19 giu 2017

L’aeroporto di Palermo: una risorsa che ingrana, ma non decolla


Il traffico aeroportuale è in crescita su tutto in territorio nazionale. Negli ultimi anni il numero di passeggeri è aumentato sensibilmente, grazie anche alle compagnie low cost che hanno ormai il dominio del mercato. Punta Raisi cresce, ma…


Ryanair, fra tutte, è la prima compagnia italiana (anche se italiana non è) a registrare cifre da capogiro, sia per quanto concerne la flotta, che per il numero di rotte attivate.

La strategia della compagnia irlandese si è dimostrata vincente: prezzi bassi, voli point-to-point, discreta puntualità, regionalità (ovvero il puntare su aeroporti “secondari” per abbassare i costi), capillarità.

Questa espansione è sicuramente interessante se consideriamo che nei prossimi anni il futuro delle low cost si orienterà sul traffico intercontinentale.

La simbiosi tra aeroporti secondari (ovvero non-HUB) e le low cost ha portato tantissimi benefici a regioni come la Sicilia, isolate nel vero senso della parola – anche e soprattutto a causa dell’assenza di alternative al trasporto aereo per lunghe e medie distanze – che hanno assistito ad una esplosione del turismo, vedendo incentivato un settore economico totalmente dormiente, che oggi è invece in netta ripresa.

Le low cost hanno cambiato il modo di fare turismo: generano domanda verso una destinazione rendendo appetibili anzitutto i costi per raggiungerla; in poche parole: oggi un turista può scegliere di visitare Palermo non perché magari gli interessi in modo specifico, ma perché ha trovato una buona offerta di volo.

In effetti, tale incremento si è tradotto in un maggior volume di traffico anche su Punta Raisi. L’ultimo anno si è chiuso col transito di poco più di 5,3 milioni di passeggeri (cifra che a onor del vero Gesap stimava di superare circa 7 anni fa…meglio tardi che mai!).

I numeri sono buoni rispetto agli anni precedenti, ma non certo vicini alle cifre che ci si aspetterebbe da un territorio come il nostro, ricco di storia, arte, cultura e bellezze naturali.

Per fare qualche paragone: Malaga, città andalusa di circa 700 mila abitanti, ha un aeroporto che registra numeri attorno ai 17 milioni di passeggeri l’anno.

Palma De Mallorca, capoluogo di 400 mila abitanti dell’omonima isoletta, possiede un aeroporto che annualmente vede transitare più di 23 milioni di passeggeri.

Questo fa intuire che il potenziale della nostra isola è ben maggiore di quanto si possa credere, e che tali numeri costituiscono appena un contentino rispetto al giro economico enorme che potrebbe interessarci se le sue risorse fossero ben sfruttate.

Sembrano averlo capito all’aeroporto di Catania, che chiude il 2016 con un traffico passeggeri che sfiora gli 8 milioni, aggiudicandosi la medaglia di maggior scalo aeroportuale del sud Italia, e che nel 2017 fa registrare un vertiginoso parziale +18,30% di crescita rispetto all’anno precente, contro il ben più modesto 2,7% di Punta Raisi.

A onor del vero, c’è da sottolineare come l’aeroporto di Catania abbracci un territorio che include circa 7 provincie siciliane su 9, ed è più facilmente raggiungibile.

Accessibilità

Quello dell’accessibilità è uno dei problemi più noti del nostro aeroporto: Punta Raisi è tagliato fuori dal resto dell’isola.

Viale della Regione Siciliana è l’unico asse di collegamento tra l’autostrada Palermo-Catania-Messina e la Palermo-Trapani-Mazzara del Vallo. Questa importante arteria è quotidianamente afflitta da seri problemi di congestionamento, dovuti ad una scarsa portata, ad un traffico merci invadente, e a un alto tasso di pendolarismo in entrata.

Non costituisce un’alternativa il valido collegamento ferroviario, ad oggi in ogni caso interrotto. Fin quando il nodo di Palermo non verrà completato, non si potrà pensare un collegamento credibile tra la città, il suo hinterland e l’aeroporto.

Il risultato è che chi si trova a dover attraversare la città per raggiungere l’aeroporto spesso è in condizioni di svantaggio rispetto ad aeroporti più accessibili, come Catania appunto.

