03 apr 2017

Perché a Palermo c’è troppo traffico…


Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa del Comune di Palermo circa il seminario “Mobilità sostenibile nella città metropolitana” svoltosi presso l’Univesità degli Studi di Palermo. Un’ulteriore conferma dopo svolgimento del progetto Muovity a cura di Mobilita Palermo dove abbiamo evidenziato inoltre la necessità di sconfiggere il sostanziale individualismo dell’automobilista.


Palermo ha oltre il 50 per cento di utenti che si spostano in auto. L’indice di motorizzazione è di 56,59 auto ogni 100 abitanti, tra i più alti d’Italia ma il 40 per cento si dice pronto a passare ad un sistema intermodale (servizi ferroviari e gommati) se viene assicurato un buon servizio in termini soprattutto di frequenza dei collegamenti e velocità di percorrenza.
I dati sono stati presentati oggi durante il seminario “Mobilità sostenibile nella città metropolitana” organizzato dal Rotary club area Panormus in collaborazione con La Scuola Politecnica dell’Università e con gli ordini professionali degli Architetti e degli Ingegneri.

I dati sullo studio dei flussi di ingresso e circolazione in città presentato da Marco Migliore del Dipartimento di Ingegneria civile mostrano situazioni di grande congestionamento soprattutto sugli assi di ingresso dai centri limitrofi e dalle periferie insieme alla fotografia degli utenti, per lo più studenti e lavoratori.

“Un’iniziativa che dimostra quanto sempre più diffusa e condivisa sia la sensibilità per una mobilità dolce e sostenibile – ha detto il sindaco Leoluca Orlando, salutando i lavori in mattinata -. Il mondo accademico e della ricerca è indispensabile per fare scelte tecnicamente sostenibili ed efficaci, così come è indispensabile il mondo della società civile, perché quelle scelte siano culturalmente accettate e praticate”.

“Chi viene a Palermo per motivi di lavoro – ha detto Migliore – ancora oggi non riesce ad usufruire dei sistemi intermodali per l’offerta ancora insufficiente in termini di frequenza e intermodalità.”. Anche perché oltre 500 mila persone gravitano nelle aree periferiche della città. “Persone a cui oggi è precluso il diritto alla mobilità”, ha detto il presidente dell’Ordine degli Architetti, Francesco Miceli. ”L’amministrazione comunale – ha aggiunto – ha predisposto un progetto ed è prioritario sviluppare un confronto aperto  per individuare e condividere linguaggi e strategie comuni  sia per la città che per l’area metropolitana”.  Considerazione condivisa nei saluti anche dal presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Giovanni Margiotta che ha sottolineato come “sia necessario coniugare gli elementi centrali come il passante ferroviario e l’anello con gli elementi complementari, cioè bus, tram e tutta la cosiddetta mobilità dolce”.

“Ripensare la mobilità metropolitana – ha spiegato Maurizio Carta – significa però anche fare rigenerazione urbana e ripensare la città creando nuove centralità. Palermo deve diventare città arcipelago, capace di prosperare attraverso una migliore connessione delle sue centralità, anche attraverso il sottosuolo con il passante e l’anello ferroviario  così come avviene nelle grandi città europee”.

“La risposta alla domanda di mobilità nella visione dell’Amministrazione  - ha aggiunto Orlando - va ricercata su più fronti, ognuno dei quali fornisce un importante contributo al problema: il car sharing, anche elettrico e per portatori di handicapp, il bike sharing, le pedonalizzazioni, la ZTL. Inoltre, il sistema della rete tranviaria che, oltre a soddisfare una indubbia domanda di trasporto, assolve alla importante funzione sociale di ricucire le periferie con il centro della città, contribuendo a modificare in positivo il rapporto fra le varie zone urbane. In sostanza, la mobilità urbana è parte integrante dell’idea di città che si sta portando avanti con convinzione e con risultati tangibili”.

L’assessore all’Innovazione, Gianfranco Rizzo, ha rimarcato come “l’attuazione dell’agenda digitale, basata sull’informatizzazione dei servizi, avrà anche lo scopo di rendere superflui molti spostamenti che la popolazione compie per raggiungere gli uffici, migliorando così indirettamente la mobilità in città. Il sistema dei pagamenti elettronici PagoPA da poco introdotto è un tassello importante di questo percorso”.


