05 giu 2017

Il comune blocca i lavori del nuovo LIDL nella sede di Salamone e Pullara


Il comune ha deciso di bloccare i lavori in corso presso la struttura ex Salamone e Pullara di Viale Regione Siciliana, struttura che sarebbe dovuta diventare un nuovo punto vendita LIDL.

A bloccare i lavori, si legge dal comunicato stampa, sono state le sollecitazioni ricevute provenienti dal mondo accademico-scientifico.

In particolare ecco cosa ne pensa Zeila Tesoriere, professoressa di progettazione architettonica alla Scuola Politecnica dell’Ateneo di Palermo (ex facoltà di Architettura): “si tratta di un manufatto che dovrebbe essere recuperato e valorizzato, pur mantenendo la nuova destinazione d’uso“.

Da almeno un anno la docente, nell’ambito delle attività di ricerca e didattica del suo laboratorio IN_Fra, sta portando avanti uno studio sulla struttura: “Nei confronti di questo edificio, di certo interesse dal punto di vista architettonico, abbiamo fatto indagini di archivio. La collaborazione degli eredi del progettista, l’ingegnere Gabriele Nicoletti, è stata fondamentale perché ci ha permesso di acquisire materiali originali e inediti relativi all’edificio“. La professoressa parla di una struttura frutto di un preciso lavoro progettuale che va al di là del gusto comune: “Il gusto personale non è un criterio per chi vive nell’ambito dell’architettura e fa ricerca. L’importante non è stabilire se un manufatto piace o meno ma piuttosto se esso sia oggi testimonianza di un rapporto fra il progettista e la disciplina, o ancora fra il progettista e il suo contesto che in questo caso è la circonvallazione. Questi sono i criteri che ci indicano se un elemento svolge un ruolo e se è opportuno soffermarsi su di esso, fornendo delle indicazioni volte per esempio alla preservazione e alla tutela“.

Il manufatto di Salamone&Pullara per Tesoriere rispecchia questi criteri e ha principalmente due valori: uno relativo alla sua posizione e uno in quanto struttura che all’interno del suo tempo esprime e declina dei temi: “Un’opera – afferma – progettata fornendo contributi ad alcuni argomenti fondamentali della progettazione di quell’epoca”. Stiamo parlando del 60-62 per la prima fase del lavoro con una sopraelevazione realizzata nel 79 dallo stesso Nicoletti. Il valore relativo dell’edificio è legato, si diceva, alla sua posizione: “Si tratta di una delle due sole opere architettoniche moderne sull’intera Circonvallazione. L’altra, leggermente arretrata rispetto al filo stradale è l’edificio sede dell’assessorato all’Agricoltura, progettato da Caronia Roberti. Per il resto lungo il tracciato c’è solo edilizia corrente“. Un altro elemento architettonico di straordinario valore sulla circonvallazione – riferisce – è l’ex ospedale psichiatrico opera di Francesco Paolo Palazzotto del 1885-1889 “ma qui siamo già a 350 metri dalla circonvallazione“.

Questo è solo uno degli elementi che secondo la professoressa fanno di questo un edificio che dialoga con il suo tempo. Un’opera frutto di un’epoca nella quale la specializzazione del mestiere non era ancora intervenuta come avviene oggi. “Nicoletti era un progettista attentissimo, prolifico e preciso – dice ancora Tesoriere – che ha seguito tutta l’evoluzione del progetto fin nel minimo dettaglio. Il materiale di archivio mostra i calcoli della scala elicoidale, gradino per gradino, fatti a mano dall’ingegnere“. E aggiunge come l’edificio sia ricco di citazioni architettoniche: “I riferimenti principali che l’edificio declina sono almeno due: uno è quello al padiglione isolato in cui prevalgono le superfici orizzontali chiara interpretazione di Frank Lloyd Wright. Un altro tema che è presente e che riveste un grandissimo interesse è proprio la scala elicoidale, che chi ha frequentato il negozio per acquistare materiali edili certamente ricorda. Si tratta di una presenza iconica all’interno di questa sala, dove si stagliano solo i pilastri, scala che rinvia a quella di Jean Tschumi presso l’edificio Nestlé in Svizzera, che Nicoletti si recò a visitare di persona“.

Speriamo che la sovrintendenza dia un parere positivo o negativo nel minor tempo possibile affinché si decidano le sorti della struttura.

Ecco il comunicato del comune:
I lavori per la realizzazione di una attività commerciale presso l’immobile di viale regione siciliana una volta sede della ditta “Salamone & Pullara” sono sospesi in attesa che l’amministrazione riceva un parere da parte della Sovrintendenza.

L’immobile non risulta essere in atto vincolato in alcun modo e pertanto l’amministrazione ha rilasciato regolari autorizzazioni ad una ditta che ha richiesto di poter realizzare una nuova struttura commerciale.

A seguito di sollecitazioni ricevute in tal senso e provenienti dal mondo accademico-scientifico, si è quidi deciso di rimettere una decisione finale al parere che sarà reso dalla Sovrintendenza, ente pubblico titolato e responsabile per l’eventuale apposizione di vincoli.

