03 mag 2017

Foto e Video Esclusivi | Riapre lo stabilimento ex Ansaldo Breda di Carini


Era il 2015 quando, dopo la cessione dell’AnsaldoBreda al gruppo giapponese Hitachi, lo stabilimento di Carini venne escluso dalla trattativa.
Futuro incerto, scioperi, manifestazioni.
Fortunatamente però lo stabilimento a fine 2016 venne rilevato da RFI, che tutelando i lavoratori decise di non licenziare nessun operaio e di riassorbirli tutti.
Ieri mattina la riapertura.

Il piano prevede la saturazione delle attività con l’impiego di 62 lavoratori. La prospettiva è di poter dare lavoro anche alle prossime generazioni.

Gli operai sono stati ospitati per sei mesi presso l’officina di Catanzaro Lido per un corso di aggiornamento e formazione in vista della riapertura dell’officina di Carini

In questi giorni si stanno ultimando le operazioni di manutenzione e ripristino dell’officina a cura di RFI e si potrà dunque dare il via alle prime lavorazioni.
Il sito industriale si occuperà inizialmente di revamping delle autoscale con possibilità in futuro di incrementare il lavoro con altri mezzi d’opera o treni diagnostici di Rete Ferroviaria Italiana.
Le scale mobili serviranno per la manutenzione degli impianti elettrici delle linee ferrate migliorando la sicurezza e quindi la qualità dei trasporti.
Le prime macchine a passare sotto le mani degli operai saranno delle autoscale Keller.

Il revamping si differenzia dal restyling per il fatto che coinvolge anche interventi più impegnativi sugli impianti e sulle parti meccaniche. Alcune operazioni comunemente compiute in fase di revamping sono la sostituzione o l’installazione degli impianti di condizionamento e riscaldamento, la sostituzione dei carrelli, l’adeguamento delle porte di accesso alle normative di sicurezza vigenti, la sostituzione o riparazione dei cristalli delle finestrature o degli impianti di illuminazione e il rinnovo, totale o parziale, della sedileria. Operazioni meno comuni ma svolte in occasione di revamping particolarmente impegnativi possono essere le modifiche strutturali alla cassa (con l’oscuramento di finestrini o il ridimensionamento degli stessi), le modifiche al telaio del sottocassa, la sostituzione degli elementi che compongono l’intercomunicante o di parti dei motori quando presenti.

Ecco quindi qualche immagine della riapertura dello stabilimento avvenuta ieri:

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Ecco il video del taglio del nastro

Ed il video degli interventi


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8 commenti per “Foto e Video Esclusivi | Riapre lo stabilimento ex Ansaldo Breda di Carini
  • cirasadesigner 996
    03 mag 2017 alle 13:16

    Parto con il pressuposto che salvare posti di lavoro è sempre positivo…
    Ma se riflettiamo sui numeri devo dire che ci troviamo difronte l’ennesimo caso di desertificazione industriale in Sicilia…
    Se osservate bene nella foto pubblicata, si vedono ancora le tracce del vecchio nome dell’azienda… Il primo in Assoluto era il 1966 quando a Carini apriva lo stabilimento metalmeccanico della SIMM (Società Sicula Metalmeccanica, divenuto dopo qualche anno Aersimm e poi Aerosicula Metalmeccanica tra il 1971/75…
    In quegli anni dagli stabilimenti di Carini usciva di tutto… Si pensò pure di fare un porto commerciale sul Golfo di Carini.
    I piloni del Ponte sul Bosforo di Istanbul, vengono da Carini.
    Gli stabilimenti del Petrolchimico di Gela sono stati fatti a Carini, dopo questa esperienza si lavoro per l’arabia Saudita e i loro immensi serbatoi di petrolio…
    Parte dell’acciaio utilizzato per le Torri gemelle di New York, venivano da Carini…
    I bacini di carenaggio più grandi del Mediterraneo furono fabbricati a Carini…
    Poi inizia un lento ridimensionamento della struttura che divenendo prima IMER, durante questo periodo una parte dello stabilimento produceva Bus cittadini ed Extraurbani… tra il 1976 e il 1981… e poi IMESI tra il 1983 e il 1993…
    Lo stabilimento divenne esclusivamente ferroviario, chiusa la IMESI divenne uno stabilimento Ansaldo Breda… Fino alla sua smembratura in più parti…
    Uscirono tantissime carrozze ferroviarie della serie UIC-Z1
    le carrozze vicinali della serie PR seconda serie 50 83 22-39 351
    Carrozze vicinali per trazione elettrica e diesel della serie MDVE
    Carrozze sepiolite della stessa serie…
    In quel periodo la IMESI contava più di 500 dipendenti, tra operai e quadri, impegnati in due turni di lavoro.
    Lo stabilimento che faceva già parte della Ansaldo, era il più produttivo del gruppo…
    Detto questo… e come dire che alla Fiat di Termini adesso vogliano costruire macchine elettriche per bimbi…
    tante professionalità perdute, tantissimi posti di lavoro persi per sempre e sopratutto un tessuto industriale abbandonato… tantè che lo stesso raccordo ferroviario che la legava alla stazione ferroviaria di Capaci, è stato cancellato, costringendo adesso lo spostamento dei mezzi ferroviari attraverso carri autoarticolati… Una scelta a dir poco illogica…
    Alla luce di quanto detto…
    Credete ancora sia una buona notizia?

