02 feb 2018

Rivendevano i rifiuti ingombranti: denunciati 7 operatori RAP. Ma non sono i soli…


Non è raro ricevere segnalazioni circa gli operatori delle società partecipate, in particolare quelli appartenenti alla RAP, ex Amia.

Giusto qualche mese fa vi avevamo raccontato di come, a ridosso delle isole ecologiche dove vengono conferiti i rifiuti ingombranti, siano stati registrati strani movimenti. In particolare avevamo testimoniato la presenza di soggetti estranei a RAP che fermavano le auto in procinto di scaricare vecchi elettrodomestici o altro genere di rifiuto, per accaparrarsi l’oggetto di scarto prima che venisse conferito e probabilmente rivenderlo in altre circostanze non meglio note.

Una procedura ovviamente illegale, in cui molti cittadini si rendevano inconsapevolmente complici credendo di avere a che fare con gli operatori autorizzati.

Oggi però vi riportiamo la notizia di un blitz della Polizia Municipale, effettuato contro alcuni degli operatori RAP, che praticavano più o meno la stessa attività. Un episodio che conferma ancora una volta come attorno al mondo dei rifiuti gravitino personaggi e dinamiche poco trasparenti.

La Polizia Municipale ha concluso le indagini a carico di sette operatori della RAP, l’azienda di igiene urbana, che sono stati segnalati all’autorità giudiziaria con l’accusa di furto aggravato e continuato in concorso tra loro.

Dopo un anno di osservazione ed appostamenti compiuti dagli agenti del nucleo di polizia giudiziaria del servizio sicurezza sedi e controlli stradali, in diverse isole ecologiche della città, è emerso che i sette avevano di fatto “autorizzato” un rigattiere al ritiro dei rottami di ferro, plastica o legno che venivano consegnati dai cittadini.

In sostanza, gli operatori della RAP, si appropriavano di quanto conferito dai cittadini presso le isole ecologiche (ingombranti, mobili, rifiuti elettrici, elettrodomestici dismess ed altro), allo scopo di rivenderli direttamente oppure favorire un raccoglitore “amico”.
Il tutto, oltre a configurarsi come un illecito, danneggia l’immagine dell’azienda in quanto fa apparire minore della realtà il quantitativo di ingombranti smaltiti in modo lecito e corretto, nonché abbassa la percentuale ufficiale di raccolta differenziata.

L’azienda sta avviando le proprie procedure interne di verifica al fine di valutare l’adozione di provvedimenti disciplinari secondo quanto previsto dal contratto.

La RAP ricorda inoltre che per tutti i rifiuti ingombranti è disponibile il servizio di ritiro gratuito a domicilio, che può essere richiesto tramite il numero verde 800.237713 o tramite la APP disponibile per Android e iOS e che le “Isole ecologiche” sono calendarizzate in tutte le circoscrizioni secondo quanto riportato sul sito istituzionale all’indirizzo http://www.rapspa.it/site/consegna-presso-postazioni-mobili/


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17 commenti per “Rivendevano i rifiuti ingombranti: denunciati 7 operatori RAP. Ma non sono i soli…
  • punteruolorosso 1950
    02 feb 2018 alle 18:27

    ma la rap cosa ne fa dei rifiuti ingombranti? li distrugge e li butta in discarica?
    al di là dell’azione illegale, non trovo così disdicevole che si crei un’economia del riuso. solidarietà dunque a questi signori che sono stati denunciati. quelli che lasciano i rifiuti in strada non vengono mai beccati. i privati che si avvantaggiano della crisi dei rifiuti non pagano mai.

    • Irexia 720
      03 feb 2018 alle 18:13

      Immagino li smonti e selezioni così il materiale di cui sono composti i rifiuti in pezzi composti di materiali più semplici che così ridotti (immagina il frigorifero: recupero del gas freon, divisione dei materiali elettrici dalle altre componenti) li conferisce in discarica o in centri di recupero dei materiali; pensa poi ai metalli e ai materiali velenosi per l’ambiente in genere che bisogna recuperare per bene…
      Se dai questi rifiuti a chicchessia corri il rischio di avere i falò dei fili elettrici per separare la plastica dai metalli a La Favorita (e noi ci respiriamo i fumi tossici), di avere smontato il motorino del frigo di cui sopra perché è l’unica cosa che funziona mentre tutto il resto viene lasciato agli angoli delle strade o gettato dai tornanti di Monte Pellegrino (che è una riserva!); il soggetto che si rivende il metallo di una tastiera non se ne fa niente dello scheletro della stessa, così la sbatte per terra davanti ai cassonetti affinché tutti i pezzi partano in ogni direzione, ma chi se ne frega, l’importante è recuperare i metalli (visto con i miei occhi)!
      Le aziende che recuperano i materiali hanno il registro delle merci in entrata (i rifiuti) che a seguito di lavorazione (il riciclo) diventano beni (materie prime rigenerate utili per nuove produzioni) suscettibili in quanto tali di valutazione economica e inseriti quindi nel registro delle merci in uscita; ma se il rifiuto proviene dalla “cessione pro bono” si genera un mercato nero di rifiuti dannoso per l’economia quanto per l’ambiente.
      Tra l’altro, prendere i rifiuti dai cassonetti configura reato in quanto il rifiuto, anche il singolo sacchetto, diventa di proprietà del Sindaco (del Comune, cioè) che non a caso è responsabile del conferimento in discarica o nel ciclo del riciclaggio.

