09 feb 2017

Giù una delle due ciminiere della Italcementi di Isola Delle Femmine


Sono in corso già da qualche settimana i lavori ad uno dei due camini della ItalCementi di Isola Delle Femmine.
Dopo averlo interamente imbragato, gli operai stanno provvedendo, con l’ausilio di una gru, a demolirlo pezzo a pezzo, lavori che dovrebbero concludersi entro Marzo.
Un eco mostro che abbandona progressivamente le nostre menti, alla fine dei lavori rimarrà solo uno dei due camini che con l’occasione subirà dei lavori di manutenzione

Ecco la nota stampa ricevuta dalla Italcementi:

La Cementeria di Isola Delle Femmine sta predisponendo i previsti interventi di adeguamento alle BAT (Best Available Techonology) dell’Unione Europea, che permetteranno di ottimizzare ulteriormente le prestazioni ambientali della cementeria, in un’ottica di continua evoluzione dell’efficienza produttiva e ambientale. Nell’ambito di questa serie di lavori di miglioramento dell’impianto, è prevista entro marzo anche la conclusione delle operazioni di demolizione di uno dei due camini, contestualmente a interventi di manutenzione sull’altro.

L’impianto di Isola è presente sul territorio da circa 60 anni e rappresenta una risorsa di primo piano per il sistema industriale dell’isola, che nel corso degli anni ha offerto lavoro a centinaia di famiglie, tra impiego diretto e indotto. Dal 1998 la cementeria ha la certificazione di qualità ISO 9002 e dal 2003 la certificazione ambientale ISO 14001. Dal 1999 è inoltre operativo il sistema di monitoraggio in continuo 24 ore su 24 delle emissioni del forno di cottura, successivamente esteso agli impianti del crudo, cotto e macinazione combustibili, a garanzia che tutte le emissioni sono in linea con quanto previsto dall’Autorizzazione Integrata Ambientale.

 


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10 commenti per “Giù una delle due ciminiere della Italcementi di Isola Delle Femmine
  • fadel 190
    09 feb 2017 alle 15:05

    nel mondo evoluto vicino al mare fanno strutture turistiche ecosostenibili qui invece cementerie, petrolchimici e mostruosità varie. termini imerese, con l’area archeologica a ridosso della spiaggia, sarebbe potuto essere un sito turistico di livello altissimo e invece fabbriche su fabbriche e mare non balneabile. che rabbia

  • Athon 854
    10 feb 2017 alle 2:02

    Impianti di questo tipo, costruiti decenni fa in zone, spesso di pregio, che hanno finito con l’esserne deturpate (Termini Imerese, Augusta, Gela etc…etc…), dovrebbero quantomeno essere obbligati a ricompensare il territorio sul piano ambientale, e in modo significativo. Servirebbero proposte legislative che andassero in questa direzione. Nel caso in cui vi fossero leggi di questo tipo, alla Italcementi di Isola delle Femmine, per esempio, si potrebbe chiedere di farsi carico del rimboschimento di alcuni dei monti, attualmente spogli, che circondano il territorio. Troppi errori sono stati commessi in passato…

  • punteruolorosso 1655
    10 feb 2017 alle 6:33

    italcementi continua a scavare nella montagna sopra isola delle femmine. il paesaggio è lunare. si dovrebbe innanzitutto fermare la distruzione. capisco il danno per l’economia, ma non sopporto che le montagne, ovvero il profilo della nostra terra, vengano deturpate. i rimboschimenti vanno fatti e subito, con specie arboree locali e arbusti che contengano le frane. e che dire della cava di billiemi sopra borgo nuovo? si sta mangiando un’intera montagna.
    questi mostri danno lavoro, ma distruggono il territorio. è lo stesso discorso dell’ilva o di bagnoli.
    si proceda alla rinaturalizzazione.

  • vicchio65 71
    10 feb 2017 alle 10:53

    Scusate, ma vorrei fare un commento controcorrente: a me dispiace che non ci siano più le ciminiere, come mi è dispiaciuto vedere cadere le ciminiere della centrale quattro venti!
    Credo che certi edifici, pur non nascendo come opere d’arte, assumono col tempo delle caratteristiche culturali proprie rappresentando una memoria storica della società. Le ciminiere non saranno state belle, ma sono ormai inscindibilmente legate ai ricordi del panorama di Isola.

  • peppe2994 2872
    10 feb 2017 alle 11:39

    Le ciminiere sono a 600 metri dal mare. Nessun abuso, nessun fastidio.

    Come si può volere la chiusura di una delle poche fabbriche che abbiamo? Ma scherzate?
    Anche se dovessero demolire tra mille anni tutta la montagna,qual’è il problema? Anzi è un fatto positivo, così si potrà realizzare una variante dell’A29.

    • punteruolorosso 1655
      10 feb 2017 alle 22:52

      scusami peppe, capisco la tua ironia ma rischia di essere presa sul serio, e quindi ti difendo in anticipo. tu non pensi che quella montagna debba sparire.
      non ho pregiudizi su chi fa impresa, ma queste grandi aziende tipo ilva, italcementi, eni ecc. campano sul ricatto lavoro-salute. e intanto distruggono l’ambiente che è di tutti. loro fanno profitti, e noi ci ritroviamo un territorio inquinato e devastato. è anche il caso di isola.

      • peppe2994 2872
        10 feb 2017 alle 23:03

        Ragionamento corretto, però in questo momento storico non possiamo permetterci certi lussi.

        Se dobbiamo parlare di distruzione, allora guardiamo un attimo all’inquinamento. La fogna in zona Carini con tutti gli scarichi a mare e gli ecomostri in fila mi turbano molto più della Italcementi.

  • peppe2994 2872
    10 feb 2017 alle 12:07

    La ciminiera in fase di demolizione è crollata da sola. Assurdo.

    Fortunatamente nessun ferito e nessun danno all’altra ciminiera.

  • Binario 103
    10 feb 2017 alle 23:35

    I lavori di demolizione dovevano terminare a Marzo; questo rappresenta uno dei rari casi dove, i lavori in Sicilia vengono espletati con congruo anticipo!!!


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