04 mag 2016

Tecnici a confronto: Palermo non ha una mobilità “pensata”. E poi arriva la triste conferma sul Passante Ferroviario…


Si è tenuto lunedì pomeriggio un incontro/conferenza presso Sala delle Lapidi sul tema della nuova mobilita’ cittadina verso il nuovo Piano Regolatore di Palermo. L’evento era pubblico e tra gli altri è intervenuto Gianfranco Rossi, direttore generale di AMAT. Eravamo presenti per raccogliere informazioni e spunti.

Nel suo intervento meramente narrativo, Rossi ha confermato che 521 milioni di euro del nuovo Patto per Palermo saranno destinati alle nuove linee tranviarie.

Inoltre gli è stato contestato un ridotto utilizzo del mezzo da parte dei palermitani. Dal canto suo ha enunciato il progressivo aumento delle obliterazioni: 80.000 – 130.000 – 260.000.

Sulle slides da lui prodotte veniva riportato il dato di 400.000 obliterazioni. Molto onestamente non si è riuscito a comprendere quale sia il dato veritiero e su quale scala venisse tarato (mensile, bimestrale?). Ci chiediamo il perchè l’AMAT non pubblichi mensilmente i dati aggiornati sul proprio sito. Sarebbe un atto di trasparenza dovuta, che eliminerebbe ogni dubbio e interpretazione.

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Nel dibattito della futura mobilità di Palermo, l’Ingegner Rossi ha sottolineato come 20km di linea tranviaria corrispondano in termini economici ad un km di metropolitana. Questo per motivare l’apparente abbandono della Metropolitana Leggera da parte dell’Amministrazione comunale. Il nuovo sistema tranviario sara’ catenary free, ovvero senza palificazioni, per ridurre l’impatto nelle arterie più centrali come via Libertà e via Roma.

A seguire, è intervenuto l’Ingegnere Ciuffini, ingegnere trasportista che tra le altre opere ha progettato il tunnel di Perugia e ha analizzato diversi dati sulla mobilità di Palermo. Il suo è stato un intervento interessante, votato a fornire valutazioni molto dirette e consigli per il futuro all’amministrazione, sfruttando la sua esperienza e una visione più esterna dei fatti. Di seguito abbiamo raccolto i suoi spunti sparsi:

Nuova Strada Pedemontana: i finanziamenti a disposizione fanno pensare che questo progetto non vedrà luce a breve. Nonostante ciò e’ un tracciato che andrà tenuto in considerazione nella redazione del nuovo PRG.

Ha sottolineato come vada salvaguardato il diritto all’accesso nei luoghi, e non il diritto alla mobilità. Critica velata alla sentenza del Tar sulle ZTL che recitava: “compressione ingiustificata al diritto della mobilità“. Al contempo ha rimarcato il diritto per i cittadini nel non dover essere obbligati a fare lunghi tragitti per le attività quotidiane (mobilità obbligatoria). Il riferimento era alla chiusura dei negozi di prossimità nei quartieri in favore dei centri commerciali nelle periferie. Comunque secondo Ciuffini a Palermo resistono i piccoli negozi di quartiere, mentre dal pubblico si alzavano delle obiezioni.

In vista del nuovo PRG dunque questi e altri diritti devono essere esercitati e conciliati. Questo è il compito dell’amministrazione.

Nuovi TRAM: secondo Ciuffini e’ stato concepito un piano ben fatto ma prettamente ingegneristico, non urbanistico e quindi poco sensibile ad altri aspetti complementari della mobilità palermitana. Ad esempio, nel piano ci sono delle aree di sovrapposizione e aree vuote, non coperte dal progetto. Una su tutte la zona di Corso Calatafimi parte alta. Auspicava microinterventi di urbanistica (percorsi pedonali segnalati) per connettere intanto queste aree ai nodi del trasporto e sottolineava come le fermate dei bus sono spesso senza informazioni, poco accoglienti e nessuno abbia in giro una reale concezione del servizio se funziona e in quali orari. Una debacle enorme che incide sul bilancio attraverso il bassissimo numero di abbonamenti attivati a Palermo. Senza una credibilità, la mobilità non potrà mai decollare.

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Aggiunge anche che un piano della mobilità deve procedere con una visione d’insieme in cui attivare indagini di mercato per capire cosa fanno i cittadini oltre le ore di punta. Al momento tutto questo non c’è e il rischio è che si proceda per interventi isolati.

Passante ferroviario: per far funzionare l’opera come una metropolitana, occorre pensare anche a chi viene da fuori e vorrà evitare le 17 fermate urbane. Servirà un progetto d’orario ben pensato anche per le esigenze di chi, ad esempio, da Cefalù dovrà recarsi all’aeroporto Falcone-Borsellino anzichè all’aeroporto di Catania.

E’ seguito l’intervento del Dott.Mancarella, Direttore Trenitalia Regione Sicilia.

Veramente poche novità nelle sue parole, abbastanza scontate. E’ stato ribadito che con AMAT si sta lavorando ad un progetto di integrazione tariffaria, ma senza fornire un dettaglio ulteriore a quanto già era noto a tutti.