  • peppe2994 3143
    02 feb 2018 alle 20:15

    Ma sicuro c’è reato ?
    Io non ci trovo nulla di male nel salvare il salvabile e che qualcuno possa usufruirne o rivenderlo e guadagnare perché a me secca provare a farlo, anzi si dovrebbe incentivare la cosa.

  • belfagor 516
    03 feb 2018 alle 6:36

    Che attorno al mondo dei rifiuti gravitino personaggi e dinamiche poco trasparenti , è purtroppo un dato di fatto. Che questi dipendenti RAP non si sono comportati in maniera corretta, è un altro dato di fatto. Ma essere segnalati all’ autorità giudiziaria con l’accusa di “furto aggravato e continuato in concorso tra loro”, francamente mi sembra un esagerazione.
    Dalla nota aziendale apprendiamo che :“Dopo.un anno di osservazione ed appostamenti compiuti dagli agenti del nucleo di polizia giudiziaria del servizio sicurezza sedi e controlli stradali, in diverse isole ecologiche della città, è emerso che i sette avevano di fatto “autorizzato” un rigattiere al ritiro dei rottami di ferro, plastica o legno che venivano consegnati dai cittadini “.
    Cioè gli agenti Municipali del “nucleo di polizia giudiziaria del servizio sicurezza sedi e controlli stradali, in diverse isole ecologiche della città” , dopo “un anno di osservazione ed appostamenti” sono arrivati a questa “eccezionale” conclusione. COMPLIMENTI
    E qual’ è il reato o il danno che avrebbero procurato questi operatori della RAP ?
    “Oltre a configurarsi come un illecito, danneggia l’immagine dell’azienda in quanto fa apparire minore della realtà il quantitativo di ingombranti smaltiti in modo lecito e corretto, nonché abbassa la percentuale ufficiale di raccolta differenziata”.
    Finalmente abbiamo capito come mai i dati di raccolta differenziata a Palermo sono così bassi.
    P.S. Come giustamente si domanda Punteruolorosso : “Ma la RAP cosa ne fa dei rifiuti ingombranti? Li distrugge e li butta in discarica?

  • Templare 483
    03 feb 2018 alle 10:40

    Certo, i lavoratori della RAP che cosa facevano/fanno di male? Sappiamo tutti che se domani andiamo in uno di questi centri mobili di raccolta e gli diciamo che le cose vecchie ce le prendiamo noi, ci stendono un tappeto rosso e ci ringraziano, figuriamoci se li danno soltanto al rigattiere amico che gli passa pure parte del successivo guadagno.

    Certe volte si rimane di stucco a leggere certi commenti, prima paroloni di fuoco contro i posteggiatori ed i cittadini conniventi, contro l’incapacità del palermitano di rispettare qualunque norma e regolamento e poi ci si indigna per una indagine e dei provvedimenti sacrosanti. Sacrosanti perché al di là del fatto che ci sia o meno stata associazione, furto e giro di denaro, il rifiuto, una volta conferito, diventa proprietà di RAP, che ne è responsabile anche e soprattutto ai fini ambientali e non può essere venduto o regalato da un suo dipendente al primo che passa.

    Mi sembra veramente assurdo trovare giustificazioni, ma fate voi.

    • peppe2994 3143
      03 feb 2018 alle 14:41

      Ti sfugge un concetto di fondo. Un rifiuto non viene mai formalmente conferito, perché non esiste documentazione.

      • Templare 483
        03 feb 2018 alle 20:48

        Ah ecco, non c’è documentazione, quindi non ci sarebbe nemmeno bisogno degli operatori che quando arrivi ti chiedono nome, cognome e domicilio e rifiutano, giustamente, di prendere rifiuti particolari, tipo parti di auto che vanno rottamate dagli sfasciacarrozze.

        Città senza speranza, unica soluzione un trapianto quasi totale di cittadinanza.

  • huge 2221
    03 feb 2018 alle 12:36

    Non posso che condividere e sottoscrivere quanto dice Templare.
    E’ a dir poco scioccante il supporto che si legge qui dentro per gli operatori RAP coinvolti.
    E la dice lunga sulla cultura e il concetto di legalità che in tanti, tantissimi hanno a Palermo. Non si rendono neanche conto che certi comportamenti sono reato, tanto da pensare che non ci sia nulla di male. Quasi peggio d’essere consapevolmente d’accordo con un comportamento illegale. Una tristezza immane. Città senza speranza.

    • peppe2994 3143
      03 feb 2018 alle 14:40

      Rattristati e rincaro.
      Però tenta di spiegare, perché se c’è la RAP ed il rigattiere accanto uno non è libero di dare il proprio oggetto a chi vuole. Non esiste neanche un registro delle attività, NIENTE. Soprattutto nei paesi spesso nei centri di raccolta vanno persone a prendere quel che gli serve se trovano qualcosa. Spiegami che c’è di male, magari mi convinci.

