25 set 2015

A Isola delle Femmine si raddoppia la linea ferroviaria


Sono tutt’ora in corso presso Isola delle Femmine, tra le galleria autostradali, i lavori di rifacimento della vecchia sede ferroviaria necessari a “contenere” il raddoppio. Infine l’adeguamento ed il riutilizzo della vecchia galleria Sferracavallo che con l’occasione ritornerà ad essere sfruttata per il traffico ferroviario.

Ringraziamo Domefry per le foto


isola delle femminepassante ferroviarioraddoppio ferroviarioSegnalatiSFERRACAVALLO

13 commenti per “A Isola delle Femmine si raddoppia la linea ferroviaria
  • basilea 594
    25 set 2015 alle 12:41

    verso il 2081 forse la linea sara’ tutta raddoppiata e funzionante…..forse…
    sempre che non crolli tutta la galleria fra Notarbartolo e s.lorenzo …..

  • moscerino 268
    25 set 2015 alle 12:53

    Caro Basilea perdonami se faccio tutti i tipi di debiti scongiuri, ma a parte la fine lavori, potremmo esserci noi o qualche caro a finire sotto il crollo, comunque il mio intervento era per chiedere se fosse sato possibile realizzare una fermata estiva in questo tratto che alquanto frequentato da bagnanti?
    Personalmente ringrazio sempre il caro Antony Passalacqua per il suo reportage.

    • Fabio Nicolosi 48852
      25 set 2015 alle 13:09

      La fermata più vicina sarà la fermata Sferracavallo, appositamente realizzata per tutti i flussi turistici che d’estate popolano l’area

      • Joe_Pa 123
        25 set 2015 alle 15:00

        Fabio,
        giornalmente passo con il mezzo sostitutivo di Trenitalia nei pressi della futura stazione di Sferracavallo. Vista la distanza tra la fermata e il punto più vicino di spiaggia usufruibile e vista la distanza dal centro abitato, secondo il mio punto di vista questa stazione sarà una cattedrale nel deserto.

        • huge 2211
          25 set 2015 alle 20:21

          Per come stanno le cose al momento, hai senz’altro ragione. La fermata è praticamente nel nulla e totalmente isolata dal paese.
          Si spera che il comune non sia così ottuso da lasciare le cose così come sono per ora.
          Basterebbe un semplicissimo intervento su via Catullo, prolungandola praticamente in linea retta fino alla fermata.
          Meno di 300m tra la piazza e la fermata!
          Da sottolineare che tra l’attuale termine di via Catullo e via del Leone ci sono solo terreni. Nessuna costruzione da abbattere. Il che rende l’operazione ancora più semplice, ancorché restano comunque necessari degli espropri.

  • basilea 594
    25 set 2015 alle 14:25

    purtroppo dopo il disastro di via Bernava, mi sembra rischioso scavare una galleria sotto l’altra…..lo so che a Roma nella metro B c’e’ una situazione simile,ma nel nostro caso si tratta di scavare ,se non erro, con la talpa che dovrebbe produrre vibrazioni non indifferenti, per cui ricordando ancora via Bernava ,dove amici miei hanno perso la casa, ho qualche perplessita’ per il tipo di lavoro che stanno facendo. Poi parlando di crolli eventuali ,mi riferivo a cio’ che potrebbe accadere adesso,non quando il lavoro sara’ ultimato e percorribile…..se mai lo sara’……..ricordiamo via Bernava: tutto fermo da 2 anni e tutto fermo adesso…..

    • peppe2994 3098
      25 set 2015 alle 17:41

      Questa mi sembra una bella castroneria.
      In tutte le città del mondo si scavano gallerie una sotto l’altre creando impressionanti reticoli e noi ci formalizziamo per una galleria sotto l’altra?

      Non esageriamo, è un semplice lavoro di routine.

    • Benedetto Bruno 190
      27 set 2015 alle 13:06

      Il tuo timore nasce dalla non conoscenza. Esempi di stazioni di scambio dove passano più linee di metropolitana e costruite con gallerie una sotto l’altra: Parigi-Chatelet Les Halles: 8 linee, Tokyo-Otemachi: 5 linee, Londra-King’s Cross: 4 linee, Madrid-Avenida de America: 4 linee. A parte questo condivido la tua paura: è normale e comune provare un senso di sfiducia e di inaffidabilità per la maggior parte delle cose realizzate a Palermo.

    • xemet 427
      27 set 2015 alle 14:43

      Se in via Bernava si fosse scavato con una TBM non sarebbe successo nulla. Questo perché è una macchina pensata proprio per evitare questi problemi. Dunque nella tratta B non credo proprio vi sarà alcun problema. Il problema è stato non prevedere scavo con TBM per tutta la parte cittadina del passante. Peccato.

    • huge 2211
      28 set 2015 alle 12:00

      Concordo. Se si fosse (saggiamente) scelto in fase progettuale iniziale di scavare con TBM l’intero tratto da Imera a Belgio (con traslazione a vuoto a Notarbartolo) a quest’ora il passante sarebbe completo e attivo, senza alcun problema di crolli e simili e non avremmo dovuto spendere le decine di milioni di euro aggiuntive necessarie per la variante della tratta B.

    • moscerino 268
      29 set 2015 alle 11:15

      Ottimo si potrebbero utilizzare questo tipo di bus che trovi su questo sito http://www.city-sightseeing.it/newsletter/articoli_06_09/img/Frankfurt1.jpg, oppure prendere i vecchi bus dell’AMAT e farli modificare aprendo il tetto e facendoli pitturare con i siti storici e/o con i prodotti enogastronomici (pane ca meusa e vino rosso, per darci un’idea), facendo percorrere il litorale da Isola delle Femmine a Barcarello con fermata di coincidenza con le stazioni della PFP Isola delle Femmine – Sferracallo – Tommaso Natale.
      Suggerirei, ai comuni di competenza di sistemare a mare delle piattaforme galleggianti, con posti a pagamento, dotate di passarella di collegamento, di barca da escursione con fondo trasparente, sede bar e bagni, da dare in concessione, così tanto per incrementare il turismo.


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