09 set 2016

AMG | Torna illuminato il sottopassaggio di Via Crispi


Più di ventidue punti luce riaccesi nel sottopassaggio di via Francesco Crispi. L’intervento è stato eseguito dalle squadre del servizio serale di Amg Energia Spa, nell’ambito di un progetto complessivo di recupero dell’area di piazza Tredici Vittime avviato dal Comune di Palermo con il supporto delle società partecipate.

I tecnici di Amg hanno completato nella tarda serata di ieri un intervento complesso di revisione e ripristino dell’illuminazione del sottopasso, con l’ausilio della polizia municipale e la chiusura temporanea, in modo alternato, delle due carreggiate. Sono stati riaccesi ventidue punti luce. Soddisfazione per l’intervento è stata espressa dal sindaco, Leoluca Orlando: ‘E’ la conferma della buona prassi che questa amministrazione ha avviato attraverso la piena sinergia tra le sue società’. Un ringraziamento agli operai, ‘sempre al servizio della città’, è stato rivolto anche dal presidente di Amg, Giampaolo Galante.


amgamg energiailluminazioneilluminazione pubblicaPiazza XIII Vittimesottopassaggiovia crispi

16 commenti per “AMG | Torna illuminato il sottopassaggio di Via Crispi
  • Fabio 23
    09 set 2016 alle 10:38

    A Palermo la “normale amministrazione” degli interventi viene vista come una cosa straordinaria! Siamo talmente abituati e assuefatti al disservizio costante che quando si fa una cosa da paese civile ci meravigliamo. Comunque ogni tanto qualcosa viene riparata. Spero sempre nel progresso civile di una città meravigliosa che spesso non si merita i suoi cittadini e gli amministratori di turno.

  • danyel 352
    09 set 2016 alle 12:01

    Bene … ma questo sottopassaggio andrebbe totalmente ristrutturato .. è invaso dalle erbacce e l’intonaco sta letteralmente cadendo a pezzi .. i calcinacci sono ovunque!

    • Irexia 662
      09 set 2016 alle 18:48

      Condivido!
      Si potrebbero rivestire i lati di maioliche che costituiscano un unico disegno che rappresenti la città (come visto nei tunnel sotto le città in Portogallo) oppure fare un bel murales con lo stesso tema! Siamo sempre in zona porto e vicinissimi al centro storico, zona di forte attrazione turistica, costituirebbe una specie di biglietto da visita della città!

  • phrantsvotsa 462
    09 set 2016 alle 13:03

    Ringraziamenti ufficiali, squilli di trombe, discorsi altisonanti……Ma chè è? il ponte sullo stretto di Messina?
    Ma da quando la sotituzione di punti luce in una città europea rappresenta un obbiettivo raggiunto da reclamare con “vivaevibrantesoddisfazione”?
    Avete ripristinato i punti luce…bene, siamo tutti contenti, ci mancherebbe, ma…..sono solo dei punti luce!
    Se questa è una manutenzione straordinaria…quale sarebbe quella ordinaria?
    Il questo sottopasso l’unica cosa straordinaria è lo stato di abbandono e degrado!

  • Fabio Nicolosi 48181
    09 set 2016 alle 23:25

    Il problema delle maioliche è il mantenimento. Sappiamo che ciò che è bello poi va mantenuto e le varie amministrazioni hanno sempre dimostrato che non è così semplice

    • Irexia 662
      10 set 2016 alle 11:22

      Lo sappiamo, purtroppo… :.(
      Ecco perché suggerisco anche il murales… una passata di bianco e se ne disegna uno nuovo!
      Anche se le maioliche hanno l’indubbio vantaggio di non annerire a causa dei gas di scarico…

      • Athon 819
        10 set 2016 alle 14:55

        Penso sempre che se la città fosse amministrata dagli utenti di Mobilita Palermo, l’Aquila spiccherebbe il volo. Infatti capita frequentemente di leggere proposte interessanti per la valorizzazione della città e puntuali per quanto riguarda le infrastrutture. Poi ovviamente tutto si presta sempre alla discussione e i pareri possono essere divergenti. Quello che conta però è che c’è un movimento di idee. Ecco la differenza tra chi è mosso dalla passione disinteressata e chi invece fa il semplice burocrate.

