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07 nov 2016

Il Passante ferroviario: una grande occasione di riqualificazione urbana

di Roberto Palermo

In tutte le più grandi città del mondo, il riammodernamento o la riqualificazione delle infrastrutture, è spesso l’occasione per ripensare l’intero tessuto urbano. Ciò avviene quando le nuove opere determinano l'abbandono all'utilizzo infrastrutturale di vaste aree, che vanno necessariamente reinserite, in maniera armoniosa, all'interno del tessuto urbano circostante. In tal senso Seul come Madrid,  Amburgo come  Boston e tante altre città al mondo, hanno sperimentato positivamente alcuni ponderosi interventi di riutilizzo di aree dimesse, con conseguente recupero e riqualificazione di territorio urbano, oggi destinato a servizi per i cittadini. Basti solo pensare, ad esempio, al progetto “Big Dig” di Boston, dove è stata "interrata" un’autostrada urbana, l'interstate 93, per  5,6 km  in pieno centro cittadino, creando spazi in superficie che hanno consentito di dotare la città americana di una lunga sequenza di aree verdi perfettamente integrate nel tessuto urbano. Nella nostra Palermo, la realizzazione del passante ferroviario, vale a dire il raddoppio con interramento della linea ferroviaria che collega la Stazione centrale con l’aeroporto Falcone-Borsellino e la provincia di Trapani, attraversando in lungo la città, rappresenta a pieno titolo una di queste occasioni. La nuova destinazione urbanistica delle aree che si libereranno in superficie, prima occupate dalla linea ferroviaria e dalle stazioni, può dare vita ad una riqualificazione di più ampio respiro: un'occasione per dotare il tessuto urbano circostante di quei servizi a tutt'oggi mancanti. Ci si aspetterebbe quindi che il progetto in fase di attuazione prevedesse qualcosa del genere, avendo l'Amministrazione pubblica colto l’occasione per dotare aree importanti della nostra città non solo di una nuova e più efficiente  infrastruttura di trasporto, ma anche di ambiti urbani degni del XXI secolo. Purtroppo non è così: la Delibera di Consiglio Comunale (n° 524 del 05/08/2010) che approva la variante con la quale si prevede l’interramento della linea, ha rimandato tutto ad un “accordo di programma” da stipulare tra comune a RFI. Vale a dire: intanto approviamo l’opera "nuda e cruda", al resto poi ci pensiamo. Un buon modo di operare, se si vuole accelerare la realizzazione di un’infrastruttura pubblica che abbiamo aspettato tanto. Pessimo modo, se è vero, come è vero, che a distanza di tanti anni non esiste traccia di questo “accordo di programma”!  E poco importa se nella stessa delibera si legge che tutto questo doveva avvenire “prima dell’inizio dei lavori”! Vale la pena rammentare che il previsto “accordo di programma” è  un documento tecnico-amministrativo niente affatto semplice,che prima della sua effettiva attuazione deve passare attraverso tavoli congiunti, condivisione degli organi di tutela, approvazione dei responsabili tecnici e degli Enti coinvolti, finanziamento ed appalto: quanto basta per prevedere, molto facilmente, dopo l’apertura all’esercizio del passante, il totale abbandono, per molti anni, delle aree ex ferroviarie in cui attualmente risiede il cantiere. Nella speranza che chi di dovere, segnatamente il Comune, si dia finalmente una mossa, è giusto aprire una riflessione complessiva sull'opportunità di riqualificazione urbana che il Passante rappresenta. Opportunità da non perdere, se è vero, com'è vero, che lo sviluppo della nostra città, soprattutto nei decenni del boom edilizio, non ha realizzato esattamente i canoni urbanistici della città ideale, seguendo più spesso i criteri della speculazione edilizia. Ciò ha comportato l’attuale diffusa carenza di servizi, di aree ad uso pubblico e di verde attrezzato associata all’eccessiva densità abitativa. La presenza di assi viari di dimensioni insufficienti e configurati in maniera inefficace rispetto ai principali flussi di traffico completa il quadro complessivo, a cui non sfuggono le aree attraversate dal passante. In tal senso, è particolarmente significativa la condizione dei quartieri residenziali di Resuttana e San Lorenzo, maggiormente interessati dall'operazione di "interramento" della linea ferroviaria. Proprio dagli assi viari si può partire per comprendere quanto possa essere importante il riuso dell’ex sedime ferroviario per allocarvi un nuovo asse stradale, ipotesi invero prevista dalla citata Delibera 524/10 del Consiglio comunale. In tal senso è possibile realizzare una nuova arteria che, in prolungamento con viale delle Alpi, realizzi fino a via Tranchina un asse di penetrazione urbana che va ad affiancarsi all’asse Strasburgo-Empedocle Restivo-Sciuti-Terrasanta, da una parte, ed alla Circonvallazione dall’altra, come sintetizzato nell’immagine. Un nuovo asse viario (in rosso) che, per gli spazi ricavati, può essere tranquillamente configurato a due