12 feb 2020

Al via la posa delle pietre frangiflutti al porticciolo di sant’Erasmo


Il molo di sopraflutto di Sant’Erasmo è realizzato con opera a gettata in scogli di varia pezzatura e mantellata in massi artificiali di calcestruzzo, risulta oggi completamente depauperato a causa degli eventi meteo marini e non più efficace a resistere all’azione del moto ondoso, per cui necessita di un generale intervento di rimessa in pristino, per il quale saranno utilizzati i materiali provenienti dai salpamenti.

In particolare, il progetto prevede il salpamento dei massi in calcestruzzo esistenti al fine di rimettere in sagoma gli scogli esistenti con eventuale apporto di scogli di III e IV categoria, preparando in tal modo il letto di posa della mantellata, quindi sarà realizzata una berma al piede con scogli di IV cat.
Infine, sarà realizzata la mantellata con utilizzo dei massi artificiali, da collocare in doppio strato e pendenza 3/2 dal basso verso l’alto. I massi in calcestruzzo che saranno utilizzati in via prioritaria saranno quelli provenienti dal limitrofo tratto di barriera radente ed a seguire quelli provenienti dal salpamento del molo sud.
La testata sarà invece completamente realizzata con massi artificiali con medesima pendenza del corpo del molo.

Il molo di sottoflutto, originariamente realizzato con scogli di varia pezzatura, sarà rimesso in sagoma con una berma a quota +1.00 m slm, tramite apporto di scogli di III e IV categoria e scarpate con pendenza 2/1.

Ringraziamo ‎Domenico Dattolo per gli scatti:

86217669_10219388310732658_790926821787959296_o


mobilita palermomolo palermoporticciolo s.erasmoporto palermosant'erasmoSegnalati

7 commenti per “Al via la posa delle pietre frangiflutti al porticciolo di sant’Erasmo
  • punteruolorosso 2291
    12 feb 2020 alle 9:33

    la pavimentazione del molo è stata completamente distrutta da una mareggiata, era nuova. distrutti dai vandali alcuni gradini dal lato della terrazza. la capitaneria di porto ha realizzato quest’opera utilizzando materiali non idonei, rivestimenti troppo sottili. gli scalini si potevano fare in billiemi massiccio anziché in cemento rivestito. stesso dicasi per il muretto sul lato terrazza, in cemento rivestito. questi rivestimenti si staccano facilmente e lasciano intravvedere la bruttura della struttura che c’è sotto. bisognerebbe ripensare un po’ tutto. spuntoni arrugginiti, una mano di vernice bianca di pessima qualità che non regge alla salsedine, anfratti dove si raccoglie la spazzatura. un lavoro fatto in fretta e male. non va molto meglio dal lato del fiume oreto, dove hanno buttato un bel po’ di brecciolino per coprire i detriti. buone le piantumazioni, bella la fontana, anche se l’ultima volta non c’era l’acqua. secondo me va rifatta tutta la villa a mare.
    la capitaneria di porto vorrebbe anche fare il nuovo porto di palermo, quello dello studio valle
    http://valle3.com/portfolio/terminal-interfaccia-porto-palermo/
    pessimo, aggiunge un sacco di sovrastrutture anziché liberare la vista sul mare. è anche brutto architettonicamente, con quelle tettoie quadrate in stile anni novanta. sicuramente si tratta di un vecchio progetto che costa poco. speriamo che non si faccia mai.

    • belfagor 696
      13 feb 2020 alle 5:35

      Concordo con te sulle “criticità” del nuovo Porticciolo di Sant’ Erasmo, però l’Autorità portuale sta intervenendo per risolvere tali problemi.
      Vorrei ricordarti che i lavori non sono ancora conclusi . Infatti questi primi lavori non hanno coinvolto la porzione più orientale della passeggiata a mare del Foro Italico,.
      In quest’area, (area che sarà oggetto di successivo appalto), si prevede di sostituire la pavimentazione esistente , ribassando la porzione più prossima al mare. Speriamo che si tenga conto di tali problemi
      Purtroppo il distributore di benzina , che doveva essere demolito dal Comune, è sempre al suo posto.
      Certamente è giusto fare qualche critica al Dipartimento portuale però sta mantenendo le promesse ,altri sanno solo “promettere”.
      O forse preferivi il Porticciolo come era prima ?