L’aeroporto di Catania è situato all’ingresso della città, e la sua posizione ottimale consente di bypassare quest’ultima. E’ inoltre ottimamente collegato all’autostrada, tanto che persino città come Agrigento, seppur situate nella Sicilia occidentale, ne beneficiano a discapito di Palermo.

Oltre al problema dell’accessibilità, c’è un problema di manutenzione dei collegamenti stradali. La Palermo-Agrigento ad esempio è ormai in condizioni pietose da anni, e i lavori di ammodernamento sono ben lungi dall’essere terminati.

Intermodalità

Come se tutto questo non bastasse, la scarsa lungimiranza della politica (per non dire palese incapacità) ha fatto sì che non si facesse rete tra due scali importanti come quello di Trapani e quello di Palermo.

Pur essendoci una linea ferroviaria che collega le due città, e considerando l’eventualità di istituire una comoda fermata in corrispondenza dell’aeroporto di Birgi (dove è già presente il binario a poche centinaia di metri dall’aerostazione), la Regione non ha investito nel potenziamento del collegamento ferroviario.

Un’intermodalità tra i due scali è fondamentale, considerato che assieme abbracciano una porzione di territorio molto vasta e che possono garantire agevoli collegamenti dalla Sicilia occidentale verso il resto d’Europa.

Lavori infiniti

Altro problema riguarda gli investimenti sullo scalo.

Punta Raisi è un cantiere a cielo aperto da decenni. Dopo numerosi scandali e vicissitudini varie, finalmente pezzi di masterplan vengono consegnati. Tuttavia, ad oggi c’è ancora tanto da fare, e gli interventi realizzati di questo passo rischieranno di essere già obsoleti quando verranno portati a termine.

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Come avrebbe dovuto essere la nuova area arrivi

Riguardo ai costi, non si capisce poi perché dai rendering progettuali la nuova area arrivi risultasse esteticamente molto gradevole, con scelta di materiali ricercati e un’immagine coordinata accattivante, e nei fatti venga invece consegnata un’opera con materiali di costo inferiore (basta ad esempio osservare la pavimentazione) e incredibilmente sovradimensionata rispetto ai posti a sedere disponibili. Non si capisce tra l’altro come il bagno della nuova area arrivi, da solo, possa essere arrivato a costare più di 100 mila euro. Soldi spesi, risultati disattesi.

Includo l’estetica nel ragionamento, poiché l’aeroporto è una vera e propria porta di ingresso per la città. Presentare un aeroporto nel migliore dei modi è il miglior biglietto da visita.

Il nostro aeroporto risulta incoerente negli stili, confusionario sotto il profilo funzionale (ad esempio l’area Duty Free, dove si mischiano passeggeri in partenza e in arrivo, oppure la nuova terza sala check-in (forse) provvisoria, costruita in fondo all’area arrivi).

Cattiva amministrazione

Infine, non si può di certo non puntare ancora una volta il dito contro la politica. Un aeroporto da solo non basta a portare turismo, se poi le città non sono dotate di servizi adeguati.

Ancora oggi mancano servizi igienici, segnaletica adeguata, un trasporto pubblico efficiente, strade sufficientemente pulite.

Il turista che viene a Palermo ancora oggi rischia di restare un tipo di turista “mordi e fuggi”, che magari usa la città come sponda per luoghi più confortevoli, oppure che la visita una volta per poi non tornare più.

Per far decollare il nostro scalo aeroportuale serve un mix di lungimiranza, volontà di fare rete e di potenziare infrastrutture e servizi. Senza agire in tal direzione, rischieremo di perdere il treno (o l’aereo, se preferiamo), gettando al vento le opportunità concesse da questo mercato in crescita.


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5 commenti per “L’aeroporto di Palermo: una risorsa che ingrana, ma non decolla
  • phrantsvotsa 462
    19 giu 2017 alle 13:10

    Come non essere d’accordo con questo articolo!

    L’unico appunto che faccio riguarda la difformità tra i rendering e i lavori consegnati; la precedente amministrazione ha fatto sparire la maggior parte dei soldi stanziati, come tutti sappiamo, e quindi la nuova hall è stata aperta raschiando il barile ed utilizzando le maestranze tecniche interne alla Gesap.