carreggiate e che completa la maglia principale della zona nord: esso consentirebbe una valida alternativa agli assi sopra citati che, come sappiamo, soffrono di una costante condizione di intasamento nelle ore di punta. Gli assi trasversali (via Tranchina, Francia e De Gasperi) possono garantire i necessari travasi di flussi di traffico da e verso la nuova arteria. Lungo questo nuovo asse viario ed il sottostante passante ferroviario, troviamo alcune aree degne di una “rivisitazione” nell’ambito di questa nuova dotazione infrastrutturale, evidenziate in planimetria. Il caso più “macroscopico” è quello più a settentrione e riguarda l’area industriale realizzata attorno al vecchio scalo di S. Lorenzo Colli. Area che, a parte qualche rara eccezione, sostanzialmente non esiste più, tanto da rendere ormai superflui i tanti raccordi ferroviari una volta attivi. Il caso della Keller è clamoroso: dove una volta risiedeva una florida fabbrica di rotabili ferroviari, oggi ci sono soltanto capannoni abbandonati che ricoprono un’area di ben 30 ettari. Accanto a questi, altre aree del tutto inutilizzate, attualmente ricettacolo di rifiuti e degrado di ogni tipo; il tutto nel bel centro di un quartiere residenziale tra i più pregiati della città. Solo in parte la vecchia zona industriale ha dato luogo a riutilizzi di tipo commerciale (Auchan, Brico center) o amministrativo (Assessorati regionali). In adiacenza ad essa, troviamo anche enormi insediamenti militari (caserma Bichelli) che forse sarebbe il caso di delocalizzare, magari verso aree più periferiche se non del tutto esterne alla città, liberando territorio prezioso. L’immagine, in tal senso, è significativa: siamo sicuri che non si può ripensare tutto questo comprensorio, che sarà servito da un sistema di trasporto ad alta capacità, in chiave più funzionale alla vivibilità ed allo sviluppo della città? Mancano forse le idee per pensare a strutture di servizio attualmente inesistenti che, come è successo in tantissime città del mondo, possono rilanciare lo sviluppo economico e sociale della città, nonché la sua immagine nel mondo? Parlo non solo dei “soliti” centri congressi, ma anche di aree a verde, centri espositive, uffici, oltre a viabilità (anche ciclabile) e parcheggi; in grado, peraltro, di ricucire due realtà per anni separate dalla “cortina” ferroviaria , come sono state il comprensorio di viale Strasburgo e quello di via Ugo La Malfa. Analoghe riflessioni, in dimensioni nemmeno tanto ridotte, offre l’osservazione dell’area intorno alla fermata Francia, con l’enorme parcheggio realizzato per i mondiali ’90 e sempre abbandonato, oltre all’area della ex Dagnino ed a superfici verdi attualmente irraggiungibili e, quindi, impossibili da fruire per gli abitanti della zona.   Anche l’area circostante la fermata Belgio-De Gasperi può essere l'occasione per sfruttare alcuni spazi fino ad oggi pressochè inutilizzabili: in particolare, quelli compresi tra lo svincolo Belgio della Circonvallazione e la via Monti Iblei. Territorio urbano prezioso, reso irraggiungibile dalla particolare condizione dello svincolo, realizzato in sopraelevazione rispetto al "piano di campagna", fra alti muri di contenimento, proprio per la presenza della ferrovia da scavalcare. Oggi che la ferrovia non c’è più, si può accedere agevolmente a quest’area, in grado di dare ossigeno, con parchi e giardini, ad una zona densissimamente edificata. Chissà se all'interno dell’Amministrazione comunale qualcuno abbia mai pensato a questa enorme occasione per cambiare il volto della città, almeno nella sua parte settentrionale, oggetto, incredibilmente, di minori attenzioni rispetto ad altre gravitanti sul passante. Si pensi alle aree della ex stazione Lolli, sulle quali, almeno, sono stati elaborati interessanti progetti di riutilizzo. D’altronde, se ancora non si è messo mano al famoso “accordo di programma”, figuriamoci quando si perverrà alla consapevolezza di questa grande opportunità di rilancio della nostra città, senza la quale l’intero progetto del passante, che tanti disagi ha causato e sta causando in fase di esecuzione, resterà una enorme occasione perduta. In tal senso non può consolare qualche previsione all'interno del nuovo Piano Regolatore Generale, attualmente in fase di redazione, dal momento che certi interventi necessitano di una pianificazione  di dettaglio. Sarebbe opportuno, almeno, metter mano ad un Piano di Riqualificazione Urbana da redigere ai sensi della Legge 179/92, onde poter coinvolgere tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati. Sull'argomento è importante che tutti i soggetti a cui sta a cuore la nostra città facciano sentire la loro voce. Perché ritengo sia giusto che, finalmente, la nostra città esca dalla visione provinciale e limitativa che ha sempre avuto di sè stessa, raggiungendo la consapevolezza del proprio "status" di grande città europea, degna delle attenzioni che tale ruolo comporta.