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7 commenti per “Perché a Palermo c’è troppo traffico…
  • Orazio 639
    03 apr 2017 alle 16:59

    Io vado indietro di diversi decenni, quando faceva figo andare a vivere lontano dal centro, quanto più lontano dal centro…. E di diversi anni, quando faceva figo decentrare attività lavorative e commerciali in posti irrangiungibili.

    Quelle cose “fighe” servivano per lo più a speculare ed ora ci restano il ciaffico ed un’altissima percentuale di abitazioni vuote e negozi chiusi.

  • peppe2994 2718
    03 apr 2017 alle 20:29

    Niente, a quanto pare l’argomento infrastrutture stradali è un tabù.

    Tanto per chiarire,
    Roma, Torino, Verona e Catania hanno un tasso di motorizzazione più elevato,. Quello medio italiano è 510 vetture ogni 1000 abitanti. A parte Genova e Venezia per ovvi motivi geografici, tutte le città sono sopra 500.
    Catania in particolare ha un tasso di 580, il più alto in assoluto d’Italia, eppure il tasso di congestionamento è del 29% contro 43 di Palermo. Misteri….

    …che in realtà non lo sono affatto. La realtà è così semplice e banale che chiunque si vergogna a pronunciarla, meno che mai i politici.

    Il problema non solo le troppe macchine, ma le strade, non poche, ma inadeguate. Ci ritroviamo con un quadro della viabilità molto preciso. Tante strade sono dei deserti, traffico minimo, poche ma essenziali invece sono in ginocchio.

    Un’amministrazione competente avrebbe posto rimedio d’urgenza a queste criticità.

    La foto in copertina è emblematica.
    Ormai lo sanno pure i muri che l’80% del traffico cittadino è dovuto al transito no stop a tutte le ore di mezzi pesanti in via Messina Marine e alla situazione viale Regione sotto il duplice aspetto dell’attraversamento parallelo e trasversale.

    Ogni tot mesi arrivano le parole vuote, le mezze frasi, e cose tipo l’ultima affermazione nell’articolo che fanno cadere proprio le braccia. L’importante è non centrare MAI il punto e girare intorno ai problemi.

    • fabio77 648
      04 apr 2017 alle 9:22

      Sottoscrivo parola per parola quanto riportato da Peppe. I problemi del traffico a Palermo sono essenzialmente legati a tre fattori:
      1) Inadeguatezza della rete viaria;
      A quanto pare, i grandi professoroni, esimi ed emeriti, che hanno partecipato a cotanto seminario, si sono ben guardati dal citare la mancata riqualificazione del Viale Regione Siciliana, l’assenza dello svincolo Perpignano, il mancato raddoppio del ponte Corleone, lo svincolo Brancaccio incompleto, la mancata realizzazione del nuovo asse viario Notarbartolo – Indipendenza, il congestionamento di via Messina Marine e di via Ausonia, utilizzate dai mezzi pesanti per accedere ed uscire dal porto, il buco nero di piazza Indipendenza con la nefasta appendice di Corso Alberto Amedeo, la mancata rotatoria tra corso Tukory e via Basile, ecc. ecc. ecc. … l’importante è riempirsi la bocca di car sharing e bike sharing, che sono parole inglesi che fanno tendenza e così – a parole – abbiamo risolto tutti i problemi.
      2) Carenze del trasporto pubblico e difficoltà ad accedere a forme di mobilità alternative;
      In relazione a tale punto, tanto per fare un esempio tra i molti che si potrebbero fare, mi piacerebbe sottoporre all’attenzione del Sindaco, che forse non lo sa, lo stato di secolare degrado in cui versano i sottopassaggi del viale Regione, nel tratto da Pagliarelli a Bonagia; chi abita da quelle parti (lato montagne) e vuole scendere con l’autobus al parcheggio Basile non lo può fare perchè non vi sono autobus che passano lato monte e perchè non può recarsi a piedi a prendere l’autobus lato valle a causa dello stato immondo dei sottopassaggi. E’ così che il Comune incoraggia le forme di mobilità alternative all’auto privata?
      3) Maleducazione della gente e vigili urbani e forze dell’ordine che fischiettano e guardano il cielo piuttosto che intervenire.
      Auto in doppia e tripla fila, ambulanti ovunque, cartelloni pubblicitari in mezzo alla strada che restringono la carreggiata e tutto questo non in strade secondarie dove i vigili non vanno mai, ma nei nodi cruciali del traffico palermitano. Due esempi su tutti: 1) auto, cartelli e cianfrusaglie varie che occupano la strada in piazza Indipendenza, dopo la curva di Corso Alberto Amedeo, aggravando la già caotica situazione, spesso e volentieri sotto il naso di qualche vigile intento a guardare lo scorrere delle nuvole; 2) Pericoloso restringimento della carreggiata (soprattutto per che proviene da via Basile e deve dirigersi su viale Regione, direzione Messina), sotto il ponte di via Basile, laddove, da tempi immemori, si pratica il culto, antico ed accettato, di sua maestà la stigliola, con accompagnamento di stagione di castagnari, fragolari, ecc. ecc. ecc.. Da lì sono passate e passano ogni giorno tutte le forze dell’ordine, ma nulla cambia.
      E allora, di che cosa stiamo parlando?