    Per quanto riguarda il confronto con Catania…il traffico deve essere valutato relativamente al bacino di utenza; se prendiamo questo parametro (traffico/bacino) Palermo fa addirittura più traffico di Catania; di fatto Fontanarossa è l’aeroporto della Sicilia (anche grazie alla gestione congiunta con Comiso (scelta lungimirante e conveniente), mentre Palermo serve solo se stessa e la sua provincia..e in più è penalizzata dalla posizione isolata, dal blocco della linea ferroviaria, e da anni di furto e latrocinio!
    Oltretutto Trapani, grazie ha i finanziamenti della Provincia (a rischio ogni anno) fa concorrenza a Palermo…qualche anno fa addirittura Ryanair lo vendeva com Palermo Birgi.

    Questo secondo me è ciò che si deve fare urgentemente:

    1) Creare un consorzio con Birgi, in modo da gestire insieme i due aeroporti
    2) Riaprire al più presto la ferrovia e creare un raccordo con Birgi (la linea lambisce l’aeroporto)
    3) Terminare i lavori al Falcone/Borsellino e creare una coerenza stilistica…basta finto e squallidissimo parquet…se devono essere piastrelle…almeno che siano uguali in tutte le sale
    4) Aumentare i parcheggi..ed abbassare i prezzi..mica siamo a Schipol!
    5) Chiudere con un muro i nuovi check in e collegarli con il piano superiore con scale mobili.
    6) Cambiare grafica e colori dei cartelli all’interno dello scalo…chi li ha scelti chiaramente non ha alcuna competenza in materia!

    Questa è l’ opinione di uno qualunque…che però usa l’aeroporto non meno di 8/10 volte l’anno!

  • cirasadesigner 999
    20 giu 2017 alle 16:07

    Pubblico un commento solo perche ho avuto il piacere di passare dall’aeroporto di Palma 3 volte e ho potuto valutarne l’efficienza…
    Paragonare Palma a Palermo è come metter su pista una 500 del 57 e l’ultimo bolide della Ferrari …
    Cominciamo con i dati… Palma quest’anno supererà i 25 milioni di passeggeri… Un aeroporto aperto H24 senza alcuna limitazione sui voli, Hub di AirBerlin, che la collega con la Germania e le città spagnole… Iberia serve solo Barcellona e Madrid… Easyjet che la collega essenzialmente con la GranBretagna… E Ryanair con il resto d’Europa… non so ma saranno più di 200 destinazioni almeno… Due piste parallele lunghe più di 3KM pronte ad accogliere anche i grandi corrieri… Non a caso ci stanno già dei collegamenti intercontinentali gestiti al momento da Air Europe….
    Quando arrivi tutti gli aerei sono collegati all’aerostazione tramite i finger senza quelle perdite di tempo e soldi invece che, contrariamente a quanto si possa immaginare, costituiscono i parcheggi lontani dall’aerostazione… In termine di personale di bus e quanto altro, senza parlare della sicurezza di non avere passeggeri sulle piste…
    Li si è puntato sulle infrastrutture sin da subito, dotando l’aeroporto di quelle strutture che ne efficentano al 100% la produttività… 25 finger, 4 terminal distinti facilitano lo sbarco e l’imbarco dei passeggeri.
    Un aereo arriva si collega all’aerostazione rendendo tutto più semplice e anche compatibile alle elevate temperature dell’isola.
    Questo investire sulle infrastrutture fanno di Palma il 3 aeroporto spagnolo che cresce ogni anno.
    Quando sbarcate dall’aereo vi trovate lungo dei lunghissimi corridoi forniti di ogni servizio… ristorazione, negozi, farmacie, duty-free, Rent-car…
    Arrivate alla sala per il ritiro bagagli e trovate 19 nastri si avete letto bene… 19 nastri….
    Una volta presa la valigia affittate l’auto…
    Uscite e trovate un imponete costruzione pensilina che svolge più funzioni. La pensilina funge da collegamento con il parcheggio mutiliamo di 8/9 piani per le auto in locazione e per quelle dei passeggeri, la pensilina che collega il parcheggio dal 4 piano direttamente all’aerostazione livello partenze, funge da tetto per l’immenso parcheggio dei taxi che facilmente e con una spesa di 10/15€ vi porteranno in città il tutto circondato da un immenso parcheggio per i bus turistici con i suoi 168 stalli… Si anche questa volta avete letto bene… 168… Ma se ci fate caso, i numeri sono colossali… Se facessimo due conti veloci, si vede come il tutto sia coerente… Se calcolo 25 finger per una capienza media di 180 posti degli attuali aerei a medio raggio viene fuori 4500 passeggeri che in teoria potrebbero sbarcare in contemporanea, per altrettanti che si potrebbero imbarcare… Quindi 9000 passeggeri tra arrivo e partenza… 168 stalli per 50 posti a bus fa 8400 turisti… i conti tornano vero????
    Questo per dire che i veri investimenti sono quelli pensati e studiati… E se Palma in aeroporto ha questi numeri è perche ha fatto del turismo davvero la sua forza motrice. L’isola lavora 8 mesi su 12 a pieno ritmo e nei restanti mesi invernali è meta di quel turismo fatto di seconde case sopratutto per tedeschi ed inglesi… Non a caso la lingua tedesca è parlata correntemente da tutti insieme all’inglese… Le strutture ricettive sono presenti dappertutto, alle volte con quelle logiche insensate spagnole, anche se qui a Palma risultano meglio gestite… Non a caso i tedeschi definiscono Palma il 17 land tedesco…
    Quindi di cosa stiamo parlando… Forse più di parlare delle potenzialità del Falcone Borsellino, dovremmo riflettere sulle potenzialità della Sicilia tutta, che malgrado la sia posizione geografica, la sua storia, la sua cultura, la sua cucina… Non riesce mai ad eleggersi a Florida dell’Europa…