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29 nov 2018

Tram, il Consiglio Comunale conferma le nuove 4 linee

di Antony Passalacqua

Palermo - Il Consiglio comunale ha approvato ieri un emendamento al Piano delle Opere pubbliche che permette di destinare complessivamente 426 milioni di euro provenienti da varie fonti per la realizzazione di quattro linee del tram del nuovo piano del sistema tranviario e dei relativi parcheggi di interscambio. In pratica il Comune prosegue l'iter delle linee tranviarie con priorità 1 (finanziate coi fondi Patto per Palermo) e assieme ad esse si aggiungono i fondi per la partecipazione al bando regionale destinato alla realizzazione di parcheggi d'interscambio. Per Palermo infatti sono destinati circa 50mln di euro. Spiccano i parcheggi di piazza Giulio Cesare (multipiano), piazzale Ungheria, via Libertà (interrati), piazza Alcide De Gasperi, piazza Don Bosco e viale Francia. Qui le tratte interessate da questa prima fase: TRATTA “A”: prolungamento della Linea 1 esistente dalla Stazione Centrale allo Stadio. TRATTA “B”:  prolungamento della Linea 1 esistente, dalla Stazione Notarbartolo a via Duca della Verdura. TRATTA “C”:  prolungamento della Linea 4 esistente dal Ponte Calatafimi alla Stazione Centrale. TRATTA “E1”:  da piazza De Gasperi alla Stazione Francia (interscambio con Passante ferroviario) Il presidente della Commissione Urbanistica, accogliendo una richiesta delle opposizioni e con il parere favorevole della Giunta, ha ritirato un secondo emendamento per la dichiarazione di conformità urbanistica delle altre tre linee previste dal piano. Viene pertanto posticipata a Dicembre l'eventuale partecipazione al bando ministeriale che consentirebbe di finanziare le rimanenti tratte (Mondello, Sferracavallo, Zen, Bonagia) e che richiede il possesso di determinati requisiti. Circa la sostenibilità economica della futura rete e non solo, non è poi così malvagia l'idea di parlare di trasporti in ambito Città Metropolitana creando convergenza fra più attori: Gesap, Autorità Portuale, Amat, Trenitalia.

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11 set 2015

Viabilità, chiude l’incrocio fra via L. Da Vinci e via Uditore

di Antony Passalacqua

Su richiesta della Polizia Municipale, verrà chiuso l'incrocio tra via L. Da Vinci e via Uditore. Il provvedimento si è reso necessario a causa della distanza ravvicinata col successivo impianto semafori di piazza Einstein, creando di conseguenza frequenti congestioni all'incrocio. Sarà possibile fare inversione di marcia al primo varco disponibile all'incrocio con via B. Angelico, oppure attraverso la via Cimabue (per i residenti di via Uditore) per raggiungere rapidamente la circonvallazione. Qui di seguito la copia dell'ordinanza.    

