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28 ago 2017

Ricordando LIbero Grassi: pedalata Acqua dei Corsari

di fiabpalermo

  Martedì 29 agosto RICORDANDO LIBERO GRASSI, lo faremo finalmente!!!! anche nel Parco che porta il suo nome. L'intervento di pulizia straordinaria (che deve divenire ordinaria, metodica e continua) restituirà l'agibilità a luoghi abbandonati e trascurati.Dopo le celebrazioni del mattino in via Alfieri e un convegno a Villa Niscemi, il Parco subirà una pacifica, gioiosa, entusiasta invasione dal mare e dalla terra. Intorno alle 13 (gli orari potrebbero subire modifiche) partiranno le barche. Nel pomeriggio (il sole altrimenti potrebbe giocare brutti scherzi ai partecipanti) alle 17,30 raduno al NAUTOSCOPIO CON I Runners e le Bici per ritrovarci tutti al Parco Libero Grassi. E poi non lasciare che l'oblio e la dimenticanza cali un'altra volta....Percorso:Raduno ore 17:30 nautoscopioPartenza ore 18:00 Foro Italico, Via Messina Marine, a destra la bivio ed entrata al Parco Acqua dei Corsari.   Evento FB: Ricordando Libero Grassi

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13 gen 2019

Una buona mobilità dolce non rimuove le librerie di strada

di Antony Passalacqua

Palermo - E' notizia di queste ultime ore che l'Assessorato Attività Produttive abbia intimato ai titolari delle librerie/bancarelle la rimozione di tutte le strutture in quanto "ravvicinate alla pista ciclabile (!!) e rappresentando un  pericolo per i pedoni. Fin dalla loro realizzazione avevamo ampiamente criticato la scelta  di realizzare le corsie ciclabili sui marciapiedi, proprio perché la promiscuità aumenta i conflitti fra pedoni e ciclisti. La vicenda della corsia ciclabile di via Maqueda dovrebbe insegnare qualcosa. E pertanto il pericolo non è certo rappresentato da librati e librerie, punto di aggregazione socio-culturale, bensì una corsia sopra un marciapiede. Diciamo che sono molto più pericolose le bacheche pubblicitarie installate dal Comune lungo il medesimo tratto. Siamo contrari alla rimozione delle librerie per i motivi fin qui indicati e auspichiamo il ritiro del provvedimento. Ricordiamo che proprio su via Libertà non sono mancate le nostre proposte (già accolte) nell'ambito del progetto della nuova tranvia. Piuttosto è lo spazio alle auto che andrebbe sottratto, e non di certo ai pedoni.    

