, i punti in cui fare il cambio con il Tram. Questo a mio parere diminuirebbe drasticamente i tempi di percorrenza e per ogni linea sarebbero necessari pochi autobus. Da considerare anche le linee bus che restano esistenti in Zona, come la 224 che copre tutto il lato mare. E che il tram é raggiungibile da tutte le aree in cui passa a piedi entro 5 minuti (500/600 metri).

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04 gen 2016

Trasportare le bici sui tram di Palermo? Prime indicazioni dall’AMAT

di Giulio Di Chiara

Se adesso che il sistema tranviario è partito vi state chiedendo se potrete trasportare la vostra bicicletta su una delle vetture bianche, allora siete i benvenuti nel gruppo di coloro che intende fare dell'intermodalità il proprio stile quotidiano. Se non si è ciclisti o non si vuole faticare più di tanto, utilizzare la bici per gli ultimi metri potrebbe essere un'ottima soluzione integrabile con treni, bus e adesso con i tram. Ma possiamo caricarle su Genio? Lo abbiamo chiesto ai vertici AMAT che si occupano del sistema tranviario, i quali ci hanno dato una prima indicazione che lascia presagire degli sviluppi sul tema: Non è previsto per norma il trasporto di bici. Stiamo lavorando come si è fatto in altre città per farci autorizzate il trasporto al massimo di due bici per tram. Vi terremo aggiornati. Dunque sembra che l'ostacolo sia prima di tutto normativo ma con all'orizzonte degli spiragli. Ovviamente cercheremo di avere ulteriori approfondimenti. Nel frattempo abbiamo fatto un giro in alcune città italiane, ecco cosa abbiamo trovato: Milano | ATM Il servizio è attivo in via sperimentale sulle linee tranviarie 7 e 31; i tram utilizzabili sono soltanto quelli che hanno il pianale ribassato e che recano sulle porte di entrata il simbolo della bicicletta. Il calendario e gli orari sono i seguenti: - nei giorni feriali dall’inizio del servizio fino alle ore 7.00 e dalle 20.00 al termine del servizio; - il sabato, la domenica e nei giorni festivi dall’inizio al termine del servizio. Roma | Agenzia Mobilità Accesso alle bici anche sulle linee tram esclusivamente su veicoli Jumbo Tram a pianale ribassato (modelli Roma1 e Roma2), normalmente in servizio sulle linee 2, 3, 8 e, quando presenti, anche sulle linee 5, 14 e 19. Sui Jumbo Tram è possibile salire: nei feriali: da inizio servizio alle 7, dalle 10 alle 12 e dalle 20 al termine del servizio; nei giorni festivi e nel mese di agosto per l'intero orario di servizio. Le biciclette pieghevoli possono viaggiare gratuitamente ogni giorno della settimana per tutta la durata del servizio. Bergamo | TEB Tutti i giorni il numero massimo di biciclette trasportabili sulla tramvia è di 4 senza necessità della prenotazione. Se alla fermata ci sono più di 4 biciclette, salgono le prime 4 giunte in fermata. E' vietato il trasporto delle biciclette nelle ore di punta feriali (6.20-8.40, 12.30-14.30, 17.30 - 19.00). Domenica e festivi è possibile usufruire del servizio con prenotazione obbligatoria per gruppi con più di 4 biciclette (sino a un massimo di 10), telefonando al numero teb 035.3692351 Regolamento trasporto delle biciclette sulla tranvia di Bergamo  Dunque, in ogni città citata questa attività è possibile con delle evidenti restrizioni dovute apparentemente all'infrastruttura dei convogli e ai flussi sopra le vetture in relazione con le ore della giornata. Attendiamo quindi positivi risvolti da AMAT circa l'autorizzazione per un numero limitato di biciclette sopra i convogli. Sarebbe un ulteriore passo avanti nell'intermodalità cittadina.

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04 gen 2016

Autobus, nuova corsia preferenziale su Corso Finocchiaro Aprile

di Antony Passalacqua

Dopo la recente attuazione del nuovo piano della rete bus Amat (troverete qui i dettagli e le criticità), in arrivo ulteriori novità per quanto concerne i bus. L'Amminsitrazione Comunale ha approvato il piano delle corsie riservate ai mezzi pubblici. Ma di cosa i tratta? L'attuale P.G.T.U. delega approfondimenti sul tema delle corsie preferenziali alla redazione di un apposito piano specifico, nel quale approfondire le scelte inerenti l'organizzazione delle corsie e/o sedi riservate ai mezzi pubblici. L'obiettivo è quello di aumentare la "velocità commerciale" di determinate linee e migliorarne i tempi di percorrenza. Il piano dichiara inoltre che l'attuale velocità commerciale dei bus è bassa ed  pari a 11 Km/h. Il piano complessivo indica di proteggere cordoli le seguenti corsie: Via Marchese di Roccaforte, Via V. Errante, Viale Strasburgo (da via Maltese a via Belgio), Via Duca della Verdura (tra le vie Sampolo e Marchese di Villabianca). Tutte strade dove esiste già la segnaletica orizzontale e verticale ma di fatto vengono spesso occupate dalle auto. Spicca però l'istituzione di una nuova corsia preferenziale lungo Corso Finocchiaro Aprile. Il piano indica il posizionamento della corsia in adiacenza al marciapiede lungo il lato destro della carreggiata e protetta con cordoli. Lungo il margine sinistro della stessa, si realizzerebbe un'isola di traffico di larghezza pari a un metro e a seguire, verso il centro della strada, una fascia di sosta parallela alla corsia. In questa maniera si compenserebbe parzialmente la perdita dei posti auto. La sosta ad oggi è a lisca di pesce e con la fascia di sosta parallela, si perderebbero soli 55 posti auto. Non certamente pochi. La strada però è comunemente nota alla cronaca cittadina per il traffico caotico, sosta selvaggia e abusivismo. Fattori che riducono una delle arterie più larghe della città ad una corsia di marcia, con conseguenze sia per il traffico privato ma soprattutto per i bus costretti ad impiegare a volte anche 13' l'intero tratto. Le linee interessate, secondo il nuovo piano Amat, sarebbero la 124 e la 110 rispettivamente per piazza Castelnuovo e piazza Indipendenza. E voi che ne pensate?    

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