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22 gen 2020

Ztl notturna, al via dal 31 Gennaio

di Antony Passalacqua

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa del Comune di Palermo circa l'avvio della Ztl notturna. Palermo - La Giunta comunale nel corso della seduta di oggi pomeriggio ha approvato la proposta formulata dagli Uffici della Mobilità e dall'assessore Giusto Catania per la modifica del regolamento della ZTL. Secondo il nuovo regolamento la “ZTL Centrale” avrà validità esclusivamente nei giorni della settimana indicati e secondo le seguenti modalità: -TUTTO L'ANNO dal lunedì al giovedì nella fascia oraria 8,00-20,00; DALL’1 MAGGIO AL 31 OTTOBRE: - il venerdì nelle fasce orarie 08,00-24,00; - il sabato nelle fasce orarie 0,00-06,00 e 20.00-24.00; - la domenica nella fascia oraria 0,00-06,00; DALL’1 NOVEMBRE AL 30 APRILE: - il venerdì nelle fasce orarie 08,00-20,00 e 23,00-24,00; - il sabato nelle fasce orarie 0,00-06,00 e 23.00-24.00; - la domenica nella fascia oraria 0,00-06,00. "I dati che ci sono stati forniti dagli Uffici attraverso il monitoraggio dei varchi di accesso alla ZTL- dichiara l'assessore Catania - mostrano chiaramente che durante le ore serali e notturne delle giornate di giovedì, venerdì e sabato si verifica un incremento significativo degli accessi veicolari in corrispondenza dei varchi 'Roma' e 'Porto Salvo', con le conseguenti ricadute negative in ordine ai livelli di inquinamento, congestione veicolare e vivibilità. Proprio questo incremento veicolare e i correlati aspetti di sicurezza pubblica - continua Catania - che sono stati oggetto di recenti riunioni con la Prefettura di Palermo e con le Forze di Polizia, durante le quali è stato posto l'accento sulle criticità che si determinano nel Centro Storico di Palermo durante le ore notturne per via della crescente frequentazione di esercizi pubblici, ci hanno convinto che fosse necessario modificare il regolamento". Si richiama l'attenzione sulla parziale modifica inerente i pass temporanei giornalieri, introdotta al paragrafo 13 del disciplinare in allegato. Infatti, mentre per i permessi giornalieri con accesso in orario diurno potranno essere rilasciati anche a posteriori entro le ore 24,00 del giorno in cui è stato effettuato il transito, per le fasce orarie notturne, è obbligatorio procedere all'acquisto del permesso giornaliero prima dell’ingresso in ZTL. Tale regime potrà essere modificato con il completamento del progetto di controllo elettronico dei varchi. Ovviamente, la validità dei pass giornalieri richiesti per le giornate di venerdì e sabato è estesa fino alle ore 06.00 del giorno successivo senza che sia necessario l'acquisto di un nuovo permesso.