      • punteruolorosso 2291
        13 feb 2020 alle 8:10

        belfagor, è assurdo che la pompa sia ancora lì, e che dal comune non arrivi nessuna idea su come risolvere l’attraversamento del foro italico, specialmente in quel punto. in altri post si è parlato di tunnel, una cosa che costa parecchio ma che libererebbe tutto il lungomare dal traffico pesante e non. i costi verrebbero riassorbiti dall’economia e dagli investimenti che un lungomare interamente pedonalizzato potrebbe attrarre. al momento si tratta di una tangenziale per il porto, una terra di nessuno dove regnano le macchine, i camion, il degrado.
        ho letto da qualche parte che l’autorità portuale sta rafforzando il molo, e che successivamente lo ripavimenterà. contro il mare si potrà contare su un molo più imponente, ma contro i vandali? spendendo un milioncino in più si poteva fare una cosa più bella. ho paura che col tempo questi materiali vengano distrutti, e che il degrado torni a regnare in quel tratto di lungomare.

  • Orazio 1331
    25 feb 2020 alle 18:22

    Ho letto l’articolo e, non essendo un tecnico, mi sono goduto il piacere di affrontare parole di cui non conosco il significato ma suonano bene, come sarpamenti, mantellata e berma. :)

    A parte lo scherzo, mi pare di capire che prima hanno rifatto il molo e poi il frangiflutti, con ciò dimostrando molta ma molta poca intelligenza: mi pare quindi che certe lodi sperticate all’Autorità Portuale, presa quale esempio di virtù in confronto al Comune tapìno, lascino il tempo che trovano. Come fare prima il mobilio e poi la porta d’ingresso.

    Bravi, non c’è che dire. O no?

    P.S.: il molo, prima che venisse danneggiato dai marosi, era carino (e anonimo) e va detto che è meritoria l’idea di rendere fruibili quei luoghi.

    • punteruolorosso 2291
      25 feb 2020 alle 21:10

      hanno reso fruibile il porticciolo, ma i rivestimenti in billiemi sono facili da rompere, basta un martello, uno skate, una pietra, un motorino. il lavoro è stato lasciato a metà, perché il fondo è bassissimo e non è stato dragato. il motivo dell’interramento è la vicinanza del fiume oreto. allora bisognerebbe fare un altro molo dal lato del fiume oreto, per evitare che il porticciolo continui a insabbiarsi. non ci fanno sapere che intenzioni hanno sulle spiaggette, se intendono rimuoverle visto che sono fatte di detriti, spazzatura, sversamenti di materiali. andrebbe bonificata la foce del fiume oreto e resa accessibile dal porticciolo. andrebbe eliminato il foro italico, ovvero creato quel tunnel di cui parlava cancellieri o almeno un sottopassaggio, magari più bello di quello di via crispi. insomma la fruibilità di porto sant’erasmo non è per i ciclisti né per i pedoni, ma per chi con la macchina riesca a fare la svolta del foro italico e a posteggiare abusivamente nell’enorme spiazzo pullman che c’è di fronte alla villa al mare.