  • huge 2096
    04 apr 2017 alle 11:07

    La prima causa del traffico palermitano sono i palermitani stessi con la loro inciviltà e maleducazione. E allora che se lo piangano!
    Basta guardare la foto! UN’intera colonna di auto, quella a scendere, bloccata dagli incivili che dalla laterale devono immettersi verso monte. Anziché lasciare libero lo spazio per far passare che scende e muoversi solo quando possono effettivamente passare, si piazzano come bestie in mezzo alla strada, raddoppiando di fatto il caos. Ed è così in tutti gli incroci trafficati. Tutti ammassati al centro, nessuno che passa.

  • huge 2096
    04 apr 2017 alle 11:11

    Altra porcata tipicamente palermitana, ben visibile in foto. La corsia di destra della laterale dovrebbe essere occupata solo da chi deve svoltare verso mare. Invece la nostra città è piena di geni al volante che, pur dovendo svoltare a sinistra, occupano per intero la corsia di destra, impedendo a una notevole parte del flusso di auto di defluire, congestionando ulteriormente l’area.

  • peppe2994 2718
    04 apr 2017 alle 14:40

    huge, ma di che stiamo parlando?
    Il cittadino al volante non c’entra assolutamente NIENTE.

    Le macchine passano regolarmente con il verde, il problema quì come in via Pitrè è il caos a monte che impedisce alle macchine passate regolarmente con il verde di defluire. Non è un problema dell’incrocio in se, ma le cause vanno ricercate a monte.

    In merito alla seconda affermazione la tua proposta da codice della strada non è applicabile. Con regolare flusso di traffico si mettono tutti sulla sinistra, esattamente come nell’inversione di marcia sul ponte Pitré, ma quando c’è una coda tra i 175 ed i 250 metri non ci si può mettere a sinistra.
    Poi c’è l’evidenza che nessuno deve andare dritto, perché è possibile utilizzare gli svincoli della corsia centrale.

    Non cerchiamo scuse altrove, perché non ce ne sono.

    • huge 2096
      04 apr 2017 alle 15:04

      Peppe, ti ricordo che esiste un ben preciso articolo del C.d.S. che a Palermo nessuno rispetta mai (il 99% neanche ne sa dell’esistenza)! Verde o non verde un incrocio NON DEVE essere impegnato se non è possibile liberarlo immediatamente. Ossia, se c’è la coda che ti impedisce di passare, NON ti puoi mettere al centro della strada, anche se c’è il verde.

      Se i palermitani guidassero in modo disciplinato, non solo rispettando il codice, ma anche gli altri, il traffico in città sarebbe molto minore!

      Vogliamo parlare di tutte le doppie e triple file che bloccano gran parte delle vie cittadine?
      Anche quelle non c’entrano nulla?

      Ma dai, Peppe, chiunque guidi a Palermo sa che in tantissime occasioni le code e il caos sono enormemente amplificate dal non rispetto delle regole.


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