        Quello che penso io è che accanto alla funzionalità bisognerebbe sempre puntare anche alla bellezza, che è importante non meno della prima, anzi direi prioritaria. Una città, oltre che di strade, ponti e servizi, è fatta anche di un’anima. Una città che dimentica se stessa, la propria indole e il valore della bellezza, si degrada e si imbarbarisce in tutto, nelle infrastrutture, nella veste architettonica e nella società; una città che invece riscopre la propria storia e la propria bellezza, torna a nuova vita.

        Tra le maioliche e il murales, meglio le prime. I murales si degradano facilmente e finiscono col diventare scarabocchi: sono realizzazioni precarie ed effimere. Le maioliche invece, per quanto necessitino anch’esse di un mantenimento, resistono nel tempo. La scalinata di Caltagirone o quelle di Sciacca esistono da cinquant’anni, e davanti hanno ancora parecchi secoli.

        Per quanto sia ragionevole ravvisare la necessità del mantenimento di un’opera come quella immaginata da Irexia, questa non dovrebbe essere assunta come causa sufficiente a scartare a priori l’idea. D’altra parte non c’è nulla che non abbia bisogno di una manutenzione. Trovo sia sbagliato rinunciare a fare le cose soltanto in base alle problematiche connesse che si ravvisano nel futuro. Semmai, la presa di coscienza e la lungimiranza dovrebbero sollecitare a realizzare le buone cose predisponendo da subito la risoluzione dei problemi che si prevede si possano determinare nel futuro. Per esempio, la realizzazione della copertura in maioliche e la sua costante manutenzione potrebbe essere affidata per sempre agli studenti dell’Accademia delle Belle Arti. È solo un’idea. D’altra parte le maioliche tendono comunque a conservarsi. Forse sarebbe necessario cambiarne solo qualcuna ogni tot di anni. Non penso sarebbe insormontabile il problema della manutenzione.

        Infine invito a riflettere sul fatto che dire «Il problema delle maioliche è il mantenimento», in fondo non è molto diverso dall’affermare «Il problema dei rimboschimenti è che poi scoppiano incendi» oppure «Il problema dell’apertura di piccole imprese è che magari poi qualcuno verrà a chiedere il pizzo», e cose così. Ravvisare i problemi dovrebbe, anziché essere un freno, sollecitare alla risoluzione di questi, preventivamente. È vero che a Palermo in genere non funziona così. Tuttavia, fino a quando la città non assumerà tale postura mentale, e in questo i cittadini e Mobilita Palermo possono giocare un ruolo determinante, si rimarrà sempre in una specie di limbo.

  • Athon 819
    10 set 2016 alle 2:28

    In cosa consiste il progetto complessivo di recupero dell’area di piazza Tredici Vittime? Per recuperare davvero quell’area occorrerebbe aprire più cantieri, e l’istallazione di punti luce dovrebbe essere uno degli atti finali.

    Qui si tratta solo della revisione e del ripristino dell’illuminazione di un bruttissimo sottopasso che cade a pezzi.

    In quell’area ci sarebbe moltissimo da fare. Oltre al “sottopasso abbandonato”, risulta abbandonata da decenni anche l’area archeologica degli Schiavoni che si estende dalla chiesa di San Giorgio dei Genovesi fino a piazza Tavola Tonda, subito dietro il Conservatorio. Lì sotto, assieme a buona parte delle mura della città, c’è pure da tirar fuori la porta di San Giorgio dei Genovesi. Nuovi lavori dovrebbero interessare anche l’area archeologica del Castello a Mare. Anche lì c’è altro da portare alla luce. Ovviamente un serio recupero dell’area dovrebbe prevedere anche la demolizione delle barriere rispetto il mare e l’area archeologica: palazzo Brancagel e strutture del Mercato ittico (che tra l’altro sotto nasconde i resti di Santa Maria di Piedigrotta). Fino a qualche anno fa ancora si parlava vivacemente della necessità di abbattere queste strutture. Oggi pare che non se ne parli più.

    Recuperino il sottopassaggio assieme a tutto ciò che sta attorno. A lavori ultimati saranno legittimi tutti i roboanti proclami che vogliono. Ad oggi non è il caso.