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12 mag 2016

Targhe alterne: quanto sta incassando il Comune di Palermo? Sempre che…

di Giulio Di Chiara

Il Comune di Palermo, attraverso il canale per la stampa su Telegram, ha diramato nelle settimane scorse una serie di messaggi inerenti  i controlli sul provvedimento delle targhe alterne. In particolare queste comunicazioni si sono concentrate nei primi giorni del provvedimento ed hanno riportato una serie di informazioni sulle multe elevate. Prendendo a campione questi numeri e senza alcuna pretesa di produrre un dato scientifico o statistico, abbiamo provato a stilare una proiezione di questi episodi nel tempo, al fine di giungere ad un ipotetico consuntivo del provvedimento. Un piccolo dato storico sulle contestazioni da parte dei vigili agli automobilisti: nel 2010 sono state 3.532; nel 2011 2.188; nel 2012 1.367; nel 2013 607; nel 2014 2.217 e nel 2015 1.213. In totale 11.124. Andiamo al 2016 e quindi ai giorni nostri: Alle 13, eseguiti 150 controlli (con 35 infrazioni rilevate) su targhe alterne. Impegnate 7 pattuglie (di cui una però anche in servizio per sciopero Almaviva) Alle 18.30, 218 controlli, 54 infrazioni In due giorni 580 controlli. 130 sanzioni. Targhe alterne In tre giorni 853 controlli 172 sanzioni. Secondo questi primi messaggi, con le pattuglie a disposizione, sono stati eseguiti circa 300 controlli al giorno e una media di una sanzione ogni dieci auto controllate. Ricordiamo che la sanzione pecuniaria prevista è di 164,00 euro. Nei primi tre giorni dunque il Comune di Palermo avrà ricavato 28.380€ circa. Crediamo sia impensabile proiettare uniformemente questo dato in avanti, anche perchè i primi giorni sono quelli più critici, laddove molte persone non sono al corrente dell'ordinanza. Ci aspettiamo che il picco iniziale vada lentamente normalizzandosi sino ad arrivare ad un momento di "quiete", anche se è difficile ipotizzare un valore base. Ci viene però in aiuto un articolo del Gds di ieri, secondo il quale il monte delle sanzioni è di recente salito a 347. Un tour de force che, stando a quest'ultima notizia, porterebbe nelle casse del comune circa 56.908 € per un periodo di controlli veramente ristretto; infatti parliamo di circa 15 giorni di provvedimento. Una proiezione che se fosse mantenuta, alzerebbe l'incasso ad una media di 100.000€ mensili. Verosimilmente in un anno si potrebbe toccare la soglia di 1 milione di euro. Ma c'è anche dell'altro: sono già partiti diversi ricorsi e probabilmente non tutte le multe sono state già pagate, pertanto questo dato andrà verificato. Di sicuro sulle targhe alterne ci sono varie criticità che meritano degli approfondimenti: in primis il provvedimento in se, spesso messo in discussione da avvocati che si apprestano a contestare la sua legittimità. Inoltre in città non vi è una copertura capillare di cartelli che avvisano gli automobilisti delle disposizioni in tal senso, oltre che un vuoto comunicativo negli strumenti istituzionali sul web (pensiamo al portale della mobilità sostenibile del Comune di Palermo che non cita questa ordinanza). La legittimità merita approfondimenti con interventi anche di giurisprudenza. Chi volesse contribuire al dibattito, lo invitiamo a inviarci le sue motivazioni. foto prelevata dal sito LiveSicilia.it - tutti i diritti sono dell'autore della foto

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16 apr 2020

Coronavirus, dall’attuale emergenza un’opportunità per la mobilità di domani

di Antony Passalacqua

Palermo - Eventi come quelli che tutti noi stiamo vivendo, ci impongono a dover ripensare le nostre modalità di spostamento, una volta tornati alla "normalità". Ci saranno senza alcun dubbio delle restrizioni e l'influenza del virus si noterà su quelle che erano le nostre abitudini. Il mantenimento delle distanze, acquisti più razionalizzati e mirati, l'utilizzo di barriere in plexiglass per evitare i contagi, limitazioni agli spostamenti in auto se non strettamente necessari, restrizioni per l'accesso ai mezzi pubblici, mantenimento delle file presso gli sportelli pubblici, e un occhio sempre più attento verso la salute. Ma l'esperienza di questi giorni rappresenta anche "un'opportunità" per il domani nel dover ripensare gli spostamenti nell'ambito della mobilità urbana. In tanti hanno scoperto lo smart working, che riesce a ridurre lo stress ma anche gli spostamenti in auto  incidendo anche sulla riduzione del traffico. Ma dovrà essere supportato ogni incentivo verso la completa digitalizzazione di imprese e P.A. perché siamo ancora indietro rispetto altri paesi. Abbiamo fatto cenno alle restrizioni per l'accesso ai mezzi pubblici, le file distanziate che saranno necessarie per salire su bus/tram/metrò. Ma toccherà anche alla sharing mobility che insieme al trasporto di massa dovranno fare i conti con i costi da sostenere per la costante sanificazione dei mezzi delle proprie flotte. E in questo contesto generale potrebbe trovare ampio spazio lo sviluppo della mobilità ciclabile o della micromobilità.  A dispetto di chi la tiene in considerazione per il tempo libero, la bicicletta così come i vari mezzi che stanno sempre più prendendo piede in città e ci riferiamo ai monopattini, ai monoruota elettrici  rappresentano mezzi di trasporto a tutti gli effetti. Salutari, economici, ecologici, si potranno mantenere le distanze di sicurezza senza troppi problemi rispetto ai mezzi di trasporto tradizionali dove il pericolo sarà rappresentato dai cosiddetti assembramenti. E alla luce di ciò bisognerà fare tesoro dell'attuale crisi ripensando a incentivare maggiormente l'utilizzo delle due ruote in città. Implementazione delle corsie e piste ciclabili, incentivi all'acquisto dei mezzi, spazi di sosta dedicati ad essi, rivedendo magari gli attuali piani della mobilità ciclabile in funzione del periodo post emergenza. Bisognerà affrontarlo fin da adesso per non farsi trovare impreparati domani o senza il rischio di dover fare passi indietro.