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14 gen 2019

Lo strano caso delle bancarelle di via Libertà

di fiabpalermo

"....al fine di incentivare l'uso della bicicletta negli spostamenti casa-lavoro e tempo libero....": queste sono le parole con cui il SUAP, (in data 24/12/2018) revoca la concessione al suolo pubblico alle tre bancarelle di libri poste sul marciapiede di via Libertà. A questo punto mi chiedo: avete proprio intenzione di fare odiare i ciclisti? Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, vi sintetizzo il problema: nel 2016 sono stati introdotti due percorsi ciclabili: uno in via Maqueda (che FIAB è riuscito a fare cancellare in questi giorni) e un'altro nel tratto posto tra via Notarbartolo e Piazza Ruggero Settimo (meglio conosciuta come piazza Politeama). Quest'ultimo percorso ciclabile, di appena un chilometro, non è per nulla lineare. Parte come promiscuo in via Notarbartolo, diventa corsia riservata su marciapiede per appena 550 metri e torna ad essere promiscuo per gli ultimi metri, prima di arrivare al semaforo di Piazza Ruggero Settimo e torna a sparire per sempre. Nasce dal nulla e muore senza rimpianti. Specifichiamo che i percorsi promiscui (pedone- ciclista) non sono ammissibili laddove ci sia spazio per la realizzazione una vera pista e, dettaglio non trascurabile, in luoghi ad alta intensità commerciale e quindi con alto flusso pedonale. Sarete concordi nell'affermare che via Libertà è una strada ad alto flusso pedonale. Inoltre il Codice della Strada obbliga qualsiasi ciclista ad usare la corsia o pista ciclabile laddove ne esista una, Quindi, semplificando, se io sono in bicicletta e scelgo di non usare una pista qualora io venga coinvolto in un incidente, io sarò in colpa. Perché è sulla pista che dovrei essere, non per strada. Vi chiedo ancora un secondo di attenzione: ma se per caso, venerdì, sabato o domenica, il marciapiede di via Libertà dovesse essere talmente pieno di gente che passeggia, esattamente, quante possibilità di scelta ho? Posso scegliere di litigare con i pedoni o affrontare il caso buttandomi per strada. Avendo percorso i precedenti chilometri senza avere una pista,  tendenzialmente continuerò a non usarla. A mio rischio e pericolo.  Il Comune ha inoltre introdotto un favoloso cavillo: la corsia può essere utilizzata solo rispettando il limite di 10 km/h. Vi butto li due dati: un ciclista in media andatura da passeggio, non allenato, procede senza sforzo a 20/22 km/h. Quindi il Comune mi obbliga a seguire l'andatura di un pedone. Ma se la corsia ciclabile è a norma, segue tutti i criteri di progettazione, perché non posso seguire l'andatura normalmente a me concessa? L'area riservata ai pedoni, larga 2,50 metri è ripetutamente intasata da totem, pubblicità poste dal comune stesso e macchinette varie. I pedoni quindi si trovano ad essere obbligati ad invadere la corsia dei ciclisti, con chiaro pericolo per entrambe le utenze. Torniamo adesso alle bancarelle: già nell 2016 FIAB aveva posto le sue perplessità: quella corsia non era sicura. Ma con un gran sorriso ci venne detto che era solo momentanea, una pura sperimentazione. Se non vogliamo considerare l'affetto che molti palermitani nutrono nei confronti di una presenza storica e, per alcuni, irrinunciabile, delle bancarelle dei libri di via Libertà, non vediamo per quale motivo debba essere rimossa o spostata un' attività che da lavoro a diverse persone per una corsia che non risponde ancora una volta alle esigenze dei ciclisti in nome di una promozione della mobilità che non corrisponde a fatti reali. Ricordiamo che il Comune ha già a sua disposizione un progetto per la realizzazione del tram e della riqualificazione dell'intera area che prevede la realizzazione di una VERA pista ciclabile bidirezionale, proposta effettuata da FIAB in sede di progettazione e recepita dai progettisti. Il Comune di Palermo continua a mettere in convivenza pedoni e ciclisti, utenze che vivono a velocità differenti. Concludendo, i ciclisti di Palermo aspettano una pista ciclabile degna di tale nome, a norma e sicura, con la quale il Comune possa "incentivare l'uso della bicicletta negli spostamenti casa-lavoro e tempo libero" e che non tolga spazio ai pedoni.   Il Presidente di FIAB Palermo Ciclabile Chiara Minì     Foto copertina: A.Busardò  

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10 lug 2018

Pubblicato bando di gara per pista ciclabile Costa Sud, parcheggi e recupero pontile via Messina Marine