    • Fabio Nicolosi 48181
      03 mag 2017 alle 13:46

      Assolutamente si, intanto perché il raccordo ferroviario è stato si cancellato, ma n’è stato predisposto uno nuovo.
      Secondo poi non si è lasciata morire del tutto l’azienda, ma si è tenuto stretto le maestranze e le professionalità di chi ha lavorato in quello stabilimento.
      Inoltre sotto il controllo di Rfi il polo non può che crescere e migliorare, sicuramente non potrà andare indietro

    • marimalt 13
      05 mag 2017 alle 8:36

      … e se non ricordo male, furono costruiti, pure, alcuni vagoni dell’eurotunnel… all’epoca per il trasferimento al porto di palermo, fu modificata la viabilità, per consentire il passaggio dei mezzi…

  • peppe2994 2776
    03 mag 2017 alle 15:15

    Certo, pensando quel che era, un po’di tristezza c’è sempre. Non si può che sperare in un futuro più roseo. La domanda nel settore ferroviario non manca di certo.

  • cirasadesigner 996
    03 mag 2017 alle 19:19

    Avete ragione ragazzi ma il fatto che la Hitachi abbia abbandonato questo sito… la dice lunga.
    Una “fabbrica” resta una fabbrica, questa è stata declassata a semplice officina…
    Non so se siete mai stati dentro… Ma vi posso assicurare che il vuoto che si vede in foto, è davvero immenso.
    Il capannone principale è lungo circa 260 metri… Vi rendete conto? più di 2 campi di calcio messi in fila l’uno dietro l’altro
    Negli anni 80 portarono una macchina all’avanguardia per l’epoca, realizzava tagli laser su lastre di acciaio spesse 15mm…
    Per questo mi fa rabbia…
    Una eccellenza siciliana, con tantissime maestranze che ne avrebbero formate tante altre nel corso dei decenni, sono andati in fumo.
    Lo stabilimento aveva una mensa grandissima per poter garantire i pasti agli operai, spogliatoi, luoghi di svago Servizio tecnico e di progettazione… Tutto questo non tornerà mai più purtroppo…
    P.S.
    Prendo atto con piacere della notizia che il raccordo sarà ripristinato…

  • Shayla Lo Giudice 1
    04 mag 2017 alle 9:56

    si parla tanto degli operai che si sono salvati in un modo o un in altro ma non si fa riferimento all indotto, sarebbe a dire 10persone che facendo parte di ditte esterne che collaboravano con loro per anni sono stati buttati fuori . Siamo in una Sicilia bugiarda, ipocrita , falsa che si basa su una facciata. Si sono confusi per 10 persone e 10 famiglie mandandole in strada compresa io. Abbiamo chiesto aiuto ai sindacati, ai politi , all assessorato del lavoro e tutti ci hanno voltato le spalle. Questa è la Sicilia, vi dicono le cose belle ma le cose brutte le tengono nascoste. Vergognatevi sindacati e politici perché non vi costava nulla ammettere nel vostro patto 10persone. Ancora adesso che hanno riaperto RFI si appoggia ad una ditta esterna che poteva integrarci ma dato che non siamo figli di persone importanti siamo stati buttati. Sono indignata


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