      • belfagor 696
        26 feb 2020 alle 5:10

        Caro Punteruolorosso , le tue osservazioni sono corrette ed erano state attenzionate nel passato
        Per capire l’attuale situazione bisogna fare un passo indietro
        Ben 12 anni fa e precisamente l’otto Luglio 2008 fu presentato il nuovo Piano regolatore del porto ( PRP).
        Tale piano non venne elaborato dal Comune ma dall’Ente Porto che ,di fronte al consueto immobilismo dell’amministrazione di Palazzo delle Aquile ( l’allora sindaco era Cammarata) , decise di intervenire nominando una commissione, guidata dal Prof. Maurizio Carta che stilò il “Waterfrontpalermo: un manifesto-progetto per la nuova città creativa”.
        Certamente si trattava di un lavoro molto ambiziosa e di alta qualità, che non si limitava a “progettare” il Waterfront ( cioè le coste e la parte della città di fronte al mare) ma affronta l’annoso problema del rapporto della città con il suo mare e il futuro dei suoi porticcioli .
        Alla presentazione del PRP il presidente dell’Ente Porto , Ing. Bevilacqua dichiarò:
        ” I lavori, alcuni dei quali già in corso, termineranno in tempi brevi, massimo dieci anni. …….. Il progetto è incentrato sull’identificazione di Palermo come scalo turistico, affiancato dal porto di Termini Imerese per buona parte del traffico merci. Il piano prevede anche la creazione di un Parco archeologico urbano nel Castello a Mare, la costruzione di un porticciolo turistico a Sant’Erasmo, il recupero della Cala …….
        Infine, il problema del traffico verrà risolto grazie alla costruzione di una galleria sotterranea “ che, collegandosi direttamente con la circonvallazione di Palermo, libererà la via Messina Marine e la via Francesco Crispi dai mezzi pesanti che oggi congestionano i principali accessi al porto”.
        In maniera specifica , era previsto la nascita di un Porticciolo turistico a Sant’Erasmo , un’opera in project financing dove il Comune avrebbe dovuto versare 16.290.000 euro (provenienti interamente dai fondi di Agenda 2000) e altri 16 milioni sarebbero stati versati dalla ditta aggiudicataria che avrebbe anche gestito il porticciolo per 40 anni..
        In tale progetto si affrontava il problema dell’insabbiamento del porticciolo grazie alla costruzione di un nuovo molo dal lato del fiume Oreto .
        Purtroppo sappiamo come è andata a finire .
        Per anni il Porticciolo di Sant’Erasmo è stato abbandonato al degrado e all’incuria .
        Grazie al nuovo presidente dell’ Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti il Porticciolo di Sant’Erasmo è stato recuperato e inaugurato , alla presenza anche di quelle “autorità” che per più di 10 anni avevano bloccato, in tutti i modi, tale recupero.
        Siamo consapevoli che l’opera presenta diverse criticità, per esempio non è stato previsto il drenaggio dei fondali e opere di protezione idraulico marittima dell’invaso, che però dovrebbero, si spera, essere oggetto di un successivo appalto.
        Le critiche costruttive e prepositive sono utili. La nostra stima per il presidente Monti non ci impedisce però di far notare i limiti e le deficienze dell’opera.
        Quello che non si può accettare sono le critiche di chi per anni si è opposto a tale “recupero” e che continua a boicottare.
        Per esempio la presenza del distributore di benzina e l’assenza di un semaforo sono la dimostrazione che ancora qualcuno non accetta che tale opera sia stata salvata al degrado e consegnata alla fruizione dei cittadini.

        • punteruolorosso 2291
          26 feb 2020 alle 8:40

          il piano di maurizio carta era ottimo. mi chiedo perché non riprenderlo. il tunnel di cancellieri va in quella direzione. meno bene il progetto del porto di palermo, con quelle tettoie quadrate in stile anni ’90 e la scomparsa definitiva del mare. non sono un grande esperto in materia, ma mi sembra che in tutto il mondo si tenda a recuperare la vista sul mare, mentre qui si vorrebbe fare uno spazio ad uso dei crocieristi e delle grandi compagnie, una specie di grande club privato simile a una suite aeroportuale o a un circolo della vela.
          bene l’abbattimento dei silos e dei capannoni sul castello a mare, ma il muro del porto e molti edifici non più in uso sono sempre lì. le vecchie foto di via crispi mostrano una via liberty che si affaccia sul mare, adesso abbiamo un posto inquinatissimo, una strada di periferia piena di camion e in preda a cantieri infiniti, pericolosa, circondata di palazzoni e lontana dal mare. monte pellegrino si vede appena, il borgo vecchio è murato dalla cortina edilizia degli anni ’60. mi chiedo se non sia il caso di ispirarsi per una volta al passato e alla semplicità di una vecchia foto.
          quella di oggi mostra una città e offesa, umiliata e presa in giro. difficilissimo, senza grandi idee, farla risorgere.


Lascia un Commento