Ha ribadito che a Dicembre 2016 il Passante Ferroviario riaprirà con il raddoppio del binario, eccezion fatta per il tratto San Lorenzo – Orleans che dovrebbe riaprire entro la fine del 2017. La vera e triste conferma arriva sulla frequenza: a regime ci sarà un treno ogni 30 minuti per ogni stazione del nodo, tra Punta Raisi  e Brancaccio. E’ questa infatti l’unica condizione possibile secondo le disposizioni economiche dettate dalla Regione Siciliana.

Una dichiarazione che ha suscitato molta preoccupazione: a queste condizioni l’intero investimento infrastrutturale verrebbe meno all’obiettivo finale, quello di un servizio di “metropolitana urbana”. Per intensificare le frequenze è stato ribadito chiaramente che servirà un impegno politico, quindi investimenti e altri soldi.

L’ultimo relatore è stato l’Arch. Gangemi, urbanista.

Ha posto il tema dei nuovi ingressi della citta’ metropolitana, da pensare a partire da Termini Imerese e non più da Villabate.

La nuova arteria autostradale tracciata dall’Anas che avrebbe bypassato la città di Palermo percorrendo la conca d’oro è sparita dalla progettazione e dall’attenzione della politica. Inoltre e’ sparito anche il progetto del collegamento Porto – Piazzale Francia per consentire uno spostamento più agevole delle merci. Questi ed altri interventi rientravano in una visione più grande che aveva un senso e una funzionalità. Anche secondo Gangemi non vi è oggi una programmazione a larga scala, ma soltanto interventi puntuali e spesso disconnessi tra loro.

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Il problema primordiale infatti, è che a Palermo non vi e’ rispetto di regole, leggi e ruoli. Il piano regolatore del 2002 e’ scaduto nel 2007. Il precedente era stato emanato almeno 40 anni prima. Gli aggiornamenti degli strumenti urbanistici non vengono rispettati affatto, nel frattempo si attivano nuove progettazioni del tutto indipendenti e che implicano continui ravvedimenti e una navigazione a vista. L’impressione diffusa è che all’interno degli uffici comunali sia tutto disaggregato: ad esempio ci sono piani regionali sui trasporti che non vengono tenuti in considerazione dal nuovo PRG. Allo stesso modo, non ci sono riferimenti rispetto ad un piano di protezione civile di cui nessuno parla e attenziona nelle analisi d’ufficio.

E’ questo dunque lo scenario prospettato dai tecnici intervenuti a questo evento, che sicuramente nella loro professione e nelle loro esperienze hanno più tangibilità dei procedimenti regionali e comunali.

Una notazione finale: è stata data la possibilità ai cittadini presenti in sala di partecipare al dibattito, ma occorre tristemente annotare come molti interventi fossero più sfoghi personali che spunti o critiche utili alla vicenda. Spesso sono stati sollevati argomenti che non trovavano una sponda nelle professionalità presenti al tavolo dei relatori, generando chiaramente degli ovvi imbarazzi nel non poter fornire delle risposte concrete e attinenti.

Anche questo aspetto fa parte della mobilità urbana di Palermo.

 


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47 commenti per “Tecnici a confronto: Palermo non ha una mobilità “pensata”. E poi arriva la triste conferma sul Passante Ferroviario…

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  • drigo 404
    06 mag 2016 alle 18:00

    Sarei curioso di sapere se durante questo incontro hanno presentato i dati relativi al flusso giornaliero per fasce orarie in entrata ed uscita dal territorio comunale. Uno studio di questo tipo è la base per programmare la cadenza oraria di un servizio ferroviario come quello del passante.
    Ad esempio, si parla di una frequenza, nella tratta urbana, di un treno ogni 30′. Mi viene da immaginare, quindi, che sia stata prevista una sola ed unica linea in servizio sul passante ferroviario, che percorre sempre l’intero tracciato da Punta Raisi a Roccella, senza soluzioni intermedie (e senza considerare la scomodità di avere una stazione di testa in mezzo come Palermo Centrale). Quale sarà il budget per l’acquisto del materiale rotabile, e quale sarà la tipologia del materiale rotabile in circolazione? Prevedono di integrare almeno con i TAF, oppure insisteranno con i Minuetto?

  • friz 848
    06 mag 2016 alle 20:50

    …..ma almeno, dopo quei due giorni, la gente direbbe che il Sindaco lo aveva saputo fare….. ma per davvero però!!!
    Ogni riferimento a sindaci realmente esistenti è puramente CAUSALE!!!
    …..vedi io sono di sinistra….ma malgrado tutto so che per la prima volta per le prossime elezioni voterò a destra…e che la pensano come me ce ne sono tanti altri…. chiunque purchè non lui….

    • fabio77 708
      06 mag 2016 alle 21:34

      Chiunque purchè non lui? Mi sono arrivate all’orecchio voci di corridoio che ipotizzano la candidatura dell’attuale assessore comunale al traffico…. 8-)

  • friz 848
    07 mag 2016 alle 8:41

    Ciao Fabio77….l’attuale assessore comunale al traffico prenderebbe tre voti in tutta Palermo… e ovviamente uno di quei tre voti non sarebbe il mio…..


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