Ecco qualche scatto proprio a cura di Zeila T.

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42 commenti per “Il comune blocca i lavori del nuovo LIDL nella sede di Salamone e Pullara

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  • fedeledisantarosalia 91
    06 giu 2017 alle 10:59

    huge
    almeno Cammarata ci ha lasciato un posto incantevole con 4 locali la Cala dove lavorano 80 persone dopo il suo restyling
    almeno Cammarata era bello sorridente e profumato,..
    almeno Cammarata trattava i palermitani com gli extracomunitari e rom
    Orlando come tanti a Palermo lo definiscono il sindaco degli immigrati e rom… e ra munnizza
    oltre che gli ex giovani compagni comunisti che oggi 50enni 60enni che lo appoggiano negli anni 80/90 lo contestavano dendogli del……dicendo che era figlio della peggiore borghesia palermitana democristiana figlio del notabile Salvatore Orlando…Cascio ….infatti ha rinnegato anche il suo cognome…Cascio.

  • Alfredo Barbera 1
    06 giu 2017 alle 11:28

    da quello che esprime l’ articolo , l’ unica cosa che si evince e che dovrebbero licenziare e mandare a calci in culo a casa la Tesoriere. Questa citta’ e’ in mano a gentaglia che occupa posti solo per personali soddisfazioni di potere. BASTA.

  • sicurezza 1
    06 giu 2017 alle 12:57

    ho letto l’articolo e qualche commento, e non comprendo alcune cose:
    1) il pregio architettonico di questa struttura è nelle sole informazioni di chi ha fatto uno studio o una tesi di laurea, come mai vista l’importanza non si è provveduto subito ad informare chi ha curato il fallimento e la città?
    2) ho provato a documentarmi sull’architetto che ha eseguito l’opera e lo trovo solo citato in un atto della camera deputati sui “prestanomi” ai tempi del sacco di Palermo a cura di Ciancimino (mi pare che gli anni erano quelli), quindi quest’opera potrebbe essere la testimonianza del sacco!
    3) credo che ogni edificio, sopratutto quelli commerciali debbano essere realizzati in funzione dell’attività da svolgere all’interno e da come la ditta esercente l’attività intende impostare il ciclo produttivo. cosi può essere che per un’attività di vendita sanitari una scala al centro che colega 2 piani può essere un pregio, mentre per un supermercato può essere un danno alla produttività.
    4) negli anni quel luogo è stato simbolo e riferimento per tutti, ricordo che tempo addietro un incendio si stava sviluppando all’interno della struttura ormai abbandonata, quindi preferirei che il luogo ricominci a vivere, con un movimento continuo di persone, piuttosto che continuare a vederlo diventare una discarica nell’attesa che qualcuno lo acquisti per farci una attività compatibile con l’attuale distribuzione interna.

  • fabio77 715
    06 giu 2017 alle 13:01

    Da un po’ di tempo, questo pregevole sito è diventato, suo malgrado, sede di arena politica, tra fautori e oppositori di Orlando. Spero che terminate le elezioni, si torni a parlare nuovamente di mobilità e progetti di sviluppo infrastrutturale per questa città, senza incorrere necessariamente in noiose diatribe legate alla politica locale.

  • r302 189
    06 giu 2017 alle 13:47

    Sono molto interessanti i commenti che avanzano dubbi sull’interesse architettonico e storico del fabbricato. Oggi tutti ci domandiamo come è stata possibile la completa sostituzione dell’edilizia liberty nelle vie Libertà e Notarbartolo con gli attuali condomini. Ebbene negli anni ’60 si sentivano le stesse identiche opinioni che si leggono nei commenti che precedono, parola per parola! E’ notevole constatare come allora ed oggi questi commenti riguardano edifici di poco più di 50 anni di vita, ieri i villini, oggi il negozio firmato da un architetto. Anzi, a proposito di negozi, se qualcuno dovesse trovarsi a passare da piazza San Marco a Venezia, vada a dare un’occhiata al negozio Olivetti, debitamente tutelato…

  • Orazio 796
    06 giu 2017 alle 15:51

    Vero è che al brutto, a Palermo, non c’è mai fine. Tuttavia ritenere degno di tutela quell’ex-negozio, sommessamente, mi sembra un po’ eccessivo.

  • vicchio65 71
    01 lug 2017 alle 16:41

    Mi lascia perplesso considerare questo come un edificio storico…comunque non entro nelle valutazioni estestiche perché non sempre corrispondono con le valutazioni artistiche. Penso che gli edifici da recuperare siano l’ex scuola di formazione di via Caravaggio, o meglio ancora l’ex Motel Agip, ma comunque, lascio agli architetti queste valutazioni.
    Quello che mi da fastidio, però, è che queste valutazioni arrivino sempre a babbo morto!!! Ricordo ancora le torri della centrale Quattroventi. Ma perché non se ne parla prima? E’ giusto che un imprenditore inizi un intervento per poi scoprire che qualcuno è contrario? Perché questi grandi professori non parlano prima e stilano un elenco di opere moderne da conservare?


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