      • Irexia 720
        03 feb 2018 alle 18:16

        Certo, se il rigattiere non è in regola il registro delle merci acquisite (sia pure per donazione) non esiste!

  • huge 2221
    03 feb 2018 alle 12:46

    Sempre tornando al commento di Templare. Altro punto c’entrato in pieno. Se certuni pensano che in tali comportamenti non ci sia nulla di male, allora c’è ancora meno da dire riguardo a un buon padre di famiglia che si busca il pane aiutando i cittadini a posteggiare… che male fa? In fondo chiede solo un caffè. O fruttivendolo che senza alcuna licenza si appropria di metri di suolo pubblico occupando marciapiedi e strade… poveretto, sta solo vendendo quattro pomodori. A chi fa male? O il pakistano sotto i portici. E che ha ucciso qualcuno?
    O il bar che vende alcolici oltre un certo orario… che male fa, se ci sono dei poveri ragazzi che si vogliono divertire. Mica vorremo fare morire la movida. O l’automobilista ingiustamente multato perché aveva posteggiato in tripla fila o sulle strisce per due minuti. Due minuti! Doveva solo comprare il pane…. devo continuare? Tutti comportamenti che da oggi secondo voi dovremmo giustificare e tollerare. Complimenti vivissimi, E non venitemi a dire che c’è differenza. Perché non ce n’è alcuna. O meglio, il comportamento degli operatori RAP è certamente più grave e deplorevole di tanti dei comportamenti descritti su. Tutti comunque illegali e meritevoli di provvedimenti.

  • belfagor 516
    04 feb 2018 alle 6:47

    Nessuno vuole difendere questi operatori della RAP. Se hanno sbagliato è giusto che l’azienda li punisca, anche con il licenziamento.
    Quello che francamente lascia perplessi è la denuncia penale di “furto aggravato e continuato” e le motivazioni. Che il loro comportamento ha “creato un danno d’immagine all’azienda” è indubbio, ma sostenere che tale comportamento “danneggia l’immagine dell’azienda in quanto fa apparire minore della realtà il quantitativo di ingombranti smaltiti in modo lecito e corretto, nonché abbassa la percentuale ufficiale di raccolta differenziata”, francamente ci sembra esagerato.
    A proposito di “proprietà dei rifiuti conferiti nei cassonetti” secondo voi, da dove proviene la “ merce” esposta nel “pittoresco” mercatino di Corso Tukory. Oltre che da qualche “esproprio” , penso proprio che sia stata “rubata alla RAP”. Credo che anche tale merce “abbassa la percentuale ufficiale di raccolta differenziata”, eppure nessuno li ha ancora denunciati per “furto aggravato e continuato”. Forse in questa città la Legge non è uguale per tutti.

    • huge 2221
      04 feb 2018 alle 19:24

      E il problema secondo te qual è? Che sono stati puniti gli operatori RAP o che non vengono puniti quelli in corso Tukory. Io dico il secondo.

  • punteruolorosso 1950
    04 feb 2018 alle 10:13

    in una città dove non funziona niente non possiamo far finta di essere in svizzera. quando la differenziata sarà al 70 percento e i centri di compostaggio funzioneranno (anziché essere lasciati a marcire perché bisogna favorire il politico o l’imprenditore delle discariche), quando saremo in grado, come fanno anche in posti meno sviluppati di noi, di creare una vera economia del riciclo, allora potremo prendercela con questi signori che non hanno rispettato le regole. i veri bastardi sono politici e imprenditori che continuano ad affossare la differenziata per interessi privati sui rifiuti. sta succedendo, ma nessuno sta pagando per questo. abbiamo un sacco di regole, ma nessuno applica quelle fondamentali. leviamo un po’ di regole inutili, e concentriamo la nostra rabbia contro chi veramente distrugge la sicilia.

  • Templare 483
    04 feb 2018 alle 16:07

    Ci levo mano. Fategli una statua ad operatori RAP e ad operatori del ferro vecchio e sotto la statua mettete la dicitura: “Eroi del riciclaggio, incompresi ed oppressi da leggi inutili, sacrificarono parte dei loro guadagni extra per prendersi l’avvocato”.

    Se racconto qui dove vivo adesso che nelle “council tips” della mia città natia gli impiegati si rivendono i rifiuti agli amici e che ci sono pure cittadini che li giustificano, finiscono di ridere quando ritirano Brexit. Cioè mai.

    • huge 2221
      04 feb 2018 alle 19:22

      Templare, il fatto che non arrivino neanche a comprendere quale sia il problema dimostra che si tratta di un problema culturale. Possiamo stare a discuterne fino alla fine del mondo. Inutilmente.
      Vabbè, adesso vado, che devo dare 2 euro per il caffè al posteggiatore che mi ha guardato la macchina sulle strisce pedonali mentre compravo i pomodori dal fruttivendolo sul marciapiedi.


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