di Antony Passalacqua

E' stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Palermo il bando di gara per l'affidamento del servizio di progettazione di fattibilità tecnico economica sul progetto generale, la progettazione definitiva, la progettazione esecutiva, la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione del I lotto funzionale, la progettazione, direzione ed esecuzione delle indagini sismiche e geologiche, le pratiche catastali, per il “Percorso ciclabile zona sud da Via Archirafi fino al Porticciolo della Bandita comprensivo di opere smart". Il progetto fa parte del PON Metro.   Il progetto generale prevede l’integrazione/completamento dei percorsi esistenti delle piste ciclabili su marciapiedi, su strada e su costa che dalla Via Archirafi collegano la Bandita e la zona di Acqua dei Corsari, comprendendo il recupero di un edificio da destinare alle opere smart. Il progetto si  divide in due lotti funzionali: - il primo (percorso complessivo di m 4.945,00) prevede la manutenzione, l’integrazione dei percorsi esistenti (su marciapiede e su strada), la ristrutturazione dell’edificio e del molo in legno di fronte la Via Amedeo d’Aosta, la realizzazione di una pista ciclo/pedonale su costa dalla foce del Fiume Oreto alla Via Armando Diaz ed il recupero dell’edificio e del pontile ligneo (quello realizzato dalla Provincia)  su cui ad oggi persiste una situazione di degrado e pericolo. - il secondo (percorso complessivo di m 4.540,00), la realizzazione di un nuovo percorso su marciapiede esistente in Via Messina Marine, da Via Diaz a P.zza Sperone, un tratto su strada lungo Via XXVII Maggio, Via Sacco e Vanzetti, Via Laudicina, e dalla Via Laudicina su marciapiede lungo la Via Messina Marine fino al Porticciolo della Bandita, per poi recuperare un sentiero su costa e realizzare una pista ciclo/pedonale fino al Parco dell’Acqua dei Corsari. Sono inoltre previste due nuove aree a parcheggio ed una esistente da sistemare, che dovranno essere attrezzate con bike-sharing e colonnine di ricarica per biciclette a pedalata assistita, nonché stalli per biciclette private. Opere smart a corredo Si tratta di installazioni relative alla mobilità sostenibile e individuate lungo l'intero percorso ciclabile ed in particolare su via Messina Marine dove dovranno trovare ubicazione: una ciclo-officina, parcheggi per le bicilette, parcheggi per le autovetture e postazioni di bike-sharing. Quest’ultime saranno fornite e collocate dall’AMAT. In particolare, lungo questo tratto stradale, di fronte la Via Amedeo D’Aosta, si trova il caseggiato e la relativa passerella (realizzati dalla provincia per intenderci)  in muratura e legno e attualmente in abbandono, le cui caratteristiche lo rendono adatto ad un utilizzo legato ai servizi annessi alla pista stessa e pertanto se ne prevede il ripristino. Il caseggiato è costituito da due elevazioni: una alla quota stradale che comprende uno spazio chiuso di circa mq 50,00 da adibire a ciclo-officina con adiacente porticato (circa mq 110,00) dove potrebbe trovare posto anche una stazione di bike-sharing e ricarica elettrica per biciclette (la cui fornitura e istallazione dovrà essere eseguita dall’ AMAT); l’altra di circa mq 650,00, alla quota dell’arenile, che potrebbe ospitare depositi e servizi igienici da destinare ai ciclisti, ai pedoni e agli utenti dell’arenile. Quale recupero per la vecchia struttura adiacente la passerella di Romagnolo? Verifica delle strutture esistenti, nuova distribuzione interna, coibentazione ed impermeabilizzazione della copertura, impianto di illuminazione con lampade a LED, impianto di riscaldamento/condizionamento, impianto antincendio (se previsto da legge), impianto idrico-sanitario, installazione di infissi a bassa trasmittanza, eventuale impianto fotovoltaico superiore a 6 kWp. Impianti di illuminazione sul percorso ciclabile La pista, per le ore notturne, sarà adeguatamente illuminata con apparecchi a basso consumo energetico e dotate di lampade a LED che non provochino inquinamento luminoso e siano resistenti alla salsedine e ad eventuali mareggiate. Il “Progetto PON Metro PA 2.2.3.a – Prolungamento e potenziamento pista ciclabile”, che fa parte del PIANO OPERATIVO PON METRO 2014 – 2020 “CITTA’ DI PALERMO” è stato finanziato per un importo complessivo di € 2.300.000,00 con fondi europei.   Considerazioni Il ripristino dell'intero percorso ciclabile lungo la Costa Sud integra elementi di riqualificazione di quei luoghi per anni totalmente abbandonati. Ma è lecito porsi qualche domanda: se si è individuata la destinazione d'uso del caseggiato adiacente la passerella quale ciclofficina, si è sta già pensando ad un bando per l'assegnazione dei relativi servizi e concessione? Il nuovo percorso ciclabile si snoderà inoltre all'interno del Parco di Acqua dei Corsari. Anche qui, a che punto siamo circa la fruizione dell'area e il piano di rischio? Sarebbe il caso di accelerare l'iter amministrativo circa il completamento e l'apertura del nuovo svincolo Brancaccio? L'opera permetterebbe un alleggerimento di carico veicolare di mezzi pesanti proprio lungo via Messina Marine.        