    • aledeniz 174
      26 giu 2017 alle 12:49

      Sulla Florida d’Europa:

      Sai che l’Italia dal 2011 ha due imposte patrimoniali che colpiscono i residenti in Italia sul loro patrimonio mobiliare all’estero (IVAFE) e sul loro patrimonio immobiliare all’estero (IVIE).

      Immaginati quanto questo possa aiutare la Sicilia, ma anche qualsiasi regione italiana, ad attrarre i pensionati europei. Altro che “Florida d’Europa”, a questo punto persino ai Siciliani emigrati all’estero conviene non tornare in pensione in Sicilia.

      Chi propone che la Sicilia diventi una “Florida d’Europa”, dovrebbe preparare ed implementare un piano strategico per raggiungere quell’obiettivo. Finché la Sicilia sarà sottoposta alla legislazione italiana, non é possibile che questo piano possa essere proposto o implementato dal governo siciliano. O é il governo centrale a proporlo ed implementarlo, o non si può fare, proprio perché molte delle azioni necessarie per realizzarlo dipendono totalmente dal governo centrale.

  • Orazio 717
    21 giu 2017 alle 7:49

    Ben venga il cambio di passo della redazione, spero siano finiti per sempre i pistolotti a favore della direzione (ai tempi di Scelta erano assai,frequenti)..

    Per ovvi motivi Catania non puo’ essere termine di paragone, ne’ come citta’ ne’ come aeroporto. Punta Raisi, anche per dov’e’ ubicato, e’ e sara’ sempre l’aeroporto di Palermo e basta, Catania quello di tre quarti di Sicilia. Non e’ solo questione di collegamenti ma d geografia.

    Avanti con le low-cost, finche’ dura e finche’ ce n’e’.

  • peppe2994 2787
    22 giu 2017 alle 16:15

    Ultimamente sono passato spesso dall’aeroporto e non concordo affatto sulle critiche in merito alla hall arrivi, ed i lavori in generale.

    Ognuno chiaramente la valuterà come vuole, ma la hall arrivi era squallida il giorno dopo l’inaugurazione. Adesso è molto colorata, vivace e piena di servizi. Il parquet ai piani superiori è molto meglio di quel che c’era prima. I negozi non mancano, in tanti hanno aperto, ed altri apriranno a breve (i lavori sono già in corso al secondo piano).

    Anche lo spostamento del noleggio auto più vicino al terminal è stato un grosso passo avanti.

    Lato collegamenti l’assenza del servizio ferroviario è un problema sì, fortunatamente destinato a durare ancora poco. Per quanto riguarda la raggiungibilità in auto non ne farei un dramma, perché tutto dipende sempre dagli orari di transito.


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