    • punteruolorosso 1573
      11 set 2016 alle 9:53

      dal foro italico-cala-crispi passano ogni giorno centinia di tir diretti al porto.
      proporrei di interrare tutto l’asse dal fiume oreto al porto, riqualificando gli spazi in superficie e ricollegando il centro storico col mare. il quartiere degli schiavoni, su cui insisteva un progetto di edilizia popolare, andrebbe unito al castello a mare in un unico percorso archeologico. giusto abbattere mercato ittico e brancagel, e giustissima l’opposizione di orlando all’acquario al posto del mercato ittico, in piena area archeologica.

      • Athon 819
        11 set 2016 alle 13:52

        Questa è un’idea che ho sempre avuto anch’io. Sarebbe l’ideale.

        Tuttavia credo che oggi sarebbe complicato farlo per l’intero asse dal fiume Oreto al porto. Bisognerebbe capire se, nonostante il collettore fognario nella zona del Foro italico, sia ancora possibile immaginare un interramento della strada.

        Ammesso che ciò sia complicato dalla Cala al fiume Oreto, non lo è invece per tutta l’area di Piazza XIII Vittime. Lì sarebbe ancora fattibile interrare la strada e valorizzare la superficie, unendo l’area archeologica del Castello a Mare con quella degli Schiavoni.

  • Lambert 11
    10 set 2016 alle 13:11

    Ma il sottopassaggio della rotonda di Via Belgio, direzione Trapani, come mai è ancora chiuso?

  • friz 756
    11 set 2016 alle 13:46

    …..la cosa più inquietante di tutta questa vicenda è che Orlando prenda in considerazione questo “grande” intervento come un esempio….. hanno cambiato 4 lampadine e neanche bene…..infatti diverse lampadine già non funzionano più….. e tutto l’intonaco continua a cadere a pezzi….. come in tantissimi altri sottopassaggi della città…..
    …..e come al solito gli aspetti estetici delle opere pubbliche a Palermo sembrano essere secondari…. invece basta andare in città e paesi governati meglio che si comprende che gli aspetti estetici diventano, OVVIAMENTE, fondamentali….. dico OVVIAMENTE perchè è normale che se vuoi aumentare il turismo lo devi attirare mostrando il Bello….. e non ovviamente quello schifo di sottopassaggio che ha l’intonaco che cade a pezzi…. e magari fosse l’unico a Palermo…. ma purtroppo di esempi di questo genere a Palermo ce ne sono parecchi….
    P.S …..le maioliche mi piacciono…. e mi piacciono parecchio anche i murales….. che in qualche modo nascono dall’esigenza di “evadere” dalla tristezza e dalla povertà di certe schifezze architettoniche nate negli anni 50….60…70….. …..in un certo senso, i murales, quando vengono realizzati da grandi artisti, sono quasi dei moderni affreschi…. e in certi casi, ma non in tutti, andrebbero preservati esattamente come certi affreschi rinascimentali….. magari realizzandoli in pannelli da ricoprire con plastica trasparente per preservarli dalla pioggia…. ma questa era solo un’idea…. niente di più…. Ciao a tutti!!!

  • friz 756
    11 set 2016 alle 16:04

    …..e aggiungo ancora una cosa: giusto radere al suolo il palazzo Brancagel (ovviamente non penalizzando economicamente gli attuali proprietari)…. e speriamo che prima o poi possa essere eletto a Palermo qualche sindaco che si possa occupare della questione…. e dubito che sia Orlando perchè dopo tre mandati, se avesse avuto una qualche intenzione di intervenire in tal senso, lo avrebbe già fatto….
    …..e ritornando alle decorazioni del sottopassaggio aggiungo una suggestione….. una fantasia…. sarebbe bello vedere un piccolo bosco dipinto nelle pareti del sottopassaggio…. …..degli alberi sotto terra? degli alberi disegnati sulle pareti di un sottopassaggio? Perchè no…. un modo come un altro per contrastare il grigio….
    …..ad ogni modo ribadisco che le maioliche sarebbero interessanti…. ma se mai qualche sindaco futuro, per abbattere i costi, puntasse sui murales, sarebbe bene realizzarli su pannelli da poter eventualmente ricoprire con plastica trasparente….


Lascia un Commento