08 feb 2016

CENTRO STORICO | In restauro palazzo Butera


Ha inizio con mia somma gioia il restauro del palazzo appartenuto ai Branciforti (o Branciforte) principi di Butera, una delle più potenti famiglie aristocratiche siciliane.

Il palazzo sorse su un “tenimento di case” acquistato dalla famiglia nel 1692 alla Marina, e divenne dimora ufficiale della famiglia, in sostituzione del ben più austero (e piccolo) palazzo Branciforti in via Bara, che verrà successivamente destinato a seconda sede del Monte di Pietà. In posizione privilegiata davanti il Foro Italico gode di una splendida visuale su tutto il golfo.

Fu principalmente per iniziativa di Ercole Michele Branciforti, sposato con Caterina Branciforti e Ventimiglia, che il palazzo divenne oggetto di un vasto programma di ampliamento e decorazione.
Nel 1730 è segnalata la presenza di Ferdinando Fuga nel cantiere. Il suo “nuovo camerone” purtroppo non è più identificabile in quanto andò distrutto nel 1759 quando un gravissimo incendio devastò gran parte dell’edificio. Sarà sotto la direzione dell’architetto di famiglia Paolo Vivaldi che l’edificio verrà nuovamente ristrutturato, anche se verso la fine del secolo il cantiere verrà seguito da Carlo Chenchi e Pietro Trombetta.
Un esercito di marmorari, stuccatori, intagliatori e pittori adornisti sarà impegnato nel cantiere di ri-decorazione del palazzo. Nel 1737 viene realizzato il grande parterre affacciato sulle Mura delle Cattive.

Attraverso lo scalone d’onore si accede all’enfilade di saloni, che in questo edificio ha proporzioni davvero impressionanti, vista la lunghezza del lotto dove l’edificio sorge.
All’interno di raffinate architetture trompe-l’oeil si possono ancora oggi ammirare le splendide decorazioni opera di Gioacchino Martorana (anni ’80 del Settecento), tra gli esiti migliori in città del capriccioso gusto rococò allora imperante. I soggetti sono mitologici e bucolici.
A cavallo tra i due secoli (tra il 1799 e il 1806) Elia Interguglielmini e il figlio Emanuele saranno impegnati nella realizzazione di un ennesimo ciclo decorativo. Le boiseries di alcuni saloni, in stile neogotico, vennero realizzate nel primo ’900.

Nel 1801 il palazzo Benso (adiacente piazzetta Santo Spirito) viene annesso al palazzo Butera con l’intento di realizzarvi un grandioso salone da ballo a doppia altezza.
Nel maggio del 1943 l’ala costituita dall’ex palazzo Benso viene centrata da una bomba danneggiando pesantemente proprio il salone da ballo che per circa quarant’anni espone i suoi resti alla vista di tutti attraverso un grande squarcio. Quando quest’ala venne restaurata ormai parecchi anni fa (ricordo di aver visto delle foto con i prospetti restaurati di fresco in una pubblicazione anni ’80) il salone da ballo non venne mantenuto in favore del ripristino delle due elevazioni originarie.
Oggi in realtà l’ex palazzo Benso è nuovamente slegato dal palazzo Butera in quanto venne acquistato dalla Regione Siciliana che lo ha destinato a Tribunale di Giustizia Amministrativa.

Il palazzo visse una seconda epoca d’oro al tempo del principe Pietro Lanza e Galletti, sedicesimo principe di Butera, sposato con Giulia Florio d’Ondes, negli anni favolosi della Belle Epoque.


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