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08 nov 2016

La vernice per terra sancisce il definitivo fallimento dell’amministrazione sul tema “piste ciclabili”

di Giulio Di Chiara

Non bastava il raggiro sul nuovo "Piano della mobilità dolce" proclamato a Febbraio 2015 che annunciava una vagonata di  interventi su piste e corsie ciclabili, quasi del tutto irrealizzati. Adesso arriva il carico da 90, la corsia su via Libertà. Si, proprio quella corsia nata sui marciapiedi della via liberty che andava a sbattere sulle edicole preesistenti e che oltre a non essere utilizzata venne denigrata e sbeffeggiata da tutti i cittadini. Si lasciò che il tempo e le intemperie sbiadissero quelle due righe bianche tanto da screditarne l'esistenza. Cose di anni e anni fa. L'ingente incremento della mobilità ciclabile nel frattempo aveva alzato il livello del dibattito sulla ciclabilità tanto che l'amministrazione arrivò a parlare di piani di mobilità dolce poi presentati con tanto di slide e modelli di riferimento. Ma nel concreto, le vecchie piste tanto criticate sono ancora lì, uguali, vecchie, in parte sbagliate e abbastanza degradate. Qualche corsia nuova è stata creata con la vernice e nulla più. Il suggello finale di questa retata di interventi "a metà" è appunto il ritorno alle due strisce nei marciapiedi di decennale memoria. Soluzione brutta a vedersi, non funzionale e parente delle precedenti soluzioni adottate. Il tutto per dire che in via Libertà c'è una corsia ciclabile??? Nel tratto indicato dalla foto il meglio del peggio, con un passaggio pedonale trasformato in un attraversamento promiscuo e un'isoletta pedonale che soffoca tra pali della segnaletica, pali dell'illuminazione pubblica e cartelloni pubblicitari. La ciclabilità dovrebbe ridurre spazio alle auto, non ai pedoni, che nel caso specifico dovrebbero stare attenti al transito dei ciclisti. Per non parlare delle categorie come i diversamente abili.. Ma non vogliamo approfondire tanto questo tratto in particolare, non avrebbe senso. E' il progetto più ampio che ci spaventa. Il progetto che non c'è e che dopo quasi 5 anni di sindacatura è tornato indietro di 4 lustri con provvedimenti raffazzonati che dovrebbero dare il contentino alla popolazione. No, non è così caro sindaco e cari assessori. Si era intrapreso un percorso per migliorare, progredire. E invece ci riproponete le solite cose "arripizzate" per dirla alla palermitana. Avete perso 5 anni in cui potevate gettare le basi per dare anche ai ciclisti qualche infrastruttura decente senza prenderli per forza in giro con paroloni ad effetto. Ne bastava anche una in 5 anni, ma fatta bene. Oppure bastava dire che non sapevate cosa fosse una pista ciclabile. Sarebbe stato più apprezzato. Invece avete continuato a perpetuare questa pantomima per dire che qualcosa è stato fatto, a valle di proclami faraonici. Purtroppo su questo tema in particolare, il fallimento è totale. Alla fine dei 5 anni ci aspettavamo la chiusura con il botto, invece siete ritornati all'anno zero.    

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