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10 dic 2018

Abrogata la corsia ciclabile di via Maqueda, ma politica e burocrazia rallentano le alternative

di Antony Passalacqua

Palermo - Nei prossimi giorni verrà emanata un'ordinanza dell'ufficio traffico che sancirà l'abrogazione della "corsia" ciclabile di via Maqueda, nel tratto fra piazza Verdi e piazza Vigliena (Quattro Canti). Viene messa alla corsia della discordia che ha creato tanti conflitti sociali fra due "utenze deboli" del codice della strada: pedoni e ciclisti. Ma perché è stato necessario? Il tratto in questione di Via Maqueda è anzitutto una Ztl dove è consentito il transito veicolare dalle 7:00 alle 10:00 proprio per consentire il carico e scarico delle merci a favore delle attività commerciali. Tre anni fa venne istituita una corsia ciclabile (la definizione è ben differente da pista ciclabile) monodirezionale da piazza Verdi versi i Quattro Canti, con gli stessi orari dell'apertura al traffico veicolare.  Oltre le 10 del mattino le biciclette potevano continuare a transitare ma prestando la massima attenzione ai pedoni che si sarebbero ritrovati a passeggiare e senza più avere alcuna precedenza lungo la corsia ciclabile che valeva solo la mattina. Ma la sempre più crescente presenza di pedoni da un lato e l'abuso di alcuni ciclisti hanno di fatto innalzato continui conflitti fra ciclisti e pedoni, entrambi colpevoli di non rispettare gli spazi e le regole. Nonostante la segnaletica verticale e orizzontale presente lungo la strada. Già lo scorso marzo le associazioni Palermo Ciclabile e Mobilita Palermo avevano presentato un proprio progetto per una ciclabile in via Roma e alternativa al percorso di via Maqueda. Sono passati quasi dieci mesi, e ancora il progetto della ciclabile su via Roma deve ancora approdare in Consiglio Comunale e prima ancora da vagliare in Commissione Urbanistica dopo infinite riunioni e sopralluoghi volte ad accertarne la fattibilità se non addirittura le "misure"... Ma perché il provvedimento dovrà passare in Consiglio Comunale? Proprio una deliberale del c.c. del 2015 impone infatti che tutte le variazioni e interventi sulla viabilità dei tre assi principali del Centro Storico (via Roma, Maqueda, corso Vittorio Emanuele), devono essere vagliati proprio dal Consiglio Comunale. Un modo per ingessarsi e  creare ulteriori cavilli. Ma non è tutto: col passare dei mesi, potrebbe non essere più conveniente realizzare una nuova ciclabile dato che il progetto della nuova tranvia potrebbe prevedere la realizzazione di piste ciclabili bidirezionali lungo via Roma. In pratica si è perso del tempo prezioso nel creare una valida alternativa alla corsia di via Maqueda e si sta continuando a perdere tempo per salvaguardare quei ciclisti che oggi, sempre più numerosi, percorrono impropriamente la corsia preferenziale di via Roma in direzione stazione centrale come una necessità a bypassare il fiume di persone lungo via Maqueda. Proprio perché la bicicletta non è sinonimo di passeggio ma un mezzo di spostamento a tutti gli effetti.  

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